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martedì 28 ottobre 2008

Cosa Fare? Dimissioni della Giunta Regionale della Calabria!

Trovo sconcertante che l’Assessore regionale alla Salute della Calabria, di fronte alla gravità nella quale versa il settore da lui guidato, piuttosto che produrre i necessari interventi, si premuri a criticare il mio operato .
L’Assessore Vincenzo Spaziante, soltanto da qualche anno è in Calabria e, pertanto, disconosce i critici interventi da me fatti sulle scelte che le varie Giunte regionali (comprese quelle composte dalla coalizione politica alla quale mi onoro di appartenere) hanno riservato alla sanità regionale. Ma nessun alibi è più consentito all’attuale Giunta regionale, il cui Presidente è ormai in carica da tre anni, durante i quali i cittadini calabresi sono stati costretti a registrare tragici fatti di malasanità, l’alternarsi di nomine di dirigenti e funzionari, alcuni privi di titoli specifici, nomine di commissioni la cui spesa dovrebbe essere resa pubblica, aumento del disavanzo della spesa sanitaria regionale.
E che i miei interventi in materia di sanità calabrese non siano strumentali, credo lo evidenzi il saggio comunicato del sen. Achille Serra, il quale ha avuto modo, grazie all’incarico affidatogli a suo tempo dal Ministero della Salute, di verificare personalmente il degrado assoluto nel quale versa la sanità in Calabria.
L’Assessore Spaziante osa chiedermi un suggerimento su “cosa fare”: non sono certamente la persona idonea a raccogliere tale sollecitazione!
Di fronte al degrado che ha portato un’intera Regione al commissariamento pressoché generale, forse le dimissioni di tutta la Giunta mostrerebbero un barlume di responsabilità e restituirebbero ai cittadini calabresi fiducia nelle Istituzioni!

On. Angela NAPOLI

Roma, 28 ottobre 2008

giovedì 1 novembre 2007

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULL'ASL DI VIBO VALENTIA



DA TGR RAI CALABRIA DEL 31 OTTOBRE 2007

Ai Ministri dell’Interno, della Salute e della Giustizia
Per sapere;
premesso che:
- nei giorni scorsi è stato prorogato il Commissariamento dell’ASL n. 9 di Locri (R.C.), sciolto nel maggio 2006, per infiltrazione mafiosa;
- la relazione d’accesso che ha portato al citato commissariamento, ancora segretata, era stata tempo fa riportata, in parte, sulla stampa regionale e dalla stessa emergevano fatti molto gravi, oggi ancora al vaglio della Magistratura;
- nel mese di luglio dello scorso anno, l’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, attesa la natura delle singole Aziende sanitarie e del loro possibile condizionamento da parte delle organizzazioni criminali, ha disposto un indagine conoscitiva su alcune realtà regionali a maggiore influenza mafiosa, ad iniziare dall’ASL di Vibo Valentia , al fine di verificare l’eventuale esistenza di pericoli di condizionamento nella gestione degli appalti per opere, nonché per l’acquisizione di beni e servizi, nelle procedure di assunzione di personale e nel conferimento degli incarichi di qualsivoglia natura;
- l’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia era già rimbalzata alle cronache nazionali per l’inchiesta Ricatto, avviata dalla locale Procura della Repubblica, che ha riportato alla luce una storia di tangenti, apparati para-massonici, concessioni, abusi,ricatti e colletti bianchi;
- l’indagine predisposta dall’Alto Commissario per la prevenzione è stata delegata alla Guardia di Finanza;
- nel febbraio del corrente anno Il quotidiano della Calabria ha succintamente riportato il contenuto del rapporto relativo all’ASL di Vibo Valentia, dal quale emergerebbero dati allarmanti;
- si fa riferimento alla borghesia mafiosa composta da tecnici, esponenti della burocrazia, professionisti, imprenditori e politici che o sono strumentali o interagiscono con la mafia in una forma di scambio permanente fondato sulla difesa di sempre nuovi interessi comuni;
- sempre nel rapporto emerge la capacità di infiltrazione della ‘ndrangheta nella collettività ed il suo farsi istituzione, il suo esondare dall’accaparramento di risorse, senza provvedere ai servizi correlati, fino alle nomine di primari e di direttori generali su cui il crimine organizzato influirebbe in modo determinante, ottenendo sempre nuovi e ulteriori vantaggi;
- l’interrogante, quale componente della commissione parlamentare antimafia ha avuto la possibilità di leggere l’intera relazione dell’Alto Commissario, acquisita agli atti della stessa, che confermano i dati allarmanti riferiti dal citato quotidiano calabrese, e ripresi anche da Il sole 24 Ore dell’8 marzo 2007;
- dalla stessa relazione emerge uno scenario di infiltrazione mafiosa non solo nel P.O. della stessa città di Vibo Valentia, ma anche in quelli di Tropea e Nicotera;
- il P.O. di Vibo Valentia è rimbalzato alla cronaca anche il 26 gennaio 2007, a causa della morte della giovane sedicenne, Federica Monteleone, avvenuta durante una banale operazione di appendicite, e per la quale a tutt’oggi non sono note le vere cause, né le responsabilità che pure andavano accertate anche da un inchiesta interna;
- quali siano i motivi che ad oltre un anno di distanza dal rapporto dell’Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, non abbiano portato alla nomina di una commissione d’accesso presso la ASL n. 8 di Vibo Valentia;

se non ritenga necessario ed urgente far avviare tutte le procedure necessarie allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell’Azienda Sanitaria n. 8 di Vibo Valentia.

On. Angela Napoli