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giovedì 20 novembre 2008

L'interrogazione sul Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria

Al Ministro della Giustizia:
- Per sapere – Premesso che:
- con ordinanza n. 1234/2006 del 27 ottobre 2006, il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria ha richiesto ai Comuni di Gioia Tauro e Rosarno se intendevano accettare, e in quale forma, la proposta di risarcimento del danno in forma alternativa richiesta da Piromalli Gioacchino;
- Piromalli Gioacchino (classe’69) di Gioia Tauro appartenente alla nota cosca Piromalli, tra le più potenti della ‘ndrangheta calabrese, aveva chiesto di essere riabilitato dalla condanna di cui alla sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria del 13.04.2001 per i reati di cui agli artt. 56, 81, 629 c.p., 7 L.n. 203/1991, 10 L.n. 497/74 e 416 bis c.p.;
- i Comuni di Rosarno e Gioia Tauro avevano instaurato un giudizio civile, chiedendo la condanna dei responsabili delle condotte delittuose al pagamento della somma, a titolo risarcimento danni, di 10 milioni di euro in favore di ciascuna delle parti offese;
- nell’ordinanza in questione il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Calabria fa riferimento sia alla “prova effettiva e costante di buona condotta” del Gioacchino Piromalli, quanto, e ciò appare gravissimo all’interrogante, al riferimento delle condizioni reddituali dello stesso, definite con “l’impossibilità di adempiere alla obbligazione nei confronti delle parti offese”;
- Gioacchino Piromalli è stato tratto in arresto a metà ottobre del 2008 in seguito all’operazione “Cento Anni di Storia”, per il delitto di cui agli artt. 110, 112 n. 2, 56-323 I° e II° comma c.p., 7 D.L. 152/91; nella stessa operazione sono stati tratti in arresto i due sindaci dei Comuni di Gioia Tauro e Rosarno;
- sempre lo stesso Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria, nello scorso mese di ottobre 2008 ha rimesso in libertà il boss Antonino Iamonte di Melito Porto Salvo, detenuto dal febbraio 2007, già condannato nel processo “Rose Rose” ed implicato nell’operazione “Ramo Spezzato” , il cui processo è in fase di celebrazione davanti alla II^ Sezione Panale del Tribunale di Reggio Calabria;
- il boss Antonino Iamonte deve rispondere di 416 bis, estorsione, trasferimento fraudolento di valori in capo a prestanome di beni mobili, immobili e società operanti nel settore della macellazione delle carni oltre che di commercializzazione di carni nocive, false attestazioni e soppressione di certificati:
- se non ritenga necessario ed urgente avviare un’adeguata indagine presso il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria per accertare eventuali responsabilità;
- quali misure di carattere generale e quali iniziative di carattere normativo intenda assumere per garantire la certezza della pena e porre i Tribunali di Sorveglianza nelle condizioni di non poter accogliere con estrema facilità le istanze presentate dai difensori dei vari boss mafiosi.
On. Angela NAPOLI

mercoledì 23 luglio 2008

Il sincero compiacimento per l'operazione contro le cosche Piromalli - Molè - Alvaro della Piana di Gioia Tauro

La Commissione Nazionale Antimafia del XV^ Legislatura non a caso aveva scelto di iniziare la sua prima visita in Calabria partendo dal Porto di Gioia Tauro, dove il processo “Porto” della fine degli anni 90 aveva evidenziato l’interesse e la capacità della ‘ndrangheta di mettere le mani sull’attività di quella struttura. E la stessa Commissione Antimafia nel suo lavoro d’indagine, culminato con la stesura di una specifica relazione sulla ‘ndrangheta, approvata all’unanimità, aveva potuto recepire l’egemonia delle cosche “Piromalli – Mole” sul versante tirrenico della provincia di Reggio Calabria , nonché la potenzialità acquisita dalla famiglia Piromalli a livello nazionale ed internazionale.
Non v’è dubbio, quindi, sulla bontà dell’operazione che i Carabinieri del ROS e la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, coordinati dalla DDA di Reggio Calabria hanno condotto contro esponenti delle famiglie Piromalli - Molè – Alvaro di Gioia Tauro e Sinopoli .
Gli interessi delle cosche di Gioia Tauro ma anche quelle di Rosarno, sugli affari del Porto non sono mai venuti meno e, certamente, non potevano che far gola gli ingenti finanziamenti destinati a quella struttura, senza naturalmente sottovalutare i finanziamenti destinati allo sviluppo dell’area extra – portuale.
Non posso, quindi, che esprimere sincero compiacimento e grande apprezzamento per il lavoro investigativo che ha portato a questa importante attività di contrasto contro le egemoni cosche Piromalli – Molè della Piana di Gioia Tauro.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Giustizia

Roma 23 luglio 2008