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mercoledì 17 febbraio 2016

Mia intervista su IL QUOTIDIANO DEL SUD


IL CASO COSENZA – Dito puntato contro gli intrecci tra crimine e massoneria deviata.
«Città malata, i magistrati si sveglino».
Angela Napoli li invita ad essere più rapidi nelle indagini sui politici.

di Marco Cribari



«Lo vado ripetendo da anni: a Cosenza c’è un fuoco che cova sotto la cenere. Sono molto preoCcupata».
Parola di Angela Napoli, pasionaria della destra calabrese, più  volte deputata e membro della commissione Antimafia. Interpellata per commentare le vicissitudini politiche cosentine, affronta l’argomento di petto, come di consueto, concependo un vero e proprio atto d’accusa contro la città e le forze che governano a ogni livello.

Onorevole, qual è esattamente il problema?
«è che qui è stato sempre occultato tutto. ed è stato fatto volutamente».

Anche per colpa delle istituzioni?
«NON C’è DUBBIO. COSENZA è OSTAGGIO DI UN SISTEMA MALATO, CORROTTO, INQUINATO, IN CUI GLI INTERESSI DELLA POLITICA, DELLA CRIMINALITà, DELLA MASSONERIA DEVIATA SI INTRECCIANO PER GESTIRE A PROPRIO USO E CONSUMO IL POTERE».

L’opposizione ha addotto motivazioni analoghe per disarcionare Occhiuto.
«ma anche loro fanno parte di questo sistema. io faccio fatica, a cosenza, a individuare maggioranza e opposizione che si formano e si sfasciano in base alle esigenze del momento».

A uscirne sfasciato, oggi, è il centrodestra cosentino che, per anni, ha avuto Mancini, Gentile e Morrone come principali interpreti.
«queste persone non sono mai state di destra, ma il problema in questo caso non è solo cosentino, bensì calabrese e addirittura nazionale. non esiste al momento una destra, ma solo imitazioni nate per gestire potere e occupare poltrone. ecco perché, tornando a occhiuto, non posso condividerlo dal punto di vista politico. gli riconosco, però, il merito di aver lavorato bene come sindaco e di aver fatto moltissimo per la sua città».

Le vere ragioni della sua caduta?
«la caduta è frutto di una volontà politica. che traspare, poi, alla luce della nuova coalizione che si sta andando a formare. credo che un ruolo decisivo lo abbiano giocato anche le indiscrezioni sulle presunte inchieste giudiziarIe in corso. credo che in molti siano andati un po’ in fibrillazione».

La magistratura cosentina è stata tirata in ballo molto spesso negli ultimi mesi. Non si corre il rischio di strumentalizzarne l’operato?
«la magistratura in questa città dovrebbe svegliarsi un po’: non è possibile attendere anni per conoscere i risultati di determinate inchieste. i cittadini hanno il diritto di sapere chi sono davvero alcuni politici che governano le sorti della comunità ».

Che accadrà alla prossime elezioni?
«due scenari possibili e mi preoccupano entrambi. il primo: una crescita dell’astensionismo. ma ancor più grave sarebbe una concentrazioNe di voti sul movimento cinque stelle. quello mi preoccupa ancor di più: non li ritengo capaci di gOvernare».

Come se ne esce?
«tocca ai partiti ora. devono prendersi la responsabilità di escludere tutte quelle persone che hanno inquinato la politica cosentina. tutto qua».


venerdì 26 giugno 2015

Le responsabilità sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo

COMUNICATO  STAMPA

L’odierna operazione, denominata “Erga omnes” e scaturita dall’inchiesta “Rimborsopoli”, che ha portato a tre provvedimenti di custodia domiciliare, a cinque divieti di dimora in Calabria (da non sottovalutare!!) e ad oltre due milioni e mezzo di euro sequestrati, il tutto a carico di uomini politici dei vari schieramenti, fa ascrivere alla Calabria una nuova pagina nera.
Le responsabilità sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo. La responsabilità è di chi dà  incarichi di governo della cosa pubblica a coloro che sanno già essere sottoposti ad inchieste giudiziarie nonché di chi dall’interno dei partiti di appartenenza continua a difendere gli “indifendibili”. La responsabilità è anche di chi non lascia fuori dalla politica coloro che, avvalendosi del consenso elettorale, sperpera o si appropria del denaro dei cittadini.
Credo che il Governatore della Calabria, dopo essersi ostinato a nominare nella sua Giunta personaggi che risultavano già sottoposti ad indagini giudiziarie ed oggi ufficialmente coinvolti nelle stesse, abbia il dovere morale di agire di conseguenza in relazione alla gravità della situazione emersa e ritengo, altresì, che i responsabili degli altri partiti politici, i cui uomini risultano coinvolti nell’inchiesta odierna, debbano comprendere che i cittadini calabresi non possono e non debbano più essere defraudati ed offesi nella loro onestà e moralità.

                                                           Angela Napoli
                                    Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 26 giugno 2015




venerdì 24 ottobre 2014

NON POSSO CHE ESSERE PREOCCUPATA DELLE PROSSIME ELEZIONI

COMUNICATO  STAMPA

Dopo avere per anni assistito a classi dirigenti della Regione  che hanno contribuito a far sprofondare l'intero territorio calabrese in uno stato emergenziale in ogni settore, non posso che essere preoccupata in vista delle prossime elezioni regionali. Siamo ormai in dirittura d'arrivo per la presentazione delle liste elettorali e, a sentire i buoni intenti dei candidati premier regionali, non dovrebbero esserci posti per soggetti coinvolti giudiziariamente. Mi augurerei riuscissero nel loro intento e  che i  coordinatori regionali dei singoli partiti politici sappiano accompagnare la volontà dei loro candidati premier regionali. È indispensabile che elettrici ed elettori calabresi non siano più  chiamati a fare scelte come una volta, magari anche su pressioni, tra candidati condannati o semplicemente indagati non solo per reati di mafia ma anche quali responsabili di attività contro la sana gestione dei conti pubblici o comunque per reati contro la pubblica amministrazione.
E' in Calabria che, al di là degli interventi della Magistratura, dovrebbe non essere più consentita la ricandidatura di personaggi già coinvolti ed a tutti noti. Vorrei sperare che la mia non si riduca ancora una volta a mera speranza e che dopo qualche mese non sia costretta a ridire "avevo ragione!"

Angela Napoli
Presidente Associazione "Risveglio Ideale"
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia


ROMA, 24 ottobre 2014

martedì 27 agosto 2013

INTERVISTA RILASCIATA A PIERCARLO RIZZA




INTERVISTA ALL’ ONOREVOLE ANGELA NAPOLI

Pubblicato: 27 agosto 2013 in Cronaca e inchiesteINTERVISTA ALL'ONOREVOLE ANGELA NAPOLI,
L’Onorevole Angela Napoli è famosa per il suo impegno contro la mafia. Per i pochi che non lo sanno, è membro della Commissione parlamentare Antimafia e vive da alcuni anni sotto scorta , esattamente da quando è stato reso noto un piano della ‘Ndrangheta per assassinarla. Tra le sue tante battaglie, una delle più importanti è sicuramente quella sulle norme in materia di scioglimento dei consigli comunali e provinciali soggetti a condizionamenti e infiltrazioni di tipo mafioso o similare e in materia di responsabilità dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Attualmente è anche Presidente dell’ASSOCIAZIONE RISVEGLIO IDEALE. Ecco l’intervista che gentilmente mi ha concesso,mentre era impegnata a Taurianova il 27 Agosto 2013 :
PIERCARLO RIZZA- Lei che è stata minacciata di morte, lei a cui le vogliono revocare la scorta, dove trova il coraggio di continuare a denunciare?
ANGELA NAPOLI-  Non è facile rispondere a questa domanda che, a volte, pongo a me stessa. Penso che il coraggio nasca dalla voglia di giustizia che mi porta a disapprovare con forza e ad indignarmi per la presenza delle organizzazioni criminali, dell’ illegalità diffusa, del malaffare e della mancanza di giustizia sociale. Alla base, però, c’è senza dubbio l’amore per il territorio in cui vivo e per i numerosi cittadini onesti che vi abitano.
P- Secondo lei, gli attacchi alla magistratura da parte di giornali ed esponenti politici , rafforzano la mafia?
A. N.- Innanzitutto penso che non bisognerebbe mai accomunare tutti i Magistrati nello stesso calderone, nel senso che pur essendoci tra loro le “pecore nere”, la maggioranza fa di tutto per garantire la giustizia; sono sicuramente convinta che il costante attacco rivolto alla Magistratura Italiana, soprattutto quando la stessa cerca di contrastare le collusioni con le mafie, finisce col diventare una forma di garanzia e di impunità per le organizzazioni criminali.
P- La meritocrazia agli esami di abilitazione e ai concorsi pubblici sono un passo importante per combattere le mafie, come mai ogni governo evita di occuparsene?
A.N.- Non v’è dubbio che la meritocrazia sia indice di legalità e di giustizia e che la stessa sia dovuta nei confronti dei giovani. Il mancato ricorso alla meritocrazia è indice di illegalità e quindi humus fertile per le mafie.
P- Non prova un senso di  sconforto, voglia di mollare, quando vede manifestazioni contro  la mafia stracolme di gente, ma poi dal giorno dopo, la stessa gente, continua  a girarsi da l’ altra parte quando succede qualcosa, a chiedere e dare raccomandazioni,  a cercare scorciatoie, ad appoggiare la politica del malaffare, a chiedere amnistie e grazie per leader di partito che hanno commesso reati?
A. N.- Non nascondo che ciò che mi indigna maggiormente è constatare la presenza alle manifestazioni contro la mafia di personaggi indagati o inquisiti per reati mafiosi, che finiscono con l’ostentare quella forma di antimafia di facciata e parolaia che nasconde le nefandezze più assurde.
P- Cosa risponde a chi dice che è scorretto sciogliere i Comuni  per mafia, perché la mafia è in tutti i comuni ed andrebbero sciolti o tutti o nessuno.
A.N. - In questi ultimi mesi si è sviluppata una campagna contro lo scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa e, guarda caso, la stessa viene sponsorizzata proprio da quei personaggi che sono stati causa di tali provvedimenti. Naturalmente la considero una campagna demagogica e non condivisibile, che non fa altro che incrementare le infiltrazioni mafiose negli Enti locali. La norma sullo scioglimento dei Comuni è una legge dello Stato emanata per combattere le infiltrazioni mafiose, coloro che sono contrari a questa legge si pongono, a mio avviso, dalla parte dell’ anti Stato.
P- Le viene mai il dubbio, a me si, che alcuni magistrati calabresi potrebbero fare molto di più per colpire le varie collusioni che alle volte appaiono evidenti ? Per essere chiaro, le sembra che alle volte ci vadano “morbidi “ nel colpire certi poteri.
A.N.- Questa perplessità è anche la mia, peraltro più volte denunziata. Purtroppo, a ragion veduta, mi rendo conto che i Magistrati hanno bisogno di prove certe per intervenire, cosa non facile! Poi dobbiamo comprendere che le collusioni sono intrecci tra mafia, politica, imprenditoria, pezzi delle Istituzioni e massoneria deviata, e tali intrecci, quasi sempre, sono di difficile dissoluzione.
P- Il quadro che esce della Calabria è di una Regione abbandonata, dove prima Loiero e poi con Scopelliti è sempre più uscita dal contesto nazionale con emergenze in tutti i settori, cosa possono fare i cittadini, i politici,  per uscire da questa situazione?
A.N. - La Calabria è una Regione ricca di risorse umane e naturali che, purtroppo, vengono annientate dalla cattiva amministrazione. Questa Regione potrebbe rinascere se si ritornasse a far Politica con la “P maiuscola”, ossia se si ritornasse ad amministrare la cosa pubblica nell’interesse e a servizio della Comunità.
P- FLI era partito come baluardo dell’Etica, ma alla fine si è perso ed ha fallito, Italia dei Valori è finita travolta da scandali che diceva di combattere, come mai in Italia ogni progetto per promuovere etica sembra fallire mentre la sua nemesi riempie le piazze?
A. N.- Tutti i partiti politici pongono l’etica a base dei loro programmi elettorali, ma quando sono chiamati ad operare preferiscono il consenso piuttosto che la qualità, calpestando così ogni forma di etica.
P- Cosa si sente di dire ad una ragazza che magari ha studiato con profitto per anni, ha preso titoli su titoli e si ritrova costretta magari a lavare i piatti in un ristorante perché all’ abilitazione alla professione è stata sorpassata dai soliti noti o da quelli che hanno pagato e che vede gente senza titoli seduta in ufficio? Deve continuare a credere nella giustizia, nella politica e nell’ Italia?
A.N.- I giovani vanno incoraggiati ed assecondati nelle loro speranze e nelle loro aspirazioni, per cui il compito prioritario di noi adulti è quello di promuovere politiche che possano loro garantire un futuro certo.
P- Vuole dare un messaggio ai giovani , non solo della Calabria ?
A.N.- Prima di svolgere l’attività parlamentare sono stata insegnante e dirigente di Istituti scolastici superiori, per cui so che i giovani vanno seguiti ed incoraggiati. Il messaggio che indirizzo loro è di avere fiducia, di non pensare che nella vita tutto lo si possa ottenere senza sacrifici. Non sempre le strade da percorrere sono quelle che appaiono illuminate, a volte sono irte, ma la buona volontà, il rispetto della legalità e la fiducia in se stessi finiscono col far sempre conseguire gli obiettivi prefissati.
Ringrazio l’Onorevole Angela Napoli del tempo dedicatomi, per me è stato un onore intervistarla.
PIERCARLO RIZZA

giovedì 20 settembre 2012

Verità e Giustizia per Reggio Calabria


Le numerose inchieste giudiziarie, gli interventi delle Magistrature reggina e milanese, le delibere della Corte dei Conti, le relazioni del Ministero dell’Economia e della stessa Procura reggina sui conti del Comune, hanno conclamato responsabilità ben note e che, decisamente, hanno inciso sull’immagine dell’intera città di Reggio Calabria, la cui maggioranza degli abitanti è costituita da gente onesta e che nulla ha da “spartire” con la criminalità organizzata e con il malaffare.
Per tale motivo reputo strumentale demagogico ed offensivo dover apprendere che anzichè chiedere la sottoscrizione di un “manifesto di scuse” da parte di coloro che si sono resi responsabili dell’offuscamento della città, oggi ci sia qualcuno che si premura di far sottoscrivere un manifesto il cui contenuto, a mio avviso, non solo continua ad affossare l’immagine positiva di Reggio Calabria, ma tende a delegittimare il proficuo lavoro della Magistratura e degli Organismi inquirenti.
Non ho mai inteso diffamare o criminalizzare la Città di Reggio Calabria, dove ho trascorso i miei anni liceali, ho tuttavia sempre cercato di mettere in guardia i suoi abitanti rispetto a presenze, collusioni ed interessi che finiscono coll’annientare la libertà di tutti.
Oggi sento il dovere di fare appello alla massima collaborazione affinché si possa arrivare a definire la verità e la giustizia, senza le quali i cittadini reggini non riacquisteranno mai quella libertà dovuta a qualsiasi Comunità democratica.
Non è sicuramente con le pressioni esercitate per cercare di occultare le verità che si aiuta la città!

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 20 settembre 2012



mercoledì 15 febbraio 2012

La politica deve estirpare collusione e malaffare

Ritengo non si possa rimanere silenti o impassibili innanzi all’ondata di scioglimento di consigli comunali per infiltrazioni mafiose che nelle ultime settimane sta coinvolgendo realtà delle province di Reggio Calabria e della Liguria, a dimostrazione delle collusioni che la ‘ndrangheta è riuscita a crearsi con gli Enti Locali, ma con le Istituzioni tutte. L’encomiabile lavoro profuso dalla Magistratura e Forze dell’Ordine reggine ha sicuramente intaccato l’area militare delle cosche della ‘ndrangheta, ma lo scioglimento di Enti Locali per infiltrazione mafiose e le commissioni d’accesso attualmente operanti in altri Enti, tra i quali il Comune di Reggio Calabria, sono sintomatici della nuova pericolosa capacità di mimetizzazione dell’organizzazione criminale calabrese. Fermo restando che non ci sottraiamo dall’immaginare che molte collusioni vengono attuate da funzionari e dipendenti e, quindi, dal personale amministrativo dei vari Enti, non possiamo concepire una politica “sorda, cieca e muta”, risveglia, solo a parole, quando arrivano gli interventi giudiziari o amministrativi, per poi ripiombare nel “sonno” utile ad acquisire posizioni di potere. Credo sia giunto il momento di sollecitare le singole comunità alla “partecipazione attiva” utile a spronare il mondo politico verso quella responsabilità, finora pressoché assente, ma necessaria ad estirpare collusioni e malaffare. 

On. Angela NAPOLI 
Capo Gruppo FLI Commissione Parlamentare Antimafia 

Roma, 15 febbraio 2012

martedì 5 ottobre 2010

Piena fiducia e sincera solidarietà' al Procuratore Pignatone ed a tutta la Magistratura Reggina

Quanto accaduto nella giornata odierna con il ritrovamento di un bazooka nei pressi degli uffici della DDA di Reggio Calabria, preceduto dalla telefonata di indirizzo minaccioso nei confronti del Procuratore Pignatone, credo dimostri che non ci possono essere più alibi utili a nascondere la strategia di terrore che sta investendo l'intera città' e la sua provincia. I numerosi attacchi alla Magistratura Reggina e ai giornalisti calabresi che con coraggio informano i cittadini sulle inchieste giudiziarie in atto, se da una parte potrebbero essere lette, anche con una certa veridicità', come indebolimento della 'ndrangheta, dall'altra non possono non nascondere possibili lesioni di interessi che rappresentano il collante tra la criminalità' organizzata e la cd. borghesia mafiosa.
Mi appare davvero assurdo verificare che nonostante il clima "torrido e preoccupante" che si registra da mesi nella città' qualcuno sia riuscito impunemente a depositare un bazooka in prossimità' del Palazzo di Giustizia, cosi come trovo ingiustificabile che i risultati della bomba del 3 gennaio 2010, siano stati ufficializzati dopo ben 9 mesi, con l'operazione "Epilogo", che non mi appare, peraltro, esaustiva circa le motivazioni che hanno fatto rimbalzare la città' di Reggio Calabria sulle cronache giudiziarie.
In tempi non sospetti ho paventato, forse apparendo estremamente pessimista, che quanto sta accadendo da mesi a Reggio, ha creato un clima assimilabile a quello registrato a Palermo prima delle stragi del '92, sta di fatto che, nel rinnovare piena fiducia e sincera solidarietà' al Procuratore Pignatone ed a tutta la Magistratura Reggina, non posso che augurarmi che venga fatta piena luce in tempi brevi sulle motivazioni e sui responsabili di questi gravi atti intimidatori, ma anche che venga immediatamente data esecuzione agli impegni che Governo ed Istituzioni hanno assunto negli scorsi mesi.

on. Angela Napoli (FLI)
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 05 ottobre 2010

giovedì 7 gennaio 2010

Contro la sfida della 'ndrangheta riapriamo le carceri di Asinara e Pianosa

L’arroganza e la sfida della ‘ndrangheta allo Stato ormai appaiono senza limiti. Dopo il preoccupante segnale dei giorni scorsi presso la Procura Generale di Reggio Calabria, proprio nel giorno dell’arrivo in città dei Ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e della Giustizia, Angelino Alfano, viene rinvenuto un ordigno nell’area protetta del Tribunale della stessa città.
Nel dare atto ai due Ministri dell’attenzione odierna posta con la convocazione a Reggio Calabria del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza, rivolgo loro l’appello accorato affinchè assumano le adeguate iniziative di supporto a Magistratura e Forze dell’Ordine per la prosecuzione dell’attività di contrasto alla ‘ndrangheta, e contemporaneamente l’impegno di riaprire gli Istituti penitenziari, con le sezioni di massima sicurezza, di Asinara e Pianosa.
Non v’è dubbio, infatti, che oltre l’encomiabile attività di prevenzione con il sequestro e la confisca dei beni mafiosi, profusa dai Magistrati reggini, e non solo, debba essere sicuramente garantita la certezza della pena ed anche l’espiazione della stessa in Istituti penitenziari di massima sicurezza.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 07 gennaio 2010

domenica 3 gennaio 2010

Il vile attentato alla Magistratura di Reggio Calabria

L’ignobile attentato perpetrato davanti alla Procura Generale di Reggio Calabria rappresenta sicuramente un fatto di notevole gravità ed un segnale da non sottovalutare.
La notevole ed importante attività di contrasto alla criminalità organizzata che la Magistratura reggina ha portato avanti, soprattutto negli ultimi tempi, sta certamente preoccupando i criminali, i quali tentano di creare un clima di allarmante intimidazione.
Nel condannare il vile attentato, esprimo sincera solidarietà alla Magistratura reggina, sicura che non verranno meno coraggio, impegno e professionalità dimostrati fino ad oggi e che diverrà più incisiva l’attività di contrasto alla ‘ndrangheta e alle sue collusioni.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 03 gennaio 2010

sabato 5 dicembre 2009

L'encomiabile attività di contrasto alla mafia siciliana

La cattura di Giovanni Nicchi e Gaetano Fidanzati, boss di rilievo di Cosa Nostra, assesta un ulteriore colpo mortale alla mafia siciliana. L’encomiabile attività di contrasto alla cupola di Cosa Nostra, e per la quale voglio esprimere sincero compiacimento alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, è stata sicuramente portata avanti grazie ad un paziente ed importante lavoro di intelligence, supportato dall’approvazione di leggi contro il crimine volute dall’attuale Governo Nazionale.
Va, altresì, dato merito alla società civile siciliana che sta reagendo in modo encomiabile per debellare il cancro di Cosa Nostra.


On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 05 dicembre 2009

mercoledì 30 settembre 2009

La relazione del Censis sul condizionamento delle mafie

Nell’illustrare il rapporto Censis relativo al condizionamento delle mafie sull’economia, la società e le istituzioni del Mezzogiorno, il senatore Giuseppe Pisanu, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha affermato che le organizzazioni criminali oggi “prosperano silenziosamente, lasciandosi alle spalle i grandi delitti e le stragi, per concentrarsi sugli affari e sulla politica, dosando oculatamente l’uso della intimidazione e della violenza e, in definitiva, contendendo allo Stato le sue funzioni fondamentali”.

Affermazione sicuramente condivisibile e veritiera e che non può non attestare la bontà delle numerose indagini giudiziarie avviate in Calabria, dalle quali emergono le potenzialità della ‘ndrangheta sugli appalti pubblici, sugli affari in genere, quali la sanità e l’ambiente, e sulla politica.

Proprio per questo nel ribadire la bontà del lavoro delle Forze dell’Ordine e di buona parte della Magistratura calabrese, mi spiace constatare come tale lavoro viene spesso purtroppo inficiato dai processi, quasi sempre di secondo grado, attuati presso le Corti d’Appello.

Sicuramente sarà responsabile la legislazione vigente, che assolutamente in tal senso necessita di adeguata rivisitazione, ma appare davvero inaccettabile dover leggere di sentenze giudiziarie in base alle quali non vi sarebbero interessi della ‘ndrangheta sui lavori dell’autostrada SA – RC, così come non vi sarebbero collusioni tra ‘ndrangheta, imprenditoria e politica nel settore dei rifiuti, o ancora non vi sarebbero interessi criminali e politici nella sanità regionale.

Inaccettabile, non solo perché non si incidono il sistema di collusione ed il potere della ‘ndrangheta, ma perché viene inficiata la bontà delle indagini investigative che con tanti sacrifici sono state attuate dalle Forze dell’Ordine e da quella parte della Magistratura calabrese che sentenzia correttamente giustizia e rende libera la gente onesta della nostra collettività.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 30 settembre 2009

mercoledì 22 aprile 2009

Assunzioni sospette nella Sanità Cosentina: intervenga la Magistratura!

Il settore della Sanità in Calabria continua a far emergere disastrose situazioni che non possono più passare inosservate da parte della Magistratura. Nei mesi scorsi in provincia di Cosenza è stato smascherato buon numero d’infermieri che avevano ottenuto diplomi e specializzazioni falsi per svolgere la loro attività. Sempre nei mesi scorsi è rimbalzata sulle cronache nazionali la situazione dell’Istituto Papa Giovanni XXIII, i cui 300 pazienti, in cura per specifiche malattie, sono stati trasferiti in varie Cliniche o Presidi Ospedalieri, senza che siano stati né resi chiari i criteri adottati nella ripartizione dei degenti stessi né un’adeguata valutazione della professionalità e del numero di operatori sanitari chiamati a curare questi sopraggiunti malati.
Corre insistentemente voce che in qualche Clinica della provincia di Cosenza, dopo l’arrivo dei nuovi pazienti provenienti dal Papa Giovanni, si starebbero effettuando assunzioni di personale socio-sanitario dotato di Titolo Professionale sulla cui validità la Magistratura dovrebbe avviare gli opportuni accertamenti.
Il tutto in un periodo elettorale che vede coinvolto l’intero territorio della provincia di Cosenza e, quel che più conta, sulla pelle dei poveri ammalati.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 22 aprile 2009