venerdì 18 luglio 2014

….. a parlare della Processione di Oppido, di quella di San Procopio e di don Nuccio Cannizzaro .....



….. a parlare della Processione di Oppido, di quella di San Procopio e di don Nuccio Cannizzaro .....
con – tra gli altri –
 DEMETRIO COSENTINO (Presidente del Cids), FRANCESCO SORGIOVANNI (Giornalista de Il Quotidiano del Sud), ROCCO COSENTINO (Magistrato), GERARDO DOMINIJANNI (Magistrato), PIETRO MELIA (Giornalista)

link video puntata del 18 luglio 2014 della trasmissione “lineaperta”


giovedì 17 luglio 2014

L’attacco di Sansonetti a Cafiero De Raho: opportunismo garantito? Angela Napoli: “Così si rischia di isolare i magistrati”

napoliregolo
http://lorasiamonoi.wordpress.com/2014/07/17/lattacco-di-sansonetti-a-cafiero-de-raho-opportunismo-garantito-angela-napoli-cosi-si-rischia-di-isolare-i-magistrati/

Debbo confessare che non leggo e non ho mai aperto dalla sua fondazione il nuovo quotidiano di Sansonetti. Oggi, però, sollecitato dai colleghi e amici di Cosenza che stanno collaborando con me al progetto del nostro giornale, ho visto, inviatomi per e-mail, l’editoriale odierno del direttore de “Il Garantista”: un attacco duro al procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Cafiero De Raho. Che cosa avrebbe fatto il magistrato per meritarsi l’invettiva (copiosa) di Sansonetti? Ha semplicemente dichiarato, riguardo alla vicenda della processione con l’inchino al boss di Oppido Mamertina, che esistono giornalisti coraggiosi i quali denunciano episodi del genere, e altri che invece coprono la verità e che bisogna decidere da che parte stare.
Tanto basta al direttore romano, andato via dalla Calabria scrivendo di esserne rimasto profondamente deluso, per poi tornare a stringervi intese editoriali dopo pochi mesi, per dedurne che Cafiero De Raho avesse voluto attaccare lui o il suo giornale. Troppo astuto lo scrivente perché si pensi a un’excusatio non petita (visto che il magistrato non nomina alcuna testata). Molto più verosimile l’ipotesi che Sansonetti cerchi di fare pubblicità al suo prodotto giocando il ruolo della voce controcorrente, l’intellettuale fuori le riga “de noantri”, come si direbbe nel suo (a)dorato e salottiero contesto capitolino. Ognuno, sia chiaro, può fare il “gioco” che vuole e soprattutto professare ogni opinione. Ma la libertà di pensiero non può esimere dal rispetto verso chi effettivamente conduce, con rischi pesanti e impegno costante, una durissima lotta contro la criminalità organizzata e le sue oscure aderenze nei poteri costituiti della Calabria. Screditare, Cafiero De Raho, ipotizzare che voglia una stampa prona a lui, come avviene in regimi dittatoriali, oltre che grottesco è a mio avviso estremamente pericoloso.
Io ho visto soltanto una volta il procuratore, lo incontrai per pochi minuti nel tribunale di Reggio, quando fui ascoltato dalla Commissione Antimafia dopo l’oscuramento del sito e la sospensione delle pubblicazioni dell’Ora della Calabria. Ma ho imparato ad apprezzarne il rigore e il piglio, quando, poco dopo il mio arrivo, in un intervento sul nostro giornale a proposito del commissariamento dei Comuni sciolti per mafia spiegò che sarebbe necessario prolungarlo non soltanto durante le elezioni ma anche per un certo periodo successivo all’insediamento della nuova amministrazione perché solo così si potrebbe veramente spezzare l’influenza delle cosche. Poi ne ho ascoltato la relazione in occasione della “Gerbera Gialla” in cui illustrò in termini molto chiari in quanti e quali modi si estendano i tentacoli della n’drangheta sul territorio calabrese, spesso favoriti da lobby oscure e infedeli di Stato. Non mi sembra affatto uno che fa crociate, che vuole schiaramenti o che cerca ribalta mediatica, come lascia intendere Sansonetti. Il direttore de “Il Garantista” aggiunge che Cafiero De Raho sarebbe contro la Chiesa ma è un assurdo, perché le esternazioni di papa Francesco e del presidente della Conferenza episcopale calabrese (oggi riunita per parlare proprio di quello che l’Osservatore Romano dopo il caso di Oppido Mamertina ha definito “pervertimento religioso”), monsignor Salvatore Nunnari, vanno nella medesima direzione del magistrato. Bergoglio ha detto con estrema chiarezza a Scalfari che ci sono tanti sacerdoti che sottovalutano l’influenza della mafia e non si levano abbastanza e tutti lo abbiamo letto e sentito.
Ma la superficialità è diffusa, a volte è ingenua, altre no. Può nascere da interessi precisi o dalla semplice vanagloria, oppure essere conseguenza della paura delle ritorsioni. Io credo che correttamente Cafiero De Raho abbia voluto semplicemente richiamare l’intera comunità calabrese, giornalisti e non, a non sottovalutare i mezzi (come le incursioni in pratiche religiose di lunga tradizione) con cui la n’drangheta tende a legittimare la propria supremazia territoriale. Sottovalutare questo aspetto come ha scritto il procuratore significa sul serio favorirne l’azione, consapevolmente o meno. Io l’ho sostenuto più volte, ma non sono nella squadra dei magistrati come sostiene, non senza alterigia, Sansonetti. Né credo lo siano Pollichieni, Musolino, Inserra, tanti altri giornalisti calabresi che sono intervenuti sulla questione di Oppido Mamertina stigmatizzando quell’inaccettabile inchino. Fra questi anche il vicesegretario nazionale e segretario regionale della Federazione nazionale della Stampa, Carlo Parisi, che ha di recente, dopo i sospetti insorti anche sulla processione di San Procopio, ricordato con veemenza quanto siano assurdi gli attacchi ai colleghi che rivelano queste realtà scomode, miranti a farli passare come dei denigratori della Calabria o degli smaniosi di protagonismo. Anche il sindacato dei giornalisti, secondo Sansonetti, scrive sotto… dittatura della magistratura? Perché il direttore è convinto che solo lui sia immune da questa influenza, così com’era convinto quando lasciò l’Ora della Calabria di essere diventato immune dall’influenze delle famiglie potenti della nostra regione e lo annunciò nell’editoriale di congedo, sparando accuse contro il suo ex editore e amico conviviale, Piero Citrigno, che poi invece è andato a salutare prima di lanciare la sua nuova creatura “Il Garantista”.
L’essere concentrati troppo su stessi, sulle proprie idee o sui propri business, a volte distrae da problemi molto seri in una regione come la Calabria. Mentre spiegavo alla Commissione Antimafia dei rapporti insoliti, non rientranti nelle consuete dinamiche delle aziende editoriali, tra Citrigno e De Rose, il nostro stampatore protagonista della telefonata del cinghiale, l’onorevole Dorina Bianchi mi domandò come mai il mio predecessore (Sansonetti, ndr) in tre anni di direzione non avesse ravvisato nulla d’insolito. Risposi che dovevano domandarlo a lui, perché non lo sapevo. Non so se gliel’abbiano mai domandato. Ma so che l’onorevole Bruno Bossio, grande estimatrice di Sansonetti, presentatasi all’audizione nonostante i duri attacchi che mi aveva rivolto (su Facebook e in una lettera inviatami al giornale, in cui cercava di farmi passare come uno che voleva ottenere da lei documenti giudiziari secretati), cercava per tutto il tempo di minimizzare la vicenda che riguarda noi dell’Ora, sostenendo che la sospensione delle pubblicazione fosse unicamente dovuta all’indisponibilità finanziaria dell’editore e non aveva alcuna relazione con il caso Gentile-De Rose. Questo nonostante ci fosse stato oscurato anche il sito, proprio il giorno in cui in un editoriale denunciavo la manovra di far finire la proprietà del giornale nelle mani di De Rose. Per la cronaca il legale di Bilotta, il nostro liquidatore, è quello stesso avvocato Celestino, che difese Adamo, il marito della Bruno Bossio nell’inchiesta “Why not”, e assiste anche i Citrigno: io lo conobbi nel suo studio, accompagnato lì da Alfredo Citrigno, pochi giorni dopo l’Oragate, quando lo stampatore che non aveva mai sollecitato i suoi pagamenti non riscossi, improvvisamente con una lettera che noi pubblicammo chiedeva tutto subito o avrebbe fatto fallire l’azienda.
Forse la drammaticità di quanto i colleghi dell’Ora e io abbiamo vissuto e stiamo vivendo, potrebbe rendermi troppo emotivamente coinvolto.
Per questo, riguardo all’attacco sferrato da Sansonetti contro De Raho, ho pensato di chiedere un parere ad Angela Napoli, ex presidente della Commissione Antimafia e tuttora impegnata in prima linea contro le influenze delle n’urine Ecco la sua valutazione: «Alcuni giorni fa evidenziavo sulla mia pagina Facebook lo stato di preoccupazione che sto vivendo alla luce sia di alcune sentenze giudiziarie sia di alcune cronache giornalistiche, a mio parere, eccessivamente garantiste e, sempre a mio parere, non utili a debellare il fenomeno mafioso ed i suoi collaterali. Oggi sono più che mai convinta che la preoccupazione ha ragione di permanere, ritenendo che sia in atto una “strategia” tendente ad isolare quei pezzi della Magistratura, delle Forze dell’Ordine, delle Istituzioni e della politica che realmente lavorano con coraggio non solo per reprimere la ‘ndrangheta ma anche per aiutare a sradicare quella sub-cultura mafiosa che per anni ha invaso alcuni cittadini calabresi.Ho parlato di “strategia” di isolamento: l’attacco al dottor Gratteri, apparso la scorsa settimana su “Il Garantista” e quello odierno al Procuratore Cafiero De Raho, sempre sullo stesso quotidiano, e che recano la firma del suo direttore responsabile, non possono che apparire, almeno ai miei occhi, ma sicuramente anche a quelli del comune lettore, proprio come tendenti a raggiungere l’obiettivo dell’isolamento. Sono convinta che tale obiettivo non verrà conseguito perché con piacere incomincio a registrare una voglia di riscatto nel cittadino calabrese. Questa voglia non potrà che portare alla rivolta nei confronti di tutti coloro che, dopo aver affossato, in supporto alla ‘ndrangheta, la nostra Calabria, oggi tentano ancora di mantenere a galla il “sistema malato” che sovrasta questa Regione. Ormai la stragrande maggioranza dei cittadini calabresi e’ in grado ed ha la volontà di saper distinguere il “bene” dal “male” e di saper anche quale “autobus” prendere per percorrere la strada della piena legalità».

venerdì 11 luglio 2014

Ci vuole la rivoluzione delle "coscienze", nessuno di noi deve più fingere di "non sapere" e di "non conoscere"

                                                                      
 


                            
COMUNICATO STAMPA 
SU PROCESSIONE OPPIDO

In Calabria avevamo appena finito di gioire per il tanto atteso anatema lanciato da Papa Francesco durante la sua visita pastorale a Cassano ed eravamo, altresì, convinti che le parole del Santo Padre sarebbero servite anche da ripensamento a don Meme' Ascone e a don Nuccio Cannizzaro, nonché a quella parte della Chiesa calabrese, a volte troppo portata a tentare di redimere i cuori dei mafiosi, ma, purtroppo, siamo stati costretti ad assistere all'ultimo "ossequio" che i portatori della Vara con la statua della Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina hanno inteso riservare al boss Peppe Mazzagatti e, quindi, alla 'ndrangheta tutta.
Sento il dovere di ringraziare il maresciallo Andrea Marino, comandante della Stazione dei Carabinieri di Oppido Mamertina, per il comportamento assunto nell'immediato, a dimostrazione di come si possa attuare con i fatti, e non con le parole, il reale contrasto ai criminali.
Ho insegnato ed ho anche diretto un Istituto Scolastico nella cittadina di Oppido ed ho avuto quindi modo di prendere atto, con grande rispetto, della fede cattolica di coloro che vivono in quella comunità, ma non posso sicuramente condividere la commistione che alcuni fedeli finiscono con l'avere tra fede e 'ndrangheta.
Va dato atto a Monsignor Francesco Milito, Vescovo della Diocesi Oppido-Palmi, per aver avviato la riflessione sullo svolgimento delle processioni che si svolgono sul territorio della Diocesi, e per aver momentaneamente sospeso le stesse. Ed essendo convinta che il rito delle processioni, purtroppo, in molte altre realtà  della nostra Calabria tende a vedere la commistione tra fede e 'ndrangheta, tenendo conto anche del fatto che i riti di affiliazione interni a questa associazione mafiosa si servono di effigi sacre facendo apparire la finta fede religiosa dei criminali, mi augurerei che gli altri Vescovi calabresi uniscano analoga riflessione a quella assunta da Monsignor Milito. Così come mi augurerei che la Chiesa rifiutasse qualsiasi tipo di supporto economico elargito dai criminali o dalle loro famiglie.
Anche la Presidente della Commissione  parlamentare antimafia, on. Rosy Bindi, ha da subito attenzionato l'increscioso episodio ed ha invocato l'adozione per la Calabria di un piano straordinario che possa davvero mettere "in ginocchio la 'ndrangheta".
Ritengo, però, che non si possa contemporaneamente sottacere su comportamenti collusivi di alcuni politici che finiscono con l'incoraggiare  la sfida che la 'ndrangheta tenta di attuare anche nei confronti della Chiesa. Mi riferisco, ad esempio, a quanto è accaduto a MELITO Porto Salvo, durante la campagna elettorale per il rinnovo delle locali elezioni amministrative nel 2012, quando i candidati di una lista elettorale hanno portato in processione la Madonna di Porto Salvo, pur già consapevoli di aver l'appoggio elettorale del locale clan, tanto che eletti a capo della locale amministrazione dopo qualche mese sono stati arrestati, sindaco compreso, nell'operazione "ADA", con la pesante accusa di associazione mafiosa proprio perché eletti con i voti del clan IAMONTE.
Adesso i c.d. "garantisti", pur di evidenziarsi come tali, hanno iniziato con il "dagli all'untore..", credendo così di annientare la 'ndrangheta, e contemporaneamente di continuare ad aggraziarsi tutti coloro che con la stessa sono collusi.
Personalmente sono molto stanca, preoccupata ed amareggiata nel dover assistere a notizie così brutte che fanno rimbalzare solo in negativo la nostra Calabria su tutte le cronache nazionali, e sono sempre più convinta che non si possa continuare a delegare ad altri l'individuazione della "medicina" utile ad abbattere questo "cancro".
Ci vuole la rivoluzione delle "coscienze", nessuno di noi deve più fingere di "non sapere" e di "non conoscere". Anche i fedeli che partecipano alle processioni, essendo per lo più dei luoghi dove le stesse si svolgono, dovrebbero assumere atteggiamenti di repulsione e non di compiacimento, allorquando accadono episodi come l'ultimo di Oppido.
Va assunta la consapevolezza dell’ asfissiante presenza della 'ndrangheta nelle nostre comunità, occorre bandire ogni forma di "ossequio" verso i criminali e mettere da parte qualsiasi remora nel contrasto dovuto a tali malavitosi. Se cattolici credenti dobbiamo saper fare buon uso dell'aiuto datoci da Papa Francesco, e riuscire a non consentire più che gli uomini della 'ndrangheta  possano continuare a mescolare il sacro con il profano, e tutti noi diventare consapevoli del fatto che l'uomo 'ndranghetista lo è per tutta la vita ed in quanto tale nessuno potrà mai assolverlo.
                                                 Angela Napoli
                           Consulente Commissione Parlamentare Antimafia
                           Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 11 luglio 2014


































mercoledì 4 giugno 2014

In Calabria deve partire la caccia ai cinghiali feriti




Angela Napoli: «In Calabria deve partire la caccia ai cinghiali feriti»


Angela Napoli torna ad abbracciare i giornalisti dell’Ora della Calabria e risponde alle domande del direttore Luciano Regolo in una lunga intervista in diretta web. «In Calabria deve partire la caccia ai cinghiali feriti”, ha evidenziato l’ex parlamentare riferendosi «al nostro cinghiale ferito» Tonino Gentile e «al nuovo cinghiale ferito non eletto alle elezioni europee Giuseppe Scopelliti».
E’ un’amicizia di facciata e di utilità» quella tra i due uomini di centrodestra, e quanto false fossero le dichiarazioni dell’uno nei confronti dell’altro in occasione delle dimissioni da Sottosegretario oppure sulla candidatura alle europee nonostante la condanna per abuso d’ufficio lo dimostra l’ultimo risultato elettorale.
«Sul caso dell’Ora la magistratura non può più chiudere gli occhi. Ormai possiede tutti gli elementi per prendere i dovuti provvedimenti», sostiene Angela Napoli, in redazione per «esprimere solidarietà ed evidenziare una situazione anomala che ad oggi nasconde raggiri non ben definibili ma che continuano a intaccare la libertà di stampa in Calabria e il diritto all’occupazione dei giornalisti».
Andiamo per gradi e apriamo il capitolo Fincalabra. Umberto De Rose potrebbe riconquistare la poltrona della presidenza della finanziaria regionale in quello che Angela Napoli definisce «l’ultimo atto indecente e osceno attuato dalla giunta e dal consiglio regionale nella sua maggioranza, che definire tale è un modo di dire perché non c’è stata la voce dell’opposizione».
Secondo capitolo: l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. «A una sollecitazione fatta a Scopellii sulla rimozione del direttore generale dell’Asp di Cosenza in tempo utile, non si mosse nulla –racconta l’ex deputata- lasciando che la situazione venisse decisa dalla magistratura. E poi il sostituto che arriva da Roma, molto vicino all’ex governatore Polverini oggi passata a Forza Italia, al di là delle sue competenze e dei meriti non si capisce come si trovi qui». Tornando alla stretta attualità, apriamo il terzo capitolo: la conclusione della consiliatura regionale. «Ci sono situazioni molto anomale, a partire dalla legge elettorale regionale che penalizzerà i più deboli in politica, a dimostrazione che la politica del malaffare e della collusione ha interessi a continuare a dilagare nella nostra regione». E ancora una volta, sottolinea Angela Napoli, è stato fatto passare in sottordine il tentativo di introdurre la doppia preferenza di genere. «La cosa che mi ha doppiamente delusa –ha proseguito l’ex parlamentare rispondendo alle domande del direttore Regolo- è il comportamento della cosiddetta opposizione, che con l’alibi del mancato accoglimento di alcune richieste da parte della maggioranza ha abbandonato il consiglio regionale. Non esiste alcuna parola detta sulle malefatte di questa giunta regionale. Questo abbandono è la dimostrazione palese di come l’opposizione sia stata assente, anzi compiacente, su quanto ha gestito la vita della nostra regione in questi quattro anni». Il quinto capitolo si apre sul futuro politico della Calabria. Le primarie? «Verrebbero vinte da chi ha potere e da chi è ben visto dalla ‘ndrangheta», avverte Angela Napoli nel ricordare che pochi giorni prima della scelta delle candidature per le elezioni europee, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho avvertì la commissione parlamentare antimafia: «La ‘ndrangheta sta cercando il candidato sul quale far convergere voti e interessi». Sesto capitolo della saga: il rapporto tra Scopelliti e gli organi d’informazione. Non sfugge –ha fatto notare la Napoli- ad esempio, che nell’ufficio stampa regionale sia stato assunto un tale Meduri, per niente a caso figlio dell’ex senatore Renato Meduri. «Scopelliti è sempre stato abituato ad avere la stampa dalla sua parte», dice in maniera diretta l’ex deputata protagonista di un episodio: «Qualche anno fa, quando ero in Futuro e Libertà, organizzai una manifestazione sulla legalità alla quale invitai l’allora presidente Gianfranco Fini e altre personalità. Non invitai Scopelliti perché pensavo già allora che non era la persona più indicata per parlare di legalità. Lui venne lo stesso per salutare il presidente Fini. Quando feci il mio intervento, ringraziai tutti gli intervenuti tranne lui e il giorno dopo i giornali mi attaccarono». Questo idillio tra Scopelliti e le testate è finito quando «i giornalisti hanno iniziato a pubblicare fatti e inchieste che lo riguardano, limitandosi solo a fare il proprio lavoro». Un regime, secondo Angela Napoli, vicino a «una forma di dittatura che limita la libertà di stampa o quantomeno la corretta informazione dei cittadini». Sempre a proposito di stampa, all’ex parlamentare non piace troppo il nome del nuovo giornale di Piero Sansonetti, il Garantista: «La Calabria ha bisogno più che mai di un garantismo nei confronti delle vittime, non di chi commette reato». Né le sono piaciute due presenze, alla presentazione della testata a Reggio Calabria: quelle di Demetrio Naccari Carlizzi, intercettato mentre preannunciava azioni legali contro il giornalista del Quotidiano della Calabria Michele Inserra, di entità tale che avrebbe dovuto «vendersi un rene» per risarcirlo, e di don Nuccio Cannizzaro che ha reso in un processo dichiarazioni contro il testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio. Fin qui il vivace intervento di Angela Napoli in redazione. Ma c’è un’altra novità, o meglio una promessa. Il direttore Luciano Regolo ha annunciato la costituzione di un comitato etico sull’editoria, del quale ha invitato Angela Napoli a farne parte, e ha dato una rassicurazione ai lettori e a chi vuole tapparci la bocca: «Andiamo avanti nella nostra battaglia, torneremo presto in edicola».

martedì 6 maggio 2014

Ospite di ANTONELLA GRIPPO alla trasmissione “PERFIDIA” su Rete Calabria






Link video

(1ma parte)



(2da parte)

Presentazione libro "PEDOFILIA Ciò che tutti dobbiamo sapere" di ANTONIO MARZIALE





Sala Consiliare del Comune di Catanzaro, 6 maggio 2014.
In occasione della giornata internazionale contro la pedofilia, l'Associazione "Universo Minori" presenta il libro "PEDOFILIA. Ciò che tutti dobbiamo sapere" del Sociologo Antonio Marziale

Mio intervento dal minuto 44:12

link: 
https://www.youtube.com/watch?v=qYBsVNojccE  





sabato 3 maggio 2014

Mafia, Gli Invisibili

Tranche mio intervento al convegno "Mafia, Gli Invisibili"
del Movimento Antimafia RIFERIMENTI
 link video:

http://www.youtube.com/watch?v=IuI6Z3IrcK8&sns=fb 





Palazzo della Provincia, 3 maggio 2014


Riconoscimento “TRINCEA GERBERA GIALLA 2014”

IL 3 maggio 2014 al Teatro Cilea di Reggio Calabria vengo insignita, dalla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, On. ROSY BINDI,  del riconoscimento “TRINCEA GERBERA GIALLA 2014” nell’ambito del percorso nazionale della memoria della Gerbera Gialla  del COORDINAMENTO NAZIONALE ANTIMAFIA presieduto dalla Dr.ssa ADRIANA MUSELLA

Con la seguente motivazione
“ Determinata nel proprio compito istituzionale, ha dimostrato senso del dovere  e amore per la propria terra impegnandosi attivamente nella prevenzione e  nella lotta dei fenomeni di criminalità e illegalità e nella promozione dei  diritti e della giustizia sociale contribuendo alla costruzione di una società  migliore e al recupero della fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini  anche a rischio della propria vita.”

mercoledì 30 aprile 2014

L'On. Scopelliti smetta di fare squadrismo e la Vice Presidente Stasi commissari Fincalabra



«Rosanna invece di fare opera di squadrismo a difesa dell’ormai ex governatore,  condannato in primo grado a sei anni, dovrebbe avere meno rispetto dei politici che appartengono alla sua squadra e maggiore rispetto della memoria del padre, il giudice Scopelliti, ucciso dalla mafia».
È la dura presa di posizione di Angela Napoli, consulente della Commissione antimafia, nel corso della diretta streaming tenutasi nella sede centrale dell’Ora della Calabria, che ha replicato così al deputato del Nuovo centrodestra Rosanna Scopelliti che sull’Ansa ha criticato i comportamenti dei vertici della Commissione parlamentare antimafia: «E’ inaccettabile il fazioso uso politico-militante della Commissione da parte della presidente Bindi ed in particolar modo del vicepresidente Claudio Fava. I loro atteggiamenti, a mio avviso – afferma all’Ansa Rosanna Scopelliti – qualificano un’evidente forzatura estremistica della Commissione Antimafia, usata come autoreferenziale strumento politico e come salotto buono dove fare propaganda, passerelle e spettacolari quanto inutili gite in elicottero a spese dei contribuenti. Così come trovo fuori luogo che il presidente di una così importante commissione parlamentare, non ad una Festa dell’Unità ma in una sede istituzionale al termine di formali audizioni in materia di antimafia, attribuisca sarcasticamente la qualifica di “cultore della materia” a chi non è stato mai processato e condannato per reati mafiosi e che fino ad ieri era il Governatore della Regione Calabria». Ma l’ex parlamentare Angela Napoli non riesce a mandare giù le critiche della deputata Scopelliti: «Dovrebbe essere un suo dovere partecipare alle attività della Commissione di cui fa parte, ma è troppo spesso assente». Le dichiarazioni della Bindi – precisa – scaturiscono dall’esito delle audizioni di fronte alla Commissione parlamentare antimafia, tornata a Reggio Calabria a pochi mesi dalla visita del dicembre scorso. «Non è stata fatta alcuna pubblicità elettorale, ma dalle varie audizioni è emerso lo strapotere della ndrangheta nella città dello Stretto, il disastro economico che soffoca la città. Ma è anche emersa la preoccupazione delle cosche, sempre in guardia per “coinvolgere” e “indirizzare” il loro potere elettorale».
Dopo un’ora Rosanna Scopelliti torna a parlare, ma su Twitter: «In  c’è chi parla per partito preso, e c’è chi deve parlare per consulenza presa. Chi difende princìpi, chi un osso».
link : http://www.youtube.com/watch?v=Px7O8AACnos


La Scopelliti partecipi alla commissione antimafia




Video tranche mia dichiarazione, rilasciata in conferenza stampa il 30 aprile 2014 durante la visita che ho fatto insieme ad una delegazione di RISVEGLIO IDEALE   alla sede della redazione centrale OCCUPATA  de l’Ora della Calabria

link : http://www.youtube.com/watch?v=kLfmz2Av-Jk

venerdì 25 aprile 2014

Il liquidatore de L'Ora Calabria si scusa con gli abbonati ma i problemi sono ben altri



Gentile abbonato,
sono spiacente di comunicarLe che, per cause indipendenti dalla nostra volontà, sono stato costretto ad interrompere la pubblicazione del quotidiano L’ORA DELLA CALABRIA.
Pertanto sarà mia cura comunicarLe nei prossimi giorni le modalità attraverso le quali potrà conseguire il diritto al rimborso delle somme per il residuo periodo di non fruizione dell’abbonamento.
Distinti saluti.

GRUPPO EDITORIALE C. & C. in liq.
IL LIQUIDATORE
Dott. Giuseppe Bilotta

QUESTO E' QUANTO MI INVIA IL LIQUIDATORE, IL QUALE NON HA BEN COMPRESO O FINGE DI NON COMPRENDERE CHE E' COMUNQUE STATO LESO UN MIO DIRITTO AD ATTINGERE ALLA CORRETTA INFORMAZIONE, GIACCHE' LE CAUSE CHE HANNO PORTATO ALL'INTERRUZIONE DELLA PUBBLICAZIONE DEL QUOTIDIANO "L'ORA DELLA CALABRIA" LE CONOSCIAMO BENISSIMO E SONO DETTATE DALL'ASSERVIMENTO AI CINGHIALI PIU' O MENO FERITI PROPRIO DALLA CORRETTA INFORMAZIONE! GENTILE LIQUIDATORE DA ABBONATA AL QUOTIDIANO IN QUESTIONE LE COMUNICO CHE IL MIO PERSONALE NON E' SOLO UN PROBLEMA DI DIRITTO AL RIMBORSO BENSI' LA NEGAZIONE DI UN MIO FUTURO DIRITTO A CONOSCERE LE MALEFATTE DI PERSONAGGI CHE HANNO SPERPERATO IL PUBBLICO DENARO E CHE HANNO GETTATO FANGO SULLA CALABRIA. C'E' INOLTRE UN ALTRO DIRITTO CHE DA CITTADINA CALABRESE HO IL DOVERE DI PRETENDERE, OSSIA QUELLO DI NON LASCIARE SENZA OCCUPAZIONE TUTTE QUELLE PERSONE CHE LAVORANDO DA ANNI PER QUESTO QUOTIDIANO ORA VENGONO MINACCIATE DI RIMANERE SENZA LAVORO, AGGRAVANDO IL GIA' ELEVATO DISAGIO OCCUPAZIONALE CHE PROPRIO LA CATTIVA POLITICA HA CREATO NELLA NOSTRA REGIONE!

On. ANGELA NAPOLI
Presidente  associazione Risveglio Ideale
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia


Taurianova, 25 aprile 2014 

giovedì 24 aprile 2014

Ad maiora Vincenzo, la tua vittoria è anche la nostra ....


Comunicato stampa

Lo abbiamo seguito per tutte le puntate in un crescendo di emozioni, ci ha fatto sognare e ci ha mozzato il fiato durante l’esibizione finale che lo ha incoronato vincitore, rendendo fiera e assoluta protagonista la Calabria dell’ultima edizione di Ti lascio una canzone, fortunata trasmissione televisiva condotta da Antonella Clerici.
Il giovane tenore di Isola Capo Rizzuto, Vincenzo Carnì insieme alla maltese Federica Falzon, con la canzone Un amore così grande ha, infatti, occupato il gradino più alto del podio, avendo la meglio su Maurizio Lipoli che ha interpretando A te di Jovanotti conquistando il secondo posto e le gemelline Chiara e Martina Scarpari, anche queste calabresi di Varapodio, che si sono aggiudicate il terzo posto con Pensieri e parole di Lucio Battisti.
Vittoria quasi annunciata, poiché il Duo lirico era già stato vincitore di molte puntate e in un crescendo di emozioni, ha conquistato tutti senza lasciare dubbi sulle capacità canore di Vincenzo Carnì che ha raccolto le meritate soddisfazioni dopo alcuni anni di duro impegno. 
Il talento del giovane tenore calabrese è stato fin da subito assecondato da papà Francesco e da mamma Rosanna che lo hanno affidato artisticamente alla sensibilità della maestra Sandra Sarcone che lo guida nella sua passione. Vincenzo, frequenta con profitto anche il Liceo Musicale di Crotone e fa parte dell’Associazione culturale musicale “Artisti per passione” città di Cutro diretta dal presidente Carmine Migale. Frequenta anche a Crotone la Scuola di pianoforte e solfeggio presso l’Istituto Stillo di Crotone diretto dal prof. Ferdinando Romano.
La Calabria tutta e la città di Isola hanno supportato il giovane tenore seguendolo con grandi testimonianze d’affetto per tutto il percorso canoro e, nell’ultima puntata la sua città è esplosa letteralmente di gioia.
Altre sfide attendono Vincenzo Carnì, già nel fine settimana sarà impegnato in una nuova competizione che incoronerà il vincitore assoluto di tutte le edizioni di Ti lascio una canzone e poi dai qui, siamo sicuri, un crescendo di successi ed emozioni come quelle che ha saputo regalare al suo pubblico.
Emozioni allo stato puro che ha saputo trasmettere con la sua voce, con la sua sicurezza, con garbo in ogni esibizione.
Emozioni che il pubblico non potrà e non vorrà mai dimenticare.
Emozioni che non possono e non devono esaurirsi con la fine della fortunata trasmissione. Con la potenza della sua voce, mista alla melodiosa cadenza delle note che accompagnano i testi accuratamente espressi, accarezza gli animi di chiunque lo ascolti.
Ci troviamo oggi davanti ad un vero fenomeno musicale che per la sua giovane età possiede tutte le carte in regola per accaparrarsi davvero e molto presto quella fetta di meritata notorietà che proprio insieme al “Bel canto” può essere il suo passaporto per il futuro.
Per Vincenzo Carnì sono arrivati già i primi importanti riconoscimenti, lo scorso 16 aprile è stato insignito, infatti, nell’aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza, dalla prestigiosa Maison des Artistes, Associazione di Cultura, Arte, Scienza e Impegno Sociale, il Premio Internazionale MEDAGLIA D’ORO “Maison des Artistes”  (riservato proprio alle Personalità che, nell’anno in corso, si sono distinte in vari settori) con la seguente motivazione: Giovanissimo talento si è distinto per le sue straordinarie doti di tenore lirico unite ad una emozionante capacità interpretativa che fanno presagire una futura luminosa carriera artistica”.
Presenza autorevole alla Cerimonia di Gala, insieme con alti esponenti istituzionali, quella dell’On. le Angela Napoli, Presidente dell’Associazione Risveglio Ideale e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, che ha voluto dare la sua personale testimonianza d’affetto e quella dell’Associazione tutta che ha creduto sin dal primo giorno nel percorso artistico del giovane tenore calabrese, incoraggiandolo e supportandolo in ogni momento.
Il Consigliere Provinciale Maria Maio e il M.llo Salvatore Perrone insieme agli altri iscritti e simpatizzanti dell’Associazione Risveglio Ideale rivolgono  a Vincenzo  e alla sua famiglia un grazie di cuore perché ha fatto volare alto la calabresità dimostrando che con impegno e dedizione, senza necessità di inseguire scorciatoie, è possibile raggiungere le vette più alte.
Ad maiora Vincenzo, la tua vittoria è anche la nostra e di tutti i giovani calabresi che nel segno della correttezza e del costante impegno contribuiscono ogni giorno a tenere vivo il sogno di un’altra Calabria possibile.



Ufficio Stampa RISVEGLIO IDEALE


Taurianova, lì 24 aprile 2014 

domenica 20 aprile 2014

Redazione TirrenoNews mi formula gli Auguri per la Santa Pasqua

Auguri ad Angela Napoli


Vi starete chiedendo il perché di questi auguri ad Angela Napoli, vero?
Perché è diversa da tanti altri calabresi che fanno politica
Perché ha il coraggio di cercare e di dire la verità
Perché ha l’onesta e la sincerità di ricordare ai calabresi che “Ormai in Calabria siamo sotto dittatura, dove deve prevalere la volontà di chi comanda e, pertanto chi racconta i fatti reali non deve essere libero”.
Perché ha ancora quella bellezza interiore che le permette di sorprendersi e di affermare che “Sinceramente non riesco a capire come la maggioranza dei cittadini calabresi si siano assuefatti ad un simile sistema, dove gli intrecci politici ed i loro interessi hanno abbattuto la democrazia e la libertà”. 

Perché invita al riscatto morale affermando “ Ricordiamoci che si è liberi solo se non ci si sente obbligati ad essere asserviti ai padroni di turno e ricordiamoci soprattutto che in Calabria non è solo la 'ndrangheta a far da padrona, bensì coloro che hanno usato incarichi e poltrone per il proprio tornaconto”.
Perché sollecita l’orgoglio della antica razza calabrese con quel suo “ Cerchiamo da calabresi di avere un attimo di amor proprio e riappropriamoci della libertà che dovrebbe appartenere a ciascuno di noi senza vincolo alcuno”.
Perché ricorda che “LA LIBERTA' E' DENTRO CIASCUNO DI NOI!”
Auguri Angela; sii sempre esempio di onestà e correttezza in politica; fustiga sempre e dovunque quella politica che ha ucciso ed ora dileggia la Calabria ed i calabresi; continua a sollecitare la dignità della gente buona di questa bella terra.
Buona Pasqua a te Angela ed alla Calabria per la quale significhi davvero RESURREZIONE !

Serena Pasqua


sabato 19 aprile 2014

Solidarietà al dott. Regolo e a tutti i giornalisti de L'ora della Calabria

Comunicato stampa

Desidero esprimere sincera solidarietà al dott. Regolo e a tutti i giornalisti de L'ora della Calabria per questa ultima mannaia che li ha colpiti.
Ormai in Calabria siamo sotto dittatura, dove deve prevalere la volontà di chi comanda e, pertanto chi racconta i fatti reali non deve essere libero.
Sinceramente non riesco a capire come la maggioranza dei cittadini calabresi si siano assuefatti ad un simile sistema, dove gli intrecci politici ed i loro interessi hanno abbattuto la democrazia e la libertà.
Nessuno si chiede perché De Rosa rimanga ancora al suo posto! Nessuno si chiede perché i vari "signorotti politici" siano sempre stati coperti da immunità!
Ricordiamoci che si è liberi solo se non ci si sente obbligati ad essere asserviti ai padroni di turno e ricordiamoci soprattutto che in Calabria non è solo la 'ndrangheta a far da padrona, bensì coloro che hanno usato incarichi e poltrone per il proprio tornaconto.
Cerchiamo da calabresi di avere un attimo di amor proprio e riappropriamoci della libertà che dovrebbe appartenere a ciascuno di noi senza vincolo alcuno.
LA LIBERTA' E' DENTRO CIASCUNO DI NOI!


On. Angela Napoli
Presidente Associazione Risveglio Ideale
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia


Taurianova, 19 aprile 2014 

Al fianco di TIBERIO BENTIVOGLIO


Comunicato Stampa



Apprendiamo con estremo dispiacere dellennesimo atto intimidatorio perpetrato nei confronti della famiglia di Tiberio Bentivoglio, coraggioso ed onesto imprenditore reggino, da una ventina danni nel mirino della criminalità organizzata per non essersi piegato alle logiche ndranghetistiche che purtroppo tengono sotto scacco la città di Reggio Calabria e lintera Regione.
Sono riusciti a togliergli la libertà, costringendolo a vivere sotto scorta ma non riusciranno mai a togliergli la dignità di lottare per combattere le mafie che infettano le nostre terre.
Insieme al nostro Presidente On. Angela Napoli siamo al fianco di Tiberio Bentivoglio e di tutti coloro che della trasparenza, dellonestà e della Legalità fanno una ragione di vita.

Ufficio Stampa
Risveglio Ideale


Taurianova, 19 aprile 2014  

giovedì 17 aprile 2014

Mia intervista rilasciata a L'Ora della Calabria su candidatura di Scopelliti alle Europee

Angela Napoli: per lui è l’ultima chance

«Scopelliti punta alle Europee perché è questa l’unica strada che gli è rimasta per continuare a fare politica. Ma la cosa che trovo vergognosa è la distanza, che vorrebbero far passare in Calabria, tra Forza Italia e il Nuovo centrodestra.
Fi nella nostra regione finirà per non presentare candidati di peso perché vogliono spianare la strada a Scopelliti. Jole Santelli e compagni sono d’accordo. È tutto un bluff per ingannare gli elettori».
Sono bastate le prime indiscrezioni su una possibile candidatura a Bruxelles di Scopelliti a fare scoppiare le critiche da parte di Angela Napoli. Accuse durissime anche contro Angelino Alfano che, dopo aver parlato tanto di moralizzazione e pulizia nella politica, ha deciso di mandare a Bruxelles un fedelissimo benché condannato in primo grado con l’accusa d’abuso d’ufficio e falso in atto pubblico.
«Voglio capire - ha aggiunto la consulente della Commissione parlamentare antimafia - come il presidente dell’Ncd giustificherà la candidatura di chi è condannato a sei anni ed è anche interdetto dai pubblici uffici. Se questa è l’immagine della legalità che gli alfaniani vogliono trasmettere agli italiani allora siamo di fronte a un paradosso inaccettabile per tutti. È una vergogna alla quale la politica ci ha abituato e che non possiamo continuare a subire in silenzio».
Angela Napoli parla di giochi di potere per accaparrarsi le poltrone che contano, di partiti disposti a tutto, anche a perdere la faccia, pur di mettere le mani nella politica che conta e dà potere. Questo, secondo l’ex parlamentare, starebbe alla base del ripensamento di Scopelliti che, sino a qualche giorno fa aveva escluso categoricamente di puntare alle Europee e che ora, dopo il ciclone giudiziario, ha improvvisamente cambiato idea folgorato sulla via di Damasco.
«Speriamo - ammonisce la Napoli – che i rumors di queste ore siano smentiti. Se così non fosse dovranno essere gli elettori a dimostrare maturità escludendo le mele marce. Quello che non hanno il coraggio di fare i partiti dovrà essere fatto dal popolo. Ci vuole pulizia, trasparenza e coerenza …».
Quando ricordiamo che Scopelliti, dopo la lettura della sentenza, ha parlato di una magistratura troppo dura nei suoi confronti dichiarando di essere vittima di un sistema marcio che l’avrebbe “punito” perché ha “osato” mettere mano nella Sanità toccando interessi “troppo alti e pericolosi”, la Napoli non fa un solo passo indietro nel suo ragionamento e rincara la dose. «La vittima non è lui ma la città di Reggio in primis e poi tutta la Calabria. Perché il devastante modello Reggio è stato esportato in Calabria da quando è diventato governatore e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. A farne le spese non è Scopelliti ma quei calabresi che non hanno lavoro e non hanno futuro. È anche per colpa di chi ha governato sinora che abbiamo raggiunto il record della disoccupazione.
Scopelliti ha fallito in Calabria e ha la faccia tosta di presentarsi in Europa?».
L’ultimo affondo riguarda la polemica sulla mancata audizione di Scopelliti in Commissione antimafia:
«Ma per cortesia - tuona Angela Napoli – la Commissione non può sentire una persona condannata e interdetta dai pubblici uffici. Anzi è stato un vero e proprio abuso la richiesta, avanzata dall’onorevole Dorina Bianchi, sul caso Scopelliti. La Commissione aveva preso l’impegno di sentire il presidente della Regione quando ancora non era stata emessa una sentenza durissima seguita al suicidio della Fallara al termine di un processo di primo grado che evidenzia le cause reali del disastro finanziario che ha colpito il Comune di Reggio. Questa candidatura è una vergogna per la Calabria e per tutta l’Italia ».


Francesco Ferro

martedì 15 aprile 2014

Dimissioni Giunta di Limbadi (Vv) e affermazioni del consigliere regionale Grillo: "Ricordo che assecondare sistemi di malaffare e corruzione significa asservirsi a sistemi criminali"

Dopo la recente visita della Commissione parlamentare antimafia a Limbadi e Vibo Valentia si susseguono notizie e comunicati sui quali ritengo di dover intervenire, “arrogandomi” la conoscenza di quel territorio, dove le permanenti collusioni tra i mondi politico – massonico – imprenditoriale – ‘ndranghetistico furono oggetto di mie denunzie sia alla DDA di Catanzaro sia in atti parlamentari che, a volte, hanno costretto la Magistratura di sorveglianza ad assumere interventi  non di poco conto, quale quello di far rientrare nell’istituto penitenziario di Tolmezzo, il boss Pantaleone Mancuso (classe ’47), oggi detenuto in regime di 41 bis.
Venerdì 11 aprile u.s. il sindaco, dott. Francescantonio Crudo, la sua giunta e i consiglieri di maggioranza del Comune di Limbadi hanno annunciato le dimissioni in polemica con la Presidente della Commissione parlamentare antimafia, on. Rosy Bindi, e con la Presidente dell’associazione “Riferimenti”, Adriana Musella. Si sarebbero sentiti offesi dall’intervento della Presidente Bindi sul mancato scioglimento per infiltrazione mafiosa e per le dichiarazioni di Adriana Musella sul problema di alcuni beni confiscati di quel Comune.
Sinceramente mi sono subito apparse quale alibi le motivazioni avanzate dal sindaco dimissionario, giacché lo stesso sa benissimo che, oltre alle risultanze della Commissione d’accesso, si poteva ritenere del tutto ingiustificato il mancato scioglimento del Comune di Limbadi, anche alla luce di quanto emerso dall’inchiesta “Purgatorio”, in parte riportata su alcuni quotidiani regionali fin dal marzo 2013.
Con sincerità, personalmente, ho rivissuto il mancato scioglimento per infiltrazione mafiosa del Consiglio comunale di Limbadi, con lo stesso animo con cui ho vissuto, sotto il Dicastero dell’Interno guidato dall’on. Roberto Maroni, il mancato scioglimento del Comune di Fondi (LT).
Non mi sembra di aver riscontrato alcun “insulto” ma di aver, al contrario, preteso “chiarezza”, anche perché personalmente reputo non più accettabile che per l’applicazione della legge sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa vengano suddivisi i Comuni in serie A e in serie B, a seconda della valenza o meno dei “padrini politici”.
Mi sia, altresì, consentito aggiungere che considero inappropriato l’intervento odierno del consigliere regionale Alfonso Grillo, ex sindaco del Comune di Gerocarne, eletto nella lista “Scopelliti Presidente”, e, quindi, grande supporter dello stesso, più che mai in questo momento. L’intervento del consigliere regionale, Alfonso Grillo, mi ha stupita e ha destato in me qualche perplessità; sinceramente mi appare un’”accusatio manifesta“ che potrebbe voler raggruppare un consociativismo non utile a debellare quel “sistema malato” che imperversa nel territorio vibonese.
Ricordo a me stessa che assecondare sistemi di malaffare e corruzione, mettersi a disposizione di contesti ambientali particolari, vuol dire accettare lucidamente la possibilità di farsi asservire agli interessi criminali mafiosi.
                                          On  Angela Napoli
                  Presidente Associazione “Risveglio Ideale”
         Consulente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 15 aprile 2014