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venerdì 9 ottobre 2009

Le poltrone di Ottavio Bruni garantite dal Governatore Loiero

Alla luce delle ultime notizie giudiziarie relative alla nuova inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, e relativa alle indagini dell’alluvione che ha colpito quel territorio il 3 luglio 2006, ritengo di dover rendere nota la allegata lettera che in data 31 luglio 2009 ho indirizzato all’on. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Ricordo che, sempre in data odierna, il Governatore della Calabria, Agazio Loiero, ha nominato Gaetano Ottavio Bruni suo capo di gabinetto.







On. Giulio TREMONTI
Ministro dell’Economia e delle Finanze
Roma

Onorevole Ministro,

agli inizi del corrente mese di luglio, il Consiglio dei Ministri ha prorogato lo stato di emergenza nel territorio della provincia di Vibo Valentia colpito dagli eventi alluvionali del 3 luglio 2006, al fine di completare gli interventi di ripristino e favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate.
Con ordinanza n. 3531 del 7 luglio 2006, il Consiglio dei Ministri ha nominato Commissario Delegato il Presidente della Regione Calabria, assegnandogli funzioni e compiti relativi agli interventi urgenti e alle iniziative necessarie al superamento dello stato emergenziale .
Il Commissario Delegato della Regione Calabria nel giugno del 2009 ha emesso l’ordinanza n. 97 con la quale sono stati stanziati sette milioni di euro in favore della provincia di Vibo Valentia ed un milione in favore del locale Consorzio per lo Sviluppo Industriale. Lo stanziamento è stato finalizzato all’esecuzione di lavori per la messa in sicurezza di buona parte del Comune di Vibo Valentia.
Inoltre, sono state ammesse al finanziamento 51 aziende colpite dall’alluvione del luglio 2006, con gli aiuti provenienti dalle misure previste nell’Accordo di Programma Quadro “Emergenza Vibo”. Per le Aziende non sono stati previsti gli investimenti in opera muraria, che verranno realizzati direttamente dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, per un valore di investimenti pari a circa 6,4 milioni di euro.
Tutto potrebbe apparire lecito e condivisibile se non si prendesse in considerazione che il Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, dal marzo 2009 (guarda caso!) e per volontà del Commissario Delegato, è Ottavio Bruni, rinviato a giudizio, con l’accusa di abuso di ufficio durante il suo incarico di ex Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia.
Il signor Ottavio Bruni, dopo aver ultimato l’incarico di Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, è stato designato dal Governatore Loiero a cd. Sottosegretario regionale, pur in mancanza dei requisiti previsti dall’articolo 7, comma 6, del D.Lvo. n. 165/2001, richiamato nello stesso decreto di nomina.
Da tale incarico il Bruni è stato costretto a dare le dimissioni per uno scandalo che lo ha colpito nel mese di luglio dello scorso anno 2008. La di lui figlia Francesca è stata sorpresa, in una villa della città di Vibo Valentia, con il latitante Francesco Fortuna, ritenuto un elemento di spicco del clan mafioso Bonavota di Sant’Onofrio (V.V.). Nel luogo della cattura gli inquirenti hanno trovato, tra l’altro, un vero e proprio arsenale di armi, pronto per essere utilizzato.
Come sopra ricordato, nel marzo 2009, per palese volontà del Governatore Loiero, così come riportato ampiamente dalla stampa locale, Ottavio Bruni è stato designato a Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia.
Occorre, altresì, ricordare che le cosche della ‘ndrangheta vibonese hanno sempre evidenziato grandi interessi per i flussi finanziari legati allo sviluppo di quel territorio, ed anche il clan Bonavota ( al quale appartiene il Francesco Fortuna), come si evince dall’inchiesta “Uova del drago”, ha evidenziato “appetiti” sulla nuova area industriale.
Per quanto sopra, credo sia necessario un’ adeguato intervento per far si che i soldi pubblici finanziati per il ripristino e la ripresa delle attività produttive danneggiate dall’alluvione del 3 luglio 2006, non continuino ad essere gestiti da chi ha alle spalle situazioni giudiziarie e di collusione quali quelle descritte.
Fidando nella Sua opportuna attenzione, invio cordiali saluti.

On. Angela Napoli


Roma, 31 luglio 2009

giovedì 30 luglio 2009

Alluvione 2006 di Vibo Valentia: i morti, i danni, la Magistratura e i finanziamenti di Loiero gestiti da Ottavio Bruni

All’indomani dell’alluvione del 3 luglio 2006 che ha colpito le frazioni Vibo Marina, Bivona e Longobardi (VV) siamo tutti stati costretti a piangere per i quattro morti, tra i quali un bimbo di soli 15 mesi, e per gli ingenti danni subìti da cittadini, imprese ed attività commerciali.
Immediatamente sono partite le indagini con l’unico tentativo di colpire chi non ha avuto il filo diretto con il buon Dio per comunicare tempestivamente la calamità naturale che si sarebbe abbattuta su quel territorio, piuttosto che indagare sulle responsabilità della situazione di grave dissesto idrogeologico che ha contribuito ad elargire morti e danni.
Fortunatamente il nuovo Procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, con l’aiuto del pm Simona Cangiano e gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, sta davvero incidendo su quelle responsabilità, che, ancora una volta, svelano i connubi, i favoritismi, la mancanza di controllo e le bende agli occhi del mondo politico.
Immagino già di conoscere gli alibi: nessuna autorizzazione, autorizzazione “apparentemente” legittima, non sapevamo…., sono stati gli uffici…., ecc. Sono pressoché sicura che nessuno saprà dire chi ha dato disposizioni di annullare ogni attività di controllo, di monitoraggio del territorio, così come nessuno si attribuirà la responsabilità della mancata regimazione dei corsi d’acqua, nonostante gli adeguati finanziamenti elargiti a seguito di precedenti alluvioni.
Ancora una volta la Magistratura, anche a Vibo Valentia, è stata costretta ad intervenire per individuare e colpire le responsabilità della politica & company .
Nonostante questa ulteriore meritoria opera avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, c’è ancora chi ritiene inopinatamente di continuare nella “tradizione”, se è vero come è vero, che il Presidente della Regione Calabria, Commissario Delegato per gestire interventi e finanziamenti del post alluvione del 2006, ha affidato la gestione di un ingente quantitativo di relative somme al Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, il cui Presidente è Ottavio Bruni, del quale, senza voler infierire più di tanto, ricordo solo che è persona rinviata a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio.
Senza, infine, sottovalutare che l’intera provincia di Vibo Valentia è sede di potenti cosche criminali della ‘ ndrangheta, Mancuso, Bonavota, Lo Bianco, ecc., le quali non potranno non prestare attenzione, come sin qui hanno dimostrato le varie inchieste giudiziarie, anche ai finanziamenti in questione.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 30 luglio 2009

giovedì 5 febbraio 2009

Operazione "Golden house": vive congratulazioni al procuratore Spagnuolo ed alla GdF

Non per mero compiacimento, sento di porgere vive congratulazioni al Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, ed alla Guardia di Finanza per l’operazione in corso legata ad illecita attività ambientale a Vibo Marina e Bivona. Fin dall’alluvione del 3 luglio 2006 avevo chiesto, anche attraverso atti ispettivi parlamentari, di individuare i responsabili del dissesto idrogeologico che aveva causato durante quell’evento calamitoso ben 4 morti e notevoli danni. Non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte ad una tale grave irresponsabilità che ha portato alla costruzione di immobili, oggi sequestrati, in zone sottoposte a vincolo idrogeologico.
E’ davvero raccapricciante dover scoprire la disinvolta pervicacia con la quale, nonostante il noto dissesto idrogeologico del territorio calabrese, i pubblici amministratori concedono le autorizzazioni o addirittura fingono di ignorare il tutto.
Credo che si debba proseguire nell’indagine che ha portato al sequestro in corso degli immobili, perché mi piacerebbe poter verificare se e come, anche in queste illiceità, vi è l’intervento della ‘ndrangheta.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Giustizia
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 05 febbraio 2009