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martedì 28 novembre 2017

IL BUSINESS CHE NON CONOSCE CRISI



La Calabria non è di certo immune al fenomeno del gioco d’azzardo e della ludopatia. 
Se ne è parlato a Lamezia Terme durante un convegno promosso dall’associazione Risveglio Ideale 


https://www.youtube.com/watch?v=SgwIIg3-Lew&feature=share 









mercoledì 15 marzo 2017

In memoria del Prof. Nicolò Domenico Pandolfo, vittima innocente di ‘ndrangheta

                         COMUNICATO  STAMPA

L’Associazione “RISVEGLIO IDEALE, presieduta dall’on. Angela Napoli, ha dato l’adesione alla Giornata della Memoria e del Ricordo, organizzata da LIBERA a LOCRI per il prossimo 21 marzo e, pertanto, parteciperà a tutte le manifestazioni che si svolgeranno nella città calabrese.
L’Associazione ha, altresì, aderito al progetto “Locri – Luoghi di Speranza, Testimoni di Bellezza” ed ha ricevuto da adottare la storia del professor Nicolò Domenico PANDOLFO, quale vittima innocente della ‘ndrangheta.
Nicolò Domenico PANDOLFO era un primario di neurochirurgia presso l’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria ed aveva anche l’incarico di consulente presso il Nosocomio di Locri, dove si recava ogni sabato. Sposato e padre di tre figli, il 20 marzo 1993, all’età di soli 51 anni, alcuni killer, con 7 colpi di pistola calibro 7.65, lo uccisero barbaramente a poche decine di metri dall’ingresso del nosocomio locrese, nel mentre stava per raggiungere la sua auto, posteggiata poco distante, e tornare a casa. Anche in questo caso, purtroppo prevalse la cappa di omertà sugli spettatori della spietata esecuzione. Le indicazioni fortunatamente vennero date dallo stesso professor Pandolfo prima che spirasse, due ore dopo il ricovero presso i “Riuniti” di Reggio Calabria.
Il delitto fu commissionato dal boss Cosimo Cordì, allora a capo dell’omonima famiglia della ‘ndrangheta locrese, perché il professor Pandolfo non era riuscito a strappare alla morte la bambina, figlia del boss, colpita da un tumore al cervello. Un delitto assurdo, commissionato da Cosimo Cordì, subito arrestato al Policlinico di Bologna, dove era ricoverato da due giorni. Cosimo Cordì venne poi ucciso nel 1997 e, altro fatto grave, la squadra di calcio di Locri osò osservare un minuto di silenzio per a sua morte.
Delitto assurdo, quello del professor Pandolfo e che dimostra come nelle vene dei boss di mafia scorra solo “sangue di crudeltà”, “sangue di vendetta” che si riversa spesso su vittime innocenti.
Anche la memoria del professor NICOLO’ DOMENICO PANDOLFO, accanto a quella di tutte le altre vittime di mafia, è un dovere a cui nessuno può sottrarsi.
                           La Presidente
                           Angela Napoli
Taurianova, 15 marzo 2017





martedì 8 marzo 2016

Convegno Regionale “L’IMPEGNO DELLE DONNE PER IL RISVEGLIO DELLA CALABRIA”



Mio intervento conclusivo  al Convegno Regionale “L’IMPEGNO  DELLE DONNE PER  IL  RISVEGLIO DELLA CALABRIA” organizzato da Risveglio Ideale e svoltosi l’8 marzo 2016 al Centro Agroalimentare


Fonte Risveglio Ideale FB















sabato 17 ottobre 2015

“BUON COMPLEANNO DODO’ “

A Crotone, mi sono state conferite targa e tessera di Socio Onorario  
dalla neonata Associazione “DODO’ GABRIELE” .






Quest’anno, alla sua VII edizione, la giornata della legalità “BUON COMPLEANNO DODO’ “ 
dedicata al piccolo DODO’ GABRIELE -  ucciso a meno di 11 anni di età dalla ‘ndrangheta e che oggi compie 17 anni - la GIORNATA DELLA LEGALITA’ è stata organizzata dalla  neonata Associazione “DODO’ GABRIELE” insieme a LIBERA Crotone e LIBERA Calabria.

Crotone, lì 17 ottobre 2015 

venerdì 10 luglio 2015

L'ANTIMAFIA DEI FATTI a REGGIO CALABRIA

Mia intervista

e servizio di Reggio Tv by Cristina Scullino della presentazione ANGELA NAPOLI L'ANTIMAFIA DEI FATTI a Reggio Calabria. 




 Nell’ambito del programma di iniziative degli Stati Generali della Cultura e/è Legalità dell’Assessorato alla Cultura e Legalità della Provincia di Reggio Calabria, a Reggio Calabria ULYSSES, L’ISTITUTO ITALIANO PER L’ANTICORRUZIONE RISVEGLIO IDEALE hanno presentato 
“L’ANTIMAFIA DEI FATTI DI ANGELA NAPOLI
LIBRO INTERVISTA A CURA DI ORFEO NOTARISTEFANO 
FALCO EDITORE 



giovedì 4 giugno 2015

Testimoni di giustizia senza tutela



In attesa che intervenga la politica

Testimoni di giustizia senza tutela
Finito il programma di protezione devono poter tornare a una vita normale


di Marianna FERRENTI 

I testimoni di giustizia sono le sentinelle del territorio, che anziché cedere alle richieste delle organizzazioni criminali e rimanere vittime del racket, decidono con coraggio e senso di responsabilità di denunciare gli episodi di estorsione o usura subiti. Entrano in un programma caratterizzato da misure di protezione ordinarie e, qualora risultino insufficienti, vengono speciali misure di sicurezza, incardinate sull’attività della Commissione centrale presso Ministero dell’Interno che tutelino l’incolumità di soggetti a rischio, quelli in costante e gravissimo pericolo di vita. Da quel momento lasciano la terra d’origine e vengono trasferiti in un luogo segreto dove vivranno fino a quando il pericolo non sarà cessato. Una permanenza che può durare lunghissimi anni prima che il programma di protezione termini il suo corso. Colpisce una frase che ha rilasciato per ‘L’Indro‘ Luigi Coppola, testimone di giustizia dal 2001: “Se potessi rinascere sapendo di vivere il calvario vissuto fino ad oggi, sceglierei la Sicilia, lì almeno negli ultimi anni c’è un’attenzione istituzionale che in altre regioni, come la Campania, non esiste”.
Il suo calvario inizia quando, svolgendo la sua attività di commerciante di auto, entra nel mirino di alcuni clan camorristici nell’area tra Pompei e Castellamare di Stabia. Denuncia i tentativi di estorsione subiti e viene sottoposto a un programma di protezione che è durato nove lunghissimi anni, dal 2001 al 2010. Poi, gli viene tolta la scorta e deve affrontare, dal suo punto di vista “l’isolamento e lo stato di abbandono da parte della società e delle istituzioni”. 
Cerchiamo di capire se e in che modo le istituzioni garantiscono a questi cittadini il sostegno per l’integrazione nella comunità, garantendo loro una vita dignitosa. Proviamo ad analizzare quali sono gli interventi che la politica sta attuando per l’integrazione sociale di onesti lavoratori che hanno avuto come unica ‘colpa’ quella di aver contribuito con la loro testimonianza a combattere l’illegalità. 
Ne parliamo con Davide Mattiello (Gruppo indipendente –Pd) e Angela Napoli (ex Fli). Il primo è componente della V Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno delle mafie, e sulle altre associazioni criminali, la seconda è attualmente consulente della Commissione parlamentare Antimafia e presidente dell’Associazione ‘Risveglio Ideale’. Entrambi si sono occupati nel loro percorso politico di testimoni di giustizia. 
Mattiello ha fatto parlare di sé per la relazione approvata il 20 ottobre 2014 all’unanimità della Commissione Antimafia, nella quale, tra l’altro, si auspica la riduzione del ricorso allo strumento della testimonianza in dibattimento come fonte di prova. “Spesso durante i dibattimenti ci si appoggia un po’ troppo a queste testimonianze perché, essendo intrinsecamente attendibili, risultano ‘comode’ per la magistratura, in grado così di chiudere in breve tempo un processo”. “Si potrebbe  fare a meno della loro testimonianza in dibattimento come fonte di prova, evitando loro il trauma di tutte le conseguenze vissute. Oggi esiste per gli investigatori una tecnologia adeguata in grado di costruire prove incontrovertibili da portare in dibattimento. Abbiamo i satelliti, i social network e gli altri strumenti utili a captare i flussi digitali di una persona”, ribadisce l’onorevole Mattiello.
Angela Napoli invece si è occupata di testimoni di Giustizia dal 2006 e nel 2008 è diventata coordinatrice del comitato preposto, interno alla Commissione parlamentare antimafia ed è stata membro della Commissione Parlamentare Antimafia per quattro legislature. Attualmente non è più deputato essendosi dimessa dal Fli nel gennaio 2013. Cerchiamo di comprendere con entrambi gli interlocutori quali possono essere gli interventi migliorativi per la qualità della vita sia dei testimoni di giustizia sia delle loro famiglie. 
Ho predisposto e fatto approvare una adeguata relazione, nella quale, non solo venivano esposti i punti di criticità che permangono nelle norme vigenti, ma proponevo anche soluzioni, per alcune delle quali sarebbe necessario un intervento normativo, per altre una diversa valutazione di approccio e di interventi da parte degli organismi preposti alla tutela dei Testimoni”, afferma la ex onorevole Napoli. Per Angela Napoli “nonostante l’azione del Servizio Centrale di Protezione metta in atto gli standard delle misure tutorie previste dalla vigente normativa, le stesse risultano carenti e quindi andrebbero individuate nuove soluzioni gestionali ed operative”. “Le misure di protezione andrebbero calibrate in relazione alle caratteristiche specifiche di ciascun Testimone di giustizia, tenendo conto della tipologia in cui esso si inquadra. Ad esempio occorrerebbe individuare un’adeguata capacità degli organi di protezione a trattare i Testimoni che svolgevano l’attività di imprenditore nella località di origine e che vorrebbero continuare a svolgerla nella stessa località”. 
Un discorso che implica, a monte, una migliore pianificazione politica delle risorse. Alla base degli impedimenti che in questi anni hanno ostacolato il miglioramento della qualità della vita di questi cittadini vi è “l’esistenza della mentalità che ha considerato, quasi sempre, la figura del testimone come un ‘peso’ e non come una ‘risorsa’. Tale mentalità non ha sicuramente riservato l’attenzione necessaria ad eliminare tutti i punti di criticità esistenti, tra i quali la non sempre adeguata selezione e formazione del personale preposto alla speciale protezione” sostiene la Napoli. 
Sullo stato di abbandono e di isolamento istituzionale la consulente della Commissione Antimafia è netta: “Gli organismi preposti all’attribuzione della tutela dovrebbero essere consapevoli che il pericolo dell’incolumità personale del Testimone di giustizia non finisce sicuramente quando, finite le varie fasi processuali, il criminale viene assicurato alle patrie galere
Per Davide Mattiello, tra i problemi che urgano di essere affrontati vi è la ricezione delle notifiche: “Quando non vi è nessuna possibilità di collegamento con il mondo esterno, lo Stato deve mettere in condizione il testimone di ricevere in modo puntuale le notifiche, cioè le informazioni ufficiali circa le ordinarie questioni amministrative e fiscali, onde evitare il fallimento delle aziende, l’accumulo di debiti, le perdite immobiliari, e molte altre situazioni che possono verificarsi nel momento in cui non si ha la possibilità di occuparsene direttamente, per la distanza dal luogo di origine”, chiosa il deputato. 
Inoltre, la politica, fino ad oggi, non è intervenuta adeguatamente per favorirne l’inserimento lavorativo.  “La capitalizzazione è spesso inadeguata. Il tesoretto che viene dato nelle mani del testimone per ricominciare una nuova vita non è sufficiente. Avrebbero bisogno di un accompagnamento al lavoro più responsabile e sostanziale”, chiosa l’onorevole Mattiello. 
Oggi la legge approvata lo scorso febbraio prevede l’inserimento lavorativo nella Pubblica Amministrazione qualora queste persone non riescano a inserirsi in altri settori, ma al momento è attuata solo in Sicilia, regione a Statuto Speciale e non nelle altre regioni d’Italia. “La regione siciliana ha previsto dei fondi pubblici ad hoc per l’assunzione. Questo significa che i testimoni siciliani possono essere assunti anche in esubero rispetto ai posti disponibili. Nelle altre regioni, invece, la legge nazionale non ha previsto fondi ad hoc per l’assunzione. Ciò vuol dire che in altre regioni i testimoni potranno essere assunti mano a mano che si liberino dei posti nella P. A. sulla base di determinate graduatorie e solo qualora vi sia la copertura in bilancio”. “Al momento stiamo facendo una ricognizione dei posti disponibili nella P.A., staremo a vedere cosa succede in autunno quando finiremo il nostro lavoro. Allora saremo in grado di fare un bilancio”, conclude Mattiello. 

http://www.lindro.it/0-politica/2015-06-04/179495-testimoni-di-giustizia-senza-tutela/  

domenica 30 novembre 2014

Libero Report di una bella serata a Lamezia Terme

ORFEO NOTARISTEFANO: “L’ANTIMAFIA DEI FATTI”. IL LIBRO DI ANGELA NAPOLI.
Libero Report di una bella serata a Lamezia Terme
Una grande, una bella iniziativa ieri sera a Lamezia Terme. Mi è dispiaciuto per le tante, troppe persone che non sono riuscite ad entrare in sala e sono rimaste nella hall del Grand Hotel Lamezia. Abbiamo presentato il libro di Angela Napoli “L’Antimafia dei Fatti”, pubblicato da Falco, un editore bravo, onesto e coraggioso di Cosenza. Una manifestazione molto partecipata, grande attenzione da parte di tutti. Con Angela Napoli, Paolo Pollichieni, il professor Giorgio Lo Feudo e Michele Falco. Nella sala gremita, tantissimi i testimoni di giustizia, tanti cittadini venuti anche da fuori Lamezia, tante persone di buona volontà. Nello scrivere il libro, abbiamo pensato proprio a tutti loro. E a tutti loro abbiamo pensato ieri sera. Non riesco a citare tutti, perché sicuramente dimenticherei qualcuno. Ma spero che i presenti si riconoscano in queste mie parole. Ovviamente c’era Risveglio Ideale al gran completo, l’Associazione fondata da Angela Napoli e di cui abbiamo scritto nell’ultimo capitolo del libro.
I nostri interventi sono stati tutti veloci, diretti, nessuno di noi si è parlato addosso, ma l’interlocuzione con la sala è stata continua, con tutti ci è bastato lo scambio di uno sguardo per capirci bene tra noi. E come ci siamo capiti bene! E’ prevalso, ieri sera, il Noi progettuale, il contrario esatto dell’Io narcisistico che dilaga in tante pieghe della società.
Questo libro è un punto di arrivo di un lungo percorso, caratterizzato dall’impegno di Angela Napoli nelle Istituzioni e nei territori della Calabria e non solo. Ma il libro è anche un punto di ripartenza per estendere la nostra rete di rapporti, per continuare a costruire percorsi per la Legalità e la Giustizia, una mission alla quale Angela Napoli ha dedicato la sua vita, come si legge nella quarta di copertina e come lei stessa ha ribadito ieri sera: “un impegno che continua e si rafforza con il contributo di tutti”.
Questo è un libro d’Amore: per la Calabria, per l’Italia, per l’Europa.
E’ un libro che segna la differenza tra l’antimafia parolaia, di parata e inconcludente e l’Antimafia dei fatti, come recita il titolo e non solo. Nel libro ci sono pezzi di vita di Angela Napoli e di quanti sono stati dalla parte giusta, con la schiena dritta, come i testimoni di giustizia presenti in sala. Ma per fare l’Antimafia dei fatti, occorre anche saper fare Politica con la P maiuscola, una Politica fondata sull’Etica, perché l’Etica libera la bellezza (don Luigi Ciotti), contro la bruttezza delle mafie, della corruzione, del malaffare e della malapolitica. Nella nostra mentalità inclusiva delle persone di buona volontà, indipendentemente da dove siano collocate negli schieramenti politici attuali, è al tempo stesso importante marcare le differenze, che non vanno mai dimenticate. Una singola persona ha un problema? Una comunità ha un problema?
“Sortirne da soli è l’egoismo, sortirne insieme è la Politica” (don Lorenzo Milani). 

Una vita per la Legalità e la Giustizia quella di Angela Napoli, senza dimenticare la giustizia sociale, in un quadro di crisi economica strutturale con tasso di disoccupazione balzato al 13,2 per cento, mentre vola al 43,3 per cento quello della disoccupazione giovanile. “La storia della distribuzione delle ricchezze è sempre una storia profondamente politica, che non si esaurisce nell’individuazione dei meccanismi puramente economici”, scrive Thomas Piketty nel suo capolavoro “Il Capitale nel XXI Secolo”, un libro che studia e dà soluzioni al tema delle diseguaglianze, un saggio di 950 pagine che è diventato un best sellers. Attendiamo il 5 dicembre quando il Censis presenterà il 48° Rapporto sullo stato sociale del Paese. Vedremo e valuteremo.
L’Antimafia dei Fatti tiene conto anche dei contesti in cui deve svilupparsi l’azione di contrasto alle mafie, che, proprio sul terreno economico drenano risorse a loro vantaggio e a discapito dell’economia legale e dei territori, non solo del Sud. Angela Napoli ha ricordato qual è il nostro metodo, quello di denunciare e di fare nomi e cognomi, proprio come abbiamo fatto in questo libro, ma c’è una bussola che ci guida: rigorosi nell’analisi, rigorosi nei principi, consapevoli delle difficoltà, ma con indicazioni di prospettiva e di speranza racchiuse in due nostri “storici” motti: “Andiamo Avanti!” e “Le mafie sono ancora forti, ma si possono battere”, come si può leggere nella quarta di copertina.

La serata di Lamezia Terme è stata tutto questo, una ripartenza verso obiettivi più avanzati, un rafforzamento di legami con le persone di buona volontà, visto che in questi anni – ha ricordato Angela Napoli – abbiamo collezionato anche delusioni e amarezze. Ci sono stati momenti nei quali ci siamo girati e abbiamo visto che dietro di noi non c’era più nessuno. 
La serata di Lamezia è stata anche il racconto divertente delle fasi di lavorazione del libro: l’impegno, la raccolta e la lavorazione di tanti materiali, la concentrazione per fare di più e meglio, l’ansia di essere in ritardo, il ritmo a volte forsennato per rispettare le scadenze che ci eravamo dati. In tante parti il libro è sotto forma di intervista. Nel lavorare le risposte che mi giungevano da Angela Napoli, ho fatto una constatazione che ho voluto condividere con i presenti: Angela Napoli è non solo una professoressa di Matematica e Preside, è non solo una politica e parlamentare, ma anche un’ottima giornalista. L’abbraccio affettuoso delle tante persone che sono state con noi a Lamezia ieri sera ci dà la forza di andare avanti. Il libro c’è ed è una bella realtà. Ci domandavamo, nel corso della lavorazione: “Manca qualcosa? Potevamo fare di più?” Mi consola un vecchio motto e insegnamento di un grande giornalista, Luigi Zoppo, che diceva: “Ricorda, non si può scrivere tutto in una volta”. Abbiamo colto negli occhi di tutti lo sguardo della soddisfazione, della contentezza, accompagnato dall’incoraggiamento ad andare avanti. E faremo proprio così, contenti di aver regalato a Lamezia e alla Calabria una bella serata.

Orfeo Notaristefano
scrittore-giornalista e curatore del libro "l'Antimafia dei Fatti" di Angela Napoli


Roma, 30 novembre 2014

 

mercoledì 30 aprile 2014

L'On. Scopelliti smetta di fare squadrismo e la Vice Presidente Stasi commissari Fincalabra



«Rosanna invece di fare opera di squadrismo a difesa dell’ormai ex governatore,  condannato in primo grado a sei anni, dovrebbe avere meno rispetto dei politici che appartengono alla sua squadra e maggiore rispetto della memoria del padre, il giudice Scopelliti, ucciso dalla mafia».
È la dura presa di posizione di Angela Napoli, consulente della Commissione antimafia, nel corso della diretta streaming tenutasi nella sede centrale dell’Ora della Calabria, che ha replicato così al deputato del Nuovo centrodestra Rosanna Scopelliti che sull’Ansa ha criticato i comportamenti dei vertici della Commissione parlamentare antimafia: «E’ inaccettabile il fazioso uso politico-militante della Commissione da parte della presidente Bindi ed in particolar modo del vicepresidente Claudio Fava. I loro atteggiamenti, a mio avviso – afferma all’Ansa Rosanna Scopelliti – qualificano un’evidente forzatura estremistica della Commissione Antimafia, usata come autoreferenziale strumento politico e come salotto buono dove fare propaganda, passerelle e spettacolari quanto inutili gite in elicottero a spese dei contribuenti. Così come trovo fuori luogo che il presidente di una così importante commissione parlamentare, non ad una Festa dell’Unità ma in una sede istituzionale al termine di formali audizioni in materia di antimafia, attribuisca sarcasticamente la qualifica di “cultore della materia” a chi non è stato mai processato e condannato per reati mafiosi e che fino ad ieri era il Governatore della Regione Calabria». Ma l’ex parlamentare Angela Napoli non riesce a mandare giù le critiche della deputata Scopelliti: «Dovrebbe essere un suo dovere partecipare alle attività della Commissione di cui fa parte, ma è troppo spesso assente». Le dichiarazioni della Bindi – precisa – scaturiscono dall’esito delle audizioni di fronte alla Commissione parlamentare antimafia, tornata a Reggio Calabria a pochi mesi dalla visita del dicembre scorso. «Non è stata fatta alcuna pubblicità elettorale, ma dalle varie audizioni è emerso lo strapotere della ndrangheta nella città dello Stretto, il disastro economico che soffoca la città. Ma è anche emersa la preoccupazione delle cosche, sempre in guardia per “coinvolgere” e “indirizzare” il loro potere elettorale».
Dopo un’ora Rosanna Scopelliti torna a parlare, ma su Twitter: «In  c’è chi parla per partito preso, e c’è chi deve parlare per consulenza presa. Chi difende princìpi, chi un osso».
link : http://www.youtube.com/watch?v=Px7O8AACnos


La Scopelliti partecipi alla commissione antimafia




Video tranche mia dichiarazione, rilasciata in conferenza stampa il 30 aprile 2014 durante la visita che ho fatto insieme ad una delegazione di RISVEGLIO IDEALE   alla sede della redazione centrale OCCUPATA  de l’Ora della Calabria

link : http://www.youtube.com/watch?v=kLfmz2Av-Jk

giovedì 24 aprile 2014

Ad maiora Vincenzo, la tua vittoria è anche la nostra ....


Comunicato stampa

Lo abbiamo seguito per tutte le puntate in un crescendo di emozioni, ci ha fatto sognare e ci ha mozzato il fiato durante l’esibizione finale che lo ha incoronato vincitore, rendendo fiera e assoluta protagonista la Calabria dell’ultima edizione di Ti lascio una canzone, fortunata trasmissione televisiva condotta da Antonella Clerici.
Il giovane tenore di Isola Capo Rizzuto, Vincenzo Carnì insieme alla maltese Federica Falzon, con la canzone Un amore così grande ha, infatti, occupato il gradino più alto del podio, avendo la meglio su Maurizio Lipoli che ha interpretando A te di Jovanotti conquistando il secondo posto e le gemelline Chiara e Martina Scarpari, anche queste calabresi di Varapodio, che si sono aggiudicate il terzo posto con Pensieri e parole di Lucio Battisti.
Vittoria quasi annunciata, poiché il Duo lirico era già stato vincitore di molte puntate e in un crescendo di emozioni, ha conquistato tutti senza lasciare dubbi sulle capacità canore di Vincenzo Carnì che ha raccolto le meritate soddisfazioni dopo alcuni anni di duro impegno. 
Il talento del giovane tenore calabrese è stato fin da subito assecondato da papà Francesco e da mamma Rosanna che lo hanno affidato artisticamente alla sensibilità della maestra Sandra Sarcone che lo guida nella sua passione. Vincenzo, frequenta con profitto anche il Liceo Musicale di Crotone e fa parte dell’Associazione culturale musicale “Artisti per passione” città di Cutro diretta dal presidente Carmine Migale. Frequenta anche a Crotone la Scuola di pianoforte e solfeggio presso l’Istituto Stillo di Crotone diretto dal prof. Ferdinando Romano.
La Calabria tutta e la città di Isola hanno supportato il giovane tenore seguendolo con grandi testimonianze d’affetto per tutto il percorso canoro e, nell’ultima puntata la sua città è esplosa letteralmente di gioia.
Altre sfide attendono Vincenzo Carnì, già nel fine settimana sarà impegnato in una nuova competizione che incoronerà il vincitore assoluto di tutte le edizioni di Ti lascio una canzone e poi dai qui, siamo sicuri, un crescendo di successi ed emozioni come quelle che ha saputo regalare al suo pubblico.
Emozioni allo stato puro che ha saputo trasmettere con la sua voce, con la sua sicurezza, con garbo in ogni esibizione.
Emozioni che il pubblico non potrà e non vorrà mai dimenticare.
Emozioni che non possono e non devono esaurirsi con la fine della fortunata trasmissione. Con la potenza della sua voce, mista alla melodiosa cadenza delle note che accompagnano i testi accuratamente espressi, accarezza gli animi di chiunque lo ascolti.
Ci troviamo oggi davanti ad un vero fenomeno musicale che per la sua giovane età possiede tutte le carte in regola per accaparrarsi davvero e molto presto quella fetta di meritata notorietà che proprio insieme al “Bel canto” può essere il suo passaporto per il futuro.
Per Vincenzo Carnì sono arrivati già i primi importanti riconoscimenti, lo scorso 16 aprile è stato insignito, infatti, nell’aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza, dalla prestigiosa Maison des Artistes, Associazione di Cultura, Arte, Scienza e Impegno Sociale, il Premio Internazionale MEDAGLIA D’ORO “Maison des Artistes”  (riservato proprio alle Personalità che, nell’anno in corso, si sono distinte in vari settori) con la seguente motivazione: Giovanissimo talento si è distinto per le sue straordinarie doti di tenore lirico unite ad una emozionante capacità interpretativa che fanno presagire una futura luminosa carriera artistica”.
Presenza autorevole alla Cerimonia di Gala, insieme con alti esponenti istituzionali, quella dell’On. le Angela Napoli, Presidente dell’Associazione Risveglio Ideale e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, che ha voluto dare la sua personale testimonianza d’affetto e quella dell’Associazione tutta che ha creduto sin dal primo giorno nel percorso artistico del giovane tenore calabrese, incoraggiandolo e supportandolo in ogni momento.
Il Consigliere Provinciale Maria Maio e il M.llo Salvatore Perrone insieme agli altri iscritti e simpatizzanti dell’Associazione Risveglio Ideale rivolgono  a Vincenzo  e alla sua famiglia un grazie di cuore perché ha fatto volare alto la calabresità dimostrando che con impegno e dedizione, senza necessità di inseguire scorciatoie, è possibile raggiungere le vette più alte.
Ad maiora Vincenzo, la tua vittoria è anche la nostra e di tutti i giovani calabresi che nel segno della correttezza e del costante impegno contribuiscono ogni giorno a tenere vivo il sogno di un’altra Calabria possibile.



Ufficio Stampa RISVEGLIO IDEALE


Taurianova, lì 24 aprile 2014 

sabato 19 aprile 2014

Al fianco di TIBERIO BENTIVOGLIO


Comunicato Stampa



Apprendiamo con estremo dispiacere dellennesimo atto intimidatorio perpetrato nei confronti della famiglia di Tiberio Bentivoglio, coraggioso ed onesto imprenditore reggino, da una ventina danni nel mirino della criminalità organizzata per non essersi piegato alle logiche ndranghetistiche che purtroppo tengono sotto scacco la città di Reggio Calabria e lintera Regione.
Sono riusciti a togliergli la libertà, costringendolo a vivere sotto scorta ma non riusciranno mai a togliergli la dignità di lottare per combattere le mafie che infettano le nostre terre.
Insieme al nostro Presidente On. Angela Napoli siamo al fianco di Tiberio Bentivoglio e di tutti coloro che della trasparenza, dellonestà e della Legalità fanno una ragione di vita.

Ufficio Stampa
Risveglio Ideale


Taurianova, 19 aprile 2014  

sabato 5 aprile 2014

sabato 8 marzo 2014

Mia intervista rilasciata a DARIO CRIPPA per Il Giorno



di DARIO CRIPPA
—MONZA—

«QUANDO ho saputo cosa era avvenuto, sono andata a rileggermi quanto dissi nel 2009 in un convegno a Desio: avevo anticipato e avevo già allertato tutti; in Brianza c’era una sottovalutazione della capacità capillare delle famiglie di ’ndrangheta trapiantate al Nord di avviare sul territorio, approfittando della crisi economica, un’attività di riciclaggio spaventosa».

Per quasi vent’anni parlamentare nelle file del centrodestra, a più riprese membro della Commissione
parlamentare antimafia con cui ancora collabora, Angela Napoli, originaria della Piana di Gioia Tauro in Calabria, ha sempre combattuto contro la criminalità organizzata.
Capire come si muove la ’ndrangheta non può prescindere dalla sua esperienza e dalla sua autorevolezza.
«Le stesse tecniche utilizzate dalle famiglie “madri” calabresi sono all’opera anche qui, ma con modalità diverse perché, non essendo conosciute, sono riuscite a presentarsi con una veste perbenista per intrufolarsi negli affari creando addirittura una banca: è spaventoso».

Angela Napoli ha sempre fatto nomi e cognomi.
«Anche nel 2008, quando ero venuta per la prima volta a Monza ospite del vostro giornale, avevo fatto i nomi: oltre ai Mancuso, avevo detto che in Brianza erano attivi gli Iamonte di Melito Porto Salvo... bene, in quest’ultima inchiesta è emerso come proprio gli  Iamonte, attraverso Domenico Zema (ex consigliere comunale a Cesano Maderno, ndr), portassero voti a Massimo Ponzoni, il braccio destro di Formigoni al Pirellone...»
Infinito, Bagliore, Ulisse, ora Tibet: le ultime operazioni sembrano stroncare ogni volta i clan, ma la «malapianta» ritira fuori regolarmente la testa.
«La capacità della ’ndrangheta è proprio questa: sapersi sempre riorganizzare. I capi delle cosche da un lato prevedono sempre la propria successione in caso di arresto, dall’altro le nuove leve sono particolarmente cattive e aggressive, pronte a impossessarsi delle società attive sul territorio prendendo il posto di chi viene arrestato. E a guardare bene, i nomi che girano son sempre gli stessi: anche quando sembra che cambino si tratta di solito di parenti o comunque di affiliati che lavoravano già nelle cosche individuate dalle forze dell’ordine».

Ci vuole attenzione...
«Mai credere che la ’ndrangheta sia stata sconfitta quando i suoi capi finiscono nelle patrie galere: i grossi boss continuano a comandare anche dal carcere e hanno la capacità di garantire i propri successori.
E attenzione: nelle nuove leve si assiste all’ingresso sempre più frequente di figure femminili.
Una volta le donne di ’ndrangheta stavano a casa, oggi non più: i tempi e la società sono cambiati  anche per la criminalità organizzata calabrese».

Dunque, la ’ndrangheta non è morta, neanche stavolta...
«Che nessuno si illuda che la ’ndrangheta al Nord è stata sbaragliata:  i suoi affari sono talmente radicati da camuffarsi sotto forme di legittimità difficili da individuare.  Ci vuole una grande capacità investigativa».

La ’ndranghetaè ormai entrata nell’economia.
«In questo momento di crisi, alla luce di tassi usurari praticati dalla banche per i loro prestiti, con gli imprenditori che hanno difficoltà ad accedere al credito, la potenzialità economica della ’ndrangheta è tale da fungere da vera e propria banca alternativa. La ’ndrangheta è riuscita a inserirsi nell’economia legale e l’imprenditore in crisi cade nel tranello di chi offre denaro a tassi più convenienti, ma che pian piano diventano usurari e consentono agli uomini delle cosche di diventare i veri proprietari delle imprese. Anche se i vecchi titolari delle imprese si ritrovano a continuare comparire ai vertici delle loro vecchie società, spesso si tratta ormai di prestanome».

Cosa fare?
Occorre uscire dalla piaga della corruzione e del malaffare: se imprenditori, istituzioni e politica lo facessero, si potrebbe abbattere davvero la criminalità organizzata, che trova vitalità proprio laddove c’è la corruzione. E anche nella politica la ’ndrangheta riuscirà a penetrare finché ci saranno candidati pronti a chiedere voti al boss di turno pur di ottenere un risultato elettorale».

Alcune intercettazioni indicano come la ’ndrangheta stia attenta a non sparare più come un tempo.
«La ’ndrangheta al Nord è cambiata, non fa più scorrere scie di sangue, è questa la nuova tecnica: evita di sparare perché in quei casi ne scaturirebbe un maggior controllo da parte delle forze dell’ordine.
Preferisce dominare dove è possibile gestire gli affari: la ’ndrangheta dispone di un impero economico che le deriva dal traffico di droga e che le consente una potenzialità economica enorme che necessita però di una grande opera di riciclaggio. Non nella terra madre calabrese, però, ma al Nord, dove l’economia le consente uno sviluppo diverso».

Si è scoperto che le cosche avevano messo le mani anche nel calcio.
«In Calabria ci sono intere squadre, nei campionati minori, in mano alle cosche: garantiscono consenso sociale e la possibilità di far girare soldi».

In Brianza nessuna delle vittime ha denunciato.
«Chi non denuncia deve capire che prima o poi perderà tutto: chi cade anche una sola volta per paura, sbaglia di grosso».

E all’orizzonte c’è una nuova minaccia...
«Bisogna essere preoccupati e vigili augurandosi che nessuna forza investigativa, come purtroppo avvenuto di recente proprio a Vibo Valentia, cada nel tranello di fiancheggiare le cosche, la nuova strategia della ’ndrangheta».


martedì 27 agosto 2013

INTERVISTA RILASCIATA A PIERCARLO RIZZA




INTERVISTA ALL’ ONOREVOLE ANGELA NAPOLI

Pubblicato: 27 agosto 2013 in Cronaca e inchiesteINTERVISTA ALL'ONOREVOLE ANGELA NAPOLI,
L’Onorevole Angela Napoli è famosa per il suo impegno contro la mafia. Per i pochi che non lo sanno, è membro della Commissione parlamentare Antimafia e vive da alcuni anni sotto scorta , esattamente da quando è stato reso noto un piano della ‘Ndrangheta per assassinarla. Tra le sue tante battaglie, una delle più importanti è sicuramente quella sulle norme in materia di scioglimento dei consigli comunali e provinciali soggetti a condizionamenti e infiltrazioni di tipo mafioso o similare e in materia di responsabilità dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Attualmente è anche Presidente dell’ASSOCIAZIONE RISVEGLIO IDEALE. Ecco l’intervista che gentilmente mi ha concesso,mentre era impegnata a Taurianova il 27 Agosto 2013 :
PIERCARLO RIZZA- Lei che è stata minacciata di morte, lei a cui le vogliono revocare la scorta, dove trova il coraggio di continuare a denunciare?
ANGELA NAPOLI-  Non è facile rispondere a questa domanda che, a volte, pongo a me stessa. Penso che il coraggio nasca dalla voglia di giustizia che mi porta a disapprovare con forza e ad indignarmi per la presenza delle organizzazioni criminali, dell’ illegalità diffusa, del malaffare e della mancanza di giustizia sociale. Alla base, però, c’è senza dubbio l’amore per il territorio in cui vivo e per i numerosi cittadini onesti che vi abitano.
P- Secondo lei, gli attacchi alla magistratura da parte di giornali ed esponenti politici , rafforzano la mafia?
A. N.- Innanzitutto penso che non bisognerebbe mai accomunare tutti i Magistrati nello stesso calderone, nel senso che pur essendoci tra loro le “pecore nere”, la maggioranza fa di tutto per garantire la giustizia; sono sicuramente convinta che il costante attacco rivolto alla Magistratura Italiana, soprattutto quando la stessa cerca di contrastare le collusioni con le mafie, finisce col diventare una forma di garanzia e di impunità per le organizzazioni criminali.
P- La meritocrazia agli esami di abilitazione e ai concorsi pubblici sono un passo importante per combattere le mafie, come mai ogni governo evita di occuparsene?
A.N.- Non v’è dubbio che la meritocrazia sia indice di legalità e di giustizia e che la stessa sia dovuta nei confronti dei giovani. Il mancato ricorso alla meritocrazia è indice di illegalità e quindi humus fertile per le mafie.
P- Non prova un senso di  sconforto, voglia di mollare, quando vede manifestazioni contro  la mafia stracolme di gente, ma poi dal giorno dopo, la stessa gente, continua  a girarsi da l’ altra parte quando succede qualcosa, a chiedere e dare raccomandazioni,  a cercare scorciatoie, ad appoggiare la politica del malaffare, a chiedere amnistie e grazie per leader di partito che hanno commesso reati?
A. N.- Non nascondo che ciò che mi indigna maggiormente è constatare la presenza alle manifestazioni contro la mafia di personaggi indagati o inquisiti per reati mafiosi, che finiscono con l’ostentare quella forma di antimafia di facciata e parolaia che nasconde le nefandezze più assurde.
P- Cosa risponde a chi dice che è scorretto sciogliere i Comuni  per mafia, perché la mafia è in tutti i comuni ed andrebbero sciolti o tutti o nessuno.
A.N. - In questi ultimi mesi si è sviluppata una campagna contro lo scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa e, guarda caso, la stessa viene sponsorizzata proprio da quei personaggi che sono stati causa di tali provvedimenti. Naturalmente la considero una campagna demagogica e non condivisibile, che non fa altro che incrementare le infiltrazioni mafiose negli Enti locali. La norma sullo scioglimento dei Comuni è una legge dello Stato emanata per combattere le infiltrazioni mafiose, coloro che sono contrari a questa legge si pongono, a mio avviso, dalla parte dell’ anti Stato.
P- Le viene mai il dubbio, a me si, che alcuni magistrati calabresi potrebbero fare molto di più per colpire le varie collusioni che alle volte appaiono evidenti ? Per essere chiaro, le sembra che alle volte ci vadano “morbidi “ nel colpire certi poteri.
A.N.- Questa perplessità è anche la mia, peraltro più volte denunziata. Purtroppo, a ragion veduta, mi rendo conto che i Magistrati hanno bisogno di prove certe per intervenire, cosa non facile! Poi dobbiamo comprendere che le collusioni sono intrecci tra mafia, politica, imprenditoria, pezzi delle Istituzioni e massoneria deviata, e tali intrecci, quasi sempre, sono di difficile dissoluzione.
P- Il quadro che esce della Calabria è di una Regione abbandonata, dove prima Loiero e poi con Scopelliti è sempre più uscita dal contesto nazionale con emergenze in tutti i settori, cosa possono fare i cittadini, i politici,  per uscire da questa situazione?
A.N. - La Calabria è una Regione ricca di risorse umane e naturali che, purtroppo, vengono annientate dalla cattiva amministrazione. Questa Regione potrebbe rinascere se si ritornasse a far Politica con la “P maiuscola”, ossia se si ritornasse ad amministrare la cosa pubblica nell’interesse e a servizio della Comunità.
P- FLI era partito come baluardo dell’Etica, ma alla fine si è perso ed ha fallito, Italia dei Valori è finita travolta da scandali che diceva di combattere, come mai in Italia ogni progetto per promuovere etica sembra fallire mentre la sua nemesi riempie le piazze?
A. N.- Tutti i partiti politici pongono l’etica a base dei loro programmi elettorali, ma quando sono chiamati ad operare preferiscono il consenso piuttosto che la qualità, calpestando così ogni forma di etica.
P- Cosa si sente di dire ad una ragazza che magari ha studiato con profitto per anni, ha preso titoli su titoli e si ritrova costretta magari a lavare i piatti in un ristorante perché all’ abilitazione alla professione è stata sorpassata dai soliti noti o da quelli che hanno pagato e che vede gente senza titoli seduta in ufficio? Deve continuare a credere nella giustizia, nella politica e nell’ Italia?
A.N.- I giovani vanno incoraggiati ed assecondati nelle loro speranze e nelle loro aspirazioni, per cui il compito prioritario di noi adulti è quello di promuovere politiche che possano loro garantire un futuro certo.
P- Vuole dare un messaggio ai giovani , non solo della Calabria ?
A.N.- Prima di svolgere l’attività parlamentare sono stata insegnante e dirigente di Istituti scolastici superiori, per cui so che i giovani vanno seguiti ed incoraggiati. Il messaggio che indirizzo loro è di avere fiducia, di non pensare che nella vita tutto lo si possa ottenere senza sacrifici. Non sempre le strade da percorrere sono quelle che appaiono illuminate, a volte sono irte, ma la buona volontà, il rispetto della legalità e la fiducia in se stessi finiscono col far sempre conseguire gli obiettivi prefissati.
Ringrazio l’Onorevole Angela Napoli del tempo dedicatomi, per me è stato un onore intervistarla.
PIERCARLO RIZZA

martedì 30 luglio 2013

Felicitazioni all’On. ANGELA NAPOLI per il premio “AGENDA ROSSA”



Comunicato stampa

Felicitazioni all’On. ANGELA NAPOLI per il premio “AGENDA ROSSA”


Maria Maio, Consigliere Provinciale di Crotone, iscritti e simpatizzanti di
“Risveglio Ideale” di Isola Capo Rizzuto (KR) esprimono felicitazioni all’On. Angela Napoli, per l’attestato ricevuto a Palermo in occasione della manifestazione per il XXI^ Anniversario della Strage di Via d’Amelio dove furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e cinque dei suoi agenti di scorta.


Diversamente non poteva essere. L’On. Napoli, Presidente e fondatrice di“Risveglio Ideale”,  sin dai primi passi in politica si è sempre battuta per la legalità ponendosi come baluardo per i più deboli.
Il riconoscimento a livello nazionale riempie di orgoglio ai tanti che hanno
aderito all’associazione.



Dott.sa Maria Maio, Consigliere Provinciale di Crotone
                                       e
Risveglio Ideale” Isola di Capo Rizzuto

Isola di Capo Rizzuto, lì 30 luglio 2013