domenica 10 febbraio 2013

VIA SCOPELLITI DA COMMISSARIO PER L'EMERGENZA SANITA' IN CALABRIA



 

Penso che quanto stia accadendo nella sanità calabrese non possa più rimanere impunito né non fare accendere i riflettori della giustizia penale e amministrativa.

I cittadini calabresi si ritrovano con l’annosa cappa di un piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario la cui attuazione, frammentaria e critica, non solo non sta arrecando alcun beneficio economico, ma continua a minare il diritto alla salute e alla cura di tutti.

A fronte di ciò, in Calabria, da anni siamo costretti a registrare la presenza di Aziende Sanitarie Provinciali commissariate per infiltrazione mafiosa ed altre sottoposte a controlli, senza mai conseguire la totale disincrostazione degli intrecci interni politico - mafiosi- massonici.

Risultano in aumento i debiti delle Aziende Sanitarie nei confronti dei loro creditori ed emergono strani accordi tra le stesse aziende ed i loro creditori sui quali, nonostante le varie denunzie, la Magistratura inquirente tace.

Tutto a discapito dei cittadini gravati anche dalla cappa della malasanità.

Oggi, a fronte di ciò e dopo le altalenanti vicissitudini sulla dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, legate all’insana politica dell’attuale Giunta Regionale calabrese, siamo costretti a registrare, in piena campagna elettorale, nomine di dirigenti del settore sanitario provinciale reggino che hanno tutto il “sapore” di “voto di scambio”.

Tra l’altro proprio nei giorni scorsi la Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, del Vice presidente, Antonella Stasi e dell’assessore al Personale, Domenico Tallini, tutti coinvolti nell’inchiesta sulla nomina di Alessandra Sarlo, moglie del giudice Vincenzo Giglio imputato nell’inchiesta “Infinito” della DDA di Milano, a dirigente generale del Dipartimento Controlli, compresi i controlli dei conti sulla sanità calabrese.

Mi domando come il Governo Nazionale possa continuare a mantenere il Presidente della Giunta Regionale calabrese, peraltro anche coordinatore regionale del PDL, nel suo incarico di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dei disavanzi del settore calabrese, manifestando così assoluto disinteresse verso la salute dei cittadini di quella Regione. 

On. Angela NAPOLI

Roma, 6 febbraio 2013

EMERGENZA RIFIUTI CALABRIA E TAURIANOVA



 

Dal 12 settembre 1997, quindi da circa 15 anni, la Calabria vive lo stato di emergenza per la gestione dei rifiuti solidi urbani ed un miliardo di euro è il caro prezzo di un fallimento che si protrae inutilmente da così lungo tempo. Questo fiume di denaro ed i vari decreti di proroga commissariale per la Calabria hanno finito solo col foraggiare affari e potere del mondo politico e di quello della 'ndrangheta senza realizzare nessuno degli obiettivi necessari ad uscire dallo stato emergenziale.

Non ci sono discariche appropriate alla necessità calabrese, pressoché inesistente risulta la raccolta differenziata, per nulla adeguato è il piano regionale dei rifiuti, manca un piano operativo.

Per verificare i risultati negativi e fallimentari del lungo periodo di gestione commissariale e delle varie giunte regionali basta aver attraversato le vie di molte città e paesi calabresi negli ultimi mesi. Ed a nulla servono ancora oggi le proteste di alcuni Sindaci, i quali vengono rassicurati solo per poter garantire i servizi di raccolta dei rifiuti per alcuni giorni, per poi essere costretti a ripiombare sotto le proteste dei cittadini chiamati a pagare i tributi per servizi loro non resi.

L'emergenza, come dicevo, è riscontrabile in diverse città calabresi, ma quella che sta vivendo da mesi TAURIANOVA è ormai diventata davvero insostenibile. Le strade di questa città sono trasformate da mesi in vere e proprie discariche a cielo aperto, con grave e pericoloso nocumento per la salute pubblica, sulla quale tacciono sia l'Azienda Sanitaria Provinciale, interessata solo a fare nomine dirigenziali che hanno il sapore di "voto di scambio", ed il Sindaco del Comune, peraltro, sottoposto nuovamente ad una Commissione d'accesso per infiltrazione mafiosa.

Quando la Magistratura calabrese avvierà una definitiva inchiesta sulle società che operano nel settore della raccolta dei rifiuti? Quando si aprirà un'inchiesta utile a verificare come siano stati spesi i milioni di euro elargiti per la gestione dell'emergenza rifiuti in Calabria?

                                on. Angela NAPOLI

                Presidente Associazione "Risveglio Ideale"

Taurianova, 10 febbraio 2013

 

 

sabato 24 novembre 2012

Le mie dimissioni da Futuro e Libertà


FLI:ANGELA NAPOLI LASCIA PARTITO, BOCCHINO LESO MIA DIGNITA' 
SBRICIOLATI TUTTI I PRINCIPI SU CUI FONDATA NASCITA PARTITO (ANSA) - CATANZARO, 24 NOV 


- La deputata Angela Napoli lascia Futuro e liberta', partito del quale e' stata uno dei fondatori e del quale era coordinatrice regionale della Calabria. 'E' una decisione che ho preso in primo luogo - ha detto Napoli incontrando i giornalisti - per 
il comportamento del vicepresidente del partito, Italo Bocchino, che ho ritenuto lesivo della mia dignita' e di quella dei numerosi iscritti e militanti calabresi'.
'Una volta - ha aggiunto - Bocchino e' venuto in Calabria ad avallare l'ingresso di Futuro e liberta' nell'Amministrazione provinciale di Crotone contro il mio consenso e contro quello della maggioranza del coordinamento regionale del partito. Nello stesso giorno, inoltre, e' andato a Reggio a fare una conferenza stampa insieme al presidente della Regione, Scopelliti, quando era stata gia' insediata la Commissione d'accesso nel Comune'.
Secondo Angela Napoli, inoltre, 'ieri lo stesso Bocchino ha di nuovo allungato la mano all'ex ministro Alfano dicendogli che ci si puo' ricompattare all'insegna delle legalita'. Lo stesso Alfano ha avallato non solo personaggi interni al suo partito collusi con la mafia, ma e' venuto a Reggio a sostenere il presidente Scopelliti mentre stava per essere definita la situazione che e' poi sfociata nello scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguita' mafiosa. Non mi sembra che si possa tendere la mano ad Afano se adotta questi comportamenti.
Ho visto sbriciolarsi tutti i principi su cui si e' fondata la nascita di Futuro e liberta'. E soprattutto ho visto la mancata ottemperanza da parte di alcuni esponenti ai contenuti del 'Manifesto dei valori' che e' servito come fondamenta per la nascita del partito.
'Rimarro' da indipendente nel gruppo parlamentare di Futuro e liberta' - ha concluso l'on.Napoli - per potere avanti la mia battaglia fine alla fine della legislatura. Anche perche' sono sempre andata d'accordo col presidente del gruppo Della Vedova e coi colleghi parlamentari e non mi andrebbe di vedermi seduta in questi ultimi tre mesi di legislatura accanto a personaggi come Scilipoti'. (ANSA).

giovedì 22 novembre 2012

Basta ai corrotti e collusi in politica


Il commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di regione, congiunto con l’annullamento del voto in ben 8 sezioni elettorali suggella quanto insieme al coordinamento regionale del FLI Calabria denunciammo prima, durante e dopo le operazioni di voto, circa le indebite pressioni ed i sotterfugi che ancora oggi vengono esercitati da alcuni Partiti politici e che, quindi, non rendono libera e democratica la scelta degli elettori.
Commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di Regione; scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, prima città capoluogo a subire tale provvedimento; Comune di Rende sottoposto a Commissione d’Accesso; Comune di Taurianova, primo Comune d’Italia sciolto per mafia ancora oggi sottoposto per la terza volta alla Commissione d’Accesso; tre consiglieri regionali arrestati, uno dei quali già condannato in primo grado per associazione mafiosa; i settori regionali della Sanità e dell’ambiente commissariati per la situazione emergenziale nella quale sono stati calati.
Cosa ancora deve accadere per richiamare i cittadini della Calabria a riacquistare l’orgoglio di appartenenza, dicendo “basta ai corrotti e collusi in politica”?

On. Angela NAPOLI

Roma, 22 novembre 2012

giovedì 15 novembre 2012

I Partiti "puliscano" le liste elettorali


L’odierno arresto di Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore al Comune di Rende, i quali avrebbero ricevuto il sostegno della cosca Lanzino– Presta – Di Puppo alle elezioni provinciali del 2009, in cambio di un finanziamento con risorse pubbliche alla cooperativa “Rende 2000”, evidenzia ancora una volta come in Calabria alcuni candidati si servano dell’apporto elettorale della ‘ndrangheta, i cui uomini non disdegnano di potere fare affidamento su “amici” negli Enti locali.
Le responsabilità dei due uomini politici erano già apparse nell’inchiesta che ha portato all’operazione “Terminator 4” contro la cosca Lanzino – Ruà, tanto che fin dal 31 maggio 2012 con atto ispettivo parlamentare avevo proprio chiesto di far luce sulla gestione amministrativa del Comune di Rende nel periodo in cui i due politici ricoprivano la carica di Sindaco e assessore.
Azione amministrativa dissennata (perché contraria ai principi di economicità ed efficienza) ed illecita” scrive il GIP nell’ordinanza di custodia cautelare.
Forse se l’attenzione del PD calabrese, del Governo Nazionale del tempo e della Magistratura si fosse manifestata quando il 14 novembre 2007, quindi ben cinque anni fa, con allora sindaco Umberto Bernaudo, presentai la prima interrogazione su quell’amministrazione Comunale, non ci sarebbe stata la possibilità anche per quei politici coinvolti nell’operazione odierna di accedere ad ulteriore carriera politica.
Anche oggi lo scorrimento della notizia relativa al coinvolgimento dei due uomini politici calabresi sui titoli dei mass- media richiama l’assoluta necessità della “pulizia” alla quale dovrebbero attenersi tutti i Partiti politici nella formazione delle liste elettorali.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia



Roma, 15 novembre 2012

Trenitalia liberi la Calabria dall'isolamento


Al Ministro dello Sviluppo Economico delle Infrastrutture e Trasporti
– Per sapere – Premesso che:
  • Lamezia Terme è la terza città della Calabria per numero di abitanti ed è di notevole importanza dal punto di vista agricolo, commerciale, industriale ed infrastrutturale per la sua posizione centrale nella Regione;
  • la stazione ferroviaria di Lamezia Terme ha da sempre rappresentato uno snodo fondamentale per i trasporti ferroviari regionali e nazionali, ma nonostante ciò continua da tempo ad essere penalizzata attraverso un non giustificabile smantellamento;
  • da qualche anno, infatti, è stato smantellato lo scalo merci ed oggi si stanno diffondendo preoccupanti notizie circa un paventato smantellamento anche dello scalo passeggeri;
  • sembra, infatti, che dal prossimo anno la stazione ferroviaria di Lamezia Centrale

mercoledì 7 novembre 2012

Piena luce su tutta l’attività della società “Stretto di Messina S.p.A.”

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, e i Ministri dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti , dell’Economia e Finanze, dell’Ambiente Tutela del Territorio e del Mare e dell’Interno

 – per sapere – premesso che:
  • già nello scorso mese di agosto 2012 notizie di stampa avevano riportato che il commissario straordinario per il Ponte sullo Stretto di Messina, Pietro Ciucci, nonostante il CIPE avesse ridotto l’ammontare dei contributi pubblici a 312 milioni di euro (di cui già 300 spesi nel 2011), continuava a sottoscrivere accordi, senza rendersi conto che erano venute meno le condizioni per portare avanti il progetto del Ponte;
  • nella relazione di chiusura del bilancio di esercizio 2011 della società “Stretto di Messina s.p.a.”, pur evidenziando il totale azzeramento dei contributi pubblici originariamente previsti, non era stato in alcun modo considerato che erano venuti meno i presupposti di continuità aziendale; presupposto che avrebbe dovuto indurre gli amministratori alla messa in liquidità della società, in quanto non in grado di raggiungere il suo obiettivo sociale;
  • il 17 aprile 2009 sarebbe stato siglato un accordo tra il presidente della società “Stretto di Messina”,Giuseppe Zamberletti, il presidente di Eurolink, Carlo Silva, e il commissario governativo per la realizzazione dell’opera, Pietro Ciucci, con cui la società statale “Stretto di Messina” avrebbe garantito ai costruttori del consorzio Eurolink il pagamento delle penali che erano state escluse dal contratto originario;

mercoledì 17 ottobre 2012

L'amore per la Calabria e l'orgoglio dell'appartenenza


Ritengo non condivisibili le costanti accuse che il Governatore Scopelliti ed alcuni colleghi parlamentari del PDL continuano a lanciare dopo lo scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria.
Ribaltare accuse, piuttosto che prendere atto della pesante situazione che ha portato il Governo Nazionale ad assumere il pesante provvedimento amministrativo, non penso sia utile né a far riacquistare fiducia e serenità ai cittadini né a rimettere in moto la macchina operativa necessaria alla buona e sana amministrazione.
Non si può non prendere atto delle connivenze e delle continuità nel palazzo comunale.
Fingere di ignorare gli interventi della Magistratura sulle “Multiservizi” e “ Leonia”, partecipate del Comune, significa ostinarsi a non recepire che le ‘ndrine ne erano diventate padrone.
Dire che la ‘ndrangheta non è entrata nel Comune di Reggio, significa fingere di ignorare le inchieste che hanno portato all’arresto di un consigliere comunale, alle dimissioni di un assessore e all’attenzione da parte della Magistratura inquirente di un altro assessore.
Fingere di ignorare o perfino negare “la mancata compromissione del principio di buon andamento e di imparzialità sia per quanto concerne l’attività amministrativa svolta dagli uffici comunali sia per quanto riguarda l’attività legata ad una rilevante quota di pubblici funzioni significa non voler prendere atto delle condanne di numerosi funzionari e dipendenti in servizio presso il settore urbanistica del Comune, di quanto fotografato nella relazione redatta dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato al termine della verifica amministrativa contabile e più volte censurata dalla Corte dei Conti.
Quando vengono evidenziate situazioni così pesanti, non mi appare opportuno continuare a scaricare le responsabilità, che, a mio parere, ricadono su ciascuno di noi.
Da buoni cittadini e da buoni politici adesso avremmo tutti il dovere di diserbare quel terreno fertile per la criminalità organizzata e per il malaffare e lo potremo fare solo se riempiremo il nostro cuore con l’amore per la Calabria e l’orgoglio di appartenere a quel territorio.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione parlamentare Antimafia

Roma, 17 ottobre 2012

mercoledì 10 ottobre 2012

Unire le forze sane per far risorgere Reggio Calabria


Lo scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria ha segnato una pagina di giustizia e di libertà per l'intera città.
Per qualsiasi politico non è mai indolore l'accettazione di un provvedimento amministrativo così pesante che colpisce l'Ente locale del proprio territorio, ma quando si trova il coraggio di "togliersi le bende" dagli occhi e di guardare all'interesse dei cittadini, viene meno qualsiasi logica di appartenenza politica o territoriale.
Le note vicende giudiziarie, che tra l'altro ritengo non siano state ultimate, così come si evince dall'operazione odierna che ha portato in carcere il direttore di un'altra società del Comune di Reggio Calabria, e che hanno colpito pezzi importanti della 'ndrangheta, della politica e dell'imprenditoria reggina, non potevano non portare allo scioglimento per contiguità mafiosa del locale Civico Consesso.
Ne ero convinta, pur essendo stata denigrata da coloro che avevano osato additarmi alla pubblica opinione per aver detto, in prossimità dell'ultima competizione amministrativa, che il voto a Reggio Calabria non sarebbe stato libero. Non mi sono mai personalmente preoccupata di fronte alle accuse di giustizialismo, quando i fatti mi portavano ad assumere posizioni utili a garantire i cittadini onesti.
Adesso basta con le accuse di "complotti", di "nemici della città", di "avvoltoi", di "chiamata alle armi", di "giustizialismo tout court"; e' il momento della "chiamata alle responsabilità".
Occorre unire tutte le forze sane, mettere al bando le "mele marce", offrire la massima collaborazione alla Commissione Straordinaria chiamata ad amministrare la Comunità per 18 mesi e aiutare a far risorgere la bella città di Reggio Calabria.

on. Angela NAPOLI (FLI)

Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 10 ottobre 2012

martedì 25 settembre 2012

La "chiamata alle armi" del Sindaco Arena

Mi trovo in Germania con una delegazione della Commissione Parlamentare Antimafia Italiana e non sono rimasta indifferente allorquando e' rimbalzata la notizia della nuova "chiamata alle armi" rivolta dal Sindaco di Reggio Calabria. 
E' comprensibile che il Sindaco Arena trovandosi con l'acqua alla gola cerchi qualsiasi scialuppa di salvataggio, ma non posso accettare che il principale garante della città continui ad aiutarla a "sprofondare". 
Da tempo il Sindaco Arena ed il suo "contorno", sottraendosi alle proprie responsabilità, ribaltano accuse su giornalisti e politici i quali, alla luce delle note vicende giudiziarie e amministrative che hanno coinvolto il locale Ente comunale, fanno appello agli Organismi preposti al fine di ripristinare quella legalità necessaria a qualsiasi Comunità democratica e senza la quale viene abbattuta qualsiasi forma di convivenza civile.
 Le "bombe" sulla città di Reggio Calabria ormai sono state già gettate da tutti coloro che fino ad oggi hanno gestito la "cosa pubblica" all'insegna della illegalità, delle collusioni e del malaffare; da tutti coloro che hanno contribuito a definire il crollo del c.d. "modello Reggio". 
Sono sicura che la maggioranza dei cittadini reggini ha sete di giustizia e verità, senza le quali accrescerebbero solo la sfiducia nelle Istituzioni ed il rifugio nell'antipolitica! 

 on. Angela NAPOLI 
 Coordinatrice Regionale FLI Calabria 

 Berlino, 25 settembre 2012

giovedì 20 settembre 2012

Verità e Giustizia per Reggio Calabria


Le numerose inchieste giudiziarie, gli interventi delle Magistrature reggina e milanese, le delibere della Corte dei Conti, le relazioni del Ministero dell’Economia e della stessa Procura reggina sui conti del Comune, hanno conclamato responsabilità ben note e che, decisamente, hanno inciso sull’immagine dell’intera città di Reggio Calabria, la cui maggioranza degli abitanti è costituita da gente onesta e che nulla ha da “spartire” con la criminalità organizzata e con il malaffare.
Per tale motivo reputo strumentale demagogico ed offensivo dover apprendere che anzichè chiedere la sottoscrizione di un “manifesto di scuse” da parte di coloro che si sono resi responsabili dell’offuscamento della città, oggi ci sia qualcuno che si premura di far sottoscrivere un manifesto il cui contenuto, a mio avviso, non solo continua ad affossare l’immagine positiva di Reggio Calabria, ma tende a delegittimare il proficuo lavoro della Magistratura e degli Organismi inquirenti.
Non ho mai inteso diffamare o criminalizzare la Città di Reggio Calabria, dove ho trascorso i miei anni liceali, ho tuttavia sempre cercato di mettere in guardia i suoi abitanti rispetto a presenze, collusioni ed interessi che finiscono coll’annientare la libertà di tutti.
Oggi sento il dovere di fare appello alla massima collaborazione affinché si possa arrivare a definire la verità e la giustizia, senza le quali i cittadini reggini non riacquisteranno mai quella libertà dovuta a qualsiasi Comunità democratica.
Non è sicuramente con le pressioni esercitate per cercare di occultare le verità che si aiuta la città!

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 20 settembre 2012



mercoledì 25 luglio 2012

Certezza della pena per i boss della criminalità organizzata


Al ministro della Giustizia 
– Per sapere – Premesso che:
  • La Corte d’Assise d’Appello di Messina nei giorni scorsi ha emesso la sentenza di scarcerazione di Luigi Mancuso, boss del “locale di Limbadi”, tra i più potenti della ‘ndrangheta su scala nazionale ed internazionale;
  • Luigi Mancuso, detenuto dal 1993, avrebbe dovuto scontare una pena di 30 anni di reclusione, ma la Corte d’Appello di Messina, grazie alle maglie larghe del nostro ordinamento giudiziario, lo ha reso libero con 11 anni di anticipo:
    Se non ritenga necessario ed urgente avviare adeguate iniziative legislative affinché vengano soppressi tutti i benefici utili ad alleggerire le pene detentive inflitte ai noti boss della criminalità organizzata.
On Angela NAPOLI
Roma, 25 luglio 2012

Garantire le strutture e la Polizia penitenziaria in Calabria


Al ministro della Giustizia

– Per sapere – premesso che:
  • l’ interrogante ha più volte evidenziato il grande disagio con il quale opera la Polizia penitenziaria in Calabria, a causa delle inaccettabili carenze di mezzi e personale;
  • è ormai recidiva l’impossibilità dei Magistrati a svolgere le udienze processuali giacché la Polizia penitenziaria non può trasferire i detenuti presso le Aule giudiziarie;
  • ed è ancor più inaccettabile che questo accada per processi contro uomini della ‘ndrangheta, la cui pervasività è divenuta in Calabria davvero preoccupante;

mercoledì 18 luglio 2012

Porto di Gioia Tauro: risorse a MCT solo con garanzie occupazionali


La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali 

- Per sapere - premesso che:

- il porto di Gioia Tauro, nato nel 1994, ha rappresentato il più grande terminal per il transhipment del Mediterraneo; oggi e' lo scalo italiano che ha la maggiore attività di transhipment, e' il terzo porto in Europa nella classifica dei "porti contenitori" ed e' il principale scalo commerciale marittimo dell'area metropolitana di Reggio Calabria;

- la gestione del porto di Gioia Tauro e' stata sempre organizzata in un quadro di incertezze che non hanno mai garantito l'effettuazione della polifunzionalità dello stesso: ritardi nei finanziamenti, scarsa attenzione sulla rivalità nata da parte di altri porti italiani e mediterranei, lentezza nel completamento delle infrastrutture portuali, marginalità dell'obiettivo della polifunzionalita', mancanza dell' istituzione di una zona franca produttiva;

- la MCT, società terminalista che gestisce il porto di Gioia Tauro, concessionaria per ben 99 anni, dopo anni di successo, nel luglio del 2011, considerata la preoccupante crisi occupazionale che aveva investito lo scalo marittimo in questione, ha chiesto e sottoscritto l'accordo per porre in cassa integrazione 416 lavoratori

giovedì 5 luglio 2012

Risanare la Calabria dalle troppe truffe


Il Rapporto 2011 dell’Olaf, l’Agenzia antifrode comunitaria, presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, ha certificato che ben 382 milioni di euro sono finiti in appalti irregolari e le attività investigative hanno fatto emergere che gli appalti sui quali gravano le “moltissime irregolarità” sono legate alla tratta calabrese della Salerno – Reggio Calabria.

Lo scorso martedì 3 luglio l’operazione “Dura lex”, condotta dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha portato

martedì 26 giugno 2012

Assegnare adeguate frequenze digitali a ReggioTV e TeleReggio


 Al Ministro dello Sviluppo economico

 – Per sapere – Premesso che:
  • il 16 giugno 2012 in Calabria c’è stato il passaggio dall’analogico al digitale;
  • il 22 giugno 2012 l’amministratore unico dell’emittente televisiva Reggio TV, Edoardo Lamberti Castronovo, ha comunicato di aver chiuso lo stabilimento e licenziato, con effetto immediato i sessanta dipendenti;
  • la decisione è stata assunta dopo aver constatato che nel passaggio al digitale è stata assegnata a Reggio TV una frequenza incompatibile con la normale ricezione da parte di tutti gli utenti del territorio;
  • infatti, dopo aver conquistato una posizione

mercoledì 20 giugno 2012

La SoRiCal e l'incompatibilità del Sindaco Abramo


Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Interno, al Ministro della Giustizia, al Ministro dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, al Ministro dell' Economia e delle Finanze 

- Per sapere - premesso che:

- con atto ispettivo n. 4-15546 del 29 marzo 2012, l'interrogante aveva denunziato le anomalie con le quali da parte della SoRiCal Spa vengono gestiti in Calabria l'approvvigionamento e la fornitura dell'acqua;

- nello stesso atto ispettivo l'interrogante, richiamando la relazione della Magistratura contabile calabrese, ha evidenziato l'errore della tariffa del servizio idrico integrato che ha gravato per circa 1,8 milioni di euro all'anno sui Comuni e, quindi, sui cittadini, calabresi;

- la SoRiCal e' una società a capitale misto, pubblico/privato, il cui capitale e' detenuto per il 53,5 per cento dalla Regione Calabria e per il 46,5 per cento da Veolia - General des Eaux, multinazionale francese, società che sta rivedendo la sua partecipazione ed ha deciso di lasciare la Calabria;

lunedì 18 giugno 2012

Il metodo e la strategia della visita in Calabria dell'On. Bocchino


Non conosco l'intento della odierna visita in Calabria, mai comunicatami, del vice presidente di FLI, on. Italo Bocchino, ma se, come leggo su qualche quotidiano regionale, c'è la voglia di rilanciare il Partito, respingo con forza il metodo e la strategia.
Futuro e Libertà è nato, condividendo il progetto del Presidente Fini, per riportare una ventata di innovazione nella vecchia ed insalubre politica, più che mai "malata" in Calabria
Oggi l'on. Bocchino, lasciandosi blandire da "personaggi" che usano la politica solo a scopo "carrieristico", viene in Calabria in fondo solo ed esclusivamente per accontentare coloro, e tra questi il suo amico Scopelliti, che sono alla ricerca di alleanze per riportare il FLI nella casa dalla quale siamo usciti sbattendo la porta.

giovedì 24 maggio 2012

Il Governo Monti riveda i criteri per i crediti delle imprese dalla P.A.


Sono convinta che le Regioni del Mezzogiorno d’ Italia abbiano sempre sperperato i finanziamenti pubblici senza conseguire quello sviluppo utile a garantire economia e occupazione.
Gli effetti devastanti dei disavanzi nei diversi settori, in particolare in quelli della sanità, sono gravati solo sui cittadini, ma non hanno mai inciso sui responsabili degli stessi.
Il momento di crisi che investe tutto il Paese pesa maggiormente sulle Regioni Meridionali e mi appare, pertanto, inammissibile contribuire alla maggiore penalizzazione delle imprese del Sud, con il conseguente aumento del divario, già, purtroppo, esistente tra i territori Italiani.
Mi auguro, pertanto, pur recependo i criteri della premialita' che dovranno essere posti alla base del futuro buon superamento della crisi italiana, che il Governo Monti riveda oggi i criteri di ripartizione dei finanziamenti concessi alle imprese che vantano crediti dalla Pubblica Amministrazione e che operano in Regioni penalizzate.
Non ritengo concepibile che le responsabilità di altri si riversino sulle imprese che sono chiamate a contribuire alla crescita equa del Paese.

on. Angela Napoli (FLI)

Roma, 24 maggio 2012