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martedì 11 agosto 2009

La malasanità in Calabria continua a mietere giovani vittime innocenti

A Cetraro è morta una bambina di soli otto anni dopo un ricovero di 24 ore in ospedale, a Cosenza continua a mancare la corrente elettrica da diversi giorni nell’ambulatorio di urologia del presidio sanitario e nel mentre il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, continua indomito a mantenere la delega regionale alla sanità, il Sottosegretario di Stato, Ferruccio Fazio, guerreggia con il ministro Sacconi per non commissariare, a differenza di altre regioni d’Italia, il settore della salute calabrese.
Non so con quale animo ci si possa associare al dolore dei familiari di questa nuova giovanissima vittima, dopo aver fatto patti con Roma e con la Conferenza Stato – Regioni solamente per poter continuare a gestire la sanità calabrese fino alla prossima competizione elettorale regionale.
Non so se si può continuare ad avere l’animo tranquillo di fronte alle numerosi morti impunite per malasanità in Calabria ed assistere inermi agli sprechi ed alle inefficienze di un settore che fa acqua da tutte le parti, mantenendo, peraltro, a dirigere personaggi “addomesticati”, come Petramala.
Non so se si può continuare a fare sonni tranquilli aggravando il già pesante bilancio regionale con l’assunzione di mutui per la costruzione di quattro nuovi presidi ospedalieri, sapendo di dover mettere al loro interno quello stesso personale sanitario, assunto, per lo più, con le tessere di partito in tasca, e privo di qualsiasi forma di controllo sulla relativa professionalità.
Ma davvero qualcuno in Calabria o anche a Roma, può immaginare che la popolazione debba continuare a vivere con tali soprusi? Fino a quando?

On. Angela Napoli

Taurianova, 11 agosto 2009

mercoledì 18 marzo 2009

La chiusura dell’Istituto “Papa Giovanni XXIII°“ di Serra d’Aiello: un’altra pagina nera per la Calabria

La chiusura dell’Istituto “Papa Giovanni XXIII°“ di Serra d’Aiello ha scritto un’altra pagina nera per la Calabria. A differenza di tanti non mi sento di stigmatizzare l’esecuzione dell’ordinanza emessa dalla Procura di Paola, ne la presenza del numero elevato di Forze dell’Ordine durante lo sgombero. Ma non posso non richiamare i vergognosi silenzi di tutti coloro che dietro questo Istituto hanno fatto le loro fortune finanziarie ed elettorali.
Anche l’amara conclusione di questo “fattaccio” è da ascriversi alle responsabilità delle varie Amministrazioni regionali, in particolare su quella attuale, le quali hanno gestito la sanità pubblica e privata solo per proprio tornaconto, e mai nell’interesse del cittadino , finendo col provocare il dissesto finanziario dell’intero settore, di fronte al quale non mi appare più comprensibile il motivo per cui il Governo nazionale si attardi sul dovuto commissariamento.
Di fronte alla gravità di questo scippo mi sarebbe piaciuto, innanzitutto, apprendere che don Alfredo, abituato a vivere nel lusso, avesse scelto un luogo da eremita ed in piena povertà, ed avesse restituito alla comunità quanto frodato sulla pelle dei poveri degenti.
Mi piacerebbe, inoltre, sapere perché la Regione Calabria non abbia “battuto ciglia” sulla situazione abbattutasi su degenti e lavoratori, lasciando decadere l’interessamento della società “Fiorile” e delegando automaticamente alle decisioni il dirigente dell’A.S.P di Cosenza, il quale, se non vado errata, ha alle spalle sentenze giudiziarie che non consentirebbero di occupare simili incarichi.
Credo andrebbe anche motivato il silenzio della Giunta regionale rispetto alla prospettiva di riconversione dell’Istituto Giovanni XXIII° avviata da un precedente assessore regionale alla salute, e che sicuramente avrebbe dato vita alla necessaria svolta per la ripresa del Centro di Serra d’Aiello. Quali e di chi gli interessi da salvaguardare?
La Magistratura paolana non potrà sicuramente ritenere chiusa la fase investigativa sull’intera vicenda: oltre ad individuare dove sono finiti ed in quali mani i fondi frodati negli anni, quali e di chi le responsabilità sui degenti scomparsi, credo che adesso occorra anche valutare se la scelta di trasferimento dei degenti in altri Centri specializzati sia esente da interessi particolari e privati.

On. Angela NAPOLI

Roma, 18 marzo 2009

giovedì 8 gennaio 2009

Le "agghiaccianti" responsabilità sulla morte di Federica Monteleone

Il direttore di Calabria Ora, nell’articolo di fondo del suo giornale del 6 gennaio 2009, ha definito “agghiacciante” quanto sta emergendo sulla morte della giovane Federica Monteleone, deceduta il 26 gennaio 2007. Ritengo non si possa trovare aggettivo più qualificante nello scoprire le tante verità che per troppo tempo sono state artatamente celate sulla tragica scomparsa della sedicenne Federica.
Troppe e per troppo tempo sono state negate le verità, incredibili le responsabilità di coloro che hanno ritenuto di poterle disperdere dietro la morte di una giovane innocente.
Gli atti ispettivi che normalmente indirizzo al Governo nazionale possono apparire, a volte, con contenuti eccessivi forse anche rigorosi, ma sono abituata a chiedere interventi che possano far emergere verità e giustizia. E’ proprio quanto ho ritenuto di fare con l’interrogazione parlamentare presentata il 2 agosto 2007, con la quale ho denunziato l’assurdo mancato sequestro da parte dell’autorità giudiziaria della sala operatoria nell’immediatezza dell’accaduto; ho segnalato sia che in quella sala sarebbero stati eseguiti lavori dopo il tragico intervento operatorio quanto l’anomala presentazione della denunzia, da parte dell’A.S. n. 8 di Vibo Valentia, soltanto a distanza di ben 24 ore.
Così come, a partire dal novembre del 2007, avendo avuto l’opportunità di leggere la relazione sull’A.S. di Vibo Valentia, stilata dall’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione, vado chiedendo il commissariamento dell’intera A.S. per infiltrazione mafiosa. Il ché non mi desta meraviglia più di tanto nell’apprendere che da un nuovo troncone delle indagini emergerebbe che per cambiare il quadro elettrico della sala operatoria, fu chiesto l’aiuto della ‘ndrangheta.

Trovo, però, decisamente inaccettabile la disinvolta complicità
con la quale sarebbero state coperte le responsabilità di questa tragedia , così come trovo davvero assurdo che coloro che si sono macchiati di tale crimine continuino a rimanere al proprio posto.
Oggi, forse, è possibile evidenziare che le mie annose denunzie, tendenti ad infrangere quella coltre di potere trasversale perverso esistente nell’intero territorio vibonese, non erano per nulla peregrine.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 08 gennaio 2009

mercoledì 10 dicembre 2008

Sanità in Calabria: è giunto il momento di verificare tutte le professionalità e il merito degli Operatori

L’operazione che, nella giornata odierna, ha portato alle 72 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa dell’acquisto del falso titolo di infermiere, rivela il grave stato di salute in cui versa il settore della sanità in Calabria.
Verificare che in alcuni Presidi Ospedalieri di quella Regione gli ammalati siano stati costretti ad essere sottoposti a cure infermieristiche da personale non qualificato, fa emergere l’incuria e l’insensibilità esistenti nei confronti del diritto alla salute e del diritto alla vita.
Questa ulteriore triste vicenda che si abbatte sulla Calabria richiama la necessità di un controllo e di una valutazione del personale sanitario e parasanitario, troppo spesso assunto perché in possesso di tessera politica, piuttosto che di reale professionalità.
A fronte della conclamata costruzione di quattro nuovi Presidi Ospedalieri in Calabria, ritenuta dall’Amministrazione regionale la “sanatoria” di tutti i mali, penso che sia giunto il momento di verificare la professionalità ed il merito di chi attualmente lavora in tale settore, alla luce del fatto che il trasferimento “tout court” in strutture ospedaliere, seppur nuove, non garantirà certamente i cittadini tutti.

On. Angela Napoli

Roma, 10 dicembre 2009

mercoledì 29 ottobre 2008

La sincera solidarietà ai Genitori di Flavio Scutellà

Voglio esprimere sincera solidarietà ai genitori del giovane Flavio Scutellà, morto un anno fa a causa della cronica mancanza di un’adeguata rete di interventi per l’emergenza sanitaria nella provincia reggina.
Trovo davvero assurdo e moralmente preoccupante, dover apprendere che i genitori di Flavio, Maria ed Alfonso, debbano ricorrere a simili gesti eclatanti per ottenere verità e giustizia sul dramma che ha sconvolto la loro famiglia. Così come reputo assurdo che la mancanza di accertamento delle responsabilità, continui a mantenere la garanzia dell’impunità di chi è chiamato quotidianamente ad adoperarsi per la salute, la sicurezza e la vita dei cittadini.
Nessuno potrà mai lenire il dolore dei familiari di Flavio, ma mi appare giusto che questi abbiano almeno la certezza di non vedere impuniti coloro che si sono resi responsabili di questo dramma.

On. Angela Napoli

Roma, 29 ottobre 2008

martedì 28 ottobre 2008

Cosa Fare? Dimissioni della Giunta Regionale della Calabria!

Trovo sconcertante che l’Assessore regionale alla Salute della Calabria, di fronte alla gravità nella quale versa il settore da lui guidato, piuttosto che produrre i necessari interventi, si premuri a criticare il mio operato .
L’Assessore Vincenzo Spaziante, soltanto da qualche anno è in Calabria e, pertanto, disconosce i critici interventi da me fatti sulle scelte che le varie Giunte regionali (comprese quelle composte dalla coalizione politica alla quale mi onoro di appartenere) hanno riservato alla sanità regionale. Ma nessun alibi è più consentito all’attuale Giunta regionale, il cui Presidente è ormai in carica da tre anni, durante i quali i cittadini calabresi sono stati costretti a registrare tragici fatti di malasanità, l’alternarsi di nomine di dirigenti e funzionari, alcuni privi di titoli specifici, nomine di commissioni la cui spesa dovrebbe essere resa pubblica, aumento del disavanzo della spesa sanitaria regionale.
E che i miei interventi in materia di sanità calabrese non siano strumentali, credo lo evidenzi il saggio comunicato del sen. Achille Serra, il quale ha avuto modo, grazie all’incarico affidatogli a suo tempo dal Ministero della Salute, di verificare personalmente il degrado assoluto nel quale versa la sanità in Calabria.
L’Assessore Spaziante osa chiedermi un suggerimento su “cosa fare”: non sono certamente la persona idonea a raccogliere tale sollecitazione!
Di fronte al degrado che ha portato un’intera Regione al commissariamento pressoché generale, forse le dimissioni di tutta la Giunta mostrerebbero un barlume di responsabilità e restituirebbero ai cittadini calabresi fiducia nelle Istituzioni!

On. Angela NAPOLI

Roma, 28 ottobre 2008

mercoledì 9 luglio 2008

Il disappunto per l'inopportuna nomina del Presidente dei Revisori della Provincia di Vibo Valentia

Apprendo con vivo disappunto la notizia della nomina a Presidente dei Revisori dei Conti della Provincia di Vibo Valentia del dottor Roberto De Vincentis.
In Calabria, purtroppo, non cambierà mai nulla, nel senso che le varie Istituzioni pensano solo ed esclusivamente a riempire le singole “caselle” usando il manuale politico “Cencelli” , piuttosto che quello dell’etica e della moralità.
Nel mentre i genitori di tutti i giovanissimi calabresi deceduti per casi di malasanità chiedono di avere conoscenza delle verità che hanno portato alla perdita dei loro amati figliuoli, nessun provvedimento viene assunto nei confronti dei responsabili né da parte delle singole Amministrazioni sanitarie né da parte del settore giudiziario.
E se è pur vero che la figura di semplice indagato non è indicativa di colpevolezza, mi appare altrettanto vero che le Istituzioni locali, i cui rappresentanti si appellano costantemente al rispetto della legalità, dovrebbero designare in compiti delicati, figure al di sopra di ogni sospetto.
Poco importa se la relazione ministeriale del Prefetto Riccio per i casi di malasanità verificatisi in Calabria, richiama il fatto che le Aziende non hanno adottato, in alcuno dei casi, gli adempimenti previsti dall’articolo 93 del vigente CCNL, di fronte all’intervenuta violazione o alla non corretta esecuzione dei doveri professionali.
E’ chiaro che quando le indagini interne o giudiziarie rimangono aperte e prive dell’individuazione di alcun colpevole, e quando le Istituzioni non fanno riferimento ad alcun “codice etico”, c’è chi mira a far carriera e ad acquisire incarichi di ogni genere.
D’altra parte a Vibo non c’è da aspettarsi nulla di diverso fino a quando esisteranno “super protettori politici”, individuabili, tra gli altri, nello stesso Presidente della Giunta Regionale, il quale, pur di affidare un incarico all’ex Presidente dell’Amministrazione Provinciale di quella Città, instaura l’anomala figura di Sottosegretario regionale. E’inutile meravigliarsi se la nomina di un Revisore dei Conti ricade su figura inserita in indagini legate a vicende che stravolgono la vita di intere famiglie!
Fino a quando la Calabria sarà costretta a vivere in un sistema dove vige la garanzia dell’impunità? Dovrà pur arrivare il momento in cui qualcuno sentirà il dovere di mettere la mano sulla propria coscienza!

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Giustizia

Roma 8 luglio 2008

martedì 24 giugno 2008

Interpellanza: l'Assessorato Regionale alla Sanità va commissariato

La sottoscritta chiede di interpellare i Ministri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, dell’Interno e della Giustizia
Per sapere – Premesso che:

- con decreto del Ministro della salute del 21 dicembre 2007 è stata istituita la Commissione incaricata di svolgere un indagine conoscitiva finalizzata a verificare la qualità dell’assistenza prestata dal servizio sanitario della Regione Calabria, nonché l’effettiva garanzia dell’erogazione, secondo criteri di efficienza ed appropriatezza, dei livelli essenziali di assistenza;

- l’istituzione della citata Commissione è stata decretata in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza socio – economico – sanitaria nel territorio della Regione Calabria (di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri datato 11 dicembre 2007);

- la dichiarazione dello stato di emergenza socio – economico – sanitaria è stata adottata anche dai fatti luttuosi, causati dalla malasanità , che hanno portato al decesso di giovanissime vittime;

- ancora oggi non è dato conoscere i responsabili della morte della sedicenne Federica Monteleone, avvenuta il 26 gennaio 2007 dopo un intervento di appendicectomia presso il P. O. di Vibo Valentia, né della morte del dodicenne Flavio Scutellà, avvenuta il 31 ottobre 2007 nel P.O. di Reggio Calabria a causa del ritardato trasporto in ambulanza, né della morte della sedicenne Eva Ruscio, avvenuta il 5 dicembre 2007 sempre presso il P.O. di Vibo Valentia durante un intervento di tracheotomia, né del piccolo Andrea Bonanno, morto a soli sette anni, nell’ottobre 2006, dopo 25 giorni di sofferenza a causa di una ingessatura troppo stretta;

- risultano lente o ferme le indagini ed i relativi procedimenti giudiziari di tutti i quattro casi;

- l’indagine della Commissione ministeriale ha evidenziato, per i citati casi di malasanità , l’intervenuta violazione o la non corretta esecuzione dei doveri professionali e che le Aziende non hanno adottato, in alcuno dei casi sottoposti all’attenzione, gli adempimenti previsti dall’articolo 93 del vigente CCNL;

- buona parte della relazione predisposta dalla citata Commissione ministeriale è stata pubblicata sulla stampa regionale calabrese in data 24 aprile 2008 ed il contenuto evidenzia allarmanti punti di criticità interni al sistema sanitario di quella Regione;

- tra le criticità nella relazione la Commissione ministeriale evidenzia: il mancato controllo della regione sulla spesa sanitaria, la mancata approvazione del piano sanitario regionale, l’impunità di chi ha commesso errori ed ha responsabilità accertate, la presenza in numerosi P.O. di Pronto soccorsi “disastrosi”, pesanti condizioni igienico – sanitarie e problemi strutturali degli edifici, esorbitante spesa ai privati, dirigenti senza responsabilità;

- anche la Corte di Conti regionale, nel marzo del 2008, ha bocciato la sanità calabrese, sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione di finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere a un più elevato indice di appropriatezza”;

- la relazione della Commissione ministeriale evidenzia che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL molto maggiore rispetto alle altre regioni (8,77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);

- ed ancora, l’analisi sistematica dei bilanci prodotti da alcune della Aziende Sanitarie, unitamente ai verbali del Collegio dei Revisori, ha evidenziato, talvolta, carenze anche rispetto alle norme basilari del Codice Civile, incompletezze ed incoerenze fra le loro diverse parti, il che determina una scarsa trasparenza rispetto all’effettivo stato delle Aziende e una profonda incertezza sull’effettiva situazione finanziaria delle singole Aziende e del sistema sanitario regionale nel suo complesso;

- in data 19 marzo 2008 è stata sciolta l’Azienda sanitaria Provinciale di Reggio Calabria a causa di accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata ed il nominato Commissario, prefetto Massimo Cetola , ha trovato una sanità sommersa dai debiti, per ben 500 milioni di euro;

- è noto come la Calabria sia una terra a forte presenza di criminalità organizzata che fa del condizionamento ambientale una delle sue armi più insidiose e dove la sanità, secondo la relazione antimafia della precedente legislatura , rappresenta il vero “affare” della regione;

- l’esame dei curricula dei Direttori Generali ha suscitato, nella Commissione ministeriale, perplessità sul possesso dei requisiti previsti dalla legge con particolare riferimento alla mancanza dell’esperienza dirigenziale, alla mancata protrazione della stessa per cinque anni, alla mancanza del certificato di frequenza del corso di formazione richiesto, anche a distanza di più di diciotto mesi dalla nomina;

- situazioni analoghe sono state rilevate per alcuni direttori sanitari e direttori amministrativi, per i quali i riferimenti normativi sono sempre il D.Lvo 229/99 ed il D.P.R. 484/1997;

- la Commissione ministeriale nella sua relazione ha, pertanto, proposto l’istituzione di un Organismo di Verifica chiamato, entro 7 giorni dalla proposta di nomina, ad esprimere il parere di legittimità sul possesso dei titoli previsti dalla legge per direttori generali, direttori amministrativi e direttori sanitari;

- all’interpellante appare davvero grave che la Regione Calabria, benché la relazione della Commissione ministeriale sia stata depositata nei primi giorni del mese di maggio 2008, non abbia ancora provveduto alla istituzione del citato Organismo di Verifica e, quindi, la Calabria non sia ancora a conoscenza della vera legittimità sul possesso dei titoli previsti dalla legge per direttori generali, direttori amministrativi e direttori sanitari delle varie ASP;

- è solo di oggi la notizia delle dimissioni da attuale direttore generale della Fondazione Campanella, creata per la gestione del polo oncologico di Catanzaro, del dottor Francesco Talarico coinvolto dalla vicenda giudiziaria per la morte della giovane Federica Monteleone, nella sua qualità di ex direttore generale del tempo dell’ASP di Vibo Valentia ;

- l’interpellante trova assurdo che le dimissioni del dottor Talarico vengano date solo nel giorno in cui il Ministro della Giustizia, accogliendo l’appello, incontrerà i genitori delle giovani vittime calabresi dei casi di malasanità:

- quali urgenti iniziative intendano assumere, per le parti di competenza, anche nell’ambito del dichiarato stato di emergenza socio – economico – sanitaria ( di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 dicembre 2007), al fine di rompere il quadro allarmante del sistema sanitario calabrese;

- se non ritengano necessario ed urgente commissariare l’Assessorato regionale Sanità della Calabria.

On. Angela NAPOLI

Roma 24 giugno 2008

lunedì 28 gennaio 2008

"ONORATA SANITA' ": Loiero si dimetta!!!

L’operazione “Onorata Sanità” ha oggi infranto una parte della holding politico-mafiosa che coinvolge la sanità calabrese. Gli interessi che la ‘ndrangheta ha sempre avuto nel settore della sanità regionale sono stati per troppo tempo sottovalutati, il chè ha consentito numerose ascese politiche utili a garantire il dilagare del malaffare che regna in Calabria. I numerosi trasformismi politici che caratterizzano continuamente la nostra Regione, persino con la costituzione di nuovi Partiti, sono proprio dimostrativi di come determinate posizioni elettive debbano essere ad ogni costo mantenute per gestire gli affari privati e della ‘ndrangheta.
Finalmente la capacità investigativa dei Carabinieri e la tenacia dei Magistrati della DDA di Reggio Calabria hanno fatto emergere quanto, ancora nei giorni scorsi, ha contribuito a far rimbalzare negativamente questa Regione sulle cronache nazionali.
E’ bene ricordare che il dottor Pietro Morabito, coinvolto nell’operazione “Onorata Sanità”, è stato nominato, dall’attuale Giunta Regionale, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il 9 gennaio 2008, peraltro unico dei cinque Commissari delle ASP ad essere confermato al suo posto, nonostante lo stato di emergenza socio-sanitaria decretato per la Calabria dal Consiglio dei Ministri.
Mi auguro che questa operazione rappresenti solo l’inizio dell’abbattimento di un sistema clientelare, affaristico e di comprovata connivenza politico-mafiosa nel delicato settore sanitario e che possa emergere, al più presto, l’intera verità sull’omicidio Fortugno.
Alla Giunta Regionale calabrese non può che chiedersi a questo punto un atto di responsabilità rimettendo il mandato elettorale nelle mani dei cittadini.
On. Angela Napoli

Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 28 gennaio 2008

domenica 13 gennaio 2008

MALASANITA' IN CALABRIA: l'intervento dell'On. Angela Napoli e l'audizione del Ministro Turco

19 dicembre 2007 - Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati:

Audizione del Ministro della Salute, Livia Turco, sullo stato della sanità in Calabria, anche con riferimento al recente tragico evento occorso nell'ospedale di Vibo Valentia.

Interventi in video:

On. Angela Napoli - Alleanza Nazionale

On. Daniela Dioguardi - RCSE
On. Katia Zanotti - SDSE
Sen. Livia Turco - Ministro della Salute

Fonte audio: Radio Radicale http://www.radioradicale.it/ , rilasciato con licenza Creative Common attribuzione 2.5 .

mercoledì 9 gennaio 2008

Adesso BASTA: rimuovere gli INTOCCABILI !!!

Soltanto il 7 gennaio 2008 il Presidente Loiero al mio comunicato relativo all’emergenza sanità in Calabria, che denunziava il mantenimento di incarichi dirigenziali a persone da me definite “intoccabili”, replicava, tra l’altro in modo anche calunnioso, accusandomi di essere “ distratta com’è dal suo furore interessato e inconsistente contro i miei (suoi!) amici vibonesi”.
Nello stesso mio comunicato facevo riferimento alla mancanza di risultanze interne e giudiziarie, per quanto riguardava la morte della giovane Federica Monteleone, a distanza di ben un anno da quella tragedia.
Dopo solo 24 ore dalle mie accuse e dalla scomposta reazione alle stesse da parte del Presidente Loiero, è stata finalmente data notizia del contenuto della consulenza ordinata dalla Procura di Vibo Valentia per accertare le cause della morte della giovane Federica. E nel mentre non è dato ancora conoscere le risultanze dell’indagine interna dell’ASP di Vibo, dove rimangono in carica gli “intoccabili”, si apprende che la morte sarebbe avvenuta per una “scossa elettrica che ebbe un effetto diretto sulla funzionalità cardiaca” della giovane, ma anche per una possibile “concausa” rintracciabile nel comportamento dell’anestesista rianimatore.
Intanto trovo inaudito che il deposito della consulenza giudiziaria avvenga ad un anno di distanza dalla morte della giovane, ma quello che mi crea maggiore rabbia è constatare la conferma di quanto vado denunziando fin dopo quella tragedia, ossia il fatto che l’inchiesta potrebbe essere pregiudicata dalla “perdita” di diverse prove causata dal mancato immediato sequestro delle apparecchiature e della sala operatoria.
Nonostante tutto Loiero rimane al suo posto ed i suoi amici “intoccabili” continuano a rimanere tali!

On. Angela Napoli
Taurianova, 09 gennaio 2008

lunedì 7 gennaio 2008

La politica FALLIMENTARE di Loiero

Nel messaggio augurale inserito sul mio blog, pur non essendo particolarmente fiduciosa, avevo evidenziato la speranza che il Nuovo Anno portasse gli Amministratori della Regione Calabria a prendere coscienza del fallimento della loro politica e dello stato emergenziale in cui hanno fatto precipitare l’intera Regione e rimettessero, di conseguenza, il mandato nelle mani dei cittadini.
Speravo nella riconquista della eticità e della moralita; speravo soprattutto nel senso di responsabilità che dovrebbe accompagnare qualsiasi cittadino, ma, in particolare, coloro che, chiamati ad amministrare la cosa pubblica, avrebbero il dovere di salvaguardare i diritti della persona, ad iniziare dal diritto alla vita.
Ed invece è iniziato il Nuovo Anno all’insegna delle notizie che hanno, ancora una volta, fatto rimbalzare sulle cronache nazionali l’immagine di una Calabria dove le cure sanitarie vengono prestate spesso all’insegna della superficialità, dove si muore per mancanza di posti-letto, per mancanza di mezzi di trasporto, per un semplice intervento di appendicectomia, per l’incapacità di effettuare una tracheotomia, per mancanza di controlli specifici dopo una caduta dalla barella in pieno Pronto Soccorso.
Di fronte ad un sistema sanitario regionale che registra drammi su drammi continuiamo ad assistere ad inutili proclami fatti da un Presidente della Regione che, guarda caso, mantiene per se la delega alla sanità pur essendo pendente su di lui una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta, proprio nel settore della sanità calabrese. Il che fa anche comprendere il motivo per cui, al di là di qualche intervento di mera facciata, quale la sospensione di alcuni medici, dei quali peraltro non è neppure accertata la responsabilità, rimangono intoccabili gli incarichi affidati ad alcuni dirigenti. Vedi, ad esempio, il mantenimento dell’incarico di Commissario dell’ASP di Vibo Valentia, affidato ad un ex funzionario della locale Amministrazione Provinciale, alla cui guida c’è l’attuale “amico” del Presidente Loiero. Così come appare inspiegabile la continuità della carica di dirigente sanitario della stessa ASP di Vibo nella persona che non si sa bene come abbia ripartito la sua funzione, se con maggiore dedizione all’incarico di dirigente sanitario o all’incarico di Presidente della nota Cooperativa “Valle del Bonamico” , sede di cospicui finanziamenti, molti devoluti a rappresentanti delle cosche della ‘ndrangheta di Platì e di San Luca. Eppure a questi intoccabili continuano ad essere affidate le indagini interne, le cui risultanze, come ad esempio quella relativa alla morte della sedicenne Federica Monteleone, non è dato conoscere a distanza di ben un anno da quella tragedia.
Senza tralasciare le inadempienze della locale Magistratura che, in quell’occasione, non ha neppure sentito il dovere di sequestrare immediatamente la sala operatoria dove era avvenuto l’intervento della giovane Federica.
Eppure il Presidente Loiero è soddisfatto, pronto a ritenere che la soluzione dell’emergenza sanità sarà conseguente alla costruzione dei quattro nuovi Presidi Ospedalieri, senza creare un organismo di valutazione del personale sanitario e parasanitario calabrese, senza un monitoraggio sulla professionalità di coloro che sono risultati vincitori di concorsi farsa, senza verificare quante attrezzature sanitarie risultino inefficienti o quante siano giacenti negli scantinati dei vari Presidi ospedalieri calabresi, senza verificare dove sono finiti i miliardi giunti in Calabria per la costruzione dei nuovi ospedali, tra i quali proprio quello di Vibo Valentia, o quanti miliardi siano stati sperperati per creare, sempre in Calabria, strutture sanitarie, anche arredate, mai utilizzate. Nessun provvedimento utile a far uscire la criminalità organizzata dagli interessi del settore.
Loiero continua a mantenere salda la sua poltrona di Presidente, la ‘ndrangheta mantiene il business nella sanità calabrese e la gente continua a morire senza “un perché”!

On. Angela Napoli
Taurianova, 07 gennaio 2008

mercoledì 12 dicembre 2007

Il Governo commissaria la Sanità Calabrese e Loiero ... pensa a modificare lo Statuto per nominare un altro assessore

Il Consiglio dei ministri, nonostante le numerose denunzie da me rivolte attraverso atti ispettivi parlamentari, soltanto nella giornata di ieri e perché spinto dall’emotività conseguente alla morte della giovanissima Eva Ruscio, ha deliberato l’emergenza sanitaria della Regione Calabria. Il Governo nazionale ritiene così di essersi messo “la coscienza a posto” nei confronti di una Regione per la quale, nonostante le varie promesse, non ha mai ritenuto di mostrare la dovuta attenzione.
Nonostante da molteplici relazioni antimafia fosse emerso con chiarezza il business che in Calabria il settore della sanità rappresenta per la ‘ndrangheta e per gli uomini ad essa collusi, i Governi nazionale e regionale, fino a ieri, avevano preso provvedimenti poco incisivi. Si erano accontentati del commissariamento dell’AS di Locri, primo in Italia, senza minimamente intervenire sulla mancanza di controllo e sulle inefficienze dell’intero settore sanitario regionale ponendosi, peraltro, sulla coscienza le precedenti morti di due altri giovanissimi, Federica Monteleone e Flavio Scutellà, apparse da subito frutto del malverso e degenerato sistema sanitario regionale.
Da ieri, tutti soddisfatti dell’intervento governativo nazionale? Per nulla!
Come si può essere soddisfatti di un decreto che riguarda il solo settore della sanità in una Regione dove l’emergenza viene respirata in ogni aspetto vitale della collettività? Come mai il Governo nazionale si accorge dell’emergenza Sanità nel mentre non interviene sul mantenimento della relativa delega regionale da parte dello stesso Presidente Loiero, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta, proprio nel settore della sanità calabrese? Non sarebbe forse corretto finalmente commissariare lo stesso Governatore della Calabria?
Peraltro, soltanto oggi, il Presidente Loiero dichiara che “ a Vibo, purtroppo c’è un problema legato anche alle infiltrazioni mafiose, un problema che ci viene segnalato da numerosi rapporti delle Forze dell’Ordine”, nel mentre per troppo tempo, probabilmente per accontentare il massimo rappresentante vibonese del suo Partito, ha accondisceso a nomine dirigenziali certamente non idonee a gestire situazioni così incancrenite. Per troppo tempo è mancato il controllo sui concorsi sanitari truccati.
Né penso possa essere ritenuta “vangelo” la relazione del Ministro della salute consegnata in Commissione sanità del Senato, laddove afferma che “ Il solo ospedale di Polistena possiede le potenzialità per fornire un livello accettabile di assistenza sanitaria…” .

VIDEO da Studio Aperto del 7 dicembre 2007 - ore 18,30

Mi sento di invitare il Ministro Turco a visitare personalmente tutte le strutture ospedaliere calabresi o a visionare il viaggio negli ospedali fantasma della Regione, offerto da “Studio Aperto”, e ad accertare quante morti immotivate sono avvenute nella struttura sanitaria di Polistena e quali inchieste giudiziarie pendono sulla stessa, prima di sottoscrivere relazioni il cui contenuto, in parte, non risulta veritiero. C’è ancora qualcosa che, a mio avviso, è troppo sottaciuto, anche in questo particolare momento, e che dovrebbe essere ricordato: il richiamo alle responsabilità del Governatore Loiero assunte con le nomine di alcuni dirigenti delle AS calabresi e che evidenziano strani connubi con la sanità del Lazio. Infatti, il Governatore Loiero dovrebbe spiegare il motivo dell’affidamento della principale Azienda Sanitaria calabrese, “Pugliese - Ciaccio” di Catanzaro, ad Antonio Palumbo, ex direttore generale, durante il governo regionale Storace, dell’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri e arrestato con l’accusa di corruzione e peculato nell’inchiesta “ Lady ASL” sulla sanità romana. Inchiesta che, guarda caso, nei giorni scorsi ha portato anche all’arresto del Sottosegretario di Stato alla Difesa del Governo Prodi, Marco Verzaschi, anche lui assessore con Storace, dimessosi dall’incarico governativo pochi giorni fa.
La dichiarazione dello stato d’emergenza sanitaria in Calabria dovrebbe portare a misure consequenziali, ma apprendo che il primo atto sarà quello della costruzione di quattro nuovi ospedali; la notizia viene data con enfasi dal Governatore calabrese, il quale non pensa però che l’attuale inefficienza di quasi tutte le strutture sanitarie potrebbe, nel frattempo, causare ulteriori tragedie e che tale attuale inefficienza non può certamente essere colmata con la sospensione di qualche medico del solo P.O. di Vibo Valentia.
Mi auguro, peraltro, che non corrispondano al vero le circolanti notizie dalle quali emergerebbe il tentativo del Presidente Loiero di ottenere una modifica dello statuto regionale, al solo fine di poter nominare un ulteriore assessore con delega alla sanità: le sue alchimie, rispettose delle esigenze degli attuali partiti di maggioranza, hanno distrutto la Calabria.
Credo sia proprio giunto il momento di dire “basta”: l’ostinazione e la spregiudicatezza di coloro che amministrano la cosa pubblica non possono prevaricare il doveroso rispetto per i cittadini calabresi.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 12 dicembre 2007

giovedì 6 dicembre 2007

INTERPELLANZA ai Ministri della SALUTE, dell'INTERNO e della GIUSTIZIA sulla MALASANITA'



La sottoscritta chiede di interpellare i ministri della Salute dell’ Interno e della Giustizia – Per sapere-Premesso che:
- in data 2 agosto 2007, con atto ispettivo n. 4-04678, ancora oggi privo di risposta, l’interrogante ha denunziato il caso di malasanità verificatosi nel mese di gennaio 2007 presso il Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia, che ha causato la morte della sedicenne Federica Monteleone;
- a distanza di ben 11 mesi da quel decesso, avvenuto durante una banale operazione di appendicite, non è dato conoscere le responsabilità di quanto avvenuto ed i motivi per i quali la locale Procura non ha inteso sequestrare immediatamente la sala operatoria dove si è svolto l’intervento;
- neppure l’inchiesta interna ha prodotto alcun accertamento delle responsabilità;
- a tutt’oggi risulterebbero solo indagati l’anestesista ed un tecnico;
- il 5 dicembre 2007, nello stesso Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia, durante un intervento per un ascesso alle tonsille, è deceduta la sedicenne Eva Ruscio;
- la giovane Eva pur essendo stata ricoverata nella giornata di lunedì 3 dicembre 2007, non avrebbe ricevuto le tempestive cure che il suo stato di salute richiedeva;
- nella notte tra il 29 e 30 ottobre 2007 è ancora deceduto, presso il P.O. “Bianchi – Melacrino- Morelli” di Reggio Calabria, a soli 13 anni, Flavio Scutellà, il quale dopo una banale caduta da una giostra, è stato costretto ad attendere, oltre 4 ore, un mezzo di soccorso per essere trasferito da un ospedale all’altro;
- dopo ognuna delle tragedie sopra elencate una Calabria attonita è stata costretta a subire inutili comunicati di cordoglio emanati dai rappresentati delle varie Istituzioni, anche nazionali, preposti ai controlli sia nel settore sanitario che in quello giudiziario;
- i familiari delle giovani vittime attendono sempre di lenire il dolore per la perdita del proprio figlio, con la conoscenza e l’individuazione di coloro che hanno causato tali tragedie;
- l’interrogante, in data 5 novembre 2007, con atto ispettivo n. 4-05484, privo di risposta, alla luce del contenuto della relazione del commissario anticorruzione, dalla quale emerge uno scenario di infiltrazione mafiosa nel P.O. di Vibo Valentia ed in altre strutture che fanno capo a quella Azienda Provinciale Sanitaria, ha chiesto l’avvio delle procedure necessarie allo scioglimento della stessa Azienda Sanitaria;
- l’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia era ancora rimbalzata alle cronache nazionali per l’inchiesta “Ricatto” , avviata dalla locale Procura della Repubblica, che ha riportato alla luce una storia di tangenti, apparati para- massonici, concessioni, abusi, ricatti e colletti bianchi ed il cui processo giudiziario sta andando avanti con eccessiva e “strana” lentezza:
- quali urgenti ed inderogabili iniziative intendano assumere, per i settori di competenza, al fine di giungere all’individuazione ed alla punizione delle responsabilità che sono alla base dei morti dei tre giovani calabresi;
- quali urgenti ed inderogabili iniziative intendano assumere per ridare alla Calabria un sistema sanitario idoneo a garantire la salute di tutti i cittadini.

On. Angela NAPOLI

Roma 6 Dicembre 2007

RISPETTO per Eva Ruscio

Nell’associarmi al dolore dei familiari della giovanissima Eva Ruscio, deceduta nella giornata odierna presso il Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia, mi sento di chiedere un minimo di rispetto etico e morale a tutti coloro che sono responsabili di questa nuova tragedia che ha investito la Calabria. Le odierne dichiarazioni dei vertici istituzionali sono identiche a quelle rilasciate undici mesi fa dopo la morte della giovane Federica Monteleone, avvenuta nello stesso P.O. di Vibo, e per la quale ancora oggi si attende l’accertamento delle cause e delle responsabilità, peraltro da me denunziate in un atto ispettivo parlamentare, privo di risposta. Di fronte a simili ingiustificate tragedie occorrerebbe pensare il perché in questa martoriata Regione non pagano le colpe nemmeno coloro che, senza scrupolo alcuno, attentano la vita umana. Quali “poteri forti” o “logge deviate” governano anche l’intero sistema della sanità calabrese? E’ inutile far finta di chiedere l’accertamento delle verità, speculando peraltro sul dolore dei familiari, nel mentre si coprono le inefficienze e le responsabilità!

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 5 dicembre 2007

mercoledì 21 novembre 2007

La malasanità in Calabria

L’on. Angela NAPOLI ha chiesto, con lettera scritta, alla neo Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, di esaminare con urgenza i due casi di malasanità che, nel corso del 2007, hanno causato la morte dei due giovani Federica Monteleone e Flavio Scutellà.
Per Federica Monteleone, deceduta il 26 gennaio 2007 a Vibo Valentia, all’età di soli 16 anni, l’on. Napoli, in data 2 agosto 2007, aveva anche presentato un’interrogazione parlamentare, a tutt’oggi priva di risposta, per chiedere un’adeguata ispezione ministeriale necessaria per conoscere sia le risultanze delll’indagine interna al P.O. di Vibo Valentia sia le motivazioni in base alle quali la locale Procura della Repubblica non ha provveduto all’immediato sequestro della sala operatoria dove la giovane Federica era stata sottoposta ad una banale operazione di appendicite.
Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 2007 è invece deceduto, nel P.O. “Bianchi – Melacrino – Morelli” di Reggio Calabria, a soli 13 anni, Flavio Scutellà, il quale dopo essere caduto da una giostra ha dovuto aspettare oltre quattro ore un mezzo di soccorso per essere trasferito da un ospedale ad un altro.
I due casi di malasanità e per i quali è stata richiesta l’attenzione alla citata Commissione parlamentare da parte dell’on. Napoli, evidenziano la drammaticità in cui versa la sanità in Calabria. L’on. Napoli ritiene improcrastinabile l’accertamento delle verità, poiché è inaccettabile che non vengano individuate le responsabilità di chi mette in gioco la vita umana senza scrupolo alcuno.
Roma, 21 novembre 2007

On. Angela NAPOLI