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martedì 10 febbraio 2009

Le indagini avviate dalla Procura della Repubblica sul Porto di Paola

Dopo la mia seconda interrogazione parlamentare, presentata il 2 luglio 2008, relativa alle strane vicende legate alla costruzione del Porto di Paola, sono stata accusata, dalla locale Amministrazione Comunale, di irresponsabilità e comunque di palese volontà tendente a bloccare lo sviluppo di quella città.
Addirittura mi è stata lanciata la sfida con la convocazione, quale accusata, ad un Consiglio Comunale aperto sulla vicenda.
Oggi, leggo sulla stampa la conferma delle indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Paola, alla luce delle quali mi sembra di cogliere che le perplessità sull’intera vicenda non erano per nulla basate sulla volontà di creare inutili falsi allarmismi.
Non sta certo a me individuare eventuali responsabilità, ma non posso non ribadire le “stranezze” che hanno portato alla cessione delle quote dalla Sider Almagià, prima ad una società spagnola, rivelatasi poi fantasma, e successivamente alla Cinabro S.p.A., il cui capitale sociale iniziale era solo di diecimila euro.
Ritengo, quindi, lecito sapere, ma non mi sembra che l’Amministrazione Comunale di Paola lo abbia mai chiarito, se e chi può garantire che la società Cinabro, con il minimo capitale sociale, riuscirà a costruire un’opera importante come il Porto di Paola. Così come credo sia lecito dover conoscere quanti dei fondi stanziati a suo tempo dal CIPE per il Porto in questione siano stati fino ad oggi realmente spesi.
Quanto tempo ancora dovrà passare per far si che i calabresi non siano costretti ad individuare interessi di politici ed imprenditori dietro qualsiasi attività legata allo sviluppo del territorio?

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 10 febbraio 2009

domenica 19 ottobre 2008

La Conferenza Stampa sulle vicende del Porto di Paola

Dal TGR Calabria del 18 ottobre 2008



Paola Ieri la conferenza stampa dell'on. Angela Napoli sui retroscena legati alla società "Cinabro"
Il Pdl getta ombre inquietanti sulla costruzione del nuovo porto
La parlamentare del Pdl: «Se il sindaco non risponde intervenga la magistratura»

Marta Perrotta
Se l'Amministrazione non ha intenzione di fornire risposte esaurienti, allora ci pensi la magistratura a dare alla città tutte le risposte agl'interrogativi che scaturiscono dalla vicenda porto.
È stata un fiume in piena, l'onorevole Angela Napoli, che ieri pomeriggio ha parlato per circa un'ora di porto, finanziamenti pubblici fantasma, passaggi amministrativi poco chiari, società di capitali dalla composizione oscura. La parlamentare del Pdl ha così raccolto – sebbene indirettamente – la sfida che l'Amministrazione Perrotta le aveva lanciato nei giorni scorsi, quando la maggioranza si era rifiutata di rispondere in consiglio comunale alle interrogazioni avanzate dal gruppo dell'opposizione di centrodestra. La minoranza del Pdl, carte alla mano, aveva sollevato una serie di dubbi sull'affidamento dell'opera pubblica più grossa attualmente in discussione, alla Cinabro spa, divenuta socio di maggioranza della Porto dei Normanni grazie all'acquisizione delle quote della società che nel 1999 aveva vinto l'appalto, la Sider Iteras. «Non posso intervenire in un consiglio comunale – ha spiegato la Napoli – tanto meno per rispondere del mio operato in Parlamento. Me lo impedisce il regolamento, che ne fa espresso divieto. E poi il mio compito è quello di interloquire con i ministri competenti». Mentre, a proposito di sfide, il consigliere Ernesto Trotta ha rilanciato, invitando il vicesindaco, Piero Lamberti, a un pubblico confronto «per discutere di quelle carte che in assise comunale non hanno voluto nemmeno guardare».
Per l'ex vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, ma anche per gli esponenti locali del partito di Berlusconi – che il coordinatore di An, Mimmo De Rosa ieri pomeriggio ha invitato a tornare al Sant'Agostino per continuare a svolgere il proprio ruolo di controllo – «la mia assenza dal consiglio comunale è stato solo un alibi. La verità è che non si vuole discutere, non si vuole dare conto alla città di quanto sta accadendo. E questa è dittatura».
A destare perplessità è la composizione societaria del nuovo partner privato della Porto dei Normanni. «Chi è questo signor Antonio Mosetti, amministratore delegato della Cinabro? – si è chiesta la Napoli – Come è stato individuato quale nuovo socio? Quali referenze ha?». E ancora, dalle visure camerali della Cinabro sono spuntati nomi di imprese e personaggi stranieri, una pista che conduce in Congo e addirittura a Panama, noto paradiso fiscale. «Non possono farla franca – ha affermato la deputata Pdl – I ministri potranno rispondere su documenti, sulle autorizzazioni, sul finanziamento Cipe. Ma non sulla legittimità di questa operazione. È per questo che riteniamo che sia arrivato il momento che altre istituzioni prendano in mano le redini della situazione». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il consigliere regionale Tonino Pizzini, che ha affermato che «a questo punto la politica deve fare un passo indietro». Dubbi e sospetti nascono «proprio dal loro atteggiamento reticente», come hanno affermato tanto la Napoli quanto Pizzini. Un atteggiamento che, per la parlamentare «sembra scaturire da un senso di colpa». Sia chiaro, però: può anche darsi che sia tutto in ordine. «Ma allora perché questa chiusura? – ha affermato – Noi chiediamo solo che sia fatta chiarezza perché per esperienza sappiamo che le infiltrazioni mafiose sono più facili proprio laddove ci sono ombre. E ci auguriamo che il porto, che anche noi vogliamo fortemente, nasca libero da qualunque ombra».

domenica 28 settembre 2008

L'intervista sulle vicende del Porto di Paola (CS)

24 settembre 2008

«Attenti ai clan e al malaffare»

Angela Napoli dell’Antimafia: «Ben venga l’inchiesta della Procura»
Angela Napoli, parlamentare di Alleanza nazionale e membro della commissione Antimafia, interviene a 360 gradi sulla vicenda del porto di Paola e, più in generale, sul “cancro” calabrese legato alle infiltrazioni mafiose nel settore dei lavori pubblici.
Onorevole Napoli, lunedì l’autorità giudiziaria ha apposto i sigilli all’area su cui doveva sorgere il cantiere per la realizzazione del porto. Il provvedimento è legato a un procedimento penale del 2004 per un incidente causato da una tromba d’aria. Ma sull’intera vicenda del Porto, com’è noto, esiste una sua interrogazione parlamentare, predisposta mesi addietro, che attualmente si trova all’attenzione della procura della Repubblica?
Cosa sta accadendo?
«Preliminarmente, in relazione a quello che è accaduto l’altro ieri, le dico che quando viene bloccata un’opera pubblica, io non canto mai vittoria perché sono convinta che senza le opere pubbliche non si possa parlare di sviluppo. Quando si blocca un’opera, a mio avviso, si blocca lo sviluppo. Tuttavia sono altrettanto consapevole che in Calabria è ora di smetterla con la corruzione e il malaffare. Le opere pubbliche devono essere espletate all’insegna della massima legalità. Sulla vicenda del porto di Paola, com’è noto, ho semplicemente chiesto di conoscere le motivazioni – e i ministri dovranno rispondere a questa interrogazione – come mai si è ritirata da questo appalto la società che possedeva il potenziale economico, le attrezzature, gli strumenti, l’esperienza e quant’altro, ed è stata favorita una società che si è costituita un anno fa e che ha un capitale sociale assolutamente incompatibile con le necessità di una società che deve costruire un porto di quella portata. Dunque, ho chiesto chiarezza».
Una richiesta chiarezza che ha sollevato tanto clamore e tanti veleni...
«Perché ci sia stato tanto scandalo sulla mia interrogazione parlamentare non riesco a capirlo. Non capisco perchè sono stata accusata di guardare oltre il confine della mia provincia; chi mi accusa non riesce a rendersi conto che sono un deputato eletto dall’intera Calabria e ho il dovere di guardare il contesto generale. Peraltro, com’è noto, non sono nuova alle attenzioni sulla costa tirrenica cosentina. A parte queste accuse, non capisco perché si siano sentiti così offesi dalla mia semplice richiesta di chiarezza e notizie. Certo, quanto da lei riportato oggi su Calabria Ora in merito al sequestro di quell’area, mi fa capire che forse c’era anche altro che non andava, e quindi ben venga l’iniziativa di indagine avviata dalla procura della Repubblica di Paola».
Le recenti inchiesta della Dda dimostrano che sui porti c’è (o c’è stata) la mafia. Quindi c’è molta preoccupazione per eventuali infiltrazioni mafiose sui lavori del porto di Paola. Lei ha già reso noti questi suoi timori?
«Purtroppo tutte le indagini stanno dimostrando che in Calabria non c’è opera pubblica che non abbia avuto l’attenzione della ‘ndrangheta. D’altra parte laddove c’è un’opera pubblica ci sono finanziamenti, e i finanziamenti non possono non far gola agli uomini delle cosche. Ho semplicemente evidenziato anche questo nella mia interrogazione; non ho assolutamente detto che c’è la ’ndrangheta nel porto di Paola. Ho però evidenziato uno stato di cose che, purtroppo, fa parte del sistema della malavita locale e del sistema calabrese; quindi, anche in tal senso, le indagini della Procura di Paola dovranno fare chiarezza. Capire se vi sono già ingerenze o meno. Non si tratta di una questione territoriale, è cosi in tutto il territorio calabrese; non c’è parte che non sia esente dalla presenza della criminalità organizzata negli affari economici, negli appalti pubblici e in tutti quello che produce».
E allora, morale della favola: l’amministrazione comunale come dovrebbe agire per scongiurare infiltrazioni mafiose? Magari controllando meglio gli appalti pubblici?
«Credo che questo avrebbe dovuto farlo all’atto dell’affidamento dell’appalto. Non so se l’amministrazione comunale abbia fatto degli interventi mirati, come ad esempio protocolli, cioè se abbia affidato i lavori in accordo con un protocollo concordato con la prefettura di Cosenza. Mi auguro, ad ogni modo, che sia stato preso ogni accorgimento del caso».
Un’ultima informazione: il Comune le ha fornito i verbali di quel consiglio comunale in cui lei è stata contestata?
«Ho avuto i documenti solo del consiglio, e la verbalizzazione non è mai integrale. Avevo chiesto la registrazione alla emittente televisiva locale ma non me l’hanno ancora data. In quel consiglio sono stata criticata ai limiti della denuncia per diffamazione e calunnia».
Intanto il nuovo consiglio comunale sul porto, richiesto dalle forze di opposizione, si terrà il 1° ottobre prossimo per le ore 16. Si parlerà anche della delibera 228 (presa d’atto concessione porto dei Normanni).

GUIDO SCARPINO
g.scarpino@calabriaora.it

mercoledì 2 luglio 2008

L'interrogazione sul Porto di Paola

Ai Ministri delle Infrastrutture e Trasporti e per lo Sviluppo Economico

– Per sapere – Premesso che:

- in data 10.05.01, a seguito di pubblicazione del bando europeo è stata costituita tra il Comune di Paola, Sider Almagià S.p.a. e Sider Almagià gestione porti S.r.l. , la Società Porto dei Normanni S.p.a. finalizzata alla realizzazione del Porto Turistico di Paola;
- la Società di cui sopra ha la tipologia di società mista, di natura pubblico – privata, con partecipazione minoritaria dell’ente pubblico (30 % delle azioni);
- l’importo dei lavori per la realizzazione del Porto ammonta ad oltre 25.000.000,00 di euro, di cui 4.500.000,00 finanziati dal CIPE ed erogati nel 1999 per l’apporto economico del socio pubblico.
- la Sider Almagià, vincitrice del Bando europeo, è un colosso dell’imprenditoria portuale che opera in tutta Europa, ed ha realizzato strutture portuali e grandi opere in tutta Italia ed anche all’estero, inoltre possiede attrezzature e strutture idonee;
- l’ente pubblico (Comune di Paola) già nel 2006, con delibera della Giunta Comunale, ha dato l’assenso per la cessione delle quote dalla Sider Almagià ad una società spagnola, rivelatasi poi fantasma; infatti la procedura si è bloccata e la deliberazione è stata respinta dal Consiglio Comunale a seguito dei rilievi esposti da alcuni consiglieri comunali nonché della precedente interrogazione parlamentare n. 4-00976, presentata dall’interrogante in data 19.09.2006 ;
- nella stessa interrogazione parlamentare si faceva riferimento a indagini da parte della Procura della Repubblica di Paola circa la procedura per la realizzazione del Porto dei Normanni;
- in data 11.12.07 la Giunta ha riproposto ed ottenuto dal Consiglio Comunale, a maggioranza dei presenti, nonostante le dure proteste ed i rilievi della minoranza, di deliberare l’assenso per la cessione delle quote da parte del socio privato, ma questa volta ad un'altra società, la Cinabro S.p.A;
- da quanto riportato sui quotidiani “Calabria Ora” e “La Provincia Cosentina” dell’8 settembre 2006, la vicenda risulterebbe già attenzionata dalla Procura della Repubblica di Paola;
- la Cinabro S.p.A., con capitale sociale € 10.000,00 (diecimila), è stata costituita il 21.10.06 ed ha iniziato l’attività il 31.10.07, ovvero, solo poco più di un mese prima dell’avvenuta cessione delle quote del socio privato con l’assenso da parte del Comune;
- la Cinabro S.p.A possiede solo 2.500,00 euro di attrezzature e solo 19.500,00 euro di liquidità, e le uniche credenziali bancarie sono rappresentate dall’ accensione di un conto corrente presso il Banco di Sardegna, e quindi tale situazione finanziaria non garantisce oggettivamente la realizzazione dell’opera:
- se non ritengano necessario ed urgente avviare un’adeguata indagine amministrativa per verificare l’utilità e l’interesse pubblico, richiesti dalla legge, e sottesi a giustificare la cessione delle quote dal socio vincitore della gara europea che ha costruito porti in tutta italia ad una società costituita un anno prima, e che ha iniziato la propria attività poco più di un mese prima della deliberazione del Comune di Paola, che non ha realizzato altre opere infrastrutturali e che risulta priva di adeguati capitali finanziari;
- se non ritengano necessario ed urgente verificare le motivazioni che hanno portato la Sider Almagià a derogare dai compiti contrattuali;
- se non ritengano necessario ed urgente verificare le motivazioni che fino ad oggi hanno portato al mancato avvio per la realizzazione del Porto di Paola;
- se non ritengano necessario ed urgente avviare un’adeguata indagine amministrativa per verificare quanti fondi del finanziamento CIPE sono stato realmente spesi fino ad oggi;
- se non ritengano, altresì, necessario ed urgente far svolgere adeguate indagini amministrative sulla Società “ Porto dei Normanni S.p.A.” e sull’esecuzione dei lavori relativi al Porto di Paola;
- se non ritengano necessario ed urgente nominare un’ Authority che funga da controllo sia sul corretto utilizzo dei fondi stanziati sia sulle diverse decisioni relativi agli assetti societari del “ Porto dei Normanni S.p.A.”.

On. Angela NAPOLI

Roma 2 luglio 2008