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martedì 27 aprile 2010

Arresto boss Tegano: abbattere la subcultura mafiosa di parte della Calabria

Nel compiacermi per l’ultimo ed ennesimo importantissimo colpo che la Squadra Mobile di Reggio Calabria, su boimpulso della locale DDA, ha messo in atto contro la ‘ndrangheta, con l’arresto del super boss Giovanni Tegano, non posso sottacere sulla subcultura mafiosa che ancora pervade alcuni cittadini calabresi. Infatti, l’applauso che alcuni hanno riservato al boss Tegano, familiari o no che siano stati, differenzia sicuramente in negativo la Calabria dalla vicina Sicilia, dove, al contrario, civilmente e correttamente vengono applaudite le Forze dell ‘Ordine che catturano in mafiosi.
Questa subcultura mafiosa che, purtroppo, c’è ancora in parti del territorio calabrese, non solo favorisce tutti gli appartenenti alla ‘ndrangheta, ma sicuramente incoraggia tutti gli iscritti alla borghesia mafiosa la quale favorisce i malavitosi e, come tale, mi auguro possa essere colpita al più presto.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 27 aprile 2010

martedì 18 agosto 2009

L'ennesimo importante risultato degli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria

Un sincero plauso agli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidati dal dott. Renato Cortese, per il nuovo importante risultato nel contrasto al crimine organizzato, conseguito con la cattura del boss della ‘ndrangheta Paolo Rosario De Stefano, reggente della omonima cosca.
Desta preoccupazione la constatazione della spavalderia usata dai boss, i quali si permettono di trascorrere parte della loro latitanza, vivendo addirittura nei periodi estivi in località turistiche con i propri familiari.
E desta ancora maggiore preoccupazione come gli stessi boss riescano ad entrare in possesso di documenti falsi, rilasciati da compiacenti “personaggi” che operano all’interno di qualche Ente locale del reggino.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 18 agosto 2009

venerdì 13 marzo 2009

Cattura Strangio e Romeo: la bravura e l'efficienza della Squadra Mobile, dello SCO, della Questura e della DDA di Reggio Calabria

Davvero bravi gli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidati da Renato Cortese, e dello SCO di Roma, il Questore Santi Giuffrè e la DDA di Reggio, perché con la cattura in Olanda dei pericolosi latitanti Giovanni Strangio e Francesco Romeo, mettendo a frutto una grande capacità investigativa, hanno davvero assestato un coraggioso e duro colpo alla ‘ndrangheta di San Luca. In particolare, la cattura di Giovanni Strangio, da subito individuato quale presunto autore della strage di Duisburg, fa giustizia di chi si è reso promotore di una delle pagine più nere della storia della Calabria, facendo rimbalzare in negativo la nostra Regione sulle cronache internazionali e dando la dimostrazione del radicamento della ‘ndrangheta ormai anche all’estero.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 13 marzo 2009

mercoledì 10 dicembre 2008

Cattura latitante De Stefano: contrastare i favoreggiatori

Non v’è dubbio che la cattura di latitanti, peraltro quale quella della “caratura” del boss Giuseppe De Stefano, vada a merito della capacità investigativa delle Forze dell’Ordine, in questo caso degli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria, e rappresenta sempre un importante abbattimento del potere delle cosche mafiose.
Tuttavia il lungo tempo di latitanza, gli agi degli appartamenti nei quali vivono, la permanenza sul territorio di residenza, la possibilità di movimento e di rapporto con le rispettive famiglie, il mantenimento del “dominio” su ogni attività, impongono un’analoga attività di contrasto per colpire tutti coloro che con le varie coperture favoriscono i criminali.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 10 dicembre 2008

giovedì 16 ottobre 2008

L'arresto di Antonio Pelle: un importante tassello nel contrasto al crimine organizzato

Un ulteriore importante tassello nel contrasto al crimine organizzato è stato messo in atto questa mattina dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, coordinati da Renato Cortese e dal Questore Santi Giuffrè, i quali con l’ausilio degli uomini dello Sco, sono riusciti a catturare il boss Antonio Pelle, capo della cosca Pelle-Vottari di San Luca. La cattura di Antonio Pelle, frutto di pregevole capacità investigativa, pone fine ad una latitanza, divenuta ancora più preoccupante dopo la strage di Duisburg, gestita peraltro vicino a casa e con i noti confort.
Ritengo che i risultati conseguiti, in particolare in questi ultimi giorni, dalle Forze dell’Ordine tutte e dalla DDA di Reggio Calabria, sull’intero territorio della provincia reggina, contribuiscano a sensibilizzare positivamente i cittadini tutti, chiamati, alla luce della fattiva presenza dello Stato e dello sforzo che si sta ponendo in essere contro la ‘ndrangheta, ad unirsi nel combattere questo male che fino ad oggi ha impedito lo sviluppo legale della Calabria .

On. Angela Napoli
Componente Commissione Giustizia

Roma, 16 ottobre 2008

mercoledì 23 luglio 2008

Il sincero compiacimento per l'operazione contro le cosche Piromalli - Molè - Alvaro della Piana di Gioia Tauro

La Commissione Nazionale Antimafia del XV^ Legislatura non a caso aveva scelto di iniziare la sua prima visita in Calabria partendo dal Porto di Gioia Tauro, dove il processo “Porto” della fine degli anni 90 aveva evidenziato l’interesse e la capacità della ‘ndrangheta di mettere le mani sull’attività di quella struttura. E la stessa Commissione Antimafia nel suo lavoro d’indagine, culminato con la stesura di una specifica relazione sulla ‘ndrangheta, approvata all’unanimità, aveva potuto recepire l’egemonia delle cosche “Piromalli – Mole” sul versante tirrenico della provincia di Reggio Calabria , nonché la potenzialità acquisita dalla famiglia Piromalli a livello nazionale ed internazionale.
Non v’è dubbio, quindi, sulla bontà dell’operazione che i Carabinieri del ROS e la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, coordinati dalla DDA di Reggio Calabria hanno condotto contro esponenti delle famiglie Piromalli - Molè – Alvaro di Gioia Tauro e Sinopoli .
Gli interessi delle cosche di Gioia Tauro ma anche quelle di Rosarno, sugli affari del Porto non sono mai venuti meno e, certamente, non potevano che far gola gli ingenti finanziamenti destinati a quella struttura, senza naturalmente sottovalutare i finanziamenti destinati allo sviluppo dell’area extra – portuale.
Non posso, quindi, che esprimere sincero compiacimento e grande apprezzamento per il lavoro investigativo che ha portato a questa importante attività di contrasto contro le egemoni cosche Piromalli – Molè della Piana di Gioia Tauro.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Giustizia

Roma 23 luglio 2008