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mercoledì 19 marzo 2014

Mia intervista su Panorama



http://news.panorama.it/cronaca/agguati-mafiosi-bambini-nuovi-boss 
'I NUOVI MAFIOSI? SPIETATI CRIMINALI E CAMALEONTI CON LE ISTITUZIONI'

I nuovi boss sono plurilaureati senza 'codici d'onore' ma con una grande capacità di infiltrazione nei vertici delle Istituzioni. "Le nuove generazioni di mafiosi hanno cancellato la 'zona grigia'"

di Nadia Francalacci

“Non c’è più rispetto neppure per i bambini. Le nuove generazioni di mafiosi non hanno leggi e codici interni alle loro organizzazioni ma vogliono affermasi solo con il sangue e la violenza”.

Angela Napoli, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia che per numerose legislazioni è stato membro attivo all’interno della stessa Commissione, traccia un’analisi di come sta cambiando il modus operandi delle nuove generazioni di mafiosi.
Niente più regole, niente “deontologia mafiosa” ma solamente boss plurilaureati e spietati che non esitano ad uccidere appartenenti a cosche rivali ma anche gente comune, tra questi donne e bambini.   

Angela Napoli, le nuove generazioni  stanno distruggendo la subcultura mafiosa ovvero i vecchi codici d’onore, per sostituirli con nuovi metodi molto più cruenti anche verso donne e bambini. Perché i nuovi boss non esitano ad uccidere madri e bambini?
“Perché devono dimostrare il loro potere attraverso il “dominio” del territorio. In sostanza, le nuove generazioni per affermarsi usano la violenza efferata e di conseguenza la paura che può derivare dalle loro azioni tra la popolazione di quel territorio, il territorio sul quale desiderano sviluppare le loro attività illecite. Se per affermare la loro supremazia occorre uccidere anche donne e bambini, i nuovi boss non si fermano e uccidono”

Ai vertici delle nuove generazioni di capo clan compaiono anche le donne. La donna, in particolare nella struttura della ‘ndrina calabrese, assume un ruolo fondamentale quando il marito viene arrestato o ucciso. Le donne capo-clan, hanno ereditato la stessa ferocia degli uomini?
“Direi ancora di più. Le donne assumono non solo la gestione degli affari illeciti, nel caso di morte o arresto del marito, ma subentrano a pieni poteri anche nelle vendette tra faide. Le donne non esitano a vendicare, ad uccidere o far uccidere, i propri avversari ovvero gli appartenenti a faida nemica. Poca importanza ha se l’obiettivo da eliminare è un uomo, una donna oppure un bambino. L’importante, per la donna calabrese che diventa spietata, è vendicare. Ma occorre fare un’altra riflessione sulle donne nelle nuove generazioni mafiose. Quest’ultime  esprimono tutta la loro violenza e ferocia anche nell’incentivare, spronare e proteggere i propri figli o fratelli dall’attività criminale. Ad esempio a Scampia, una madre o una sorella non esita un attimo ad aggredire le forze dell’ordine che stanno arrestando un proprio congiunto. Questo atteggiamento va a fortificare”psicologicamente” e ad incitare l’uomo a perseverare nell’illecito. Un altro esempio di madre che incita il proprio figlio a continuare la propria attività illecita è stata la signora Cutrì, madre dell’evaso che nonostante la morte di uno dei figli incitava l’altro a non arrendersi”.   

Una donna d’onore sarebbe capace di uccidere o dare l’ordine di trucidare dei bambini. Le nuove generazioni di donne hanno smarrito il senso materno?
“Il senso materno delle madri “normali” lo hanno senza dubbio smarrito. Non arrivano a commettere l’uccisione dei bambini ma a ordinarne l’esecuzione sì”. 

Quali sono le principali differenze tra la vecchia sub cultura mafiosa e quella delle nuove generazioni?
“La vecchia subcultura mafiosa seguiva ed applicava un codice d’onore tra gli affiliati e con gli altri mafiosi. Le nuove generazioni no. Quest’ultime non si fermano davanti a cittadini comuni a persone estranee ai loro affari sporchi ma, cosa ancor più inquietante, è che i nuovi boss hanno una capacità camaleontica di inserirsi nelle istituzioni annullando quella che prima poteva essere considerata la ’zona grigia’. Adesso è difficilissimo distinguere tra mafioso e non mafioso perché chi uccide non è più il boss ma è spesso un soggetto esterno alla struttura mafiosa pagato per pochi euro. I nuovi boss ovvero i mandanti sono oggi insospettabili ed efferati professionisti che possono sedere anche ai vertici di importanti associazioni e istituzioni del nostro Paese” 



venerdì 26 luglio 2013

Operazione "Perseo", palese come le varie 'ndrine calabresi abbiano scelto e supportato il proprio candidato nelle ultime elezioni regionali

 COMUNICATO STAMPA

Ho sempre sostenuto che, in particolare nella nostra Calabria, la c.d. "zona grigia" rappresenta l'humus vitale per le cosche della 'ndrangheta e ormai non c'è inchiesta giudiziaria dalla quale non emerga, purtroppo, questa verità.
L'odierna operazione "Perseo" condotta dalla DDA di Catanzaro, incide pesantemente sulle collusioni lametine tra la cosca Giampa', pezzi della politica e di professionisti. Da anni nella città di Lamezia, che tra l'altro ha subito lo scioglimento del Civico Consesso per infiltrazione mafiosa per ben due volte, e' noto il supporto della 'ndrangheta alla politica, ma dall'inchiesta "Perseo" emerge come ormai sono i candidati che chiedono l'aiuto elettorale della 'ndrangheta, la quale è ben contenta di offrirlo, sapendo di poter poi contare nei posti chiave per le sue attività illecite.
Il coinvolgimento dei politici nell'odierna operazione suggella, ancora una volta,la mia tesi denunciata prima dello svolgimento delle ultime elezioni regionali calabresi e per la quale sono stata umiliata, querelata, isolata e minacciata.Credo che ormai sia palese come le varie 'ndrine calabresi abbiano scelto e supportato il proprio candidato nelle ultime elezioni regionali e mi sembra davvero assurdo che proprio in questo periodo, anziché puntare su un'iniziativa legislativa che possa normare lo scioglimento dei consigli regionali per infiltrazione mafiosa, si osi far nascere movimenti di appoggio per far affossare la norma vigente sullo scioglimento degli Enti locali inquinate dalla presenza mafiosa. Così come penso si possa altresì comprendere il perché dell'ostinazione che ha portato un ramo del Parlamento Italiano ad approvare la modifica dell'attuale 416-ter sul voto di scambio, in modo tale da rendere difficile per gli inquirenti la responsabilità dei vari candidati che si servono del supporto elettorale mafioso!
Pensare che poi proprio questi politici hanno il barbaro coraggio di salire sui palchi del territorio calabrese per commemorare i caduti delle stragi del '92!
                            
                       on. Angela NAPOLI
         Presidente Associazione"Risveglio Ideale"

Roma,26 luglio 2013