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giovedì 7 febbraio 2008

LA CALABRIA NON NE PUO' PIU'

La Calabria non può più continuare ad essere sbattuta quotidianamente sulle cronache nazionali quale simbolo di un sistema perverso politico-affaristico-mafioso, intessuto di preoccupanti trasversalismi che da una parte incrementano gli interessi della ‘ndrangheta e dall’altra fanno crescere le lobby dei politici che usano la carica elettiva solo per accrescere il personale potere.
E’ del mese di dicembre dello scorso anno la preoccupante rivelazione del sostituto procuratore Le Donne in Commissione Nazionale Antimafia, in base alla quale “la ricchezza in Calabria si concentra soprattutto su tre o quattro società domiciliate presso un unico indirizzo della città (Cosenza!)”. Centinaia di milioni di euro finiti nelle mani di pochissimi uomini; milioni di euro dei quali a tutt’oggi non è dato conoscere la provenienza, sia essa legale o criminale. Subito dopo tale rivelazione sui giornali calabresi è apparso l’ipotetico nome dell’imprenditore Antonino Gatto, quale titolare di una delle “fortunate” società.
E’, invece, di ieri il nuovo intervento giudiziario nei confronti del Governatore calabrese Agazio Loiero, coinvolto nell’inchiesta “Why Not”, con l’accusa di corruzione semplice e corruzione elettorale. Il filone d’inchiesta è quello relativo ad un presunto finanziamento di 100.000 euro, che sarebbero stati versati da società riconducibili ad Antonio Saladino (principale indiziato nell’inchiesta in questione) e dall’imprenditore Antonino Gatto, in occasione della campagna elettorale delle regionali del 2005. “Tutti contributi elettorali rendicontati”, si è affrettato a comunicare il portavoce del Presidente Loiero e, come tali, non porterebbero ad alcuna responsabilità penale. Il portavoce di Loiero non ha però fatto alcun riferimento alla seconda parte dell’accusa che ha colpito il Presidente calabrese, in base alla quale l’erogazione economica elettorale da parte di Saladino e Gatto sarebbe stata supportata da “un ulteriore impegno da parte del Saladino….nell’ assumere in attività lavorative, in società da lui controllate, soggetti segnalati dall’on. Loiero una volta questi eletto, in quanto suoi elettori o comunque dallo stesso voluti”. In cambio dell’erogazione elettorale e delle assunzioni, sempre secondo l’accusa, “l’on. Loiero si obbligava a favorire il dott. Saladino ed il Gatto, nonché le società ad essi riconducibili attraverso erogazioni pubbliche”.
La verifica dell’effettivo “scambio elettorale e di favoreggiamento” è ora al vaglio degli inquirenti. Non posso però esimermi dal ricordare una mia lettera aperta, indirizzata a Presidente e Vice Presidente di Giunta ed al Presidente del Consiglio della Calabria, il 25 febbraio 2006 (quindi in tempi non sospetti), il cui contenuto era relativo alla denunzia di quanto avvenuto come conseguenza del comma 2, dell’articolo 29, della L.R. n.1/2006 e che, a mio avviso, non poteva essere esente da indagini di pertinenza della Magistratura inquirente. Quel citato comma 2, e del quale chiedevo l’immediata abrogazione, aveva portato a favorire alcune Società del settore della Grande Distribuzione, tutte riconducibili ad un “unico gruppo societario”, che, guarda caso, faceva capo ad Antonino Gatto. Mi appare inutile segnalare che, naturalmente, la mia lettera aperta non è stata degnata di alcuna risposta da parte dei destinatari, così come il “favoreggiamento” in questione è passato del tutto inosservato dall’attuale opposizione politica regionale.
Qualcuno mi ha considerata “untore” e, come tale, da “dare addosso”, quando il 5 settembre 2007 ho osato avviare un petizione popolare per chiedere lo scioglimento del Consiglio regionale calabrese e, conseguentemente, la caduta di Loiero. Eppure da allora la situazione di questa Regione è notevolmente peggiorata. Il Governatore ha rinnovato e successivamente rimpastato la Giunta Regionale, nominando persino suo Vice un non eletto e riuscendo a diventare il “padrone politico assoluto” della Calabria.
Non è apparso sufficiente al Governatore Loiero assistere alla proclamazione ufficiale dello stato di emergenza sanitaria per una Regione nella quale lo stato emergenziale era già riscontrabile in ogni altro settore. Non è apparso sufficiente l’arresto di un consigliere regionale, il quale, insieme ad un altro consigliere regionale condannato e sospeso con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha contribuito a supportare elettoralmente l’attuale maggioranza politica regionale. Non è apparso neppure sufficiente al Governatore Loiero ritrovarsi penultimo per consenso tra i suoi colleghi italiani. Né sembra aver intaccato la sicurezza di Loiero il siluramento della Stazione Regionale Unica Appaltante, decretato tra gli ultimi atti del Governo, presieduto dal suo amico Prodi.
Men che meno, infine, quanto accaduto nella giornata di ieri: Loiero prosegue! Non ha importanza alcuna la dichiarata “paralisi amministrativa”, tanto quella è vigente fin dal giorno del delitto Fortugno! Né ha senso alcuno il richiamo all’eticità e alla moralità.
Fino a quando? Fino a quando la Calabria dovrà assistere alla guerra fredda in atto tra logge massoniche deviate?
On. Angela Napoli

Taurianova, 07 febbraio 2008