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mercoledì 10 febbraio 2010

Protocollo antimafia per le elezioni regionali: non condividerò alcun ostruzionismo !

Dopo le mie ufficiali denunzie relative al possibile inquinamento mafioso delle liste elettorali, ribadendo la preoccupante invasività, in particolare da parte della ‘ndrangheta, nel mondo politico, non posso che condividere il protocollo antimafia per le candidature alle prossime
Il protocollo, predisposto dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, senatore Giuseppe Pisanu, (che ringrazio di cuore), su sollecitazione di tutti i Partiti politici presenti nella stessa Commissione, è sicuramente idoneo a garantire davvero la creazione di un valico insormontabile tra politica e mafia.
Per tale motivazione comunico che non condividerò alcuna forma di ostruzionismo dovesse essere profusa nei confronti del citato protocollo antimafia, da qualsiasi parte dovesse provenire.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 10 febbraio 2010

giovedì 4 febbraio 2010

Le urgenti iniziative del Governo per una campagna elettorale serena

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Interno e della Giustizia:

Per sapere – Premesso che:

- la fase pre-elettorale in Calabria si sta definendo in un preoccupante clima di tensione che sta minando la serenità e la sicurezza che dovrebbero accompagnare candidati ed elettori;

- i noti fatti di Reggio Calabria e Rosarno che, purtroppo, hanno portato quella Regione a ricalcare negativamente le scene televisive e dei media, hanno già visto l’impegno dell’intero Governo nazionale per garantire il contrasto alla ‘ndrangheta;

- ‘ndrangheta che, come sempre, è “impegnata” a devolvere il consenso elettorale per il proprio tornaconto;

- Già dallo scorso mese di gennaio 2010, così come riportato dalle cronache giornalistiche e da un’interrogazione di alcuni senatori presentata il 12 gennaio 2010, il già coordinatore provinciale del PDL, dimessosi dall’incarico proprio lo scorso mese è stato vittima di minacce di chiaro stampo mafioso;

- Successivamente, sempre nello scorso mese di gennaio, il Sindaco del Comune di San Lorenzo del Vallo (CS), Luciano Marranghello, ha ricevuto una lettera anonima, contenente anche un proiettile, con chiara minaccia di stampo mafioso;

- Nei giorni scorsi altri amministratori locali o possibili candidati sono stati destinatari di anonime minacciose missive mafiose;

- Notizie di stampa odierna (Gazzetta del Sud) comunicano il contenuto di una lettera minatoria ricevuta tre giorni fa dall’ex Presidente di Confindustria Calabria, l’imprenditore Pippo Callipo, uno dei candidati a Presidente per la Regione Calabria;

- La lettera, congiunta al blocco dell’HOME PAGE dell’imprenditore Callipo a causa di attacchi degli hacker, recitava testualmente: “ Devi farti da parte, altrimenti te la faremo pagare. Non fare il testardo. Lascia perdere la politica. Se proseguirai su questa strada ce la prenderemo con la tua famiglia e con la tua azienda. Guarda che non scherziamo”;

- La strategia della tensione, messa in atto per mano della ‘ndrangheta, sta creando viva preoccupazione e mancanza di serenità sia per la preparazione delle liste elettorali che per lo svolgimento della relativa competizione:

- Quali urgenti iniziative intendano attuare per far monitorare la preoccupante situazione in atto in Calabria;

- Quali urgenti iniziative intendano attuare per far garantire lo svolgimento della campagna elettorale e delle relative votazioni con la massima sicurezza;

- Se non ritengano, altresì, necessario ed urgente condividere l’iniziativa parlamentare concernente “Il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione “ , il cui iter si è già concluso in commissione giustizia alla Camera dei Deputati.

On. Angela NAPOLI

Roma, 4 febbraio 2010

sabato 16 maggio 2009

E' necessario garantire la serenità nella campagna elettorale di Filandari (VV)

Nei giorni scorsi, con un atto ispettivo, ho cercato di richiamare l’attenzione del Ministro dell’Interno per garantire libertà e sicurezza a tutti i candidati per il rinnovo dell’Amministrazione nel Comune di Filandari. Alla luce, però, dell’accanimento criminale sull’intero territorio vibonese, credo sia necessario un immediato intervento delle Istituzioni preposte. Sette risultano già i Comuni della provincia di Vibo Valentia i cui Consigli sono stati sciolti per inquinamento mafioso e per altri due, Fabrizia e Nardodipace, le relazioni delle rispettive Commissioni d’accesso sono state trasmesse al Ministero dell’Interno, a dimostrazione della capacità della ‘ndrangheta di permeare la pubblica amministrazione. Atti intimidatori e pressioni vengono attuati, oltre che nel Comune di Filandari, in altri Comuni del vibonese, laddove è in corso la campagna elettorale per il rinnovo delle locali amministrazioni. Tra l’altro potrebbe essere il risultato di “pressioni varie” le situazioni dei Comuni di Zaccanopoli e Zambrone, laddove è in competizione un’unica lista elettorale. Non v’è dubbio che quanto sta accadendo sia attribuibile alla criminalità organizzata, ma anche a quella parte di amministratori e candidati che colludono con la stessa.
Per tale motivo, oltre agli interventi necessari ed urgenti da parte di coloro che sono preposti al controllo, alla sicurezza e alle indagini, occorre un’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini delle comunità vibonesi. Nessuno può più far finta di non sapere e di non conoscere, in particolare nei piccoli centri, ognuno non può più continuare ad eleggere all’amministrazione pubblica, personaggi imparentati o collusi con la criminalità. Ogni candidato, poi, dovrebbe trovare la forza di rigettare qualsiasi proposta di consenso che provenga da ambienti malavitosi, senza che ciò avvenga magari solo a parole.
Tra l’altro, proprio perché sicura del dominio in quel territorio della massoneria deviata, non posso che chiedere l’attenzione di contrasto anche su tale ambiente.
Solo così anche il territorio vibonese potrà aspirare ad un vero riscatto.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 15 maggio 2009

giovedì 20 marzo 2008

LA LOTTA ALLE MAFIE NON HA COLORAZIONE POLITICA

In questi giorni in Calabria alcuni candidati alle elezioni politiche stanno facendo la campagna elettorale all’insegna dell’antimafia, quasi a voler dimostrare che l’emergenza ‘ndrangheta è emersa solo dopo l’approvazione unanime, da parte della Commissione Parlamentare, della relazione su questa organizzazione criminale. Qualcuno forse ritiene di poter porre il vessillo dell’antimafia sul proprio simbolo elettorale, immaginando così di raccogliere consensi, senza rendersi conto che nel frattempo la ‘ndrangheta continua a spadroneggiare, a gestire le sue attività illecite e a colludere “tranquillamente” con il potere politico ed economico.
Qualche quotidiano calabrese, in barba alla “par condicio”, sembra essere diventato di “proprietà” di singoli candidati.
Non sarà certamente una relazione sulla ‘ndrangheta, peraltro non coraggiosa fino in fondo, ad abbattere il fenomeno e le sue collusioni. Non si può essere “garantisti” quando si siede in Parlamento e poi pensare che siano sufficienti gli “sbandieramenti acclamati” per mettere da parte i mafiosi.
La moralizzazione della politica non può avvenire solo attraverso codici etici, certamente positivi come proposte, ma del tutto inefficienti perché privi di qualsiasi tipo di sanzione. La moralizzazione della politica deve essere supportata da iniziative legislative utili ad abbattere quel “patto scellerato e perverso” tra mafia e politica che nasce quasi sempre, e gli interventi giudiziari di questi giorni, me ne danno ragione, durante le campagne elettorali.
Ed allora, perché, ad esempio, i rappresentanti del PD, dell’Arcobaleno e dell’IDV, maggioranza nell’attuale Parlamento, non hanno convertito in legge la proposta “Lazzati”, da me ripresentata alla Camera dei Deputati nel maggio 2006, e che avrebbe impedito in concreto l’intreccio perverso che, proprio nel momento elettorale, si realizza tra potere mafioso e uomini politici, con effetti devastanti sulle Istituzioni e sulla loro credibilità.
Perché votare per l’indulto che ha finito col favorire anche qualche mafioso.
Perché non approvare l’abolizione del patteggiamento in appello per i mafiosi.
Perché non abolire gli sconti di pena per i mafiosi.
Perché non rendere efficiente la normativa sul voto di scambio.
Perché non approvare una legge sull’inversione dell’onere della prova, necessaria per aggredire i patrimoni illeciti, quasi tutti affidati a prestanomi.
Perché non abolire il gratuito patrocinio per i mafiosi.
Perché, perché, perché………
Non ci si può ricordare della lotta alla mafia solo in campagna elettorale e continuare a garantire un Consiglio regionale la cui maggioranza sembra essere divenuta tale con il supporto elettorale della ‘ndrangheta, per come continua ad emergere dalle varie inchieste giudiziarie.
Non ci si può ricordare della lotta alla mafia solo in campagna elettorale e contemporaneamente lasciar apparire la sanità condizionata dalla ‘ndrangheta solo in provincia di Reggio Calabria, con l’unico fine di non aiutare ad emergere le responsabilità dei soliti “intoccabili”.
Non ci si può ricordare della lotta alla mafia solo in campagna elettorale senza essersi spesi per indagare sulle vere motivazioni che hanno portato al delitto Fortugno.
Non ci si può servire dell’antimafia senza impegnarsi per garantire la sicurezza dei cittadini e la dignità di tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine che quotidianamente, e con grande difficoltà, prestano il loro servizio a tutela di tutti.
La battaglia contro il potere mafioso la si fa sul campo quotidianamente, senza chiudere gli occhi dove conviene, con la consapevolezza di apparire, a volte, impopolari, ma con la certezza di essere garanti dei cittadini onesti.
On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 20 marzo 2008