giovedì 27 giugno 2013
venerdì 21 giugno 2013
La Calabria precipita tra disoccupazione e crollo del prodotto interno lordo
Di Angela Napoli | il 21 giugno 2013
Il rapporto sull’andamento dell’economia calabrese nell’anno 2012 presentato in data odierna dalla Banca d’Italia è davvero preoccupante e dimostra che purtroppo aumenta sempre più il divario negativo rispetto alle altre Regioni Italiane.
Infatti, secondo tale Rapporto, nel 2012 l’attività economica in Calabria ha subito un forte calo in tutti i settori; l’occupazione è diminuita più che nel resto d’Italia; il PIL regionale è diminuito del 3 per cento, in misura superiore al Mezzogiorno e all‘Italia.
A questo quadro pesante sull’economia calabrese, vanno aggiunti un analogo preoccupante grado di corruzione che si registra nella P.A. ed una maggiore pervasività della ‘ndrangheta, la quale, grazie alla sua potenzialità economica, finisce col supplire le possibilità di credito erogato dalle Banche.
Per chi come me vive in Calabria non può tacere di fronte ad un quadro così allarmante che si unisce all’inefficienza della classe politica dirigente. Le nostre risorse umane sono costrette sempre più a varcare i confini territoriali di questa Regione e le nostre risorse naturali continuano a rimanere fuori dalla gestione e dal loro impiego per lo sviluppo socio-economico del territorio.
Fino a quando i cittadini di questa Regione potranno e continueranno a sopportare queste iniquità?
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giovedì 13 giugno 2013
La Calabria ha perso mezzo miliardo di euro di fondi destinati allo sviluppo
“Il Comitato di sorveglianza sul controllo dell’andamento della gestione del Fondo Europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) 2007-2013 ha annunciato nei giorni scorsi che, a causa dei gravi ritardi della gestione amministrativa regionale nell’utilizzo delle risorse programmate, da Bruxelles verrà sospesa l’elargizione delle stesse, ammontanti a circa mezzo miliardo di euro, in favore della Calabria.
Appare davvero grave e pesante questo annuncio nei confronti della Calabria, Regione già sufficientemente svantaggiata, a dimostrazione dell’ incapacità nella gestione di questi importanti fondi. Resta il fatto che in Calabria, nel mentre gli amministratori regionali pensano solo a vantare inesistenti risultati elettorali, saremo costretti ad assistere ad ulteriore decremento in termini di sviluppo, di competitività e di sostegno all’occupazione.
È pertanto palese il fallimento politico della classe dirigente regionale calabrese alla quale spetterebbero le dimissioni, se solo si riappropriasse di un pizzico di etica e di morale.”
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sabato 8 giugno 2013
RISVEGLIO IDEALE: “Un riconoscimento Per Buona ed Onesta Politica all'Onorevole ANGELA NAPOLI sarà conferito dalla European Muslims League a Genova”
Comunicato stampa
“Un riconoscimento Per Buona ed Onesta Politica
all'Onorevole ANGELA NAPOLI
sarà conferito dalla European Muslims League a Genova”
E’ con grande onore che intendiamo comunicare agli organi di informazione che sarà proprio il nostro Presidente, l’On. Angela Napoli, per la sua lotta alla criminalità organizzata, per le sue battaglie volte al ripristino della Legalità e della Giustizia a ricevere il Premio Per Buona ed Onesta Politica con la seguente motivazione: “per la sua moralità, onestà e rettitudine, e per aver contribuito al benessere della Nazione e della Comunità”.
Il premio le verrà assegnato a margine dell’importantissimo convegno internazionale “Islam e diplomazia. Il ruolo del diplomatico musulmano nelle relazioni internazionali per contribuire alla promozione della pace e del dialogo tra i diversi popoli.” che avrà luogo domani a Palazzo Ducale di Genova organizzato dalla European Musilms con il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova.
L’incontro, importante per i tema, è caratterizzato dalla presenza di moltissimi rappresentanti di governi dei paesi arabi oltre che di personalità imprenditoriali e politiche italiane. L’incontro è il secondo di questo tipo. Lo scorso anno, alla Commenda, vi fu la partecipazione di circa 600 persone.
L’Ufficio Stampa
RISVEGLIO IDEALE
Taurianova, 7 giugno 2013
Segue il comunicato dell’evento tratto dal sito ufficiale del Palazzo Ducale di Genova:
venerdì 7 giugno 2013
CAMORRA E ‘NDRANGHETA NEL LAZIO

“CAMORRA E
‘NDRANGHETA NEL LAZIO”: INTERVISTA ESCLUSIVA ALL’ONOREVOLE ANGELA NAPOLI
Onorevole ed ex presidente della commissione parlamentare
d’inchiesta sul
fenomeno della Criminalità organizzata. Una donna che ha speso la propria vita
al servizio della Giustizia nella lotta contro la ‘ndrangheta: la mafia più
potente al mondo. Un baluardo insomma dell’antimafia, cresciuta a Tarianuova,
un comune in provincia di Reggio Calabria. E che ora, per un sistema tutto
italiano che paradossalmente sembra non tutelare chi ha messo a repentaglio la
propria vita e la rischia tuttora per sconfiggere questo “cancro” radicato in
Calabria, in Italia e in tutto il Mondo (basti pensare che le ndrine si sono
ramificate persino in Australia, Canada, Usa e via discorrendo), ha rischiato
quasi di rinunciare alla sua scorta dopo un’ordinanza esecutiva del prefetto di
Reggio Calabria.D: Onorevole Angela Napoli, la prima domanda non può
che essere rivolta al suo stato d’animo in questo momento particolare. Teme per
la sua vita?
Non nascondo la grande preoccupazione, congiunta
all’amarezza, quando, a soli tre mesi di distanza dall’ultima grave minaccia
emersa dall’inchiesta “Purgatorio”, dove un sodale del boss Pantaleone Mancuso
rispondendo alle sue lamentele nei miei confronti affermava testualmente “stai
tranquillo perché stiamo vedendo come toglierla di mezzo sta scema della Napoli
“, mi veniva comunicato che di fatto sarebbe stata tolta la tutela per la mia
sicurezza personale, garantitami da oltre 10 anni. Sono sicuramente preoccupata
per la mia vita, ma principalmente amareggiata per l’incomprensibile decisione
che partiva dagli Organismi di tutela della provincia dove risiedo e dove
trascorro maggior parte del mio tempo, cessata, ormai, l’attività parlamentare.
Voglio, altresì, precisare che il servizio di scorta mi era stato autorizzato
in precedenza non perché ricoprivo l’incarico di parlamentare, ma per le
numerose intimidazioni ricevute nel corso degli anni e che dello stesso
servizio non mi sono mai servita per vacanze balneari o di altro genere, ormai
per me inesistenti da circa 10 anni. Inoltre, cessata l’attività parlamentare
ho deciso di continuare ad essere presente nella vita del territorio calabrese
con l’Associazione “Risveglio Ideale”, da me fondata già nel 2009.
D: Di recente un boss importante
della mala calabrese ha attribuito proprio alla sua azione decisa contro la
mafia gli 8 anni di galera inferti dal tribunale. Possibile che lo Stato rischi
di non tutelare adeguatamente la vita di chi, come Lei onorevole, ha servito lo
Stato mandando dietro le sbarre uomini di spicco della ‘ndrangheta?
Ricordavo proprio l’ultima pesante minaccia emersa
dall’inchiesta “Purgatorio”, nella quale sono risultate palesi le collusioni,
individuabili nel territorio vibonese, ma non solo, tra pezzi della politica,
del mondo professionale, dell’imprenditoria, delle Istituzioni, della
massoneria e la potente ‘ndrangheta. Il boss ha sostenuto che a fronte di una
ipotetica “garanzia di assoluzione” avuta da un giudice, causa una mia
interrogazione parlamentare, gli erano stati inflitti otto anni di carcere. Non
solo, ma siccome, sempre a seguito del mio atto ispettivo parlamentare, il boss
era stato rispedito nel carcere di Tolmezzo, non aveva potuto partecipare al matrimonio
della propria figlia, per il quale, a suo dire, aveva già avuto
l’autorizzazione a recarsi, da detenuto, senza scorta alcuna! Credo che anche
da questa ultima inchiesta giudiziaria si possa capire quale pericolo incomba
sulla mia persona e come io abbia visto in questo caso mancare l’attenzione
dello Stato. Voglio, tuttavia, dare atto all’Ufficio Centrale per la Sicurezza
della Persona (UCIS) e al Ministro dell’Interno, on. Angelino ALFANO, di essere
intervenuti e, dopo l’esame del fascicolo personale, non hanno supportato la
decisione assunta dall’Organismo provinciale.
D: La mafia è un fenomeno tutt’altro
che sconfitto. In base alla sua grossa esperienza nel campo, fin dove si
spingono gli uomini che dirigono i loschi traffici considerato che forse non
esiste regione italiana che non sia stata contaminata?
Purtroppo le organizzazioni criminali sono ormai
presenti in tutto il territorio Nazionale e ne hanno persino varcato il
confine. In particolare la ‘ndrangheta, grazie al suo impero economico, e’
riuscita ad insediarsi nelle Regioni economicamente avvantaggiate, dove
ha saputo infiltrarsi nell’economia legale e nelle Istituzioni. Teniamo,
altresì, conto che, in particolare la ‘ndrangheta, non è più individuabile
nella vecchia area militare, bensì ha saputo vestirsi di “perbenismo”,
agevolando i suoi vari inserimenti dove si decide e si manovrano ingenti
finanziamenti.
D: Onorevole, per molti anni ha
lavorato nella sua aula bunker qui a Roma. Ci può svelare alcuni retroscena
della mafia nell’hinterland romano anche a nord, verso Civitavecchia ricordando
invece che a sud, ad Anzio e Nettuno, i comuni erano stati sciolti per
‘ndrangheta?
Anche il Lazio, purtroppo, non è esente da
infiltrazioni di ‘ndrangheta e camorra. Forse per troppo tempo si è ritenuto
che questa Regione ne fosse esente, tanto che ha consentito agevolmente le
infiltrazioni di queste organizzazioni criminali sia nell’economia legale sia
nelle Istituzioni. Purtroppo non è solo l’hinterland romano, sia a nord che a
sud, a risultare inquinato, ma la stessa Capitale. Basti pensare ai sequestri e
alla confisca di note ed importanti attività commerciali effettuate persino al
centro della città. E a proposito dei comuni laziali sciolti per infiltrazione
mafiosa, non va dimenticato l’anomalo caso del comune di Fondi (LT) dove le
collusioni tra mondo politico e ‘ndrangheta sono riuscite ad avere la meglio
sulla decisione ministeriale che aveva previsto lo scioglimento di quel Civico
Consesso.
D: Lei ha sempre parlato
della “zona grigia”. Ci può dire di cosa parliamo?
La “zona grigia” e’ l’area nella quale convivono
intrecci tra mafia, politica, imprenditoria, professionisti, pezzi delle
Istituzioni e massoneria deviata. Sono sempre stata convinta che la
potenzialità e la pervasività delle mafie siano dovute proprio alla presenza di
questa “zona grigia” che funge da “linfa vitale” e dove gli intrecci
affaristico-mafiosi sono fitti, a volte anche nebulosi, per cui è difficile
inciderli. Non a caso, nonostante la meritoria opera delle Forze dell’Ordine e
della Magistratura, questa “zona grigia” non è riuscita ad essere incisa.
D: Onorevole, di recente ha
pubblicato un post sul proprio social network in riferimento a papa Francesco e
al suo discorso relativo ai mafiosi affinchè si convertano. Lei ritiene che
l’appello del Pontefice potrà portare sulla retta via almeno qualche mafioso,
magari tra quelli più giovani?
Finalmente Papa Francesco ha lanciato contro i mafiosi
lo stesso anatema che avevamo sentito, ormai diversi anni fa, da Papa Wojtyla
ad Agrigento. Spero che tutto il mondo della Chiesa faccia proprie le parole di
Papa Francesco e che non venga reso vano il sacrificio di preti come il beato
don Puglisi. Mi augurerei che le parole di Papa Francesco facciano
breccia nell’animo di qualche giovane mafioso, ma spero almeno che qualcuno di
loro finisca di tutelarsi dietro l’uso delle immagini sacre.
D: La ‘ndrangheta è più forte delle
altre mafie? Se si, lo è perché essendo basata principalmente su legami di
sangue e di conseguenza perché ci sono meno pentiti?
La ‘ndrangheta e’ riuscita a diventare
l’organizzazione criminale più potente e più pervasiva sia per il suo legame
parentale che sicuramente l’ha resa imperscrutabile, sia perché la sua attività
nel traffico della droga l’ha fatta diventare economicamente superiore rispetto
alle altre mafie. Tutto ciò congiunto con la capacità riorganizzativa e di
mimetizzazione ha portato oggi alla dilatazione di un’organizzazione mafiosa
con radici diffuse in ogni parte del territorio ed in ogni tipo di attività.
D: Le scuole nei giorni
scorsi hanno onorato la memoria di Falcone e Borsellino. Lei pensa che la mafia
possa essere combattuta anche a partire dalla cultura e dall’istruzione
scolastica?
Sono sempre stata convinta che le leggi, pur se
necessarie a livello di repressione, da sole non riusciranno mai a sconfiggere
le mafie. Occorre un netto sradicamento di quella sub-cultura che spesso aiuta
a vivere all’insegna dell’illegalità e della sopraffazione. L’istruzione
scolastica e’ essenziale, ma va accompagnata da un richiamo ai valori ed un
ripristino dei diritti garantiti ai giovani.
di Emanuele Rossi
giovedì 6 giugno 2013
lunedì 3 giugno 2013
Combattiamo insieme il cancro della criminalità. Per avere l’orgoglio di rimanere al Sud
http://www.restoalsud.it/2013/06/03/combattiamo-insieme-il-cancro-della-criminalita-per-avere-lorgoglio-di-rimanere-al-sud/
Angela Napoli | il 3 giugno 2013
Amo la Calabria e i miei corregionali, per questo non riesco ad assuefarmi al sistema di corruzione, di malaffare e di collusione che la sovrasta.
In una Regione di fatto commissariata in ogni settore, dove si vive da anni in stato emergenziale, dove i giovani sono costretti alla “fuga”, dove la disoccupazione registra tassi elevatissimi, i politici corrotti hanno gioco facile!
Numerosi i consigli comunali calabresi sciolti per infiltrazione mafiosa, persino Reggio Calabria è stata la prima città capoluogo ad aver avuto il proprio civico consesso sciolto per contiguità mafiosa!
A fronte di ciò i sindaci dei Comuni dello Ionio reggino, piuttosto che valutare le proprie responsabilità, si accingono a promuovere una raccolta di firme per chiedere l’abolizione della norma sullo scioglimento per infiltrazione mafiosa degli Enti locali, nel mentre io sto per promuovere una norma d’iniziativa popolare che estenda tale tipo di scioglimento anche ai consigli regionali!
Numerosi i cancri che pervadono la Calabria, ma altrettanto numerose le sue risorse naturali ed umane che potrebbero farla diventare “grande”!
Per questo, cessata la mia lunga attività parlamentare ho deciso di riprendere l’Associazione “Risveglio Ideale“, da me creata nel 2009, con la quale spero di sollecitare il maggior numero di cittadini alla partecipazione attiva. Insieme sono certa potremo riuscire a riconquistare l’orgoglio di essere calabresi e la dimostrazione che “rimanere al Sud” non ci fa sentire cittadini di serie B.
giovedì 23 maggio 2013
On. Angela Napoli sulla strage di Capaci
"Nel ventunesimo anniversario
della strage di Capaci non si può dimenticare il sacrificio di Giovanni
Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre Agenti della scorta Vito
Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Sicuramente li ricorderanno in
molti, ma tra questi ci saranno anche coloro che quotidianamente ne calpestano
la memoria agendo nella illegalità. Penso, infatti, che ormai sia diventata
prassi servirsi delle parole "legalità" e "antimafia" quali
vesti sotto le quali tutto è azione all'insegna dell'illiceità, della
collusione e della corruzione.
Tra le persone che in questi giorni ricorderanno
Giovanni Falcone ci saranno anche coloro che lo avevano isolato e che lo
avevano portato a dire "Si muore spesso perché non si dispone delle
necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno"; parole che condivido
giacché purtroppo personalmente sono stata costretta a registrare cosa
significhi il mancato sostegno a determinate battaglie da parte della
coalizione politica di appartenenza.
Sì, perché Giovanni Falcone non ebbe quel sostegno
necessario per portare a termine le indagini sulle quali aveva innalzato il
livello. Falcone fu isolato giacché avrebbero desiderato che si occupasse solo
dell'area militare della mafia e lasciar perdere le indagini che coinvolgevano
i "colletti bianchi".
Giusto, quindi, commemorare le vittime della strage di
Capaci, ma al fine di non oltraggiarne il ricordo e il sacrificio, occorre
unire l'impegno a non venir meno nelle nostre azioni quotidiane al loro
insegnamento, riuscendo sempre a parlare e a camminare a testa alta".
ANGELA NAPOLI (23 maggio 2013)
domenica 19 maggio 2013
Angela Napoli, già parlamentare: “Le mie lotte alla ‘ndrangheta, la speranza che il Paese possa cambiare”
http://www.italiapost.info/48290-angela-napoli-gia-parlamentare-vi-racconto-le-mie-lotte-alla-ndrangheta-e-la-speranza-che-il-paese-possa-cambiare/
“E’ stato bellissimo quand’ho ricevuto la conferma del ministro dell’Interno Angelino Alfano” – mi dice. Ho scelto d’intervistarla proprio per questa storia molto particolare: lei, nata 57 anni fa e calabrese doc, deteneva la scorta perché minacciata dalla ‘ndrangheta dopo battaglie non solo di circostanza; ma quando, dopo l’ultima tornata elettorale, non riesce a essere rieletta, ecco che la scorta le viene automaticamente tolta.
“Ricevo minacce da sempre, e questo è ufficiale soprattutto da quando – durante l’inchiesta Purgatorio – furono trovate delle intercettazioni con la frase inequivocabile ‘stiamo vedendo come toglierla di mezzo’ ” – mi racconta.
Tre mesi dopo viene riconosciuto ad Angela Napoli, dunque, il diritto ad avere la scorta nonostante non sia più deputato. Lei, che dal PDL aveva poi migrato nelle file di Futuro e Libertà, per poi tornare nuovamente sui propri passi e finire l’ultima legislatura nel gruppo misto, ci spiega: “I Mancuso, clan di spicco della ‘ndrangheta vibonese, non m’hanno mai perdonato un’interrogazione parlamentare con la quale, di fatto, la sottoscritta riuscì ad accendere i riflettori su delle questioni che nessuno, fino a quel momento, aveva mai trattato”.
Fra l’altro non dev’essere bellissimo vivere con la scorta…- Non sei libero. Non vivi da persona libera. Ma io ne ho bisogno per la mia sicurezza.
La storia dei singoli parlamentari, o nel suo caso ex parlamentari, non viene mai raccontata. La sua, per esempio, è una storia edificante: combatte la ‘ndrangheta da sempre…
- Le mie battaglie partono da lontano. Sono stata consigliere comunale nel primo Comune sciolto per mafia in tutta la storia: Tauria Nova. E poi ho messo in luce, sempre quando facevo politica locale, Platì – paese sotterraneo passato poi agli onori della cronaca grazie anche al mio intervento. Prima dell’esperienza parlamentare, nella Commissione Nazionale Antimafia.
- Le mie battaglie partono da lontano. Sono stata consigliere comunale nel primo Comune sciolto per mafia in tutta la storia: Tauria Nova. E poi ho messo in luce, sempre quando facevo politica locale, Platì – paese sotterraneo passato poi agli onori della cronaca grazie anche al mio intervento. Prima dell’esperienza parlamentare, nella Commissione Nazionale Antimafia.
- Molto. Tutte le mie denunce finora sono state ascoltate, perché tutte fondate su fatti concreti. E, in più, sono punto di riferimento per tanti testimoni di giustizia.
Non dev’essere facile fare politica, quando si ha in testa di combattere la ‘ndrangheta…
- No. Nient’affatto. Sa direttore, in politica si parla spesso di legalità… ma la quantità di parole spese supera di gran lunga la qualità delle azioni svolte. No, non è facile far politica quando incontri anche nella tua stessa coalizione chi ti mette i bastoni tra le ruote. Non è facile quando ti dicono che… che le lotte contro la mafia non portano consenso, anzi lo fanno perdere, in termini elettorali.
- No. Nient’affatto. Sa direttore, in politica si parla spesso di legalità… ma la quantità di parole spese supera di gran lunga la qualità delle azioni svolte. No, non è facile far politica quando incontri anche nella tua stessa coalizione chi ti mette i bastoni tra le ruote. Non è facile quando ti dicono che… che le lotte contro la mafia non portano consenso, anzi lo fanno perdere, in termini elettorali.
E’ un fenomeno difficilissimo da sconfiggere, bisognerebbe stare tutti uniti anziché dividersi.
- E’ un fenomeno che dipende da due fattori: da un lato le condizioni economiche, che al sud continuano a essere disagiate, e che quindi permettono a queste persone di avere molto potere nei confronti di chi è disoccupato, in difficoltà; dall’altro lato è una questione culturale, una mentalità da sradicare il prima possibile.
- E’ un fenomeno che dipende da due fattori: da un lato le condizioni economiche, che al sud continuano a essere disagiate, e che quindi permettono a queste persone di avere molto potere nei confronti di chi è disoccupato, in difficoltà; dall’altro lato è una questione culturale, una mentalità da sradicare il prima possibile.
Analisi perfetta, direi, di un fenomeno che ormai ha conquistato anche il nord.
- La mafia è un’industria. La ‘ndrangheta è un’azienda con sede in Calabria, che poi fa riciclaggio nelle regioni dove gira il denaro. Ecco perché giunge in Lombardia, e a Milano.
- La mafia è un’industria. La ‘ndrangheta è un’azienda con sede in Calabria, che poi fa riciclaggio nelle regioni dove gira il denaro. Ecco perché giunge in Lombardia, e a Milano.
- Guai se venisse meno la speranza. Nulla cambia se lo sconforto prevale. La speranza mi viene ogni giorno rinfocolata dal vedere tanti cittadini onesti, e dal pensare che – in fondo – basterebbe poco affinché tutti divenissero come loro.
A parte alcuni casi oggettivamente impegnati, come lei, pensa che la politica possa fare di più?
- Assolutamente sì. La politica dovrebbe partire, innanzitutto, dal combattere il fenomeno mafioso senza nessuna divisione di parte. Tutti uniti, riusciremmo a fare delle cose gigantesche.
- Assolutamente sì. La politica dovrebbe partire, innanzitutto, dal combattere il fenomeno mafioso senza nessuna divisione di parte. Tutti uniti, riusciremmo a fare delle cose gigantesche.
Le piacciono le prime misure del governo Letta?
- Sono solo le prime, Direttore. Bisogna vedere se le speranze iniziali porteranno a dei risultati concreti. Capisco le difficoltà date dalla disomogeneità degli schieramenti, capisco il solito argomento della magistratura e Berlusconi, spero che Letta non faccia solo misure di facciata.
- Sono solo le prime, Direttore. Bisogna vedere se le speranze iniziali porteranno a dei risultati concreti. Capisco le difficoltà date dalla disomogeneità degli schieramenti, capisco il solito argomento della magistratura e Berlusconi, spero che Letta non faccia solo misure di facciata.
Che cosa dice ai nostri lettori più giovani?
venerdì 17 maggio 2013
Il vicepremier Angelino Alfano interviene di persona e riassegna la scorta blindata ad Angela Napoli
http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2013/05/il-vicepremier-angelino-alfano-interviene-di-persona-e-riassegna-la-scorta-blindata-ad-angela-napoli.html17 MAGGIO 2013
Oggi Angela Napoli era tornata da Roma a Lamezia con una certezza: che da Reggio Calabria avrebbero mandato l’avviso di far giungere una macchina blindata e continuare con la vigilanza.
Arrivata a Lamezia, però, Napoli ha trovato solo due uomini di scorta e una macchina non blindata sulla quale si è rifiutata di salire, d’accordo con il servizio scorte di Roma. In questa baraonda arriva una macchina blindata da Reggio a Lamezia, ma non la solita Bmw, già destinata ad altri.
A tagliare corto ci ha pensato nel primo pomeriggio il ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano che ha telefonato personalmente a Napoli, già vicepresidente della commissione parlamentare antimafia e da 10 anni in regime blindato a causa delle continue minacce, comunicandole che le sarà riassegnata la scorta di terzo livello (tutto come prima dunque: macchina blindata e due uomini di scorta). “Alfano – dice Angela Napoli– mi ha anche pregato di comunicare che si era subito attivato per ripristinare le cose e mi ha detto che d’ora in avanti per eventuali problemi ci sarà un filo diretto tra me e lui”.
r.galullo@ilsole24ore.com
LA NAPOLI ANNUNCIA: «MI È STATA RESTITUITA LA SCORTA»
http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/14703_la_napoli_annuncia_mi__stata_restituita_la_scorta/
La Napoli annuncia: «Mi è stata restituita la scorta»
L'ex deputata ringrazia il ministro Alfano per il «suo personale interessamento». In mattinata la protesta ufficiale all'arrivo all'aeroporto di Lamezia Terme
LAMEZIA TERME «Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, mi ha appena telefonato per comunicare la direttiva assunta circa il mantenimento del servizio di sicurezza per la mia persona al "3° livello", così come precedentemente predisposto». È quanto afferma in una nota l'ex parlamentare Angela Napoli.
«Ringrazio pertanto il ministro Alfano (che mi ha anche autorizzata a diffondere la notizia) – prosegue la Napoli – per il suo personale interessamento nonché il Prefetto Alberto Pazzanese, Capo dell'Ucis (Ufficio centrale per la sicurezza della persona) per la tempestività del provvedimento a salvaguardia della mia sicurezza».
Questa mattina nell'aeroporto di Lamezia Terme si era registrata la protesta dell'ex parlamentare che, rientrando in Calabria da Roma (risiede a Taurianova), ha scoperto che le era stata concessa una scorta di livello inferiore rispetto a quella di cui aveva usufruito nella capitale.
L'ex parlamentare ed ex componente della Commissione antimafia, oltre che protagonista di denunce contro la criminalità, si è rifiutata di salire a bordo della vettura e ha telefonato al dipartimento del ministero dell'Interno che si occupa delle scorte per segnalare la circostanza, sostenendo di avere avuto assicurazioni sul mantenimento dello stesso livello di protezione.
«Si tratta di un fatto grave – ha detto Angela Napoli all'Ansa – perché da Roma avevano dato disposizioni alla Questura di Reggio Calabria perché mi fosse garantita la scorta di terzo livello, un'indicazione che in Calabria è stata disattesa. Non so se addebitare la responsabilità di quanto accaduto alla Questura di Reggio o al commissariato di Gioia Tauro. So solo che giunta qui non ho trovato ciò che mi era stato assicurato. Ho ricevuto comunicazione ufficiale dall'Uciis di Roma che il provvedimento di abbassamento della mia scorta non è stato approvato. Anzi, è stata data disposizione di mantenere la scorta di terzo livello».
«Ringrazio pertanto il ministro Alfano (che mi ha anche autorizzata a diffondere la notizia) – prosegue la Napoli – per il suo personale interessamento nonché il Prefetto Alberto Pazzanese, Capo dell'Ucis (Ufficio centrale per la sicurezza della persona) per la tempestività del provvedimento a salvaguardia della mia sicurezza».
Questa mattina nell'aeroporto di Lamezia Terme si era registrata la protesta dell'ex parlamentare che, rientrando in Calabria da Roma (risiede a Taurianova), ha scoperto che le era stata concessa una scorta di livello inferiore rispetto a quella di cui aveva usufruito nella capitale.
L'ex parlamentare ed ex componente della Commissione antimafia, oltre che protagonista di denunce contro la criminalità, si è rifiutata di salire a bordo della vettura e ha telefonato al dipartimento del ministero dell'Interno che si occupa delle scorte per segnalare la circostanza, sostenendo di avere avuto assicurazioni sul mantenimento dello stesso livello di protezione.
«Si tratta di un fatto grave – ha detto Angela Napoli all'Ansa – perché da Roma avevano dato disposizioni alla Questura di Reggio Calabria perché mi fosse garantita la scorta di terzo livello, un'indicazione che in Calabria è stata disattesa. Non so se addebitare la responsabilità di quanto accaduto alla Questura di Reggio o al commissariato di Gioia Tauro. So solo che giunta qui non ho trovato ciò che mi era stato assicurato. Ho ricevuto comunicazione ufficiale dall'Uciis di Roma che il provvedimento di abbassamento della mia scorta non è stato approvato. Anzi, è stata data disposizione di mantenere la scorta di terzo livello».
17/05/2013 13:15
mercoledì 15 maggio 2013
Angela Napoli, revocata la scorta: ha disturbato troppo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/revoca-della-scorta-ad-angela-napoli-ha-disturbato-troppo/594631/
Angela Napoli, revocata la scorta: ha disturbato troppo
In qualsiasi altro paese europeo, esclusa forse la sola Ungheria di Orban (non a caso un grande ammiratore del cavaliere italiano), la signora Angela Napoli sarebbe diventata una icona di quelle formazioni di destra che reclamano ordine, legalità, decoro.
Da noi no, perché la destra del conflitto di interessi ha sempre preferito i Mangano ai magistrati antimafia, in questo assai distante anche dal vecchio Msi, il primo partito di Angela Napoli, che aveva comunque una sua idea di stato e nazione, incompatibile con la centralità del sistema mafioso.
Da noi no, perché la destra del conflitto di interessi ha sempre preferito i Mangano ai magistrati antimafia, in questo assai distante anche dal vecchio Msi, il primo partito di Angela Napoli, che aveva comunque una sua idea di stato e nazione, incompatibile con la centralità del sistema mafioso.
Non a caso, nella sua attività parlamentare, l’onorevole Napoli ha caratterizzato la sua presenza nel segno del contrasto alla ‘ndrangheta, uno dei morbi che deturpa la sua Calabria.
Lo ha fatto anche quando il suo partito, Alleanza Nazionale, era ancora allegato con Forza Italia e lei, invece, continuava a votare in dissenso, a chiedere lo scioglimento dei comuni in odore di infiltrazioni mafiose, a presentare proposte, insieme al suo collega, Fabio Granata, per il sequestro dei beni dei corrotti e per la incandidabilità dei politici condannati o indagati per questo tipo di reati.
Lo ha fatto anche quando il suo partito, Alleanza Nazionale, era ancora allegato con Forza Italia e lei, invece, continuava a votare in dissenso, a chiedere lo scioglimento dei comuni in odore di infiltrazioni mafiose, a presentare proposte, insieme al suo collega, Fabio Granata, per il sequestro dei beni dei corrotti e per la incandidabilità dei politici condannati o indagati per questo tipo di reati.
Per queste ragioni veniva considerata una fissata”, come tutte le persone che continuano a pensare che sia un dovere contrastare le mafie e non contrattare con le mafie.
Per tutte queste ragioni Angela Napoli è stata ed è nel mirino dei tanti che ha “disturbato” , nel 2010 fu anche rivelato, da un pentito, un piano per la sua eliminazione.
Per tutte queste ragioni Angela Napoli è stata ed è nel mirino dei tanti che ha “disturbato” , nel 2010 fu anche rivelato, da un pentito, un piano per la sua eliminazione.
Nel marzo scorso non è stata rieletta e, con grande solerzia, le hanno subito revocato la scorta.
Abbiamo sempre avuto dubbi sul numero e l’assegnazione delle scorte e, dunque, ben venga una radicale revisione dei criteri, ma davvero Angela Napoli non rientra più tra gli obiettivi della ‘ndrangheta? Oppure non inizia proprio ora quel periodo di possibile oscuramento politico e mediatico tanto caro a chi ama muoversi nel buio, e non solo simbolicamente?
Abbiamo sempre avuto dubbi sul numero e l’assegnazione delle scorte e, dunque, ben venga una radicale revisione dei criteri, ma davvero Angela Napoli non rientra più tra gli obiettivi della ‘ndrangheta? Oppure non inizia proprio ora quel periodo di possibile oscuramento politico e mediatico tanto caro a chi ama muoversi nel buio, e non solo simbolicamente?
Forse, prima di levare la scorta ad Angela Napoli a Fabio Granata, sarebbe stato meglio levarla a qualcuno di quelli che marciano contro i tribunali e contro i palazzi di giustizia.
Loro non hanno bisogno di scorte, anzi forse ne avrebbero bisogno i cittadini e la Costituzione.
Loro non hanno bisogno di scorte, anzi forse ne avrebbero bisogno i cittadini e la Costituzione.
‘Ndrangheta, Picerno: "Scandalosa protezione non adeguata ad Angela Napoli"
‘Ndrangheta, Picerno: "Scandalosa protezione non adeguata ad Angela Napoli"
http://www.partitodemocratico.it/doc/254326/ndrangheta-picerno-scandalosa-protezione-non-adeguata-ad-angela-napoli.htm
di Pina Picierno, pubblicato il 15 maggio 2013 , IN
“La riduzione della scorta ad Angela Napoli, già membro della commissione Antimafia, è un vero e proprio scandalo” . Lo ha dichiarato la deputata democratica Pina Picierno (commissione Giustizia) che ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno, condivisa anche da Claudio Fava e Celeste Costantino di Sel e da diversi parlamentari del Movimento 5 Stelle, per chiedere “di ripristinare un’adeguata protezione a tutela dell’incolumità di una donna coraggiosa che ha combattuto per anni contro la ‘ndrangheta ”.
Picierno, che ricorda come anche “Servizio Pubblico” di Santoro abbia solidarizzato con Napoli, attraverso una petizione popolare contro la riduzione della scorta, ha dichiarato: "Napoli, ex parlamentare calabrese di Futuro e Libertà e ex membro della Commissione Antimafia, durante la scorsa legislatura beneficiava di una scorta armata per il suo impegno antimafia che l’ aveva sottoposta a numerose minacce dirette. A maggio le è stato comunicato che, a seguito di una circolare dell’ex ministro dell’Interno Cancellieri, non avrebbe più beneficiato della scorta. Si tratta di una eventualità inaccettabile. E’ sufficiente ricordare infatti che lo scorso gennaio, durante un’intercettazione nel carcere di Tolmezzo, il boss Pantaleone Mancuso pronunciò queste parole riportate dalla stampa: ‘Stiamo lavorando per toglierla di mezzo’, dette dopo un’interrogazione parlamentare in cui Napoli denunciava l’incauto trasferimento del boss dal un carcere friulano al più comodo ospedale di Vibo Valentia”. “Chiediamo dunque al Governo – conclude Picierno – di intervenire per ridare ad Angela Napoli il livello di protezione adeguato che le spetta."
Picierno, che ricorda come anche “Servizio Pubblico” di Santoro abbia solidarizzato con Napoli, attraverso una petizione popolare contro la riduzione della scorta, ha dichiarato: "Napoli, ex parlamentare calabrese di Futuro e Libertà e ex membro della Commissione Antimafia, durante la scorsa legislatura beneficiava di una scorta armata per il suo impegno antimafia che l’ aveva sottoposta a numerose minacce dirette. A maggio le è stato comunicato che, a seguito di una circolare dell’ex ministro dell’Interno Cancellieri, non avrebbe più beneficiato della scorta. Si tratta di una eventualità inaccettabile. E’ sufficiente ricordare infatti che lo scorso gennaio, durante un’intercettazione nel carcere di Tolmezzo, il boss Pantaleone Mancuso pronunciò queste parole riportate dalla stampa: ‘Stiamo lavorando per toglierla di mezzo’, dette dopo un’interrogazione parlamentare in cui Napoli denunciava l’incauto trasferimento del boss dal un carcere friulano al più comodo ospedale di Vibo Valentia”. “Chiediamo dunque al Governo – conclude Picierno – di intervenire per ridare ad Angela Napoli il livello di protezione adeguato che le spetta."
Parla Angela Napoli: “Favoriscono la mia morte” (intervista di Paolo De Chiara)
Parla Angela Napoli: “Favoriscono la mia morte”
“Con una macchina non blindata l’unica cosa che può succedere è la mia fine sicura”.
Queste sono le parole dell’On. Angela Napoli. L’ex componente della commissione parlamentare antimafia, impegnata da sempre contro la ‘ndrangheta. La maledetta mafia che opprime e uccide la sua terra. Una politica di razza, con una vita blindata. L’ultima minaccia di morte a gennaio scorso: “stiamo lavorando per toglierla di mezzo”.
Parole intercettate al boss di ‘ndrangheta Pantaleone Mancuso, nel carcere di Tolmezzo. Dopo un’interrogazione parlamentare presentata per chiedere spiegazioni sul provvedimento del Tribunale di Vibo Valentia che aveva disposto il trasferimento del boss in ospedale. “La Calabria, come tutte le regioni che si trovano invase e contaminate dalla piaga dell’illegalità, ha bisogno di testimoni coraggiosi capaci di denunciare e svelare i meccanismi che impediscono il giusto sviluppo. È giusto che persone come Angela Napoli, che hanno fatto della loro vita un principio di legalità e di amore verso la propria terra, ricevano dallo Stato l’adeguata protezione a tutela della propria vita”, scrivono associazioni e cittadini in una lettera inviata al Prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli.
Il prefetto che ha annunciato con una telefonata la revoca e che ha aggiunto: “se dovesse succedere qualcosa rivedremo la decisione”. Non ricandidata alle ultime elezioni politiche. Per Bocchino, la Napoli, “parla troppo di legalità”. Danneggia l’immagine, rompe gli equilibri. “In molti speravano che chiusa l’attività parlamentare mi sarei automaticamente chiusa in casa e avrei finito con le mie battaglie, le mie denunzie. La cosa non è avvenuta”. Ad Angela Napoli è stata tolta la scorta armata. L’esponente calabrese di ‘Risveglio Ideale’ rischia seriamente la vita, ma non si arrende: “Vado avanti”.
Angela Napoli, dopo la mancata candidatura alle politiche (per Bocchino, ex colonnello di Fini, lei parlava “troppo di legalità in Calabria”) le hanno revocato l’auto blindata, l’autista e un agente per la tutela. Come ha saputo di questo ‘strano’ provvedimento?
Ho ricevuto, prima, una telefonata di preavvertimento da parte del prefetto Piscitelli di Reggio Calabria e, il giorno dopo, ho ricevuto la lettera da parte della Prefettura. Naturalmente è un provvedimento che respingo. Si tratterebbe, intanto, di non avere la macchina blindata, dovrei mettere io stessa il conducente e, praticamente, lo Stato mi darebbe solo un uomo della polizia. Mettendo a rischio, automaticamente, la vita mia ma anche quella di due persone. Io non lo posso assolutamente permettere. Per cui ho indirizzato una lettera al Prefetto, mettendo tutti gli episodi, purtroppo, di minacce ai quali sono stata e continuo ad essere sottoposta. E ho chiesto la revoca del provvedimento. Quindi quello che accadrà non lo so.
Ci sono state risposte dopo la sua lettera?
No.
Cosa pensava mentre il prefetto Piscitelli le comunicava telefonicamente la decisione?
Intanto sono stata presa di sorpresa. È stata una comunicazione veramente inaspettata. A gennaio ho saputo dell’inchiesta ‘Purgatorio’ dove il boss Mancuso, praticamente, faceva capire di addebitarmi otto anni di carcere inflitti e un suo sodale diceva: ‘tranquillo, stiamo vedendo come farla fuori’. A metà gennaio aveva allertato, sia a Roma sia in Calabria, la scorta proprio in base a queste dichiarazioni. Trovo veramente strano che dopo tre mesi… L’unica ragione che mi sono fatta è che, probabilmente, in molti speravano che chiusa l’attività parlamentare mi sarei automaticamente chiusa in casa e avrei finito con le mie battaglie, le mie denunzie. La cosa non è avvenuta, perché sono ripartita, devo dire anche alla grande, con grande successo, con la mia associazione ‘Risveglio Ideale’ e questo, con molta probabilità, sta dando fastidio. L’unico modo per farmi tacere è proprio quello di farmi chiudere in casa. O, addirittura, andar via.
È vero che il prefetto di Reggio Calabria durante la telefonata le ha detto: “se dovesse succedere qualcosa rivedremo la decisione?”
Si, è verissimo. Che deve succedere? Con una macchina non blindata l’unica cosa che può succedere è la mia fine sicura. Nella lettera che ho scritto, chiedendo la revoca del provvedimento, ho specificato tante e tante cose. Ad iniziare dal fatto che la scorta non l’ho avuta perché ricoprivo incarichi istituzionali o perché componente della commissione antimafia, l’ho avuta perché soggetto ad alto rischio. Non mi sono mai servita della scorta per vacanze balneari o di altro genere. Sono dieci anni che non vado al mare.
Chi ha deciso?
Il provvedimento lo ha preso il prefetto di Reggio Calabria, stando a quello che c’è scritto nella lettera, dopo la riunione del coordinamento delle forze di polizia che si sarebbe svolta, come c’è scritto nella lettera, il 10 aprile scorso.
Quali sono le ragioni?
Non ci sono ragioni. Il coordinamento constata, fa la valutazione sul rischio della persona. Probabilmente, pur avendo conoscenza di tutto quello che ho sopra la testa, non reputano che sia soggetto a rischio.
Nel 2010 riceve una lettera “allarmante”, scritta dal pentito di ‘ndrangheta Gerardo D’Urzo. Le cosche della Piana di Gioia Tauro stavano organizzando un attentato contro di lei. Ora diventa tutto più difficile.
Sicuramente difficile e anche molto, molto rischioso. Diventa difficile muovermi, addirittura, nel mio stesso paese di residenza, Taurianova, il primo Comune in Italia ad essere sciolto per infiltrazione mafiosa, il consiglio comunale è stato sciolta per la seconda volta nel 2009 e nei mesi scorsi è stato sottoposto nuovamente ad una commissione di accesso. Con molta probabilità potrebbe arrivare il terzo scioglimento. Personaggi che ruotano nella mia città, che ho sempre combattuto, sono ben noti alle forze dell’ordine. Io stessa ho perfino fatto un’interrogazione per chiedere l’applicazione del 41bis a due fratelli ergastolani di Taurianova che avevano tentato l’evasione. Questi fratelli hanno un altro fratello che circola liberamente per Taurianova e un cognato, sempre di Taurianova, che è latitante dal 1992.
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