domenica 20 aprile 2014
sabato 19 aprile 2014
Solidarietà al dott. Regolo e a tutti i giornalisti de L'ora della Calabria
Desidero
esprimere sincera solidarietà al dott. Regolo e a tutti i giornalisti de L'ora
della Calabria per questa ultima mannaia che li ha colpiti.
Ormai in
Calabria siamo sotto dittatura, dove deve prevalere la volontà di chi comanda
e, pertanto chi racconta i fatti reali non deve essere libero.
Sinceramente
non riesco a capire come la maggioranza dei cittadini calabresi si siano
assuefatti ad un simile sistema, dove gli intrecci politici ed i loro interessi
hanno abbattuto la democrazia e la libertà.
Nessuno si
chiede perché De Rosa rimanga ancora al suo posto! Nessuno si chiede perché i
vari "signorotti politici" siano sempre stati coperti da immunità!
Ricordiamoci
che si è liberi solo se non ci si sente obbligati ad essere asserviti ai
padroni di turno e ricordiamoci soprattutto che in Calabria non è solo la
'ndrangheta a far da padrona, bensì coloro che hanno usato incarichi e poltrone
per il proprio tornaconto.
Cerchiamo da calabresi di avere
un attimo di amor proprio e riappropriamoci della libertà che dovrebbe
appartenere a ciascuno di noi senza vincolo alcuno.
LA LIBERTA' E' DENTRO CIASCUNO DI
NOI!
On. Angela Napoli
Presidente Associazione Risveglio Ideale
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia
Taurianova, 19
aprile 2014
Al fianco di TIBERIO BENTIVOGLIO
Apprendiamo con estremo dispiacere dell’ennesimo atto intimidatorio perpetrato nei confronti
della famiglia di Tiberio Bentivoglio, coraggioso ed onesto imprenditore reggino,
da una ventina d’anni nel mirino
della criminalità organizzata per non essersi piegato alle logiche ‘ndranghetistiche
che purtroppo tengono sotto scacco la città di Reggio Calabria e l’intera Regione.
Sono riusciti a togliergli la libertà, costringendolo a vivere
sotto scorta ma non riusciranno mai a togliergli la dignità di lottare per
combattere le mafie che infettano le nostre terre.
Insieme al nostro Presidente On. Angela Napoli siamo al fianco di Tiberio
Bentivoglio e di tutti coloro che della trasparenza, dell’onestà e della
Legalità fanno una ragione di vita.
Ufficio Stampa
Risveglio Ideale
Taurianova, 19 aprile 2014
giovedì 17 aprile 2014
Mia intervista rilasciata a L'Ora della Calabria su candidatura di Scopelliti alle Europee
«Scopelliti
punta alle Europee perché è questa l’unica strada che gli è rimasta per
continuare a fare politica. Ma la cosa che trovo vergognosa è la distanza, che
vorrebbero far passare in Calabria, tra Forza Italia e il Nuovo centrodestra.
Fi
nella nostra regione finirà per non presentare candidati di peso perché
vogliono spianare la strada a Scopelliti. Jole Santelli e compagni sono d’accordo.
È tutto un bluff per ingannare gli elettori».
Sono
bastate le prime indiscrezioni su una possibile candidatura a Bruxelles di
Scopelliti a fare scoppiare le critiche da parte di Angela Napoli. Accuse
durissime anche contro Angelino Alfano che, dopo aver parlato tanto di
moralizzazione e pulizia nella politica, ha deciso di mandare a Bruxelles un
fedelissimo benché condannato in primo grado con l’accusa d’abuso d’ufficio e falso
in atto pubblico.
«Voglio
capire - ha aggiunto la consulente della Commissione parlamentare antimafia -
come il presidente
dell’Ncd giustificherà la candidatura di chi è condannato a sei anni ed è anche
interdetto dai
pubblici uffici. Se questa è l’immagine della legalità che gli alfaniani
vogliono trasmettere agli italiani
allora siamo di fronte a un paradosso inaccettabile per tutti. È una vergogna alla
quale la politica
ci ha abituato e che non possiamo continuare a subire in silenzio».
Angela
Napoli parla di giochi di potere per accaparrarsi le poltrone che contano, di
partiti disposti a
tutto, anche a perdere la faccia, pur di mettere le mani nella politica che conta
e dà potere. Questo, secondo
l’ex parlamentare, starebbe alla base del ripensamento di Scopelliti che, sino
a qualche giorno fa
aveva escluso categoricamente di puntare alle Europee e che ora, dopo il
ciclone giudiziario, ha improvvisamente
cambiato idea folgorato sulla via di Damasco.
«Speriamo
- ammonisce la Napoli – che i rumors di queste ore siano smentiti. Se così non fosse
dovranno essere gli elettori a dimostrare maturità escludendo le mele marce.
Quello che non hanno il coraggio di fare i partiti dovrà essere fatto dal
popolo. Ci vuole pulizia, trasparenza e coerenza …».
Quando
ricordiamo che Scopelliti, dopo la lettura della sentenza, ha parlato di una
magistratura troppo dura
nei suoi confronti dichiarando di essere vittima di un sistema marcio che l’avrebbe
“punito” perché
ha “osato” mettere mano nella Sanità toccando interessi “troppo alti e pericolosi”,
la Napoli non fa
un solo passo indietro nel suo ragionamento e rincara la dose. «La vittima non
è lui ma la città di Reggio
in primis e poi tutta la Calabria. Perché il devastante modello Reggio è stato
esportato in Calabria da
quando è diventato governatore e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. A
farne le spese non è Scopelliti ma quei calabresi che non hanno lavoro e non
hanno futuro. È anche per colpa di chi ha governato sinora che
abbiamo raggiunto il record della disoccupazione.
Scopelliti
ha fallito in Calabria e ha la faccia tosta di presentarsi in Europa?».
L’ultimo
affondo riguarda la polemica sulla mancata audizione di Scopelliti in
Commissione antimafia:
«Ma
per cortesia - tuona Angela Napoli – la Commissione non può sentire una persona
condannata e
interdetta dai pubblici uffici. Anzi è stato un vero e proprio abuso la
richiesta, avanzata dall’onorevole Dorina
Bianchi, sul caso Scopelliti. La Commissione aveva preso l’impegno di sentire
il presidente della
Regione quando ancora non era stata emessa una sentenza durissima seguita al
suicidio della
Fallara al termine di un processo di primo grado che evidenzia le cause reali
del disastro finanziario che
ha colpito il Comune di Reggio. Questa candidatura è una vergogna per la
Calabria e per tutta l’Italia ».
Francesco
Ferro
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martedì 15 aprile 2014
Dimissioni Giunta di Limbadi (Vv) e affermazioni del consigliere regionale Grillo: "Ricordo che assecondare sistemi di malaffare e corruzione significa asservirsi a sistemi criminali"
Dopo la recente
visita della Commissione parlamentare antimafia a Limbadi e Vibo Valentia si
susseguono notizie e comunicati sui quali ritengo di dover intervenire, “arrogandomi”
la conoscenza di quel territorio, dove le permanenti collusioni tra i mondi
politico – massonico – imprenditoriale – ‘ndranghetistico furono oggetto di mie
denunzie sia alla DDA di Catanzaro sia in atti parlamentari che, a volte, hanno
costretto la Magistratura di sorveglianza ad assumere interventi non di poco conto, quale quello di far
rientrare nell’istituto penitenziario di Tolmezzo, il boss Pantaleone Mancuso
(classe ’47), oggi detenuto in regime di 41 bis.
Venerdì 11 aprile
u.s. il sindaco, dott. Francescantonio Crudo, la sua giunta e i consiglieri di
maggioranza del Comune di Limbadi hanno annunciato le dimissioni in polemica
con la Presidente della Commissione parlamentare antimafia, on. Rosy Bindi, e
con la Presidente dell’associazione “Riferimenti”, Adriana Musella. Si
sarebbero sentiti offesi dall’intervento della Presidente Bindi sul mancato
scioglimento per infiltrazione mafiosa e per le dichiarazioni di Adriana
Musella sul problema di alcuni beni confiscati di quel Comune.
Sinceramente mi sono
subito apparse quale alibi le motivazioni avanzate dal sindaco dimissionario,
giacché lo stesso sa benissimo che, oltre alle risultanze della Commissione d’accesso,
si poteva ritenere del tutto ingiustificato il mancato scioglimento del Comune
di Limbadi, anche alla luce di quanto emerso dall’inchiesta “Purgatorio”, in
parte riportata su alcuni quotidiani regionali fin dal marzo 2013.
Con sincerità,
personalmente, ho rivissuto il mancato scioglimento per infiltrazione mafiosa
del Consiglio comunale di Limbadi, con lo stesso animo con cui ho vissuto,
sotto il Dicastero dell’Interno guidato dall’on. Roberto Maroni, il mancato
scioglimento del Comune di Fondi (LT).
Non mi sembra di
aver riscontrato alcun “insulto” ma di aver, al contrario, preteso “chiarezza”,
anche perché personalmente reputo non più accettabile che per l’applicazione
della legge sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa
vengano suddivisi i Comuni in serie A e in serie B, a seconda della valenza o
meno dei “padrini politici”.
Mi sia, altresì,
consentito aggiungere che considero inappropriato l’intervento odierno del
consigliere regionale Alfonso Grillo, ex sindaco del Comune di Gerocarne,
eletto nella lista “Scopelliti Presidente”, e, quindi, grande supporter dello stesso, più che mai in
questo momento. L’intervento del consigliere regionale, Alfonso Grillo, mi ha
stupita e ha destato in me qualche perplessità; sinceramente mi appare un’”accusatio manifesta“ che potrebbe voler
raggruppare un consociativismo non utile a debellare quel “sistema malato” che
imperversa nel territorio vibonese.
Ricordo a me stessa
che assecondare sistemi di malaffare e corruzione, mettersi a disposizione di
contesti ambientali particolari, vuol dire accettare lucidamente la possibilità
di farsi asservire agli interessi criminali mafiosi.
On Angela Napoli
Presidente Associazione
“Risveglio Ideale”
Consulente Commissione Parlamentare
Antimafia
Taurianova, 15
aprile 2014
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martedì 8 aprile 2014
il Rapporto sulle attività del Parlamento condotto da OPENPOLIS mi indica AL PRIMO POSTO TRA I DEPUTATI DELLA CAMERA
“CAMERE APERTE” del 2009, il Rapporto sulle attività del
Parlamento condotto da OPENPOLIS indica
L'ON. ANGELA NAPOLI AL PRIMO POSTO TRA I DEPUTATI DELLA CAMERA
(video mio intervento)
http://www.youtube.com/watch?v=DdJ2v9x6VMg
L'ON. ANGELA NAPOLI AL PRIMO POSTO TRA I DEPUTATI DELLA CAMERA
(video mio intervento)
http://www.youtube.com/watch?v=DdJ2v9x6VMg
sabato 5 aprile 2014
Mio intervento alla presentazione del libro “IL GIOVANE EMILIO”
“IL
GIOVANE EMILIO” di EMILIO GRIMALDI (Città
del Sole Edizioni)
a
cura di UNIVERSO MINORI svoltasi a Catanzaro il 4 aprile 2014
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venerdì 28 marzo 2014
Mia intervista rilasciata al Corriere della Calabria

“Il peggio deve venire”
L’ex parlamentare Napoli analizza il caso Calabria. Il “modello
Reggio” che si propaga in tutta la regione e infetta tutto. “Il malaffare non
ha zone franche”.
Pietro Bellantoni
“Queste sono solo
scintille. Sono convinta che il vero marciume esploderà molto presto”. Angela
Napoli non sembra stupita più di tanto. L’ex parlamentare di Fli. Oggi consulente
della commissione parlamentare Antimafia, sapeva che prima o poi la valanga si
sarebbe staccata rovinosamente , per travolgere la valle profonda della
politica e delle istituzioni calabresi. Solo ora, però “sta per venire
fuori quello che tutti conoscevamo, ma
che è stato lasciato a covare sotto la cenere”.
Che idea si è fatta
sui nuovi scossoni giudiziari e politici?
CREDO CHE TUTTO SIA LEGATO AL COINVOLGIMENTO DI
PERSONAGGI DI GROSSO CALIBRO, MOLTI DEI
QUALI SI SONO SERVITI DELL’ALIBI DELLA ‘NDRANGHETA PER GESTIRE MALAFFARE E
CORRUZIONE. E, OVVIAMENTE, I PROPRI INTERESSI.
Analisi impietosa …
BASTA OSSERVARE CON ATTENZIONE QUELLO CHE
SUCCEDE. A REGGIO, AD ESEMPIO, DOVE IL PM LOMBARDO HA DETTO CHE IL PROCESSO
META RIGUARDA SOLO UNA META’, CON L’ALTRA CHE COINVOLGEREBBE GLI “INTOCCABILI”.
SENZA DIMENTICARE CHE IL PROCESSO FALLARA E LE ALTRE INCHIESTE IN GIRO PER LA
CALABRIA. ALLE ULTIME AMMINISTRATIVE DI CATANZARO AVEVO DENUNCIATO MOLTE COSE A
PARTIRE DALLE STRANE DIMISSIONI DEL SINDACO TRAVERSA. I FATTI DI COSENZA CI
HANNO FATTO RIMBALZARE IN TUTTE LE CRONACHE NAZIONALI, MA ERANO COSE CHE
SAPEVAMO. COME SAPEVAMO DELLO STRAPOTERE DEI FRATELLI GENTILE E QUELLO CHE
SUCCEDEVA NELL’ASP. A VIBO L’INCHIESTA “PURGATORIO” HA FATTO EMERGERE LE
COLLUSIONI DELLE ISTITUZIONI CON IL CLAN MANCUSO. A CROTONE PENSO ALL’INCHIESTA
“HERACLES”, ALLA COMMISSIONE D’ACCESSO ALLA PROVINCIA, AL CONSIGLIERE COMUNALE
NELLE INCHIESTE LEGATE AL VOTO DI SCAMBIO, ALL’EX SINDACO DI ISOLA CAPO RIZZUTO,
CAROLINA GIRASOLE, A CUI NON SONO STATI REVOCATI I DOMICILIARI PER LA QUARTA
VOLTA. A LAMEZIA L’INDAGINE “PERSEO” HA FATTO CAPIRE COSA SI NASCONDE DAVVERO
DIETRO LE COSCHE LOCALI”.
C’è un trait d’union
che rende possibile un’interpretazione univoca?
ALCUNI PERSONAGGI HANNO PRESENTATO LA CALABRIA
COME UN MODELLO. DOPO IL “VANTO” DI
REGGIO, FIRMATO DA SCOPELLITI, ANCHE CATANZARO E’ STATA PRESENTATA COSI’. POI LA REGIONE. SI SONO SERVITI
DELLA PAROLA “MODELLO” FACENDO LEVA SU “GARANZIE” RISPETTO A UNA POSSIBILE
IMPUNITA’. IO SONO STATA SEMPRE FIDUCIOSA, SAPEVO CHE PRIMA O POI TUTTO SAREBBE
ESPLOSO. MA, COME HO GIA’ DETTO, SIAMO ANCORA ALLE SCINTILLE.
Cosa succederà
allora?
DIPENDERA’ MOLTO DALLA POLITICA E DAI
CITTADINI. LA POLITICA DOVRA’ VOLTARE PAGINA, I CITTADINI DOVRANNO SMETTERLA DI
ASSECONDARE UN SISTEMA CHE, PER MOLTI DI LORO, E’ STATO DI COMODO. I CALABRESI
HANNO CHIUSO TROPPO GLI OCCHI, ANCHE A CAUSA DEL BISOGNO. IL GUAIO E’ CHE TUTTI
SONO STATI DELIBERATAMENTE LASCIATI IN QUESTO STATO, CON UNA MERITOCRAZIA
COMPLETAMENTE ABBATTUTA E I CONCORSI SPARTITI, PROPRIO COME E’ SUCCESSO A
CATANZARO TRA TALLINI E ABRAMO. MA AVVIENE IN TUTTA LA CALABRIA.
Lei ha più volte
acceso i riflettori su Reggio ….
LA SECONDA VITTORIA DEL SINDACO SCOPELLITI E’
STATA COSI’ ECLATANTE DA FAR PENSARE AD
ACCORDI PERICOLOSI. IO SONO STATA INSULTATA PUBBLICAMENTE DA LUI QUANDO, ALLE
ULTIME ELEZIONI COMUNALI, HO RIFIUTATO LA CANDIDATURA A SINDACO OFFERTA DAL MIO
PARTITO DICENDO CHE IL VOTO ERA CONTROLLATO NON SOLO DALLA ‘NDRANGHETA, MA
ANCHE DAI COSIDDETTI POTERI FORTI. SONO STATA VILIPESA, MA POI E’ SCOPPIATO
TUTTO, DAL BUCO ECONOMICO FINO AI RISULTATI DELLA COMMISSIONE D’ACCESSO. MENTRE
ANCORA OGGI EX AMMINISTRATORI SENZA PUDORE CONTINUANO A DIRE CHE IL COMUNE NON
DOVEVA ESSERE SCIOLTO. TUTTI SAPEVANO CHE ERA GESTITO IN MODO DA FAVORIRE I “VICINI”.
Ogni declino ha
sempre un inizio. Riesce a individuarlo?
PENSO AI FAMOSI “PACCHETTI DI POLVERE” TROVATI
A PALAZZO SAN GIORGIO QUANDO SCOPELLITI ATTRAVERSAVA UN PERIODO DI CRISI. SE SI
RIUSCISSE A CAPIRE COSA SIGNIFICAVA QUEL FINTO ATTENTATO FORSE SI POTREBBE
ANCHE CAPIRE COSA SI E’ NASCOSTO DIETRO IL “MODELLO REGGIO”.
Anche
Cosenza è vittima di un sistema. L’inedita faida tra i Gentile e Citrigno sta
scoperchiando un coacervo di interessi, non sempre leciti …
VA DETTO CHE PIETRO CITRIGNO
PER TROPPO TEMPO E’ STATO LEGATO AI DUE FRATELLI. IL POTERE E’ CRESCIUTO PER
TUTTI. POI IL GIOCATTOLO SI E’ ROTTO, E ADESSO SALTA FUORI LA REALTA’, COME
QUELLA DELL’ASP DI SCARPELLI, DELL’OSPEDALE DELL’ANNUNZIATA GUIDATO DA GANGEMI,
MARITO DELLA CONSIGLIERA REGIONALE TILDE MINASI, A SUA VOLTA DEVOTA DI
SCOPELLITI. SONO SITUAZIONI CHE SI CONOSCONO, PROPRIO COME I LODI ARBITRALI
GESTITI DALL’AVVOCATO GAETANO. MI LASCIA PERPLESSA ANCHE IL FATTO CHE LA
COMMISSIONE STRAORDINARIA DI AMANTEA ABBIA DATO INCARICHI AL FIGLIO DI GENTILE
(ANDREA, INDAGATO NELL’INCHIESTA SULLE CONSULENZE D’ORO ALL’ASP, ndr). LA
RIPROVA DELLA LORO CAPACITA’ DI ARRIVARE ANCHE AL MINISTERO.
Nemmeno
Catanzaro sembra il tempio della legalità …
FACCIO UN PARALLELO CON LA
GESTIONE DELLA SORICAL DA PARTE DI ABRAMO. ECCO, QUELLA “CAPACITA’ GESTIONALE”
E’ STATA TRASFERITA AL COMUNE QUANDO E’ DIVENTATO SINDACO, IN UN MOMENTO IN CUI
LE DIMISSIONI DI TRAVERSA AVEVANO FATTO CAPIRE CHE QUALCOSA NON ANDAVA. E’ NOTO
LO STRAPOTERE VERGOGNOSO DI TALLINI, SENZA DISDEGNARE QUELLO DEL SENATORE
AIELLO. SONO POTERI CHE GESTISCONO LA VITA DELLA COMUNITA’ NON PER GLI
INTERESSI COLLETTIVI, MA PER QUELLI PERSONALI ED ELETTORALI, NON E’ ACCETTABILE
SENTIR DIRE CHE LA RESPONSABILITA’ E’ DEI SINGOLI, COME HANNO FATTO ABRAMO E
SCOPELLITI. E’ COME SE TUTTO SCIVOLASSE SENZA LASCIARE MACCHIE, ED E’ GRAVE
PERCHE’ DIMOSTRA CHE DA PARTE DI QUESTE PERSONE NON C’E’ NEMMENO UNA PUNTA DI
ETICA E DI MORALITA’. E’ IL SINDACO ABRAMO CHE HA NOMINATO LOMONACO, E’ LUI CHE
SI AVVALE DI TALLINI. E’ INUTILE CHIAMARSI FUORI, COME A VOLERSI NASCONDERE
DIETRO AL FATTO CHE QUALSIASI AZIONE NON INDICATIVA DI REATO, COME A VOLERSI
NASCONDERE DIETRO AL FATTO CHE QUALSIASI AZIONE NON INDICATIVA DI REATO POSSA
ESSERE LASCIATA SCORRERE TRANQUILLAMENTE, DELEGANDO TUTTO ALLA MAGISTRATURA. LA
POLITICA DEE RIVESTIRSI DI ETICA E MORALITA’.
È piuttosto
complicato se restano in piedi certi sodalizi. Le inchieste di Vibo hanno fatto
luce sui legami perversi tra massoneria e politica …
E’ DIFFICILE IRROMPERE IN
QUESTI COMITATI D’AFFARI, GLI INTRECCI SONO TROPPO FITTI. LO STESSO BOSS
PANTALEONE MANCUSO, DURANTE UN’INTERCETTAZIONE DICE CHE “QUA E’ TUTTO
MASSONERIA”. DIVENTA ALLORA ARDUO INDIVIDUARE CHE RIENTRA NELL’AREA DELA
LEGALITA’
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Inaccettabili attacchi alla Magistratura in merito alla sentenza per il Processo Fallara
COMUNICATO STAMPA
Siamo ai soliti ed
inaccettabili attacchi alla Magistratura quando questa, continuando ad essere
delegata forzatamente dalla politica, interviene per garantire giustizia contro
i reati commessi dai politici amministratori.
Fa infatti
rabbrividire dover ascoltare le vergognose dichiarazioni di Giuseppe Scopelliti
e dei suoi sponsor più o meno
ufficiali, dopo la sentenza del processo Fallara, che ha portato alla condanna
dell’ex sindaco di Reggio Calabria, a sei anni e all’interdizione perpetua dai
pubblici uffici, con l’imputazione di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.
Il sistema di corruzione che ha portato al dissesto finanziario
delle casse comunali di Reggio Calabria, collegato con il suicidio di Orsola
Fallara, non avrebbe potuto lasciare immuni giudiziariamente i responsabili di
quanto abbattutosi sui cittadini reggini.
Adesso basta “baldanza ed incuria” nei confronti dei cittadini
calabresi.
La legge è uguale per tutti e nessuno può immaginare di rimanere
impunito.
In particolare la politica calabrese faccia un esame di coscienza,
si rivesta di responsabilità ed aiuti la Magistratura a non essere più
costretta ad avvalersi di quella “delega” affidatale dallo stesso mondo
politico.
Angela Napoli
Presidente Associazione “Risveglio Ideale”
Taurianova, 28 marzo 2014
mercoledì 26 marzo 2014
mercoledì 19 marzo 2014
Mia intervista su Panorama
http://news.panorama.it/cronaca/agguati-mafiosi-bambini-nuovi-boss
'I NUOVI MAFIOSI?
SPIETATI CRIMINALI E CAMALEONTI CON LE ISTITUZIONI'
I nuovi boss sono plurilaureati senza 'codici d'onore' ma con una
grande capacità di infiltrazione nei vertici delle Istituzioni. "Le nuove
generazioni di mafiosi hanno cancellato la 'zona grigia'"
di Nadia Francalacci
“Non c’è più rispetto
neppure per i bambini. Le nuove generazioni di mafiosi non hanno leggi e codici
interni alle loro organizzazioni ma vogliono affermasi solo con il sangue e la
violenza”.
Angela Napoli, consulente della Commissione Parlamentare
Antimafia che per numerose legislazioni è stato membro attivo all’interno della
stessa Commissione, traccia un’analisi di come sta cambiando il modus operandi
delle nuove generazioni di mafiosi.
Niente più regole, niente “deontologia mafiosa” ma solamente
boss plurilaureati e spietati che non esitano ad uccidere appartenenti a cosche
rivali ma anche gente comune, tra questi donne e bambini.
Angela Napoli, le
nuove generazioni stanno distruggendo la
subcultura mafiosa ovvero i vecchi codici d’onore, per sostituirli con nuovi
metodi molto più cruenti anche verso donne e bambini. Perché i nuovi boss non
esitano ad uccidere madri e bambini?
“Perché devono
dimostrare il loro potere attraverso il “dominio” del territorio. In sostanza,
le nuove generazioni per affermarsi usano la violenza efferata e di conseguenza
la paura che può derivare dalle loro azioni tra la popolazione di quel
territorio, il territorio sul quale desiderano sviluppare le loro attività
illecite. Se per affermare la loro supremazia occorre uccidere anche donne e
bambini, i nuovi boss non si fermano e uccidono”
Ai vertici delle
nuove generazioni di capo clan compaiono anche le donne. La donna, in
particolare nella struttura della ‘ndrina calabrese, assume un ruolo
fondamentale quando il marito viene arrestato o ucciso. Le donne capo-clan,
hanno ereditato la stessa ferocia degli uomini?
“Direi ancora di più.
Le donne assumono non solo la gestione degli affari illeciti, nel caso di morte
o arresto del marito, ma subentrano a pieni poteri anche nelle vendette tra
faide. Le donne non esitano a vendicare, ad uccidere o far uccidere, i propri
avversari ovvero gli appartenenti a faida nemica. Poca importanza ha se
l’obiettivo da eliminare è un uomo, una donna oppure un bambino. L’importante,
per la donna calabrese che diventa spietata, è vendicare. Ma occorre fare
un’altra riflessione sulle donne nelle nuove generazioni mafiose.
Quest’ultime esprimono tutta la loro
violenza e ferocia anche nell’incentivare, spronare e proteggere i propri figli
o fratelli dall’attività criminale. Ad esempio a Scampia, una madre o una
sorella non esita un attimo ad aggredire le forze dell’ordine che stanno
arrestando un proprio congiunto. Questo atteggiamento va a
fortificare”psicologicamente” e ad incitare l’uomo a perseverare nell’illecito.
Un altro esempio di madre che incita il proprio figlio a continuare la propria
attività illecita è stata la signora Cutrì, madre dell’evaso che nonostante la
morte di uno dei figli incitava l’altro a non arrendersi”.
Una donna d’onore
sarebbe capace di uccidere o dare l’ordine di trucidare dei bambini. Le nuove
generazioni di donne hanno smarrito il senso materno?
“Il senso materno
delle madri “normali” lo hanno senza dubbio smarrito. Non arrivano a commettere
l’uccisione dei bambini ma a ordinarne l’esecuzione sì”.
Quali sono le
principali differenze tra la vecchia sub cultura mafiosa e quella delle nuove
generazioni?
“La vecchia subcultura
mafiosa seguiva ed applicava un codice d’onore tra gli affiliati e con gli
altri mafiosi. Le nuove generazioni no. Quest’ultime non si fermano davanti a
cittadini comuni a persone estranee ai loro affari sporchi ma, cosa ancor più inquietante,
è che i nuovi boss hanno una capacità camaleontica di inserirsi nelle
istituzioni annullando quella che prima poteva essere considerata la ’zona
grigia’. Adesso è difficilissimo distinguere tra mafioso e non mafioso perché
chi uccide non è più il boss ma è spesso un soggetto esterno alla struttura
mafiosa pagato per pochi euro. I nuovi boss ovvero i mandanti sono oggi
insospettabili ed efferati professionisti che possono sedere anche ai vertici
di importanti associazioni e istituzioni del nostro Paese”
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“Catanzaropoli” emergente: ecco cosa si celava dietro le dimissioni di Traversa
La nuova inchiesta che
sta investendo il Comune di Catanzaro, e che coinvolge amministratori del
centro-destra politico, sui quali incombono accuse pesanti, evidenzia quale sia
la disinvoltura, accompagnata da carenza di etica e morale,con cui viene amministrata
la cosa pubblica del capoluogo di Regione.
E’ davvero sprezzante
dover apprendere tutte le spigolature di questo “ nuovo verminaio” e
contemporaneamente sentire, Sergio Abramo, sindaco della città,peraltro mi
piace anche ricordarlo come già presidente della Sorical Calabria,che su tutto
non graverebbe alcun reato (quindi acqua limpida che scorre!), per cui con
l’azzeramento della giunta si metterebbe una “pietra tombale”.
Oggi,alla luce della
“Catanzaropoli” emergente, mi sento di dire che avevo visto bene ciò che si
celava dietro le dimissioni da sindaco della città dell’on. Michele Traversa, a
soli sette mesi di distanza dalla sua plebiscitaria elezione!
Interessi clientelari e
familiari, che coinvolgerebbero persino assessori e consiglieri regionali,
arroganza, corruzione, malaffare, abbattimento della meritocrazia,non possono
più continuare a pesare sui cittadini onesti di Catanzaro.
Sarebbe ora che questi
uomini coinvolti, ad iniziare dal sindaco Sergio Abramo, senza“se” e senza
“ma”, si riappropriassero di un pizzico di etica pubblica e lasciassero i loro
incarichi elettivi per fare spazio alla sana amministrazione pubblica di cui la
Calabria ha tanto bisogno.
Angela
Napoli
Presidente
Associazione “Risveglio Ideale”
Taurianova,19 marzo 2014
Solidarietà al PM Pierpaolo BRUNI
Formulo sincera
solidarietà
al PM Pierpaolo Bruni per vile nuova intimidazione ricevuta che pone allarme e
preoccupazione. Il PM Bruni, della DDA di Catanzaro, è titolare di diverse
inchieste che investono pezzi della ‘ndrangheta del crotonese, del vibonese e
del cosentino con le loro collusioni.
In particolare, tra le ultime inchieste condotte dal PM
Bruni, credo vadano ricordate quelle che
hanno l’obiettivo di verificare e di infrangere la commistione tra esponenti
delle ‘ndrine e la pubblica amministrazione, come l’inchiesta “Terminator” nel
territorio di Rende e quella relativa al lavoro della commissione d’accesso
sull’ASP di Cosenza, rimbalzate alle cronache nell’ultimo periodo.
Angela Napoli
Presidente Associazione “Risveglio Ideale”
Collaboratrice Commissione Parlamentare Antimafia
Taurianova, 19 marzo 2014
martedì 18 marzo 2014
Mia intervista su Panorama.it
Mafia: ecco come stanno cambiando le
alleanze
È diventata la 'Ndrangheta il punto di riferimento e
rifornimento di Cosa
Nostra e Camorra. I nuovi boss, invece, stanno
ridisegnando la subcultura
mafiosa e cancellando quella tradizionale.
di Nadia Francalacci
Oltre venti colpi di arma da fuoco sparati a pochi metri di distanza. Un’esecuzione feroce che non ha risparmiato neppure un bambino di tre anni, Domenico Petruzzelli, figlio di un boss ucciso in un altro agguato pochi mesi prima che la piccola vittima nascesse, nel 2011.
Un triplice omicidio dalla modalità cruenta avvenuto ieri sulla strada statale 106, vicino a Taranto. A morire sotto una pioggia incessanti di proiettili, assieme al bambini, Cosimo Orlando un pregiudicato in stato di semilibertà di 43 anni e la compagna,Carla Maria Fornari, di 30 anni. In auto con loro, anche gli altri due bambini della donna che sono rimasti illesi. Il commando ha messo in atto il terribile agguato mentre la donna stava riaccompagnando in carcere il compagno.
Ma dall’inizio dell’anno sono davvero moltissimi gli agguati mafiosi che si stanno consumando tra Campania, Calabria e Puglia. E tutti con modalità cruente.
Angela Napoli, Commissione parlamentare Antimafia, in meno di venti giorni la Camorra ha ucciso e bruciato 5 persone. Ieri sera un agguato vicino Taranto sono state uccise tre persone tra cui un bambino di 2 anni. Le organizzazioni criminali stanno cambiando il loro modus operandi? E se sì, perché?
Purtroppo sì, perché le mafie, costituite da nuove generazioni di boss, stanno cercando di contrastare l’attività sempre più forte della magistratura tesa a bloccare proprio le loro attività illecite. I cambiamenti che possiamo notare nel modo di uccidere e di sterminare gli avversari, in sostanza negli atti criminali, nasce dalla mancanza del ‘subcultura’ mafiosa che contraddistingueva i vecchi boss. Adesso le nuove generazioni sono prive di scrupoli e tendenzialmente non rispettano nessun tipo di codice
La crisi economica e di conseguenza la necessità per le organizzazioni criminali di 'ridisegnare' il mercato della droga, sta portando a nuove alleanze tra Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta?
Ci sono sempre state ma adesso più che in passato si stanno fortificando. Cosa Nostra e la Camorra stanno saldando nuovi accordi con la ‘Ndrangheta. E’ quest’ultima a detenere la maggior parte del mercato illecito delle sostanze stupefacenti; è la ‘Ndrangheta il punto di riferimento e rifornimento attorno al quale oggi, più che in passato, ruotano tutte le altre organizzazioni criminali
Lo Stato quanto e in che modo può e deve temere queste nuove alleanza?
Lo Stato avrebbe necessità, proprio a fronte di queste evoluzioni, di rafforzare la sua presenza nei territori maggiormente interessati da attività criminali e dovrebbe farlo convogliando un numero maggiore di investigatori e di finanziamenti per implementare le fasi investigative. La magistratura sta lavorando moltissimo ma è necessario fermare le organizzazioni criminali prima che queste commettano il reato. E questo è possibile solo con un’attività investigativa forte che abbia un’azione preventiva. Purtroppo, per la mancanza di uomini e di tecnologie per le investigazioni, spesso si assiste inermi al consumarsi del reato
Ed infine, sul territorio italiano si stanno saldando anche alleanze tra mafie nostrane e mafie straniere. Quali sono le alleanze che dobbiamo temere maggiormente e perché?
La mafia albanese e quella russa sono senza dubbio quelle presenti sul nostro territorio da decenni e che hanno stretto alleanze ‘commerciali’ con le organizzazioni criminali italiane storiche. Oggi dobbiamo dire che questi legami si sono fortificati ed è necessaria, da parte dello Stato una maggiore attenzione. Ma lo Stato, in questo momento storico, non può e non deve trascurare anche la mafia cinese che pur facendo ‘mondo a sé’, in realtà sta operando alleanze con la criminalità italiana. I legami tra la mafia cinese e quella italiana sono certamente meno diffusi rispetto alle alleanze con albanesi e russi, ma non sono certamente meno pericolose e da sottovalutare
http://news.panorama.it/cronaca/agguati-camorra-mafia-ndrangheta
Purtroppo sì, perché le mafie, costituite da nuove generazioni di boss, stanno cercando di contrastare l’attività sempre più forte della magistratura tesa a bloccare proprio le loro attività illecite. I cambiamenti che possiamo notare nel modo di uccidere e di sterminare gli avversari, in sostanza negli atti criminali, nasce dalla mancanza del ‘subcultura’ mafiosa che contraddistingueva i vecchi boss. Adesso le nuove generazioni sono prive di scrupoli e tendenzialmente non rispettano nessun tipo di codice
Ci sono sempre state ma adesso più che in passato si stanno fortificando. Cosa Nostra e la Camorra stanno saldando nuovi accordi con la ‘Ndrangheta. E’ quest’ultima a detenere la maggior parte del mercato illecito delle sostanze stupefacenti; è la ‘Ndrangheta il punto di riferimento e rifornimento attorno al quale oggi, più che in passato, ruotano tutte le altre organizzazioni criminali
Lo Stato avrebbe necessità, proprio a fronte di queste evoluzioni, di rafforzare la sua presenza nei territori maggiormente interessati da attività criminali e dovrebbe farlo convogliando un numero maggiore di investigatori e di finanziamenti per implementare le fasi investigative. La magistratura sta lavorando moltissimo ma è necessario fermare le organizzazioni criminali prima che queste commettano il reato. E questo è possibile solo con un’attività investigativa forte che abbia un’azione preventiva. Purtroppo, per la mancanza di uomini e di tecnologie per le investigazioni, spesso si assiste inermi al consumarsi del reato
La mafia albanese e quella russa sono senza dubbio quelle presenti sul nostro territorio da decenni e che hanno stretto alleanze ‘commerciali’ con le organizzazioni criminali italiane storiche. Oggi dobbiamo dire che questi legami si sono fortificati ed è necessaria, da parte dello Stato una maggiore attenzione. Ma lo Stato, in questo momento storico, non può e non deve trascurare anche la mafia cinese che pur facendo ‘mondo a sé’, in realtà sta operando alleanze con la criminalità italiana. I legami tra la mafia cinese e quella italiana sono certamente meno diffusi rispetto alle alleanze con albanesi e russi, ma non sono certamente meno pericolose e da sottovalutare
lunedì 17 marzo 2014
Gravissima la situazione dei rifiuti in Calabria
Il 12 settembre
1997 (quasi 17 anni fa) è
stato dichiarato lo stato di emergenza e il 1° ottobre 1997 è stata diramata la
prima ordinanza per l’emergenza nel territorio della Regione Calabria nel
settore dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, della bonifica e del
risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti,
nonché in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli
di depurazione.
Dal 1997 fino al 14 marzo 2013 con il carattere di continuità è
stato sempre prorogato lo stato di emergenza del settore per la Regione
Calabria, affidando l’incarico di commissario inizialmente ai presidenti pro tempore della Regione e alternativamente
a Prefetti.
Durante i 16 anni di commissariamento sono arrivati in Calabria
per l’emergenza ben 2 miliardi di euro e non è dato conoscere come siano stati
spesi, considerato che la raccolta differenziata dei rifiuti oscilla tra il 13
e il 14 per cento e il piano regionale delle discariche, previsto con ordinanza
n. 2100 del 2 dicembre 2002, per “abbancare” la spazzatura fino al 2018, è
inesistente, vista l’emergenza rifiuti che, ancora negli ultimi mesi, si
registra in Calabria.
Dal 14 marzo 2013 la raccolta dei rifiuti è ritornata nelle mani
della Regione Calabria i cui amministratori, anche in questo settore si stanno
dimostrando assolutamente inefficienti. Infatti, in questi ultimi mesi in
Calabria è divenuto davvero allarmante e pericoloso, sotto il versante
igienico-sanitario, il problema della raccolta dei rifiuti; i territori sono
invasi da quelle che possono essere definite “discariche a cielo aperto”. I
cumuli di tonnellate di rifiuti sono sparsi ovunque, anche, come a Taurianova,
vicini ad edifici scolastici, ristoranti, siti commerciali, nei pressi di
abitazioni, nelle frazioni e nelle contrade, senza alcun controllo e con grave
rischio per la salute dei cittadini.
Le discariche disponibili a livello regionali sono pressoché
inesistenti e comunque insufficienti, ma la Regione non appare nemmeno
trasparente nella concessione all’autorizzazione ai Comuni per conferire quanto
più possibile i rifiuti nelle discariche aperte.
La mia personale impressione è che tali autorizzazioni non vengano
rilasciate secondo le reali esigenze, ma soprattutto non vengano privilegiati i
Comuni che attualmente sono sottoposti al commissariamento straordinario per
infiltrazione mafiosa.
Va, pertanto, ricordato, in particolare al Presidente della Giunta
regionale Scopelliti e all’assessore regionale all’ambiente Pugliano, che
l’inserimento della ‘ndrangheta nello specifico settore dei rifiuti emerge in
tutta la sua evidenza dalle indagini delle DDA di Reggio Calabria e Catanzaro,
e che pertanto la mancata autorizzazione ai Comuni, in particolare quelli
sciolti per mafia, al conferimento dei rifiuti nelle discariche aperte
significa contribuire a mantenere un sistema di illegalità diffusa, solo utile
alla ‘ndrangheta e significa, altresì, mostrarsi incuranti della salute dei
cittadini.
On. Angela Napoli
Presidente Associazione “Risveglio Ideale”
Taurianova, 17 marzo 2014
sabato 8 marzo 2014
Mia intervista rilasciata a DARIO CRIPPA per Il Giorno
di DARIO CRIPPA
—MONZA—
«QUANDO ho saputo cosa era avvenuto,
sono andata a rileggermi quanto dissi nel 2009 in un convegno a Desio: avevo
anticipato e avevo già allertato tutti; in Brianza c’era una sottovalutazione della
capacità capillare delle famiglie di ’ndrangheta trapiantate al Nord di avviare
sul territorio, approfittando della crisi economica, un’attività di riciclaggio
spaventosa».
Per quasi vent’anni parlamentare nelle file
del centrodestra, a più riprese membro della Commissione
parlamentare antimafia con cui ancora
collabora, Angela Napoli, originaria della Piana di Gioia Tauro in Calabria, ha
sempre combattuto contro la criminalità organizzata.
Capire come si muove la ’ndrangheta non può
prescindere dalla sua esperienza e dalla sua autorevolezza.
«Le stesse tecniche
utilizzate dalle famiglie “madri” calabresi sono all’opera anche qui, ma con modalità
diverse perché, non essendo conosciute, sono riuscite a presentarsi con una
veste perbenista per intrufolarsi negli affari creando addirittura una banca: è
spaventoso».
Angela Napoli ha sempre fatto nomi e
cognomi.
«Anche nel 2008,
quando ero venuta per la prima volta a Monza ospite del vostro giornale, avevo fatto
i nomi: oltre ai Mancuso, avevo detto che in Brianza erano attivi gli Iamonte
di Melito Porto Salvo... bene, in quest’ultima inchiesta è emerso come proprio
gli Iamonte, attraverso Domenico Zema
(ex consigliere comunale a Cesano Maderno, ndr), portassero voti
a Massimo Ponzoni, il braccio destro di Formigoni al Pirellone...»
Infinito, Bagliore, Ulisse, ora Tibet: le
ultime operazioni sembrano stroncare ogni volta i clan, ma la «malapianta» ritira
fuori regolarmente la testa.
«La capacità della ’ndrangheta
è proprio questa: sapersi sempre riorganizzare. I capi delle cosche da un lato
prevedono sempre la propria successione in caso di arresto, dall’altro le nuove
leve sono particolarmente cattive e aggressive, pronte a impossessarsi delle
società attive sul territorio prendendo il posto di chi viene arrestato. E a
guardare bene, i nomi che girano son sempre gli stessi: anche quando sembra che
cambino si tratta di solito di parenti o comunque di affiliati che lavoravano
già nelle cosche individuate dalle forze dell’ordine».
Ci vuole attenzione...
«Mai credere che la
’ndrangheta sia stata sconfitta quando i suoi capi finiscono nelle patrie
galere: i grossi boss continuano a comandare anche dal carcere e hanno la capacità
di garantire i propri successori.
E attenzione: nelle
nuove leve si assiste all’ingresso sempre più frequente di figure femminili.
Una volta le donne
di ’ndrangheta stavano a casa, oggi non più: i tempi e la società sono cambiati anche per la criminalità organizzata calabrese».
Dunque, la ’ndrangheta non è morta, neanche
stavolta...
«Che nessuno si
illuda che la ’ndrangheta al Nord è stata sbaragliata: i suoi affari sono talmente radicati da
camuffarsi sotto forme di legittimità difficili da individuare. Ci vuole una grande capacità investigativa».
La ’ndranghetaè ormai entrata nell’economia.
«In questo momento
di crisi, alla luce di tassi usurari praticati dalla banche per i loro
prestiti, con gli imprenditori che hanno difficoltà ad accedere al credito, la potenzialità
economica della ’ndrangheta è tale da fungere da vera e propria banca
alternativa. La ’ndrangheta è riuscita a inserirsi nell’economia legale e l’imprenditore
in crisi cade nel tranello di chi offre denaro a tassi più convenienti, ma che
pian piano diventano usurari e consentono agli uomini delle cosche di diventare
i veri proprietari delle imprese. Anche se i vecchi titolari delle imprese si
ritrovano a continuare comparire ai vertici delle loro vecchie società, spesso
si tratta ormai di prestanome».
Cosa fare?
Occorre uscire
dalla piaga della corruzione e del malaffare: se imprenditori, istituzioni e
politica lo facessero, si potrebbe abbattere davvero la criminalità
organizzata, che trova vitalità proprio laddove c’è la corruzione. E anche nella
politica la ’ndrangheta riuscirà a penetrare finché ci saranno candidati pronti
a chiedere voti al boss di turno pur di ottenere un risultato elettorale».
Alcune intercettazioni indicano come la ’ndrangheta
stia attenta a non sparare più come un tempo.
«La ’ndrangheta al
Nord è cambiata, non fa più scorrere scie di sangue, è questa la nuova tecnica:
evita di sparare perché in quei casi ne scaturirebbe un maggior controllo da
parte delle forze dell’ordine.
Preferisce dominare
dove è possibile gestire gli affari: la ’ndrangheta dispone di un impero economico
che le deriva dal traffico di droga e che le consente una potenzialità
economica enorme che necessita però di una grande opera di riciclaggio. Non
nella terra madre calabrese, però, ma al Nord, dove l’economia le consente uno
sviluppo diverso».
Si è scoperto che le cosche avevano messo
le mani anche nel calcio.
«In Calabria ci
sono intere squadre, nei campionati minori, in mano alle cosche: garantiscono
consenso sociale e la possibilità di far girare soldi».
In Brianza nessuna delle vittime ha
denunciato.
«Chi non denuncia
deve capire che prima o poi perderà tutto: chi cade anche una sola volta per
paura, sbaglia di grosso».
E all’orizzonte c’è una nuova minaccia...
«Bisogna essere
preoccupati e vigili augurandosi che nessuna forza investigativa, come
purtroppo avvenuto di recente proprio a Vibo Valentia, cada nel tranello di
fiancheggiare le cosche, la nuova strategia della ’ndrangheta».
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giovedì 6 marzo 2014
Senza la riforma della legge elettorale .......
In Italia ormai ci siamo un po’ assuefatti nel ritrovarci innanzi a riforme costituzionali e non, varate solo per garantire il mantenimento delle poltrone piuttosto che tutelare i reali interessi dei cittadini.
Ma credo che non si possa tacere su quanto sta avvenendo, in questi giorni, durante i quali il Parlamento italiano è stato obbligato ad approvare la riforma della legge elettorale.
Penso che siamo tutti convinti che non si possa andare a nuove elezioni senza una nuova legge elettorale, anche perché l’attuale scenario politico e il perdurare della larghe intese sarebbe invitante solo all’astensione, ma non ritengo accettabile che, solo al fine di mantenere in piedi una legislatura parlamentare, ci si affretti a varare una legge elettorale che, così come proposta, servirebbe solo a far naufragare i piccoli partiti (e su questo potrei anche concordare!), senza però dare ai cittadini la vera possibilità di scelta e soprattutto senza la possibilità di ritrovarsi con una maggioranza politica, che tale possa definirsi!
Infatti, la mancata contemporanea abolizione o riforma della Camera Alta, significherebbe davvero ostinarsi a non capire che, anche a fine legislatura, ci ritroveremmo con Governi di larghe intese, con Governi che si reggono a maggioranze variabili, con Governi che sottoposti a ricatti vari, non vengono messi nelle condizioni di risolvere i reali problemi del Paese.
E parlo di ricatti e compromessi, perché questo è il frutto di quanto, ad esempio, accaduto, negli ultimi giorni, nei Governi nazionale e regionale calabrese, con le dimissioni da sottosegretario del sen. Antonio Gentile (Ncd)!
Sentir dire, anche dal nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri: “tanto il Senato è cancellato!”, significa davvero non aver compreso quanto sia difficile per un parlamentare dover abbandonare quel posto.
Ci vogliono davvero convincere che la riforma costituzionale del Senato potrà essere varata in tempi utili? C’è solo da augurarselo!
Mi piacerebbe, però, da cittadina, non essere più presa in giro! Mi piacerebbe, piuttosto che dover assistere a lavori parlamentari dettati da interessi, compromessi ed inciuci, vedere in atto provvedimenti utili a restituire fiducia ai cittadini e soprattutto a ricondurli fuori dall’esasperazione e dall’umiliazione nelle quali sono costretti a vivere!
On. Angela Napoli (Collaboratrice Commissione Parlamentare Antimafia
http://www.restoalsud.it/2014/03/06/senza-la-riforma-delle-legge-elettorale-gli-italiani-diserteranno-le-urne/
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