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domenica 7 luglio 2013

Sulla CATTURA di ROBERTO PANNUNZI



                                                   


 COMUNICATO STAMPA

Dopo tre anni di latitanza, ieri è stato catturato in Colombia, Roberto Pannunzi, il trafficante di droga più ricercato in Europa, e di questa notizia non possiamo che essere contenti.
Rimangono, però, prive di intervento le richieste da me indirizzate al Ministro della Giustizia, il 14 aprile 2010, dopo la seconda fuga del "Principe del narcotraffico".
Aveva, infatti, destato grande perplessità il fatto che Roberto Pannunzi, condannato ad una pena definitiva di 16 anni e mezzo di reclusione, e sottoposto al regime di sorveglianza speciale per gravi motivi di salute, fosse evaso da una clinica romana dove si trovava ricoverato e che la sua evasione fosse stata scoperta dalle Forze dell'Ordine dopo una quindicina di giorni dall'avvenimento, tempo sicuramente più che sufficiente per consentire al boss un suo trasferimento all'estero.
Tra l'altro il Pannunzi era già evaso, sempre da una struttura sanitaria romana, 11 anni prima, il ché rendeva davvero abnorme quella nuova seconda fuga.
A suo tempo avevo chiesto di sapere per quali motivi la notizia della nuova evasione del pericoloso criminale fosse stata resa nota a distanza di oltre un mese dall'avvenimento e se durante il periodo di degenza nella struttura sanitaria privata romana, i responsabili della stessa fossero mai venuti a conoscenza dello status giudiziario (sorvegliato speciale) del boss e quante volte, durante la stessa degenza il Pannunzi avesse ricevuto le visite di controllo da parte delle Forze dell'Ordine.
Non sono a conoscenza se ci siano stati accertamenti ed individuazioni di responsabilità sulle dinamiche che hanno consentito a Roberto Pannunzi la seconda evasione, nel 2010, sta di fatto che dopo la sua cattura di
ieri, c'è da augurarsi che il Parlamento elimini quelle "crepe" esistenti nella legislazione Italiana che impediscono la certezza dell'espiazione della pena per molti mafiosi.
                                                       

                                                    on. Angela Napoli
                                   Presidente Associazione "Risveglio Ideale"



Taurianova, 07 luglio 2013

mercoledì 14 aprile 2010

I necessari approfondimenti sulla fuga del boss Pannunzi

Al Ministro della Giustizia:
- Per sapere – Premesso che:

- l’evasione dalla clinica romana del boss della ’ndrangheta, Roberto Pannunzi, nel mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, ha destato grande preoccupazione e perplessità, ed ha, altresì, evidenziato alcune “crepe” esistenti nella legislazione italiana che impediscono l’espiazione della certezza della pena per molti mafiosi;

- Roberto Pannunzi, broker della ‘ndrangheta, arrestato in Spagna nel 2004, già detenuto nel centro clinico del carcere di Parma, con il regime della sorveglianza speciale, aveva ottenuto la detenzione domiciliare per gravi motivi di salute;

- La fuga del Pannunzi dalla clinica romana, dove si trovava ricoverato, è stata scoperta dalle Forze dell’Ordine, dopo una quindicina di giorni dall’avvenimento, tempo sicuramente più che sufficiente per consentire al boss un suo trasferimento all’estero;

- Gli investigatori ritengono che Roberto Pannunzi possa essere considerato “la più alta espressione del narcotraffico” della ‘ndrangheta ed interlocutore privilegiato dei produttori di cocaina colombiani; avrebbe dovuto scontare una pena definitiva di 16 anni e mezzo di reclusione e risulta, altresì, detentore di un’ulteriore condanna, in primo grado, inflittagli dal Tribunale di Reggio Calabria, per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti;

- Il Pannunzi 11 anni fa era già evaso da una struttura sanitaria romana;

- Nonostante la “caratura criminale” del Pannunzi, nonché la sua capacità di fuga dalle strutture sanitarie, il boss della ‘ndrangheta aveva soltanto una sorveglianza saltuaria, tanto che non sarebbe definibile la data esatta della sua ultima fuga dalla clinica romana:

- Se non ritenga di avviare adeguate iniziative ispettive sui Tribunali di Sorveglianza di Bologna e di Roma, per verificare se le decisioni assunte sui regimi e sugli spostamenti del boss Roberto Pannunzi anche considerata una precedente fuga del Pannunzi da una clinica romana presentino profili di abnormità e quali iniziative intenda assumere in proposito;

- per quali motivi la notizia della nuova evasione del pericoloso criminale sia stata resa nota a distanza di oltre un mese dall’avvenimento e quando si è venuti ufficialmente a conoscenza dell’evasione in questione;

- se durante il periodo di degenza nella struttura sanitaria privata i responsabili della stessa siano mai venuti a conoscenza dello status giudiziario del boss e quante volte, durante la stessa degenza, il Pannunzi abbia ricevuto le visite di controllo da parte delle Forze dell’Ordine;

- quali iniziative intenda assumere al fine di rendere idoneo il regime carcerario per i boss che versano in particolari condizioni di salute;

- quali urgenti iniziative normative intenda proporre perché venga garantita l’espiazione della pena per tutto il tempo inflitto ai mafiosi.

On. Angela NAPOLI

Roma, 14 aprile 2010