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mercoledì 15 dicembre 2010

Necessario lo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell'ASP di Vibo Valentia

Apprendiamo dal Presidente della Giunta della Calabria, il quale ne sara' venuto a conoscenza, almeno mi auguro, nella qualita' di Commissario della Sanita' regionale, e non perche' Governatore (nel qual caso sarebbe grave!), che presto sara' sciolta per infiltrazione mafiosa la ASP di Vibo Valentia. Se così fosse (visto il caso Fondi, il dubbio e' d'obbligo!) non posso che dire " finalmente". Fin dal novembre del 2007, infatti, sulla scorta dell' indagine condotta al tempo dall' Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, con atto ispettivo parlamentare, avevo chiesto l'avvio delle procedure necessarie allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell' allora solo Azienda Sanitaria n. 8 di Vibo Valentia; ma, come sempre, fui lasciata sola, perche' al Governo regionale sedeva Loiero, e la trasversalita' politica imperversava.
Eppure da quell' indagine gia' emergeva una "borghesia mafiosa" composta da tecnici, esponenti della burocrazia, professionisti, imprenditori e politici che o erano strumentali o interagivano con la mafia in una forma di scambio permanente fondato sulla difesa di sempre nuovi interessi comuni.
L'ASL di Vibo Valentia era stata poi toccata dai gravi casi di malasanita' che hanno visto la morte di giovani vittime, quali Federica Monteleone ed Eva Ruscio, ma nessun provvedimento era stato assunto nei confronti dei responsabili di tali drammi.
"Finalmente": avevo intimante sperato, convinta che la nuova nomina regionale del Commissario avrebbe comportato il cambiamento; ed, invece, proprio nell'ASP di Vibo, nulla e' stato fatto per invertire la rotta; nessun intervento e' stato assunto dalla nuova gestione per irrompere quelle infiltrazioni mafiose che oggi, grazie al lavoro della Commissione d'accesso, dovrebbero portare allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell' ASP di Vibo Valentia.
Ma non solo, siamo costretti ad assistere a dichiarazioni che fanno trapelare nient'altro che lotte politiche interne alla sanità vibonese e miranti solo ad acquisizioni di potere tra esponenti del PDL. Basterebbe valutare il comportamento del presidente della Commissione Sanita' regionale, il quale, appena trapelata la notizia del possibile scioglimento dell' ASP di Vibo, ha osato persino fare appello al massimo rappresentante dello Stato sul territorio per evitare il provvedimento e, poi, a distanza di circa due mesi, e comunque dopo gli interventi sulla gestione assunti dal Commissario dell' ASP, ha ritenuto "inevitabile" lo stesso scioglimento.
Anche da tutto quanto sta accadendo, a livello strumentale, nella sanita' calabrese, appare evidente che questo importante e vitale settore non può più rimanere nelle mani della politica.

On. Angela NAPOLI
FUTURO E LIBERTÀ PER L'ITALIA

Roma, 15 dicembre 2010

giovedì 26 giugno 2008

INVASIONE DI CAMPO

Sono sicura che queste mie riflessioni faranno urlare all’invasione di campo i difensori e i criminali, ma poco importa se sento di dover fare prevalere la sete di giustizia che investe i numerosi cittadini calabresi.
Ho seguito, autonominandomi difensore d’ufficio esterno alle aule giudiziarie dei vibonesi onesti, fin dalle sue fasi iniziali il processo “ Dinasty - Affari di Famiglia” che ha portato alla sbarra noti malavitosi e che ha contribuito a definire, per la prima volta, quale “mafioso” il clan dei Mancuso di Limbadi. E naturalmente non potevo esimermi dal seguire ogni relativa fase processuale. Proprio l’attenzione posta alla seconda fase processuale di “Dinasty – Affari di famiglia” mi ha portato ad avvallare il pensiero sull’uso “sconsiderato” che noti boss mafiosi hanno fino ad oggi fatto del cd. “patteggiamento in appello” , il ché ha sollecitato la mia proposta di legge per prevederne l’abrogazione .
Ho appreso con grande soddisfazione che quanto da me auspicato è stato introdotto dal Governo nazionale nel “decreto – sicurezza” . Tutto questo non può che aver destato grandi perplessità nel momento in cui sono stata costretta ad apprendere, dalla cronache regionali calabresi, che la Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto le richieste di concordato, per alcuni condannati in primo grado per associazione mafiosa nel processo “Dinasty” e che tale accoglimento è avvenuto proprio nel giorno in cui il Senato della Repubblica approvava il citato pacchetto sicurezza.
Per carità, non posso e non voglio in alcun modo interferire con la Corte d’Appello di Catanzaro, ma , una volta tanto, ho il dovere di escludere le responsabilità della “politica”!
Però vorrei tanto che qualcuno spiegasse a me, ai cittadini del territorio vibonese ed ai coraggiosi testimoni di giustizia di quella provincia, come mai tante indagini sulla ‘ndrangheta territoriale siano rimaste chiuse nei cassetti per anni; come mai siano stati trasferiti il Prefetto Paola Basilone, il Capo ed il Vice della Squadra Mobile, Rodolfo Ruperti e Fabio Zampaglione; come mai non sia ancora stata sciolta l’ASP di Vibo Valentia nonostante i comprovati interessi interni degli uomini della ‘ ndrangheta; come mai oggi la dottoressa Marisa Manzini sia portata a chiedere il trasferimento; come mai ci si ostini a parlare di costruzione del nuovo Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia senza ancora essere riusciti a conoscere in quale “tasca” siano finiti i precedenti ingenti finanziamenti per tale opera; come mai alcuni Giudici della locale Procura abbiano chiesto il trasferimento; come mai non venga in alcun modo intaccato il connubio tra politica e ‘ndrangheta che invade tutta la provincia vibonese?
Non sarà per caso tutto frutto di quella “massoneria deviata” che rende impenetrabile la cappa che avvolge l’intera provincia di Vibo Valentia?

Chi ha il compito di intervenire con urgenza dimostri di esserci!

On Angela NAPOLI
Componente Commissione Giustizia

Roma 26 giugno 2008