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domenica 8 novembre 2015

Emergenza Sanità in Calabria




Emergenza Sanità in Calabria, 
intervista ad Angela Napoli
Susanna Camoli novembre 8, 2015 


Intervista all’ On. Angela Napoli, Consulente Commissione Parlamentare Antimafia e Presidente Risveglio Ideale sull’ emergenza Sanità in Calabria, sugli sprechi e i buchi di bilancio sui quali ancora non abbiamo chiarezza.

Torniamo a parlare di sanità in Calabria, ci può spiegare cos’ è la società Kpmg? Società che gestisce i soldi della sanità calabrese e, come la stessa deputata 5stelle Nesci, di recente ha fatto notare, in un’interrogazione rivolta ai ministri dell’Economia e della Salute: “ad oggi non abbiamo dati precisi dal revisore dei conti Kpmg, nonostante finora abbia ricevuto circa 3 milioni all’anno”. Cosa sta succedendo? Pensa sia vero che tutto sia “oscurato e taciuto” dalle istituzioni?        
Prima di entrare nel merito delle risposte alle sue cortesi domande penso sia opportuno fare un pò di storia sul commissariamento del settore sanità in Calabria.
Il Governo Prodi, in data 11 dicembre 2007, ha dichiarato lo “stato di emergenza socio-economico-sanitaria” in Calabria “ per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture”. Da allora la Regione Calabria ha continuato pressoché a disattenzionare i vari punti di criticità che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza; mi riferisco ai mancati e adeguati controlli sulla spesa sanitaria, alla mancanza dell’approvazione di un piano sanitario regionale utile a garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini, all’impunità di coloro che hanno commesso errori e responsabilità accertate, al controllo dell’esorbitante spesa ai privati, alle nomine di dirigenti privi di responsabilità e, a volte, dei titoli necessari, ai numerosi casi di malasanità che hanno portato anche al decesso di giovanissime vittime. Per non parlare dei bilanci prodotti prima dalle Aziende Sanitarie Locali e successivamente dalle Aziende Sanitarie Provinciali, che hanno evidenziato talvolta carenze anche rispetto alle norme basilari del codice civile, incompletezze ed incoerenze tra le loro diverse parti e profonde incertezze sull’effettiva situazione finanziaria delle singole Aziende e del sistema sanitario regionale nel suo complesso.
Da quanto esposto si evince chiaramente quale fosse la situazione sanitaria calabrese e quanto la stessa risultasse incancrenita fin dal 2007. Voci di corridoio, riportate anche dalla stampa regionale, riferivano che l’iniziale Piano di rientro per il risanamento del deficit sanitario del giugno 2009 sarebbe stato elaborato a Roma da Agenas e Kpmg e non dall’apposita speciale Commissione insediata in Calabria. E nel mentre veniva approvato quel Piano di rientro, che comportava già pesanti oneri a carico dei cittadini calabresi, la Giunta regionale del tempo continuava a definire acquisizioni di prestazioni ospedaliere da strutture private nonché transazioni dei crediti pregressi delle case di cura. E tutto avveniva nel mentre la Kpmg non aveva definito la esatta quantificazione del debito sanitario, dato necessario per individuare gli interventi utili a bloccare gli sprechi che avevano causato l’indebitamento. La Kpmg mi risulta non avesse definito la esatta quantificazione del debito sanitario neppure quando il nuovo Presidente della Giunta regionale, nel 2010, ha definito un ulteriore Piano di rientro. Ricordo che la Kpmg è la società leader a livello globale anche nei servizi di consulenza a beneficio delle regioni che presentano deficit sanitari e che appunto presta servizio di revisione e organizzazione contabile in tale settore. Ho fatto una lunga premessa nella risposta alla sua domanda, ma reputo importante evidenziare che appare chiaro come la permanenza dell’emergenza sanitaria in Calabria non può che favorire il fatturato della società Kpmg. Che ci siano importanti interessi della società Kpmg sulla permanenza in Calabria dell’emergenza sanitaria appare anche dal fatto che, ad oggi, non è dato conoscere cifre reali sul dissesto sanitario in Calabria, tantomeno avere contezza delle attività svolte in merito all’affidamento dell’incarico nel settore e alle retribuzioni elargite dalla Regione.
Ancora una volta i conti non tornano e ne pagano le spese la sanità e i cittadini, da recenti indagini risulta che la Kpmg non abbia “notato” il buco di mezzo miliardo all’Asp di Reggio Calabria e da Roma invece si parla di “ripresa” e si fa finta di niente. Lei si è occupata sempre e ormai da troppi anni di questo tema, infatti riporto un pezzo di un suo atto risalente al 2009: “il Presidente della Regione Calabria, il quale, peraltro, detiene da mesi la delega al settore della salute, anche nell’inutile tentativo di predisporre un impossibile piano di rientro dal pesante buco finanziario, la cui cifra reale rimane estremamente esosa ma non definita, alla domanda del cronista ha dichiarato, tra l’altro, di non sapere neppure quanti sono i presidi ospedalieri calabresi che risultano a «norma», ha continuato a ribadire che lui fa politica e di fronte ad immagini di strutture sanitarie vuote o eccessivamente colme di personale, si è vantato di avere avviato la programmazione per la costruzione di quattro nuove strutture”. Com’ è la situazione ad oggi?
Trattiamo ora il “buco” all’ASP di Reggio Calabria, dove sarebbero “scomparsi” circa 400 milioni di euro, ma nulla è stato relazionato in merito dalla Kpmg e, secondo l’ex Commissario dell’Azienda, dott. Santi Gioffrè, l’advisor Kpmg si limiterebbe “a una succinta elencazione delle inefficienze aziendali e a un generale riepilogo delle azioni da intraprendere, senza indicare, allo stesso tempo, le modalità operative e la tempistica di attuazione previste nonché, soprattutto, le risorse umane e materiali da destinare”. Naturalmente, però, le mancanze, sulle quali sarebbe opportuna un’adeguata inchiesta della Magistratura, almeno di quella contabile, non sono solo attribuibili alla Kpmg, ma anche alla Regione Calabria, se è vero che il Ministero dell’Economia e Finanza (Mef) aveva intimato alla nostra Regione di risolvere le gravi anomalie dell’ASP di Reggio Calabria e delle altre ASP della Calabria. Alla luce di quanto sopra oggi purtroppo permane un grave disagio per i cittadini calabresi, i quali, oltre agli ingenti oneri finanziari a cui sono chiamati per contribuire al pagamento dei debiti nel settore della sanità, non vedono garantita la minima assistenza e quindi il loro diritto alla salute. Sono stati chiusi importanti Presidi Ospedalieri senza alcuna programmazione adeguata. Si è voluto puntare alla costruzione di quattro nuove strutture ospedaliere, con un ulteriore aggravio di spesa, senza pensare a come e se verranno riutilizzati tutti gli ospedali chiusi o quelli costruiti a tal fine e mai aperti (Gerace, Rosarno, ecc.). Personalmente sono molto preoccupata per la presenza dei Commissari Scura e Urbani, i quali, gestendo il settore in pieno disaccordo con il Presidente Oliverio, non potranno mai garantire una reale efficienza sanitaria. D’altra parte ritengo che senza un’effettiva conoscenza del disavanzo nel settore, non si possa predisporre un vero Piano di rientro che punti sul taglio degli sprechi e sulla garanzia dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini calabresi.
In una precedente intervista abbiamo parlato dei lodi arbitrali, di soldi pubblici “sprecati” e opere mai compiute. Si sa che, il problema sanità in Calabria è ormai gravissimo. Qual’ è il rapporto tra la sanità pubblica e quella privata? Perché leggiamo sempre delle due sfere come se fossero connesse e gestite dai ”soliti noti”?
Il rapporto tra sanità pubblica e privata non è mai stato esemplare in Calabria, a mio avviso, a causa dei favoritismi politici che hanno portato ai vari interventi nei due settori. E’ mancata innanzitutto l’efficienza della sanità pubblica, per cui quella privata ha avuto “gioco facile”. Non c’è mai stata effettiva chiarezza relativamente ai criteri con i quali è avvenuta l’assegnazione dei budget. E’ chiaro poi che l’incancrenita situazione sanitaria calabrese si ribalta sia sulla sanità pubblica che su quella privata. Su entrambe più volte la Magistratura contabile ha evidenziato molte criticità. A mio avviso sono mancate nel tempo, ed ancora oggi, gli interventi della Magistratura ordinaria per colpire gli sprechi, la scelta delle strutture private da convenzionare, i lodi arbitrali, ed altro. Occorre prendere atto che la sanità tutta è il settore più produttivo, dal punto di vista elettorale, per molti politici calabresi e come tale non può che essere gestito solo a tal fine. Ma è anche uno dei settori business per la ‘ndrangheta. Forse qualcosa potrebbe cambiare solo se il settore sanità verrà sottratto alle sfere della politica per essere gestito interamente dal personale esperto della materia.
Questa giunta regionale e lo stesso presidente, sin dall’ inizio non ha smesso di far affondare sempre di più la nostra regione, e sembra sia tornato l’ immobilismo. Qual’ è ad oggi la sua considerazione del lavoro svolto o “non” svolto? Le ripropongo, ahimè, la solita domanda, vede soluzioni e una via d’ uscita da questo tunnel?
Ad un anno dall’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria non mi sembra di poter intravedere nulla di positivo in merito alla soluzione delle nostre emergenze, purtroppo riscontrabili in ogni settore. Siamo stati costretti ad assistere ad alternanti assegnazioni di poltrone ed incarichi e, purtroppo, ad un unico risultato: la Calabria è la regione più povera d’Italia, dove si registra il tracollo dell’occupazione e nessun segnale di ripresa rispetto al resto d’Italia. Ma ciò non interessa più di tanto a coloro che ci governano, anche a livello nazionale, se è vero com’è vero, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, proprio ieri, anziché premurarsi a far ratificare la richiesta di calamità naturale per la Calabria, che ha provocato persino due vittime, ha dato la sua disponibilità alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, coadiuvando così anche la permanenza e l’ulteriore sperpero di denaro per la Società “Ponte di Messina”.

mercoledì 18 settembre 2013

Vi racconto lo sfascio della sanità calabrese




Di  | il 18 settembre 2013 |

Lo sfascio della sanità calabrese è ormai sotto gli occhi di tutti e da ultimo è stato anche conclamato dalla ministra della Salute (PDL) la quale ha siglato la classifica relativa ai “Livelli essenziali di assistenza (Lea)” che pone la nostra regione nell’ultimo posto.
Purtroppo la sigla della ministra della Salute alla classifica relativa ai Lea suggella la situazione di sfascio più volte evidenziata al tavolo Massicci (Tavolo di verifica ministeriale), ma sempre sottovalutata dal Presidente della Regione Calabria, il quale da commissario ad acta, gestore e coordinatore degli interventi necessari per superare l’emergenza sanità regionale, ha continuato ad ostentare l’immagine di recupero del settore, flagellato invece da un’infinità di errori, di sprechi e di leggi illegittime. Errori e sprechi che continuano a riversarsi sui cittadini già gravati da una fiscalità la più elevata d’Italia.
Per non parlare dell’aumento della mortalità ospedaliera che evidenzia l’incapacità della gestione commissariale a garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi.
Tutti erano a conoscenza, persino il Ministero, delle criticità e delle gravi carenze presenti nel centro trasfusionale di Cosenza, rese pubbliche con la morte di Cesare Ruffolo, ma nessuno ha fatto nulla ed ancora oggi tutti i responsabili rimangono al loro posto, compreso il direttore dell’Azienda Sanitaria di quella provincia, marito di una consigliera regionale del PDL.
Il commissario ad acta Scopelliti continua a considerare il settore in fase di superamento dell’emergenza e lo fa elencando numeri la cui veridicità è di difficile verifica, ma che poco incidono sul piano di rientro sanitario, considerato che già nel primo semestre del 2013 si registra un disavanzo di 68 milioni, e che, ad ogni buon fine, nulla avrebbero a vedere con il diritto alla salute dei cittadini.
A fonte di ciò siamo costretti a leggere gli slogan apparsi su manifesti relativi ad una nuova campagna promozionale della sanità indetta dalla regione, assolutamente falsi e quindi fuorvianti.
È di qualche giorno fa ancora la denunzia di un cittadino per i ritardi di ben tre ore e mezza dell’ambulanza per trasportare il proprio padre da Gioia Tauro a Polistena: altro che buona sanità!!
Il diritto alla salute dei cittadini non può continuare ad essere barattato con scelte di suffragio elettoralistico, per questo motivo sono più che mai convinta che al più presto l’intero sistema sanitario nazionale debba essere sottratto alle scelte e alla volontà del mondo politico e che da subito il governo nazionale revochi l’incarico di commissario ad acta al Presidente Scopelliti, il quale già aveva destato non poche perplessità riservando per sé, fin dall’inizio del suo mandato, la delega dell’assessorato regionale alla sanità.
Non si può continuare a fare carriera politica mettendo in gioco la vita umana!

domenica 10 febbraio 2013

VIA SCOPELLITI DA COMMISSARIO PER L'EMERGENZA SANITA' IN CALABRIA



 

Penso che quanto stia accadendo nella sanità calabrese non possa più rimanere impunito né non fare accendere i riflettori della giustizia penale e amministrativa.

I cittadini calabresi si ritrovano con l’annosa cappa di un piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario la cui attuazione, frammentaria e critica, non solo non sta arrecando alcun beneficio economico, ma continua a minare il diritto alla salute e alla cura di tutti.

A fronte di ciò, in Calabria, da anni siamo costretti a registrare la presenza di Aziende Sanitarie Provinciali commissariate per infiltrazione mafiosa ed altre sottoposte a controlli, senza mai conseguire la totale disincrostazione degli intrecci interni politico - mafiosi- massonici.

Risultano in aumento i debiti delle Aziende Sanitarie nei confronti dei loro creditori ed emergono strani accordi tra le stesse aziende ed i loro creditori sui quali, nonostante le varie denunzie, la Magistratura inquirente tace.

Tutto a discapito dei cittadini gravati anche dalla cappa della malasanità.

Oggi, a fronte di ciò e dopo le altalenanti vicissitudini sulla dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, legate all’insana politica dell’attuale Giunta Regionale calabrese, siamo costretti a registrare, in piena campagna elettorale, nomine di dirigenti del settore sanitario provinciale reggino che hanno tutto il “sapore” di “voto di scambio”.

Tra l’altro proprio nei giorni scorsi la Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, del Vice presidente, Antonella Stasi e dell’assessore al Personale, Domenico Tallini, tutti coinvolti nell’inchiesta sulla nomina di Alessandra Sarlo, moglie del giudice Vincenzo Giglio imputato nell’inchiesta “Infinito” della DDA di Milano, a dirigente generale del Dipartimento Controlli, compresi i controlli dei conti sulla sanità calabrese.

Mi domando come il Governo Nazionale possa continuare a mantenere il Presidente della Giunta Regionale calabrese, peraltro anche coordinatore regionale del PDL, nel suo incarico di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dei disavanzi del settore calabrese, manifestando così assoluto disinteresse verso la salute dei cittadini di quella Regione. 

On. Angela NAPOLI

Roma, 6 febbraio 2013

giovedì 15 marzo 2012

I diritti dei Cittadini della Piana di Gioia Tauro


I cittadini del territorio della Piana di Gioia Tauro non possono più ritenersi soddisfatti dagli impegni, puntualmente disattesi, assunti nelle varie campagne elettorali, tantomeno da “passerelle” di carattere propagandistico – elettorale, che non producono la soluzione dei problemi.

Lavoro, ambiente, sanità, trasporti, viabilità: tutti settori che registrano attualmente uno stato emergenziale mai raggiunto nel tempo.
Oggi per molti diventano facili alibi la mancanza di risorse finanziarie e la gestione tecnica di un Governo nazionale. Ma sono quei molti, in particolare politici, che non hanno il pudore né di chiedersi dove siano finite le ingenti risorse finanziarie

mercoledì 21 dicembre 2011

Tutelare il diritto alla salute dei Cittadini di Reggio Calabria

Al Ministro della Salute

– Per sapere – Premesso che:

  • la pesante situazione emergenziale in cui versa la sanità in Calabria ha portato ad un commissariamento del settore penalmente rilevante per il diritto alla salute del cittadino;
  • il c.d. piano di rientro sta procurando notevoli disagi sul territorio regionale e nonostante i vari proclami la Regione non produce interventi adeguati per incidere sugli sprechi del settore;
  • lo stesso Tavolo Massicci, alla fine dello scorso mese di novembre 2011, ha evidenziato diversi rilievi tra i quali assunzioni non autorizzate, mancanza di provvedimenti dovuti contro i dirigenti, necessità di riadeguare gli atti aziendali e ritardi nella riorganizzazione della rete ospedaliera;

mercoledì 15 dicembre 2010

Necessario lo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell'ASP di Vibo Valentia

Apprendiamo dal Presidente della Giunta della Calabria, il quale ne sara' venuto a conoscenza, almeno mi auguro, nella qualita' di Commissario della Sanita' regionale, e non perche' Governatore (nel qual caso sarebbe grave!), che presto sara' sciolta per infiltrazione mafiosa la ASP di Vibo Valentia. Se così fosse (visto il caso Fondi, il dubbio e' d'obbligo!) non posso che dire " finalmente". Fin dal novembre del 2007, infatti, sulla scorta dell' indagine condotta al tempo dall' Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, con atto ispettivo parlamentare, avevo chiesto l'avvio delle procedure necessarie allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell' allora solo Azienda Sanitaria n. 8 di Vibo Valentia; ma, come sempre, fui lasciata sola, perche' al Governo regionale sedeva Loiero, e la trasversalita' politica imperversava.
Eppure da quell' indagine gia' emergeva una "borghesia mafiosa" composta da tecnici, esponenti della burocrazia, professionisti, imprenditori e politici che o erano strumentali o interagivano con la mafia in una forma di scambio permanente fondato sulla difesa di sempre nuovi interessi comuni.
L'ASL di Vibo Valentia era stata poi toccata dai gravi casi di malasanita' che hanno visto la morte di giovani vittime, quali Federica Monteleone ed Eva Ruscio, ma nessun provvedimento era stato assunto nei confronti dei responsabili di tali drammi.
"Finalmente": avevo intimante sperato, convinta che la nuova nomina regionale del Commissario avrebbe comportato il cambiamento; ed, invece, proprio nell'ASP di Vibo, nulla e' stato fatto per invertire la rotta; nessun intervento e' stato assunto dalla nuova gestione per irrompere quelle infiltrazioni mafiose che oggi, grazie al lavoro della Commissione d'accesso, dovrebbero portare allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell' ASP di Vibo Valentia.
Ma non solo, siamo costretti ad assistere a dichiarazioni che fanno trapelare nient'altro che lotte politiche interne alla sanità vibonese e miranti solo ad acquisizioni di potere tra esponenti del PDL. Basterebbe valutare il comportamento del presidente della Commissione Sanita' regionale, il quale, appena trapelata la notizia del possibile scioglimento dell' ASP di Vibo, ha osato persino fare appello al massimo rappresentante dello Stato sul territorio per evitare il provvedimento e, poi, a distanza di circa due mesi, e comunque dopo gli interventi sulla gestione assunti dal Commissario dell' ASP, ha ritenuto "inevitabile" lo stesso scioglimento.
Anche da tutto quanto sta accadendo, a livello strumentale, nella sanita' calabrese, appare evidente che questo importante e vitale settore non può più rimanere nelle mani della politica.

On. Angela NAPOLI
FUTURO E LIBERTÀ PER L'ITALIA

Roma, 15 dicembre 2010

mercoledì 9 giugno 2010

Necessario, urgente, inderogabile il commissariamento della Sanità in Calabria

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri della salute, della giustizia e dell’economia e delle finanze

– Per sapere – premesso che:

- fin dal novembre 2009, con atti ispettivi n. 2/00201 ( 04.11.2008) – n. 4/ 02139 (27.01.2009) n. 2/00372 (29.04.2009) n. 3/00625 (28.07.2009) n. 2/00470 (16.09.2009) n. 4/05989 (03.02.2010), a tutt’oggi privi di risposta , l’interrogante/interpellante ha denunziato la pesante e grave situazione, anche sotto l’aspetto finanziario, in cui versa l’intero settore della Sanità in Calabria;

- nel corso del tempo più volte da parte di fonti governative è stata manifestata la necessità di decretare il commissariamento del sistema sanitario in Calabria;

- nel maggio del 2009, durante una manifestazione elettorale, lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, aveva annunciato il citato commissariamento;

- il Ministro del lavoro e della salute del tempo, nel settembre 2008, in Commissione Bicamerale per gli affari Regionali aveva testualmente dichiarato che “…la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;

- lo stesso Sottosegretario di Stato alla salute del tempo, Francesca Martini, in un intervista alla Padania ha dichiarato che la Regione Calabria “vanta” una situazione che grida “vendetta”;

- la Corte dei Conti regionale, già nel marzo 2008, ha bocciato la Sanità calabrese sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione del finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezza”;

- nonostante ben due advisor non fossero riusciti a far definire la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, con il comma 3-bis dell’articolo 22 del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, è stata persino concessa alla sola Regione Calabria la proroga-diffida di ulteriori settanta giorni per l’adozione di un piano di rientro contenente misure di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale;

- nella primavera dello scorso anno 2009 gli incolpevoli cittadini calabresi si erano visti reintrodurre il ticket sui farmaci e sul Pronto Soccorso, nonché l’aumento dell’IRAP e la conferma dell’IRPEF nelle misure massime consentite;

- nel mese di settembre 2009 la precedente Giunta Regionale, composta da una coalizione del centro-sinistra, ha approvato il cosiddetto “Piano di rientro” per il risanamento del deficit sanitario di quella Regione, tradotto di fatto in una mera dichiarazione di intenti, di fronte al quale è apparso inspiegabile il mancato commissariamento del settore della sanità calabrese;

- nel mentre veniva predisposto ed approvato il C.d. “Piano di rientro”, la precedente Giunta regionale calabrese definiva tranquillamente acquisizioni di prestazioni ospedaliere dalle strutture private che non rinnovavano i contratti ai propri dipendenti da circa 5 anni ed autorizzava ben 333 assunzioni nelle aziende sanitarie ed ospedaliere;

- il 17 dicembre 2009, il Presidente della Regione Calabria del tempo ha firmato, con i Ministri dell’economia e delle finanze e della salute, il piano di rientro dal debito, evitando così il commissariamento di quel settore regionale;

- il virtù della citata sigla il Presidente della Regione del tempo Loiero, in data 30 dicembre 2009, in prossimità dell’ultima tornata elettorale, è stato persino nominato commissario delegato per l’emergenza economico-sanitaria nel territorio della Calabria, con la facoltà di avvalersi dei poteri di cui alle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri emanate per fronteggiare il contrasto emergenziale;

- il nuovo Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, insieme alla nuova Giunta, si trova oggi ancora di fronte all’impossibilità di definire un adeguato “Piano di rientro” visto che il Kpmg non ha definito la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, il che impedisce l’individuazione degli interventi necessari per bloccare gli sprechi che hanno causato l’enorme disavanzo in questione;

- contemporaneamente la Corte dei Conti regionale ha citato la Regione Calabria per oltre 95 milioni di euro;

- nel periodo 2004-2010 la Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria ha depositato ben 67 atti di citazione in materia sanitaria ed ha in corso due inviti a dedurre;

- all’interpellante sembra davvero assurdo, inspiegabile ed ingiustificabile il ritardo del Governo nel decretare il Commissariamento del settore Sanità, nel mentre il provvedimento è stato attuato per le atre Regioni, il cui disavanzo è sicuramente inferiore a quello calabrese:

- quali i motivi che fino ad oggi hanno impedito il Commissariamento della Sanità in Calabria;

- se sono in corso da parte della Magistratura calabrese adeguate indagini per accertare le responsabilità degli appalti illegittimi e/o illeciti posti in essere dalle Aziende sanitarie e ospedaliere;


- se non ritengano necessario, urgente ed inderogabile procedere al commissariamento della sanità calabrese.

On. Angela NAPOLI

Roma, 09 giugno 2010

venerdì 14 maggio 2010

Il Presidente Scopelliti non assecondi il costante saccheggio della Calabria

Non appartengo a coloro che addebitano le responsabilità del buco finanziario della sanità calabrese esclusivamente alla passata Giunta regionale guidata da Loiero, giacché mi sento costretta a ricordare le ufficiali prese di posizione in materia anche nel periodo di amministrazione Chiaravalloti.
Proprio per questo credo oggi di avere tutto il diritto di protestare contro un Governo nazionale che, dopo aver tergiversato per ben due lunghi anni sulla necessità di commissariare la sanità calabrese e dopo aver condiviso ed autorizzato il cd. “piano di rientro” del debito, presentato dalla precedente Giunta regionale, consentendo alla stessa di procedere persino a ben 333 assunzioni nelle Aziende Sanitarie Ospedaliere della Calabria, oggi vorrebbe imporre al nuovo Governatore di aumentare le tasse ai cittadini.
Ancora una volta i ministri nordisti vorrebbero tartassare e discriminare i cittadini calabresi, ignorando i crediti di questa Regione.
Sicuramente i fondi FAS non possono essere considerati “bancomat” per ripianare i deficit, ma tali non avrebbero dovuto essere considerati neppure, ad esempio, per ripianare le “quote latte”, soddisfacendo i desiderata della Lega Nord.
I fondi FAS sono risorse destinate allo sviluppo delle aree sottosviluppate ed allora perché sono stati sottratti anche alla Calabria ed utilizzati per altri fini?
Il Governo nazionale non può certamente disconoscere che la sottoscrizione del cd. “piano di rientro” ha già comportato pesanti oneri per i cittadini di questa Regione, penalizzati da un super debito sanitario, i cui responsabili ad oggi non risultano individuati e giudiziariamente perseguiti.
Al Presidente Scopelliti, al quale sicuramente va riconosciuta la gravità della situazione ereditata, mi sento di dire che, dopo aver sistemato le varie “caselle” regionali all’insegna del manuale Cencelli, non può assecondare il costante saccheggio che viene fatto alla Calabria, né dimenticare i crediti che i cittadini di questa Regione hanno accumulato negli anni da parte dei Governi nazionali e regionali succedutisi.

On. Angela NAPOLI

Taurianova, 14 maggio 2010

martedì 2 febbraio 2010

Il mancato commissariamento della Sanità in Calabria, le transazioni dell'ultima ora e il raddoppio del compenso per il Comitato tecnico-scientifico

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, della Salute e dell’Interno

- per sapere - premesso che:

- in data 11 dicembre 2007 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato di emergenza socio- economico -sanitaria della Regione Calabria;

- a seguito del citato stato di emergenza, in data 21 dicembre 2007, è stata istituita la Commissione incaricata di svolgere un’indagine conoscitiva finalizzata a verificare la qualità dell’assistenza prestata dal Servizio sanitario della Regione Calabria, nonché l’effettiva garanzia dell’erogazione, secondo criteri di efficienza ed appropriatezza, dei livelli essenziali di assistenza;

- nella relazione predisposta dalla citata Commissione, come pubblicato sulla stampa regionale calabrese il 24 aprile 2008 sono stati evidenziati allarmanti punti di criticità interni al sistema sanitario di quella Regione;

- tra le criticità nella relazione la Commissione ministeriale ha evidenziato: il mancato controllo della regione sulla spesa sanitaria, la mancata approvazione del piano sanitario regionale, l’impunità di chi ha commesso errori ed ha responsabilità accertate, la presenza in numerosi P.O. di Pronto Soccorsi “disastrosi”, pesanti condizioni igienico - sanitarie e problemi strutturali degli edifici, esorbitante spesa ai privati, dirigenti senza responsabilità; criticità, ancora oggi, in buona parte persistenti;

- anche la Corte dei Conti regionale, fin dal marzo 2008 ha bocciato la sanità calabrese, richiamando, altresì, l’intervento della Magistratura contabile;

- sempre la relazione della Commissione ministeriale ha evidenziato che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL di gran lunga superiore alle altre Regioni ( 8.77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);

- La grave situazione della sanità in Calabria era stata monitorata dal Ministro del Lavoro e, allora anche della salute, il quale nel settembre del 2008, in Commissione bicamerale per gli Affari Regionali, aveva dichiarato che “ …la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;

- e nel mentre il debito sanitario continuava ad aumentare, nel novembre del 2008 la Regione Calabria ha deliberato l’istituzione di un Comitato di consulenti (ben 3!) nell’ambito del piano sanitario regionale per il triennio 2007- 2009;

- fin da allora, all’interrogante appariva chiaro che nessun piano di rientro per il riequilibrio economico-finanziario, per quanto oculato, avrebbe potuto ribaltare la debitoria situazione incancrenita, peraltro, in assenza di un approvato piano sanitario regionale;

- nel giugno del 2009 il Consiglio dei Ministri aveva perfino impugnato la legge della Regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “ Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale;

- nel settembre del 2009 la Giunta regionale della Calabria ha approvato il cosiddetto “Piano di rientro” che dovrebbe portare al risanamento del deficit sanitario di quella Regione;

- a quel tempo il debito emerso dai dati contabili non consentiva la quantificazione reale dello stesso;

- nel mentre veniva predisposto ed approvato il “Piano di rientro” , la Giunta regionale calabrese definiva tranquillamente acquisizioni di prestazioni ospedaliere dalle strutture private che da circa 5 anni non rinnovavano i contratti ai propri dipendenti ed autorizzava ben 333 assunzioni nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere;

- l’interrogante attende ancora di conoscere, così come richiesto nell’atto ispettivo n. 2-00470 del 16 settembre 2009, se nella verifica del “Piano di rientro” siano stati inseriti importi relativi a transazioni dell’ultima ora, che potrebbero riguardare debiti non riconoscibili;

- il 17 dicembre 2009, ad avviso dell’interrogante inspiegabilmente, il Governatore della Regione Calabria, ha firmato con i Ministri dell’Economia e della Sanità, il Piano di rientro del debito, evitando così il commissariamento di quel settore regionale;

- in virtù della citata sigla il Presidente Loiero, il quale peraltro da oltre un anno deteneva già la delega alla sanità regionale, in data 30 dicembre 2009, è stato perfino nominato Commissario delegato per l’emergenza economico-sanitaria nel territorio della Calabria, con la facoltà di avvalersi dei poteri di cui alle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri emanate per fronteggiare il contesto emergenziale;

- con l’Ordinanza n. 6 del Commissario delegato pro tempore dell’ 11 febbraio 2008 è stato istituito il Comitato tecnico scientifico chiamato ad effettuare la valutazione dei soggetti d’intervento predisposti dal Commissario delegato e a fornire al Commissario stesso il necessario supporto tecnico delle attività occorrenti per il superamento dell’emergenza;

- nei giorni scorsi il Commissario delegato, Agazio Loiero, avrebbe disposto per l’anno 2010 il raddoppio del compenso fissato su base annua con l’ordinanza n. 7 del 13 marzo 2008, ai componenti del Comitato tecnico- scientifico su citato:

- quali i motivi che hanno portato al non commissariamento della Sanità calabrese;

- se nel piano di rientro siano stati inseriti importi relativi a transazioni dell’ultima ora, che potrebbero riguardare debiti non riconoscibili; - quali i motivi che hanno portato all’affidamento dell’incarico di Commissario delegato per l’emergenza economico- sanitaria della Calabria, proprio nella persona del Governatore Loiero e, peraltro, in prossimità della tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale;

- se corrisponde al vero la disposizione del raddoppio del compenso annuo per i componenti del Comitato tecnico- scientifico e, in caso affermativo, se non si ravvisi danno all’erario pubblico, peraltro deliberato in concomitanza con il varo di un Piano di rientro dal debito sanitario regionale che comporterà pesanti oneri per i cittadini e sempre in concomitanza con la campagna elettorale per le elezioni regionali.

On. Angela NAPOLI

Roma, 2 febbraio 2010

sabato 19 dicembre 2009

Il mancato commissariamento della Sanità calabrese

Altro colpo inferto alla Calabria: in periodo pre-elettorale e dopo quasi cinque anni di motivate denunzie non posso nascondere il rammarico nell’ apprendere che gli impegni assunti dal Presidente Berlusconi e dal Ministro Sacconi con i Calabresi, all’indomani della nomina a Ministro della Salute di Fazio, sono stati completamente annullati. Nessun commissariamento della sanità regionale e, in aggiunta, lo sblocco di ben 700 milioni di euro per l’ammodernamento degli ospedali calabresi.
Altro che “inciucio”: 2166 miliardi di debito sulle spalle dei cittadini, chiamati a pagare i ticket sanitari, ad assistere alla chiusura di ben 44 strutture ospedaliere e costretti a rimanere nell’area “B” della sanità italiana, nel mentre direttori generali, amministrativi e sanitari rimarranno tranquillamente ai loro posti.
Esultano Loiero ed i suoi fiancheggiatori: accordo siglato ed, in aggiunta, nomina a commissario per l’emergenza, nonchè creazione di un Ufficio per il piano di rientro!
Cosa possiamo pretendere ancora! Una legge finanziaria che cancella la Calabria dal contesto Nazionale, il Cipe che mantiene il blocco dei fondi PAR – FAS, il Porto di Gioia Tauro che si avvia verso il ridimensionamento, sanità allo sfascio, disoccupazione galoppante!
Adesso comprendo i motivi delle mancate risposte ai miei innumerevoli atti ispettivi sulla sanità calabrese!
E’ d’obbligo ricordare a questo punto una frase detta dal Governatore Loiero alcuni mesi fa:” Ma voi pensate davvero che noi calabresi abbiamo l’anello al naso?”. Naturalmente la domanda è indirizzata al Governo Nazionale!

On. Angela Napoli

Roma, 18 dicembre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

L'incontro di Risveglio Ideale ad Amantea

Il 4 ottobre 2009 si è tenuto, presso l’Hotel “La Tonnara” di Amantea, un incontro di iscritti e simpatizzanti dell’Associazione politico-culturale “Risveglio Ideale”, presieduta dall’on. Angela Napoli, per trattare la situazione drammatica sul piano socio-economico in cui si dibatte la Calabria e l’assenza di una politica regionale capace di dare risposte esaustive alle tante problematiche esistenti sul territorio.
Al tavolo della Presidenza anche il prof. Michele Sapia e il consigliere comunale del PDL di Cosenza, avv. Fabrizio Falvo.
Introducendo i lavori l’on. Napoli ha inteso subito polemizzare con il Governo regionale, che non ha ancora messo in atto un’adeguata politica sanitaria ed anche con il Governo nazionale che, nonostante le numerose sollecitazioni, non ha ancora proceduto al commissariamento della sanità in Calabria, pur in presenza di gravi episodi di malasanità ed essendo stata evidenziata una enorme voragine di debiti che si assommano a quelli già accumulati dalle precedenti Giunte regionali.
L’on. Napoli ha poi illustrato, tra l’altro, la situazione disastrosa dell’ambiente in cui vive la Calabria: Crotone è in ginocchio a causa della notevole quantità di materiale tossico utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e privati con la compiacenza delle Amministrazioni e su questa problematica la Napoli ha ricordato di aver inviato, lo scorso anno, un adeguato dossier al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Berlusconi, chiedendo provvedimenti urgenti di bonifica; ha, altresì, evidenziato il problema dell’affondamento delle navi dei veleni, che, oltre alla preoccupante situazione sanitaria, sta mettendo a dura prova la vita quotidiana di tanti lavoratori del settore della pesca e del comparto turismo.
L’on. Napoli ha criticato il Coordinatore regionale del PDL, Giuseppe Scopelliti, per la formazione del nuovo coordinamento regionale, dove, accanto a componenti di indubbia moralità, sono stati inseriti personaggi che poco hanno da dire sulla questione etica e morale. Ha, ancora, lamentato di non essere stata mai interpellata sulla composizione del coordinamento in questione, pur essendo una parlamentare di pluriennale esperienza politica.
Per l’on. Napoli il Governo nazionale, di concerto con le rappresentanze regionali, dovrebbe promuovere un’azione di controllo sull’andamento dei lavori infrastrutturali, Autostrada SA-RC e S.S. 106, finanziare l’elettrificazione e il raddoppio della linea ferroviaria ionica, l’alta velocità sulla linea tirrenica.Avviare con urgenza le procedure di bonifica del territorio crotonese. Creare una task-force per predisporre un piano di interventi necessari alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Aiutare con tassazioni agevolate il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole e medie industrie, vera forza trainante dell’economia calabrese. Sollecitare le Banche ad aiutare le aziende in crisi con la concessione di mutui con tassi d’interesse non esosi rispetto a quelli praticati al Nord.
L’on. Napoli ha, infine, chiesto ad iscritti e simpatizzanti di Risveglio Ideale, un contributo di idee e di progetti per il proseguo dell’attività, anche per il sicuro impegno nei prossimi appuntamenti elettorali.
Numerosi gli interventi durante la fase del dibattito, nel corso dei quali non sono mancati gli inviti all’on. Napoli a scendere in campo nelle prossime elezioni regionali, come candidata alla Presidenza, in quanto punto di riferimento per tanta gente anche di ideologia politica opposta, che chiede un rinnovamento della classe politica e dirigenziale, non solo in senso anagrafico, ma principalmente in ottemperanza alla logica della meritocrazia e del rispetto della legalità, della trasparenza, dell’etica e della moralità.
Non va sottaciuta la problematica che durante il dibattito è emersa relativamente ai tagli operati nel mondo della scuola calabrese, che hanno convertito in disoccupati numerosi precari, dopo tanti anni di occupazione. Così come è stato ricordato l’elevato numero di precari del settore pubblico regionale, che pone automaticamente in condizioni di sudditanza e favorisce la posizione elettorale “poltronistica” di tanti politici mediocri ed arroganti.
A breve termine verrà costituita la struttura e l’intera organizzazione dell’Associazione “Risveglio Ideale” sul territorio calabrese.

Ufficio Stampa Associazione “Risveglio Ideale”

mercoledì 29 luglio 2009

Gian Antonio Stella: "Che senso ha se a tappare i buchi mettiamo chi li ha fatti? "

«Che senso ha nominare commissario alla sanità per tappare i buchi finanziari chi come Agazio Loiero questi buchi li ha fatti o come minimo non è riuscito a tapparli?». Può darsi che la domanda posta da Roberto Occhiuto non sia del tutto innocente e disinteressata se è vero, come ha scritto La Stampa, che il deputato dell’Udc potrebbe essere candidato alle prossime Regionali da una coalizione alla «trentina», cioè centrata su un accordo tra i democratici e i casiniani.Può anche darsi che non sia del tutto innocente e disinteressato l’appoggio dato a Occhiuto da una avversaria storica del governatore calabrese come la pidiellina Angela Napoli. La quale, davanti all’ipotesi che il «suo» governo, di destra, possa affidare il 10 settembre i pieni poteri in materia sanitaria al presidente regionale ha tuonato: «Il Governo e la maggioranza del Pdl, a questo punto, dovranno spiegare ai calabresi a che gioco stanno giocando con Loiero. Desta già grande perplessità la dilazione dei tempi con cui il Governo nazionale si appresterebbe a commissariare la sanità calabrese, per non parlare poi se tale incarico venisse affidato a chi in quattro anni non è riuscito ad invertire la tendenza in termini di disavanzo,mantenendo, peraltro, damolti mesi, anche la delega proprio nel settore della sanità senza riuscire a far approvare il Piano sanitario regionale». Tanto più che «dall’ultimo rapporto di Bankitalia emerge che in Calabria, tra il 2006 ed il 2008, la spesa sanitaria è cresciuta in media del 5,1%» e che «Loiero ha gestito in Calabria le ultime elezioni europee ed amministrative avvalendosi proprio del supporto di ampie fasce della sanità, dove alcuni manager, dallo stesso nominati in tale incarico, hanno fatto addirittura "riunioni elettorali" all’interno delle strutture sanitarie». Andiamo oltre: diamo per acquisito che entrambi calchino lamano per motivi strumentali e di bottega e ammettiamo perfino che Loiero non si meriti neppure tutte queste critiche. Ma, sgomberato dal terreno il caso specifico personale, il tema resta. E vale per la Calabria come per il Lazio o la Campania, la Sicilia o il Veneto, l’Abruzzo o il Molise. E vale per la sanità come per tanti altri settori: che senso ha nominare commissario chi ha fatto il buco o comunque non è riuscito a risanarlo? Sembra un interrogativo di puro buonsenso. Eppure, come ha raccontato Antonio Ricchio su Calabria Ora, l’emendamento presentato da Occhiuto alle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio («non possono essere nominati commissari per il ripiano dei debiti sanitari coloro che abbiano ricoperto cariche amministrative nel periodo in cui si è verificato il disavanzo») è stato bocciato non dal Pd, ma dal Pdl. Misteri...

martedì 28 luglio 2009

Necessario, urgente, indispensabile commissariare la Sanità in Calabria con persona diversa dal Presidente Loiero

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze

-Per sapere –Premesso che:

- il Consiglio dei Ministri, in data 24 luglio 2009,ha decretato il commissariamento del sistema sanitario in Campania ed in Molise;

- da diversi mesi si è in attesa del commissariamento del sistema sanitario in Calabria, così, come peraltro annunciato dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, nello scorso mese di maggio 2009, durante una manifestazione elettorale;

- la richiesta di commissariamento della sanità in Calabria è stata sottoscritta da tutti i parlamentari del PDL, eletti in quella regione, ed inviata alcuni giorni fa al Presidente del Consiglio dei Ministri;

- l’interrogante da mesi continua a presentare atti ispettivi per denunziare la situazione della sanità in Calabria, che diventa sempre più pesante e grave;

- ad oggi ben due Advisor non sono riusciti a far definire la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, che comunque si aggirerebbe attorno ad una voragine di 2,2 miliardi di euro, ai quali dovrebbe essere aggiunto un debito di 198 milioni accertato nel 2008, per sopravvenienze passive e insussistenze attive nel 2007;

- la relazione della Commissione ministeriale Serra - Riccio ha evidenziato che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL molto maggiore rispetto ad altre regioni (8,77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);

- la Corte dei Conti regionale, già nel marzo del 2008,ha bocciato la sanità calabrese, sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione di finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezza”;

- lo stesso Ministro del Lavoro e della salute, già nel settembre 2008, in Commissione bicamerale per gli Affari Regionali ha dichiarato che “…la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;

- lo stesso Sottosegretario di Stato alla salute, Francesca Martini, in un intervista alla “Padania” ha dichiarato che la Regione Calabria “vanta” una situazione “che grida vendetta”;

- nello scorso mese di giugno 2009 il Consiglio dei Ministri ha persino impugnato la legge della Regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale”;

- la Calabria compare in fondo a tutte le classifiche: i posti letto per anziani sono 267 ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 1.270; si moltiplicano i “viaggi della speranza”; dai centri di cura pubblici regionali si scappa; dal gennaio 2007 ad oggi si contano una decina di casi costati la vita di pazienti, alcuni dei quali giovanissimi;

- in primavera si è già riversato l’ulteriore danno sugli incolpevoli cittadini calabresi,con la reintroduzione del ticket sui farmaci e sul Pronto Soccorso e l’aumento dell’Irap e la conferma dell’Irpef nelle misure massime consentite;

- a fronte di quanto sopra l’interrogante ritiene ingiustificata la proroga – diffida di ulteriori settanta giorni concessa alla sola Regione Calabria per l’adozione di un piano di rientro contenente misure di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale, così come previsto al comma 3-bis dell’articolo 22 del Decreto- legge 1° luglio 2009, n. 78;

- tra l’altro l’interrogante ritiene di dover ricordare che l’attuale Governatore della Calabria, Agazio Loiero, detiene immotivatamente la delega del Dipartimento sanità regionale ed è corresponsabile, quale eletto da oltre 4 anni della pesante situazione del settore, evidenziata, solo in minima parte, nella puntata di Report del 26 aprile 2009, andata in onda su RAI Tre;

- non solo ma, ad avviso dell’interrogante, nessun piano di rientro potrà essere definito in modo efficiente senza una preventiva approvazione del piano sanitario regionale,fino ad oggi non avvenuta;

- ancora, così come si evince, sempre dalla relazione della Commissione ministeriale Serra - Riccio, desta perplessità la mancanza dei requisiti previsti dalla legge posseduti da alcuni direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi delle ASP calabresi;

- basterebbe verificare, attraverso un’adeguata indagine ispettiva cosa sta accadendo e quanto è accaduto nell’ASP di Cosenza sotto la Direzione di Franco Petramala: vicenda dell’Istituto di Papa Giovanni XXIII° di Serra d’Aiello, situazione del settore della diagnostica di laboratorio nella provincia, nomine di primari sanitari in periodo elettorale e senza alcuna necessità, stabilizzazione di precari che si sono addirittura firmati le personali delibere, ecc…:

- quali i motivi che a tutt’oggi non hanno portato al commissariamento del Dipartimento della sanità in Calabria;

- se non ritengano, altresì, indispensabile che la nomina del Commissario ricada su persona diversa dall’attuale Presidente della Giunta regionale calabrese;

- quale la motivazione che ha portato il Governo nazionale a dare alla sola Regione Calabria ulteriori settanta giorni per predisporre il Piano di rientro dei debiti pregressi nel settore della sanità regionale.

On. Angela NAPOLI

Roma, 28 luglio 2009

lunedì 20 luglio 2009

Sottoscrivo l'emendamento Occhiuto sul commissariamento della Sanità in Calabria

Sottoscrivo l’emendamento n. 22.37 al decreto anticrisi, presentato dall’on. Roberto Occhiuto (UDC) alla Camera dei Deputati, e relativo ai criteri di nomina del commissario governativo per il ripiano dei debiti sanitari.
Di fatto ho da sempre chiesto al Governo nazionale, attraverso gli atti ispettivi, unitamente all’indispensabile commissariamento della sanità calabrese, che tale incarico non venisse attribuito al Governatore della Regione, corresponsabile dell’enorme disavanzo evidenziato in tale settore.
Il Governo nazionale e la maggioranza del PDL, a questo punto, dovranno spiegare ai calabresi “a che gioco stanno giocando” con Loiero.
Desta già grande perplessità la dilazione dei tempi con cui il Governo nazionale si appresterebbe a commissariare la sanità calabrese, per non parlare poi se tale incarico venisse affidato a chi in quattro anni non è riuscito ad invertire la tendenza in termini di disavanzo, mantenendo, peraltro, da molti mesi, anche la delega proprio nel settore della sanità e senza riuscire a far approvare il Piano Sanitario Regionale, senza il quale appare impossibile predisporre un qualsiasi piano di rientro del disavanzo.
Se è pur vero che l’enorme disavanzo della sanità calabrese, peraltro a tutt’oggi non esattamente quantificato, è addebitabile, in parte, anche alle precedenti Giunte Regionali, è altrettanto vero che nessuna controtendenza è stata manifestata dall’attuale Giunta, tanto che dall’ultimo rapporto di Bankitalia emerge che in Calabria, tra il 2006 ed il 2008, la spesa sanitaria è cresciuta in media del 5,1% con un aumento del 2,2% nell’ultimo anno.
Non penso nemmeno che siano frasi avventate quelle del ministro Sacconi allorquando afferma che “c’è una situazione di pericolosa esplosione incontrollata della spesa sanitaria, che coincide con situazioni di inefficienza e di carenza dei servizi ai cittadini”.
Appare davvero assurdo affidare incarichi a chi ha la corresponsabilità di avere calato la Calabria in una situazione così grave e pesante a danno dei cittadini.
Senza, peraltro, sottacere sul fatto che pur in presenza di una tale situazione, il Governatore Loiero ha gestito in Calabria le ultime elezioni europee ed amministrative avvalendosi proprio del supporto di ampie fasce della sanità, dove alcuni manager, dallo stesso nominati in tale incarico, hanno fatto addirittura “riunioni elettorali” all’interno delle strutture sanitarie.
Tale complessa situazione dovrebbe portare il Governo nazionale, non solo a commissariare la sanità calabrese con persona diversa dall’attuale Governatore, ma a commissariare anche le ASP di questa Regione.

On. Angela Napoli (PDL)

Roma, 20 luglio 2009

giovedì 25 giugno 2009

La "strana" nomina di Loiero: l'ex assessore alla Sanità della Giunta Chiaravalloti !

La nomina di Luzzo ad esperto per il piano di rientro nel settore della sanità calabrese è indicativa di come il Governatore Loiero non abbia più il senso del limite dovuto a chi amministra la cosa pubblica. Loiero ribalta, ad ogni piè sospinto, accuse sulla Giunta Chiaravalloti, sottraendosi alle responsabilità della sua quadriennale gestione, e ritenendo che i calabresi abbiano dimenticato che da mesi detiene inutilmente la delega alla sanità regionale, e oggi nomina “esperto” un ex assessore regionale alla sanità che, a memoria, non mi sembra abbia contribuito a regolamentare il settore. Naturalmente, però, ritengo che la sfida di Loiero trovi la forza nella demotivata e strana lentezza con la quale il Governo Nazionale sta elaborando il dovuto commissariamento della sanità calabrese!

On. Angela Napoli

Roma, 25 giugno 2009

venerdì 12 giugno 2009

Il Governo e la dubbia costituzionalità della Legge regionale per il disavanzo della Sanità calabrese

La legge della regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale” è stata oggi impugnata dal Consiglio dei Ministri, a dimostrazione di quanto sia divenuto inderogabile il commissariamento della sanità regionale.
La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri evidenzia le responsabilità assunte da Giunta e Consiglio regionale nella definizione del ripiano del disavanzo nel settore sanitario, incuranti, persino, di quanto manifestato dai Ministeri competenti e del dettato della nostra Carta Costituzionale.

On. Angela Napoli


Taurianova, 12 giugno 2009

martedì 28 aprile 2009

L'interpellanza su Report e la sanità in Calabria

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministro dell’Interno, il Ministro della Giustizia, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, per sapere – premesso che:

- già con atto n. 2-00201 del 4 novembre 2008 l’interpellante ha denunziato la pesante e grave situazione, anche sotto l’aspetto finanziario, in cui versa l’intero settore della sanità in Calabria;
nella puntata di Report del 26 aprile 2009, andata in onda su Rai Tre, la citata situazione è apparsa agli italiani in tutta la sua pienezza, aggravata, peraltro, dai contenuti e dai comportamenti di alcuni degli intervistati, ad iniziare da quello del Governatore della Calabria, Agazio Loiero;
- il Presidente della Regione Calabria, il quale, peraltro, detiene da mesi la delega al settore della salute, anche nell’inutile tentativo di predisporre un impossibile piano di rientro dal pesante buco finanziario, la cui cifra reale rimane estremamente esosa ma non definita, alla domanda del cronista ha dichiarato, tra l’altro, di non sapere neppure quanti sono i Presidi Ospedalieri calabresi che risultano a “norma”, ha continuato a ribadire che lui “deve fare politica” e di fronte ad immagini di Strutture Sanitarie vuote o eccessivamente colme di personale, si è vantato di avere avviato la programmazione per la costruzione di quattro nuove Strutture;
- il nuovo Direttore Generale dell’A.S.L. di Locri, a suo tempo commissariata per infiltrazione mafiosa, e stranamente non inserita dalla Giunta Regionale nell’A.S.P. di Reggio Calabria, oggi commissariata per infiltrazione mafiosa, si è rifiutato di mostrare le delibere dei vari acquisti al cronista, il quale aspirava a verificare se il commissariamento aveva portato alla trasparenza della gestione amministrativa;
- tra l’altro, proprio nei primi giorni del corrente mese di aprile 2009, un’ispezione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria e dei militari della Compagnia di Locri, ha portato al sequestro dell’impianto di depurazione della struttura sanitaria di quella città ed al ritrovamento di rifiuti, anche pericolosi, nella “sottocentrale termica” e in altri locali;
- è stato intervistato, sempre dal cronista di Report l’ultimo Direttore della Fondazione “Campanella” di Catanzaro, struttura per la ricerca oncologica, il quale, pur se arrivato da poco, dopo un alternarsi di dirigenti toccati da vicende giudiziarie, non è riuscito a spiegare che tipo di ricerca viene praticata in quella struttura, che pure ha ricevuto e continua a ricevere ingenti finanziamenti regionali;
- le immagini ed i racconti della trasmissione televisiva Report, sicuramente noti a tutti i calabresi, non possono non essere apparsi agli altri cittadini italiani, con la loro drammaticità tutta legata ad una Regione, per la quale tardano ad intervenire i dovuti provvedimenti governativi;
- da mesi si attende il commissariamento del settore sanità della Calabria, considerato il notevole disavanzo 2001 - 2007, difficilmente definito, che non ha registrato inversioni di rotta durante gli anni della Giunta Loiero;
- nonostante il Presidente Loiero continui ad assicurare il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, sulla riorganizzazione della sanità calabrese e sul riassetto della relativa situazione finanziaria, rimangono al loro posto i manager di alcune Aziende Sanitarie Provinciali, già nominati pur in mancanza dei titoli prescritti, ma i cui comportamenti amministrativi tendono ad appesantire il già grave debito finanziario;
- secondo la notizia riportata su “Il Domani della Calabria” di lunedì 27 aprile 2009, il dottor Franco Petramala, direttore dell’A.S.P. di Cosenza, da alcune settimane anche alla guida dell’Azienda Ospedaliera della stessa città, dove è stato registrato un buco di ben 140 milioni di euro, sarebbe “l’emissario di Loiero per le Provinciali” e starebbe preparando una lista per le prossime elezioni provinciali, in appoggio al candidato del PD, nella quale uno dei punti di forza sarebbe proprio lo stesso mondo sanitario;
- non solo, ma, secondo una lettera del Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità calabrese, indirizzata a tutti i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione, a seguito dell’attività di accertamento del debito del Servizio Sanitario Regionale, si sarebbe rilevato che le risultanze del Conto Economico degli anni 2001 – 2006, esistente sulla banca dati sistema informativo del Ministero della Salute sono notevolmente differenti dai dati risultanti dal Conto Economico allegato ai bilanci di esercizio approvati con deliberazioni delle Aziende sanitarie ed Ospedaliere dei vari anni;
- Nella relazione del febbraio 2009, il Procuratore della Corte dei Conti di Catanzaro, partendo dalla relazione della Commissione di indagine nominata dal ministero della Salute sulla qualità del servizio sanitario regionale calabrese, ha evidenziato l’emersione di molteplici ipotesi di danno erariale e correlate responsabilità amministrative, tanto da far già intervenire la Magistratura contabile;
- La settimana scorsa il Presidente Loiero ha presentato al Consiglio la delibera, approvata dalla Giunta Regionale, con le linee guida del piano di rientro del deficit sanitario, e nella quale vengono enunciati dati devastanti e preoccupanti, che evidenziano come la spesa sanitaria in Calabria, permanga fuori controllo;
- Alla voragine di 2,2 miliardi di euro del debito storico 2001 - 2007, è stato aggiunto, nella delibera della Giunta Regionale calabrese, un debito di 198 milioni accertato nel 2008, per sopravvenienze passive e insussistenze attive nel 2007;
- Il piano di rientro presentato dalla Giunta regionale, punta decisamente su un incremento della pressione fiscale, ma lascia al proprio posto dirigenti e funzionari delle ASP, in parte responsabili della citata voragine finanziaria, oggi addirittura proni a gestire la prossima competizione elettorale in favore del Presidente Loiero e della sua coalizione politica, nel mentre la Calabria e l’intera Italia sono costrette ad assistere ad immagini e racconti trasmesse dalla trasmissione televisiva Report:
- Se non si ritenga indispensabile ed urgente commissariare l’intero Dipartimento della Sanità in Calabria;
- Se non si ritenga necessario ed urgente monitorare se ed in quali Procure della Calabria siano state avviate inchieste relative alla gestione della sanità;
- Quali le risultanze di eventuali inchieste giudiziarie avviate nei territori dove la sanità calabrese risulta o è stata commissariata per infiltrazione mafiosa;
- Quali e quanti dei dirigenti o funzionari del settore sanità calabrese, già condannati dalla Corte dei Conti, siano tuttora in servizio.

On. Angela Napoli
Roma, 28 aprile 2009

mercoledì 22 aprile 2009

Assunzioni sospette nella Sanità Cosentina: intervenga la Magistratura!

Il settore della Sanità in Calabria continua a far emergere disastrose situazioni che non possono più passare inosservate da parte della Magistratura. Nei mesi scorsi in provincia di Cosenza è stato smascherato buon numero d’infermieri che avevano ottenuto diplomi e specializzazioni falsi per svolgere la loro attività. Sempre nei mesi scorsi è rimbalzata sulle cronache nazionali la situazione dell’Istituto Papa Giovanni XXIII, i cui 300 pazienti, in cura per specifiche malattie, sono stati trasferiti in varie Cliniche o Presidi Ospedalieri, senza che siano stati né resi chiari i criteri adottati nella ripartizione dei degenti stessi né un’adeguata valutazione della professionalità e del numero di operatori sanitari chiamati a curare questi sopraggiunti malati.
Corre insistentemente voce che in qualche Clinica della provincia di Cosenza, dopo l’arrivo dei nuovi pazienti provenienti dal Papa Giovanni, si starebbero effettuando assunzioni di personale socio-sanitario dotato di Titolo Professionale sulla cui validità la Magistratura dovrebbe avviare gli opportuni accertamenti.
Il tutto in un periodo elettorale che vede coinvolto l’intero territorio della provincia di Cosenza e, quel che più conta, sulla pelle dei poveri ammalati.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 22 aprile 2009

giovedì 12 marzo 2009

Antonio Nicolò: "la sanità calabrese va commissariata"

Perdincibacco, anche uno stupido capirebbe che la sanità calabrese và commissariata.
A fronte di una situazione disastrosa, ad un deficit di 2 miliardi di euro, vicino alla bancarotta, ad una gestione (a voler essere benevoli) “allegra”, alla commistione politico-mafiosa ed alla mancanza di adeguati controlli contabili, viene difficile capire cosa aspetta il Governo a mandare un commissario in Calabria.
Se si vuole, si può continuare a perdere tempo (tatticismo politico ?) ma sono certo che altra soluzione non può esserci.
Naturalmente (passatemi questa assurdità), do per scontato che, il commissario non dovrebbe essere Loiero !
Perché il commissariamento ? Risposta facile, logica e soprattutto scontata: i “nostri cari” politici passati-presenti (e forse anche futuri !?) non hanno alcuna credibilità ormai.
Se alla “mensa della sanità”, si sono seduti tutti “banchettando dionisiacamente” e consumando l’ “orrendo pasto” incuranti della salute altrui, se la “fame bulimica” non si sazia mai, ne consegue che dobbiamo allontanarli al più presto, prima che si “pappano” anche le ultime briciole
Analisi questa non fantasiosa ma reale, anzi, a tratti, surreale.
Consentitemi un garbato scetticismo verso chi manifesta e propone soluzioni adeguate (leggasi piano di rientro) e verso chi, dall’altra parte, si indigna (abbiano almeno il pudore di stare zitti !).
I musicanti sono cambiati la musica (purtroppo) è rimasta la stessa.
E già, perché in questa “orgia “ nessuno (destra e sinistra) ha disdegnato l’invito ! Neanche quelli che hanno avuto il ruolo di spettatori passivi.
E’ tempo di voltare pagina, di cambiare registro, di mettersi la mano sulla coscienza (Coscienza ? Chi è costei ?) e lasciare fare ad altri ciò che nessuno, sino ad oggi, è stato in grado di fare.
Perdonatemi, volevo dire che hanno fatto: danni ed anche enormi !
Gli ospedali “ad personam” (per usare un termine caro alla sinistra) quale fonte di serbatoio-voti sono un esempio tangibile.
Oggi questi ospedali hanno le sembianze di zombie se non di fantasmi.
Su cosa bisogna incidere (prestazioni ospedaliere, farmaceutica, beni e personale) e su cosa bisogna impegnarsi (garanzia di gestione, miglioramento dei servizi e “frattaglie varie”) è notorio a tutti e pertanto non continuate a “ciarlare”!
Ma se si sa come agire, sorge spontaneo chiedersi: perché non lo si è fatto prima, considerato che il disastro era già noto ?
Altrettanto spontaneo viene da chiedersi: se non lo si è fatto sino ad oggi, chi ci garantisce che in futuro ciò verrà fatto ?
La risposta è sempre la stessa: non certo questa classe politico- digerente (non dirigente).
Ci vuole una bonifica, una “derattizzazione” nella sanità, ed a farlo non possono essere certo gli artefici di questo disastro.
I Calabresi, oggi, sono privati dei servizi essenziali in linea con gli standard nazionali: non è più neanche sufficiente rivolgersi a Camillo de Lellis o ad altro santo similare.
Si è stufi di vedere delineare le linee, concertare le concertazioni, programmare la programmazione, invocare il rigore, minacciare le sanzioni per poi….. essere trattati da coglioni !
Ed a farlo in questo caso (la beffa del destino) sono degli eunuchi !
Ci vogliono risposte chiare, rapide, semplici, efficaci e soprattutto risposte i cui effetti siano immediatamente visibili: in primis commissariamento.
So anche che con il commissariamento, toglieremmo la patata bollente dalle mani di Loiero, ma una ustione palmare e poca cosa rispetto alla “carbonizzazione” cui è sottoposto il povero cristo di ammalato.
Sono certo che, lo stesso Loiero sarebbe felicissimo di disfarsi di questo “cadavere della sanità”, in avanzato stato di decomposizione, e che comincia ad emanare un odore nauseabondo.
A proposito di nausea, credo (se non lo si è ancora capito) che i cittadini siano stra-nauseati nel vedersi trattati (nella migliore delle ipotesi), come ospiti indesiderati della sanità: se non ci fossero gli ammalati a rompere, lor signori potrebbero lavorare (si fa per dire) indisturbati.
Cari amici miei, se non lo avete capito, siamo arrivati al capolinea: oltre non si può andare.
Azzeriamo tutto ! Ripartiamo, facendoci aiutare da chi non ha interessi (particolarti) da difendere se non quelli della salute del cittadino, selezioniamo personale qualificato (concorsi per i manager e non appendici del politico di turno), ridiamo vita alla meritocrazia, responsabilizziamo il personale, qualifichiamolo, incentiviamolo e gratifichiamolo, mettiamolo in condizioni di dare il meglio di se e soprattutto ……non badiamo a spese !
Almeno in questo (nelle spese) avete già dato ampia dimostrazione di essere bravi !
Antonio Nicolò
Capogruppo di Alleanza Nazionale al Comune di Reggio Calabria