Mia intervista sul ripristino dell’Ospedale di Praia e sulla
protesta di Gino Spolitu rilasciata a Retetre Digiessemartedì 29 dicembre 2015
Sul ripristino dell’Ospedale di Praia e sulla protesta di Gino Spolitu
Mia intervista sul ripristino dell’Ospedale di Praia e sulla
protesta di Gino Spolitu rilasciata a Retetre Digiessedomenica 8 novembre 2015
Emergenza Sanità in Calabria
mercoledì 18 settembre 2013
Vi racconto lo sfascio della sanità calabrese
domenica 10 febbraio 2013
VIA SCOPELLITI DA COMMISSARIO PER L'EMERGENZA SANITA' IN CALABRIA
giovedì 15 marzo 2012
I diritti dei Cittadini della Piana di Gioia Tauro
I cittadini del
territorio della Piana di Gioia Tauro non possono più ritenersi
soddisfatti dagli impegni, puntualmente disattesi, assunti nelle
varie campagne elettorali, tantomeno da “passerelle” di carattere
propagandistico – elettorale, che non producono la soluzione dei
problemi.mercoledì 21 dicembre 2011
Tutelare il diritto alla salute dei Cittadini di Reggio Calabria
- la pesante situazione emergenziale in cui versa la sanità in Calabria ha portato ad un commissariamento del settore penalmente rilevante per il diritto alla salute del cittadino;
- il c.d. piano di rientro sta procurando notevoli disagi sul territorio regionale e nonostante i vari proclami la Regione non produce interventi adeguati per incidere sugli sprechi del settore;
- lo stesso Tavolo Massicci, alla fine dello scorso mese di novembre 2011, ha evidenziato diversi rilievi tra i quali assunzioni non autorizzate, mancanza di provvedimenti dovuti contro i dirigenti, necessità di riadeguare gli atti aziendali e ritardi nella riorganizzazione della rete ospedaliera;
mercoledì 15 dicembre 2010
Necessario lo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell'ASP di Vibo Valentia

mercoledì 9 giugno 2010
Necessario, urgente, inderogabile il commissariamento della Sanità in Calabria
– Per sapere – premesso che:
- fin dal novembre 2009
, con atti ispettivi n. 2/00201 ( 04.11.2008) – n. 4/ 02139 (27.01.2009) n. 2/00372 (29.04.2009) n. 3/00625 (28.07.2009) n. 2/00470 (16.09.2009) n. 4/05989 (03.02.2010), a tutt’oggi privi di risposta , l’interrogante/interpellante ha denunziato la pesante e grave situazione, anche sotto l’aspetto finanziario, in cui versa l’intero settore della Sanità in Calabria;- nel corso del tempo più volte da parte di fonti governative è stata manifestata la necessità di decretare il commissariamento del sistema sanitario in Calabria;
- nel maggio del 2009, durante una manifestazione elettorale, lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, aveva annunciato il citato commissariamento;
- il Ministro del lavoro e della salute del tempo, nel settembre 2008, in Commissione Bicamerale per gli affari Regionali aveva testualmente dichiarato che “…la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;
- lo stesso Sottosegretario di Stato alla salute del tempo, Francesca Martini, in un intervista alla Padania ha dichiarato che la Regione Calabria “vanta” una situazione che grida “vendetta”;
- la Corte dei Conti regionale, già nel marzo 2008, ha bocciato la Sanità calabrese sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione del finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezza”;
- nonostante ben due advisor non fossero riusciti a far definire la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, con il comma 3-bis dell’articolo 22 del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, è stata persino concessa alla sola Regione Calabria la proroga-diffida di ulteriori settanta giorni per l’adozione di un piano di rientro contenente misure di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale;
- nella primavera dello scorso anno 2009 gli incolpevoli cittadini calabresi si erano visti reintrodurre il ticket sui farmaci e sul Pronto Soccorso, nonché l’aumento dell’IRAP e la conferma dell’IRPEF nelle misure massime consentite;
- nel mese di settembre 2009 la precedente Giunta Regionale, composta da una coalizione del centro-sinistra, ha approvato il cosiddetto “Piano di rientro” per il risanamento del deficit sanitario di quella Regione, tradotto di fatto in una mera dichiarazione di intenti, di fronte al quale è apparso inspiegabile il mancato commissariamento del settore della sanità calabrese;
- nel mentre veniva predisposto ed approvato il C.d. “Piano di rientro”, la precedente Giunta regionale calabrese definiva tranquillamente acquisizioni di prestazioni ospedaliere dalle strutture private che non rinnovavano i contratti ai propri dipendenti da circa 5 anni ed autorizzava ben 333 assunzioni nelle aziende sanitarie ed ospedaliere;
- il 17 dicembre 2009, il Presidente della Regione Calabria del tempo ha firmato, con i Ministri dell’economia e delle finanze e della salute, il piano di rientro dal debito, evitando così il commissariamento di quel settore regionale;
- il virtù della citata sigla il Presidente della Regione del tempo Loiero, in data 30 dicembre 2009, in prossimità dell’ultima tornata elettorale, è stato persino nominato commissario delegato per l’emergenza economico-sanitaria nel territorio della Calabria, con la facoltà di avvalersi dei poteri di cui alle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri emanate per fronteggiare il contrasto emergenziale;
- il nuovo Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, insieme alla nuova Giunta, si trova oggi ancora di fronte all’impossibilità di definire un adeguato “Piano di rientro” visto che il Kpmg non ha definito la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, il che impedisce l’individuazione degli interventi necessari per bloccare gli sprechi che hanno causato l’enorme disavanzo in questione;
- contemporaneamente la Corte dei Conti regionale ha citato la Regione Calabria per oltre 95 milioni di euro;
- nel periodo 2004-2010 la Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria ha depositato ben 67 atti di citazione in materia sanitaria ed ha in corso due inviti a dedurre;
- all’interpellante sembra davvero assurdo, inspiegabile ed ingiustificabile il ritardo del Governo nel decretare il Commissariamento del settore Sanità, nel mentre il provvedimento è stato attuato per le atre Regioni, il cui disavanzo è sicuramente inferiore a quello calabrese:
- quali i motivi che fino ad oggi hanno impedito il Commissariamento della Sanità in Calabria;
- se sono in corso da parte della Magistratura calabrese adeguate indagini per accertare le responsabilità degli appalti illegittimi e/o illeciti posti in essere dalle Aziende sanitarie e ospedaliere;
- se non ritengano necessario, urgente ed inderogabile procedere al commissariamento della sanità calabrese.
On. Angela NAPOLI
Roma, 09 giugno 2010
venerdì 14 maggio 2010
Il Presidente Scopelliti non assecondi il costante saccheggio della Calabria

Proprio per questo credo oggi di avere tutto il diritto di protestare contro un Governo nazionale che, dopo aver tergiversato per ben due lunghi anni sulla necessità di commissariare la sanità calabrese e dopo aver condiviso ed autorizzato il cd. “piano di rientro” del debito, presentato dalla precedente Giunta regionale, consentendo alla stessa di procedere persino a ben 333 assunzioni nelle Aziende Sanitarie Ospedaliere della Calabria, oggi vorrebbe imporre al nuovo Governatore di aumentare le tasse ai cittadini.
Ancora una volta i ministri nordisti vorrebbero tartassare e discriminare i cittadini calabresi, ignorando i crediti di questa Regione.
Sicuramente i fondi FAS non possono essere considerati “bancomat” per ripianare i deficit, ma tali non avrebbero dovuto essere considerati neppure, ad esempio, per ripianare le “quote latte”, soddisfacendo i desiderata della Lega Nord.
I fondi FAS sono risorse destinate allo sviluppo delle aree sottosviluppate ed allora perché sono stati sottratti anche alla Calabria ed utilizzati per altri fini?
Il Governo nazionale non può certamente disconoscere che la sottoscrizione del cd. “piano di rientro” ha già comportato pesanti oneri per i cittadini di questa Regione, penalizzati da un super debito sanitario, i cui responsabili ad oggi non risultano individuati e giudiziariamente perseguiti.
Al Presidente Scopelliti, al quale sicuramente va riconosciuta la gravità della situazione ereditata, mi sento di dire che, dopo aver sistemato le varie “caselle” regionali all’insegna del manuale Cencelli, non può assecondare il costante saccheggio che viene fatto alla Calabria, né dimenticare i crediti che i cittadini di questa Regione hanno accumulato negli anni da parte dei Governi nazionali e regionali succedutisi.
On. Angela NAPOLI
Taurianova, 14 maggio 2010
martedì 2 febbraio 2010
Il mancato commissariamento della Sanità in Calabria, le transazioni dell'ultima ora e il raddoppio del compenso per il Comitato tecnico-scientifico
- per sapere - premesso che:
- in data 11 dic
embre 2007 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato di emergenza socio- economico -sanitaria della Regione Calabria;- a seguito del citato stato di emergenza, in data 21 dicembre 2007, è stata istituita la Commissione incaricata di svolgere un’indagine conoscitiva finalizzata a verificare la qualità dell’assistenza prestata dal Servizio sanitario della Regione Calabria, nonché l’effettiva garanzia dell’erogazione, secondo criteri di efficienza ed appropriatezza, dei livelli essenziali di assistenza;
- nella relazione predisposta dalla citata Commissione, come pubblicato sulla stampa regionale calabrese il 24 aprile 2008 sono stati evidenziati allarmanti punti di criticità interni al sistema sanitario di quella Regione;
- tra le criticità nella relazione la Commissione ministeriale ha evidenziato: il mancato controllo della regione sulla spesa sanitaria, la mancata approvazione del piano sanitario regionale, l’impunità di chi ha commesso errori ed ha responsabilità accertate, la presenza in numerosi P.O. di Pronto Soccorsi “disastrosi”, pesanti condizioni igienico - sanitarie e problemi strutturali degli edifici, esorbitante spesa ai privati, dirigenti senza responsabilità; criticità, ancora oggi, in buona parte persistenti;
- anche la Corte dei Conti regionale, fin dal marzo 2008 ha bocciato la sanità calabrese, richiamando, altresì, l’intervento della Magistratura contabile;
- sempre la relazione della Commissione ministeriale ha evidenziato che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL di gran lunga superiore alle altre Regioni ( 8.77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);
- La grave situazione della sanità in Calabria era stata monitorata dal Ministro del Lavoro e, allora anche della salute, il quale nel settembre del 2008, in Commissione bicamerale per gli Affari Regionali, aveva dichiarato che “ …la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;
- e nel mentre il debito sanitario continuava ad aumentare, nel novembre del 2008 la Regione Calabria ha deliberato l’istituzione di un Comitato di consulenti (ben 3!) nell’ambito del piano sanitario regionale per il triennio 2007- 2009;
- fin da allora, all’interrogante appariva chiaro che nessun piano di rientro per il riequilibrio economico-finanziario, per quanto oculato, avrebbe potuto ribaltare la debitoria situazione incancrenita, peraltro, in assenza di un approvato piano sanitario regionale;
- nel giugno del 2009 il Consiglio dei Ministri aveva perfino impugnato la legge della Regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “ Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale;
- nel settembre del 2009 la Giunta regionale della Calabria ha approvato il cosiddetto “Piano di rientro” che dovrebbe portare al risanamento del deficit sanitario di quella Regione;
- a quel tempo il debito emerso dai dati contabili non consentiva la quantificazione reale dello stesso;
- nel mentre veniva predisposto ed approvato il “Piano di rientro” , la Giunta regionale calabrese definiva tranquillamente acquisizioni di prestazioni ospedaliere dalle strutture private che da circa 5 anni non rinnovavano i contratti ai propri dipendenti ed autorizzava ben 333 assunzioni nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere;
- l’interrogante attende ancora di conoscere, così come richiesto nell’atto ispettivo n. 2-00470 del 16 settembre 2009, se nella verifica del “Piano di rientro” siano stati inseriti importi relativi a transazioni dell’ultima ora, che potrebbero riguardare debiti non riconoscibili;
- il 17 dicembre 2009, ad avviso dell’interrogante inspiegabilmente, il Governatore della Regione Calabria, ha firmato con i Ministri dell’Economia e della Sanità, il Piano di rientro del debito, evitando così il commissariamento di quel settore regionale;
- in virtù della citata sigla il Presidente Loiero, il quale peraltro da oltre un anno deteneva già la delega alla sanità regionale, in data 30 dicembre 2009, è stato perfino nominato Commissario delegato per l’emergenza economico-sanitaria nel territorio della Calabria, con la facoltà di avvalersi dei poteri di cui alle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri emanate per fronteggiare il contesto emergenziale;
- con l’Ordinanza n. 6 del Commissario delegato pro tempore dell’ 11 febbraio 2008 è stato istituito il Comitato tecnico scientifico chiamato ad effettuare la valutazione dei soggetti d’intervento predisposti dal Commissario delegato e a fornire al Commissario stesso il necessario supporto tecnico delle attività occorrenti per il superamento dell’emergenza;
- nei giorni scorsi il Commissario delegato, Agazio Loiero, avrebbe disposto per l’anno 2010 il raddoppio del compenso fissato su base annua con l’ordinanza n. 7 del 13 marzo 2008, ai componenti del Comitato tecnico- scientifico su citato:
- quali i motivi che hanno portato al non commissariamento della Sanità calabrese;
- se nel piano di rientro siano stati inseriti importi relativi a transazioni dell’ultima ora, che potrebbero riguardare debiti non riconoscibili; - quali i motivi che hanno portato all’affidamento dell’incarico di Commissario delegato per l’emergenza economico- sanitaria della Calabria, proprio nella persona del Governatore Loiero e, peraltro, in prossimità della tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale;
- se corrisponde al vero la disposizione del raddoppio del compenso annuo per i componenti del Comitato tecnico- scientifico e, in caso affermativo, se non si ravvisi danno all’erario pubblico, peraltro deliberato in concomitanza con il varo di un Piano di rientro dal debito sanitario regionale che comporterà pesanti oneri per i cittadini e sempre in concomitanza con la campagna elettorale per le elezioni regionali.
On. Angela NAPOLI
Roma, 2 febbraio 2010
sabato 19 dicembre 2009
Il mancato commissariamento della Sanità calabrese
Altro che “inciucio”: 2166 miliardi di debito sulle spalle dei cittadini, chiamati a pagare i ticket sanitari, ad assistere alla chiusura di ben 44 strutture ospedaliere e costretti a rimanere nell’area “B” della sanità italiana, nel mentre direttori generali, amministrativi e sanitari rimarranno tranquillamente ai loro posti.
Esultano Loiero ed i suoi fiancheggiatori: accordo siglato ed, in aggiunta, nomina a commissario per l’emergenza, nonchè creazione di un Ufficio per il piano di rientro!
Cosa possiamo pretendere ancora! Una legge finanziaria che cancella la Calabria dal contesto Nazionale, il Cipe che mantiene il blocco dei fondi PAR – FAS, il Porto di Gioia Tauro che si avvia verso il ridimensionamento, sanità allo sfascio, disoccupazione galoppante!
Adesso comprendo i motivi delle mancate risposte ai miei innumerevoli atti ispettivi sulla sanità calabrese!
E’ d’obbligo ricordare a questo punto una frase detta dal Governatore Loiero alcuni mesi fa:” Ma voi pensate davvero che noi calabresi abbiamo l’anello al naso?”. Naturalmente la domanda è indirizzata al Governo Nazionale!
On. Angela Napoli
Roma, 18 dicembre 2009
lunedì 5 ottobre 2009
L'incontro di Risveglio Ideale ad Amantea
Al tavolo della Presidenza anche il prof. Michele Sapia e il consigliere comunale del PDL di Cosenza, avv. Fabrizio Falvo.
Introducendo i lavori l’on. Napoli ha inteso subito polemizzare con il Governo regionale, che non ha ancora messo in atto un’adeguata politica sanitaria ed anche con il Governo nazionale che, nonostante le numerose sollecitazioni, non ha ancora proceduto al commissariamento della sanità in Calabria, pur in presenza di gravi episodi di malasanità ed essendo stata evidenziata una enorme voragine di debiti che si assommano a quelli già accumulati dalle precedenti Giunte regionali.
L’on. Napoli ha poi illustrato, tra l’altro, la situazione disastrosa dell’ambiente in cui vive la Calabria: Crotone è in ginocchio a causa della notevole quantità di materiale tossico utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e privati con la compiacenza delle Amministrazioni e su questa problematica la Napoli ha ricordato di aver inviato, lo scorso anno, un adeguato dossier al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Berlusconi, chiedendo provvedimenti urgenti di bonifica; ha, altresì, evidenziato il problema dell’affondamento delle navi dei veleni, che, oltre alla preoccupante situazione sanitaria, sta mettendo a dura prova la vita quotidiana di tanti lavoratori del settore della pesca e del comparto turismo.
L’on. Napoli ha criticato il Coordinatore regionale del PDL, Giuseppe Scopelliti, per la formazione del nuovo coordinamento regionale, dove, accanto a componenti di indubbia moralità, sono stati inseriti personaggi che poco hanno da dire sulla questione etica e morale. Ha, ancora, lamentato di non essere stata mai interpellata sulla composizione del coordinamento in questione, pur essendo una parlamentare di pluriennale esperienza politica.
Per l’on. Napoli il Governo nazionale, di concerto con le rappresentanze regionali, dovrebbe promuovere un’azione di controllo sull’andamento dei lavori infrastrutturali, Autostrada SA-RC e S.S. 106, finanziare l’elettrificazione e il raddoppio della linea ferroviaria ionica, l’alta velocità sulla linea tirrenica.Avviare con urgenza le procedure di bonifica del territorio crotonese. Creare una task-force per predisporre un piano di interventi necessari alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Aiutare con tassazioni agevolate il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole e medie industrie, vera forza trainante dell’economia calabrese. Sollecitare le Banche ad aiutare le aziende in crisi con la concessione di mutui con tassi d’interesse non esosi rispetto a quelli praticati al Nord.
L’on. Napoli ha, infine, chiesto ad iscritti e simpatizzanti di Risveglio Ideale, un contributo di idee e di progetti per il proseguo dell’attività, anche per il sicuro impegno nei prossimi appuntamenti elettorali.
Numerosi gli interventi durante la fase del dibattito, nel corso dei quali non sono mancati gli inviti all’on. Napoli a scendere in campo nelle prossime elezioni regionali, come candidata alla Presidenza, in quanto punto di riferimento per tanta gente anche di ideologia politica opposta, che chiede un rinnovamento della classe politica e dirigenziale, non solo in senso anagrafico, ma principalmente in ottemperanza alla logica della meritocrazia e del rispetto della legalità, della trasparenza, dell’etica e della moralità.
Non va sottaciuta la problematica che durante il dibattito è emersa relativamente ai tagli operati nel mondo della scuola calabrese, che hanno convertito in disoccupati numerosi precari, dopo tanti anni di occupazione. Così come è stato ricordato l’elevato numero di precari del settore pubblico regionale, che pone automaticamente in condizioni di sudditanza e favorisce la posizione elettorale “poltronistica” di tanti politici mediocri ed arroganti.
A breve termine verrà costituita la struttura e l’intera organizzazione dell’Associazione “Risveglio Ideale” sul territorio calabrese.
Ufficio Stampa Associazione “Risveglio Ideale”
mercoledì 29 luglio 2009
Gian Antonio Stella: "Che senso ha se a tappare i buchi mettiamo chi li ha fatti? "
martedì 28 luglio 2009
Necessario, urgente, indispensabile commissariare la Sanità in Calabria con persona diversa dal Presidente Loiero
- il Consiglio dei Ministri, in data 24 luglio 2009,ha decretato il commissariamento del sistema sanitario in Campania ed in Molise;- da diversi mesi si è in attesa del commissariamento del sistema sanitario in Calabria, così, come peraltro annunciato dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, nello scorso mese di maggio 2009, durante una manifestazione elettorale;
- la richiesta di commissariamento della sanità in Calabria è stata sottoscritta da tutti i parlamentari del PDL, eletti in quella regione, ed inviata alcuni giorni fa al Presidente del Consiglio dei Ministri;
- l’interrogante da mesi continua a presentare atti ispettivi per denunziare la situazione della sanità in Calabria, che diventa sempre più pesante e grave;
- ad oggi ben due Advisor non sono riusciti a far definire la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, che comunque si aggirerebbe attorno ad una voragine di 2,2 miliardi di euro, ai quali dovrebbe essere aggiunto un debito di 198 milioni accertato nel 2008, per sopravvenienze passive e insussistenze attive nel 2007;
- la relazione della Commissione ministeriale Serra - Riccio ha evidenziato che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL molto maggiore rispetto ad altre regioni (8,77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);
- la Corte dei Conti regionale, già nel marzo del 2008,ha bocciato la sanità calabrese, sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione di finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezza”;
- lo stesso Ministro del Lavoro e della salute, già nel settembre 2008, in Commissione bicamerale per gli Affari Regionali ha dichiarato che “…la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;
- lo stesso Sottosegretario di Stato alla salute, Francesca Martini, in un intervista alla “Padania” ha dichiarato che la Regione Calabria “vanta” una situazione “che grida vendetta”;
- nello scorso mese di giugno 2009 il Consiglio dei Ministri ha persino impugnato la legge della Regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale”;
- la Calabria compare in fondo a tutte le classifiche: i posti letto per anziani sono 267 ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 1.270; si moltiplicano i “viaggi della speranza”; dai centri di cura pubblici regionali si scappa; dal gennaio 2007 ad oggi si contano una decina di casi costati la vita di pazienti, alcuni dei quali giovanissimi;
- in primavera si è già riversato l’ulteriore danno sugli incolpevoli cittadini calabresi,con la reintroduzione del ticket sui farmaci e sul Pronto Soccorso e l’aumento dell’Irap e la conferma dell’Irpef nelle misure massime consentite;
- a fronte di quanto sopra l’interrogante ritiene ingiustificata la proroga – diffida di ulteriori settanta giorni concessa alla sola Regione Calabria per l’adozione di un piano di rientro contenente misure di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale, così come previsto al comma 3-bis dell’articolo 22 del Decreto- legge 1° luglio 2009, n. 78;
- tra l’altro l’interrogante ritiene di dover ricordare che l’attuale Governatore della Calabria, Agazio Loiero, detiene immotivatamente la delega del Dipartimento sanità regionale ed è corresponsabile, quale eletto da oltre 4 anni della pesante situazione del settore, evidenziata, solo in minima parte, nella puntata di Report del 26 aprile 2009, andata in onda su RAI Tre;
- non solo ma, ad avviso dell’interrogante, nessun piano di rientro potrà essere definito in modo efficiente senza una preventiva approvazione del piano sanitario regionale,fino ad oggi non avvenuta;
- ancora, così come si evince, sempre dalla relazione della Commissione ministeriale Serra - Riccio, desta perplessità la mancanza dei requisiti previsti dalla legge posseduti da alcuni direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi delle ASP calabresi;
- basterebbe verificare, attraverso un’adeguata indagine ispettiva cosa sta accadendo e quanto è accaduto nell’ASP di Cosenza sotto la Direzione di Franco Petramala: vicenda dell’Istituto di Papa Giovanni XXIII° di Serra d’Aiello, situazione del settore della diagnostica di laboratorio nella provincia, nomine di primari sanitari in periodo elettorale e senza alcuna necessità, stabilizzazione di precari che si sono addirittura firmati le personali delibere, ecc…:
- quali i motivi che a tutt’oggi non hanno portato al commissariamento del Dipartimento della sanità in Calabria;
- se non ritengano, altresì, indispensabile che la nomina del Commissario ricada su persona diversa dall’attuale Presidente della Giunta regionale calabrese;
- quale la motivazione che ha portato il Governo nazionale a dare alla sola Regione Calabria ulteriori settanta giorni per predisporre il Piano di rientro dei debiti pregressi nel settore della sanità regionale.
On. Angela NAPOLI
Roma, 28 luglio 2009
lunedì 20 luglio 2009
Sottoscrivo l'emendamento Occhiuto sul commissariamento della Sanità in Calabria
Di fatto ho da sempre chiesto al Governo nazionale, attraverso gli atti ispettivi, unitamente all’indispensabile commissariamento della sanità calabrese, che tale incarico non venisse attribuito al Governatore della Regione, corresponsabile dell’enorme disavanzo evidenziato in tale settore.
Il Governo nazionale e la maggioranza del PDL, a questo punto, dovranno spiegare ai calabresi “a che gioco stanno giocando” con Loiero.
Desta già grande perplessità la dilazione dei tempi con cui il Governo nazionale si appresterebbe a commissariare la sanità calabrese, per non parlare poi se tale incarico venisse affidato a chi in quattro anni non è riuscito ad invertire la tendenza in termini di disavanzo, mantenendo, peraltro, da molti mesi, anche la delega proprio nel settore della sanità e senza riuscire a far approvare il Piano Sanitario Regionale, senza il quale appare impossibile predisporre un qualsiasi piano di rientro del disavanzo.
Se è pur vero che l’enorme disavanzo della sanità calabrese, peraltro a tutt’oggi non esattamente quantificato, è addebitabile, in parte, anche alle precedenti Giunte Regionali, è altrettanto vero che nessuna controtendenza è stata manifestata dall’attuale Giunta, tanto che dall’ultimo rapporto di Bankitalia emerge che in Calabria, tra il 2006 ed il 2008, la spesa sanitaria è cresciuta in media del 5,1% con un aumento del 2,2% nell’ultimo anno.
Non penso nemmeno che siano frasi avventate quelle del ministro Sacconi allorquando afferma che “c’è una situazione di pericolosa esplosione incontrollata della spesa sanitaria, che coincide con situazioni di inefficienza e di carenza dei servizi ai cittadini”.
Appare davvero assurdo affidare incarichi a chi ha la corresponsabilità di avere calato la Calabria in una situazione così grave e pesante a danno dei cittadini.
Senza, peraltro, sottacere sul fatto che pur in presenza di una tale situazione, il Governatore Loiero ha gestito in Calabria le ultime elezioni europee ed amministrative avvalendosi proprio del supporto di ampie fasce della sanità, dove alcuni manager, dallo stesso nominati in tale incarico, hanno fatto addirittura “riunioni elettorali” all’interno delle strutture sanitarie.
Tale complessa situazione dovrebbe portare il Governo nazionale, non solo a commissariare la sanità calabrese con persona diversa dall’attuale Governatore, ma a commissariare anche le ASP di questa Regione.
On. Angela Napoli (PDL)
Roma, 20 luglio 2009
giovedì 25 giugno 2009
La "strana" nomina di Loiero: l'ex assessore alla Sanità della Giunta Chiaravalloti !
On. Angela Napoli
Roma, 25 giugno 2009
venerdì 12 giugno 2009
Il Governo e la dubbia costituzionalità della Legge regionale per il disavanzo della Sanità calabrese

La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri evidenzia le responsabilità assunte da Giunta e Consiglio regionale nella definizione del ripiano del disavanzo nel settore sanitario, incuranti, persino, di quanto manifestato dai Ministeri competenti e del dettato della nostra Carta Costituzionale.
On. Angela Napoli
Taurianova, 12 giugno 2009
martedì 28 aprile 2009
L'interpellanza su Report e la sanità in Calabria
nella puntata di Report del 26 aprile 2009, andata in onda su Rai Tre, la citata situazione è apparsa agli italiani in tutta la sua pienezza, aggravata, peraltro, dai contenuti e dai comportamenti di alcuni degli intervistati, ad iniziare da quello del Governatore della Calabria, Agazio Loiero;
- il Presidente della Regione Calabria, il quale, peraltro, detiene da mesi la delega al settore della salute, anche nell’inutile tentativo di predisporre un impossibile piano di rientro dal pesante buco finanziario, la cui cifra reale rimane estremamente esosa ma non definita, alla domanda del cronista ha dichiarato, tra l’altro, di non sapere neppure quanti sono i Presidi Ospedalieri calabresi che risultano a “norma”, ha continuato a ribadire che lui “deve fare politica” e di fronte ad immagini di Strutture Sanitarie vuote o eccessivamente colme di personale, si è vantato di avere avviato la programmazione per la costruzione di quattro nuove Strutture;
- il nuovo Direttore Generale dell’A.S.L. di Locri, a suo tempo commissariata per infiltrazione mafiosa, e stranamente non inserita dalla Giunta Regionale nell’A.S.P. di Reggio Calabria, oggi commissariata per infiltrazione mafiosa, si è rifiutato di mostrare le delibere dei vari acquisti al cronista, il quale aspirava a verificare se il commissariamento aveva portato alla trasparenza della gestione amministrativa;
- tra l’altro, proprio nei primi giorni del corrente mese di aprile 2009, un’ispezione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria e dei militari della Compagnia di Locri, ha portato al sequestro dell’impianto di depurazione della struttura sanitaria di quella città ed al ritrovamento di rifiuti, anche pericolosi, nella “sottocentrale termica” e in altri locali;
- è stato intervistato, sempre dal cronista di Report l’ultimo Direttore della Fondazione “Campanella” di Catanzaro, struttura per la ricerca oncologica, il quale, pur se arrivato da poco, dopo un alternarsi di dirigenti toccati da vicende giudiziarie, non è riuscito a spiegare che tipo di ricerca viene praticata in quella struttura, che pure ha ricevuto e continua a ricevere ingenti finanziamenti regionali;
- le immagini ed i racconti della trasmissione televisiva Report, sicuramente noti a tutti i calabresi, non possono non essere apparsi agli altri cittadini italiani, con la loro drammaticità tutta legata ad una Regione, per la quale tardano ad intervenire i dovuti provvedimenti governativi;
- da mesi si attende il commissariamento del settore sanità della Calabria, considerato il notevole disavanzo 2001 - 2007, difficilmente definito, che non ha registrato inversioni di rotta durante gli anni della Giunta Loiero;
- nonostante il Presidente Loiero continui ad assicurare il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, sulla riorganizzazione della sanità calabrese e sul riassetto della relativa situazione finanziaria, rimangono al loro posto i manager di alcune Aziende Sanitarie Provinciali, già nominati pur in mancanza dei titoli prescritti, ma i cui comportamenti amministrativi tendono ad appesantire il già grave debito finanziario;
- secondo la notizia riportata su “Il Domani della Calabria” di lunedì 27 aprile 2009, il dottor Franco Petramala, direttore dell’A.S.P. di Cosenza, da alcune settimane anche alla guida dell’Azienda Ospedaliera della stessa città, dove è stato registrato un buco di ben 140 milioni di euro, sarebbe “l’emissario di Loiero per le Provinciali” e starebbe preparando una lista per le prossime elezioni provinciali, in appoggio al candidato del PD, nella quale uno dei punti di forza sarebbe proprio lo stesso mondo sanitario;
- non solo, ma, secondo una lettera del Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità calabrese, indirizzata a tutti i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione, a seguito dell’attività di accertamento del debito del Servizio Sanitario Regionale, si sarebbe rilevato che le risultanze del Conto Economico degli anni 2001 – 2006, esistente sulla banca dati sistema informativo del Ministero della Salute sono notevolmente differenti dai dati risultanti dal Conto Economico allegato ai bilanci di esercizio approvati con deliberazioni delle Aziende sanitarie ed Ospedaliere dei vari anni;
- Nella relazione del febbraio 2009, il Procuratore della Corte dei Conti di Catanzaro, partendo dalla relazione della Commissione di indagine nominata dal ministero della Salute sulla qualità del servizio sanitario regionale calabrese, ha evidenziato l’emersione di molteplici ipotesi di danno erariale e correlate responsabilità amministrative, tanto da far già intervenire la Magistratura contabile;
- La settimana scorsa il Presidente Loiero ha presentato al Consiglio la delibera, approvata dalla Giunta Regionale, con le linee guida del piano di rientro del deficit sanitario, e nella quale vengono enunciati dati devastanti e preoccupanti, che evidenziano come la spesa sanitaria in Calabria, permanga fuori controllo;
- Alla voragine di 2,2 miliardi di euro del debito storico 2001 - 2007, è stato aggiunto, nella delibera della Giunta Regionale calabrese, un debito di 198 milioni accertato nel 2008, per sopravvenienze passive e insussistenze attive nel 2007;
- Il piano di rientro presentato dalla Giunta regionale, punta decisamente su un incremento della pressione fiscale, ma lascia al proprio posto dirigenti e funzionari delle ASP, in parte responsabili della citata voragine finanziaria, oggi addirittura proni a gestire la prossima competizione elettorale in favore del Presidente Loiero e della sua coalizione politica, nel mentre la Calabria e l’intera Italia sono costrette ad assistere ad immagini e racconti trasmesse dalla trasmissione televisiva Report:
- Se non si ritenga indispensabile ed urgente commissariare l’intero Dipartimento della Sanità in Calabria;
- Se non si ritenga necessario ed urgente monitorare se ed in quali Procure della Calabria siano state avviate inchieste relative alla gestione della sanità;
- Quali le risultanze di eventuali inchieste giudiziarie avviate nei territori dove la sanità calabrese risulta o è stata commissariata per infiltrazione mafiosa;
- Quali e quanti dei dirigenti o funzionari del settore sanità calabrese, già condannati dalla Corte dei Conti, siano tuttora in servizio.
On. Angela Napoli
Roma, 28 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
Assunzioni sospette nella Sanità Cosentina: intervenga la Magistratura!
Il settore della Sanità in Calabria continua a far emergere disastrose situazioni che non possono più passare inosservate da parte della Magistratura. Nei mesi scorsi in provincia di Cosenza è stato smascherato buon numero d’infermieri che avevano ottenuto diplomi e specializzazioni falsi per svolgere la loro attività. Sempre nei mesi scorsi è rimbalzata sulle cronache nazionali la situazione dell’Istituto Papa Giovanni XXIII, i cui 300 pazienti, in cura per specifiche malattie, sono stati trasferiti in varie Cliniche o Presidi Ospedalieri, senza che siano stati né resi chiari i criteri adottati nella ripartizione dei degenti stessi né un’adeguata valutazione della professionalità e del numero di operatori sanitari chiamati a curare questi sopraggiunti malati.
Corre insistentemente voce che in qualche Clinica della provincia di Cosenza, dopo l’arrivo dei nuovi pazienti provenienti dal Papa Giovanni, si starebbero effettuando assunzioni di personale socio-sanitario dotato di Titolo Professionale sulla cui validità la Magistratura dovrebbe avviare gli opportuni accertamenti.
Il tutto in un periodo elettorale che vede coinvolto l’intero territorio della provincia di Cosenza e, quel che più conta, sulla pelle dei poveri ammalati.
On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia
Roma, 22 aprile 2009
giovedì 12 marzo 2009
Antonio Nicolò: "la sanità calabrese va commissariata"
A fronte di una situazione disastrosa, ad un deficit di 2 miliardi di euro, vicino alla bancarotta, ad una gestione (a voler essere benevoli) “allegra”, alla commistione politico-mafiosa ed alla mancanza di adeguati controlli contabili, viene difficile capire cosa aspetta il Governo a mandare un commissario in Calabria.
Se si vuole, si può continuare a perdere tempo (tatticismo politico ?) ma sono certo che altra soluzione non può esserci.
Naturalmente (passatemi questa assurdità), do per scontato che, il commissario non dovrebbe essere Loiero !
Perché il commissariamento ? Risposta facile, logica e soprattutto scontata: i “nostri cari” politici passati-presenti (e forse anche futuri !?) non hanno alcuna credibilità ormai.
Se alla “mensa della sanità”, si sono seduti tutti “banchettando dionisiacamente” e consumando l’ “orrendo pasto” incuranti della salute altrui, se la “fame bulimica” non si sazia mai, ne consegue che dobbiamo allontanarli al più presto, prima che si “pappano” anche le ultime briciole
Analisi questa non fantasiosa ma reale, anzi, a tratti, surreale.
Consentitemi un garbato scetticismo verso chi manifesta e propone soluzioni adeguate (leggasi piano di rientro) e verso chi, dall’altra parte, si indigna (abbiano almeno il pudore di stare zitti !).
I musicanti sono cambiati la musica (purtroppo) è rimasta la stessa.
E già, perché in questa “orgia “ nessuno (destra e sinistra) ha disdegnato l’invito ! Neanche quelli che hanno avuto il ruolo di spettatori passivi.
E’ tempo di voltare pagina, di cambiare registro, di mettersi la mano sulla coscienza (Coscienza ? Chi è costei ?) e lasciare fare ad altri ciò che nessuno, sino ad oggi, è stato in grado di fare.
Perdonatemi, volevo dire che hanno fatto: danni ed anche enormi !
Gli ospedali “ad personam” (per usare un termine caro alla sinistra) quale fonte di serbatoio-voti sono un esempio tangibile.
Oggi questi ospedali hanno le sembianze di zombie se non di fantasmi.
Su cosa bisogna incidere (prestazioni ospedaliere, farmaceutica, beni e personale) e su cosa bisogna impegnarsi (garanzia di gestione, miglioramento dei servizi e “frattaglie varie”) è notorio a tutti e pertanto non continuate a “ciarlare”!
Ma se si sa come agire, sorge spontaneo chiedersi: perché non lo si è fatto prima, considerato che il disastro era già noto ?
Altrettanto spontaneo viene da chiedersi: se non lo si è fatto sino ad oggi, chi ci garantisce che in futuro ciò verrà fatto ?
La risposta è sempre la stessa: non certo questa classe politico- digerente (non dirigente).
Ci vuole una bonifica, una “derattizzazione” nella sanità, ed a farlo non possono essere certo gli artefici di questo disastro.
I Calabresi, oggi, sono privati dei servizi essenziali in linea con gli standard nazionali: non è più neanche sufficiente rivolgersi a Camillo de Lellis o ad altro santo similare.
Si è stufi di vedere delineare le linee, concertare le concertazioni, programmare la programmazione, invocare il rigore, minacciare le sanzioni per poi….. essere trattati da coglioni !
Ed a farlo in questo caso (la beffa del destino) sono degli eunuchi !
Ci vogliono risposte chiare, rapide, semplici, efficaci e soprattutto risposte i cui effetti siano immediatamente visibili: in primis commissariamento.
So anche che con il commissariamento, toglieremmo la patata bollente dalle mani di Loiero, ma una ustione palmare e poca cosa rispetto alla “carbonizzazione” cui è sottoposto il povero cristo di ammalato.
Sono certo che, lo stesso Loiero sarebbe felicissimo di disfarsi di questo “cadavere della sanità”, in avanzato stato di decomposizione, e che comincia ad emanare un odore nauseabondo.
A proposito di nausea, credo (se non lo si è ancora capito) che i cittadini siano stra-nauseati nel vedersi trattati (nella migliore delle ipotesi), come ospiti indesiderati della sanità: se non ci fossero gli ammalati a rompere, lor signori potrebbero lavorare (si fa per dire) indisturbati.
Cari amici miei, se non lo avete capito, siamo arrivati al capolinea: oltre non si può andare.
Azzeriamo tutto ! Ripartiamo, facendoci aiutare da chi non ha interessi (particolarti) da difendere se non quelli della salute del cittadino, selezioniamo personale qualificato (concorsi per i manager e non appendici del politico di turno), ridiamo vita alla meritocrazia, responsabilizziamo il personale, qualifichiamolo, incentiviamolo e gratifichiamolo, mettiamolo in condizioni di dare il meglio di se e soprattutto ……non badiamo a spese !
Almeno in questo (nelle spese) avete già dato ampia dimostrazione di essere bravi !
Capogruppo di Alleanza Nazionale al Comune di Reggio Calabria




