
lunedì 19 agosto 2013
Non lasciamo soli i testimoni di giustizia

domenica 19 maggio 2013
Angela Napoli, già parlamentare: “Le mie lotte alla ‘ndrangheta, la speranza che il Paese possa cambiare”
http://www.italiapost.info/48290-angela-napoli-gia-parlamentare-vi-racconto-le-mie-lotte-alla-ndrangheta-e-la-speranza-che-il-paese-possa-cambiare/
- Le mie battaglie partono da lontano. Sono stata consigliere comunale nel primo Comune sciolto per mafia in tutta la storia: Tauria Nova. E poi ho messo in luce, sempre quando facevo politica locale, Platì – paese sotterraneo passato poi agli onori della cronaca grazie anche al mio intervento. Prima dell’esperienza parlamentare, nella Commissione Nazionale Antimafia.
- Molto. Tutte le mie denunce finora sono state ascoltate, perché tutte fondate su fatti concreti. E, in più, sono punto di riferimento per tanti testimoni di giustizia.
- No. Nient’affatto. Sa direttore, in politica si parla spesso di legalità… ma la quantità di parole spese supera di gran lunga la qualità delle azioni svolte. No, non è facile far politica quando incontri anche nella tua stessa coalizione chi ti mette i bastoni tra le ruote. Non è facile quando ti dicono che… che le lotte contro la mafia non portano consenso, anzi lo fanno perdere, in termini elettorali.
- E’ un fenomeno che dipende da due fattori: da un lato le condizioni economiche, che al sud continuano a essere disagiate, e che quindi permettono a queste persone di avere molto potere nei confronti di chi è disoccupato, in difficoltà; dall’altro lato è una questione culturale, una mentalità da sradicare il prima possibile.
- La mafia è un’industria. La ‘ndrangheta è un’azienda con sede in Calabria, che poi fa riciclaggio nelle regioni dove gira il denaro. Ecco perché giunge in Lombardia, e a Milano.
- Guai se venisse meno la speranza. Nulla cambia se lo sconforto prevale. La speranza mi viene ogni giorno rinfocolata dal vedere tanti cittadini onesti, e dal pensare che – in fondo – basterebbe poco affinché tutti divenissero come loro.
- Assolutamente sì. La politica dovrebbe partire, innanzitutto, dal combattere il fenomeno mafioso senza nessuna divisione di parte. Tutti uniti, riusciremmo a fare delle cose gigantesche.
- Sono solo le prime, Direttore. Bisogna vedere se le speranze iniziali porteranno a dei risultati concreti. Capisco le difficoltà date dalla disomogeneità degli schieramenti, capisco il solito argomento della magistratura e Berlusconi, spero che Letta non faccia solo misure di facciata.
venerdì 17 maggio 2013
LA NAPOLI ANNUNCIA: «MI È STATA RESTITUITA LA SCORTA»
http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/14703_la_napoli_annuncia_mi__stata_restituita_la_scorta/
La Napoli annuncia: «Mi è stata restituita la scorta»
L'ex deputata ringrazia il ministro Alfano per il «suo personale interessamento». In mattinata la protesta ufficiale all'arrivo all'aeroporto di Lamezia Terme
«Ringrazio pertanto il ministro Alfano (che mi ha anche autorizzata a diffondere la notizia) – prosegue la Napoli – per il suo personale interessamento nonché il Prefetto Alberto Pazzanese, Capo dell'Ucis (Ufficio centrale per la sicurezza della persona) per la tempestività del provvedimento a salvaguardia della mia sicurezza».
Questa mattina nell'aeroporto di Lamezia Terme si era registrata la protesta dell'ex parlamentare che, rientrando in Calabria da Roma (risiede a Taurianova), ha scoperto che le era stata concessa una scorta di livello inferiore rispetto a quella di cui aveva usufruito nella capitale.
L'ex parlamentare ed ex componente della Commissione antimafia, oltre che protagonista di denunce contro la criminalità, si è rifiutata di salire a bordo della vettura e ha telefonato al dipartimento del ministero dell'Interno che si occupa delle scorte per segnalare la circostanza, sostenendo di avere avuto assicurazioni sul mantenimento dello stesso livello di protezione.
«Si tratta di un fatto grave – ha detto Angela Napoli all'Ansa – perché da Roma avevano dato disposizioni alla Questura di Reggio Calabria perché mi fosse garantita la scorta di terzo livello, un'indicazione che in Calabria è stata disattesa. Non so se addebitare la responsabilità di quanto accaduto alla Questura di Reggio o al commissariato di Gioia Tauro. So solo che giunta qui non ho trovato ciò che mi era stato assicurato. Ho ricevuto comunicazione ufficiale dall'Uciis di Roma che il provvedimento di abbassamento della mia scorta non è stato approvato. Anzi, è stata data disposizione di mantenere la scorta di terzo livello».
giovedì 26 aprile 2012
Accertare la verità su "trattative" per la cattura di Provenzano
Alla
luce
delle
notizie
relative
alla
cattura
di
Bernardo
Provenzano,
apparse
negli
ultimi
giorni
sui
quotidiani
“Unità”
e
“Calabria
Ora”
e
sul
blog
“Guardie
o
ladri”
di
Roberto
Galullo
de
“Il
sole
24
Ore”,
ho
inviato
una
richiesta
scritta
al
sen.
Giuseppe
Pisanu,
Presidente
della
Commissione
Parlamentare
Antimafia.martedì 21 dicembre 2010
"...Le Istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali.”
martedì 3 agosto 2010
Individuare le collusioni dei Consigli di Lombardia e Calabria
Per quanto riguarda la Calabria personalmente non sono assolutamente meravigliata, giacché, ancor prima della predisposizione delle liste elettorali avevo fatto pubbliche denunzie, sulle quali la Magistratura non avrà mancato di effettuare i doverosi ed ineludibili accertamenti investigativi.
Le mie denunzie, d’altra parte, hanno trovato ampia corrispondenza con i contenuti e le chiare acquisizioni nell’ambito delle inchieste denominate “Meta” e “Crimine”, che consegnano uno spaccato di collusioni gravissime che dimostrerebbero il diretto coinvolgimento di esponenti mafiosi nei consessi elettivi di Lombardia e Calabria.
La Procura di Milano non mancherà di scandagliare tutti gli aspetti di una vicenda torbida contribuendo in tal modo alle decisioni della Procura reggina.
On. Angela Napoli (FLI)
Roma, 03 agosto 2010
mercoledì 30 giugno 2010
Stragi del '92: i rapporti tra politica e mafia

Così come mi sono sempre chiesta se mai i Servizi avessero avuto un qualche ruolo nelle stragi, non foss’altro per la scomparsa dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino.
Oggi voglio dare atto al sen. Giuseppe Pisanu, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, di aver messo in luce tutto ciò nella relazione presentata in Plenaria.
Sicuramente sul tema si aprirà un grande dibattito che, peraltro, non potrà non tener in considerazione anche il lavoro che la Magistratura inquirente siciliana sta effettuando in merito.
Ma sarebbe da veri illusi nascondere e quindi non aiutare a comprovare i rapporti, sempre esistenti, tra politica e mafia, così come sarebbe peccare di ingenuità immaginare che tali rapporti non permangano tutt’oggi.
On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia
Roma, 30 giugno 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
Protocollo antimafia per le elezioni regionali: non condividerò alcun ostruzionismo !

Il protocollo, predisposto dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, senatore Giuseppe Pisanu, (che ringrazio di cuore), su sollecitazione di tutti i Partiti politici presenti nella stessa Commissione, è sicuramente idoneo a garantire davvero la creazione di un valico insormontabile tra politica e mafia.
Per tale motivazione comunico che non condividerò alcuna forma di ostruzionismo dovesse essere profusa nei confronti del citato protocollo antimafia, da qualsiasi parte dovesse provenire.
On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia
Roma, 10 febbraio 2010
giovedì 21 gennaio 2010
REGIONALI: COMMISSIONE ANTIMAFIA FILTRI CANDIDATURE

da: http://www.imgpress.it
giovedì 12 novembre 2009
Nave dei veleni L'Espresso - L'intervista
Quei veleni top secretdi Riccardo Bocca
Il governo cerca di nascondere la verità sull'inchiesta. L'accusa della parlamentare Pdl dell'Antimafia.Colloquio con Angela Napoli
(11 novembre 2009)
mercoledì 21 ottobre 2009
La replica al testimone di Giustizia Grasso
On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia
Ginevra, 21 ottobre 200
mercoledì 30 settembre 2009
La relazione del Censis sul condizionamento delle mafie
Affermazione sicuramente condivisibile e veritiera e che non può non attestare la bontà delle numerose indagini giudiziarie avviate in Calabria, dalle quali emergono le potenzialità della ‘ndrangheta sugli appalti pubblici, sugli affari in genere, quali la sanità e l’ambiente, e sulla politica.
Proprio per questo nel ribadire la bontà del lavoro delle Forze dell’Ordine e di buona parte della Magistratura calabrese, mi spiace constatare come tale lavoro viene spesso purtroppo inficiato dai processi, quasi sempre di secondo grado, attuati presso le Corti d’Appello.
Sicuramente sarà responsabile la legislazione vigente, che assolutamente in tal senso necessita di adeguata rivisitazione, ma appare davvero inaccettabile dover leggere di sentenze giudiziarie in base alle quali non vi sarebbero interessi della ‘ndrangheta sui lavori dell’autostrada SA – RC, così come non vi sarebbero collusioni tra ‘ndrangheta, imprenditoria e politica nel settore dei rifiuti, o ancora non vi sarebbero interessi criminali e politici nella sanità regionale.
Inaccettabile, non solo perché non si incidono il sistema di collusione ed il potere della ‘ndrangheta, ma perché viene inficiata la bontà delle indagini investigative che con tanti sacrifici sono state attuate dalle Forze dell’Ordine e da quella parte della Magistratura calabrese che sentenzia correttamente giustizia e rende libera la gente onesta della nostra collettività.
On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia
Roma, 30 settembre 2009
mercoledì 15 luglio 2009
L'attenzione del Vice Presidente della Commissione Antimafia sui processi di mafia
Componente Commissione Nazionale Antimafia
Roma, 15 luglio 2009
mercoledì 3 dicembre 2008
L'Opinione delle Libertà: l'intervista ad Angela Napoli
Le inchieste che in questi anni hanno riguardato le connessioni esistenti tra imprenditoria, criminalità e politica in Calabria, stanno delineando un quadro allarmante circa la capacità dello Stato di assicurare la legalità sul territorio. Angela Napoli, deputata calabrese del Pdl e componente della commissione antimafia, da sempre impegnata in prima linea nella lotta al malaffare nella sua regione, non perde occasione in ogni suo intervento od iniziativa, per evidenziare “il trasversalismo di certe logiche affaristiche basate sull’illegalità che stanno espandendosi a macchia d’olio in Calabria”.martedì 11 novembre 2008
La Gazzetta del Sud: l'insediamento della Commissione Antimafia
Si insedia la nuova commissione parlamentare che in questa legislatura avrà un campo d'inchiesta più ampioAntimafia, Angela Napoli propone un testo unico
Teresa Munari
ROMAÈ convocata per oggi pomeriggio alle 15 a Palazzo San Macuto la prima seduta della Commissione Parlamentare Antimafia della sedicesima legislatura con all'ordine del giorno l'elezione del presidente, dei due vice e dei due segretari.
Sul presidente sembrano escluse le sorprese: il candidato della maggioranza è Beppe Pisanu. Per i due vice presidenti invece si parla di due siciliani : Fabio Granata (An) e Giuseppe Lumia (Pd). Per i segretari invece in quota Lega spicca Carolina Lussana, vice presidente della Commissione Giustizia e moglie del deputato calabrese Pino Galati, mentre per l'opposizione fra Pd, Udc e Idv potrebbe spuntarla il partito di Di Pietro con il senatore calabrese Luigi Li Gotti.
Come è ormai consuetudine all'inizio di ogni legislatura, viene istituita con legge ad hoc una Commissione d'inchiesta sulla mafia e la criminalità organizzata, ma questa volta la denominazione stessa è cambiata allo scopo di allargare l'attività d'inchiesta, propria della commissione, alle associazioni criminali, anche straniere, presenti e operanti sul territorio nazionale. Il comma 3 dell'art. 1 amplia infatti i poteri dell'organismo bicamerale, anche alle associazioni criminali comunque denominate, alle mafie straniere e alle organizzazioni di natura transazionale, mentre l'attività viene allargata a tutti i raggruppamenti criminali con le caratteristiche di cui all'art. 416 bis del codice penale che siano comunque pericolose per i cittadini.
Per quanto riguarda i compiti della Commissione sono ribaditi gli ambiti di attività assegnati all'organismo bicamerale nella scorsa legislatura, dando tuttavia maggior rilievo all'attività di indagine in ambito internazionale e rafforzando l'attività conoscitiva nei confronti dei processi di internazionalizzazione delle organizzazioni criminali. Firmatari Angela Napoli (An) e Giuseppe Lumia ( Pd) la loro proposta ha ottenuto l'unanimità anche sulla possibilità di incrementare «l'attività d'indagine del rapporto mafia e politica, e in particolare nel processo di selezione e formazione delle candidature nelle assemblee elettive».
«In sostanza – precisa il sen. Lumia raggiunto al telefono da "Gazzetta del Sud" – così come prescrive il testo la Commissione potrà utilizzare fino in fondo il suo potere di inchiesta e dovrà dunque essere più forte nell'indirizzo legislativo. La nostra legge ha infatti rafforzato questa possibilità. Adesso si tratta di lavorare su due binari approfondendo per un verso il rapporto mafie-economia e per un altro mafie e politica. Particolare attenzione sarà infatti destinata ai risvolti economico-finanziari e ai profili economico-sociali dei fenomeni mafiosi».
Secondo l'on. Angela Napoli, «alla luce dell'evidente radicamento della 'ndrangheta a livello nazionale ed internazionale, il lavoro della nuova Commissione non potrà non assumere come documento di base proprio la relazione sulla 'ndrangheta approvata nella scorsa legislatura. Così come bisognerà approfondire la presenza della camorra, fenomeno in piena escalation, ma soprattutto sarà bene che la Commissione si impegni per arrivare a definire un testo unico sulla normativa antimafia, in modo da imprimere maggiore incisività alla legislazione vigente, ancora troppo frastagliata e con norme spesso scollegate fra loro che ritardano i criteri investigativi».
«Mi riferisco – spiega ancora la Napoli – alla necessità di mettere in sinergia, appunto con un testo unico, le norme sulla confisca dei beni, quelle sul riciclaggio, le altre relative al 41 bis, al patteggiamento allargato, le leggi sugli appalti e sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Ma la Commissione potrà arrivare solo fino ad un certo punto: sarà nostro compito portare a termine uno studio recuperando appieno il ruolo propositivo, ma l'ultima parola toccherà comunque al Parlamento».
martedì 7 ottobre 2008
giovedì 29 novembre 2007
L'On. Napoli contro la revoca del programma di protezione a Giuseppe Grasso
Dopo il lungo ed importante lavoro svolto da alcuni mesi, quale coordinatrice del Comitato sui Testimoni di giustizia della Commissione Nazionale Antimafia, sono fortemente preoccupata per la revoca del programma di protezione al Testimone Giuseppe Grasso. Da sempre sono stata convinta dell’
importanza che hanno i testimoni di giustizia nel contrasto alla criminalità organizzata: la loro denunzia ed il loro coraggio sono risultati fondamentali per assicurare alla giustizia coloro che usurpano, attraverso racket ed usura, il bene altrui,quasi sempre conquistato con anni di lavoro e di sacrifici.
Le audizioni in Commissione Parlamentare di numerosi testimoni di giustizia mi hanno convinta della necessità di tutelare, con maggiori garanzie, di tali figure, rispetto a quanto previsto dalla apposita legge n. 45/2001 e proprio in tal senso ho approntato una relazione che verrà discussa e mi auguro approvata, entro il corrente anno dall’intera Commissione.
Ma proprio perché dovrebbe essere riconosciuta pienamente la specificità della figura del Testimone di giustizia e lo Stato dovrebbe essere maggiormente rispettoso di tale ruolo, non posso condividere la decisione della revoca del programma di protezione per Giuseppe Grasso. So che l’uomo non ha un carattere “facile”, ma come è possibile accettare la scelta della Commissione centrale, decisa l’8 novembre 2007, all’indomani della sentenza di condanna a otto anni di Pantaleone Mancuso, uno dei capi dell’omonima cosca, conseguente proprio all’accusa di Grasso? Non solo, ma Giuseppe Grasso, il 21 novembre u.s., ha ancora testimoniato nell’importante processo “Odissea” contro i La Rosa di Tropea, per ben 4 ore ed il 4 dicembre p.v., dovrà essere sentito, insieme alla signora Franzè Francesca, alla quale non è stato revocato il programma di protezione, sempre nel citato processo “Odissea”.
Saranno forse pure coincidenze le date di riunione e di deliberati della Commissione centrale, ma la decisone di revoca non può che apparire punitiva per il Grasso, negando quasi il coraggio che lo stesso ha avuto e sta continuando ad avere nel testimoniare contro gli uomini della ‘ndrangheta vibonese.
Continuerò ad essere a fianco di Giuseppe Grasso e di tutta la sua famiglia e dell’episodio, che, ripeto, reputo grave, ho già provveduto ad informare la Commissione Nazionale Antimafia, invitando il Presidente on. Forgione, ad intervenire per sanare la grave situazione.
On. Angela NAPOLI
Coordinatrice Comitato Antimafia sui Testimoni di giustizia
Roma 29 novembre 2007


