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sabato 23 maggio 2015

Intervista- La Calabria e i suoi problemi, il neo governo e i giovani





La Calabria e i suoi problemi, il neo governo e i giovani, ne parliamo con Angela Napoli
Susanna Camoli maggio 23, 2015 





L’ On. Angela Napoli, già parlamentare della Camera dei deputati della Repubblica Italiana e Vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, presidente di Risveglio Ideale, da sempre attiva nella lotta alle mafie, ha parlato con noi in questa intervista dei vari problemi che affliggono la nostra terra, come sempre con chiarezza e forte senso di legalità, spingendosi laddove non tutti oggi riescono. Proponiamo questa preziosa intervista a ridosso dell’ evento di oggi, presso Altomonte (CS) dove sarà presentato il volume:”L’antimafia dei fatti”, libro intervista a cura di Orfeo Notaristefano.

Com'è essere donna nella lotta alle mafie?
Il ruolo della donna non è facile, non è semplice già di per sé, poi quando una donna si mette a contrastare le mafie con atti concreti, è molto più determinata degli uomini. Non è sicuramente facile anche perché in questo contesto e in questa battaglia la donna spesso è costretta ad individuare collusioni del potere mafioso e a volte anche degli uomini della sua stessa coalizione politica e naturalmente questo non è gradito agli uomini. Gli uomini, quelli delle organizzazione mafiose hanno sempre visto la donna come l’ elemento debole della società, come una persona da asservire al potere, quindi quando c’è un’iniziativa di contrasto da parte di una donna la si deve o isolare o addirittura “eliminare”.
Come ha reagito al caso dell’ ex ministro Lanzetta, alla rinuncia al suo incarico in Regione per la poca chiarezza sul caso De Gaetano?
Ho da subito sostenuto e espresso sincera solidarietà all’ ex ministro Lanzetta, perché ho condiviso la sua fermezza nella scelta di non andare a condividere un’ amministrazione regionale nella quale era stato designato un assessore ad un ramo di non poco conto, come quello dei lavori pubblici e dei trasporti, il dott. De Gaetano, il quale era stato coinvolto in un ‘inchiesta riguardante famiglie della ‘ndrangheta reggina e proprio per questo motivo non era stato candidato alle elezioni regionali precedenti. Io stessa feci un’ interrogazione parlamentare nel 2010 e da me era già stato attenzionato, anche se al momento non risulterebbe indagato, penso che sia una questione di etica e moralità. Penso che se una volta per tutte la politica non apre gli occhi e non mette da parte personaggi tanto discussi, da questa situazione sarà difficile uscirne e non dobbiamo meravigliarci se poi in determinate inchieste escono fuori nomi insospettabili, poi è troppo tardi. A mio avviso la prima pulizia da fare è quella delle liste. L’ ex ministro Lanzetta proprio per la sua storia, che l’ aveva vista protagonista di numerosi attentati, quando era sindaco del comune di Monasterace, non poteva mettere da parte questa storia per unirsi ad una giunta all’interno della quale risiedono determinati personaggi.
Restando sul tema Regione Calabria, lo scenario che ad oggi si presenta non è dei migliori, quali sono le sue considerazioni?
Devo dire che lo scenario è molto negativo e deludente. Dopo la precedente consigliatura regionale che aveva visto coinvolti diversi personaggi, tra i quali lo stesso ex presidente Scopelliti, ci si aspettava che i nuovi arrivati fossero all'altezza, indipendentemente dalla coalizione politica di appartenenza, di dare segnali di positività, segnali che fino ad oggi sono tutt’altro che positivi, a cominciare dalla nomina dell’ assessore De Gaetano ma anche di altri due assessori che allo stato attuale risultano indagati. Sono esempi che potremmo vedere giudiziariamente coinvolti. Non solo queste presenze sono negative, ma anche le nomine che stanno facendo non sono per niente nomine positive. Ad esempio è di questa mattina la nomina che è stata fatta all’autista del capogruppo PD, un autista al 50%, altra nomina di un personaggio molto discusso e questo solo per citare l’ ultima. Non si fa pulizia ma si punta ad un’ attività di riciclaggio tanto per mandare via quelli che erano designati dalla vecchia amministrazione e si fa un discorso di parte. Senza guardare il fattore etico e morale non si va da nessuna parte, questo per quanto riguarda l’ eticità e la moralità, ma segnali negativi sono anche rispetto ai grandi problemi che investono la nostra Calabria, non c’è allo stato attuale una sola problematica che sia stata presa in esame e risolta a livello regionale. Viviamo in una regione che purtroppo è in stato emergenziale in ogni settore, dall'ambiente alla sanità, i trasporti, la viabilità,l’ occupazione. Fino ad oggi questa “mini” giunta, mini perché tra l’altro non è stata nemmeno completata, si sono occupati solo di nomine e di salvaguardia di determinati posti di potere. Prendiamo ad esempio il grave problema della sanità, intanto bisognerebbe anche capire quale sia il rapporto tra l’ attuale governo nazionale e quello regionale, perché la nomina del Commissario alla sanità non è stata concretamente accettata dal governatore della Calabria. Se già si parte in questo modo non so come si possa risolvere il problema del diritto alla salute dei cittadini calabresi, quindi ci sono delle partenze, a pochi mesi dalle elezioni, pochi per modo di dire, perché una regione come la Calabria ha bisogno di urgenze, che non son state positive.
Pensa che sia possibile la caduta di questa neo giunta?
C’è anche la situazione di questa nuova sentenza della consulta che mette in forse la legge elettorale con la quale si è andati a votare, quindi sorge anche questa problematica che aggiunta a quelle esistenti porta molti rischi, certo io non sono tra coloro che vorrebbero vedere rivalse politiche di altro genere, ma appartengo ai comuni cittadini calabresi che vorrebbero vedere questa regione governata come tante altre regioni, in modo tale da farle assumere il passo che le è dovuto rispetto alle altre regioni. Sta di fatto che ad oggi la Calabria è la regione peggiore in termini di sviluppo, sembrerebbe quasi che questa nostra regione, a volte, non faccia parte del contesto nazionale. Sembrerebbe quasi che la Calabria meriti di essere ignorata, ma questo dipende da chi amministra. La cosa pubblica regionale che dovrebbe attirare l’ attenzione dovuta, capisco che la regione abbia bisogno di supporti, ma quando la gestione, ad esempio, dei fondi comunitari è stata lasciata confermata dall’ attuale governatore Oliverio, allo stesso dirigente della precedente giunta, il quale era riuscito a spendere neanche il 50% dei fondi, e che per questo era stato fortemente criticato dall’attuale governatore, qui mi rendo conto che non si vuole realmente cambiare, di dare sviluppo e aiuto alla nostra Calabria, anche se quest’ aiuto viene dall’esterno, come appunto i fondi comunitari, allora si resta perplessi.
Qual’ è il consiglio che si sente di dare ai giovani calabresi, sempre più scoraggiati, disinteressati o facilmente “corruttibili”?
I giovani calabresi purtroppo, in questo momento attraversano una fase di grande smarrimento perché non hanno certezze sul loro futuro e non intravedono dalle programmazioni utili prospettive. Purtroppo in questa regione, oltre al discorso occupazionale, la Calabria è la regione che evidenzia il più alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, è stato abbattuto il criterio della meritocrazia e quindi molti nostri giovani, che a mio avviso costituiscono una risorsa fondamentale per la nostra terra, sono costretti ad andar via per trovare spazi che vengono loro riconosciuti. Quando gli incarichi vengono dati, nei vari enti nelle varie istituzioni, non per meriti concorsuali, ma solo per appartenenza politica, quando si abbatte in genere, la meritocrazia è chiaro che i giovani perdano le speranze e la fiducia. A mio avviso vengono anche demotivati, perché non hanno punti di riferimento e quando questi giovani valgono, e avrebbero la volontà di dare qualcosa alla nostra comunità e vengono magari messi da parte, discriminati, è chiaro che ciò scoraggia. Io però sono del parere che in questo momento occorrerebbe recepire l’ appello che pochi giorni fa ha fatto Papa Francesco, che rivolgendosi ai giovani ha detto:” Fate in modo che non vengano uccise le vostre speranze”, quindi mi sentirei di dire di non demordere, di non perdere fiducia, di continuare a combattere per aiutare la nostra terra affinché risorga e non uccidere le speranze del loro stesso futuro.





giovedì 6 gennaio 2011

La “decantata” legalità di Scopelliti

Così, fingendo di ignorare di essere stato, e di esserlo tutt'oggi, il coordinatore regionale del PDL in Calabria, il bravo Governatore Scopelliti, ha il coraggio di scaricare la candidatura del consigliere regionale arrestato, Santi Zappalà, affermando: "Di Zappalà ne risponde chi l'ha voluto".
Scopelliti non è nuovo nello scaricare le persone, lo ha fatto anche con Orsola Fallara, con la quale ha condiviso ben 8 anni di gestione amministrativa del Comune, salvo poi ad accorrere, apparentemente commosso, al suo capezzale prima e al funerale poi.
Il grande Scopelliti, dopo aver lanciato gli strali contro la sottoscritta nell'incontro svoltosi a Bagnara e seduto accanto al consigliere Zappalà, oggi mostra solo coraggio nel prendere apparentemente le distanze, senza, peraltro fare il nome di chi ha voluto questa candidatura nelle liste del PDL. Ma le liste da chi sono state sottoscritte, chi era il coordinatore regionale, nonchè contemporaneamente candidato a Governatore della Regione?
Guarda caso Scopelliti rilascia questa dichiarazione su Zappalà a margine della presentazione della convenzione siglata tra l'Azienda Calabria Lavoro e la Procura generale di Reggio Calabria!
E, perchè si ostina a parlare di caso isolato, nel mentre, nella sola provincia di Reggio Calabria, risultano ad oggi arrestati 1 consigliere eletto e 5 candidati con accuse legate ai rapporti con la 'ndrangheta, e altri tre candidati hanno ricevuto gli avvisi di garanzia per voto di scambio ed un altro candidato risulta indagato, sempre nelle stesse inchieste.
L'anima nera della Calabria è Angela Napoli, dalla quale il Governatore si è sentito in dovere di prendere le distanze, ma guarda caso non sono tali questi personaggi le cui candidature sono state in buona parte da lui stesso avvallate.
E allora che la finisca di riempirsi la bocca di legalità, legga gli atti giudiziari e trovi il coraggio, innanzitutto di ammettere che anche i consensi elettorali portati da candidati ed eletti coinvolti giudiziariamente hanno contribuito alla sua elezione a Presidente della Regione, e successivamente finisca di essere garantista nei confronti di certi personaggi, ma anzi trovi la forza di prenderne le distanze; forza dovuta a chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica all'insegna della vera legalità e dell'assoluta trasparenza. Il resto son solo parole e rancori personali che, personalmente mi turbano relativamente, ma che sicuramente non contribuiscono ad aiutare la Calabria a sentirsi parte integrante del contesto Nazionale.

martedì 3 agosto 2010

Individuare le collusioni dei Consigli di Lombardia e Calabria

Il Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on. Fabio Granata, oggi ha ricordato che il rispetto del codice etico da parte dei candidati e degli eletti alle ultime elezioni regionali è all’esame della Commissione e che, nonostante la lentezza di informativa da parte dei Prefetti, verrà relazionato al Parlamento. Le notizie che trapelano sono preoccupanti e coinvolgono le regioni meridionali, ma anche la Lombardia e la Liguria, dove, persino le ultime inchieste giudiziarie, fanno emergere le collusioni tra ‘ndrangheta e livelli verticistici della politica.
Per quanto riguarda la Calabria personalmente non sono assolutamente meravigliata, giacché, ancor prima della predisposizione delle liste elettorali avevo fatto pubbliche denunzie, sulle quali la Magistratura non avrà mancato di effettuare i doverosi ed ineludibili accertamenti investigativi.
Le mie denunzie, d’altra parte, hanno trovato ampia corrispondenza con i contenuti e le chiare acquisizioni nell’ambito delle inchieste denominate “Meta” e “Crimine”, che consegnano uno spaccato di collusioni gravissime che dimostrerebbero il diretto coinvolgimento di esponenti mafiosi nei consessi elettivi di Lombardia e Calabria.
La Procura di Milano non mancherà di scandagliare tutti gli aspetti di una vicenda torbida contribuendo in tal modo alle decisioni della Procura reggina.

On. Angela Napoli (FLI)

Roma, 03 agosto 2010

mercoledì 4 novembre 2009

Il sequestro dei beni all'ex consigliere regionale Crea e le candidature delle prossime elezioni

L’operazione della DDA di Reggio Calabria, condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri, che questa mattina ha portato all’ingente sequestro dei beni di proprietà dell’ex consigliere regionale Domenico Crea e dei suoi familiari, comprova gli interessi e le collusioni che ‘ndrangheta ed alcuni ambienti politici hanno nel settore della Sanità calabrese.
Le indagini relative all’inchiesta “Onorata sanità” , nella quale è rimasto coinvolto Domenico Crea, dimostrano, altresì, quanto ancora in Calabria risulti rilevante il peso elettorale delle varie cosche mafiose e come queste riescano a far eleggere persone disponibili a cogestire affari ed interessi.
Ritengo che le risultanze delle indagini che hanno portato all’odierno intervento di prevenzione e che partono dalla campagna elettorale per le regionali calabresi del 2005, debbano essere adeguatamente tenute in considerazione dai partiti politici tutti, oggi più che mai allorché la nostra Regione si avvia alla nuova consultazione del 2010, al fine di un’ oculata valutazione delle candidature. Così come il Parlamento dovrebbe accelerare l’iter per la conversione in legge della proposta relativa al divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

venerdì 30 maggio 2008

AUMENTO STIPENDIO MENSILE CAPIGRUPPO REGIONALI E CONTEMPORANEO MACIGNO SULLE FAMIGLIE PIU' POVERE CALABRESI

Nel mentre i dati dell’Eurispes ci evidenziano in Calabria la presenza di 100.000 occupati poveri e di 250.000 famiglie che vivono il disagio sociale ed a fronte di un’indennità mensile percepita dai singoli consiglieri regionali, che risulta fra le più alte d’Italia, nel silenzio assordante dell’opposizione, nella giornata di ieri, il Consiglio ha approvato un emendamento alla legge finanziaria regionale con il quale è stato attribuito ai capigruppo consiliari (attualmente ben 10!) un aumento di circa 1.300 euro mensili.
Proprio questo consiglio regionale calabrese, il più inquisito d’Italia, che ha sopportato costi esorbitanti per il funzionamento delle sue strutture speciali, soltanto oggi ridimensionate, autopremia lautamente i suoi capigruppo e contemporaneamente colpisce le famiglie meno abbienti con l’abrogazione della modulazione per fasce di reddito dell’addizionale IRPEF regionale. L’ulteriore penalizzazione per i cittadini calabresi viene giustificata dalla necessità di coprire parte del disavanzo della spesa sanitaria relativo al 2007 (116 milioni di euro) causato da disorganizzazione, sperperi e mancanza di adeguati controlli, segnalati anche dalle speciali Commissioni ministeriali ed ai quali le varie Giunte regionali non hanno ancora posto alcun rimedio.
Certamente saranno soddisfatti Bova e Loiero, ma mi domando se analoga soddisfazione potranno avere i cittadini calabresi quando si renderanno conto dell’ennesimo danno subito da coloro che si ostinano, nonostante tutto, a continuare a gestire la vita di questa Regione.

On. Angela NAPOLI

Taurianova, 30 maggio 2008

mercoledì 19 marzo 2008

Consiglio Regionale sempre più INQUISITO: fino a quando?

Plaudo, con vivo compiacimento, al lavoro del Procuratore Aggiunto della DDA di Catanzaro, Mario Spagnuolo, e dei Sostituti Domenico Fiordalisi e Raffaele Sforza, che questa mattina ha portato agli arresti del consigliere regionale Franco La Rupa e di altre tre persone.
Gli arresti in questione, che coronano l’operazione “Nepetia”, evidenziano l’alleanza esistente, anche nel Tirreno cosentino, tra la locale cosca Gentile e parte del mondo politico. Appare davvero grave, inammissibile e decisamente da contrastare, la copertura che alcuni personaggi politici osano prestare per gli illeciti affari dei malavitosi e per consentire agli stessi il dominio del territorio.
Proprio nella giornata di ieri, in un comunicato stampa, avevo richiamato i rapporti che in Calabria si instaurano, in particolare durante le campagne elettorali, tra mondi politico e mafioso.
Inoltre, pur riconoscendo il valido lavoro investigativo di tutte le Forze dell’Ordine calabresi, non si può sottacere la gravità dell’arresto di un sottufficiale dei Carabinieri e di un appuntato della Guardia di Finanza, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a dimostrazione della capacità della ’ndrangheta di infiltrarsi ed avere “supporto” anche nel settore investigativo, intralciando decisamente la bontà del lavoro degli inquirenti.
L’arresto della dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Amantea, pone, poi, la necessità di una urgente rivisitazione della legge sullo scioglimento dei Consigli Comunali, in particolare, laddove non si fa alcun riferimento alle collusioni tra dirigenti amministrativi e criminalità organizzata.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 19 marzo 2008

lunedì 18 febbraio 2008

LA LETTERA APERTA DEL FEBBRAIO 2006 A LOIERO, ADAMO E BOVA

Ecco cosa scrivevo il 25 febbraio 2006:

On. Agazio LOIERO
Presidente Giunta Regionale

On. Nicola ADAMO
Vice Presidente Giunta Regionale

On. Giuseppe BOVA
Presidente Consiglio Regionale


Gentilissimi,

pur non condividendo la forzata preclusione al supporto propositivo delle forze politiche di opposizione all'approvazione della legge finanziaria regionale per l'anno 2006, ho, a suo tempo, espresso un plauso per la tempistica con la quale questa è stata approvata. Non ero, però, a conoscenza del contenuto della stessa, perché pubblicata solo sul Supplemento straordinario n. 8 del B. U. R. del 13 gennaio 2006.
Oggi, dopo aver letto alcune notizie apparse sulla stampa degli ultimi giorni, peraltro, credo, sottovalutate dall'opinione pubblica, non posso sottrarmi dal denunziare un fatto che ritengo estremamente grave per l'Amministrazione Regionale, soprattutto perché questa è voluta sempre apparire all'insegna della legalità e della trasparenza amministrativa.
Infatti, sollecitata dai richiamati articoli di stampa, ho riletto il comma 2, dell'articolo 29 della L. R. n. 1 del 2006 e, considerata anche l'assenza di un rinnovato piano commerciale regionale, scaduto da circa un anno, ho potuto comprendere che il suo contenuto celava gravi interessi specifici di carattere economico.
L'attività parlamentare ha, da tempo, portato ad occuparmi anche del settore della Grande Distribuzione, non solo per la chiusura di numerose piccole aziende commerciali calabresi impossibilitate a competere con i grandi Distributori economici, ma anche perché è comprovato che la criminalità organizzata ha saputo inserirsi, per le proprie attività illecite, in tutti i settori economici della nostra Regione.
Con enorme rammarico ho, così, scoperto la gravità di quanto avvenuto come conseguenza del contenuto del comma 2, dell'articolo 29, della L. R. n. 1/2006, e che non può essere esente da indagini di pertinenza della Magistratura inquirente. Infatti, se è vero, come è vero, che la citata legge regionale è stata pubblicata sul B. U. R. del 13/01/06, è divenuta esecutiva il giorno successivo, sabato 14/01/06, e lunedì 16/01/06, primo giorno utile, alcune Società, tutte riconducibili ad un "unico gruppo societario", hanno presentato, nei Comuni calabresi con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, le istanze, guarda caso corredate dai relativi progetti definitivi, saturando di fatto le disponibilità, appaiono del tutto comprensibili i "particolari" interessi contenuti nel provvedimento legislativo regionale.
Ho letto che la Commissione Bilancio regionale della Calabria, la quale, peraltro, non ha potuto esprimere il parere sull'ultima legge finanziaria regionale, avrebbe chiesto un chiarimento "sugli aspetti legati alla vicenda'', ma, certamente, questo non basta.
Per quanto sopra, e nell'esclusivo interesse del sano, legale e trasparente sviluppo economico della nostra Calabria, credo che si renda necessaria ed urgente I'assunzione di iniziative utili a bloccare e rimuovere quanto segnalato.

On. Angela Napoli
Vice Presidente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 25/02/06




giovedì 7 febbraio 2008

LA CALABRIA NON NE PUO' PIU'

La Calabria non può più continuare ad essere sbattuta quotidianamente sulle cronache nazionali quale simbolo di un sistema perverso politico-affaristico-mafioso, intessuto di preoccupanti trasversalismi che da una parte incrementano gli interessi della ‘ndrangheta e dall’altra fanno crescere le lobby dei politici che usano la carica elettiva solo per accrescere il personale potere.
E’ del mese di dicembre dello scorso anno la preoccupante rivelazione del sostituto procuratore Le Donne in Commissione Nazionale Antimafia, in base alla quale “la ricchezza in Calabria si concentra soprattutto su tre o quattro società domiciliate presso un unico indirizzo della città (Cosenza!)”. Centinaia di milioni di euro finiti nelle mani di pochissimi uomini; milioni di euro dei quali a tutt’oggi non è dato conoscere la provenienza, sia essa legale o criminale. Subito dopo tale rivelazione sui giornali calabresi è apparso l’ipotetico nome dell’imprenditore Antonino Gatto, quale titolare di una delle “fortunate” società.
E’, invece, di ieri il nuovo intervento giudiziario nei confronti del Governatore calabrese Agazio Loiero, coinvolto nell’inchiesta “Why Not”, con l’accusa di corruzione semplice e corruzione elettorale. Il filone d’inchiesta è quello relativo ad un presunto finanziamento di 100.000 euro, che sarebbero stati versati da società riconducibili ad Antonio Saladino (principale indiziato nell’inchiesta in questione) e dall’imprenditore Antonino Gatto, in occasione della campagna elettorale delle regionali del 2005. “Tutti contributi elettorali rendicontati”, si è affrettato a comunicare il portavoce del Presidente Loiero e, come tali, non porterebbero ad alcuna responsabilità penale. Il portavoce di Loiero non ha però fatto alcun riferimento alla seconda parte dell’accusa che ha colpito il Presidente calabrese, in base alla quale l’erogazione economica elettorale da parte di Saladino e Gatto sarebbe stata supportata da “un ulteriore impegno da parte del Saladino….nell’ assumere in attività lavorative, in società da lui controllate, soggetti segnalati dall’on. Loiero una volta questi eletto, in quanto suoi elettori o comunque dallo stesso voluti”. In cambio dell’erogazione elettorale e delle assunzioni, sempre secondo l’accusa, “l’on. Loiero si obbligava a favorire il dott. Saladino ed il Gatto, nonché le società ad essi riconducibili attraverso erogazioni pubbliche”.
La verifica dell’effettivo “scambio elettorale e di favoreggiamento” è ora al vaglio degli inquirenti. Non posso però esimermi dal ricordare una mia lettera aperta, indirizzata a Presidente e Vice Presidente di Giunta ed al Presidente del Consiglio della Calabria, il 25 febbraio 2006 (quindi in tempi non sospetti), il cui contenuto era relativo alla denunzia di quanto avvenuto come conseguenza del comma 2, dell’articolo 29, della L.R. n.1/2006 e che, a mio avviso, non poteva essere esente da indagini di pertinenza della Magistratura inquirente. Quel citato comma 2, e del quale chiedevo l’immediata abrogazione, aveva portato a favorire alcune Società del settore della Grande Distribuzione, tutte riconducibili ad un “unico gruppo societario”, che, guarda caso, faceva capo ad Antonino Gatto. Mi appare inutile segnalare che, naturalmente, la mia lettera aperta non è stata degnata di alcuna risposta da parte dei destinatari, così come il “favoreggiamento” in questione è passato del tutto inosservato dall’attuale opposizione politica regionale.
Qualcuno mi ha considerata “untore” e, come tale, da “dare addosso”, quando il 5 settembre 2007 ho osato avviare un petizione popolare per chiedere lo scioglimento del Consiglio regionale calabrese e, conseguentemente, la caduta di Loiero. Eppure da allora la situazione di questa Regione è notevolmente peggiorata. Il Governatore ha rinnovato e successivamente rimpastato la Giunta Regionale, nominando persino suo Vice un non eletto e riuscendo a diventare il “padrone politico assoluto” della Calabria.
Non è apparso sufficiente al Governatore Loiero assistere alla proclamazione ufficiale dello stato di emergenza sanitaria per una Regione nella quale lo stato emergenziale era già riscontrabile in ogni altro settore. Non è apparso sufficiente l’arresto di un consigliere regionale, il quale, insieme ad un altro consigliere regionale condannato e sospeso con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha contribuito a supportare elettoralmente l’attuale maggioranza politica regionale. Non è apparso neppure sufficiente al Governatore Loiero ritrovarsi penultimo per consenso tra i suoi colleghi italiani. Né sembra aver intaccato la sicurezza di Loiero il siluramento della Stazione Regionale Unica Appaltante, decretato tra gli ultimi atti del Governo, presieduto dal suo amico Prodi.
Men che meno, infine, quanto accaduto nella giornata di ieri: Loiero prosegue! Non ha importanza alcuna la dichiarata “paralisi amministrativa”, tanto quella è vigente fin dal giorno del delitto Fortugno! Né ha senso alcuno il richiamo all’eticità e alla moralità.
Fino a quando? Fino a quando la Calabria dovrà assistere alla guerra fredda in atto tra logge massoniche deviate?
On. Angela Napoli

Taurianova, 07 febbraio 2008