martedì 16 settembre 2014

Mia intervista su Panorama - Il "tesoro" della 'Ndrangheta: gli analfabeti


Nei territori della ‘Ndrangheta niente scuola. A San Luca, Brancaleone, Locri, Siderno, Platì e in altre decine di comuni calabresi, centinaia di bambini e adolescenti non sono mai entrati all’interno di un’aula scolastica. Neppure nell’atrio dell’edificio. Invece di studiare vengono costretti dalle famiglie a lavorare o accudire i fratelli più piccoli. E tra analfabetismo e valori “deviati”, la N’drangheta coltiva il suo “tesoro umano”, quella manovalanza che poi viene utilizzata per spacciare o commettere delitti.
I carabinieri di Roccella Jonica, Locri e Bianco, hanno denunciato 87 genitori che , nell’anno scolastico 2012/13 non hanno mai iscritto i propri figli a scuola e altre 78 coppie per aver “saltato” l’anno 2013/2014. Tra i comuni maggiormente interessati spiccano Stilo, Riace,San Luca, Brancaleone, Antonimina, Careri, Locri, Siderno, Plati', Gioiosa, Stignano, Marina di Gioiosa Jonica, Monasterace e Roccella.
Tutti territori in cui la ‘Ndrangheta ha il dominio assoluto e i bunker dei capo ‘ndrine latitanti. 
Onorevole Angela Napoli, membro Commissione parlamentare Antimafia, che cosa significa in un territorio come quello calabrese non mandare i figli a scuola?
Significa non voler spezzare quella sub-cultura che vige nei territori calabresi e che permette di alimentare la micro criminalità e il dominio delle organizzazioni criminali, in questo territorio la ‘Ndrangheta. Spesso i bambini e i ragazzi che non frequentano le scuole sono appartenenti a famiglie criminali o colluse con la ‘ndrangheta che, proprio nell’organizzazione criminale , troveranno successivamente “occupazione”. Saranno chiamati a svolgere un “ruolo” all’interno delle ‘ndrine. Insomma, saranno i manovali della criminalità organizzata.
Con quali valori crescono questi ragazzi?
Non si possono chiamare “valori” ma sub-valori. E sono quelli contrari al vivere civile. Non dimentichiamo che questi ragazzi non si confronteranno mai, come invece accade quotidianamente a chi frequenta una scuola, una classe e un gruppo di coetanei. Questi giovani crescono con la sub-cultura dell’Io, del dominio e della prevaricazione. Crescono con l’odio inculcato dalla sub-cultura verso le Forze dell’Ordine e verso qualsiasi forma di Istituzione. 
Tra analfabetismo e violenza, come riescono ad inserirsi nella società? Come riescono a vivere?
In Calabria attraverso la ‘Ndrangheta. E’ l’organizzazione criminale che li “accoglie” e li addestra prima, fin da piccolissimi a rubare e poi li ricicla nel mondo della droga. Sono questi analfabeti o semianalfabeti, il tesoro umano delle organizzazioni mafiose. Combattendo l’analfabetismo e questa la sub-cultura ma soprattutto costringendo ad andare a scuola i bambini, si può sperare di contrastare la criminalità organizzata. In particolare in territorio calabrese dove l’organizzazione mafiosa è basata prevalentemente sui legami di sangue. 

di Nadia Brancalacci

Mia video-intervista sul "battibecco" tra il commissario straordinario Aldo Lombardo e alcuni politici taurianovesi

Scontro tra esponenti politici e commissione straordinaria a Taurianova, parla Angela Napoli

link video

martedì 9 settembre 2014

COMUNICATO STAMPA SU OPERAZIONE “LA MORSA SUGLI APPALTI PUBBLICI”



Fortunatamente nel mentre tutto il mondo politico calabrese, dico tutto, quindi anche quello ufficialmente indagato o condannato giudiziariamente, è impegnato solo ad assicurare carriere politiche nelle prossime competizioni elettorali regionali, provinciali e comunali previste in Calabria, la DDA di Reggio Calabria e le Forze di Polizia continuano nel lavoro di repressione contro la ‘ndrangheta e le sue collusioni.
L’odierna operazione, denominata “La Morsa sugli appalti pubblici” condotta dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria, coordinata dalla DDA, assesta un nuovo e duro colpo alle potenti cosche Commisso e Aquino della ‘ndrangheta della fascia ionica reggina. E, ancora una volta, con l’arresto di Antonio Macrì, ex presidente del Consiglio comunale di Siderno, sciolto per infiltrazione mafiosa, viene evidenziato come i candidati vadano alla ricerca del voto mafioso e quale sia in Calabria il grado di collusione tra ‘ndrangheta e politica negli Enti locali.

                                           Angela Napoli
                       Presidente Associazione “Risveglio Ideale”
                    Consulente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 09 settembre 2014


sull'Operazione antimafia che ha colpito il clan Commisso.



Mia audio-intervista 
rilasciata a 
Loredana Presta di 
Radio Azzurra



venerdì 18 luglio 2014

….. a parlare della Processione di Oppido, di quella di San Procopio e di don Nuccio Cannizzaro .....



….. a parlare della Processione di Oppido, di quella di San Procopio e di don Nuccio Cannizzaro .....
con – tra gli altri –
 DEMETRIO COSENTINO (Presidente del Cids), FRANCESCO SORGIOVANNI (Giornalista de Il Quotidiano del Sud), ROCCO COSENTINO (Magistrato), GERARDO DOMINIJANNI (Magistrato), PIETRO MELIA (Giornalista)

link video puntata del 18 luglio 2014 della trasmissione “lineaperta”


giovedì 17 luglio 2014

L’attacco di Sansonetti a Cafiero De Raho: opportunismo garantito? Angela Napoli: “Così si rischia di isolare i magistrati”

napoliregolo
http://lorasiamonoi.wordpress.com/2014/07/17/lattacco-di-sansonetti-a-cafiero-de-raho-opportunismo-garantito-angela-napoli-cosi-si-rischia-di-isolare-i-magistrati/

Debbo confessare che non leggo e non ho mai aperto dalla sua fondazione il nuovo quotidiano di Sansonetti. Oggi, però, sollecitato dai colleghi e amici di Cosenza che stanno collaborando con me al progetto del nostro giornale, ho visto, inviatomi per e-mail, l’editoriale odierno del direttore de “Il Garantista”: un attacco duro al procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Cafiero De Raho. Che cosa avrebbe fatto il magistrato per meritarsi l’invettiva (copiosa) di Sansonetti? Ha semplicemente dichiarato, riguardo alla vicenda della processione con l’inchino al boss di Oppido Mamertina, che esistono giornalisti coraggiosi i quali denunciano episodi del genere, e altri che invece coprono la verità e che bisogna decidere da che parte stare.
Tanto basta al direttore romano, andato via dalla Calabria scrivendo di esserne rimasto profondamente deluso, per poi tornare a stringervi intese editoriali dopo pochi mesi, per dedurne che Cafiero De Raho avesse voluto attaccare lui o il suo giornale. Troppo astuto lo scrivente perché si pensi a un’excusatio non petita (visto che il magistrato non nomina alcuna testata). Molto più verosimile l’ipotesi che Sansonetti cerchi di fare pubblicità al suo prodotto giocando il ruolo della voce controcorrente, l’intellettuale fuori le riga “de noantri”, come si direbbe nel suo (a)dorato e salottiero contesto capitolino. Ognuno, sia chiaro, può fare il “gioco” che vuole e soprattutto professare ogni opinione. Ma la libertà di pensiero non può esimere dal rispetto verso chi effettivamente conduce, con rischi pesanti e impegno costante, una durissima lotta contro la criminalità organizzata e le sue oscure aderenze nei poteri costituiti della Calabria. Screditare, Cafiero De Raho, ipotizzare che voglia una stampa prona a lui, come avviene in regimi dittatoriali, oltre che grottesco è a mio avviso estremamente pericoloso.
Io ho visto soltanto una volta il procuratore, lo incontrai per pochi minuti nel tribunale di Reggio, quando fui ascoltato dalla Commissione Antimafia dopo l’oscuramento del sito e la sospensione delle pubblicazioni dell’Ora della Calabria. Ma ho imparato ad apprezzarne il rigore e il piglio, quando, poco dopo il mio arrivo, in un intervento sul nostro giornale a proposito del commissariamento dei Comuni sciolti per mafia spiegò che sarebbe necessario prolungarlo non soltanto durante le elezioni ma anche per un certo periodo successivo all’insediamento della nuova amministrazione perché solo così si potrebbe veramente spezzare l’influenza delle cosche. Poi ne ho ascoltato la relazione in occasione della “Gerbera Gialla” in cui illustrò in termini molto chiari in quanti e quali modi si estendano i tentacoli della n’drangheta sul territorio calabrese, spesso favoriti da lobby oscure e infedeli di Stato. Non mi sembra affatto uno che fa crociate, che vuole schiaramenti o che cerca ribalta mediatica, come lascia intendere Sansonetti. Il direttore de “Il Garantista” aggiunge che Cafiero De Raho sarebbe contro la Chiesa ma è un assurdo, perché le esternazioni di papa Francesco e del presidente della Conferenza episcopale calabrese (oggi riunita per parlare proprio di quello che l’Osservatore Romano dopo il caso di Oppido Mamertina ha definito “pervertimento religioso”), monsignor Salvatore Nunnari, vanno nella medesima direzione del magistrato. Bergoglio ha detto con estrema chiarezza a Scalfari che ci sono tanti sacerdoti che sottovalutano l’influenza della mafia e non si levano abbastanza e tutti lo abbiamo letto e sentito.
Ma la superficialità è diffusa, a volte è ingenua, altre no. Può nascere da interessi precisi o dalla semplice vanagloria, oppure essere conseguenza della paura delle ritorsioni. Io credo che correttamente Cafiero De Raho abbia voluto semplicemente richiamare l’intera comunità calabrese, giornalisti e non, a non sottovalutare i mezzi (come le incursioni in pratiche religiose di lunga tradizione) con cui la n’drangheta tende a legittimare la propria supremazia territoriale. Sottovalutare questo aspetto come ha scritto il procuratore significa sul serio favorirne l’azione, consapevolmente o meno. Io l’ho sostenuto più volte, ma non sono nella squadra dei magistrati come sostiene, non senza alterigia, Sansonetti. Né credo lo siano Pollichieni, Musolino, Inserra, tanti altri giornalisti calabresi che sono intervenuti sulla questione di Oppido Mamertina stigmatizzando quell’inaccettabile inchino. Fra questi anche il vicesegretario nazionale e segretario regionale della Federazione nazionale della Stampa, Carlo Parisi, che ha di recente, dopo i sospetti insorti anche sulla processione di San Procopio, ricordato con veemenza quanto siano assurdi gli attacchi ai colleghi che rivelano queste realtà scomode, miranti a farli passare come dei denigratori della Calabria o degli smaniosi di protagonismo. Anche il sindacato dei giornalisti, secondo Sansonetti, scrive sotto… dittatura della magistratura? Perché il direttore è convinto che solo lui sia immune da questa influenza, così com’era convinto quando lasciò l’Ora della Calabria di essere diventato immune dall’influenze delle famiglie potenti della nostra regione e lo annunciò nell’editoriale di congedo, sparando accuse contro il suo ex editore e amico conviviale, Piero Citrigno, che poi invece è andato a salutare prima di lanciare la sua nuova creatura “Il Garantista”.
L’essere concentrati troppo su stessi, sulle proprie idee o sui propri business, a volte distrae da problemi molto seri in una regione come la Calabria. Mentre spiegavo alla Commissione Antimafia dei rapporti insoliti, non rientranti nelle consuete dinamiche delle aziende editoriali, tra Citrigno e De Rose, il nostro stampatore protagonista della telefonata del cinghiale, l’onorevole Dorina Bianchi mi domandò come mai il mio predecessore (Sansonetti, ndr) in tre anni di direzione non avesse ravvisato nulla d’insolito. Risposi che dovevano domandarlo a lui, perché non lo sapevo. Non so se gliel’abbiano mai domandato. Ma so che l’onorevole Bruno Bossio, grande estimatrice di Sansonetti, presentatasi all’audizione nonostante i duri attacchi che mi aveva rivolto (su Facebook e in una lettera inviatami al giornale, in cui cercava di farmi passare come uno che voleva ottenere da lei documenti giudiziari secretati), cercava per tutto il tempo di minimizzare la vicenda che riguarda noi dell’Ora, sostenendo che la sospensione delle pubblicazione fosse unicamente dovuta all’indisponibilità finanziaria dell’editore e non aveva alcuna relazione con il caso Gentile-De Rose. Questo nonostante ci fosse stato oscurato anche il sito, proprio il giorno in cui in un editoriale denunciavo la manovra di far finire la proprietà del giornale nelle mani di De Rose. Per la cronaca il legale di Bilotta, il nostro liquidatore, è quello stesso avvocato Celestino, che difese Adamo, il marito della Bruno Bossio nell’inchiesta “Why not”, e assiste anche i Citrigno: io lo conobbi nel suo studio, accompagnato lì da Alfredo Citrigno, pochi giorni dopo l’Oragate, quando lo stampatore che non aveva mai sollecitato i suoi pagamenti non riscossi, improvvisamente con una lettera che noi pubblicammo chiedeva tutto subito o avrebbe fatto fallire l’azienda.
Forse la drammaticità di quanto i colleghi dell’Ora e io abbiamo vissuto e stiamo vivendo, potrebbe rendermi troppo emotivamente coinvolto.
Per questo, riguardo all’attacco sferrato da Sansonetti contro De Raho, ho pensato di chiedere un parere ad Angela Napoli, ex presidente della Commissione Antimafia e tuttora impegnata in prima linea contro le influenze delle n’urine Ecco la sua valutazione: «Alcuni giorni fa evidenziavo sulla mia pagina Facebook lo stato di preoccupazione che sto vivendo alla luce sia di alcune sentenze giudiziarie sia di alcune cronache giornalistiche, a mio parere, eccessivamente garantiste e, sempre a mio parere, non utili a debellare il fenomeno mafioso ed i suoi collaterali. Oggi sono più che mai convinta che la preoccupazione ha ragione di permanere, ritenendo che sia in atto una “strategia” tendente ad isolare quei pezzi della Magistratura, delle Forze dell’Ordine, delle Istituzioni e della politica che realmente lavorano con coraggio non solo per reprimere la ‘ndrangheta ma anche per aiutare a sradicare quella sub-cultura mafiosa che per anni ha invaso alcuni cittadini calabresi.Ho parlato di “strategia” di isolamento: l’attacco al dottor Gratteri, apparso la scorsa settimana su “Il Garantista” e quello odierno al Procuratore Cafiero De Raho, sempre sullo stesso quotidiano, e che recano la firma del suo direttore responsabile, non possono che apparire, almeno ai miei occhi, ma sicuramente anche a quelli del comune lettore, proprio come tendenti a raggiungere l’obiettivo dell’isolamento. Sono convinta che tale obiettivo non verrà conseguito perché con piacere incomincio a registrare una voglia di riscatto nel cittadino calabrese. Questa voglia non potrà che portare alla rivolta nei confronti di tutti coloro che, dopo aver affossato, in supporto alla ‘ndrangheta, la nostra Calabria, oggi tentano ancora di mantenere a galla il “sistema malato” che sovrasta questa Regione. Ormai la stragrande maggioranza dei cittadini calabresi e’ in grado ed ha la volontà di saper distinguere il “bene” dal “male” e di saper anche quale “autobus” prendere per percorrere la strada della piena legalità».

venerdì 11 luglio 2014

Ci vuole la rivoluzione delle "coscienze", nessuno di noi deve più fingere di "non sapere" e di "non conoscere"

                                                                      
 


                            
COMUNICATO STAMPA 
SU PROCESSIONE OPPIDO

In Calabria avevamo appena finito di gioire per il tanto atteso anatema lanciato da Papa Francesco durante la sua visita pastorale a Cassano ed eravamo, altresì, convinti che le parole del Santo Padre sarebbero servite anche da ripensamento a don Meme' Ascone e a don Nuccio Cannizzaro, nonché a quella parte della Chiesa calabrese, a volte troppo portata a tentare di redimere i cuori dei mafiosi, ma, purtroppo, siamo stati costretti ad assistere all'ultimo "ossequio" che i portatori della Vara con la statua della Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina hanno inteso riservare al boss Peppe Mazzagatti e, quindi, alla 'ndrangheta tutta.
Sento il dovere di ringraziare il maresciallo Andrea Marino, comandante della Stazione dei Carabinieri di Oppido Mamertina, per il comportamento assunto nell'immediato, a dimostrazione di come si possa attuare con i fatti, e non con le parole, il reale contrasto ai criminali.
Ho insegnato ed ho anche diretto un Istituto Scolastico nella cittadina di Oppido ed ho avuto quindi modo di prendere atto, con grande rispetto, della fede cattolica di coloro che vivono in quella comunità, ma non posso sicuramente condividere la commistione che alcuni fedeli finiscono con l'avere tra fede e 'ndrangheta.
Va dato atto a Monsignor Francesco Milito, Vescovo della Diocesi Oppido-Palmi, per aver avviato la riflessione sullo svolgimento delle processioni che si svolgono sul territorio della Diocesi, e per aver momentaneamente sospeso le stesse. Ed essendo convinta che il rito delle processioni, purtroppo, in molte altre realtà  della nostra Calabria tende a vedere la commistione tra fede e 'ndrangheta, tenendo conto anche del fatto che i riti di affiliazione interni a questa associazione mafiosa si servono di effigi sacre facendo apparire la finta fede religiosa dei criminali, mi augurerei che gli altri Vescovi calabresi uniscano analoga riflessione a quella assunta da Monsignor Milito. Così come mi augurerei che la Chiesa rifiutasse qualsiasi tipo di supporto economico elargito dai criminali o dalle loro famiglie.
Anche la Presidente della Commissione  parlamentare antimafia, on. Rosy Bindi, ha da subito attenzionato l'increscioso episodio ed ha invocato l'adozione per la Calabria di un piano straordinario che possa davvero mettere "in ginocchio la 'ndrangheta".
Ritengo, però, che non si possa contemporaneamente sottacere su comportamenti collusivi di alcuni politici che finiscono con l'incoraggiare  la sfida che la 'ndrangheta tenta di attuare anche nei confronti della Chiesa. Mi riferisco, ad esempio, a quanto è accaduto a MELITO Porto Salvo, durante la campagna elettorale per il rinnovo delle locali elezioni amministrative nel 2012, quando i candidati di una lista elettorale hanno portato in processione la Madonna di Porto Salvo, pur già consapevoli di aver l'appoggio elettorale del locale clan, tanto che eletti a capo della locale amministrazione dopo qualche mese sono stati arrestati, sindaco compreso, nell'operazione "ADA", con la pesante accusa di associazione mafiosa proprio perché eletti con i voti del clan IAMONTE.
Adesso i c.d. "garantisti", pur di evidenziarsi come tali, hanno iniziato con il "dagli all'untore..", credendo così di annientare la 'ndrangheta, e contemporaneamente di continuare ad aggraziarsi tutti coloro che con la stessa sono collusi.
Personalmente sono molto stanca, preoccupata ed amareggiata nel dover assistere a notizie così brutte che fanno rimbalzare solo in negativo la nostra Calabria su tutte le cronache nazionali, e sono sempre più convinta che non si possa continuare a delegare ad altri l'individuazione della "medicina" utile ad abbattere questo "cancro".
Ci vuole la rivoluzione delle "coscienze", nessuno di noi deve più fingere di "non sapere" e di "non conoscere". Anche i fedeli che partecipano alle processioni, essendo per lo più dei luoghi dove le stesse si svolgono, dovrebbero assumere atteggiamenti di repulsione e non di compiacimento, allorquando accadono episodi come l'ultimo di Oppido.
Va assunta la consapevolezza dell’ asfissiante presenza della 'ndrangheta nelle nostre comunità, occorre bandire ogni forma di "ossequio" verso i criminali e mettere da parte qualsiasi remora nel contrasto dovuto a tali malavitosi. Se cattolici credenti dobbiamo saper fare buon uso dell'aiuto datoci da Papa Francesco, e riuscire a non consentire più che gli uomini della 'ndrangheta  possano continuare a mescolare il sacro con il profano, e tutti noi diventare consapevoli del fatto che l'uomo 'ndranghetista lo è per tutta la vita ed in quanto tale nessuno potrà mai assolverlo.
                                                 Angela Napoli
                           Consulente Commissione Parlamentare Antimafia
                           Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 11 luglio 2014


































mercoledì 4 giugno 2014

In Calabria deve partire la caccia ai cinghiali feriti




Angela Napoli: «In Calabria deve partire la caccia ai cinghiali feriti»


Angela Napoli torna ad abbracciare i giornalisti dell’Ora della Calabria e risponde alle domande del direttore Luciano Regolo in una lunga intervista in diretta web. «In Calabria deve partire la caccia ai cinghiali feriti”, ha evidenziato l’ex parlamentare riferendosi «al nostro cinghiale ferito» Tonino Gentile e «al nuovo cinghiale ferito non eletto alle elezioni europee Giuseppe Scopelliti».
E’ un’amicizia di facciata e di utilità» quella tra i due uomini di centrodestra, e quanto false fossero le dichiarazioni dell’uno nei confronti dell’altro in occasione delle dimissioni da Sottosegretario oppure sulla candidatura alle europee nonostante la condanna per abuso d’ufficio lo dimostra l’ultimo risultato elettorale.
«Sul caso dell’Ora la magistratura non può più chiudere gli occhi. Ormai possiede tutti gli elementi per prendere i dovuti provvedimenti», sostiene Angela Napoli, in redazione per «esprimere solidarietà ed evidenziare una situazione anomala che ad oggi nasconde raggiri non ben definibili ma che continuano a intaccare la libertà di stampa in Calabria e il diritto all’occupazione dei giornalisti».
Andiamo per gradi e apriamo il capitolo Fincalabra. Umberto De Rose potrebbe riconquistare la poltrona della presidenza della finanziaria regionale in quello che Angela Napoli definisce «l’ultimo atto indecente e osceno attuato dalla giunta e dal consiglio regionale nella sua maggioranza, che definire tale è un modo di dire perché non c’è stata la voce dell’opposizione».
Secondo capitolo: l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. «A una sollecitazione fatta a Scopellii sulla rimozione del direttore generale dell’Asp di Cosenza in tempo utile, non si mosse nulla –racconta l’ex deputata- lasciando che la situazione venisse decisa dalla magistratura. E poi il sostituto che arriva da Roma, molto vicino all’ex governatore Polverini oggi passata a Forza Italia, al di là delle sue competenze e dei meriti non si capisce come si trovi qui». Tornando alla stretta attualità, apriamo il terzo capitolo: la conclusione della consiliatura regionale. «Ci sono situazioni molto anomale, a partire dalla legge elettorale regionale che penalizzerà i più deboli in politica, a dimostrazione che la politica del malaffare e della collusione ha interessi a continuare a dilagare nella nostra regione». E ancora una volta, sottolinea Angela Napoli, è stato fatto passare in sottordine il tentativo di introdurre la doppia preferenza di genere. «La cosa che mi ha doppiamente delusa –ha proseguito l’ex parlamentare rispondendo alle domande del direttore Regolo- è il comportamento della cosiddetta opposizione, che con l’alibi del mancato accoglimento di alcune richieste da parte della maggioranza ha abbandonato il consiglio regionale. Non esiste alcuna parola detta sulle malefatte di questa giunta regionale. Questo abbandono è la dimostrazione palese di come l’opposizione sia stata assente, anzi compiacente, su quanto ha gestito la vita della nostra regione in questi quattro anni». Il quinto capitolo si apre sul futuro politico della Calabria. Le primarie? «Verrebbero vinte da chi ha potere e da chi è ben visto dalla ‘ndrangheta», avverte Angela Napoli nel ricordare che pochi giorni prima della scelta delle candidature per le elezioni europee, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho avvertì la commissione parlamentare antimafia: «La ‘ndrangheta sta cercando il candidato sul quale far convergere voti e interessi». Sesto capitolo della saga: il rapporto tra Scopelliti e gli organi d’informazione. Non sfugge –ha fatto notare la Napoli- ad esempio, che nell’ufficio stampa regionale sia stato assunto un tale Meduri, per niente a caso figlio dell’ex senatore Renato Meduri. «Scopelliti è sempre stato abituato ad avere la stampa dalla sua parte», dice in maniera diretta l’ex deputata protagonista di un episodio: «Qualche anno fa, quando ero in Futuro e Libertà, organizzai una manifestazione sulla legalità alla quale invitai l’allora presidente Gianfranco Fini e altre personalità. Non invitai Scopelliti perché pensavo già allora che non era la persona più indicata per parlare di legalità. Lui venne lo stesso per salutare il presidente Fini. Quando feci il mio intervento, ringraziai tutti gli intervenuti tranne lui e il giorno dopo i giornali mi attaccarono». Questo idillio tra Scopelliti e le testate è finito quando «i giornalisti hanno iniziato a pubblicare fatti e inchieste che lo riguardano, limitandosi solo a fare il proprio lavoro». Un regime, secondo Angela Napoli, vicino a «una forma di dittatura che limita la libertà di stampa o quantomeno la corretta informazione dei cittadini». Sempre a proposito di stampa, all’ex parlamentare non piace troppo il nome del nuovo giornale di Piero Sansonetti, il Garantista: «La Calabria ha bisogno più che mai di un garantismo nei confronti delle vittime, non di chi commette reato». Né le sono piaciute due presenze, alla presentazione della testata a Reggio Calabria: quelle di Demetrio Naccari Carlizzi, intercettato mentre preannunciava azioni legali contro il giornalista del Quotidiano della Calabria Michele Inserra, di entità tale che avrebbe dovuto «vendersi un rene» per risarcirlo, e di don Nuccio Cannizzaro che ha reso in un processo dichiarazioni contro il testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio. Fin qui il vivace intervento di Angela Napoli in redazione. Ma c’è un’altra novità, o meglio una promessa. Il direttore Luciano Regolo ha annunciato la costituzione di un comitato etico sull’editoria, del quale ha invitato Angela Napoli a farne parte, e ha dato una rassicurazione ai lettori e a chi vuole tapparci la bocca: «Andiamo avanti nella nostra battaglia, torneremo presto in edicola».

martedì 6 maggio 2014

Ospite di ANTONELLA GRIPPO alla trasmissione “PERFIDIA” su Rete Calabria






Link video

(1ma parte)



(2da parte)

Presentazione libro "PEDOFILIA Ciò che tutti dobbiamo sapere" di ANTONIO MARZIALE





Sala Consiliare del Comune di Catanzaro, 6 maggio 2014.
In occasione della giornata internazionale contro la pedofilia, l'Associazione "Universo Minori" presenta il libro "PEDOFILIA. Ciò che tutti dobbiamo sapere" del Sociologo Antonio Marziale

Mio intervento dal minuto 44:12

link: 
https://www.youtube.com/watch?v=qYBsVNojccE  





sabato 3 maggio 2014

Mafia, Gli Invisibili

Tranche mio intervento al convegno "Mafia, Gli Invisibili"
del Movimento Antimafia RIFERIMENTI
 link video:

http://www.youtube.com/watch?v=IuI6Z3IrcK8&sns=fb 





Palazzo della Provincia, 3 maggio 2014


Riconoscimento “TRINCEA GERBERA GIALLA 2014”

IL 3 maggio 2014 al Teatro Cilea di Reggio Calabria vengo insignita, dalla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, On. ROSY BINDI,  del riconoscimento “TRINCEA GERBERA GIALLA 2014” nell’ambito del percorso nazionale della memoria della Gerbera Gialla  del COORDINAMENTO NAZIONALE ANTIMAFIA presieduto dalla Dr.ssa ADRIANA MUSELLA

Con la seguente motivazione
“ Determinata nel proprio compito istituzionale, ha dimostrato senso del dovere  e amore per la propria terra impegnandosi attivamente nella prevenzione e  nella lotta dei fenomeni di criminalità e illegalità e nella promozione dei  diritti e della giustizia sociale contribuendo alla costruzione di una società  migliore e al recupero della fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini  anche a rischio della propria vita.”

mercoledì 30 aprile 2014

L'On. Scopelliti smetta di fare squadrismo e la Vice Presidente Stasi commissari Fincalabra



«Rosanna invece di fare opera di squadrismo a difesa dell’ormai ex governatore,  condannato in primo grado a sei anni, dovrebbe avere meno rispetto dei politici che appartengono alla sua squadra e maggiore rispetto della memoria del padre, il giudice Scopelliti, ucciso dalla mafia».
È la dura presa di posizione di Angela Napoli, consulente della Commissione antimafia, nel corso della diretta streaming tenutasi nella sede centrale dell’Ora della Calabria, che ha replicato così al deputato del Nuovo centrodestra Rosanna Scopelliti che sull’Ansa ha criticato i comportamenti dei vertici della Commissione parlamentare antimafia: «E’ inaccettabile il fazioso uso politico-militante della Commissione da parte della presidente Bindi ed in particolar modo del vicepresidente Claudio Fava. I loro atteggiamenti, a mio avviso – afferma all’Ansa Rosanna Scopelliti – qualificano un’evidente forzatura estremistica della Commissione Antimafia, usata come autoreferenziale strumento politico e come salotto buono dove fare propaganda, passerelle e spettacolari quanto inutili gite in elicottero a spese dei contribuenti. Così come trovo fuori luogo che il presidente di una così importante commissione parlamentare, non ad una Festa dell’Unità ma in una sede istituzionale al termine di formali audizioni in materia di antimafia, attribuisca sarcasticamente la qualifica di “cultore della materia” a chi non è stato mai processato e condannato per reati mafiosi e che fino ad ieri era il Governatore della Regione Calabria». Ma l’ex parlamentare Angela Napoli non riesce a mandare giù le critiche della deputata Scopelliti: «Dovrebbe essere un suo dovere partecipare alle attività della Commissione di cui fa parte, ma è troppo spesso assente». Le dichiarazioni della Bindi – precisa – scaturiscono dall’esito delle audizioni di fronte alla Commissione parlamentare antimafia, tornata a Reggio Calabria a pochi mesi dalla visita del dicembre scorso. «Non è stata fatta alcuna pubblicità elettorale, ma dalle varie audizioni è emerso lo strapotere della ndrangheta nella città dello Stretto, il disastro economico che soffoca la città. Ma è anche emersa la preoccupazione delle cosche, sempre in guardia per “coinvolgere” e “indirizzare” il loro potere elettorale».
Dopo un’ora Rosanna Scopelliti torna a parlare, ma su Twitter: «In  c’è chi parla per partito preso, e c’è chi deve parlare per consulenza presa. Chi difende princìpi, chi un osso».
link : http://www.youtube.com/watch?v=Px7O8AACnos


La Scopelliti partecipi alla commissione antimafia




Video tranche mia dichiarazione, rilasciata in conferenza stampa il 30 aprile 2014 durante la visita che ho fatto insieme ad una delegazione di RISVEGLIO IDEALE   alla sede della redazione centrale OCCUPATA  de l’Ora della Calabria

link : http://www.youtube.com/watch?v=kLfmz2Av-Jk

venerdì 25 aprile 2014

Il liquidatore de L'Ora Calabria si scusa con gli abbonati ma i problemi sono ben altri



Gentile abbonato,
sono spiacente di comunicarLe che, per cause indipendenti dalla nostra volontà, sono stato costretto ad interrompere la pubblicazione del quotidiano L’ORA DELLA CALABRIA.
Pertanto sarà mia cura comunicarLe nei prossimi giorni le modalità attraverso le quali potrà conseguire il diritto al rimborso delle somme per il residuo periodo di non fruizione dell’abbonamento.
Distinti saluti.

GRUPPO EDITORIALE C. & C. in liq.
IL LIQUIDATORE
Dott. Giuseppe Bilotta

QUESTO E' QUANTO MI INVIA IL LIQUIDATORE, IL QUALE NON HA BEN COMPRESO O FINGE DI NON COMPRENDERE CHE E' COMUNQUE STATO LESO UN MIO DIRITTO AD ATTINGERE ALLA CORRETTA INFORMAZIONE, GIACCHE' LE CAUSE CHE HANNO PORTATO ALL'INTERRUZIONE DELLA PUBBLICAZIONE DEL QUOTIDIANO "L'ORA DELLA CALABRIA" LE CONOSCIAMO BENISSIMO E SONO DETTATE DALL'ASSERVIMENTO AI CINGHIALI PIU' O MENO FERITI PROPRIO DALLA CORRETTA INFORMAZIONE! GENTILE LIQUIDATORE DA ABBONATA AL QUOTIDIANO IN QUESTIONE LE COMUNICO CHE IL MIO PERSONALE NON E' SOLO UN PROBLEMA DI DIRITTO AL RIMBORSO BENSI' LA NEGAZIONE DI UN MIO FUTURO DIRITTO A CONOSCERE LE MALEFATTE DI PERSONAGGI CHE HANNO SPERPERATO IL PUBBLICO DENARO E CHE HANNO GETTATO FANGO SULLA CALABRIA. C'E' INOLTRE UN ALTRO DIRITTO CHE DA CITTADINA CALABRESE HO IL DOVERE DI PRETENDERE, OSSIA QUELLO DI NON LASCIARE SENZA OCCUPAZIONE TUTTE QUELLE PERSONE CHE LAVORANDO DA ANNI PER QUESTO QUOTIDIANO ORA VENGONO MINACCIATE DI RIMANERE SENZA LAVORO, AGGRAVANDO IL GIA' ELEVATO DISAGIO OCCUPAZIONALE CHE PROPRIO LA CATTIVA POLITICA HA CREATO NELLA NOSTRA REGIONE!

On. ANGELA NAPOLI
Presidente  associazione Risveglio Ideale
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia


Taurianova, 25 aprile 2014 

giovedì 24 aprile 2014

Ad maiora Vincenzo, la tua vittoria è anche la nostra ....


Comunicato stampa

Lo abbiamo seguito per tutte le puntate in un crescendo di emozioni, ci ha fatto sognare e ci ha mozzato il fiato durante l’esibizione finale che lo ha incoronato vincitore, rendendo fiera e assoluta protagonista la Calabria dell’ultima edizione di Ti lascio una canzone, fortunata trasmissione televisiva condotta da Antonella Clerici.
Il giovane tenore di Isola Capo Rizzuto, Vincenzo Carnì insieme alla maltese Federica Falzon, con la canzone Un amore così grande ha, infatti, occupato il gradino più alto del podio, avendo la meglio su Maurizio Lipoli che ha interpretando A te di Jovanotti conquistando il secondo posto e le gemelline Chiara e Martina Scarpari, anche queste calabresi di Varapodio, che si sono aggiudicate il terzo posto con Pensieri e parole di Lucio Battisti.
Vittoria quasi annunciata, poiché il Duo lirico era già stato vincitore di molte puntate e in un crescendo di emozioni, ha conquistato tutti senza lasciare dubbi sulle capacità canore di Vincenzo Carnì che ha raccolto le meritate soddisfazioni dopo alcuni anni di duro impegno. 
Il talento del giovane tenore calabrese è stato fin da subito assecondato da papà Francesco e da mamma Rosanna che lo hanno affidato artisticamente alla sensibilità della maestra Sandra Sarcone che lo guida nella sua passione. Vincenzo, frequenta con profitto anche il Liceo Musicale di Crotone e fa parte dell’Associazione culturale musicale “Artisti per passione” città di Cutro diretta dal presidente Carmine Migale. Frequenta anche a Crotone la Scuola di pianoforte e solfeggio presso l’Istituto Stillo di Crotone diretto dal prof. Ferdinando Romano.
La Calabria tutta e la città di Isola hanno supportato il giovane tenore seguendolo con grandi testimonianze d’affetto per tutto il percorso canoro e, nell’ultima puntata la sua città è esplosa letteralmente di gioia.
Altre sfide attendono Vincenzo Carnì, già nel fine settimana sarà impegnato in una nuova competizione che incoronerà il vincitore assoluto di tutte le edizioni di Ti lascio una canzone e poi dai qui, siamo sicuri, un crescendo di successi ed emozioni come quelle che ha saputo regalare al suo pubblico.
Emozioni allo stato puro che ha saputo trasmettere con la sua voce, con la sua sicurezza, con garbo in ogni esibizione.
Emozioni che il pubblico non potrà e non vorrà mai dimenticare.
Emozioni che non possono e non devono esaurirsi con la fine della fortunata trasmissione. Con la potenza della sua voce, mista alla melodiosa cadenza delle note che accompagnano i testi accuratamente espressi, accarezza gli animi di chiunque lo ascolti.
Ci troviamo oggi davanti ad un vero fenomeno musicale che per la sua giovane età possiede tutte le carte in regola per accaparrarsi davvero e molto presto quella fetta di meritata notorietà che proprio insieme al “Bel canto” può essere il suo passaporto per il futuro.
Per Vincenzo Carnì sono arrivati già i primi importanti riconoscimenti, lo scorso 16 aprile è stato insignito, infatti, nell’aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza, dalla prestigiosa Maison des Artistes, Associazione di Cultura, Arte, Scienza e Impegno Sociale, il Premio Internazionale MEDAGLIA D’ORO “Maison des Artistes”  (riservato proprio alle Personalità che, nell’anno in corso, si sono distinte in vari settori) con la seguente motivazione: Giovanissimo talento si è distinto per le sue straordinarie doti di tenore lirico unite ad una emozionante capacità interpretativa che fanno presagire una futura luminosa carriera artistica”.
Presenza autorevole alla Cerimonia di Gala, insieme con alti esponenti istituzionali, quella dell’On. le Angela Napoli, Presidente dell’Associazione Risveglio Ideale e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, che ha voluto dare la sua personale testimonianza d’affetto e quella dell’Associazione tutta che ha creduto sin dal primo giorno nel percorso artistico del giovane tenore calabrese, incoraggiandolo e supportandolo in ogni momento.
Il Consigliere Provinciale Maria Maio e il M.llo Salvatore Perrone insieme agli altri iscritti e simpatizzanti dell’Associazione Risveglio Ideale rivolgono  a Vincenzo  e alla sua famiglia un grazie di cuore perché ha fatto volare alto la calabresità dimostrando che con impegno e dedizione, senza necessità di inseguire scorciatoie, è possibile raggiungere le vette più alte.
Ad maiora Vincenzo, la tua vittoria è anche la nostra e di tutti i giovani calabresi che nel segno della correttezza e del costante impegno contribuiscono ogni giorno a tenere vivo il sogno di un’altra Calabria possibile.



Ufficio Stampa RISVEGLIO IDEALE


Taurianova, lì 24 aprile 2014 

domenica 20 aprile 2014

Redazione TirrenoNews mi formula gli Auguri per la Santa Pasqua

Auguri ad Angela Napoli


Vi starete chiedendo il perché di questi auguri ad Angela Napoli, vero?
Perché è diversa da tanti altri calabresi che fanno politica
Perché ha il coraggio di cercare e di dire la verità
Perché ha l’onesta e la sincerità di ricordare ai calabresi che “Ormai in Calabria siamo sotto dittatura, dove deve prevalere la volontà di chi comanda e, pertanto chi racconta i fatti reali non deve essere libero”.
Perché ha ancora quella bellezza interiore che le permette di sorprendersi e di affermare che “Sinceramente non riesco a capire come la maggioranza dei cittadini calabresi si siano assuefatti ad un simile sistema, dove gli intrecci politici ed i loro interessi hanno abbattuto la democrazia e la libertà”. 

Perché invita al riscatto morale affermando “ Ricordiamoci che si è liberi solo se non ci si sente obbligati ad essere asserviti ai padroni di turno e ricordiamoci soprattutto che in Calabria non è solo la 'ndrangheta a far da padrona, bensì coloro che hanno usato incarichi e poltrone per il proprio tornaconto”.
Perché sollecita l’orgoglio della antica razza calabrese con quel suo “ Cerchiamo da calabresi di avere un attimo di amor proprio e riappropriamoci della libertà che dovrebbe appartenere a ciascuno di noi senza vincolo alcuno”.
Perché ricorda che “LA LIBERTA' E' DENTRO CIASCUNO DI NOI!”
Auguri Angela; sii sempre esempio di onestà e correttezza in politica; fustiga sempre e dovunque quella politica che ha ucciso ed ora dileggia la Calabria ed i calabresi; continua a sollecitare la dignità della gente buona di questa bella terra.
Buona Pasqua a te Angela ed alla Calabria per la quale significhi davvero RESURREZIONE !