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domenica 8 novembre 2015

Emergenza Sanità in Calabria




Emergenza Sanità in Calabria, 
intervista ad Angela Napoli
Susanna Camoli novembre 8, 2015 


Intervista all’ On. Angela Napoli, Consulente Commissione Parlamentare Antimafia e Presidente Risveglio Ideale sull’ emergenza Sanità in Calabria, sugli sprechi e i buchi di bilancio sui quali ancora non abbiamo chiarezza.

Torniamo a parlare di sanità in Calabria, ci può spiegare cos’ è la società Kpmg? Società che gestisce i soldi della sanità calabrese e, come la stessa deputata 5stelle Nesci, di recente ha fatto notare, in un’interrogazione rivolta ai ministri dell’Economia e della Salute: “ad oggi non abbiamo dati precisi dal revisore dei conti Kpmg, nonostante finora abbia ricevuto circa 3 milioni all’anno”. Cosa sta succedendo? Pensa sia vero che tutto sia “oscurato e taciuto” dalle istituzioni?        
Prima di entrare nel merito delle risposte alle sue cortesi domande penso sia opportuno fare un pò di storia sul commissariamento del settore sanità in Calabria.
Il Governo Prodi, in data 11 dicembre 2007, ha dichiarato lo “stato di emergenza socio-economico-sanitaria” in Calabria “ per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture”. Da allora la Regione Calabria ha continuato pressoché a disattenzionare i vari punti di criticità che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza; mi riferisco ai mancati e adeguati controlli sulla spesa sanitaria, alla mancanza dell’approvazione di un piano sanitario regionale utile a garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini, all’impunità di coloro che hanno commesso errori e responsabilità accertate, al controllo dell’esorbitante spesa ai privati, alle nomine di dirigenti privi di responsabilità e, a volte, dei titoli necessari, ai numerosi casi di malasanità che hanno portato anche al decesso di giovanissime vittime. Per non parlare dei bilanci prodotti prima dalle Aziende Sanitarie Locali e successivamente dalle Aziende Sanitarie Provinciali, che hanno evidenziato talvolta carenze anche rispetto alle norme basilari del codice civile, incompletezze ed incoerenze tra le loro diverse parti e profonde incertezze sull’effettiva situazione finanziaria delle singole Aziende e del sistema sanitario regionale nel suo complesso.
Da quanto esposto si evince chiaramente quale fosse la situazione sanitaria calabrese e quanto la stessa risultasse incancrenita fin dal 2007. Voci di corridoio, riportate anche dalla stampa regionale, riferivano che l’iniziale Piano di rientro per il risanamento del deficit sanitario del giugno 2009 sarebbe stato elaborato a Roma da Agenas e Kpmg e non dall’apposita speciale Commissione insediata in Calabria. E nel mentre veniva approvato quel Piano di rientro, che comportava già pesanti oneri a carico dei cittadini calabresi, la Giunta regionale del tempo continuava a definire acquisizioni di prestazioni ospedaliere da strutture private nonché transazioni dei crediti pregressi delle case di cura. E tutto avveniva nel mentre la Kpmg non aveva definito la esatta quantificazione del debito sanitario, dato necessario per individuare gli interventi utili a bloccare gli sprechi che avevano causato l’indebitamento. La Kpmg mi risulta non avesse definito la esatta quantificazione del debito sanitario neppure quando il nuovo Presidente della Giunta regionale, nel 2010, ha definito un ulteriore Piano di rientro. Ricordo che la Kpmg è la società leader a livello globale anche nei servizi di consulenza a beneficio delle regioni che presentano deficit sanitari e che appunto presta servizio di revisione e organizzazione contabile in tale settore. Ho fatto una lunga premessa nella risposta alla sua domanda, ma reputo importante evidenziare che appare chiaro come la permanenza dell’emergenza sanitaria in Calabria non può che favorire il fatturato della società Kpmg. Che ci siano importanti interessi della società Kpmg sulla permanenza in Calabria dell’emergenza sanitaria appare anche dal fatto che, ad oggi, non è dato conoscere cifre reali sul dissesto sanitario in Calabria, tantomeno avere contezza delle attività svolte in merito all’affidamento dell’incarico nel settore e alle retribuzioni elargite dalla Regione.
Ancora una volta i conti non tornano e ne pagano le spese la sanità e i cittadini, da recenti indagini risulta che la Kpmg non abbia “notato” il buco di mezzo miliardo all’Asp di Reggio Calabria e da Roma invece si parla di “ripresa” e si fa finta di niente. Lei si è occupata sempre e ormai da troppi anni di questo tema, infatti riporto un pezzo di un suo atto risalente al 2009: “il Presidente della Regione Calabria, il quale, peraltro, detiene da mesi la delega al settore della salute, anche nell’inutile tentativo di predisporre un impossibile piano di rientro dal pesante buco finanziario, la cui cifra reale rimane estremamente esosa ma non definita, alla domanda del cronista ha dichiarato, tra l’altro, di non sapere neppure quanti sono i presidi ospedalieri calabresi che risultano a «norma», ha continuato a ribadire che lui fa politica e di fronte ad immagini di strutture sanitarie vuote o eccessivamente colme di personale, si è vantato di avere avviato la programmazione per la costruzione di quattro nuove strutture”. Com’ è la situazione ad oggi?
Trattiamo ora il “buco” all’ASP di Reggio Calabria, dove sarebbero “scomparsi” circa 400 milioni di euro, ma nulla è stato relazionato in merito dalla Kpmg e, secondo l’ex Commissario dell’Azienda, dott. Santi Gioffrè, l’advisor Kpmg si limiterebbe “a una succinta elencazione delle inefficienze aziendali e a un generale riepilogo delle azioni da intraprendere, senza indicare, allo stesso tempo, le modalità operative e la tempistica di attuazione previste nonché, soprattutto, le risorse umane e materiali da destinare”. Naturalmente, però, le mancanze, sulle quali sarebbe opportuna un’adeguata inchiesta della Magistratura, almeno di quella contabile, non sono solo attribuibili alla Kpmg, ma anche alla Regione Calabria, se è vero che il Ministero dell’Economia e Finanza (Mef) aveva intimato alla nostra Regione di risolvere le gravi anomalie dell’ASP di Reggio Calabria e delle altre ASP della Calabria. Alla luce di quanto sopra oggi purtroppo permane un grave disagio per i cittadini calabresi, i quali, oltre agli ingenti oneri finanziari a cui sono chiamati per contribuire al pagamento dei debiti nel settore della sanità, non vedono garantita la minima assistenza e quindi il loro diritto alla salute. Sono stati chiusi importanti Presidi Ospedalieri senza alcuna programmazione adeguata. Si è voluto puntare alla costruzione di quattro nuove strutture ospedaliere, con un ulteriore aggravio di spesa, senza pensare a come e se verranno riutilizzati tutti gli ospedali chiusi o quelli costruiti a tal fine e mai aperti (Gerace, Rosarno, ecc.). Personalmente sono molto preoccupata per la presenza dei Commissari Scura e Urbani, i quali, gestendo il settore in pieno disaccordo con il Presidente Oliverio, non potranno mai garantire una reale efficienza sanitaria. D’altra parte ritengo che senza un’effettiva conoscenza del disavanzo nel settore, non si possa predisporre un vero Piano di rientro che punti sul taglio degli sprechi e sulla garanzia dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini calabresi.
In una precedente intervista abbiamo parlato dei lodi arbitrali, di soldi pubblici “sprecati” e opere mai compiute. Si sa che, il problema sanità in Calabria è ormai gravissimo. Qual’ è il rapporto tra la sanità pubblica e quella privata? Perché leggiamo sempre delle due sfere come se fossero connesse e gestite dai ”soliti noti”?
Il rapporto tra sanità pubblica e privata non è mai stato esemplare in Calabria, a mio avviso, a causa dei favoritismi politici che hanno portato ai vari interventi nei due settori. E’ mancata innanzitutto l’efficienza della sanità pubblica, per cui quella privata ha avuto “gioco facile”. Non c’è mai stata effettiva chiarezza relativamente ai criteri con i quali è avvenuta l’assegnazione dei budget. E’ chiaro poi che l’incancrenita situazione sanitaria calabrese si ribalta sia sulla sanità pubblica che su quella privata. Su entrambe più volte la Magistratura contabile ha evidenziato molte criticità. A mio avviso sono mancate nel tempo, ed ancora oggi, gli interventi della Magistratura ordinaria per colpire gli sprechi, la scelta delle strutture private da convenzionare, i lodi arbitrali, ed altro. Occorre prendere atto che la sanità tutta è il settore più produttivo, dal punto di vista elettorale, per molti politici calabresi e come tale non può che essere gestito solo a tal fine. Ma è anche uno dei settori business per la ‘ndrangheta. Forse qualcosa potrebbe cambiare solo se il settore sanità verrà sottratto alle sfere della politica per essere gestito interamente dal personale esperto della materia.
Questa giunta regionale e lo stesso presidente, sin dall’ inizio non ha smesso di far affondare sempre di più la nostra regione, e sembra sia tornato l’ immobilismo. Qual’ è ad oggi la sua considerazione del lavoro svolto o “non” svolto? Le ripropongo, ahimè, la solita domanda, vede soluzioni e una via d’ uscita da questo tunnel?
Ad un anno dall’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria non mi sembra di poter intravedere nulla di positivo in merito alla soluzione delle nostre emergenze, purtroppo riscontrabili in ogni settore. Siamo stati costretti ad assistere ad alternanti assegnazioni di poltrone ed incarichi e, purtroppo, ad un unico risultato: la Calabria è la regione più povera d’Italia, dove si registra il tracollo dell’occupazione e nessun segnale di ripresa rispetto al resto d’Italia. Ma ciò non interessa più di tanto a coloro che ci governano, anche a livello nazionale, se è vero com’è vero, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, proprio ieri, anziché premurarsi a far ratificare la richiesta di calamità naturale per la Calabria, che ha provocato persino due vittime, ha dato la sua disponibilità alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, coadiuvando così anche la permanenza e l’ulteriore sperpero di denaro per la Società “Ponte di Messina”.

mercoledì 3 marzo 2010

Il comitato Loiero finge di non sapere che l'etica e la moralità non dipendono dal cartellino penale

Prendo nota che nella lettura dei miei comunicati stampa o delle mie interviste, il Comitato Loiero finge di non attenzionare le parti non gradite.
Nel ribadire che le presenze inquinanti sono riscontrabili in Calabria nelle liste di destra, di centro e di sinistra, consiglierei ai componenti del Comitato Loiero di scorrere bene le liste dei candidati che concorrono per il loro Presidente, ricordando che l’immunità etica e morale di qualsiasi candidato non deriva esclusivamente dalla “verginità” del singolo cartellino penale.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 03 marzo 2010

giovedì 25 febbraio 2010

Elezioni Regionali: il Commissario ARSSA incarica come Dirigente il fratello dell’assessore Maiolo fino al 2011, senza concorso

Ai Ministri per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, per i rapporti con le Regioni, della Giustizia, delle Politiche agricole alimentari e forestali, dell’Economia e delle Finanze

– per sapere – premesso che:

· Nel mese di aprile del 2006, il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura (ARSSA) Calabria, con delibera n.44/C, nell’ambito di una redistribuzione degli incarichi dei Dirigenti di ruolo, ha individuato per dieci strutture dirigenziali vacanti un identico numero di Funzionari, categoria D;
· Nel citato provvedimento, al fine di sopperire alle carenze di organico dei Dirigenti, nelle more dell’attivazione delle relative procedure concorsuali veniva consentito di individuare tra il personale dell’ARSSA le necessarie professionalità e competenze cui affidare l’incarico per garantire ed assicurare funzionalità ed efficienza delle strutture dell’Agenzia stessa;
· Dal 2006 non solo non è stata mai attivata alcuna procedura concorsuale dall’Amministrazione dell’ARSSA, ma neppure risulta adottata alcuna procedura selettiva per l’individuazione dei Funzionari cui attribuire l’incarico di Dirigente in questione, incarico che avrebbe dovuto avere la durata di un anno;
· I dieci incarichi di dirigente a funzionari categoria D, sono stati affidati non sulla base di quanto previsto dall’art. 19 comma 6 del D.lgs. n.165/2001, bensì solo su “vicinanza” all’attuale Amministrazione regionale calabrese, così come per il dottor Bruno Maiolo e per il dottor Benito Scazziota;
· In prossimità della scadenza dell’incarico annuale affidato ai dieci Dirigenti di cui sopra, il Direttore Generale pro-tempore dell’ARSSA, in data 16 marzo 2007, con circolare n.7 prot.n.1423, ha avviato una procedura selettiva mai portata avanti, tesa al mantenimento dell’incarico ai nominati in precedenza;
· In data 11 maggio 2007, è stata approvata dal Consiglio regionale della Calabria la legge n.9 che all’art.5 ha previsto la soppressione dell’ARSSA e la sua messa in liquidazione;
· Con D.G.R. n.343 del 04 giugno 2007, è stato nominato il Commissario liquidatore dell’ARSSA, alla presenza nella seduta di Giunta dell’Assessore Mario Maiolo, fratello dell’incaricato Dirigente Bruno Maiolo; presenza rinvenuta anche nella Giunta regionale del 19 novembre 2007, dove con delibera n.748 è stata concessa la proroga dell’incarico di Commissario liquidatore alla stessa persona;
· La D.G.R. n.343/2007, tra l’altro, prevedeva che la gestione del personale venisse attuata dal Commissario liquidatore;
· Con delibera n.137/CL del 23 novembre 2007, il Commissario liquidatore dell’ARSSA, su proposta del Direttore Generale dell’Agenzia Regionale in questione, ha determinato la cessazione degli incarichi di Dirigente attribuiti originariamente con la delibera 44/C del 26 aprile 2006, tranne che per il dottor Benito Scazziota e per il dottor Bruno Maiolo (quest’ultimo fratello dell’Assessore regionale Mario, il quale, come evidenziato, risultava presente nelle delibere di incarico e di relativa proroga del Commissario liquidatore);
· Gli altri Dirigenti per i quali è stata deliberata la cessazione dall’incarico si sono rivolti alla magistratura e qualcuno ha già conseguito il risultato favorevole al proprio ricorso;
· in data 21 luglio 2008, con delibera n.460, la Giunta regionale della Calabria, sempre con la presenza dell’Assessore Mario Maiolo, fratello dell’incaricato dirigente Bruno Maiolo, scaduto l’incarico al Commissario liquidatore, ha deliberato l’affidamento dello stesso incarico al già Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ARSSA, soppressa con l’art.5 della Legge regionale n.9 del 2007;
· il nuovo Commissario liquidatore, con delibera n.357/CL del 01 dicembre 2008, su proposta del nuovo Direttore Generale dell’ARSSA, peraltro Autorità di gestione del Piano di Sviluppo regionale dell’Assessorato all’Agricoltura della Calabria, ha prorogato fino al 31 dicembre 2008 gli incarichi di dirigenti ai dottori Bruno Maiolo e Benito Scazziota;
· ancora, scaduto l’incarico a quest’ultimo Commissario liquidatore, la Giunta regionale della Calabria, in data 19 gennaio 2009, con delibera n.16, e sempre con la presenza dell’Assessore Mario Maiolo, ha prorogato per ulteriori sei mesi l’incarico del Commissario liquidatore;
· oltre alle presunte illegittimità amministrative fin qui evidenziate, occorre segnalare che gli incarichi dirigenziali sono stati rinnovati con altre tre sequenze di provvedimenti monocratici, senza proposta del Direttore Generale né parere di legittimità, il tutto in difformità della normativa vigente in merito alla separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa e al regolamento organizzativo dell’ex ARSSA;
· con provvedimenti n.2 e 3 del 05 marzo 2009, il Commissario liquidatore ha ulteriormente prorogato fino al 30 giugno 2009 (scadenza del commissariamento) gli incarichi di dirigente ai dottori Bruno Maiolo e Benito Scazziota;
· ed ancora, il 10 luglio 2009, data nella quale il Commissario liquidatore risultava in regime di prorogatio ed in attesa di riconferma, questi con i provvedimenti n.3230 e 3231 redatti sottoforma di mera comunicazione formale, ha prorogato gli incarichi dirigenziali ai dottori Bruno Maiolo e Benito Scazziota fino al 31 dicembre 2009;
· solo il 07 agosto 2009 la Giunta regionale della Calabria con delibera n.530, sempre alla presenza dell’Assessore Mario Maiolo, fratello dell’incaricato dirigente Bruno Maiolo, ha prorogato l’incarico per ulteriori sei mesi al Commissario liquidatore, già Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ARSSA, soppressa con l’art.5 della legge regionale n.09 del 2007 e dopo che lo stesso Commissario liquidatore, pur nello status di prorogatio aveva prorogato i due incarichi dirigenziali;
· dall’ultima proroga n.530/2009 il Commissario liquidatore si trovava nuovamente in regime di prorogatio la cui scadenza era prevista per il 15 febbraio 2010, ai sensi della legge regionale 04 agosto 1995 n.39 e, pertanto, avrebbe potuto adottare solo atti di ordinaria amministrazione;
· nonostante ciò, in data 03 febbraio 2010 (periodo di definizione delle candidature per le prossime elezioni regionali), con provvedimenti n.04 e 05 il Commissario liquidatore ha prorogato nuovamente gli incarichi del dottor Bruno Maiolo e del dottor Benito Scazziota, questa volta addirittura fino al 30 aprile 2011:
se non ritengano necessario ed urgente predisporre un’adeguata visita ispettiva, a cura dell’apposito Ispettorato Generale di Finanze del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, nonché dell’Ispettorato della Funzione Pubblica, previsti dall’art.60 commi 5 e 6 del decreto legislativo 165/2001, al fine di verificare l’efficacia dell’attività amministrativa, l’osservanza delle disposizioni vigenti sugli enti in liquidazione, il corretto affidamento degli incarichi dirigenziali da parte dell’ex ARSSA della Regione Calabria, nonché eventuali responsabilità a carico di singoli.

On. Angela Napoli

Taurianova, 25 febbraio 2010

sabato 19 dicembre 2009

Il mancato commissariamento della Sanità calabrese

Altro colpo inferto alla Calabria: in periodo pre-elettorale e dopo quasi cinque anni di motivate denunzie non posso nascondere il rammarico nell’ apprendere che gli impegni assunti dal Presidente Berlusconi e dal Ministro Sacconi con i Calabresi, all’indomani della nomina a Ministro della Salute di Fazio, sono stati completamente annullati. Nessun commissariamento della sanità regionale e, in aggiunta, lo sblocco di ben 700 milioni di euro per l’ammodernamento degli ospedali calabresi.
Altro che “inciucio”: 2166 miliardi di debito sulle spalle dei cittadini, chiamati a pagare i ticket sanitari, ad assistere alla chiusura di ben 44 strutture ospedaliere e costretti a rimanere nell’area “B” della sanità italiana, nel mentre direttori generali, amministrativi e sanitari rimarranno tranquillamente ai loro posti.
Esultano Loiero ed i suoi fiancheggiatori: accordo siglato ed, in aggiunta, nomina a commissario per l’emergenza, nonchè creazione di un Ufficio per il piano di rientro!
Cosa possiamo pretendere ancora! Una legge finanziaria che cancella la Calabria dal contesto Nazionale, il Cipe che mantiene il blocco dei fondi PAR – FAS, il Porto di Gioia Tauro che si avvia verso il ridimensionamento, sanità allo sfascio, disoccupazione galoppante!
Adesso comprendo i motivi delle mancate risposte ai miei innumerevoli atti ispettivi sulla sanità calabrese!
E’ d’obbligo ricordare a questo punto una frase detta dal Governatore Loiero alcuni mesi fa:” Ma voi pensate davvero che noi calabresi abbiamo l’anello al naso?”. Naturalmente la domanda è indirizzata al Governo Nazionale!

On. Angela Napoli

Roma, 18 dicembre 2009

martedì 22 settembre 2009

La gestione di Loiero e Pirillo dei contributi all'agricoltura calabrese

Non sono riuscita ad astenermi dal leggere la lettera aperta che Nicola Cilento, Presidente Confagricoltura Calabria, ha indirizzato al Governatore Loiero.
Nella lettera vengono addebitate alla burocrazia regionale le difficoltà degli imprenditori agricoli calabresi a causa delle procedure del Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013 che soltanto nelle ultime settimane hanno portato alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie relative a più misure. E, purtroppo, le istanze non ammissibili degli imprenditori agricoli calabresi superano di gran lunga quelle ammissibili, con tutte le conseguenze del caso e la paradossale situazione che porta gli esclusi a non avere i tempi tecnici per presentare le nuove istanze sulle stesse misure per il biennio 2010/2011.
Non ritengo che l’alibi della burocrazia regionale possa giustificare la difficoltà nella quale sono stati posti i nostri imprenditori agricoli, giacché la stessa burocrazia regionale non ha impedito di procedere celermente, senza alcun bando ad evidenza pubblica, e peraltro nel pieno della campagna elettorale per le europee e provinciali di Cosenza e Crotone, all’approvazione delle graduatorie e assegnazione dei fondi per la realizzazione di interventi relativi ad ammodernamento delle strutture produttive e di trasformazione di cui al Decreto Legislativo 143/97.
E se non erro l’Assessore Regionale all’Agricoltura in quel periodo risultava candidato nella competizione elettorale per il Parlamento Europeo, del quale è riuscito a diventare componente ed ha consentito, altresì, al Governatore Loiero di appropriarsi della delega del settore regionale in aggiunta a quelle di cui lo stesso Governatore era già in possesso.
Non posso che invitare Magistratura e Corte dei Conti ad attenzionare il Decreto n. 9074 del 27 maggio 2009 (pubblicato sul BUR n. 23 del 05.06.2009) del Dirigente Generale della Regione Calabria, Dipartimento n. 6 Agricoltura, Foreste, Forestazione, e la relativa graduatoria allegata, al fine di verificare i criteri e a beneficio di quali Ditte siano stati elargiti contributi in campagna elettorale.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 22 settembre 2009

La sanità di Vibo Valentia e gli incarichi "contestati" del direttore generale Curia

Le varie problematiche della sanità vibonese avevano già fatto rilevare in passato numerose critiche e prese di posizione. Negli ultimi mesi ho avuto modo di leggere le perplessità e le contestazioni avanzate da più parti rispetto alle procedure seguite dal Direttore generale dell’ASP di Vibo Valentia per l’assegnazione delle nuove posizioni organiche.
Proprio le vicende della sanità di quella provincia avrebbero richiesto l’assegnazione di figure professionali estremamente competenti ed, invece, varie organizzazioni sindacali, ad iniziare dall’UGL , hanno denunziato criteri di scelta basati su “equilibri politico-sindacali interni ed esterni”, a tutto svantaggio della professionalità.
Personalmente non posso che condividere le perplessità emerse, ricordando, tra l’altro che durante l’ultima competizione elettorale il Governatore della Regione Calabria ha decretato il cambio dell’incarico da Commissario a Direttore generale del dottor Rubens Curia.
Non dimentico che a Vibo impera sempre il dominio politico di Ottavio Bruni, il quale starebbe addirittura per diventare capo gabinetto del Presidente Loiero!
Guai a chi osa mettere “il bastone tra le ruote” e chi come il dottor Francesco Massara, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Vibo Valentia osa parlare di “favori” a discapito delle “professionalità” e della “meritocrazia”. Nei confronti del dottor Massara l’ASP ha persino avviato un procedimento disciplinare.
Non posso che prendere atto che l’ASP avvia celermente i procedimenti disciplinari nei confronti persino del Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari, il quale si sarebbe ”macchiato” del coraggio nell’evidenziare i “favoritismi”, nel mentre la stessa ASP nasconde le responsabilità di coloro che hanno provocato le morti per malasanità e di quella parte della ‘ndrangheta che all’interno della stessa Azienda continua a fare i propri interessi.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 22 settembre 2009

martedì 11 agosto 2009

La malasanità in Calabria continua a mietere giovani vittime innocenti

A Cetraro è morta una bambina di soli otto anni dopo un ricovero di 24 ore in ospedale, a Cosenza continua a mancare la corrente elettrica da diversi giorni nell’ambulatorio di urologia del presidio sanitario e nel mentre il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, continua indomito a mantenere la delega regionale alla sanità, il Sottosegretario di Stato, Ferruccio Fazio, guerreggia con il ministro Sacconi per non commissariare, a differenza di altre regioni d’Italia, il settore della salute calabrese.
Non so con quale animo ci si possa associare al dolore dei familiari di questa nuova giovanissima vittima, dopo aver fatto patti con Roma e con la Conferenza Stato – Regioni solamente per poter continuare a gestire la sanità calabrese fino alla prossima competizione elettorale regionale.
Non so se si può continuare ad avere l’animo tranquillo di fronte alle numerosi morti impunite per malasanità in Calabria ed assistere inermi agli sprechi ed alle inefficienze di un settore che fa acqua da tutte le parti, mantenendo, peraltro, a dirigere personaggi “addomesticati”, come Petramala.
Non so se si può continuare a fare sonni tranquilli aggravando il già pesante bilancio regionale con l’assunzione di mutui per la costruzione di quattro nuovi presidi ospedalieri, sapendo di dover mettere al loro interno quello stesso personale sanitario, assunto, per lo più, con le tessere di partito in tasca, e privo di qualsiasi forma di controllo sulla relativa professionalità.
Ma davvero qualcuno in Calabria o anche a Roma, può immaginare che la popolazione debba continuare a vivere con tali soprusi? Fino a quando?

On. Angela Napoli

Taurianova, 11 agosto 2009

giovedì 30 luglio 2009

Alluvione 2006 di Vibo Valentia: i morti, i danni, la Magistratura e i finanziamenti di Loiero gestiti da Ottavio Bruni

All’indomani dell’alluvione del 3 luglio 2006 che ha colpito le frazioni Vibo Marina, Bivona e Longobardi (VV) siamo tutti stati costretti a piangere per i quattro morti, tra i quali un bimbo di soli 15 mesi, e per gli ingenti danni subìti da cittadini, imprese ed attività commerciali.
Immediatamente sono partite le indagini con l’unico tentativo di colpire chi non ha avuto il filo diretto con il buon Dio per comunicare tempestivamente la calamità naturale che si sarebbe abbattuta su quel territorio, piuttosto che indagare sulle responsabilità della situazione di grave dissesto idrogeologico che ha contribuito ad elargire morti e danni.
Fortunatamente il nuovo Procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, con l’aiuto del pm Simona Cangiano e gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, sta davvero incidendo su quelle responsabilità, che, ancora una volta, svelano i connubi, i favoritismi, la mancanza di controllo e le bende agli occhi del mondo politico.
Immagino già di conoscere gli alibi: nessuna autorizzazione, autorizzazione “apparentemente” legittima, non sapevamo…., sono stati gli uffici…., ecc. Sono pressoché sicura che nessuno saprà dire chi ha dato disposizioni di annullare ogni attività di controllo, di monitoraggio del territorio, così come nessuno si attribuirà la responsabilità della mancata regimazione dei corsi d’acqua, nonostante gli adeguati finanziamenti elargiti a seguito di precedenti alluvioni.
Ancora una volta la Magistratura, anche a Vibo Valentia, è stata costretta ad intervenire per individuare e colpire le responsabilità della politica & company .
Nonostante questa ulteriore meritoria opera avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, c’è ancora chi ritiene inopinatamente di continuare nella “tradizione”, se è vero come è vero, che il Presidente della Regione Calabria, Commissario Delegato per gestire interventi e finanziamenti del post alluvione del 2006, ha affidato la gestione di un ingente quantitativo di relative somme al Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, il cui Presidente è Ottavio Bruni, del quale, senza voler infierire più di tanto, ricordo solo che è persona rinviata a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio.
Senza, infine, sottovalutare che l’intera provincia di Vibo Valentia è sede di potenti cosche criminali della ‘ ndrangheta, Mancuso, Bonavota, Lo Bianco, ecc., le quali non potranno non prestare attenzione, come sin qui hanno dimostrato le varie inchieste giudiziarie, anche ai finanziamenti in questione.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 30 luglio 2009

mercoledì 29 luglio 2009

Gian Antonio Stella: "Che senso ha se a tappare i buchi mettiamo chi li ha fatti? "

«Che senso ha nominare commissario alla sanità per tappare i buchi finanziari chi come Agazio Loiero questi buchi li ha fatti o come minimo non è riuscito a tapparli?». Può darsi che la domanda posta da Roberto Occhiuto non sia del tutto innocente e disinteressata se è vero, come ha scritto La Stampa, che il deputato dell’Udc potrebbe essere candidato alle prossime Regionali da una coalizione alla «trentina», cioè centrata su un accordo tra i democratici e i casiniani.Può anche darsi che non sia del tutto innocente e disinteressato l’appoggio dato a Occhiuto da una avversaria storica del governatore calabrese come la pidiellina Angela Napoli. La quale, davanti all’ipotesi che il «suo» governo, di destra, possa affidare il 10 settembre i pieni poteri in materia sanitaria al presidente regionale ha tuonato: «Il Governo e la maggioranza del Pdl, a questo punto, dovranno spiegare ai calabresi a che gioco stanno giocando con Loiero. Desta già grande perplessità la dilazione dei tempi con cui il Governo nazionale si appresterebbe a commissariare la sanità calabrese, per non parlare poi se tale incarico venisse affidato a chi in quattro anni non è riuscito ad invertire la tendenza in termini di disavanzo,mantenendo, peraltro, damolti mesi, anche la delega proprio nel settore della sanità senza riuscire a far approvare il Piano sanitario regionale». Tanto più che «dall’ultimo rapporto di Bankitalia emerge che in Calabria, tra il 2006 ed il 2008, la spesa sanitaria è cresciuta in media del 5,1%» e che «Loiero ha gestito in Calabria le ultime elezioni europee ed amministrative avvalendosi proprio del supporto di ampie fasce della sanità, dove alcuni manager, dallo stesso nominati in tale incarico, hanno fatto addirittura "riunioni elettorali" all’interno delle strutture sanitarie». Andiamo oltre: diamo per acquisito che entrambi calchino lamano per motivi strumentali e di bottega e ammettiamo perfino che Loiero non si meriti neppure tutte queste critiche. Ma, sgomberato dal terreno il caso specifico personale, il tema resta. E vale per la Calabria come per il Lazio o la Campania, la Sicilia o il Veneto, l’Abruzzo o il Molise. E vale per la sanità come per tanti altri settori: che senso ha nominare commissario chi ha fatto il buco o comunque non è riuscito a risanarlo? Sembra un interrogativo di puro buonsenso. Eppure, come ha raccontato Antonio Ricchio su Calabria Ora, l’emendamento presentato da Occhiuto alle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio («non possono essere nominati commissari per il ripiano dei debiti sanitari coloro che abbiano ricoperto cariche amministrative nel periodo in cui si è verificato il disavanzo») è stato bocciato non dal Pd, ma dal Pdl. Misteri...

lunedì 20 luglio 2009

Sottoscrivo l'emendamento Occhiuto sul commissariamento della Sanità in Calabria

Sottoscrivo l’emendamento n. 22.37 al decreto anticrisi, presentato dall’on. Roberto Occhiuto (UDC) alla Camera dei Deputati, e relativo ai criteri di nomina del commissario governativo per il ripiano dei debiti sanitari.
Di fatto ho da sempre chiesto al Governo nazionale, attraverso gli atti ispettivi, unitamente all’indispensabile commissariamento della sanità calabrese, che tale incarico non venisse attribuito al Governatore della Regione, corresponsabile dell’enorme disavanzo evidenziato in tale settore.
Il Governo nazionale e la maggioranza del PDL, a questo punto, dovranno spiegare ai calabresi “a che gioco stanno giocando” con Loiero.
Desta già grande perplessità la dilazione dei tempi con cui il Governo nazionale si appresterebbe a commissariare la sanità calabrese, per non parlare poi se tale incarico venisse affidato a chi in quattro anni non è riuscito ad invertire la tendenza in termini di disavanzo, mantenendo, peraltro, da molti mesi, anche la delega proprio nel settore della sanità e senza riuscire a far approvare il Piano Sanitario Regionale, senza il quale appare impossibile predisporre un qualsiasi piano di rientro del disavanzo.
Se è pur vero che l’enorme disavanzo della sanità calabrese, peraltro a tutt’oggi non esattamente quantificato, è addebitabile, in parte, anche alle precedenti Giunte Regionali, è altrettanto vero che nessuna controtendenza è stata manifestata dall’attuale Giunta, tanto che dall’ultimo rapporto di Bankitalia emerge che in Calabria, tra il 2006 ed il 2008, la spesa sanitaria è cresciuta in media del 5,1% con un aumento del 2,2% nell’ultimo anno.
Non penso nemmeno che siano frasi avventate quelle del ministro Sacconi allorquando afferma che “c’è una situazione di pericolosa esplosione incontrollata della spesa sanitaria, che coincide con situazioni di inefficienza e di carenza dei servizi ai cittadini”.
Appare davvero assurdo affidare incarichi a chi ha la corresponsabilità di avere calato la Calabria in una situazione così grave e pesante a danno dei cittadini.
Senza, peraltro, sottacere sul fatto che pur in presenza di una tale situazione, il Governatore Loiero ha gestito in Calabria le ultime elezioni europee ed amministrative avvalendosi proprio del supporto di ampie fasce della sanità, dove alcuni manager, dallo stesso nominati in tale incarico, hanno fatto addirittura “riunioni elettorali” all’interno delle strutture sanitarie.
Tale complessa situazione dovrebbe portare il Governo nazionale, non solo a commissariare la sanità calabrese con persona diversa dall’attuale Governatore, ma a commissariare anche le ASP di questa Regione.

On. Angela Napoli (PDL)

Roma, 20 luglio 2009

giovedì 25 giugno 2009

La "strana" nomina di Loiero: l'ex assessore alla Sanità della Giunta Chiaravalloti !

La nomina di Luzzo ad esperto per il piano di rientro nel settore della sanità calabrese è indicativa di come il Governatore Loiero non abbia più il senso del limite dovuto a chi amministra la cosa pubblica. Loiero ribalta, ad ogni piè sospinto, accuse sulla Giunta Chiaravalloti, sottraendosi alle responsabilità della sua quadriennale gestione, e ritenendo che i calabresi abbiano dimenticato che da mesi detiene inutilmente la delega alla sanità regionale, e oggi nomina “esperto” un ex assessore regionale alla sanità che, a memoria, non mi sembra abbia contribuito a regolamentare il settore. Naturalmente, però, ritengo che la sfida di Loiero trovi la forza nella demotivata e strana lentezza con la quale il Governo Nazionale sta elaborando il dovuto commissariamento della sanità calabrese!

On. Angela Napoli

Roma, 25 giugno 2009

lunedì 25 maggio 2009

Sanità calabrese: è arrivato il momento della chiarezza e della verità

Finalmente per la sanità calabrese è forse arrivata l’ora della verità e ciò pone in agitazione Loiero & Company. Pensate un po’ che il capogruppo regionale del PD sollecita addirittura il “ribellismo civico contro Berlusconi”.
Loiero & Company, di fronte all’annunciato, e a mio avviso motivato, commissariamento della sanità in Calabria, continuano a riversare sul Governo Berlusconi colpe inesistenti, accusando persino lo stesso Governo Nazionale della “imposizione fiscale” inferta da questa Giunta regionale ai poveri cittadini.
Altro che “maschera gettata da Berlusconi”, è invece finalmente arrivato il momento della chiarezza e della verità, necessario a svelare le responsabilità di tutti coloro che con alibi svariati hanno contribuito a dare della sanità calabrese quell’immagine nefasta che persino stampa ed emittenti televisive nazionali hanno reso al Paese intero.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 25 maggio 2009

martedì 28 aprile 2009

L'interpellanza su Report e la sanità in Calabria

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministro dell’Interno, il Ministro della Giustizia, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, per sapere – premesso che:

- già con atto n. 2-00201 del 4 novembre 2008 l’interpellante ha denunziato la pesante e grave situazione, anche sotto l’aspetto finanziario, in cui versa l’intero settore della sanità in Calabria;
nella puntata di Report del 26 aprile 2009, andata in onda su Rai Tre, la citata situazione è apparsa agli italiani in tutta la sua pienezza, aggravata, peraltro, dai contenuti e dai comportamenti di alcuni degli intervistati, ad iniziare da quello del Governatore della Calabria, Agazio Loiero;
- il Presidente della Regione Calabria, il quale, peraltro, detiene da mesi la delega al settore della salute, anche nell’inutile tentativo di predisporre un impossibile piano di rientro dal pesante buco finanziario, la cui cifra reale rimane estremamente esosa ma non definita, alla domanda del cronista ha dichiarato, tra l’altro, di non sapere neppure quanti sono i Presidi Ospedalieri calabresi che risultano a “norma”, ha continuato a ribadire che lui “deve fare politica” e di fronte ad immagini di Strutture Sanitarie vuote o eccessivamente colme di personale, si è vantato di avere avviato la programmazione per la costruzione di quattro nuove Strutture;
- il nuovo Direttore Generale dell’A.S.L. di Locri, a suo tempo commissariata per infiltrazione mafiosa, e stranamente non inserita dalla Giunta Regionale nell’A.S.P. di Reggio Calabria, oggi commissariata per infiltrazione mafiosa, si è rifiutato di mostrare le delibere dei vari acquisti al cronista, il quale aspirava a verificare se il commissariamento aveva portato alla trasparenza della gestione amministrativa;
- tra l’altro, proprio nei primi giorni del corrente mese di aprile 2009, un’ispezione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria e dei militari della Compagnia di Locri, ha portato al sequestro dell’impianto di depurazione della struttura sanitaria di quella città ed al ritrovamento di rifiuti, anche pericolosi, nella “sottocentrale termica” e in altri locali;
- è stato intervistato, sempre dal cronista di Report l’ultimo Direttore della Fondazione “Campanella” di Catanzaro, struttura per la ricerca oncologica, il quale, pur se arrivato da poco, dopo un alternarsi di dirigenti toccati da vicende giudiziarie, non è riuscito a spiegare che tipo di ricerca viene praticata in quella struttura, che pure ha ricevuto e continua a ricevere ingenti finanziamenti regionali;
- le immagini ed i racconti della trasmissione televisiva Report, sicuramente noti a tutti i calabresi, non possono non essere apparsi agli altri cittadini italiani, con la loro drammaticità tutta legata ad una Regione, per la quale tardano ad intervenire i dovuti provvedimenti governativi;
- da mesi si attende il commissariamento del settore sanità della Calabria, considerato il notevole disavanzo 2001 - 2007, difficilmente definito, che non ha registrato inversioni di rotta durante gli anni della Giunta Loiero;
- nonostante il Presidente Loiero continui ad assicurare il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, sulla riorganizzazione della sanità calabrese e sul riassetto della relativa situazione finanziaria, rimangono al loro posto i manager di alcune Aziende Sanitarie Provinciali, già nominati pur in mancanza dei titoli prescritti, ma i cui comportamenti amministrativi tendono ad appesantire il già grave debito finanziario;
- secondo la notizia riportata su “Il Domani della Calabria” di lunedì 27 aprile 2009, il dottor Franco Petramala, direttore dell’A.S.P. di Cosenza, da alcune settimane anche alla guida dell’Azienda Ospedaliera della stessa città, dove è stato registrato un buco di ben 140 milioni di euro, sarebbe “l’emissario di Loiero per le Provinciali” e starebbe preparando una lista per le prossime elezioni provinciali, in appoggio al candidato del PD, nella quale uno dei punti di forza sarebbe proprio lo stesso mondo sanitario;
- non solo, ma, secondo una lettera del Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità calabrese, indirizzata a tutti i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione, a seguito dell’attività di accertamento del debito del Servizio Sanitario Regionale, si sarebbe rilevato che le risultanze del Conto Economico degli anni 2001 – 2006, esistente sulla banca dati sistema informativo del Ministero della Salute sono notevolmente differenti dai dati risultanti dal Conto Economico allegato ai bilanci di esercizio approvati con deliberazioni delle Aziende sanitarie ed Ospedaliere dei vari anni;
- Nella relazione del febbraio 2009, il Procuratore della Corte dei Conti di Catanzaro, partendo dalla relazione della Commissione di indagine nominata dal ministero della Salute sulla qualità del servizio sanitario regionale calabrese, ha evidenziato l’emersione di molteplici ipotesi di danno erariale e correlate responsabilità amministrative, tanto da far già intervenire la Magistratura contabile;
- La settimana scorsa il Presidente Loiero ha presentato al Consiglio la delibera, approvata dalla Giunta Regionale, con le linee guida del piano di rientro del deficit sanitario, e nella quale vengono enunciati dati devastanti e preoccupanti, che evidenziano come la spesa sanitaria in Calabria, permanga fuori controllo;
- Alla voragine di 2,2 miliardi di euro del debito storico 2001 - 2007, è stato aggiunto, nella delibera della Giunta Regionale calabrese, un debito di 198 milioni accertato nel 2008, per sopravvenienze passive e insussistenze attive nel 2007;
- Il piano di rientro presentato dalla Giunta regionale, punta decisamente su un incremento della pressione fiscale, ma lascia al proprio posto dirigenti e funzionari delle ASP, in parte responsabili della citata voragine finanziaria, oggi addirittura proni a gestire la prossima competizione elettorale in favore del Presidente Loiero e della sua coalizione politica, nel mentre la Calabria e l’intera Italia sono costrette ad assistere ad immagini e racconti trasmesse dalla trasmissione televisiva Report:
- Se non si ritenga indispensabile ed urgente commissariare l’intero Dipartimento della Sanità in Calabria;
- Se non si ritenga necessario ed urgente monitorare se ed in quali Procure della Calabria siano state avviate inchieste relative alla gestione della sanità;
- Quali le risultanze di eventuali inchieste giudiziarie avviate nei territori dove la sanità calabrese risulta o è stata commissariata per infiltrazione mafiosa;
- Quali e quanti dei dirigenti o funzionari del settore sanità calabrese, già condannati dalla Corte dei Conti, siano tuttora in servizio.

On. Angela Napoli
Roma, 28 aprile 2009

giovedì 23 aprile 2009

Giunta Regionale Loiero: i fondi comunitari 2007 - 2013 alibi per nominare un ennesimo Dirigente esterno

Il Ministro Sacconi non perde occasione per richiamare il pessimo stato di salute della sanità in Calabria, in attesa, da mesi, di un piano di rientro per coprire un buco finanziario che non riesce ad essere quantificato, e la Giunta Regionale delibera l’approvazione di una nuova unità operativa, la cui gestione viene affidata ad un dirigente che arriva dalla Sardegna. L’alibi è “perfetto”: occorre velocizzare la spesa del POR 2007-2013, per cui si rende necessario promuovere la nuova unità organizzativa “Società dell’informazione” e così la Regione Calabria può affidare un nuovo incarico ad un esterno.
Non appartengo certamente a coloro abituati a disconoscere le professionalità di chi non appartiene alla mia area politica, ma non posso non considerare “alibi” i POR 2007-2013 al fine di affidare incarichi, considerato che dei fondi POR 2000-2006 non è dato sapere la loro utilizzazione. Cosa riconosciuta anche da appartenenti allo stesso Partito del Governatore Loiero!
Inviterei i cittadini calabresi a prendere visione della Struttura ordinamentale dei livelli dirigenziali della nostra Regione per verificare quanti incarichi sono stati affidati ad esterni e come per questa Giunta le norme nazionali possono tranquillamente essere aggirate, pur di poter compensare professionalità esterne “perdenti posto politico”.

On. Angela NAPOLI

Roma, 23 aprile 2009

martedì 31 marzo 2009

La gestione clientelare degli incarichi esterni di Dirigenti alla Regione Calabria

Da www.Telereggiocalabria.it del 31 marzo 2009

Il Presidente della Giunta regionale della Calabria, nel mentre chiama a raccolta la minoranza consiliare per continuare a tacitarla sul “buco” finanziario della sanità, non contento dei già numerosi incarichi e consulenze date dall’Ente Regione, si prodiga nel deliberare ingiustificati incarichi “esterni”, aggravando il già pesante bilancio regionale, in un momento in cui il tasso di disoccupazione continua a crescere.
Il Presidente Loiero, infatti, con atto della G.R. n. 85, in data 23 febbraio 2009, su conforme proposta dell’Assessore al Personale, on. Liliana Frascà, formulata su designazione dell’Assessore, on. Michelangelo Tripodi, ha deliberato l’incarico a tempo determinato al dott. Arch. Mezzatesta Giuseppe, in posizione di comando presso la Giunta Regionale.
Premesso che considero assurda la chiamata ad incarico esterno da parte della Giunta Regionale del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Gioia Tauro, attualmente retto da una Commissione straordinaria, perché sciolto per infiltrazione mafiosa.
Ma reputo altrettanto inconcepibile che venga affidato tale incarico esterno presso il Dipartimento n. 8 “Urbanistica e Governo del Territorio”, non solo senza specificarne le motivazioni e le esigenze, ma addirittura dopo che la Regione ha espletato, approvato le graduatorie definitive di merito e nominato i vincitori (come da pubblicazione sul B.U.R. del 19 dicembre 2008) di un concorso pubblico per titoli ed esami per il conferimento di 45 posti di Dirigente nella Regione Calabria, 13 dei quali per l’Area Tecnica. Perché, allora, questo comando? Perché, se davvero ci fossero le esigenze, non far scorrere la graduatoria del concorso appena espletato facendo ricorso agli idonei?
Di fronte a questa costante anomala gestione dei conferimenti di incarichi esterni da parte dell’Ente Regione della Calabria, non potrà non intervenire la Corte dei Conti, per porre fine ad una gestione clientelare, peraltro, a ridosso di una importante tornata elettorale.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 31 marzo 2009

giovedì 12 marzo 2009

Antonio Nicolò: "la sanità calabrese va commissariata"

Perdincibacco, anche uno stupido capirebbe che la sanità calabrese và commissariata.
A fronte di una situazione disastrosa, ad un deficit di 2 miliardi di euro, vicino alla bancarotta, ad una gestione (a voler essere benevoli) “allegra”, alla commistione politico-mafiosa ed alla mancanza di adeguati controlli contabili, viene difficile capire cosa aspetta il Governo a mandare un commissario in Calabria.
Se si vuole, si può continuare a perdere tempo (tatticismo politico ?) ma sono certo che altra soluzione non può esserci.
Naturalmente (passatemi questa assurdità), do per scontato che, il commissario non dovrebbe essere Loiero !
Perché il commissariamento ? Risposta facile, logica e soprattutto scontata: i “nostri cari” politici passati-presenti (e forse anche futuri !?) non hanno alcuna credibilità ormai.
Se alla “mensa della sanità”, si sono seduti tutti “banchettando dionisiacamente” e consumando l’ “orrendo pasto” incuranti della salute altrui, se la “fame bulimica” non si sazia mai, ne consegue che dobbiamo allontanarli al più presto, prima che si “pappano” anche le ultime briciole
Analisi questa non fantasiosa ma reale, anzi, a tratti, surreale.
Consentitemi un garbato scetticismo verso chi manifesta e propone soluzioni adeguate (leggasi piano di rientro) e verso chi, dall’altra parte, si indigna (abbiano almeno il pudore di stare zitti !).
I musicanti sono cambiati la musica (purtroppo) è rimasta la stessa.
E già, perché in questa “orgia “ nessuno (destra e sinistra) ha disdegnato l’invito ! Neanche quelli che hanno avuto il ruolo di spettatori passivi.
E’ tempo di voltare pagina, di cambiare registro, di mettersi la mano sulla coscienza (Coscienza ? Chi è costei ?) e lasciare fare ad altri ciò che nessuno, sino ad oggi, è stato in grado di fare.
Perdonatemi, volevo dire che hanno fatto: danni ed anche enormi !
Gli ospedali “ad personam” (per usare un termine caro alla sinistra) quale fonte di serbatoio-voti sono un esempio tangibile.
Oggi questi ospedali hanno le sembianze di zombie se non di fantasmi.
Su cosa bisogna incidere (prestazioni ospedaliere, farmaceutica, beni e personale) e su cosa bisogna impegnarsi (garanzia di gestione, miglioramento dei servizi e “frattaglie varie”) è notorio a tutti e pertanto non continuate a “ciarlare”!
Ma se si sa come agire, sorge spontaneo chiedersi: perché non lo si è fatto prima, considerato che il disastro era già noto ?
Altrettanto spontaneo viene da chiedersi: se non lo si è fatto sino ad oggi, chi ci garantisce che in futuro ciò verrà fatto ?
La risposta è sempre la stessa: non certo questa classe politico- digerente (non dirigente).
Ci vuole una bonifica, una “derattizzazione” nella sanità, ed a farlo non possono essere certo gli artefici di questo disastro.
I Calabresi, oggi, sono privati dei servizi essenziali in linea con gli standard nazionali: non è più neanche sufficiente rivolgersi a Camillo de Lellis o ad altro santo similare.
Si è stufi di vedere delineare le linee, concertare le concertazioni, programmare la programmazione, invocare il rigore, minacciare le sanzioni per poi….. essere trattati da coglioni !
Ed a farlo in questo caso (la beffa del destino) sono degli eunuchi !
Ci vogliono risposte chiare, rapide, semplici, efficaci e soprattutto risposte i cui effetti siano immediatamente visibili: in primis commissariamento.
So anche che con il commissariamento, toglieremmo la patata bollente dalle mani di Loiero, ma una ustione palmare e poca cosa rispetto alla “carbonizzazione” cui è sottoposto il povero cristo di ammalato.
Sono certo che, lo stesso Loiero sarebbe felicissimo di disfarsi di questo “cadavere della sanità”, in avanzato stato di decomposizione, e che comincia ad emanare un odore nauseabondo.
A proposito di nausea, credo (se non lo si è ancora capito) che i cittadini siano stra-nauseati nel vedersi trattati (nella migliore delle ipotesi), come ospiti indesiderati della sanità: se non ci fossero gli ammalati a rompere, lor signori potrebbero lavorare (si fa per dire) indisturbati.
Cari amici miei, se non lo avete capito, siamo arrivati al capolinea: oltre non si può andare.
Azzeriamo tutto ! Ripartiamo, facendoci aiutare da chi non ha interessi (particolarti) da difendere se non quelli della salute del cittadino, selezioniamo personale qualificato (concorsi per i manager e non appendici del politico di turno), ridiamo vita alla meritocrazia, responsabilizziamo il personale, qualifichiamolo, incentiviamolo e gratifichiamolo, mettiamolo in condizioni di dare il meglio di se e soprattutto ……non badiamo a spese !
Almeno in questo (nelle spese) avete già dato ampia dimostrazione di essere bravi !
Antonio Nicolò
Capogruppo di Alleanza Nazionale al Comune di Reggio Calabria

mercoledì 12 novembre 2008

Dimissioni Spaziante: continua il "film"sulla Sanità in Calabria

Come da copione! Continua la registrazione del film che la Giunta regionale calabrese sta girando da qualche mese sul tema della sanità! Le dimissioni dell’assessore alla salute, Vincenzo Spaziante, erano nell’aria, così come era nell’aria l’assunzione dell’incarico, da parte dello stesso, di Commissario per l’emergenza socio – sanitaria della Regione Calabria. Il tutto nel mentre la Regione sta per essere commissariata a causa dell’enorme disavanzo proprio nel settore sanità.
E pensare che il Governatore Loiero ha appena richiamato tutti sulla necessità di eliminare gli sprechi, al punto tale che gli ammalati della Piana di Gioia Tauro stanno per essere costretti a mettere i loro letti di degenza in mezzo alla strada!
Ma certamente il Presidente Loiero dirà a tutti degenti ed a tutti i cittadini calabresi che sono costretti a prendere “il treno della speranza”, quale sarà lo stipendio mensile del dottore Spaziante nel nuovo incarico e quanto tale stipendio si discosti da quello di assessore regionale.

On. Angela Napoli

Roma, 12 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

Sanità in Calabria: richiesta nomina Commissario ad acta in Persona diversa da Loiero

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno e della Giustizia
– Per sapere – premesso che:

- l’interpellante ha più volte segnalato la pesantissima situazione dell’intero sistema sanitario in Calabria;
- in data 11 dicembre 2007 il Governo Prodi ha dichiarato lo “stato di emergenza socio – economico – sanitaria “ in Calabria “ per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture”;
- l’indagine della Commissione ministeriale, nominata proprio in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza socio – economico – sanitaria in Calabria, ha evidenziato numerosi punti di criticità interni al sistema sanitario della Regione;
- la relativa relazione della Commissione ministeriale è stata depositata nei primi giorni del mese di maggio 2008, e la Regione Calabria non ha fatto nulla per sanare i citati punti di criticità, ma anzi, si è premurata a riaffidare incarichi nel Dipartimento Salute a personaggi che avevano avuto problemi con la giustizia;
- tra le criticità indicate nella relazione, la Commissione ministeriale ha evidenziato, in particolare: il mancato controllo della Regione sulla spesa sanitaria, la mancata approvazione del piano sanitario regionale, l’impunità di chi ha commesso errori ed ha responsabilità accertate, la presenza in numerosi P.O. di Pronto Soccorso “disastrosi”, pesanti condizioni igienico sanitarie e problemi strutturali degli edifici, esorbitante spesa ai privati, dirigenti privi di responsabilità;
- la relazione evidenzia, altresì, molte perplessità sul possesso dei requisiti previsti dalla legge per direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi delle singole ASP calabresi;
- in data 27 ottobre 2008 i Carabinieri di Vibo Valentia, su disposizione del Procuratore della Repubblica di quella città, hanno posto sotto sequestro i reparti di Ortopedia, Immunoematologia e Pronto Soccorso del locale P. O.; hanno, altresì, sequestrato l’impianto elettrico dell’intera struttura ospedaliera; hanno, inoltre, notificato avvisi di garanzia a 33 persone indagate, ipotizzando a vario titolo una sessantina di ipotesi di reato che vanno dall’abuso d’ufficio ai reati specifici circa la sicurezza della struttura ospedaliera;
- anche la Corte dei Conti regionale, nel marzo del 2008, ha bocciato la sanità calabrese, sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione di finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezza”;
- la dichiarazione dello stato di emergenza socio – economico – sanitaria della Calabria è stata adottata anche a causa dei numerosi casi di malasanità, accertati dalla apposita Commissione parlamentare della scorsa legislatura, che hanno portato al decesso di giovanissime vittime, e per i quali sono in atto indagini da parte della Magistratura, ma non risulta siano state avviate immediatamente adeguate indagini interne all’ amministrazione sanitaria;
- la relazione della Commissione ministeriale evidenzia che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL molto maggiore rispetto alle altre regioni (8,77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);
- ed ancora, l’analisi sistematica dei bilanci prodotti da alcune Aziende Sanitarie, unitamente ai verbali del Collegio dei Revisori, ha evidenziato, talvolta, carenze anche rispetto alle norme basilari del Codice Civile, incompletezze ed incoerenze fra le loro diverse parti, il che determina una scarsa trasparenza rispetto all’effettivo stato delle Aziende e una profonda incertezza sull’effettiva situazione finanziaria delle singole Aziende e del sistema sanitario regionale nel suo complesso;
- in data 19 marzo 2008 è stata sciolta l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria a causa di accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata ed il nominato Commissario, prefetto Massimo Cetola, ha trovato una sanità sommersa dai debiti, per ben 500 milioni di euro, oltre ad un impressionante numero di pignoramenti;
- è noto che la Calabria sia una terra a forte presenza di criminalità organizzata che fa del condizionamento ambientale una delle sue armi più insidiose e dove la sanità, secondo la relazione Antimafia della precedente legislatura, rappresenta il vero “affare” della Regione;
- dal 2006 ad oggi ben tre sono le ASL calabresi sciolte per mafia;
- un buco da 2 milioni di euro è emerso da un’indagine della Guardia di Finanza sulle forniture dell’ASL di Locri, sciolta per infiltrazione mafiosa subito dopo l’omicidio del Vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria;
- nell’ASP di Crotone nel solo 2006 è stato registrato un disavanzo di 200 milioni di euro;
- nell’ASP di Vibo Valentia la Corte dei Conti ha accertato che la perdita d’esercizio per il 2006 supera i 15 milioni di euro;
- da un’indagine della Guardia di Finanza, incaricata dall’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, già nel 2006 erano state registrate irregolarità interne all’ASP di Vibo Valentia, relativamente alla gestione degli appalti di opere, di forniture e di servizi, all’assunzione del personale ed alle relative modalità di ingresso e ad incarichi conferiti, nonché qualche paventata infiltrazione mafiosa; il tutto avrebbe dovuto portare allo scioglimento di quell’ Azienda Sanitaria;
- la grave situazione della sanità in Calabria è già stata monitorata dal Ministro del Lavoro e della Salute, il quale, lo scorso 23 settembre 2008, in Commissione bicamerale per gli Affari Regionali ha dichiarato che “ … la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007…..un dato che fa spaventare non poco”;
- a settembre del 2008 il deficit stimato della sanità calabrese è già attestato oltre i duecentonovanta milioni di euro;
- e nel mentre il debito sanitario continua ad aumentare, la Regione Calabria delibera di istituire un comitato di consulenti (ben tre) nell’ambito del piano sanitario regionale per il triennio 2007 – 2009;
- non v’è dubbio che nessun piano di rientro per il riequilibrio economico - finanziario, il risanamento e la riorganizzazione del sistema sanitario calabrese, per quanto oculato, riuscirà a ribaltare la debitoria incancrenita situazione, nata certamente dalla inefficiente direzione dei responsabili delle varie ASL e dalla assoluta mancanza di controllo da parte della Giunta regionale:
- quali urgenti iniziative intendano assumere, per le parti di competenza, anche nell’ambito del dichiarato stato di emergenza socio – economico – sanitaria (di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’11 dicembre 2007), al fine di far dare una svolta all’allarmante quadro del sistema sanitario calabrese;
- se non si renda urgente ed indispensabile nominare un commissario ad acta per la realizzazione degli obiettivi di risanamento finanziario dal disavanzo nel settore sanitario calabrese e se tale eventuale nomina non debba ricadere, a differenza di quanto avvenuto per la Regione Lazio, su persona diversa dall’attuale Presidente della Giunta regionale calabrese, essendo lo stesso in tale carica da ben tre anni, durante i quali il trend di spesa del settore ha subìto un notevolissimo incremento.

On. Angela NAPOLI

Roma, 03 novembre 2008

venerdì 4 luglio 2008

L'Interrogazione sull'emergenza ambientale in Calabria

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Ambiente e Tutela del Territorio ed Economia e Finanze

– Per sapere – Premesso che:

- con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 settembre 1997, è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della Regione Calabria nel settore dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, della bonifica e del risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonché in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione;

- l’iniziale decreto, previsto per la durata di circa quindici mesi, è stato via via inspiegabilmente prorogato per ben 10 anni fino ad una prima conclusione, prevista per il 31 ottobre 2007, slittata con una successiva ordinanza del Governo Prodi, al 30 giugno 2008;

- con i primi decreti venivano nominati i Presidenti della Regione Calabria quali Commissari delegati per la predisposizione degli interventi, con un’ampia serie di poteri;

- a partire dal marzo 2006 l’incarico di Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria è stato sempre affidato a Prefetti;

- fin dai primi anni successivi alla proclamazione dello stato di emergenza ambientale nel territorio della regione Calabria è stato fatto ben poco per attuare gli interventi necessari ad uscire dall’emergenza, ed ancora oggi la Calabria è costretta a registrare il perdurare, ad esempio, delle cattive condizioni delle acque di balneazione, che provoca, soprattutto nelle stagioni estive, continue proteste da parte della popolazione;

- nel mese di febbraio 2007 il prefetto Antonio Ruggiero, che in data 3 gennaio 2007 aveva già chiuso la sua breve esperienza di delegato per l’emergenza in Calabria, ha fatto un drammatico resoconto della situazione durante un’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza ambientale, il cui contenuto è verificabile dai verbali parlamentari;

- dalla relazione è emersa una pesante situazione debitoria, la mancanza di un reale bilancio, l’erogazione di centinaia di migliaia di euro ed avvocati amici, l’inutilizzabilità del programma di elaborazione dei dati contabili, il fallimento delle politiche nel ciclo dei rifiuti, la presenza alle dipendenze dell’Ufficio del Commissario di 64 dipendenti più 41 persone “fantasma” assunte con contratti stipulati da dirigenti del Ministero dell’Ambiente, la mancanza di allegati o atti che avrebbero dovuto produrre il servizio di controllo interno e di verbali della verifica amministrativa e contabile;

- la relazione del prefetto Ruggiero ha rappresentato l’ennesima denunzia sulla gestione di un lungo commissariamento che è stato al centro di proteste , interrogazioni parlamentari, di relazioni della Corte dei Conti, di indagini delle Forze dell’Ordine e della Magistratura;

- la cattiva gestione degli impianti, il grave ritardo nella raccolta differenziata, gli sperperi inutili, i presunti gravi illeciti nella gestione dei finanziamenti, il mancato controllo degli organi deputati, sono indicativi del totale fallimento del Commissariamento;

- nei giorni scorsi, anche su richiesta dell’attuale Commissario delegato, prefetto Salvatore Montanaro, era stata salutata positivamente la fine della gestione Commissariale, prevista per il 30 giugno 2008, ma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri è pervenuta una richiesta di proroga (l’ennesima!) da parte della Regione Calabria;

- l’ennesima ed assurda richiesta della Regione Calabria è stata fatta dopo che il prefetto Montanaro, rispettando la scadenza, aveva presentato la relazione finale dalla quale si evince che l’Ufficio del Commissario ha ottenuto buoni risultati sul fronte della depurazione e della raccolta dei rifiuti, giungendo da una parte al graduale passaggio delle competenze alle Province e dall’altra all’elaborazione del Piano dei rifiuti, che è ancora al vaglio della regione;

- nel mese scorso, l’Assessore regionale all’ambiente, che riteneva ormai di poter considerare concluso il periodo di Commissariamento ambientale, si è visto revocato l’incarico dal Governatore Loiero, il quale si ostina a richiedere la proroga dell’emergenza;

- d’altra parte il Sottosegretario di Stato, Guido Bertolaso, durante la visita fatta a Catanzaro il 13 giugno 2008, aveva dichiarato : “ Lo stato di emergenza per i rifiuti è scaduto il 31 ottobre scorso, ora, a fine mese, la Calabria può rientrare in pieno nella gestione ordinaria come concordato con il Governo regionale”;

- lo stesso Commissario Montanaro si è espresso per la fine di un lunghissimo commissariamento ambientale in Calabria;

- l’interrogante ritiene che la richiesta di proroga da parte del Governatore Loiero sia legata solo ed esclusivamente a scelte opportunistiche che nulla hanno a che vedere con la gestione dell’emergenza ambientale:

- se non ritengano davvero assurda una eventuale ulteriore ed ennesima proroga di un commissariamento che ha già portato in Calabria ben 800 milioni di euro;

- quali le definizioni dell’attuale Governo sullo stato dell’emergenza ambientale in Calabria.

On. Angela NAPOLI

Roma 3 luglio 2008

lunedì 18 febbraio 2008

LA LETTERA APERTA DEL FEBBRAIO 2006 A LOIERO, ADAMO E BOVA

Ecco cosa scrivevo il 25 febbraio 2006:

On. Agazio LOIERO
Presidente Giunta Regionale

On. Nicola ADAMO
Vice Presidente Giunta Regionale

On. Giuseppe BOVA
Presidente Consiglio Regionale


Gentilissimi,

pur non condividendo la forzata preclusione al supporto propositivo delle forze politiche di opposizione all'approvazione della legge finanziaria regionale per l'anno 2006, ho, a suo tempo, espresso un plauso per la tempistica con la quale questa è stata approvata. Non ero, però, a conoscenza del contenuto della stessa, perché pubblicata solo sul Supplemento straordinario n. 8 del B. U. R. del 13 gennaio 2006.
Oggi, dopo aver letto alcune notizie apparse sulla stampa degli ultimi giorni, peraltro, credo, sottovalutate dall'opinione pubblica, non posso sottrarmi dal denunziare un fatto che ritengo estremamente grave per l'Amministrazione Regionale, soprattutto perché questa è voluta sempre apparire all'insegna della legalità e della trasparenza amministrativa.
Infatti, sollecitata dai richiamati articoli di stampa, ho riletto il comma 2, dell'articolo 29 della L. R. n. 1 del 2006 e, considerata anche l'assenza di un rinnovato piano commerciale regionale, scaduto da circa un anno, ho potuto comprendere che il suo contenuto celava gravi interessi specifici di carattere economico.
L'attività parlamentare ha, da tempo, portato ad occuparmi anche del settore della Grande Distribuzione, non solo per la chiusura di numerose piccole aziende commerciali calabresi impossibilitate a competere con i grandi Distributori economici, ma anche perché è comprovato che la criminalità organizzata ha saputo inserirsi, per le proprie attività illecite, in tutti i settori economici della nostra Regione.
Con enorme rammarico ho, così, scoperto la gravità di quanto avvenuto come conseguenza del contenuto del comma 2, dell'articolo 29, della L. R. n. 1/2006, e che non può essere esente da indagini di pertinenza della Magistratura inquirente. Infatti, se è vero, come è vero, che la citata legge regionale è stata pubblicata sul B. U. R. del 13/01/06, è divenuta esecutiva il giorno successivo, sabato 14/01/06, e lunedì 16/01/06, primo giorno utile, alcune Società, tutte riconducibili ad un "unico gruppo societario", hanno presentato, nei Comuni calabresi con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, le istanze, guarda caso corredate dai relativi progetti definitivi, saturando di fatto le disponibilità, appaiono del tutto comprensibili i "particolari" interessi contenuti nel provvedimento legislativo regionale.
Ho letto che la Commissione Bilancio regionale della Calabria, la quale, peraltro, non ha potuto esprimere il parere sull'ultima legge finanziaria regionale, avrebbe chiesto un chiarimento "sugli aspetti legati alla vicenda'', ma, certamente, questo non basta.
Per quanto sopra, e nell'esclusivo interesse del sano, legale e trasparente sviluppo economico della nostra Calabria, credo che si renda necessaria ed urgente I'assunzione di iniziative utili a bloccare e rimuovere quanto segnalato.

On. Angela Napoli
Vice Presidente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 25/02/06