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venerdì 16 ottobre 2009

L'articolo de "il Giornale" sul capo di gabinetto del Governatore Loiero

E Loiero sceglie un indagato come braccio destro

La magistratura lo indaga e Agazio Loiero lo nomina capo di gabinetto. Il governatore della Calabria non ha perso tempo, e lo stesso giorno in cui la procura di Vibo Valentia invia un avviso di garanzia a Ottavio Bruni, ex presidente della provincia omonima, Loiero lo piazza sulla prestigiosa poltrona tralasciando il fatto che l’indagine riguarda l’alluvione di Vibo del luglio 2006 che sconquassò la città provocando tre morti. A Bruni si contesta l’inondazione colposa, il danneggiamento colposo e l’omissione di atti d’ufficio. I fatti addebitati a Bruni, secondo i pubblici ministeri calabresi, sarebbero stati il prodotto di «negligenza e imperizia» per non aver messo in sicurezza le reti infrastrutturali nei punti di criticità individuati dal Piano per l’assetto idrogeologico e per non aver designato il funzionario responsabile. Un connubio indissolubile, quello fra Loiero e il fedelissimo capo di gabinetto. Dopo aver terminato il suo incarico alla provincia, Bruni viene nominato sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria, ma è costretto a dimettersi in seguito a un episodio inquietante. Sua figlia Francesca, infatti, seppur mai indagata finisce invischiata nella caccia che le forze dell’ordine hanno intensificato per catturare un superlatitante della ’ndrangheta: una mattina, infatti, la ragazza viene trovata in compagnia della primula calabrese, Francesco Fortuna, considerato dai carabinieri un affiliato alla cosca Bonavota di Sant’Onofrio. Nella villa dove il fuggitivo si era nascosto insieme alla figlia del politico, vengono rinvenuti un kalashnikov, un revolver calibro 357, una carabina Winchester, un fucile a pompa a canna corta, un fucile calibro 12 semiautomatico, un migliaio di munizioni e un lampeggiante in dotazione alla forze di polizia. Bruni, sotto pressione, è costretto a dare le dimissioni. Ma Loiero non molla e nel marzo scorso lo nomina presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale, lo stesso organo che, dopo la proroga dello stato d’emergenza per l’alluvione e per volontà dello stesso governatore, andrà a gestire parte dei finanziamenti. Così Bruni, per volontà di Loiero, gestirà i soldi per l'alluvione di Vibo nonostante sia indagato nella medesima inchiesta. «Ciò che potrebbe apparire condivisibile - osserva Angela Napoli, parlamentare Pdl, componente della Commissione antimafia - appare ora incredibile, visto che il neocapo di gabinetto è stato anche rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d'ufficio per reati commessi durante il suo incarico di ex presidente dell’amministrazione provinciale». Ma c’è di più. Nel 2005 la giunta provinciale di Vibo dà il via libera per un viaggio a Toronto allo scopo di pubblicizzare il turismo del Vibonese. Alla trasferta partecipa un «consigliere giuridico», Patrizia Pasquin, ex presidente della sezione civile del tribunale di Vibo, arrestata poco tempo dopo e rinviata a giudizio. La Pasquin, secondo l’accusa, avrebbe messo in piedi una serie di falsi per ottenere un finanziamento pubblico per la costruzione di un villaggio turistico. Ma parte dei fondi - sempre secondo gli inquirenti - sarebbe finita nelle tasche della cosca Mancuso di Limbadi, una delle più potenti della Calabria, decimata dall’operazione antimafia «Dynasty». Bruni, da presidente, fece costituire l’ente parte civile proprio al processo Dynasty. Il suo assessore al Turismo, Giovanni Vecchio, prima delle dimissioni, era l’avvocato che difendeva Luigi, Pantaleone e Antonio Mancuso nello stesso procedimento.

venerdì 9 ottobre 2009

Le poltrone di Ottavio Bruni garantite dal Governatore Loiero

Alla luce delle ultime notizie giudiziarie relative alla nuova inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, e relativa alle indagini dell’alluvione che ha colpito quel territorio il 3 luglio 2006, ritengo di dover rendere nota la allegata lettera che in data 31 luglio 2009 ho indirizzato all’on. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Ricordo che, sempre in data odierna, il Governatore della Calabria, Agazio Loiero, ha nominato Gaetano Ottavio Bruni suo capo di gabinetto.







On. Giulio TREMONTI
Ministro dell’Economia e delle Finanze
Roma

Onorevole Ministro,

agli inizi del corrente mese di luglio, il Consiglio dei Ministri ha prorogato lo stato di emergenza nel territorio della provincia di Vibo Valentia colpito dagli eventi alluvionali del 3 luglio 2006, al fine di completare gli interventi di ripristino e favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate.
Con ordinanza n. 3531 del 7 luglio 2006, il Consiglio dei Ministri ha nominato Commissario Delegato il Presidente della Regione Calabria, assegnandogli funzioni e compiti relativi agli interventi urgenti e alle iniziative necessarie al superamento dello stato emergenziale .
Il Commissario Delegato della Regione Calabria nel giugno del 2009 ha emesso l’ordinanza n. 97 con la quale sono stati stanziati sette milioni di euro in favore della provincia di Vibo Valentia ed un milione in favore del locale Consorzio per lo Sviluppo Industriale. Lo stanziamento è stato finalizzato all’esecuzione di lavori per la messa in sicurezza di buona parte del Comune di Vibo Valentia.
Inoltre, sono state ammesse al finanziamento 51 aziende colpite dall’alluvione del luglio 2006, con gli aiuti provenienti dalle misure previste nell’Accordo di Programma Quadro “Emergenza Vibo”. Per le Aziende non sono stati previsti gli investimenti in opera muraria, che verranno realizzati direttamente dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, per un valore di investimenti pari a circa 6,4 milioni di euro.
Tutto potrebbe apparire lecito e condivisibile se non si prendesse in considerazione che il Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, dal marzo 2009 (guarda caso!) e per volontà del Commissario Delegato, è Ottavio Bruni, rinviato a giudizio, con l’accusa di abuso di ufficio durante il suo incarico di ex Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia.
Il signor Ottavio Bruni, dopo aver ultimato l’incarico di Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, è stato designato dal Governatore Loiero a cd. Sottosegretario regionale, pur in mancanza dei requisiti previsti dall’articolo 7, comma 6, del D.Lvo. n. 165/2001, richiamato nello stesso decreto di nomina.
Da tale incarico il Bruni è stato costretto a dare le dimissioni per uno scandalo che lo ha colpito nel mese di luglio dello scorso anno 2008. La di lui figlia Francesca è stata sorpresa, in una villa della città di Vibo Valentia, con il latitante Francesco Fortuna, ritenuto un elemento di spicco del clan mafioso Bonavota di Sant’Onofrio (V.V.). Nel luogo della cattura gli inquirenti hanno trovato, tra l’altro, un vero e proprio arsenale di armi, pronto per essere utilizzato.
Come sopra ricordato, nel marzo 2009, per palese volontà del Governatore Loiero, così come riportato ampiamente dalla stampa locale, Ottavio Bruni è stato designato a Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia.
Occorre, altresì, ricordare che le cosche della ‘ndrangheta vibonese hanno sempre evidenziato grandi interessi per i flussi finanziari legati allo sviluppo di quel territorio, ed anche il clan Bonavota ( al quale appartiene il Francesco Fortuna), come si evince dall’inchiesta “Uova del drago”, ha evidenziato “appetiti” sulla nuova area industriale.
Per quanto sopra, credo sia necessario un’ adeguato intervento per far si che i soldi pubblici finanziati per il ripristino e la ripresa delle attività produttive danneggiate dall’alluvione del 3 luglio 2006, non continuino ad essere gestiti da chi ha alle spalle situazioni giudiziarie e di collusione quali quelle descritte.
Fidando nella Sua opportuna attenzione, invio cordiali saluti.

On. Angela Napoli


Roma, 31 luglio 2009

lunedì 20 luglio 2009

L'incredibile situazione del depuratore di Lamezia - Pizzo e la solidarietà a Pino Nano e RAI3 Calabria

Da TGR Calabria del 18 luglio 2009

Ci risiamo, da quattro anni, puntualmente ad ogni inizio di stagione estiva, si apre in Calabria la questione “mare” ed altrettanto puntualmente il Governatore della Regione scarica le responsabilità dello scempio sui governanti periferici, sull’informazione e su chi osa denunziare il tutto.
Tutti ricorderanno le scuse per lo stato del mare e delle coste, chieste da Loiero all’inizio della sua legislatura, garantendo che le cose sarebbero cambiate. Fino ad oggi, purtroppo, quelle garanzie non sono state rispettate, nonostante il cambio dell’assessore al ramo e nonostante la proroga del commissariamento regionale all’ambiente. E non può essere sicuramente giustificabile il “cullarsi” sulla presenza di punti delle coste calabresi dove le acque risultano splendide.
Né serve continuare a scaricare le colpe su incivili comportamenti o su giustificate immagini televisive, senza rendere conto del perché in Calabria, nonostante l’ingente quantitativo di fondi disponibili, non sia stato varato un adeguato sistema di depurazione. Occorrerebbe dimostrare quale sia stata fino ad oggi la funzione delle Ato, se non quella di affidamento di incarichi a questo o quel “personaggio” di comodo.
Ed anche l’ultimo assessore regionale all’ambiente, Silvio Greco, nel denunziare che “l’ecosistema in Calabria è vicino al tracollo”, si copre di alibi scaricando le responsabilità. Sono sicura che l’assessore Greco, considerato anche il ruolo assunto di recente, non abbia grosse responsabilità, ma se non erro fu proprio Greco il tecnico di cui si servì Loiero, nel luglio del 2008, per essere aiutato a rispondere alle accuse che gli venivano mosse sullo stato del mare e delle coste calabresi. Ed anche allora Greco, così come oggi, ebbe a parlare della necessità di un’adeguata programmazione per risolvere il problema. Ma è impensabile parlare di programmazione ad ogni inizio di stagione estiva e poi non predisporla né tantomeno attuarla.
Come sempre la politica in Calabria, anche in questo settore, continua a delegare gli interventi alla Magistratura, vedi inchiesta “Poseidone”, vedi i recenti sequestri di depuratori mal funzionanti nel cosentino.
Il risultato è che i cittadini calabresi ed i turisti anche per l’estate corrente dovranno fare i conti con questo stato del mare e delle coste, allarmante anche per Goletta Verde, e, addirittura, senza mai essere posti a conoscenza di dove siano finiti gli ingenti finanziamenti che da 12 anni a questa parte sono giunti in Calabria grazie al commissariamento ambientale, saranno costretti ad apprendere che l’Ato di Cosenza ha bisogno, ancora, di altri 129 milioni per rendere il mare più pulito.
E dopo tutto questo come non dare la solidarietà al dottor Pino Nano ed a RAI3 regionale per i gratuiti attacchi mossi dal Presidente Loiero per il solo fatto che sono stati riportati servizi televisivi che fotografano solamente la verità.

On. Angela NAPOLI

Taurianova, 20 luglio 2009

mercoledì 18 marzo 2009

La chiusura dell’Istituto “Papa Giovanni XXIII°“ di Serra d’Aiello: un’altra pagina nera per la Calabria

La chiusura dell’Istituto “Papa Giovanni XXIII°“ di Serra d’Aiello ha scritto un’altra pagina nera per la Calabria. A differenza di tanti non mi sento di stigmatizzare l’esecuzione dell’ordinanza emessa dalla Procura di Paola, ne la presenza del numero elevato di Forze dell’Ordine durante lo sgombero. Ma non posso non richiamare i vergognosi silenzi di tutti coloro che dietro questo Istituto hanno fatto le loro fortune finanziarie ed elettorali.
Anche l’amara conclusione di questo “fattaccio” è da ascriversi alle responsabilità delle varie Amministrazioni regionali, in particolare su quella attuale, le quali hanno gestito la sanità pubblica e privata solo per proprio tornaconto, e mai nell’interesse del cittadino , finendo col provocare il dissesto finanziario dell’intero settore, di fronte al quale non mi appare più comprensibile il motivo per cui il Governo nazionale si attardi sul dovuto commissariamento.
Di fronte alla gravità di questo scippo mi sarebbe piaciuto, innanzitutto, apprendere che don Alfredo, abituato a vivere nel lusso, avesse scelto un luogo da eremita ed in piena povertà, ed avesse restituito alla comunità quanto frodato sulla pelle dei poveri degenti.
Mi piacerebbe, inoltre, sapere perché la Regione Calabria non abbia “battuto ciglia” sulla situazione abbattutasi su degenti e lavoratori, lasciando decadere l’interessamento della società “Fiorile” e delegando automaticamente alle decisioni il dirigente dell’A.S.P di Cosenza, il quale, se non vado errata, ha alle spalle sentenze giudiziarie che non consentirebbero di occupare simili incarichi.
Credo andrebbe anche motivato il silenzio della Giunta regionale rispetto alla prospettiva di riconversione dell’Istituto Giovanni XXIII° avviata da un precedente assessore regionale alla salute, e che sicuramente avrebbe dato vita alla necessaria svolta per la ripresa del Centro di Serra d’Aiello. Quali e di chi gli interessi da salvaguardare?
La Magistratura paolana non potrà sicuramente ritenere chiusa la fase investigativa sull’intera vicenda: oltre ad individuare dove sono finiti ed in quali mani i fondi frodati negli anni, quali e di chi le responsabilità sui degenti scomparsi, credo che adesso occorra anche valutare se la scelta di trasferimento dei degenti in altri Centri specializzati sia esente da interessi particolari e privati.

On. Angela NAPOLI

Roma, 18 marzo 2009

lunedì 27 ottobre 2008

Sanità in Calabria: assurdo che la Politica abdichi alla Magistratura!

Nel plaudire all’iniziativa del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, dott. Mario Spagnuolo, per l’emanazione del provvedimento urgente di sequestro del P. O. di quella città, non posso non stigmatizzare l’incuria della Regione Calabria in un settore di vitale importanza per la salute dei cittadini tutti.
Il 21 dicembre 2007 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato di emergenza socio – economico – sanitaria nel territorio della Regione Calabria. La citata direttiva partiva dalle considerazioni sulle “condizioni di debolezza del sistema sanitario regionale, nell’ambito delle quali rivestono particolare rilievo le condizioni di inadeguatezza delle strutture sanitarie” e ravvisava “la necessità di procedere all’immediato avvio di interventi volti ad assicurare che il sistema sanitario – infrastrutturale della regione Calabria sia posto in grado di garantire e tutelare la salute pubblica e la sicurezza dei lavoratori del comparto sanitario”.
La decisione assunta questa mattina dal Procuratore Spagnuolo, certamente necessaria ed urgente alla luce delle risultanze delle indagini condotte dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, evidenzia l’incuria che la Regione Calabria ha continuato a mantenere nell’intero settore, pur se i tragici casi di malasanità che si sono verificati anche nel P. O. di Vibo, avrebbero richiesto urgenti interventi per garantire sicurezza e salubrità dovute ai cittadini.
E non posso, altresì, non ricordare sia gli allarmanti contenuti della relazione predisposta dalla specifica Commissione ministeriale, pubblicata sulla stampa regionale il 24 aprile 2008, nonché la bocciatura che, nel marzo del 2008, la Corte dei Conti regionale ha dato alla sanità calabrese, di fronte ai quali la Giunta regionale ha continuato persino a lasciare al loro posto funzionari e dirigenti del settore, privi di adeguati requisiti e titoli specifici.
Oggi siamo costretti ad assistere ai necessari provvedimenti di sequestro ed all’aumento del buco dell’intera spesa sanitaria regionale.
Come si vede, purtroppo, non era né strumentale né demagogica la richiesta di commissariamento dell’Assessorato regionale Sanità Calabria che, nel giugno del corrente anno, feci al Governo nazionale.
Trovo davvero assurdo che anche in materia di salute e sicurezza dei cittadini, la politica abdichi alla Magistratura!

On. Angela Napoli
Componente Commissione Giustizia

Taurianova, 27 ottobre 2008

venerdì 25 luglio 2008

La “particolare e comprovata specializzazione universitaria” che caratterizza il “prof. Ottavio Bruni”

Il Presidente Loiero si appresta ad effettuare l’ennesimo rimpasto di Giunta, dopo aver fatto “pace” con il PD calabrese, e con molta probabilità riuscirà a far diventare Assessore regionale qualcuno che attualmente risulta responsabile di una delle tre Unità organizzative autonome.
Credo che sia, quindi, giunto il momento di far sapere a tutti i cittadini calabresi come ed in favore di chi vengono fatte determinate nomine regionali.
Premetto che fin dall’inizio dell’attuale legislatura regionale, hanno destato perplessità le nomine dei responsabili delle tre Unità organizzative autonome (definiti “Sottosegretari” dallo stesso Presidente!), non previste nello statuto del Consiglio regionale, e la cui utilità, personalmente, non sono riuscita a cogliere . Basterebbe, in effetti, ad esempio capire quale sia stato il supporto dato da uno dei tre iniziali Sottosegretari regionali, delegato al Porto di Gioia Tauro!
Ma andiamo all’ultima nomina, relativa al già Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, avvenuta con Decreto del Presidente della Giunta Regionale , n. 55, del 21 marzo 2008.
Il Decreto del Presidente della Regione n. 71/2005, istitutivo delle Unità organizzative autonome regionali, fa riferimento alla scelta dei relativi coordinatori, dettata dall’articolo 7, comma 6, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Ma il comma 6 dell’articolo 7 del citato Decreto legislativo n. 165 è stato modificato dalla legge 244/2007 (Legge finanziaria per il 2008 varata dal Governo Prodi!) che, al comma 76 dell’articolo 3 recita: ”Al comma 6 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le parole: “di provata competenza” sono sostituite dalle seguenti: “di particolare e comprovata specializzazione universitaria”.
Poiché nel Decreto del Presidente della Giunta Regionale 21 marzo 2008, n. 55, successivo quindi all’emanazione della legge 244/2007, si fa riferimento alla nomina del “prof. Ottavio Bruni” responsabile dell’Unità organizzativa autonoma n. 2, sarei grata al Presidente Loiero se facesse conoscere ai calabresi quale sia la “particolare e comprovata specializzazione universitaria” che caratterizza il “prof. Ottavio Bruni”.
Ed il PD calabrese tace!

On. Angela NAPOLI

Roma 25 luglio 2008

giovedì 17 gennaio 2008

Vicenda Mastella: la LEGGE è uguale per tutti!

Quanto avvenuto nella giornata di ieri ha davvero rappresentato una delle pagine peggiori scritte dalla politica italiana negli ultimi anni. E’ apparsa da subito di estrema gravità la notizia del coinvolgimento giudiziario della Presidente del Consiglio Regionale della Campania, ma quanto accaduto successivamente al lancio delle prime agenzie di stampa ha evidenziato più che mai l’inderogabile urgente necessità del richiamo all’eticità della politica.
Il ministro della Giustizia, sen. Clemente Mastella, coniuge della Presidente del Consiglio Regionale della Campania, ha amplificato ufficialmente le notizie in Parlamento diverse ore prima delle notifiche dei provvedimenti giudiziari in questione, ed il mondo politico (con qualche doveroso distinguo!) senza conoscere le motivazioni e le imputazioni che hanno portato alla emanazione degli stessi provvedimenti, si è affrettato ad esprimere al capo del Dicastero della Giustizia la solidarietà umana e politica. Tra i primi attestati di solidarietà, naturalmente! appaiono quelli del Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e quelli dell’intero gruppo regionale calabrese dell’UDEUR, partito politico dello stesso ministro Mastella, peraltro eletto senatore proprio in Calabria.
Soltanto nelle prime ore del pomeriggio di ieri sono stati notificati i provvedimenti giudiziari che hanno colpito, accanto alla Presidente del Consiglio Regionale della Campania, i massimi vertici dell’UDEUR di quella Regione e si è avuta, altresì, la notizia della contestazione di ben 7 reati, non di poco conto, allo stesso ministro della Giustizia.
Pur ritenendo condivisibili le solidarietà umane rivolte al ministro della Giustizia, sento di non ritenere altrettanto condivisibili quelle politiche, men che meno gli attestati espressi dal Presidente del Consiglio Prodi e dal Governatore della Calabria, Loiero.
Il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha parlato di “ un tessuto fatto di trame fitte, di connivenze e di complicità così forti tanto che molti Enti pubblici regionali e molti Enti locali campani hanno conformato le loro scelte non già improntando ogni valutazione al perseguimento di interessi pubblici, bensì asservendo il bene della cosa pubblica agli interessi di un gruppo ristretto di persone”. Le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere mi hanno richiamato situazioni identiche a quelle riscontrabili in diverse realtà della Calabria ed hanno confermato il convincimento che il mondo politico non ha assolutamente colto le motivazioni del radicamento dell’antipolitica che sta investendo la nostra Nazione.
Cos’altro dovrà accadere in Italia per far capire ai cittadini la verità della frase scritta in tutte le aule dei Tribunali: “La legge è uguale per tutti”.

On. Angela NAPOLI
Roma 17 gennaio 2008

mercoledì 9 gennaio 2008

Adesso BASTA: rimuovere gli INTOCCABILI !!!

Soltanto il 7 gennaio 2008 il Presidente Loiero al mio comunicato relativo all’emergenza sanità in Calabria, che denunziava il mantenimento di incarichi dirigenziali a persone da me definite “intoccabili”, replicava, tra l’altro in modo anche calunnioso, accusandomi di essere “ distratta com’è dal suo furore interessato e inconsistente contro i miei (suoi!) amici vibonesi”.
Nello stesso mio comunicato facevo riferimento alla mancanza di risultanze interne e giudiziarie, per quanto riguardava la morte della giovane Federica Monteleone, a distanza di ben un anno da quella tragedia.
Dopo solo 24 ore dalle mie accuse e dalla scomposta reazione alle stesse da parte del Presidente Loiero, è stata finalmente data notizia del contenuto della consulenza ordinata dalla Procura di Vibo Valentia per accertare le cause della morte della giovane Federica. E nel mentre non è dato ancora conoscere le risultanze dell’indagine interna dell’ASP di Vibo, dove rimangono in carica gli “intoccabili”, si apprende che la morte sarebbe avvenuta per una “scossa elettrica che ebbe un effetto diretto sulla funzionalità cardiaca” della giovane, ma anche per una possibile “concausa” rintracciabile nel comportamento dell’anestesista rianimatore.
Intanto trovo inaudito che il deposito della consulenza giudiziaria avvenga ad un anno di distanza dalla morte della giovane, ma quello che mi crea maggiore rabbia è constatare la conferma di quanto vado denunziando fin dopo quella tragedia, ossia il fatto che l’inchiesta potrebbe essere pregiudicata dalla “perdita” di diverse prove causata dal mancato immediato sequestro delle apparecchiature e della sala operatoria.
Nonostante tutto Loiero rimane al suo posto ed i suoi amici “intoccabili” continuano a rimanere tali!

On. Angela Napoli
Taurianova, 09 gennaio 2008

lunedì 7 gennaio 2008

La politica FALLIMENTARE di Loiero

Nel messaggio augurale inserito sul mio blog, pur non essendo particolarmente fiduciosa, avevo evidenziato la speranza che il Nuovo Anno portasse gli Amministratori della Regione Calabria a prendere coscienza del fallimento della loro politica e dello stato emergenziale in cui hanno fatto precipitare l’intera Regione e rimettessero, di conseguenza, il mandato nelle mani dei cittadini.
Speravo nella riconquista della eticità e della moralita; speravo soprattutto nel senso di responsabilità che dovrebbe accompagnare qualsiasi cittadino, ma, in particolare, coloro che, chiamati ad amministrare la cosa pubblica, avrebbero il dovere di salvaguardare i diritti della persona, ad iniziare dal diritto alla vita.
Ed invece è iniziato il Nuovo Anno all’insegna delle notizie che hanno, ancora una volta, fatto rimbalzare sulle cronache nazionali l’immagine di una Calabria dove le cure sanitarie vengono prestate spesso all’insegna della superficialità, dove si muore per mancanza di posti-letto, per mancanza di mezzi di trasporto, per un semplice intervento di appendicectomia, per l’incapacità di effettuare una tracheotomia, per mancanza di controlli specifici dopo una caduta dalla barella in pieno Pronto Soccorso.
Di fronte ad un sistema sanitario regionale che registra drammi su drammi continuiamo ad assistere ad inutili proclami fatti da un Presidente della Regione che, guarda caso, mantiene per se la delega alla sanità pur essendo pendente su di lui una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta, proprio nel settore della sanità calabrese. Il che fa anche comprendere il motivo per cui, al di là di qualche intervento di mera facciata, quale la sospensione di alcuni medici, dei quali peraltro non è neppure accertata la responsabilità, rimangono intoccabili gli incarichi affidati ad alcuni dirigenti. Vedi, ad esempio, il mantenimento dell’incarico di Commissario dell’ASP di Vibo Valentia, affidato ad un ex funzionario della locale Amministrazione Provinciale, alla cui guida c’è l’attuale “amico” del Presidente Loiero. Così come appare inspiegabile la continuità della carica di dirigente sanitario della stessa ASP di Vibo nella persona che non si sa bene come abbia ripartito la sua funzione, se con maggiore dedizione all’incarico di dirigente sanitario o all’incarico di Presidente della nota Cooperativa “Valle del Bonamico” , sede di cospicui finanziamenti, molti devoluti a rappresentanti delle cosche della ‘ndrangheta di Platì e di San Luca. Eppure a questi intoccabili continuano ad essere affidate le indagini interne, le cui risultanze, come ad esempio quella relativa alla morte della sedicenne Federica Monteleone, non è dato conoscere a distanza di ben un anno da quella tragedia.
Senza tralasciare le inadempienze della locale Magistratura che, in quell’occasione, non ha neppure sentito il dovere di sequestrare immediatamente la sala operatoria dove era avvenuto l’intervento della giovane Federica.
Eppure il Presidente Loiero è soddisfatto, pronto a ritenere che la soluzione dell’emergenza sanità sarà conseguente alla costruzione dei quattro nuovi Presidi Ospedalieri, senza creare un organismo di valutazione del personale sanitario e parasanitario calabrese, senza un monitoraggio sulla professionalità di coloro che sono risultati vincitori di concorsi farsa, senza verificare quante attrezzature sanitarie risultino inefficienti o quante siano giacenti negli scantinati dei vari Presidi ospedalieri calabresi, senza verificare dove sono finiti i miliardi giunti in Calabria per la costruzione dei nuovi ospedali, tra i quali proprio quello di Vibo Valentia, o quanti miliardi siano stati sperperati per creare, sempre in Calabria, strutture sanitarie, anche arredate, mai utilizzate. Nessun provvedimento utile a far uscire la criminalità organizzata dagli interessi del settore.
Loiero continua a mantenere salda la sua poltrona di Presidente, la ‘ndrangheta mantiene il business nella sanità calabrese e la gente continua a morire senza “un perché”!

On. Angela Napoli
Taurianova, 07 gennaio 2008

mercoledì 12 dicembre 2007

Il Governo commissaria la Sanità Calabrese e Loiero ... pensa a modificare lo Statuto per nominare un altro assessore

Il Consiglio dei ministri, nonostante le numerose denunzie da me rivolte attraverso atti ispettivi parlamentari, soltanto nella giornata di ieri e perché spinto dall’emotività conseguente alla morte della giovanissima Eva Ruscio, ha deliberato l’emergenza sanitaria della Regione Calabria. Il Governo nazionale ritiene così di essersi messo “la coscienza a posto” nei confronti di una Regione per la quale, nonostante le varie promesse, non ha mai ritenuto di mostrare la dovuta attenzione.
Nonostante da molteplici relazioni antimafia fosse emerso con chiarezza il business che in Calabria il settore della sanità rappresenta per la ‘ndrangheta e per gli uomini ad essa collusi, i Governi nazionale e regionale, fino a ieri, avevano preso provvedimenti poco incisivi. Si erano accontentati del commissariamento dell’AS di Locri, primo in Italia, senza minimamente intervenire sulla mancanza di controllo e sulle inefficienze dell’intero settore sanitario regionale ponendosi, peraltro, sulla coscienza le precedenti morti di due altri giovanissimi, Federica Monteleone e Flavio Scutellà, apparse da subito frutto del malverso e degenerato sistema sanitario regionale.
Da ieri, tutti soddisfatti dell’intervento governativo nazionale? Per nulla!
Come si può essere soddisfatti di un decreto che riguarda il solo settore della sanità in una Regione dove l’emergenza viene respirata in ogni aspetto vitale della collettività? Come mai il Governo nazionale si accorge dell’emergenza Sanità nel mentre non interviene sul mantenimento della relativa delega regionale da parte dello stesso Presidente Loiero, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta, proprio nel settore della sanità calabrese? Non sarebbe forse corretto finalmente commissariare lo stesso Governatore della Calabria?
Peraltro, soltanto oggi, il Presidente Loiero dichiara che “ a Vibo, purtroppo c’è un problema legato anche alle infiltrazioni mafiose, un problema che ci viene segnalato da numerosi rapporti delle Forze dell’Ordine”, nel mentre per troppo tempo, probabilmente per accontentare il massimo rappresentante vibonese del suo Partito, ha accondisceso a nomine dirigenziali certamente non idonee a gestire situazioni così incancrenite. Per troppo tempo è mancato il controllo sui concorsi sanitari truccati.
Né penso possa essere ritenuta “vangelo” la relazione del Ministro della salute consegnata in Commissione sanità del Senato, laddove afferma che “ Il solo ospedale di Polistena possiede le potenzialità per fornire un livello accettabile di assistenza sanitaria…” .

VIDEO da Studio Aperto del 7 dicembre 2007 - ore 18,30

Mi sento di invitare il Ministro Turco a visitare personalmente tutte le strutture ospedaliere calabresi o a visionare il viaggio negli ospedali fantasma della Regione, offerto da “Studio Aperto”, e ad accertare quante morti immotivate sono avvenute nella struttura sanitaria di Polistena e quali inchieste giudiziarie pendono sulla stessa, prima di sottoscrivere relazioni il cui contenuto, in parte, non risulta veritiero. C’è ancora qualcosa che, a mio avviso, è troppo sottaciuto, anche in questo particolare momento, e che dovrebbe essere ricordato: il richiamo alle responsabilità del Governatore Loiero assunte con le nomine di alcuni dirigenti delle AS calabresi e che evidenziano strani connubi con la sanità del Lazio. Infatti, il Governatore Loiero dovrebbe spiegare il motivo dell’affidamento della principale Azienda Sanitaria calabrese, “Pugliese - Ciaccio” di Catanzaro, ad Antonio Palumbo, ex direttore generale, durante il governo regionale Storace, dell’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri e arrestato con l’accusa di corruzione e peculato nell’inchiesta “ Lady ASL” sulla sanità romana. Inchiesta che, guarda caso, nei giorni scorsi ha portato anche all’arresto del Sottosegretario di Stato alla Difesa del Governo Prodi, Marco Verzaschi, anche lui assessore con Storace, dimessosi dall’incarico governativo pochi giorni fa.
La dichiarazione dello stato d’emergenza sanitaria in Calabria dovrebbe portare a misure consequenziali, ma apprendo che il primo atto sarà quello della costruzione di quattro nuovi ospedali; la notizia viene data con enfasi dal Governatore calabrese, il quale non pensa però che l’attuale inefficienza di quasi tutte le strutture sanitarie potrebbe, nel frattempo, causare ulteriori tragedie e che tale attuale inefficienza non può certamente essere colmata con la sospensione di qualche medico del solo P.O. di Vibo Valentia.
Mi auguro, peraltro, che non corrispondano al vero le circolanti notizie dalle quali emergerebbe il tentativo del Presidente Loiero di ottenere una modifica dello statuto regionale, al solo fine di poter nominare un ulteriore assessore con delega alla sanità: le sue alchimie, rispettose delle esigenze degli attuali partiti di maggioranza, hanno distrutto la Calabria.
Credo sia proprio giunto il momento di dire “basta”: l’ostinazione e la spregiudicatezza di coloro che amministrano la cosa pubblica non possono prevaricare il doveroso rispetto per i cittadini calabresi.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 12 dicembre 2007

domenica 11 novembre 2007

PREGHIERA DEL GOVERNATORE LOIERO: SIGNORE FAMMI SEMPRE TROVARE UN PARTITO CHE MI GARANTISCA LA POLTRONA

Agazio Loiero, eletto nel 2005, nella coalizione dell’Unione, Presidente della Giunta Regionale della Calabria, ha sempre avuto un solo credo politico, quello della “poltrona”, se è vero come è vero che ha fatto parte dei seguenti partiti: Democrazia Cristiana, Partito Popolare, Patto per l’Italia, Centro Cristiano Democratico, Cristiani Democratici per la Repubblica, Unione Democratica per la Repubblica, Unione dei Democratici per l’Europa, Democrazia e Libertà – La Margherita, Partito Democratico Meridionale(da lui fondato) ed oggi Partito Democratico.
In tutti questi passaggi è riuscito sempre a garantirsi qualche poltrona: consigliere comunale dal 1980; segretario provinciale della DC dal 1984; deputato nel 1987 e riconfermato, per il secondo mandato, nel 1992; senatore nel 1996; sottosegretario ai Beni Culturali nel 1998 con il primo Governo D’Alema; ministro per i Rapporti col Parlamento nel 1999 con il D’Alema bis; nel 2000 assume l’incarico di ministro per gli Affari regionali nel Governo Amato; nel 2001 nuovamente eletto deputato e nominato vicepresidente del gruppo parlamentare della Margherita. Da deputato viene eletto, nel 2005, Presidente della Giunta della Regione Calabria e con questa carica, solo un anno dopo, fonda il suo Partito Democratico Meridionale; oggi, sempre da Governatore calabrese, viene proposto quale Presidente dell’Assemblea costituente del cosiddetto nuovo PD regionale.
Il tutto, naturalmente, con buona grazia di Prodi e Minniti!
Dimenticavo di ricordare la sua ultima vicenda giudiziaria: richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta nel settore della sanità calabrese.
Ma c’è l’ultimissima chicca: Loiero si sta accingendo a varare ben la sua quarta Giunta regionale, designando persino un magistrato quale vice presidente, naturalmente per continuare a garantirsi la poltrona!
E domani dove troveremo Agazio Loiero? Certamente su una poltrona di un qualsiasi partito che continuerà a garantirgliela!
Ecco chi governa questa povera Regione!

On. Angela Napoli
Taurianova, 11 novembre 2007

martedì 6 novembre 2007

Legge Finanziaria 2008: Mezzogiorno "figlio abbandonato"

In Sicilia vengono arrestati i nuovi vertici di cosa nostra e processati i collusi ed i fiancheggiatori, nel mentre in Calabria la ‘ndrangheta si consolida, con buona pace di una maggioranza politica che pensa solo ai giochi di potere.
Giustizia allo sfascio, sanità in ginocchio, costante emergenza ambientale, permanenza degli alti livelli di disoccupazione, elevata percentuale degli occupati in nero, imprese la cui vita non supera i 5 anni, mancanza di sicurezza, impunità della Pubblica Amministrazione, stallo dello sviluppo, sistema creditizio usuraio, truffe, illegalità diffusa: queste le drammaticità dell’odierna Calabria.
E dopo aver fatto incetta di suffragi elettorali in nome del cambiamento, coloro i quali attualmente governano questa Regione, garantiti nella loro staticità dagli alibi degli omicidi eccellenti e delle stragi, continuano a pesare esclusivamente a rinnovi di Giunte e spartizioni di poltrone.
Il Governatore Loiero è troppo impegnato a far quadrare i posti assessorili, per poter trovare il tempo di valutare una finanziaria nazionale dove il Mezzogiorno risulta “figlio abbandonato”.
Nella finanziaria, infatti, non si parla del Mezzogiorno se non relativamente alla fruibilità del credito d’imposta (con la vanificazione dello spirito della norma, visto che è prevista l’imposizione di un limite a 250 mila euro per la stessa fruizione) ed alla riallocazione dei fondi ex legge 488 non utilizzati (si tratta di circa 1, 5 miliardi di euro non utilizzati che vengono ridestinati a 5 nuove iniziative, nessuna delle quali ha specificità valide per il Sud).
Loiero non pensa forse che potrebbe avere ragione Ernesto Galli Della Loggia quando dichiara del suo “stupore per come una Regione abitata da tante persone perbene possa, però, sopportare condizioni generali di vita sconosciute ai paesi civili” ?

On. Angela NAPOLI

Roma 6 novembre 2007

venerdì 26 ottobre 2007

LE ULTIME PAROLE FAMOSE......

Il caso De Magistris ha distolto i calabresi dagli ultimi eventi che si ripercuotono in maniera sempre più grave su Giunta e Consiglio regionali calabresi!
Non sono indagato nell’inchiesta Why Not. Smentisco con fermezza quanto oggi scrive il Corriere della Sera…….trascinandomi in quel massacro mediatico generalizzato che sta sconvolgendo la mia regione e non aiuta la ricerca della verità sulle rapine consumate ai suoi danni”. Questa la dichiarazione rilasciata dal Governatore della Calabria, Agazio Loiero, nel pomeriggio di mercoledì 24 ottobre 2007, attraverso il suo portavoce.
Dopo qualche ora da questa dichiarazione, le battute di Agenzia diramavano la notizia della richiesta di rinvio a giudizio dello stesso Presidente Loiero, avviata dal Procuratore De Magistris. Le ipotesi di reato sono “associazione per delinquere e turbativa d’asta” nell’aggiudicazione di appalti, relativi alla fornitura di apparecchiature elettromedicali, alla società “Ital Tbs” di Trieste.
Ferme restando tutte le garanzie di non colpevolezza che sono dovute a qualsiasi cittadino, mi domando se il Presidente Loiero può mai chiamarsi fuori dalle “rapine consumate ai danni della Regione Calabria” , pur se la notizia a livello mediatico regionale non è stata data in modo da accrescere quel “massacro”, definito tale dallo stesso Governatore per il caso De Magistris.
Ho atteso pazientemente la notizia delle dimissioni di Loiero da Presidente della Giunta regionale, ritenendolo, povera me, leale verso gli impegni assunti. Oggi, venerdì 26 ottobre 2007, due giorni dopo la notizia, ho ripreso la lettura delle cronache giornalistiche che riportavano la notizia dell’avviso di garanzia ricevuto l’1 dicembre 2006 e che trascrivo integralmente: “Non accetterò di rimanere presidente se continuerà a pendere su di me un’accusa che reputo gravissima”.
Cari cittadini calabresi sappiate che l’ipotesi di essere accusati di associazione per delinquere e turbativa d’asta, per il Governatore Loiero, sono accuse di poco conto!
On. Angela Napoli
Taurianova, 26 ottobre 2007

... E LA BELLA FIGURA DEL PRESIDENTE LOIERO A W L'ITALIA.



mercoledì 3 ottobre 2007

LE FACCE TOSTE DI BOVA E LOIERO

Se è pur vero che un avviso di garanzia non è indicativo di colpevolezza, occorrerebbe tuttavia valutare chi lo riceve e per quali presunti addebiti! Invito, pertanto, il Presidente della Giunta regionale della Calabria a riflettere prima di emanare certi scritti. Ho letto attentamente quanto il Presidente Bova ha indirizzato al Ministro Mussi e, con sincerità, devo affermare che abbiamo decisamente due modi diversi di concepire la moralità. Per il Presidente Bova è morale assicurarsi il mantenimento delle “poltrone” quattro mesi prima della scadenza statutaria, per me assolutamente no! Per il Presidente Bova è morale far pensare che si sarebbe di fronte ad “una caccia alle streghe”, io che non sono Presidente di quel Consiglio so bene in quali banchi dello stesso queste già siedono! Per il Presidente Bova è morale commissariare il Comitato regionale di controllo radiotelevisivo calabrese (Corecom), per me non è morale voler mettere le mani sull’imparzialità dell’informazione televisiva e sulla ripartizione dei relativi fondi! Per il Presidente Bova è morale equiparare i Magistrati indagati per presunti “fatti legati alle funzioni esercitate”, a Consiglieri indagati per associazione mafiosa, per truffa, per peculato, per concussione, per voto di scambio, nel mentre io mi rileggo quotidianamente l’articolo 54 della Costituzione italiana! Per il Presidente Bova è morale continuare a servirsi da ben due anni dell’alibi dell’omicidio Fortugno, nel mentre io sono ostinatamente in attesa di conoscere i reali moventi e mandanti! Presidente Bova, cortesemente, abbia rispetto per i cittadini onesti!

Al Presidente Loiero dico che definire “becera” quella parte della Destra che combatte per la verità e la giustizia, significa supportare la certezza che fino ad oggi l’ala destra dell’opposizione consiliare regionale non gli ha arrecato alcun fastidio!

On. Angela Napoli
Roma, 3 ottobre 2007