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martedì 12 dicembre 2017

Operazione “Terramara-Closed”



                         COMUNICATO STAMPA
L’operazione “Terramara-Closed”, condotta nelle prime ore di questa mattina dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, ha posto fine alla criminale operatività di tutte le cosche di ‘ndrangheta presenti a Taurianova: Avignone – Zagari – Fazzalari–Viola – Sposato – Tallarida – Maio – Cianci. Operatività criminale di queste cosche che intaccava tutti i settori della città e che, pertanto, non poteva aver omesso di infiltrarsi nella sede del Comune, il cui consiglio è stato sciolto per ben tre volte per infiltrazione mafiosa (1991 – 2009 – 2013).
Nel ringraziare la DDA di Reggio Calabria e tutti gli uomini delle Forze di Polizia per questa imponente attività giudiziaria, mi auguro che gli onesti cittadini di Taurianova si rendano conto che oggi è stata ripristinata la vera democrazia e che gli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa non sono uno strumento politico, bensì un atto amministrativo frutto di indagini dalle quali emergono le infiltrazioni mafiose nella vita amministrativa del Paese.
                    On. Angela NAPOLI
   Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 12 dicembre 2017

mercoledì 30 marzo 2016

“Sistema Rende”, Angela Napoli: “La mia interrogazione e il disappunto di Principe…”


“Sistema Rende”, Angela Napoli: “La mia interrogazione e il disappunto di Principe…”

napoli angeladi Francesca Gabriele -Ieri l'interrogatorio di garanzia per i quattro politici protagonisti dell'inchiesta Dia che ha poi portato all'accusa di aver ottenuto l'appoggio elettorale della cosca Lanzino-Ruà di Cosenza nelle elezioni amministrative del Consiglio comunale di Rende, di quelle provinciali di Cosenza e di quelle regionali. Con Angela Napoli consulente della Commissione parlamentare antimafia e presidente dell'associazione "Risveglio Ideale" abbiamo voluto ripercorrere le tappe del cosiddetto "Sistema Rende" e le abbiamo chiesto un'analisi di quanto accaduto a Cosenza, dove lo ricordiamo, l'ex sindaco è stato sfiduciato alla vigilia del turno elettorale da ben diciassette consiglieri comunali. Alla Napoli abbiamo chiesto anche un giudizio sull'attuale amministrazione regionale.
Ricordo bene cinque anni fa quando lei accese i riflettori sul quel modello Rende che tanto modello non le sembrava. Allora, piovvero tante critiche su Angela Napoli. Ci furono anche degli arresti, mi riferisco ad Umberto Bernaudo e Pietro Ruffolo, il primo ex sindaco della città, il secondo già assessore della Provincia, tornati successivamente in libertà. Nei giorni scorsi, è finito ai domiciliari Sandro Principe, con lui Bernaudo, Ruffolo, Rosario Mirabelli già consigliere regionale, Giuseppe Gagliardi, ex consigliere comunale. Sono finiti in carcere quattro esponenti della cosca Lanzino – Ruà. Ovviamente sempre tenendo conto del garantismo, lei immagino non sia rimasta sorpresa...
I riflettori sul "sistema Rende" personalmente li ho accesi fin dal novembre del 2007, quando presentai un'interrogazione parlamentare denunziando la speculazione edilizia che imperversava nel territorio di Rende e che era riscontrabile anche da un'attività di delibere, prodotte dal relativo ente locale, che riguardavano, a mio avviso, un eccessivo ed anomalo numero di lottizzazioni, espansioni d'area e variazioni di destinazione d'uso; tra l'altro in quel periodo a Rende alcuni consiglieri, amministratori e dirigenti di quel Comune risultavano contemporaneamente costruttori e, pertanto, sempre a mio avviso, direttamente interessati alle citate delibere consiliari. Il Pd emanò subito una dura nota contro "l'untore Angela Napoli", decisamente offensiva, ma che non riuscì a scalfire il mio intento, tanto che nel 2008 alcuni consiglieri comunali di Rende vennero colpiti da avvisi di garanzia. Come lei ben ricorda, nel maggio del 2012, a seguito dell'operazione "Terminator 4" contro la cosca cosentina Lanzino-Ruà, avevo ritenuto di presentare una nuova interrogazione parlamentare per chiedere al ministro dell'Interno l'avvio delle procedure utili ad autorizzare l'invio di una commissione d'accesso presso il Comune di Rende. L'inchiesta che aveva portato all'operazione "Terminator 4" aveva, infatti, fin dal 2012, evidenziato la capacità della 'ndrangheta nel controllo del voto e la conseguente determinazione dei risultati elettorali. Furono allora indagati l'ex sindaco Umberto Bernaudo e l'ex assessore Pietro Paolo Ruffolo del Comune di Rende giacché, secondo l'ipotesi dei Pubblici ministeri, all'epoca in cui occupavano le posizioni di sindaco e assessore di quel Comune, avevano finanziato la cooperativa "Rende 2000", ritenuta in mano di Michele Di Puppo, considerato elemento di spicco della cosca. Nella stessa interrogazione denunziavo anche le assunzioni nel Comune di Rende di presunti noti uomini appartenenti alle cosche della locale 'ndrangheta.
A quest'interrogazione c'è stato un seguito?
Naturalmente anche questa mia nuova interrogazione non fu gradita, mi diede l'opportunità di avere conferma del fatto, peraltro più che noto, che la politica rendese fosse gestita e, pertanto "agli ordini" dell'ex sottosegretario di Stato, Sandro Principe; quest'ultimo, infatti, incontrandomi alla Camera dei deputati palesò il suo disappunto nei miei confronti per il contenuto della nuova interrogazione presentata. L'evoluzione è la notizia di questi ultimi giorni che ha portato ad un vero e proprio ciclone su Rende e che ha fatto chiarezza sugli ultimi intrecci 'ndrangheta-politica in quel territorio. Il Pd si dichiara "sbigottito" di fronte al coinvolgimento dei politici del "calibro" di Sandro Principe e tirano fuori la loro consueta arma del garantismo. Credo sia giunto il momento di mettere da parte quest'arma ed iniziare a chiamare le cose con il loro "nome e cognome", cioè "chiara collusione tra 'ndrangheta e politica". Per carità, il processo farà il suo corso, ed è giusto che sia così, ma la politica se continuerà ad usare l'arma del garantismo ad ogni costo, pur di fronte ad inchieste come queste, suggellate da intercettazioni e prove, non potrà più parlare di lotta alla 'ndrangheta.
L'accusa formulata dai pm Vincenzo Luberto e Pierpaolo Bruni è appunto gravissima: intreccio politico e mafioso. Anni d'indagini hanno portato a questi arresti, c'è il racconto dei pentiti che tante volte non sono attendibili, ci sono le intercettazioni. Aspettando nei dettagli quello che uscirà dalle tesi difensive, il processo e le eventuali assoluzioni o condanne, ci chiediamo anche nella tutela della dignità di chi finisce in prima pagina: è mai possibile che debbano passare anni per cercare di fare luce su certe zone d'ombra?
La lentezza della Magistratura, che anch'io spesso evidenzio, è dovuta al fatto che inchieste di questa portata necessitano di indagini approfondite e di prove inconfutabili. Indagini per nulla semplici per magistrati come Vincenzo Luberto e Pierpaolo Bruni, giacché occorre tener conto delle "coperture" di cui godono i grossi personaggi coinvolti e dei vari numerosi tentativi che gli stessi attuano, fino a quando sono a piede libero, per l'inquinamento delle prove.
A Cosenza, intanto, immagino, saprà, che a pochissimi mesi dal voto diciassette consiglieri comunali hanno mandato a casa l'oramai ex sindaco. Più che la scelta dei diciassette è risultata preoccupante la motivazione dell'interrogazione parlamentare di quattro deputati Dem "Il malgoverno che in questi anni ha interessato la città di Cosenza e che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale è stato caratterizzato da un esercizio diffuso e quotidiano dell'illegalità e del clientelismo". I giorni passano, nessuno intervento si è visto, la campagna elettorale è entrata nel vivo. Le sembra normale che dopo le parole gravissime usate all'interno di una interrogazione parlamentare tutto continui a procedere come se niente fosse accaduto lasciando dei punti interrogativi su da che parte sta la verità?
Ho disapprovato da subito quanto accaduto a Cosenza con le dimissioni di diciassette consiglieri comunali a pochi mesi dalla consultazione per il rinnovo della locale amministrazione comunale. Così come ho considerato assurda l'interrogazione parlamentare presentata dai deputati del Pd, nel mentre proprio quel partito stava facendo i giochi per cercare di conquistare la guida della nuova amministrazione. Giochi caratterizzati da un trasformismo politico molto evidente e dalla negazione dello svolgimento delle primarie, a differenza di quanto accaduto nelle altre importanti città italiane. Mi sembra poi davvero vergognoso sentire parlare il Pd di "malgoverno", considerato che Rende e Cosenza sono attigue ed intensi sono i rapporti tra i politici del Pd cosentino.
Passando all'amministrazione regionale, in passato, lei ha assai criticato la gestione Scopelliti. Che giudizio ha dell'attuale esecutivo? Mario Tassone, nei giorni scorsi, è stato durissimo nel definire l'attuale governatore il peggiore che la Calabria abbia avuto. Condivide questo concetto?
Premetto che non ho mai criticato le amministrazioni regionali per "partito preso", bensì di fronte a fatti ufficiali che hanno evidenziato mancanza di legalità, di trasparenza e di utilità per i cittadini. In tal senso ho criticato Scopelliti fin dalla formazione delle liste elettorali e poi per tutte le vicende note che lo hanno visto colpito anche giudiziariamente. Purtroppo, la gestione del presidente Oliverio, si è da subito rivelata fallimentare. Intanto, non posso non ricordare che l'inchiesta che ha portato al "ciclone Rende" ha evidenziato che Pietro Ruffolo, oggi arrestato, dopo le elezioni provinciali di Cosenza del 2009, per le quali avrebbe ricevuto il supporto dei clan, era stato nominato assessore dall'allora presidente della Provincia, Mario Oliverio. Cosi come va ricordato che Rosario Mirabelli, anche lui oggi arrestato, è stato candidato alle regionali del 2014 nella lista "Oliverio Presidente". Da subito fallimentare la gestione del presidente Oliverio, con la nomina ad assessore di Nino De Gaetano, poi finito agli arresti, perché coinvolto nell'inchiesta "Rimborsopoli". E se è vero che Nino De Gaetano, oggi libero ma sotto processo, continua ad essere di casa nel Palazzo regionale di Catanzaro, non potrei più prendere le difese del presidente Oliverio. Tra l'altro, come farei a considerare positiva la gestione di Oliverio, se a distanza di ben diciassette mesi dal suo insediamento non si registra un solo settore che sia uscito dalla fase emergenziale, dalla sanità all'occupazione, dai trasporti all'ambiente, dalla viabilità al porto di Gioia Tauro, ecc...
E' la politica che oramai ha bisogno delle 'ndrine?
Ormai non c'è inchiesta che veda coinvolti pezzi del mondo politico, dalla quale non emerga che non è più il boss di turno a presentarsi dal candidato, bensì il contrario. Ciò è decisamente grave perché il rapporto tra 'ndrangheta e politica avviene proprio in campagna elettorale con il voto di scambio. Da ultimo l'operazione contro il "sistema Rende" ha evidenziato "favori in cambio di voti"
E' la politica che rende forte la zona grigia?
Non mi sento più di parlare di "zona grigia", bensì di "sistema corrotto e colluso", dove la politica ha il suo ruolo e le sue responsabilità. Parlo di "sistema" perché gli intrecci tra 'ndrangheta, politica, imprenditoria, pezzi di Istituzioni e massoneria deviata, sono diventati così fitti da riuscire a coprire tutta la vita del nostro territorio regionale. Né mi sento più in grado di fare una distinzione netta tra 'ndrangheta e parte del mondo politico, per me, infatti, entrambi stanno uccidendo la libertà e le speranze dei numerosi onesti cittadini calabresi.

giovedì 15 novembre 2012

I Partiti "puliscano" le liste elettorali


L’odierno arresto di Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore al Comune di Rende, i quali avrebbero ricevuto il sostegno della cosca Lanzino– Presta – Di Puppo alle elezioni provinciali del 2009, in cambio di un finanziamento con risorse pubbliche alla cooperativa “Rende 2000”, evidenzia ancora una volta come in Calabria alcuni candidati si servano dell’apporto elettorale della ‘ndrangheta, i cui uomini non disdegnano di potere fare affidamento su “amici” negli Enti locali.
Le responsabilità dei due uomini politici erano già apparse nell’inchiesta che ha portato all’operazione “Terminator 4” contro la cosca Lanzino – Ruà, tanto che fin dal 31 maggio 2012 con atto ispettivo parlamentare avevo proprio chiesto di far luce sulla gestione amministrativa del Comune di Rende nel periodo in cui i due politici ricoprivano la carica di Sindaco e assessore.
Azione amministrativa dissennata (perché contraria ai principi di economicità ed efficienza) ed illecita” scrive il GIP nell’ordinanza di custodia cautelare.
Forse se l’attenzione del PD calabrese, del Governo Nazionale del tempo e della Magistratura si fosse manifestata quando il 14 novembre 2007, quindi ben cinque anni fa, con allora sindaco Umberto Bernaudo, presentai la prima interrogazione su quell’amministrazione Comunale, non ci sarebbe stata la possibilità anche per quei politici coinvolti nell’operazione odierna di accedere ad ulteriore carriera politica.
Anche oggi lo scorrimento della notizia relativa al coinvolgimento dei due uomini politici calabresi sui titoli dei mass- media richiama l’assoluta necessità della “pulizia” alla quale dovrebbero attenersi tutti i Partiti politici nella formazione delle liste elettorali.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia



Roma, 15 novembre 2012

martedì 13 luglio 2010

Operazione "Il crimine": adesso incidere sull'area grigia

Lo straordinario blitz che la notte scorsa ha portato 3.000 uomini dei Carabinieri e della Polizia di Stato ad eseguire circa 300 arresti in varie parti del territorio nazionale, colpisce sicuramente le cosche più importanti della ‘ndrangheta reggina ed evidenzia, altresì, il preoccupante dominio che le stesse hanno ormai acquisito nel Nord Italia.
L’Operazione ”Il crimine” fa emergere come gli uomini delle principali cosche della ‘ndrangheta dell’intera provincia di Reggio Calabria, mantenendo i rapporti con le rispettive case madri, siano riusciti ad infiltrarsi in buona parte dell’economia lombarda, acquisendo rapporti con il mondo politico ed imprenditoriale.
L’inchiesta evidenzia le inquietanti collusioni delle cosche calabresi, diversamente strutturate rispetto al loro percorso storico, con alcuni uomini del mondo politico e con funzionari della Sanità lombarda.
Ed in Lombardia è stato evidenziato come la ‘ndrangheta sappia e voglia dirigere il proprio consenso elettorale. E che tale capacità sia presente anche in Calabria è da tempo che è nel mio convincimento.
I numerosi consigli comunali calabresi, le aziende sanitarie di Locri e Melito Porto Salvo e l’Azienda Sanitaria Provinciale reggina, tutti commissariati per infiltrazione mafiosa, ed alcune inchieste non possono che far comprendere come anche in Calabria la ‘ndrangheta riesca a dirigere il proprio consenso elettorale per poi gestire insieme gli affari illeciti.
Mi auguro che in Calabria, così come avvenuto in Lombardia, possa al più presto essere incisa anche l’area grigia al fine di suggellare l’attività di contrasto al crimine organizzato che egregiamente è stata fin qui condotta da tutte le Forze dell’Ordine e da buona parte della Magistratura di quella Regione.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 13 luglio 2010

martedì 8 giugno 2010

Il plauso alla DDA di Reggio Calabria per l'operazione contro la 'ndrangheta nei lavori dell'A3 SA-RC

L’operazione che questa mattina ha portato all’esecuzione di 52 ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli affiliati alle cosche Gallico - Santaiti – Bruzzese - Parrello del territorio di Palmi, sancisce l’usurpazione da parte della ‘ndrangheta dei lavori dell’Autostrada Salerno – Reggio Calabria.
Ancora una volta la Squadra Mobile di Reggio Calabria, coordinata dalla DDA, ha evidenziato come le cosche della ‘ndrangheta si siano divise per territorio le “competenze” sugli affari, in questo caso sugli appalti del tratto autostradale che congloba il territorio di Palmi.
Nel plaudire a questo ennesimo risultato conseguito nel contrasto al crimine organizzato, credo vada rivolto un forte appello agli imprenditori aggiudicatari dei vari appalti affinché non cedano a qualsiasi richiesta, apparentemente legale e pacifica, che possa far trasparire imposizioni ad assunzioni o forniture varie.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 8 giugno 2010

mercoledì 28 aprile 2010

L'ennesimo ringraziamento alle Forze dell'Ordine ed alla DDA di Reggio Calabria

Ritengo che i cittadini della Piana di Gioia Tauro debbano un sentito ringraziamento a tutte le Forze dell’Ordine reggine per l’encomiabile attività di contrasto che da mesi stanno portando avanti nei confronti delle cosche della ‘ndrangheta di quel territorio.
L’operazione di questa mattina garantisce un ulteriore colpo inferto alla cosca Pesce di Rosarno dominante in tutte le attività illecite non solo nella Piana di Gioia Tauro ma in altre parti d’Italia, Lazio compreso.
Credo che dopo quest’ennesima meritoria attività delle Forze dell’Ordine e della DDA di Reggio Calabria i cittadini dell’intera provincia di Reggio debbano finalmente uscire dalla cappa dell’omertà ed unirsi nella denunzia per rendere finalmente libero dal cancro malavitoso l’intero territorio.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

NIZZA, 28 aprile 2010

martedì 27 aprile 2010

Arresto boss Tegano: abbattere la subcultura mafiosa di parte della Calabria

Nel compiacermi per l’ultimo ed ennesimo importantissimo colpo che la Squadra Mobile di Reggio Calabria, su boimpulso della locale DDA, ha messo in atto contro la ‘ndrangheta, con l’arresto del super boss Giovanni Tegano, non posso sottacere sulla subcultura mafiosa che ancora pervade alcuni cittadini calabresi. Infatti, l’applauso che alcuni hanno riservato al boss Tegano, familiari o no che siano stati, differenzia sicuramente in negativo la Calabria dalla vicina Sicilia, dove, al contrario, civilmente e correttamente vengono applaudite le Forze dell ‘Ordine che catturano in mafiosi.
Questa subcultura mafiosa che, purtroppo, c’è ancora in parti del territorio calabrese, non solo favorisce tutti gli appartenenti alla ‘ndrangheta, ma sicuramente incoraggia tutti gli iscritti alla borghesia mafiosa la quale favorisce i malavitosi e, come tale, mi auguro possa essere colpita al più presto.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 27 aprile 2010

lunedì 24 novembre 2008

La cattura del latitante Giuseppe Nirta e il preoccupante ruolo delle donne

L’arresto del latitante Giuseppe Nirta, capo dell’omonima cosca di San Luca, ad opera della Polizia di Stato, alla quale va il mio sincero ringraziamento, segna un altro importante duro colpo contro la ‘ndrangheta di quel territorio. Il fatto che il Nirta sia stato catturato in Olanda dimostra come ormai gli uomini della criminalità organizzata calabrese abbiano messo le radici in vari contesti europei dove ritengono di poter gestire affari e latitanze, cercando, altresì, di allontanare l’attenzione dalle loro “regioni madri”. Il contestuale arresto di tre donne, appartenenti alle famiglie Strangio, sempre di San Luca, evidenzia il preoccupante ruolo che le donne stanno assumendo nel contesto delle varie cosche criminali, spesso in sostituzione degli uomini latitanti o in galera.
Voglio, altresì, evidenziare i risultati che si stanno conseguendo nel contrasto al crimine, grazie alla fattiva collaborazione tra le Forze investigative dei vari Paesi Europei.

On. Angela Napoli

Roma, 24 novembre 2008

giovedì 16 ottobre 2008

L'arresto di Antonio Pelle: un importante tassello nel contrasto al crimine organizzato

Un ulteriore importante tassello nel contrasto al crimine organizzato è stato messo in atto questa mattina dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, coordinati da Renato Cortese e dal Questore Santi Giuffrè, i quali con l’ausilio degli uomini dello Sco, sono riusciti a catturare il boss Antonio Pelle, capo della cosca Pelle-Vottari di San Luca. La cattura di Antonio Pelle, frutto di pregevole capacità investigativa, pone fine ad una latitanza, divenuta ancora più preoccupante dopo la strage di Duisburg, gestita peraltro vicino a casa e con i noti confort.
Ritengo che i risultati conseguiti, in particolare in questi ultimi giorni, dalle Forze dell’Ordine tutte e dalla DDA di Reggio Calabria, sull’intero territorio della provincia reggina, contribuiscano a sensibilizzare positivamente i cittadini tutti, chiamati, alla luce della fattiva presenza dello Stato e dello sforzo che si sta ponendo in essere contro la ‘ndrangheta, ad unirsi nel combattere questo male che fino ad oggi ha impedito lo sviluppo legale della Calabria .

On. Angela Napoli
Componente Commissione Giustizia

Roma, 16 ottobre 2008

martedì 14 ottobre 2008

Il Tempo: l'intervista sugli arresti nella Piana di Gioia Tauro


L'intervista Angela Napoli (Pdl):

«Dopo la camorra ora il governo pensi alla Calabria»

«Ma gli arresti non risolvono il problema»

Fabio Perugia
f.perugia@iltempo.it

Angela Napoli ha fatto della lotta alla 'ndrangheta la sua missione. La sua battaglia. Vive da cinque anni sotto scorta. Eletta deputato in Calabria con il Pdl, abita a dieci minuti di strada dalle case dove risiedono i Piromalli.

Onorevole Napoli, il rapporto politica-'ndrangheta ormai non è una novità. «Certo, solo che le collusioni tra queste due forze nel frattempo si sono fortemente saldate».

Quanto questi arresti aiutano a risolvere il problema? «Non risolvono assolutamente il problema perché gli accordi tra queste due forze hanno un raggio più ampio. Queste sono operazioni di prevenzione che richiamano l'attenzione al problema, ma in Calabria questi arresti mettono fine a poco».

Silvio Berlusconi è convinto che oggi la criminalità si può sconfiggere. L'Italia ha i mezzi? «Sì. Le intenzioni di Berlusconi sono positive ma non è solo questione di mezzi bensì di volontà e di valutazione delle organizzazioni. L'attuale governo sta facendo bene a prendere di petto la situazione della camorra, ora però è necessario farsi avanti con l'organizzazione più radicata, con le maggiori potenzialità economiche e che riesce a penetrare in varie parti del mondo oltre che gestire i rapporti con le altre organizzazioni nazionali e internazionali: bisogna lavorare sulla 'ndrangheta».

Il Parlamento cosa può fare? «Ritengo che oggi nessuno debba più fingere di non conoscere e nascondersi dietro i "fantomatici" protocolli per la legalità. Il legislatore deve urgentemente rivisitare sia la legge sullo scioglimento degli Enti locali per infiltrazione mafiosa, non idonea a infrangere le collusioni tra funzionari e mafiosi, sia l'attuale normativa sulle certificazioni antimafia, ormai pesantemente aggirata dagli stessi mafiosi»

Quanti altri casi ci sono come quello di Gioia Tauro? «Tanti».

Ci può indicare qualche paese «a rischio»? «Non saprei. Io starei molto, ma molto, attenta al Vibonese».

lunedì 13 ottobre 2008

Gli arresti e il particolare momento della Piana di Gioia Tauro

Sento grandi apprensione e preoccupazione per questo particolare momento vissuto nella Piana di Gioia Tauro. Gli omicidi e gli arresti dei mesi scorsi, gli arresti di questa mattina, i contenuti delle relazioni antimafia e le diverse indagini evidenziano la pervasivita e la potenzialità delle cosche della ‘ndrangheta di quel territorio. È ormai palese la capacità degli uomini della ‘ndrangheta di penetrare nelle Istituzioni, ancora non tutte pronte e capaci a fare da scudo a tale penetrazione.
Ritengo che oggi nessuno debba più fingere di non conoscere e nascondersi dietro i “fantomatici” protocolli per la legalità. Il legislatore deve urgentemente rivisitare sia la legge sullo scioglimento degli Enti locali per infiltrazione mafiosa, non idonea ad infrangere le collusioni tra funzionari e mafiosi, sia l’attuale normativa sulle certificazioni antimafia, ormai pesantemente aggirata dagli stessi mafiosi.
Pur recependo la capacità estensiva che la cosca Piromalli ha acquisito a livello internazionale per la gestione delle sue illecite attività, credo non vada assolutamente sottovalutata la potenzialità che questa cosca, insieme a quella delle altre cosche della Piana di Gioia Tauro, esercita su tutto il territorio tirrenico reggino, forse per troppo tempo lasciato pressoché immune da adeguate indagini in merito.

On. Angela NAPOLI

Ginevra, 13 ottobre 2008

lunedì 7 aprile 2008

Gratitudine e soddisfazione per l'operazione di Crotone "Eracles"

La vasta operazione effettuata questa mattina dalla Polizia di Stato nel crotonese, dà ragione alla annosa valutazione circa le pericolosità e potenzialità delle cosche della ‘ndrangheta in quel territorio. Non dubitavo dell’attenzione e dell’importante attività investigativa messe in atto dalle Forze dell’Ordine, coordinate dalla DDA di Catanzaro. Un sincero apprezzamento e sentimento di gratitudine sento di dover rivolgere per questo importante risultato al Questore, Gaetano D’Amato, a tutti gli uomini della Polizia di Stato di Crotone e dello Sco, ai Procuratori Salvatore Murone e Mario Spagnolo ed al PM Pierpaolo Bruni. La gratitudine e la soddisfazione per l’operazione compiuta, denominata Eracles, sono maggiorate dal fatto che il grosso colpo assestato alle cosche Vrenna – Bonventura ha comportato altresì l’individuazione sia dei presunti responsabili degli attentati fatti contro uomini della Polizia di Stato sia del comando di ‘ndranghetisti designato a compiere la sventata uccisione del PM Bruni.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

mercoledì 19 marzo 2008

Consiglio Regionale sempre più INQUISITO: fino a quando?

Plaudo, con vivo compiacimento, al lavoro del Procuratore Aggiunto della DDA di Catanzaro, Mario Spagnuolo, e dei Sostituti Domenico Fiordalisi e Raffaele Sforza, che questa mattina ha portato agli arresti del consigliere regionale Franco La Rupa e di altre tre persone.
Gli arresti in questione, che coronano l’operazione “Nepetia”, evidenziano l’alleanza esistente, anche nel Tirreno cosentino, tra la locale cosca Gentile e parte del mondo politico. Appare davvero grave, inammissibile e decisamente da contrastare, la copertura che alcuni personaggi politici osano prestare per gli illeciti affari dei malavitosi e per consentire agli stessi il dominio del territorio.
Proprio nella giornata di ieri, in un comunicato stampa, avevo richiamato i rapporti che in Calabria si instaurano, in particolare durante le campagne elettorali, tra mondi politico e mafioso.
Inoltre, pur riconoscendo il valido lavoro investigativo di tutte le Forze dell’Ordine calabresi, non si può sottacere la gravità dell’arresto di un sottufficiale dei Carabinieri e di un appuntato della Guardia di Finanza, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a dimostrazione della capacità della ’ndrangheta di infiltrarsi ed avere “supporto” anche nel settore investigativo, intralciando decisamente la bontà del lavoro degli inquirenti.
L’arresto della dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Amantea, pone, poi, la necessità di una urgente rivisitazione della legge sullo scioglimento dei Consigli Comunali, in particolare, laddove non si fa alcun riferimento alle collusioni tra dirigenti amministrativi e criminalità organizzata.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 19 marzo 2008