Siamo a pochissimi giorni dal voto e mi ritrovo confusa, così come, sicuramente, lo sono molti altri elettori Italiani. A differenza loro, però, come parlamentare uscente mi sento responsabile per non essere riuscita a contribuire a dar credito più di tanto alla Politica. Alla luce delle folle che alimentano le piazze di Grillo e alla luce degli scandali quotidiani che coinvolgono questo o quel Partito, questo o quel candidato, mi domando se ne è valsa la pena non lasciarmi corrompere, essere stata eccessivamente sospettosa e dubbiosa, aver combattuto la illegalità, il malaffare, le collusioni e la corruzione! Ho sì l'orgoglio di aver sempre mantenuto "la schiena dritta" come numerosissimi cittadini Italiani ed aver dato fiducia a molti di loro, ma adesso?
In Calabria nel mentre siamo costretti a vivere tra "rifiuti" sparsi per le strade delle nostre città, vengono offerti agli elettori Partiti che svolgono la loro campagna elettorale a suon di "perchè è stato sciolto questo consiglio comunale e non quello", a palese dimostrazione che nessuno, destra-centro-sinistra, intende aprire gli occhi ed accettare le responsabilità dell'amministratore aderente alla propria coalizione politica. Abbiamo persino qualche candidata che osa annunciare che rivolgerà la sua prima interrogazione parlamentare per chiedere il motivo dello scioglimento per infiltrazione mafiosa di un consiglio comunale piuttosto che l'altro appartenente a coalizione politica avversa;e pensare che chi è chiamato a darle il voto sta vivendo sotto la cappa delle emergenze occupazione, salute, ambiente, ecc.
Che dire, quindi, se non invitare a meditare bene sulle scelte elettorali: il voto è l'unica "arma" legale in mano ai cittadini.
mercoledì 20 febbraio 2013
mercoledì 13 febbraio 2013
L'OPERAZIONE "ADA" TOCCA ANCHE A MELITO PORTO SALVO LA POLITICA DEL PD
L’operazione “Ada”, eseguita nella giornata di ieri dal Comando Provinciale dei Carabinieri, coordinato dalla DDA di Reggio Calabria, ha inciso profondamente sulla ndrina Iamonte di Melito Porto Salvo ed ha, altresì, evidenziato la sua pervasività all’interno della locale Amministrazione civica, con l’arresto del Sindaco, Gesualdo Costantino, e l’inquisizione del precedente Sindaco Giuseppe Iaria.
Fin dal 29 ottobre 2008, con interrogazione parlamentare avevo richiamato l’attenzione del Ministro dell’Interno del tempo (Roberto Maroni) proprio sul Comune di Melito Porto Salvo, dove, nonostante fosse già stato sciolto per infiltrazione mafiosa per ben due volte, continuavano a registrarsi gravi inadempienze ed illegittimità e si riscontravano all’interno sempre le stesse presenze.
L’interrogazione in questione non ebbe mai alcun riscontro, per cui alla luce di quanto emerge dall’operazione “Ada” devo ritenere che il tutto abbia avuto una chiara copertura politica.
Dalla stessa operazione “Ada” emergerebbe, altresì, secondo le dichiarazioni rese dal Procuratore Nicola Gratteri, l’interessamento della ‘ndrina Iamonte sulla centrale a carbone di Saline Jonica; non a caso nelle mie interrogazioni su tale centrale avevo denunziato alcune perplessità circa interessi che graviterebbero sulla stessa.
Non posso che concludere evidenziando, ancora una volta, la necessità che la politica, indipendentemente dal suo colore, ritorni ad allontanare i propri interessi e faccia “pulizia” al proprio interno ancor prima dell’intervento della Magistratura.
On. Angela NAPOLI
Presidente Associazione “Risveglio Ideale”
Roma, 13 febbraio 2013
domenica 10 febbraio 2013
VIA SCOPELLITI DA COMMISSARIO PER L'EMERGENZA SANITA' IN CALABRIA
Penso
che quanto stia accadendo nella sanità calabrese non possa più rimanere
impunito né non fare accendere i riflettori della giustizia penale e
amministrativa.
I
cittadini calabresi si ritrovano con l’annosa cappa di un piano di rientro dai
disavanzi nel settore sanitario la cui attuazione, frammentaria e critica, non
solo non sta arrecando alcun beneficio economico, ma continua a minare il
diritto alla salute e alla cura di tutti.
A
fronte di ciò, in Calabria, da anni siamo costretti a registrare la presenza di
Aziende Sanitarie Provinciali commissariate per infiltrazione mafiosa ed altre
sottoposte a controlli, senza mai conseguire la totale disincrostazione degli
intrecci interni politico - mafiosi- massonici.
Risultano
in aumento i debiti delle Aziende Sanitarie nei confronti dei loro creditori ed
emergono strani accordi tra le stesse aziende ed i loro creditori sui quali, nonostante
le varie denunzie, la
Magistratura inquirente tace.
Tutto
a discapito dei cittadini gravati anche dalla cappa della malasanità.
Oggi,
a fronte di ciò e dopo le altalenanti vicissitudini sulla dirigenza dell’Azienda
Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, legate all’insana politica
dell’attuale Giunta Regionale calabrese, siamo costretti a registrare, in piena
campagna elettorale, nomine di dirigenti del settore sanitario provinciale
reggino che hanno tutto il “sapore” di “voto di scambio”.
Tra
l’altro proprio nei giorni scorsi la
Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del
presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, del Vice presidente, Antonella
Stasi e dell’assessore al Personale, Domenico Tallini, tutti coinvolti
nell’inchiesta sulla nomina di Alessandra Sarlo, moglie del giudice Vincenzo
Giglio imputato nell’inchiesta “Infinito” della DDA di Milano, a dirigente generale
del Dipartimento Controlli, compresi i controlli dei conti sulla sanità
calabrese.
Mi
domando come il Governo Nazionale possa continuare a mantenere il Presidente
della Giunta Regionale calabrese, peraltro anche coordinatore regionale del
PDL, nel suo incarico di commissario ad
acta per l’attuazione del piano di
rientro dei disavanzi del settore calabrese, manifestando così assoluto
disinteresse verso la salute dei cittadini di quella Regione.
On. Angela NAPOLI
Roma,
6 febbraio 2013
EMERGENZA RIFIUTI CALABRIA E TAURIANOVA
Dal 12 settembre 1997, quindi da
circa 15 anni, la Calabria vive lo stato di emergenza per la gestione dei
rifiuti solidi urbani ed un miliardo di euro è il caro prezzo di un fallimento
che si protrae inutilmente da così lungo tempo. Questo fiume di denaro ed i
vari decreti di proroga commissariale per la Calabria hanno finito solo col
foraggiare affari e potere del mondo politico e di quello della 'ndrangheta
senza realizzare nessuno degli obiettivi necessari ad uscire dallo stato
emergenziale.
Non ci sono discariche
appropriate alla necessità calabrese, pressoché inesistente risulta la raccolta
differenziata, per nulla adeguato è il piano regionale dei rifiuti, manca un
piano operativo.
Per verificare i risultati
negativi e fallimentari del lungo periodo di gestione commissariale e delle
varie giunte regionali basta aver attraversato le vie di molte città e paesi
calabresi negli ultimi mesi. Ed a nulla servono ancora oggi le proteste di
alcuni Sindaci, i quali vengono rassicurati solo per poter garantire i servizi
di raccolta dei rifiuti per alcuni giorni, per poi essere costretti a
ripiombare sotto le proteste dei cittadini chiamati a pagare i tributi per
servizi loro non resi.
L'emergenza, come dicevo, è
riscontrabile in diverse città calabresi, ma quella che sta vivendo da mesi
TAURIANOVA è ormai diventata davvero insostenibile. Le strade di questa città
sono trasformate da mesi in vere e proprie discariche a cielo aperto, con grave
e pericoloso nocumento per la salute pubblica, sulla quale tacciono sia
l'Azienda Sanitaria Provinciale, interessata solo a fare nomine dirigenziali
che hanno il sapore di "voto di scambio", ed il Sindaco del Comune,
peraltro, sottoposto nuovamente ad una Commissione d'accesso per infiltrazione
mafiosa.
Quando la Magistratura calabrese
avvierà una definitiva inchiesta sulle società che operano nel settore della
raccolta dei rifiuti? Quando si aprirà un'inchiesta utile a verificare come
siano stati spesi i milioni di euro elargiti per la gestione dell'emergenza
rifiuti in Calabria?
on. Angela
NAPOLI
Presidente Associazione
"Risveglio Ideale"
Taurianova, 10 febbraio 2013
sabato 24 novembre 2012
Le mie dimissioni da Futuro e Libertà
FLI:ANGELA NAPOLI LASCIA PARTITO, BOCCHINO LESO MIA DIGNITA'
SBRICIOLATI TUTTI I PRINCIPI SU CUI FONDATA NASCITA PARTITO (ANSA) - CATANZARO, 24 NOV
il comportamento del vicepresidente del partito, Italo Bocchino, che ho ritenuto lesivo della mia dignita' e di quella dei numerosi iscritti e militanti calabresi'.
'Una volta - ha aggiunto - Bocchino e' venuto in Calabria ad avallare l'ingresso di Futuro e liberta' nell'Amministrazione provinciale di Crotone contro il mio consenso e contro quello della maggioranza del coordinamento regionale del partito. Nello stesso giorno, inoltre, e' andato a Reggio a fare una conferenza stampa insieme al presidente della Regione, Scopelliti, quando era stata gia' insediata la Commissione d'accesso nel Comune'.
Secondo Angela Napoli, inoltre, 'ieri lo stesso Bocchino ha di nuovo allungato la mano all'ex ministro Alfano dicendogli che ci si puo' ricompattare all'insegna delle legalita'. Lo stesso Alfano ha avallato non solo personaggi interni al suo partito collusi con la mafia, ma e' venuto a Reggio a sostenere il presidente Scopelliti mentre stava per essere definita la situazione che e' poi sfociata nello scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguita' mafiosa. Non mi sembra che si possa tendere la mano ad Afano se adotta questi comportamenti.
Ho visto sbriciolarsi tutti i principi su cui si e' fondata la nascita di Futuro e liberta'. E soprattutto ho visto la mancata ottemperanza da parte di alcuni esponenti ai contenuti del 'Manifesto dei valori' che e' servito come fondamenta per la nascita del partito.
'Rimarro' da indipendente nel gruppo parlamentare di Futuro e liberta' - ha concluso l'on.Napoli - per potere avanti la mia battaglia fine alla fine della legislatura. Anche perche' sono sempre andata d'accordo col presidente del gruppo Della Vedova e coi colleghi parlamentari e non mi andrebbe di vedermi seduta in questi ultimi tre mesi di legislatura accanto a personaggi come Scilipoti'. (ANSA).
giovedì 22 novembre 2012
Basta ai corrotti e collusi in politica
Il commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di
regione, congiunto con l’annullamento del voto in ben 8 sezioni
elettorali suggella quanto insieme al coordinamento regionale del FLI
Calabria denunciammo prima, durante e dopo le operazioni di voto,
circa le indebite pressioni ed i sotterfugi che ancora oggi vengono
esercitati da alcuni Partiti politici e che, quindi, non rendono
libera e democratica la scelta degli elettori.
Commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di
Regione; scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale
di Reggio Calabria, prima città capoluogo a subire tale
provvedimento; Comune di Rende sottoposto a Commissione d’Accesso;
Comune di Taurianova, primo Comune d’Italia sciolto per mafia
ancora oggi sottoposto per la terza volta alla Commissione d’Accesso;
tre consiglieri regionali arrestati, uno dei quali già condannato in
primo grado per associazione mafiosa; i settori regionali della
Sanità e dell’ambiente commissariati per la situazione
emergenziale nella quale sono stati calati.
Cosa
ancora deve accadere per richiamare i cittadini della Calabria a
riacquistare l’orgoglio di appartenenza, dicendo “basta ai
corrotti e collusi in politica”?
On. Angela
NAPOLI
Roma, 22 novembre 2012
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giovedì 15 novembre 2012
I Partiti "puliscano" le liste elettorali
L’odierno arresto di Umberto
Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, rispettivamente ex sindaco ed ex
assessore al Comune di Rende, i quali avrebbero ricevuto il sostegno
della cosca Lanzino– Presta – Di Puppo alle elezioni provinciali
del 2009, in cambio di un finanziamento con risorse pubbliche alla
cooperativa “Rende 2000”, evidenzia ancora una volta come in
Calabria alcuni candidati si servano dell’apporto elettorale della
‘ndrangheta, i cui uomini non disdegnano di potere fare affidamento
su “amici” negli Enti locali.
Le responsabilità dei due uomini
politici erano già apparse nell’inchiesta che ha portato
all’operazione “Terminator 4” contro la cosca Lanzino – Ruà,
tanto che fin dal 31 maggio 2012 con atto ispettivo parlamentare
avevo proprio chiesto di far luce sulla gestione amministrativa del
Comune di Rende nel periodo in cui i due politici ricoprivano la
carica di Sindaco e assessore.
“Azione amministrativa dissennata
(perché contraria ai principi di economicità ed efficienza) ed
illecita” scrive il GIP nell’ordinanza di custodia cautelare.
Forse se l’attenzione del PD
calabrese, del Governo Nazionale del tempo e della Magistratura si
fosse manifestata quando il 14 novembre 2007, quindi ben cinque anni
fa, con allora sindaco Umberto Bernaudo, presentai la prima
interrogazione su quell’amministrazione Comunale, non ci sarebbe
stata la possibilità anche per quei politici coinvolti
nell’operazione odierna di accedere ad ulteriore carriera politica.
Anche oggi lo scorrimento della
notizia relativa al coinvolgimento dei due uomini politici calabresi
sui titoli dei mass- media richiama l’assoluta necessità della
“pulizia” alla quale dovrebbero attenersi tutti i Partiti
politici nella formazione delle liste elettorali.
On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare
Antimafia
Roma, 15 novembre 2012
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Trenitalia liberi la Calabria dall'isolamento
Al Ministro dello Sviluppo Economico delle Infrastrutture e Trasporti
– Per sapere – Premesso che:
-
Lamezia Terme è la terza città della Calabria per numero di abitanti ed è di notevole importanza dal punto di vista agricolo, commerciale, industriale ed infrastrutturale per la sua posizione centrale nella Regione;
- la stazione ferroviaria di Lamezia Terme ha da sempre rappresentato uno snodo fondamentale per i trasporti ferroviari regionali e nazionali, ma nonostante ciò continua da tempo ad essere penalizzata attraverso un non giustificabile smantellamento;
- da qualche anno, infatti, è stato smantellato lo scalo merci ed oggi si stanno diffondendo preoccupanti notizie circa un paventato smantellamento anche dello scalo passeggeri;
- sembra, infatti, che dal prossimo anno la stazione ferroviaria di Lamezia Centrale
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Ministro Infrastrutture e Trasporti,
Ministro sviluppo economico
mercoledì 7 novembre 2012
Piena luce su tutta l’attività della società “Stretto di Messina S.p.A.”
La
sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei
Ministri, e i Ministri dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e
Trasporti , dell’Economia e Finanze, dell’Ambiente Tutela del
Territorio e del Mare e dell’Interno
– per sapere – premesso che:
– per sapere – premesso che:- già nello scorso mese di agosto 2012 notizie di stampa avevano riportato che il commissario straordinario per il Ponte sullo Stretto di Messina, Pietro Ciucci, nonostante il CIPE avesse ridotto l’ammontare dei contributi pubblici a 312 milioni di euro (di cui già 300 spesi nel 2011), continuava a sottoscrivere accordi, senza rendersi conto che erano venute meno le condizioni per portare avanti il progetto del Ponte;
- nella relazione di chiusura del bilancio di esercizio 2011 della società “Stretto di Messina s.p.a.”, pur evidenziando il totale azzeramento dei contributi pubblici originariamente previsti, non era stato in alcun modo considerato che erano venuti meno i presupposti di continuità aziendale; presupposto che avrebbe dovuto indurre gli amministratori alla messa in liquidità della società, in quanto non in grado di raggiungere il suo obiettivo sociale;
- il 17 aprile 2009 sarebbe stato siglato un accordo tra il presidente della società “Stretto di Messina”,Giuseppe Zamberletti, il presidente di Eurolink, Carlo Silva, e il commissario governativo per la realizzazione dell’opera, Pietro Ciucci, con cui la società statale “Stretto di Messina” avrebbe garantito ai costruttori del consorzio Eurolink il pagamento delle penali che erano state escluse dal contratto originario;
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mercoledì 17 ottobre 2012
L'amore per la Calabria e l'orgoglio dell'appartenenza

Ritengo
non condivisibili le costanti accuse che il Governatore Scopelliti ed
alcuni colleghi parlamentari del PDL continuano a lanciare dopo lo
scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio
Calabria.
Ribaltare accuse, piuttosto che prendere atto della pesante
situazione che ha portato il Governo Nazionale ad assumere il pesante
provvedimento amministrativo, non penso sia utile né a far
riacquistare fiducia e serenità ai cittadini né a rimettere in
moto la macchina operativa necessaria alla buona e sana
amministrazione.
Non si può non prendere atto delle connivenze e delle continuità
nel palazzo comunale.
Fingere di ignorare gli interventi della Magistratura sulle
“Multiservizi” e “ Leonia”, partecipate del Comune, significa
ostinarsi a non recepire che le ‘ndrine ne erano diventate padrone.
Dire che la ‘ndrangheta non è entrata nel Comune di Reggio,
significa fingere di ignorare le inchieste che hanno portato
all’arresto di un consigliere comunale, alle dimissioni di un
assessore e all’attenzione da parte della Magistratura inquirente
di un altro assessore.
Fingere di ignorare o perfino negare “la mancata compromissione del
principio di buon andamento e di imparzialità sia per quanto
concerne l’attività amministrativa svolta dagli uffici comunali
sia per quanto riguarda l’attività legata ad una rilevante quota
di pubblici funzioni significa non voler prendere atto delle condanne
di numerosi funzionari e dipendenti in servizio presso il settore
urbanistica del Comune, di quanto fotografato nella relazione redatta
dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato al termine
della verifica amministrativa contabile e più volte censurata dalla
Corte dei Conti.
Quando vengono evidenziate situazioni così pesanti, non mi appare
opportuno continuare a scaricare le responsabilità, che, a mio
parere, ricadono su ciascuno di noi.
Da buoni cittadini e da buoni politici adesso avremmo tutti il dovere
di diserbare quel terreno fertile per la criminalità organizzata e
per il malaffare e lo potremo fare solo se riempiremo il nostro cuore
con l’amore per la Calabria e l’orgoglio di appartenere a quel
territorio.
On. Angela NAPOLI
Componente Commissione parlamentare Antimafia
Roma, 17 ottobre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
mercoledì 10 ottobre 2012
Unire le forze sane per far risorgere Reggio Calabria
Lo scioglimento per contiguità
mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria ha segnato una
pagina di giustizia e di libertà per l'intera città.
Per qualsiasi politico non è mai
indolore l'accettazione di un provvedimento amministrativo così
pesante che colpisce l'Ente locale del proprio territorio, ma quando
si trova il coraggio di "togliersi le bende" dagli occhi e
di guardare all'interesse dei cittadini, viene meno qualsiasi logica
di appartenenza politica o territoriale.
Le note vicende giudiziarie, che
tra l'altro ritengo non siano state ultimate, così come si evince
dall'operazione odierna che ha portato in carcere il direttore di
un'altra società del Comune di Reggio Calabria, e che hanno colpito
pezzi importanti della 'ndrangheta, della politica e
dell'imprenditoria reggina, non potevano non portare allo
scioglimento per contiguità mafiosa del locale Civico Consesso.
Ne ero convinta, pur essendo stata
denigrata da coloro che avevano osato additarmi alla pubblica
opinione per aver detto, in prossimità dell'ultima competizione
amministrativa, che il voto a Reggio Calabria non sarebbe stato
libero. Non mi sono mai personalmente preoccupata di fronte alle
accuse di giustizialismo, quando i fatti mi portavano ad assumere
posizioni utili a garantire i cittadini onesti.
Adesso basta con le accuse di
"complotti", di "nemici della città", di
"avvoltoi", di "chiamata alle armi", di
"giustizialismo tout court"; e' il momento della
"chiamata alle responsabilità".
Occorre unire tutte le forze sane,
mettere al bando le "mele marce", offrire la massima
collaborazione alla Commissione Straordinaria chiamata ad
amministrare la Comunità per 18 mesi e aiutare a far risorgere la
bella città di Reggio Calabria.
on.
Angela NAPOLI (FLI)
Componente Commissione
Parlamentare Antimafia
Roma, 10 ottobre 2012
martedì 25 settembre 2012
La "chiamata alle armi" del Sindaco Arena
Mi trovo in Germania con una delegazione della Commissione Parlamentare Antimafia Italiana e non sono rimasta indifferente allorquando e' rimbalzata la notizia della nuova "chiamata alle armi" rivolta dal Sindaco di Reggio Calabria.
E' comprensibile che il Sindaco Arena trovandosi con l'acqua alla gola cerchi qualsiasi scialuppa di salvataggio, ma non posso accettare che il principale garante della città continui ad aiutarla a "sprofondare".
Da tempo il Sindaco Arena ed il suo "contorno", sottraendosi alle proprie responsabilità, ribaltano accuse su giornalisti e politici i quali, alla luce delle note vicende giudiziarie e amministrative che hanno coinvolto il locale Ente comunale, fanno appello agli Organismi preposti al fine di ripristinare quella legalità necessaria a qualsiasi Comunità democratica e senza la quale viene abbattuta qualsiasi forma di convivenza civile.
Le "bombe" sulla città di Reggio Calabria ormai sono state già gettate da tutti coloro che fino ad oggi hanno gestito la "cosa pubblica" all'insegna della illegalità, delle collusioni e del malaffare; da tutti coloro che hanno contribuito a definire il crollo del c.d. "modello Reggio".
Sono sicura che la maggioranza dei cittadini reggini ha sete di giustizia e verità, senza le quali accrescerebbero solo la sfiducia nelle Istituzioni ed il rifugio nell'antipolitica!
Coordinatrice Regionale FLI Calabria
Berlino, 25 settembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
Verità e Giustizia per Reggio Calabria
Le numerose inchieste giudiziarie, gli interventi delle
Magistrature reggina e milanese, le delibere della Corte dei Conti,
le relazioni del Ministero dell’Economia e della stessa Procura
reggina sui conti del Comune, hanno conclamato responsabilità ben
note e che, decisamente, hanno inciso sull’immagine dell’intera
città di Reggio Calabria, la cui maggioranza degli abitanti è
costituita da gente onesta e che nulla ha da “spartire” con la
criminalità organizzata e con il malaffare.
Per tale motivo reputo strumentale demagogico ed
offensivo dover apprendere che anzichè chiedere la sottoscrizione di
un “manifesto di scuse” da parte di coloro che si sono resi
responsabili dell’offuscamento della città, oggi ci sia qualcuno
che si premura di far sottoscrivere un manifesto il cui contenuto, a
mio avviso, non solo continua ad affossare l’immagine positiva di
Reggio Calabria, ma tende a delegittimare il proficuo lavoro della
Magistratura e degli Organismi inquirenti.
Non ho mai inteso diffamare o criminalizzare la Città
di Reggio Calabria, dove ho trascorso i miei anni liceali, ho
tuttavia sempre cercato di mettere in guardia i suoi abitanti
rispetto a presenze, collusioni ed interessi che finiscono
coll’annientare la libertà di tutti.
Oggi sento il dovere di fare appello alla massima
collaborazione affinché si possa arrivare a definire la verità e
la giustizia, senza le quali i cittadini reggini non riacquisteranno
mai quella libertà dovuta a qualsiasi Comunità democratica.
Non è sicuramente con le pressioni esercitate per
cercare di occultare le verità che si aiuta la città!
On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia
Roma, 20 settembre 2012
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mercoledì 25 luglio 2012
Certezza della pena per i boss della criminalità organizzata
Al ministro della
Giustizia
– Per sapere – Premesso che:
- Luigi Mancuso, detenuto dal 1993, avrebbe dovuto scontare una pena di 30 anni di reclusione, ma la Corte d’Appello di Messina, grazie alle maglie larghe del nostro ordinamento giudiziario, lo ha reso libero con 11 anni di anticipo:Se non ritenga necessario ed urgente avviare adeguate iniziative legislative affinché vengano soppressi tutti i benefici utili ad alleggerire le pene detentive inflitte ai noti boss della criminalità organizzata.
On
Angela NAPOLI
Roma,
25 luglio 2012
Garantire le strutture e la Polizia penitenziaria in Calabria
Al ministro della Giustizia
– Per sapere – premesso che:
- è ormai recidiva l’impossibilità dei Magistrati a svolgere le udienze processuali giacché la Polizia penitenziaria non può trasferire i detenuti presso le Aule giudiziarie;
- ed è ancor più inaccettabile che questo accada per processi contro uomini della ‘ndrangheta, la cui pervasività è divenuta in Calabria davvero preoccupante;
mercoledì 18 luglio 2012
Porto di Gioia Tauro: risorse a MCT solo con garanzie occupazionali
La
sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio
dei Ministri e il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro del Lavoro e delle
Politiche sociali
- Per sapere - premesso che:
-
il porto di Gioia Tauro, nato nel 1994, ha rappresentato il più
grande terminal per il transhipment del Mediterraneo; oggi e' lo
scalo italiano che ha la maggiore attività di transhipment, e' il
terzo porto in Europa nella classifica dei "porti contenitori"
ed e' il principale scalo commerciale marittimo dell'area
metropolitana di Reggio Calabria;
-
la gestione del porto di Gioia Tauro e' stata sempre organizzata in
un quadro di incertezze che non hanno mai garantito l'effettuazione
della polifunzionalità dello stesso: ritardi nei finanziamenti,
scarsa attenzione sulla rivalità nata da parte di altri porti
italiani e mediterranei, lentezza nel completamento delle
infrastrutture portuali, marginalità dell'obiettivo della
polifunzionalita', mancanza dell' istituzione di una zona franca
produttiva;
-
la MCT, società terminalista che gestisce il porto di Gioia Tauro,
concessionaria per ben 99 anni, dopo anni di successo, nel luglio del
2011, considerata la preoccupante crisi occupazionale che aveva
investito lo scalo marittimo in questione, ha chiesto e sottoscritto
l'accordo per porre in cassa integrazione 416 lavoratori
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giovedì 5 luglio 2012
Risanare la Calabria dalle troppe truffe
Il Rapporto 2011 dell’Olaf,
l’Agenzia antifrode comunitaria, presentato nei giorni scorsi a
Bruxelles, ha certificato che ben 382 milioni di euro sono finiti in
appalti irregolari e le attività investigative hanno fatto emergere
che gli appalti sui quali gravano le “moltissime irregolarità”
sono legate alla tratta calabrese della Salerno – Reggio Calabria.
Lo scorso martedì 3 luglio
l’operazione “Dura lex”, condotta dalla Guardia di Finanza su
disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha
portato
martedì 26 giugno 2012
Assegnare adeguate frequenze digitali a ReggioTV e TeleReggio
Al Ministro dello Sviluppo economico
– Per sapere – Premesso che:
- il 16 giugno 2012 in Calabria c’è stato il passaggio dall’analogico al digitale;
- il 22 giugno 2012 l’amministratore unico dell’emittente televisiva Reggio TV, Edoardo Lamberti Castronovo, ha comunicato di aver chiuso lo stabilimento e licenziato, con effetto immediato i sessanta dipendenti;
- la decisione è stata assunta dopo aver constatato che nel passaggio al digitale è stata assegnata a Reggio TV una frequenza incompatibile con la normale ricezione da parte di tutti gli utenti del territorio;
- infatti, dopo aver conquistato una posizione
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Telereggio. ReggioTV
mercoledì 20 giugno 2012
La SoRiCal e l'incompatibilità del Sindaco Abramo
Al Presidente del Consiglio dei
Ministri, al Ministro dell'Interno, al Ministro della Giustizia, al
Ministro dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, al
Ministro dell' Economia e delle Finanze
- Per sapere - premesso che:
- con atto ispettivo n. 4-15546
del 29 marzo 2012, l'interrogante aveva denunziato le anomalie con le
quali da parte della SoRiCal Spa vengono gestiti in Calabria
l'approvvigionamento e la fornitura dell'acqua;
- nello stesso atto ispettivo
l'interrogante, richiamando la relazione della Magistratura contabile
calabrese, ha evidenziato l'errore della tariffa del servizio idrico
integrato che ha gravato per circa 1,8 milioni di euro all'anno sui
Comuni e, quindi, sui cittadini, calabresi;
- la SoRiCal e' una società a
capitale misto, pubblico/privato, il cui capitale e' detenuto per il
53,5 per cento dalla Regione Calabria e per il 46,5 per cento da
Veolia - General des Eaux, multinazionale francese, società che sta
rivedendo la sua partecipazione ed ha deciso di lasciare la Calabria;
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