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martedì 23 febbraio 2010

Porto di Gioia Tauro: la Cassa integrazione chiesta dalla Contship non va autorizzata

La sottoscritta chiede di interpellare i Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro e delle Politiche sociali

– per sapere – premesso che:

- Il Porto di Gioia Tauro sta registrando un preoccupante momento di crisi occupazionale poiché la MCT, dopo anni di successo, avrebbe già chiesto l’applicazione degli ammortizzatori sociali per 400 lavoratori ed avrebbe altresì previsto il licenziamento per il personale con contratto a termine;
- Ai sopra citati si aggiungeranno i lavoratori delle aziende esterne impiegate nel Porto di Gioia Tauro;
- La MCT ha perso lo scorso anno su Gioia Tauro 610 mila teus e tuttavia lo stesso terminalista ha incrementato i flussi di movimentazione a Cagliari con 448 mila teus ed a Tangermed con 578 mila;
- Appare quindi chiaro che la MCT si sia avvalsa dell’alibi della crisi internazionale delle movimentazioni per fare altre scelte e posizionare diversamente il traffico, il che non giustifica le sue richieste di licenziamento dei lavoratori, peraltro, anche alla luce del fatto che il terminal di La Spezia, sempre gestito dal gruppo Contship, guadagna movimentazione feeder a dispetto dell’evidente calo dei traffici nel Mediterraneo;
- Non v’è dubbio quindi che la richiesta di Cigo da parte della Contship non è assolutamente giustificabile e che, pertanto, ad avviso dell’interpellante, la società terminalista dovrebbe lasciare le aree attrezzate dallo Stato del Porto di Gioia Tauro e che, pur con il blocco del mercato, pretenderebbe mantenere in concessione monopolistica per i prossimi trenta anni;
- L’interpellante pur prendendo atto dell’intervento del Governo con la possibile diminuzione delle tasse portuali e di ancoraggio, la cui scelta, peraltro, è demandata all’Autorità portuale, ritiene immotivata la proroga della durata in carica del commissario delegato di cui al comma 3, dell’articolo 22-sexies del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modificazioni nella legge 28 febbraio 2008, n. 31, fino al 31 dicembre 2010, con un onere di ben 140.000 euro per l’anno 2010 e senza avere definite le prerogative di tale commissario delegato:
- Se ritengano doveroso non autorizzare la richiesta Cigo da parte della Contship, ma anzi far mantenere i lavoratori ritenuti in esubero del Porto di Gioia Tauro negli altri terminal dove la stessa Contship ha aumentato i flussi di lavoro;
- Se non ritengano di imporre alla Contship la restituzione delle corrispondenti proporzionali aree attrezzate dallo Stato nel Porto di Gioia Tauro al fine di consentire all’Autorità portuale una seria ed equilibrata azione di marketing;
- Quanti siano i soldi pubblici investiti nel Porto di Gioia Tauro dalla sua nascita ad oggi e gli spazi, all’interno dello stesso, utilizzati per la crescita occupazionale;
- Se non ritengano necessario ed urgente considerare la struttura portuale di Gioia Tauro come priorità nazionale e creare quindi un unico tavolo di concertazione tra Governi nazionale e regionale e organizzazioni sindacali;
- Se non ritengano, infine, di dover accelerare l’iter della riforma dei Porti nazionali.

On. Angela NAPOLI

Roma, 23 febbraio 2010

lunedì 30 giugno 2008

Porto di Gioia Tauro: l'Interpellanza

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ed il Ministro dell’Economia e Finanze

– Per sapere – Premesso che:

- Il Porto di Gioia Tauro è il porto italiano che movimenta più merci in container, è il primo nel Mediterraneo ed il terzo in Europa nelle classifiche dei porti contenitori;
- l’articolo 8, comma 11 bis, della legge n. 30/98 ha classificato il Porto di Gioia Tauro di rilevanza economica internazionale di categoria II^, classe I^;
- il D.P.R. 16/07/1998 ha istituito l’Autorità Portuale del Porto di Gioia Tauro ed ha conferito alla stessa i compiti di cui alla legge n. 84/94 e, pertanto, il governo completo dell’area portuale di pertinenza;
- in data 4 maggio 2007, il Consiglio dei Ministri , su proposta dell’allora Presidente Romano Prodi, ha nominato l’ing. Rodolfo De Dominicis “Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse allo sviluppo dell’area di Gioia Tauro”; la validità della nomina era prevista per 12 mesi;
- l’articolo 3 dello stesso decreto di nomina del Commissario Straordinario prevedeva la creazione per lo stesso di una struttura con personale prevalentemente del Ministero dei Trasporti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altro analogo istituto, con trattamento economico a carico dello stesso Ministero e per il personale proveniente da altra Amministrazione dello Stato con equiparazione a quello proveniente dal Ministero del Trasporti;
- all’interpellante è apparsa da subito del tutto inutile e dispendiosa la citata nomina del Commissario Straordinario, le cui competenze , peraltro non definite, andavano inevitabilmente a sovrapporsi a quelle della valida Autorità Portuale presente nel Porto di Gioia Tauro;
- nel marzo 2008, a Camere sciolte, sempre su proposta dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri capo, peraltro, di un Governo dimissionato, con l’articolo 22 sexies del decreto “ Milleproroghe” , e con quattro mesi di anticipo sulla scadenza naturale, è stata convertita la nomina del Commissario Straordinario in Commissario delegato, il tutto con un onere pari a 600.000 euro per l’anno 2008 e 750.000 per l’anno 2009;
- la conversione della citata nomina è stata ratificata in tutta fretta il 18 marzo 2008, con un decreto firmato dal Ministro dei Trasporti del tempo, che, peraltro, istituiva una apposita unità di coordinamento , composta da ben 11 dipendenti, più un sub – commissario, posta alle dipendenze del Commissario delegato del Governo alla gestione del piano di sviluppo per il Porto di Gioia Tauro;
- l’inutilità della nomina del Commissario delegato per il Porto di Gioia Tauro si evince dalla scarsa incisività della presenza di questa figura, apparsa fino ad oggi solo con un ennesimo “studio di fattibilità per Gioia Tauro”, costato ben 200 mila euro ( vedi “Il sole 24 ore” del febbraio 2008) e da una intervista pubblicata sul n. 6 del giugno 2008 di “Specchio economico” e dalle spese per esperti e consulenti delle strutture in questione;
- il recente D.L. n. 112/2008, all’articolo 26, prevede la soppressione degli Enti pubblici non economici, con una dotazione organica inferiore a 50 unità, il che comporterebbe la soppressione dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro;
- all’interpellante sembra davvero assurdo immaginare che possa essere soppressa la principale Autorità chiamata al controllo dello sdoganamento delle merci nel principale Porto del Mediterraneo e definita, altresì, punto di riferimento degli Enti locali del territorio, provinciale e regionale, e delle associazioni imprenditoriali;
- nel mentre, l’interpellante, riterrebbe decisamente utile la soppressione del Commissario delegato del Porto di Gioia Tauro e della sua dispendiosa ed inutile unità di coordinamento, considera, invece, indispensabile il mantenimento della figura dell’Autorita Portuale:
- se non ritengano necessario ed urgente l’emanazione di uno specifico provvedimento in deroga, utile a garantire il mantenimento dell’autonomia e della esclusiva figura dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro.

On. Angela NAPOLI

Roma 30 giugno 2008

giovedì 8 maggio 2008

Gli Esperti ed i Consulenti per lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro

Li conoscete?
Li avete mai visti o sapete dirmi che tipi di consulenza hanno offerto per lo sviluppo e la sicurezza del Porto di Gioia Tauro i sottoelencati signori?

Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento
delle attività connesse allo sviluppo dell'area di Gioia Tauro

Elenco Esperti e Consulenti


Cognome Nome - Qualifica - Ufficio di Applicazione - Data scadenza - Compenso annuo lordo


Ripa di Meana Andrea - Estraneo - Comm. Straord. Gioia Tauro - 22/05/2008 - € 38.000

Lamberti Maria Antonietta - Estraneo - Comm. straord. Gioia Tauro - 22/05/2008 - € 18.000

Pujia Enrico Maria - Dirigente Ministero Trasporti - Comm. Straord. Gioia Tauro - 22/05/2008 - € 22.410

Gangemi Antonio - Avvocato dello Stato - Comm. Straord. Gioia Tauro - 22/05/2008 - € 10.000

Albanese Michele - Estraneo - Comm. Straord. Gioia Tauro - 22/05/2008 - € 12.000

Scheggi Merlini Lorenzo - Estraneo - Comm. Straord. Gioia Tauro - 22/05/2008 - € 30.000

venerdì 11 aprile 2008

L'ultimo regalo di Prodi e Bianchi alla CALABRIA "figlia prediletta"

Nel mentre in Calabria registriamo 100.000 occupati poveri, 250.000 famiglie che vivono il disagio sociale ed un elevato numero di precari in cerca della legittima stabilizzazione, il prof. Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti del dimissionato Governo Prodi, in data 18 marzo 2008, a meno di un mese dalle elezioni, ha firmato il decreto con il quale è stata istituita una apposita unità di coordinamento, posta alle dipendenze del commissario delegato del Governo alla gestione del piano di sviluppo per il Porto di Gioia Tauro, redatto ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica, 23 maggio 2007, con durata sino al 31 dicembre 2009.
L’unità di coordinamento è composta da:
a) 2 funzionari di area C, con un importo cumulativo massimale di euro 20.000, su base annua;
b) 3 impiegati di area B, con un importo cumulativo di euro 25.000, su base annua;
c) 3 esperti, con un importo cumulativo di euro 75.000, su base annua;
d) non più di 3 membri nominati dal commissario delegato, con funzioni giuridico-consultive, cui è destinata la somma cumulativa massimale di euro 135.000, su base annua.
Il commissario delegato, inoltre, è coadiuvato da un sub-commissario, già indicato nel decreto, al quale è riconosciuto il compenso di euro 70.000, in ragione di un anno.
Il tutto nel mentre non risultano chiare le competenze tra tutti coloro che ricoprono, a vario titolo, gli incarichi per il Porto di Gioia Tauro.
A questo punto ritengo che il ministro Bianchi debba comunicare anche a quanto ammonta il compenso annuo del commissario delegato, affinché tutti siano a conoscenza della spesa complessiva dell’ ultimo regalo che Prodi ha inteso fare a coloro che in Calabria non sanno come arrivare alla fine del mese ed alle aspettative dei numerosi giovani che si erano sentiti garantiti nell’ essere considerati “figli prediletti”.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova,11 aprile 2008

sabato 15 marzo 2008

PRODI, BIANCHI E IL PORTO DI GIOIA TAURO

Leggo sulla stampa che finalmente il decollo del Porto di Gioia Tauro è cosa fatta. Un “decollo” annunciato con clamore in piena campagna elettorale e millantato, grazie anche alla quiescenza dei sindacati, come importante ricaduta dell’azione commissariale decisa dal Governo Prodi. Un’azione straordinaria avviata dalle sinistre, ma così indietro rispetto ai paletti che il Decreto Presidenziale aveva stabilito, da trasformare a Camere già sciolte, con un anticipo di circa quattro mesi sulla scadenza del 17 maggio 2008, il compito governativo in “azione commissariale delegata” di un Governo però dimissionario. Un modo per Prodi e Bianchi di mettere il cappello, in dispregio delle competenze attive per legge, sulle opere che il piano pluriennale del Porto già prevede, ma in relazione ai fondi disponibili. Ieri dunque un ennesimo piano teorico è stato firmato in pompa magna a favore del Porto di Gioia e stupisce che a questo nuovo gioco elettorale si siano prestati i sindacati territoriali, turlupinati come protagonisti di un’azione di sviluppo economico, che però non sarà mai tale se a mettere i soldi non interverranno o il Governo o la Regione.
Ma la farsa non si è conclusa certo venerdì scorso in Prefettura: niente di più facile che a giorni un nuovo annuncio arrivi a trombe spiegate da Palazzo Chigi per ricordare ai calabresi che il Governo Prodi ha molto a cuore il Porto di Gioia Tauro, al punto da varare l’atteso Accordo Stato-Regioni i cui garanti saranno però, e i calabresi non sono certo sciocchi, il dimissionario Presidente del Consiglio, Romano Prodi, il dimissionario Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il Delegato di Governo dimissionario e, ahimé, il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che certamente non potrà sottrarsi.

On. Angela Napoli

Taurianova, 15 marzo 2008

venerdì 22 febbraio 2008

Ecco l'ultima bravata di Prodi per la Calabria

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, si ritira dalla politica, ma mantiene il suo dominio sul Porto di Gioia Tauro. E’, infatti, dell’altro ieri l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati, del famoso decreto “Mille Proroghe”. Tale decreto, all’articolo 22sexies, prevede la “Istituzione, durata e compiti del Commissario delegato alla gestione del piano di sviluppo per il Porto di Gioia Tauro”. Il Presidente Prodi, quindi, trasforma il suo Commissario straordinario, ing. Rodolfo De Dominicis, di cui ad D.P.R. 23 maggio 2007, in Commissario delegato alla gestione del piano di sviluppo per il Porto di Gioia. La carica del Commissario delegato durerà, addirittura, sino al 31 dicembre 2009, con una previsione di spesa di ben 600.000 euro per l’anno 2008 e di 750.000 euro per l’anno 2009, da prelevare sul capitolo 1096 dello stato di previsione del Ministero dei Trasporti.
Il Presidente Prodi non ha mai risposto alla mia interpellanza parlamentare con la quale chiedevo chiarezza sulla sovrapposizione delle competenze da lui stesso incaricate, appunto con mandato “commissariale”, per “governare” a vario titolo il Porto di Gioia Tauro. E oggi, il Presidente del Consiglio, prima di lasciare Palazzo Chigi, anziché verificare se l’attività dell’ing. De Dominicis, rappresentata, dopo un anno dalla sua nomina, solo da uno “Studio di fattibilità” di 78 pagine di copia/incolla di atti e piani prodotti a vario titolo in questi anni per il Porto calabrese, possa considerarsi produttiva per lo sviluppo del territorio, preferisce continuare a proteggere la confusione delle competenze, attraverso inutile sperpero di denaro pubblico. E nel frattempo continua a porre a rischio la polifunzionalità della stessa area portuale.
Già nel 1998 Prodi, sempre nella sua qualità di Presidente del Consiglio del tempo, con il varo del famigerato “Masterplan”, aveva di fatto messo a rischio la polifunzionalità del porto di Gioia. Oggi, in chiusura della sua attività politica, decide di porre un macigno su quella che potrebbe essere una delle aree maggiormente produttiva della Calabria.
Ma non basta! Il Presidente del Consiglio dei Ministri, peraltro sfiduciato dal Parlamento, non contento del citato ulteriore suo atto, certamente penalizzante per la Calabria, decide, contemporaneamente, di far impugnare dal Governo la legge regionale n. 27 del 28 dicembre 2007, con la quale la Regione aveva inteso bloccare il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Il destino di questa area sarà quello di divenire la “pattumiera” dell’intera Calabria.
Altro che Regione “Prediletta!”

On. Angela Napoli

Taurianova, 22 febbraio 2008