L'inchiesta
"Infinito"
ha confermato come in Calabria meritocrazia e disoccupazione vengono
calpestate pur di favorire parenti di noti personaggi e nulla importa
se questi finiscono poi arrestati con l'accusa di corruzione,
rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale
aggravato dalla finalità di favorire l'associazione mafiosa.
Ed è così
che l' 11 maggio 2010 la dottoressa Alessandra
Sarlo, moglie del Magistrato reggino Vincenzo
Giglio, arrestato il 30 novembre 2011, riceve una telefonata da parte
del medico Vincenzo Giglio, cugino omonimo del Magistrato, e anche
lui arrestato nell'operazione "Infinito", con la quale le
viene comunicato che sarebbe stato fissato un incontro per riuscire
ad ottimizzare una sua collocazione occupazionale di dirigente in
ambito regionale.

