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mercoledì 18 settembre 2013

Vi racconto lo sfascio della sanità calabrese




Di  | il 18 settembre 2013 |

Lo sfascio della sanità calabrese è ormai sotto gli occhi di tutti e da ultimo è stato anche conclamato dalla ministra della Salute (PDL) la quale ha siglato la classifica relativa ai “Livelli essenziali di assistenza (Lea)” che pone la nostra regione nell’ultimo posto.
Purtroppo la sigla della ministra della Salute alla classifica relativa ai Lea suggella la situazione di sfascio più volte evidenziata al tavolo Massicci (Tavolo di verifica ministeriale), ma sempre sottovalutata dal Presidente della Regione Calabria, il quale da commissario ad acta, gestore e coordinatore degli interventi necessari per superare l’emergenza sanità regionale, ha continuato ad ostentare l’immagine di recupero del settore, flagellato invece da un’infinità di errori, di sprechi e di leggi illegittime. Errori e sprechi che continuano a riversarsi sui cittadini già gravati da una fiscalità la più elevata d’Italia.
Per non parlare dell’aumento della mortalità ospedaliera che evidenzia l’incapacità della gestione commissariale a garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi.
Tutti erano a conoscenza, persino il Ministero, delle criticità e delle gravi carenze presenti nel centro trasfusionale di Cosenza, rese pubbliche con la morte di Cesare Ruffolo, ma nessuno ha fatto nulla ed ancora oggi tutti i responsabili rimangono al loro posto, compreso il direttore dell’Azienda Sanitaria di quella provincia, marito di una consigliera regionale del PDL.
Il commissario ad acta Scopelliti continua a considerare il settore in fase di superamento dell’emergenza e lo fa elencando numeri la cui veridicità è di difficile verifica, ma che poco incidono sul piano di rientro sanitario, considerato che già nel primo semestre del 2013 si registra un disavanzo di 68 milioni, e che, ad ogni buon fine, nulla avrebbero a vedere con il diritto alla salute dei cittadini.
A fonte di ciò siamo costretti a leggere gli slogan apparsi su manifesti relativi ad una nuova campagna promozionale della sanità indetta dalla regione, assolutamente falsi e quindi fuorvianti.
È di qualche giorno fa ancora la denunzia di un cittadino per i ritardi di ben tre ore e mezza dell’ambulanza per trasportare il proprio padre da Gioia Tauro a Polistena: altro che buona sanità!!
Il diritto alla salute dei cittadini non può continuare ad essere barattato con scelte di suffragio elettoralistico, per questo motivo sono più che mai convinta che al più presto l’intero sistema sanitario nazionale debba essere sottratto alle scelte e alla volontà del mondo politico e che da subito il governo nazionale revochi l’incarico di commissario ad acta al Presidente Scopelliti, il quale già aveva destato non poche perplessità riservando per sé, fin dall’inizio del suo mandato, la delega dell’assessorato regionale alla sanità.
Non si può continuare a fare carriera politica mettendo in gioco la vita umana!

martedì 14 maggio 2013

IVAN TRIPODI (PDCI): VERGOGNOSA DECISIONE DI TOGLIERE LA SCORTA E LA PROTEZIONE ARMATA AD ANGELA NAPOLI

La vergognosa decisione di togliere la scorta e la protezione armata a difesa dell’incolumità fisica della coraggiosa e battagliera on. Angela Napoli, rappresenta il primo funesto frutto avvelenato prodotto dall’indecente governo dell’inciucio Letta-Berlusconi-Alfano: un meschino accordo di potere che rappresenta una mega-truffa nei confronti degli elettori italiani e che il PD pagherà molto amaramente.
L’on. Angela Napoli, come tragicamente emerso da numerose inchieste della magistratura e da molteplici intercettazioni relative a dialoghi tra esponenti di primissimo piano delle cosche della ‘ndrangheta, sta drammaticamente correndo seri rischi per la sua vita. Rischi che lo Stato ben conosce e, nei fatti, sta avallando.
L’assurda decisione di isolare Angela Napoli si basa su false e bugiarde motivazioni formali che nulla hanno a che vedere con l’effettiva realtà dei fatti.
Diciamo la verità senza finzioni: l’on. Napoli paga un prezzo altissimo per la sua coerenza e dirittura morale che l’hanno vista e la vedono protagonista di una durissima battaglia per la legalità e contro la ‘ndrangheta. Una lotta che conduce, a viso aperto e senza guardare in faccia nessuno, nei confronti della gestione fallimentare che ha caratterizzato prima il Comune di Reggio Calabria e poi la Regione Calabria entrambe, guarda caso, guidate, in tempi diversi, da Giuseppe Scopelliti, l’inventore del “modello-Reggio”: il putrido sistema di potere che ha affossato in un mare di debiti e spazzatura la città di Reggio e che oggi è stato esportato alla Regione Calabria.

giovedì 6 gennaio 2011

La “decantata” legalità di Scopelliti

Così, fingendo di ignorare di essere stato, e di esserlo tutt'oggi, il coordinatore regionale del PDL in Calabria, il bravo Governatore Scopelliti, ha il coraggio di scaricare la candidatura del consigliere regionale arrestato, Santi Zappalà, affermando: "Di Zappalà ne risponde chi l'ha voluto".
Scopelliti non è nuovo nello scaricare le persone, lo ha fatto anche con Orsola Fallara, con la quale ha condiviso ben 8 anni di gestione amministrativa del Comune, salvo poi ad accorrere, apparentemente commosso, al suo capezzale prima e al funerale poi.
Il grande Scopelliti, dopo aver lanciato gli strali contro la sottoscritta nell'incontro svoltosi a Bagnara e seduto accanto al consigliere Zappalà, oggi mostra solo coraggio nel prendere apparentemente le distanze, senza, peraltro fare il nome di chi ha voluto questa candidatura nelle liste del PDL. Ma le liste da chi sono state sottoscritte, chi era il coordinatore regionale, nonchè contemporaneamente candidato a Governatore della Regione?
Guarda caso Scopelliti rilascia questa dichiarazione su Zappalà a margine della presentazione della convenzione siglata tra l'Azienda Calabria Lavoro e la Procura generale di Reggio Calabria!
E, perchè si ostina a parlare di caso isolato, nel mentre, nella sola provincia di Reggio Calabria, risultano ad oggi arrestati 1 consigliere eletto e 5 candidati con accuse legate ai rapporti con la 'ndrangheta, e altri tre candidati hanno ricevuto gli avvisi di garanzia per voto di scambio ed un altro candidato risulta indagato, sempre nelle stesse inchieste.
L'anima nera della Calabria è Angela Napoli, dalla quale il Governatore si è sentito in dovere di prendere le distanze, ma guarda caso non sono tali questi personaggi le cui candidature sono state in buona parte da lui stesso avvallate.
E allora che la finisca di riempirsi la bocca di legalità, legga gli atti giudiziari e trovi il coraggio, innanzitutto di ammettere che anche i consensi elettorali portati da candidati ed eletti coinvolti giudiziariamente hanno contribuito alla sua elezione a Presidente della Regione, e successivamente finisca di essere garantista nei confronti di certi personaggi, ma anzi trovi la forza di prenderne le distanze; forza dovuta a chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica all'insegna della vera legalità e dell'assoluta trasparenza. Il resto son solo parole e rancori personali che, personalmente mi turbano relativamente, ma che sicuramente non contribuiscono ad aiutare la Calabria a sentirsi parte integrante del contesto Nazionale.

domenica 27 settembre 2009

Le mie considerazioni sul coordinamento regionale del PdL

Apprendo dalla stampa i nomi dei componenti del parlamentino calabrese del PDL, per la cui costituzione non sono mai stata interpellata, nonostante la fiducia politica e personale da me costantemente riposta nei confronti del Coordinatore regionale, Giuseppe Scopelliti. Proprio a lui rammento che, fin dall’inizio dell’attuale legislatura, risulto iscritta al gruppo parlamentare del PDL alla Camera dei Deputati e che la mia attività è stata sempre svolta, anche se in piena autonomia, quale rappresentante dello stesso gruppo.
Una mia personale considerazione: nel mentre tra i componenti del Coordinamento regionale vi sono donne e uomini degnissimi di farne parte, registro la presenza di altri che nulla avrebbero a che fare in merito a decisioni che dovrebbero essere assunte per portare la nostra Calabria ad una svolta improntata soprattutto sull’etica e sulla morale.
Dopo aver ricevuto l’ennesimo ed immeritato “schiaffo”, comunico ufficialmente che da oggi mi riterrò libera di svolgere l’attività politica senza alcun vincolo di appartenenza, e con il solo intento di rispettare le istanze e le problematiche dei cittadini calabresi nonché i valori elencati nel manifesto dell’Associazione “Risveglio Ideale”, da me presieduta.

On. Angela Napoli

Roma, 25 settembre 2009