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domenica 7 dicembre 2014

'Ndrangheta? La Calabria è malata nelle fondamenta della politica

Angela Napoli a WebOggi: 'Ndrangheta? La Calabria è malata nelle fondamenta della politica 

Gaetano Romani

In qualsiasi altro paese europeo, la signora Angela Napoli sarebbe diventata un’icona di quelle che reclamano trasparenza, ordine, legalità e decoro. L’onorevole Napoli nella sua attività politica ha caratterizzato la sua presenza nel segno del contrasto alla ‘ndrangheta, il grande male che deturpa quotidianamente la sua Calabria. Vive da anni sotto scorta ma questo non le ha impedito di continuare a ribadire il suo "no" al malaffare ed alla corruzione che imperversa su questa regione. Dopo le recenti e gravissime minacce nei confronti dei pm Bruni e Lombardo, abbiamo deciso di farci dire la sua in qualità di consulente della commissione parlamentare antimafia, per cercare di chiarire le responsabilità della politica. Attraverso questa intervista, che abbiamo deciso di proporre in due parti vista la quantità dei temi trattati si andrà senza troppi giri di parole a quello che è il vero "tumore" che affligge questa regione, i rapporti tra politica, massoneria ed imprenditori.

Le cosche della 'ndrangheta avrebbero progettato un attentato nei confronti del Pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni. Recentemente il magistrato si è occupato delle procedure per l'applicazione del regime detentivo del 41 bis nei confronti dei maggiori boss calabresi. Un altro grave atto intimidatorio è stato rivolto contro il pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, attraverso una telefonata di minacce fatta nelle scorse settimane al centralino della guardia di finanza, nella quale si parlava di "200 chili di tritolo pronti per un attentato". Per entrambi tante belle parole da parte della politica, ma in concreto si fa poco o nulla? 
"La Calabria sta attraversando un periodo molto difficile e queste gravi intimidazioni ne sono la prova. Queste minacce non arrivano a caso, ma hanno lo scopo preciso di "deviare" inchieste molto importanti legate a quella che un tempo veniva definita zona “grigia” o zona dei “colletti bianchi”. Entrambe i magistrati stanno lavorando su atti molto pericolosi dove sono coinvolti personaggi “elevati”. Il magistrato Bruni è legato ad inchieste nel cosentino e nel crotonese, mentre il magistrato Lombardo, oltre ad inchieste legate ai connubi tra ‘ndrangheta, politica ed imprenditoria di Reggio Calabria, sta trattando quella di “Matacena – Scajola”, che non è di poco conto. Addirittura l'atto intimidatorio legato al pm Lombardo potrebbe provenire da ambienti interni alla procura di Reggio Calabria, non nuova a queste cose. Non dimentichiamo che nel tempo sono state trovate microspie messe accanto gli uffici del procuratore Gratteri. E’ una situazione molto pesante, ed a questo proposito devo dire che il mondo politico del rinnovamento, della legalità e dell’antimafia serve solo a fare tante chiacchiere e belle parole, ma poi di fatto non serve a nulla. So che queste parole sono molto pesanti, ma purtroppo sono vere, inoltre mi aspettavo che alle ultime elezioni regionali finalmente il mondo politico si facesse un esame di coscienza e dimostrasse responsabilità con le candidature, così non è stato, perché si va sempre alla ricerca del consenso quantitativo elettorale e non qualitativo e questo non porta da nessuna parte. Non si è voluto capire che il mondo politico continua a delegare la “pulizia” alla magistratura e questa è una totale mancanza di responsabilità, inoltre così facendo si tendono ad isolare i magistrati che diventano titolari di determinate inchieste. Non c'è unita d’intenti, cosa indispensabile per sconfiggere tutte le collusioni ed i rapporti con le varie organizzazioni criminali, si dovrebbe lavorare insieme per l'unico fine della giustizia, ma in realtà non è così”. 
La recente sentenza del processo “Alta tensione 2" ha confermato il "sistema" di corruzione e favoreggiamento che esiste in Calabria, 12 anni di reclusione a Giuseppe Plutino, (ex consigliere e assessore all’Ambiente del Comune di Reggio Calabria) accusato di aver favorito la famiglia Condemi, con precedenti per associazione mafiosa. "Alta tensione 2" ha inoltre fatto luce anche su una tentata estorsione ai danni del consigliere regionale Giovanni Nucera, il quale a sua volta risulta indagato per corruzione elettorale. Inoltre non dimentichiamo che i calabresi arrivano dall'esperienza di Scopelliti col "modello Reggio", soprattutto alla luce delle vicende giudiziarie che lo hanno contraddistinto in negativo. Alla luce di queste notizie politicamente questa terra è marcia dalle fondamenta?
“Queste notizie evidenziano uno scenario politico folle, come è una follia quanto leggo da ieri sulla stampa in merito a delle dichiarazioni rilasciate sia dall’ex sindaco del comune sciolto per mafia, nonché ex assessore regionale, Arena, sia dall’ex deputato Nucera, i quali accomunano l’azione di Reggio Calabria con il recente terremoto di "Roma Mafia Capitale" (Recente terremoto giudiziario che ha colpito Roma con un giro legato a mafia e appalti, dove sono coinvolti importanti politici, attualmente accusati di associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata - ndr). Fermo restando che la situazione di "Roma Mafia Capitale" è esplosiva, però pretendere lo scioglimento del consiglio comunale di Roma accomunandolo allo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria significa davvero essere fuori da qualsiasi logica di correttezza. Purtroppo Scopelliti sbagliava terribilmente quando affermava che Reggio Calabria veniva attaccata in modo indiscriminato, non possiamo dimenticare la condanna dell’ex assessore Plutino, le dimissioni l’ex assessore Tuccio, non possiamo dimenticare i tanti arresti, quello di Suraci per esempio, per non parlare poi delle partecipate, sia la Leonia che la Multiservice, avevano le “mani in pasta”. La cosa incredibile che in quel periodo Scopelliti attaccava tutti, infatti fui “colpita” anche io, all’epoca rinunciai di candidarmi a sindaco di Reggio Calabria perché secondo me il voto in quella città non era libero. Scopelliti ed i personaggi che lo contornavano mi attaccarono per settimane anche sulla stampa, dissero che avrei dovuto chiedere scusa perché avevo mortificato la città di Reggio Calabria. Poi i fatti hanno accertato chi ha veramente mortificato questa Regione, inoltre nello stesso periodo ci fu l’attacco ai giornalisti, i quali avevano la colpa di aver riportato le notizie degli arresti, delle inchieste, fino alla rovinosa caduta del tanto decantato “modello Reggio”, purtroppo per noi oltre ad essere brutte quelle notizie erano reali. Bisognava assumersi le proprie responsabilità, perché chi aveva avuto le redini dell’amministrazione di quella città, ne aveva sfruttato per interessi personali ed interessi legati alla fidelizzazione della ‘ndrangheta. Nelle inchieste sono emersi anche rapporti di parenti dei parenti di Scopelliti con questo sistema di malaffare, questa è la triste realtà emersa, questi sono fatti inequivocabili. Secondo me i giornalisti con lui sono stati fin troppo teneri, Scopelliti si è ostinato a non voler prendere atto dei fatti stessi e a non aver quella responsabilità necessaria che una  persona che amministra il bene pubblico deve avere. Questa è una terra malata che va curata”. 
Nel Gennaio 2013 riceve delle minacce di morte, "giustamente" dopo appena tre mesi le viene revocata la scorta. Lo Stato era forse complice di certi meccanismi?
“In tutta questa vicenda è “passato” un messaggio molto negativo. Il tentativo che c’è stato di sottrarmi la scorta non faceva altro che portare a compimento un disegno che accomunava in quel momento sia la ‘ndrangheta che alcuni ambienti politici in particolare quelli del mio ex partito di appartenenza, in sostanza volevano "farmi fuori" ed isolarmi nel peggiore dei modi. E’ chiaro che togliendomi la scorta i miei movimenti sarebbero stati impossibili da fare, gli ambienti politici si tenevano "per mano" con gli ambienti malavitosi. Ricordo inoltre che in precedenza avevo ricevuto due lettere dal collaboratore di giustizia Gerardo D’Urso di Vibo Valentia nelle quali, con nomi e cognomi, mi diceva di aver saputo dal boss della ‘ndrangheta reggina e dagli ambienti delle carceri che le cosche di Rosarno avevano ricevuto l’ordine di un politico della mia stessa coalizione di farmi fuori perché davo fastidio. D'Urso è stato considerato sempre estremamente attendibile tra i magistrati e purtroppo di recente è morto in circostanze poco chiare. All’epoca presentai regolare denuncia e c’era il procuratore Giuseppe Pignatone a Reggio Calabria, purtroppo però su questa vicenda non fu fatta chiarezza, gli accertamenti non portarono a nulla, il nome del politico non si venne mai a sapere. Indubbiamente in quel periodo ero sicuramente l'ultima persona a cui revocare la scorta. Purtroppo quando si rischia di intaccare qualche personaggio politico tutto si deve "chiudere" ed automaticamente si porta all'isolamento di chi porta avanti determinate battaglie, secondo me non si volle andare a fondo. Per fortuna questa vicenda si è poi conclusa in modo positivo, perché la scorta mi fu riassegnata pochi giorni dopo".
Cosa significa essere Angela Napoli in una terra come la Calabria e se tornasse indietro rifarebbe questa scelta di vita?
"Nonostante tutto non ho nessun rimpianto e non penso a "chi me l'ha fatto fare". Continuo ad essere orgogliosa di quello che ho fatto e che faccio perché posso camminare a testa alta. Rimane in me il motivo per cui mi sono incamminata nella direzione della legalità, che è quello di cercare di abbattere questo sistema di collusione, corruzione e malaffare perché amo questa Calabria quindi vorrei che la gente fosse libera. Io non sono libera di camminare perché ho la scorta, ma mi rendo conto che la gente di Calabria non è libera perché vive in questo sistema dove non c'è liberà, non c'è meritocrazia, i calabresi non sono liberi di vedersi garantiti i propri diritti. Da quando sono diventata consigliere comunale di Taurianova (che è stato il primo comune sciolto per infiltrazione mafiosa ed è stato sciolto per la terza volta sempre per questo motivo, infatti tutt'oggi è con una commissione straordinaria), ho deciso di portare avanti determinati ideali, inoltre le mie sono battaglie sempre attuali e nascono dalla volontà di combattere il sistema che accomuna la 'ndrangheta, la politica, il mondo imprenditoriale e la massoneria".

Domani la seconda parte dell’intervista all’Onorevole Angela Napoli. Dirà la sua sull’ascesa del “sottobosco malavitoso” che sta vivendo la città di Catanzaro.


martedì 2 luglio 2013

La Calabria non interessa a nessuno





Di Angela Napoli | il 2 luglio 2013 
Questa volta intendo scrivere qualcosa che possa anche suscitare un dibattito.
Dobbiamo prendere atto che a tutti i Partiti politici presenti in Parlamento interessi poco o nulla il Mezzogiorno d’Italia ed, in particolare, la Calabria. È vero che questa Regione conta poco elettoralmente e non sono quindi i suoi elettori a determinare il risultato politico nazionale, ma è altrettanto vero che le varie Amministrazioni regionali calabresi, alternatesi nel tempo, sono solo riuscite a farla sprofondare nell’emergenza e nei conseguenti commissariamenti, che hanno finito con far allontanare l’attenzione dovuta da parte dei Governi e dei Partiti nazionali. In tutto ciò anche la ‘ndrangheta ha le sue buone responsabilità, se pur la pervasività e la potenzialità della stessa a molti amministratori è servita anche da “alibi”.
In tale contesto si parla della necessità di riforma della legge elettorale. Tutti i Partiti ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, ma oggi stanno purtroppo dimostrando che rimane utile tenere assecondati i parlamentari ai propri capi politici, i quali possono “imperare” a proprio piacimento.
Allora prima della legge elettorale credo vadano riformati i Partiti politici, i quali pur essendo stati allertati, prima dal Governo tecnico, poi dal consenso ottenuto dal M5S e dall’elevato astensionismo, oggi sembrano solo desiderosi di mantenere il potere per il potere, senza pensare quanto accade al loro interno e che, a mio avviso, non fa altro che continuare ad allontanare l’elettorato dalla politica.
Lo stesso M5S che aveva ottenuto un inatteso risultato, si è rivelato un movimento patronale ed è ormai in stato emorragico interno ed esterno.
Il PD, anzichè pensare di accelerare il proprio congresso nazionale al fine di unire le variegate frange interne, continua a governare supportando i “desiderata” di Berlusconi. Quest’ultimo intende rilanciare la nuova FI, con a capo la Santanchè (sulla quale è preferibile tacere!), sostenendo, però, di voler sempre essere “il numero uno” del PDL, Partito di coalizione nel quale dovrebbero entrare, oltre naturalmente la nuova FI, anche i nuovi Partiti costituenti di destra, FdI compreso. Alla faccia del rinnovamento!
Accanto a ciò ogni giorno assistiamo alla nascita di Movimenti, con i più disparati nomi e fini, ma sicuramente presenti con i propri simboli nelle prossime campagne elettorali. Pensare che in Calabria è nato il movimento “Liberi di ricominciare” con l’unico scopo di impedire l’applicazione della legge sullo scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazione mafiosa!
Senza sottovalutare i Partiti dei Presidenti (Governatori!) che non sono stati bloccati in tempo e che hanno finito col far perdere consensi ai rispettivi Partiti di coalizione ed hanno portato ad inaccettabili situazioni, quale quella esistente in Calabria, dove le liste del Presidente Scopelliti hanno persino i propri eletti in Regione e lo stesso Presidente (peraltro plurinquisito!) mantiene anche l’incarico di coordinatore regionale del PDL. Cosa accadrà con la nascita della nuova FI?
Cosa accadrà dopo il Governo nazionale di coalizione nella prossima campagna elettorale, al di là della legge con la quale gli elettori verranno chiamati? Cosa dirà il PD del PDL e viceversa?
Come si vede senza una vera riforma dei Partiti politici non so come si potrebbe applicare quella delle legge elettorale!
E allora alla Politica si dovrebbe chiedere solo quella responsabilità che fino ad oggi non ha saputo evidenziare.

domenica 19 maggio 2013

Angela Napoli, già parlamentare: “Le mie lotte alla ‘ndrangheta, la speranza che il Paese possa cambiare”





http://www.italiapost.info/48290-angela-napoli-gia-parlamentare-vi-racconto-le-mie-lotte-alla-ndrangheta-e-la-speranza-che-il-paese-possa-cambiare/

NapoliAngelaAngela Napoli non è più parlamentare della Repubblica: ma continuerà, nonostante questo, ad avere la scorta: la sua è una battaglia di libertà, vinta dopo mesi.
“E’ stato bellissimo quand’ho ricevuto la conferma del ministro dell’Interno Angelino Alfano” – mi dice. Ho scelto d’intervistarla proprio per questa storia molto particolare: lei, nata 57 anni fa e calabrese doc, deteneva la scorta perché minacciata dalla ‘ndrangheta dopo battaglie non solo di circostanza; ma quando, dopo l’ultima tornata elettorale, non riesce a essere rieletta, ecco che la scorta le viene automaticamente tolta.
“Ricevo minacce da sempre, e questo è ufficiale soprattutto da quando – durante l’inchiesta Purgatorio – furono trovate delle intercettazioni con la frase inequivocabile ‘stiamo vedendo come toglierla di mezzo’ ” – mi racconta.
Tre mesi dopo viene riconosciuto ad Angela Napoli, dunque, il diritto ad avere la scorta nonostante non sia più deputato. Lei, che dal PDL aveva poi migrato nelle file di Futuro e Libertà, per poi tornare nuovamente sui propri passi e finire l’ultima legislatura nel gruppo misto, ci spiega: “I Mancuso, clan di spicco della ‘ndrangheta vibonese, non m’hanno mai perdonato un’interrogazione parlamentare con la quale, di fatto, la sottoscritta riuscì ad accendere i riflettori su delle questioni che nessuno, fino a quel momento, aveva mai trattato”.
Fra l’altro non dev’essere bellissimo vivere con la scorta…- Non sei libero. Non vivi da persona libera. Ma io ne ho bisogno per la mia sicurezza.
La storia dei singoli parlamentari, o nel suo caso ex parlamentari, non viene mai raccontata. La sua, per esempio, è una storia edificante: combatte la ‘ndrangheta da sempre…
- Le mie battaglie partono da lontano. Sono stata consigliere comunale nel primo Comune sciolto per mafia in tutta la storia: Tauria Nova. E poi ho messo in luce, sempre quando facevo politica locale, Platì – paese sotterraneo passato poi agli onori della cronaca grazie anche al mio intervento. Prima dell’esperienza parlamentare, nella Commissione Nazionale Antimafia.
angela_napoli_newE’ soddisfatta dei risultati raggiunti finora?
- Molto. Tutte le mie denunce finora sono state ascoltate, perché tutte fondate su fatti concreti. E, in più, sono punto di riferimento per tanti testimoni di giustizia.
Non dev’essere facile fare politica, quando si ha in testa di combattere la ‘ndrangheta…
- No. Nient’affatto. Sa direttore, in politica si parla spesso di legalità… ma la quantità di parole spese supera di gran lunga la qualità delle azioni svolte. No, non è facile far politica quando incontri anche nella tua stessa coalizione chi ti mette i bastoni tra le ruote. Non è facile quando ti dicono che… che le lotte contro la mafia non portano consenso, anzi lo fanno perdere, in termini elettorali.
E’ un fenomeno difficilissimo da sconfiggere, bisognerebbe stare tutti uniti anziché dividersi.
- E’ un fenomeno che dipende da due fattori: da un lato le condizioni economiche, che al sud continuano a essere disagiate, e che quindi permettono a queste persone di avere molto potere nei confronti di chi è disoccupato, in difficoltà; dall’altro lato è una questione culturale, una mentalità da sradicare il prima possibile.
Analisi perfetta, direi, di un fenomeno che ormai ha conquistato anche il nord.
- La mafia è un’industria. La ‘ndrangheta è un’azienda con sede in Calabria, che poi fa riciclaggio nelle regioni dove gira il denaro. Ecco perché giunge in Lombardia, e a Milano.
angela-napoli-pdl-okLei è impegnata, dunque, in questo, e non ha mai perso la speranza…
- Guai se venisse meno la speranza. Nulla cambia se lo sconforto prevale. La speranza mi viene ogni giorno rinfocolata dal vedere tanti cittadini onesti, e dal pensare che – in fondo – basterebbe poco affinché tutti divenissero come loro.
A parte alcuni casi oggettivamente impegnati, come lei, pensa che la politica possa fare di più?
- Assolutamente sì. La politica dovrebbe partire, innanzitutto, dal combattere il fenomeno mafioso senza nessuna divisione di parte. Tutti uniti, riusciremmo a fare delle cose gigantesche.
Le piacciono le prime misure del governo Letta?
- Sono solo le prime, Direttore. Bisogna vedere se le speranze iniziali porteranno a dei risultati concreti. Capisco le difficoltà date dalla disomogeneità degli schieramenti, capisco il solito argomento della magistratura e Berlusconi, spero che Letta non faccia solo misure di facciata.
Che cosa dice ai nostri lettori più giovani?

lunedì 22 aprile 2013

RISVEGLIAMO LE COSCIENZE E LIBERIAMO LA NOSTRA TERRA



art. da Calabria Ora del 22 aprile 2013































l'On. ANGELA NAPOLI 
presenta la la sua associazione RISVEGLIO IDEALE 
a VIBO

RISVEGLIAMO LE COSCIENZE E LIBERIAMO LA NOSTRA TERRA
La sfida di Angela Napoli e l'impegno per bonificare la politica

lunedì 8 aprile 2013

RESPONSABILITA' DELLA SITUAZIONE DI "STALLO" IN CUI SI TROVA L'ITALIA


Nel novembre 2011 il sessantunesimo Governo della Repubblica Italiana, guidato da Mario Monti, nacque sulle rovine di una classe politica, compresa quella della quale facevo parte, incapace di trovare unità d'intenti per far fronte alla drammatica situazione di crisi che attraversava l'Italia.

A mio modesto parere il Presidente della Repubblica già allora avrebbe dovuto sciogliere le Camere e far svolgere le elezioni politiche.

Ritenendo comunque potesse essere finito quel bipolarismo politico muscolare che tanto male aveva fatto al Paese, PD, PDL e Terzo Polo fecero quadrato attorno al Governo Monti per cercare di attuare provvedimenti, sicuramente necessari, ma assolutamente impopolari per la Politica, il cui mondo anziché prepararsi per il "dopo Monti", lavorò solo per far spazio all'antipolitica, in grado solo di protestare!

I Partiti politici affrontarono così la tornata elettorale facendo finta di puntare sul "rinnovamento", dopodiché si preoccuparono solo di "sedere" in Parlamento senza riuscire con volontà e responsabilità ad individuare un Governo capace di far uscire l'Italia dalla situazione di "stallo" in cui è stata fatta calare!

PD e PDL, spaccati al loro interno, pensano solo a mostrare all'opinione pubblica le loro "fantomatiche" ragioni! Casini, dopo aver di fatto abbandonato l'UDC, prende le distanze da Monti. Maroni mostra con orgoglio i diamanti di Belsito acquistati con i nostri soldi. Il M5S, non avendo la più pallida idea di cosa significhi governare un Paese, pensa solo alla protesta che diventa fine a se stessa.

Mi spiace, ma personalmente ritengo che in questa situazione di "stallo" ci sia anche una parte di responsabilità del Presidente della Repubblica, il quale pur prendendo atto della irresponsabilità dei Partiti e dei Movimenti presenti in Parlamento, ha deciso di nominare dieci c.d. "saggi" con l'unico compito di prendere tempo per arrivare al 18 aprile, data prevista per l'inizio delle votazioni del nuovo Presidente.

Nel frattempo siamo costretti a registrare a fronte dell'aumento della disoccupazione e dell'emergenza in tutti i settori!

lunedì 9 agosto 2010

La Garnero abbia il pudore di tacere


Non ho parole: una come Daniela Garnero, un tempo coniugata Santanchè, femminista d’avanguardia, plurigraziata dagli uomini, si permette di chiedere le dimissioni del Presidente Fini, terza carica dello Stato.
Dovrebbe avere il pudore di tacere! Ogni provocazione ha un limite!
Anziché chiedere a Fini di dare spiegazioni ulteriori agli Italiani, che abbia il coraggio di fornire lei adeguate motivazioni, ad iniziare dal perché, quando è stata omaggiata dal partito “La Destra”, era la prima a sentirsi distante da Berlusconi.
Dovrebbe spiegare agli Italiani il perché sia riuscita ad ottenere la nomina di Sottosegretario di Stato e quali siano state le sue funzioni espletate fino ad oggi con tale incarico!
Dovrebbe dire qualcosa di vero sulla villa di Arcore e sugli appartamenti di Bertolaso e di Scajola.
Dovrebbe spiegare agli Italiani chi le ha suggerito di sostenere che le intercettazioni predisposte dai Magistrati “violano la privacy” dei capi di Cosa Nostra.
La politica non è avanspettacolo!

Angela Napoli

da http://www.generazioneitalia.it

martedì 20 luglio 2010

A quando l'abbattimento della "cappa grigia" in Calabria?

In Calabria non è necessario attendere l’approvazione della c.d. “legge bavaglio”, giacché ‘ndrangheta, massoneria deviata e poteri forti dettano legge, che puntualmente viene applicata!
Magistrati, giornalisti, politici minacciati! E chi di questi tocca “i fili”, è destinato, per un verso o per un altro, a cambiare “rotta” o ad abbandonare il “campo”.
Magistrati, politici e Commissione parlamentare antimafia, fin da prima delle ultime elezioni regionali, hanno detto che la ‘ndrangheta è solita votare e far votare; di fatto l’organizzazione criminale ha votato e fatto votare ed ha eletto i suoi rappresentanti in Calabria, in Lombardia, in Liguria ed ha chiesto consensi persino all’estero. Le varie inchieste e le ordinanze di custodia cautelare rivolte ad uomini della ‘ndrangheta, suggellano tutto ciò. E, personalmente , non ho mai ritenuto scandaloso che i cittadini venissero messi a conoscenza dei nomi dei responsabili, pur con il rispetto delle dovute garanzie.
In Calabria, per quanto encomiabili i risultati fin qui conseguiti, non appare più sufficiente continuare ad abbattere la sola area nera della ‘ndrangheta, occorre iniziare ad incidere sull’area grigia e punire coloro che concretamente si avvalgono del consenso elettorale mafioso. D’altra parte più volte la Magistratura calabrese ha evidenziato l’esistenza di filoni d’indagine in atto che investono l’area mafia – politica. A quando l’abbattimento di questa cappa sotto la quale tutto è consentito?

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Palermo, 20 luglio 2010

lunedì 5 ottobre 2009

L'incontro di Risveglio Ideale ad Amantea

Il 4 ottobre 2009 si è tenuto, presso l’Hotel “La Tonnara” di Amantea, un incontro di iscritti e simpatizzanti dell’Associazione politico-culturale “Risveglio Ideale”, presieduta dall’on. Angela Napoli, per trattare la situazione drammatica sul piano socio-economico in cui si dibatte la Calabria e l’assenza di una politica regionale capace di dare risposte esaustive alle tante problematiche esistenti sul territorio.
Al tavolo della Presidenza anche il prof. Michele Sapia e il consigliere comunale del PDL di Cosenza, avv. Fabrizio Falvo.
Introducendo i lavori l’on. Napoli ha inteso subito polemizzare con il Governo regionale, che non ha ancora messo in atto un’adeguata politica sanitaria ed anche con il Governo nazionale che, nonostante le numerose sollecitazioni, non ha ancora proceduto al commissariamento della sanità in Calabria, pur in presenza di gravi episodi di malasanità ed essendo stata evidenziata una enorme voragine di debiti che si assommano a quelli già accumulati dalle precedenti Giunte regionali.
L’on. Napoli ha poi illustrato, tra l’altro, la situazione disastrosa dell’ambiente in cui vive la Calabria: Crotone è in ginocchio a causa della notevole quantità di materiale tossico utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e privati con la compiacenza delle Amministrazioni e su questa problematica la Napoli ha ricordato di aver inviato, lo scorso anno, un adeguato dossier al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Berlusconi, chiedendo provvedimenti urgenti di bonifica; ha, altresì, evidenziato il problema dell’affondamento delle navi dei veleni, che, oltre alla preoccupante situazione sanitaria, sta mettendo a dura prova la vita quotidiana di tanti lavoratori del settore della pesca e del comparto turismo.
L’on. Napoli ha criticato il Coordinatore regionale del PDL, Giuseppe Scopelliti, per la formazione del nuovo coordinamento regionale, dove, accanto a componenti di indubbia moralità, sono stati inseriti personaggi che poco hanno da dire sulla questione etica e morale. Ha, ancora, lamentato di non essere stata mai interpellata sulla composizione del coordinamento in questione, pur essendo una parlamentare di pluriennale esperienza politica.
Per l’on. Napoli il Governo nazionale, di concerto con le rappresentanze regionali, dovrebbe promuovere un’azione di controllo sull’andamento dei lavori infrastrutturali, Autostrada SA-RC e S.S. 106, finanziare l’elettrificazione e il raddoppio della linea ferroviaria ionica, l’alta velocità sulla linea tirrenica.Avviare con urgenza le procedure di bonifica del territorio crotonese. Creare una task-force per predisporre un piano di interventi necessari alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Aiutare con tassazioni agevolate il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole e medie industrie, vera forza trainante dell’economia calabrese. Sollecitare le Banche ad aiutare le aziende in crisi con la concessione di mutui con tassi d’interesse non esosi rispetto a quelli praticati al Nord.
L’on. Napoli ha, infine, chiesto ad iscritti e simpatizzanti di Risveglio Ideale, un contributo di idee e di progetti per il proseguo dell’attività, anche per il sicuro impegno nei prossimi appuntamenti elettorali.
Numerosi gli interventi durante la fase del dibattito, nel corso dei quali non sono mancati gli inviti all’on. Napoli a scendere in campo nelle prossime elezioni regionali, come candidata alla Presidenza, in quanto punto di riferimento per tanta gente anche di ideologia politica opposta, che chiede un rinnovamento della classe politica e dirigenziale, non solo in senso anagrafico, ma principalmente in ottemperanza alla logica della meritocrazia e del rispetto della legalità, della trasparenza, dell’etica e della moralità.
Non va sottaciuta la problematica che durante il dibattito è emersa relativamente ai tagli operati nel mondo della scuola calabrese, che hanno convertito in disoccupati numerosi precari, dopo tanti anni di occupazione. Così come è stato ricordato l’elevato numero di precari del settore pubblico regionale, che pone automaticamente in condizioni di sudditanza e favorisce la posizione elettorale “poltronistica” di tanti politici mediocri ed arroganti.
A breve termine verrà costituita la struttura e l’intera organizzazione dell’Associazione “Risveglio Ideale” sul territorio calabrese.

Ufficio Stampa Associazione “Risveglio Ideale”

mercoledì 26 agosto 2009

L'articolo di Amantea.net sull'incontro di Soverato (CZ)

Grazie Angela Napoli. Grazie per aver partecipato l’incontro di Soverato. Senza di te non sarebbe stato lo stesso. Grazie per affermare sempre il tuo essere libera anche partecipando ad incontri nei quali non si può non essere critici verso certi politici di tutte le parti politiche. Grazie per continuare a fare il netto distinguo tra partiti e partitocrazia, da idealismo ed opportunismo. Grazie perchècontinui a “salvare” i partiti ("I partiti politici, in cui io credo ancora, devono reagire”) pur essendo fortemente critica verso chi li usa, se non li occupa. Grazie per essere contemporaneamente critica (“Come negli ultimi cinque anni ho criticato l’amministrazione di centrosinistra, ho anche detto che questa regione non ha certamente avuto un’opposizione degna di questo nome) ma anche onesta e leale, riconoscendo i limiti del centrodestra (molto grandi se mi permetti).
Grazie per quelle verità terribili che continui a proclamare con la forza della dignità e senza l’arroganza e la prosopopea del potere (L’opposizione ha creato un trasversalismo di comodo, di potere e di opportunismo, che ha consentito l’incancrenirsi di situazioni oramai divenute emergenziali. “Non c’è settore della nostra vita calabrese nel quale non si debba parlare di stato emergenziale. Grazie, infine, per la constatazione che (In Calabria c’èuna collusione nella pubblica amministrazione che deve veramente preoccupare e far risvegliare un senso di responsabilità I partiti politici, in cui io credo ancora, devono reagire”. Ed è questa l’unica nota stonata che mi sembra di dover sottolineare. Sei davvero sicura che la classe politica sia così libera da voler reagire? Esiste ancora l’idealità nei nostri partiti o essi sono la casa nella quale abitano i “trasversalisti di comodo, di potere e di opportunismo”. Esiste davvero la voglia di riscatto della società calabrese e quando questa dovesse emergere sei sicura che le “forze” che finora hanno mantenuto la Calabria dove è non interverranno massicciamente per fermare il tutto? Quanta gente che voleva cambiare è stata mandata via ( anche con il promoveatur ut amoveatur).
Quanti scandali hai denunciato senza essere riuscita a far cambiare una società che ha nell’animo la giustizia e nelle mani il compromesso? Ti sembra logico che l’assessore ai lavori pubblici della Calabria dica che “con l’aiuto di Dio la Salerno Reggio Calabria sarà finita entro il 2020?” Cioè quando sarà già vecchia! Ti sembra possibile che il Tirreno cosentino (quasi 40 comuni, oltre 130 mila abitanti che d’estate si triplicano) possa continuare ad usare una statale come la 18 che non ha sufficienti ed idonee bretelle con l’interno e l’autostrada? Ti sembra possibile che la Procura di Paola debba sequestrare decine di impianti di depurazione? Ti sembra affrontato seriamente il gravissimo problema del mare? Quale turismo avremo con un mare “verde” ? Forse davvero occorre mettere insieme (tutti) gli uomini onesti e di buona volontà per cambiare un destino(quello della Calabria) che sembra già orribilmente scritto!

Giuseppe Marchese

giovedì 11 ottobre 2007

"Avocazione allo Stato dei profitti politici illegittimi": proposta di Legge dell'On. Angela Napoli.

Relazione sintetica sulla proposta di legge:

Onorevoli Colleghi! – una serie di episodi di malcostume, a volte purtroppo dimostratisi fondati, a volte gonfiati da speculazioni di parte, hanno turbato e turbano la pubblica opinione.
Il giudizio che consegue all’insorgere di ogni nuovo episodio scandalistico finisce con l’estendersi, spesso ingiustamente, a tutta la classe politica dirigente, sminuendo la stima dei cittadini in chi li rappresenta e amministra, indebolendo nella loro coscienza la fiducia nelle libere Istituzioni, ponendo in dubbio la validità stessa del sistema giuridico – costituzionale che regola la vita del nostro Stato.
Allo scopo di rasserenare la pubblica opinione, di ristabilire nei cittadini la piena fiducia nei propri Amministratori, di colpire, laddove si rendesse necessario, gli eventuali responsabili di malcostume politico ed amministrativo, si ritiene di dover appagare la esigenza di chi è giustamente allarmato per il continuo ripetersi di scandali, presentando la proposta di legge in oggetto che, se approvata, potrà essere un mezzo idoneo ad indagare ed accertare eventuali illeciti. In tal modo, l’individuazione di colpe e responsabilità di singoli farà convinti anche di quanto possa essere ingiusto, oltreché inopportuno, un giudizio sommario e superficiale di condanna morale nei confronti di tanti che con nobiltà di intenti e con rettitudine di agire, pur se con risultati a volte non soddisfacenti, hanno dedicato e dedicano la propria attività ed esperienza al servizio del Paese.
D’altra parte, come è noto, il ripetersi di episodi scandalistici e di malcostume ha determinato la necessità di procedere spesso con inchieste parlamentari all’accertamento di responsabilità; ciò è conferma che si è fatta più pressante nel Paese l’esigenza di indagini sempre più frequenti. Consegue da tale situazione la duplice opportunità di non trasformare il Parlamento in organo di inchieste, come si sta verificando, e l’altra di istituire , per l’accertamento di determinate responsabilità connesse ad attività politico – amministrative, un Organo proprio con la garanzia suprema della Magistratura, in pieno rispetto anche dell’articolo 102 della Costituzione.
Si ha motivo di ritenere che i pubblici amministratori e coloro che hanno ricoperto o ricoprono cariche politiche che non abbiano nulla da paventare da indagini sulle origini, sulla provenienza e sulla formazione del patrimonio proprio o familiare, lungi dall’opporsi la presente proposta di legge , ne vorranno favorire e facilitare l’approvazione offrendo così essi stessi la dimostrazione che la proposta di legge, oltre che scaturire dalla necessità di tranquillizzare la pubblica opinione, è spontaneo atto di chi intende offrire al pubblico giudizio il più ampio vaglio sul proprio operato.

giovedì 13 settembre 2007

Catanzaro, Angela Napoli (An): "Potenziare ufficio GIP DDA"

Da circa un anno la Distrettuale Antimafia di Catanzaro non ha un gip di riferimento per quanto attiene ai provvedimenti che riguardano il vibonese. Lo evidenzia, in una interrogazione al ministro della Giustizia, l'onorevole Angela Napoli, parlamentare di Alleanza Nazionale e membro della commissione antimafia. "I provvedimenti che vengono adottati dal magistrato di competenza - scrive la parlamentare - sono costretti ad attendere un gip di turno, con le conseguenze ben immaginabili. Peraltro, - sostiene - il contrasto alle cosche della 'ndrangheta vibonese, ha iniziato ad evidenziare le collusioni che insistono anche in quel territorio tra mafia, politica, imprenditoria e massoneria deviata e che, come tali, necessitano di essere colpite con celerita'. Le citate collusioni, gia' emerse nel processo di primo grado "Dinasty Affari di famiglia", - continua Napoli - che ha sancito l'esistenza della cosca mafiosa dei Mancuso di Limbadi, sono riuscite ad essere comprovate solo in parte, a causa della mancata testimonianza di accusa da parte di alcuni imprenditori finiti nel ricatto dei boss locali". Per la deputata di An "risultano del tutto insufficienti anche gli interventi che fino ad oggi sono stati attuati per i rifornimenti e le auto dei Magistrati della Dda di Catanzaro, le cui competenze abbracciano ben quattro delle cinque province calabresi". Napoli chiede pertanto al ministro "quali sono i tempi previsti per garantire l'effettiva attuazione degli impegni assunti per contrastare l'offensiva della 'ndrangheta; se non ritenga necessario ed urgente sollecitare l'aumento dell'organico dell'Ufficio GIP della Procura di Catanzaro, in modo che venga garantita una unita' di riferimento per i provvedimenti che riguardano il vibonese; quali interventi sono previsti per la Dda di Catanzaro nel pacchetto governativo di misure per contrastare l'offensiva della 'ndrangheta".