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sabato 27 giugno 2015

“Non è più il tempo di fingere di non vedere e non sapere”


Mia intervista rilasciata a Susanna Camoli 

La Regione Calabria si trova a dover affrontare di nuovo un “terremoto” di grave intensità. Ieri, con l’operazione Erga Omnes, sui rimborsi gonfiati dai consiglieri. Il PD, e non solo, subisce così un altro duro colpo, nel registro degli indagati sono finiti tutti gli assessori in carica della giunta guidata da Oliverio e l’attuale presidente del Consiglio, Scalzo. Tra gli indagati anche l’attuale assessore alle Attività Produttive Carlo Guccione, il presidente del Consiglio Regionale, Scalzo e il vice presidente della Giunta con delega al Bilancio Enzo Ciconte, e Nino De Gaetano, già nell’ occhio del mirino da tempo, quando l’ ex ministro per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta rifiutò il suo incarico in Regione, per la sua posizione poco chiara, è finito ai domiciliari ( e su questo caso ci sarebbe molto da dire, in quanto la stessa Lanzetta fu “minacciata” di querela da Oliverio qualora non l’ avesse smessa di “accusare”). Le contestazioni si riferiscono alla passata legislatura, quando gli attuali membri dell’esecutivo erano consiglieri regionali. Tutti i 27 indagati sono destinatari di provvedimenti di sequestro beni per un ammontare complessivo di 2,5 milioni di euro. Ora sono in molti a “chiedere la testa” del Governatore e a chiedere un commissariamento, il tutto giustificato in quanto il presidente era a conoscenza del passato della giunta da lui “quasi” creata. Abbiamo posto alcune domande all’On. Angela Napoli,  consulente della Commissione parlamentare Antimafia e presidente dell’ associazione Risveglio ideale, che come sempre ci ha risposto in modo chiaro e che rientra in quell’ “eticamente corretto” che oggi siamo in molti a richiedere.
Dopo quanto accaduto ieri, di seguito all’ inchiesta “Erga omnes”, che ha visto coinvolti nelle indagini la maggior parte della giunta regionale calabrese, cosa che molti si aspettavano, quali sono le sue considerazioni? Come si è arrivati a questo risultato?
-Purtroppo quanto è emerso ieri con l’operazione “Erga omnes” lo si aspettava, giacché fin da quando era partita, nel 2013, l’inchiesta “Rimborsopoli” ed erano emerse le prime indiscrezioni sull’attendibilità dei rimborsi dei consiglieri regionali della Calabria, si era compreso che per molti di loro la legalità è stata un “optional”. Anche i rilievi, nel tempo, da parte della Corte dei Conti avevano fatto emergere la non correttezza di alcune gestioni finanziarie.
Le responsabilità delle persone che figurano coinvolte in questa inchiesta, ferma restando ogni forma di garanzia, non appaiono di poco conto. Non è assolutamente condivisibile né moralmente onesto, dover apprendere che, nonostante i lauti stipendi percepiti dai consiglieri regionali calabresi, parecchi di loro avrebbero sperperato il denaro pubblico per “uso personale”, peraltro, in una Regione dove il tasso di disoccupazione è elevatissimo e dove si registrano situazioni emergenziali in ogni settore.
Appare evidente che da parte degli ex consiglieri regionali coinvolti in questa inchiesta non solo è stata calpestata la Politica con la “P” maiuscola, cioè la Politica a servizio dei cittadini, ma è stata, altresì, evidenziata la mancanza assoluta di quell’etica necessaria a ricoprire cariche pubbliche cosi importanti.
 Lei spesso ha ribadito le colpe dei partiti, che lasciano il compito alla magistratura di fare pulizie ai loro interni, e per l’ ennesima volta è quanto accaduto. Pensa che il presidente Oliverio ne prenderà atto? A suo avviso come dovrebbe agire a questo punto, dato che i cittadini calabresi ne chiedono le dimissioni.
-Personalmente avevo stigmatizzato il comportamento del Presidente Oliverio allorquando decise di attribuire la delega regionale ai trasporti e ai lavori pubblici a Nino De Gaetano, giacché questi lo si sapeva indagato nell’inchiesta “Rimborsopoli” e la stessa figura era apparsa nell’operazione “Il Padrino”. Oggi, con grande rammarico, veniamo a conoscenza che il Presidente Oliverio aveva composto l’intera mini giunta regionale con persone non immuni da procedimenti giudiziari.
A questo punto al Presidente non rimarrebbe che agire di conseguenza, anche alla luce del fatto che la Calabria era stata chiamata con anticipo al rinnovo del consiglio regionale, a causa dei problemi giudiziari che hanno investito l’ex governatore Scopelliti, e ci si attendeva, quindi, una reale “inversione di rotta”, attraverso l’individuazione di uomini e donne “al di sopra di ogni sospetto”, in grado di amministrare legalmente e con competenza la nostra Regione.

Intravede qualcuno, qualora si dovesse tornare al voto, capace di risollevare le sorti della Calabria?
-Mi pone una domanda davvero imbarazzante! Non perché io ritenga che la Calabria sia priva di risorse umane all’altezza del compito, tutt’altro! Bensì perché ritengo che sia giunta l’ora di “ripulire” l’ambiente politico calabrese dalle “solite ed ingombranti facce” che ai cittadini hanno solo arrecato disagi e danni, se è vero, come purtroppo è vero, che la Calabria è diventata una regione non inglobata nel sistema nazionale.

Non c’è calabrese oggi, che non abbia perso totalmente la fiducia nelle istituzioni, la Calabria si trova ora più che mai in uno stato di abbandono e le conseguenze saranno drastiche, probabilmente più del solito, cosa proporrebbe lei per uscire da questo “tunnel” che lascia tutti senza speranze?
-Comprendo la sfiducia che investe il comune cittadino calabrese, costretto ad apprendere, giorno dopo giorno, solo notizie negative per il presente ed il futuro di questa Terra. Penso che nell’attuale grave situazione la gestione della cosa pubblica regionale dovrebbe essere affidata ad un gruppo di persone, qualificate, professionalmente ed eticamente irreprensibili, che non rispondano alle logiche dei partiti politici di appartenenza, bensì esclusivamente agli interessi dei calabresi.

Matteo Renzi, ha appoggiato questa giunta, dato che come anche lei spesso ha detto, prevedeva soggetti già coinvolti in indagini giudiziarie, lo sapeva Oliverio, lo disse l’ ex ministro Lanzetta (sul caso De Gaetano, ora ai domiciliari) e lo sapeva anche il Premier, cosa direbbe oggi a Renzi? E cosa direbbe, a chi ancora oggi continua a “difendere l’ indifendibile”?
-A Renzi, ma non solo a lui, consiglierei di fidarsi un po’ meno di alcuni rappresentanti del suo partito in Calabria. Inizierei col consigliargli di valutare “al meglio” la figura del coordinatore regionale del suo partito, Ernesto Magorno, il quale, peraltro da componente della Commissione parlamentare antimafia, prima ha supportato la nomina dell’ex assessore De Gaetano, e soltanto da ieri, quindi dopo gli interventi giudiziari, chiede “una nuova squadra di governo”. Coordinatore regionale del PD, il quale, tra l’altro, riscopre strumentalmente Platì il giorno dopo la scadenza dei termini previsti per la presentazione delle liste elettorali per il rinnovo delle comunali in quel Centro.
Consiglierei, altresì, al Presidente Renzi di iniziare a non fidarsi di chi “gli si prona ai suoi piedi quale semplice cavalier servente”, ma di ascoltare anche chi, dall’interno del suo partito, avanza qualche giusta proposta critica.
A tutti dico che, se si ama davvero la Calabria, non è più il tempo di fingere di non vedere e non sapere!
http://www.senzafili.org/2015/06/27/intervista-ad-angela-napoli-non-e-piu-il-tempo-di-fingere-di-non-vedere-e-non-sapere/?
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venerdì 26 giugno 2015

Le responsabilità sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo

COMUNICATO  STAMPA

L’odierna operazione, denominata “Erga omnes” e scaturita dall’inchiesta “Rimborsopoli”, che ha portato a tre provvedimenti di custodia domiciliare, a cinque divieti di dimora in Calabria (da non sottovalutare!!) e ad oltre due milioni e mezzo di euro sequestrati, il tutto a carico di uomini politici dei vari schieramenti, fa ascrivere alla Calabria una nuova pagina nera.
Le responsabilità sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo. La responsabilità è di chi dà  incarichi di governo della cosa pubblica a coloro che sanno già essere sottoposti ad inchieste giudiziarie nonché di chi dall’interno dei partiti di appartenenza continua a difendere gli “indifendibili”. La responsabilità è anche di chi non lascia fuori dalla politica coloro che, avvalendosi del consenso elettorale, sperpera o si appropria del denaro dei cittadini.
Credo che il Governatore della Calabria, dopo essersi ostinato a nominare nella sua Giunta personaggi che risultavano già sottoposti ad indagini giudiziarie ed oggi ufficialmente coinvolti nelle stesse, abbia il dovere morale di agire di conseguenza in relazione alla gravità della situazione emersa e ritengo, altresì, che i responsabili degli altri partiti politici, i cui uomini risultano coinvolti nell’inchiesta odierna, debbano comprendere che i cittadini calabresi non possono e non debbano più essere defraudati ed offesi nella loro onestà e moralità.

                                                           Angela Napoli
                                    Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 26 giugno 2015




martedì 14 maggio 2013

Scorta Angela Napoli. Fortissima preoccupazione del PD




http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&doc=16835


Franco Laratta: Scorta Angela Napoli. Fortissima preoccupazione del PD

14 Maggio 2013



Nicodemo Oliverio annuncia interrogazione urgente al Ministro degli Interni al fine di sapere le ragioni del drastico taglio della scorta all'ex deputata antimafia. Franco Laratta, ricordando stamane a Cosenza le tante battaglie parlamentari  in comune (Legge Lazzati, Caso Reggio, le infiltrazioni mafiose in decine di comuni) ha parlato di "un chiaro tentativo  di isolamento" di Angela Napoli che potrebbe avere conseguenze gravissime! E chiede un corale sostegno popolare.




Franco Laratta: “Il nostro congresso deve essere fatto presto e bene. Dobbiamo interpretare al meglio la forte richiesta di cambiamento”

Presenti: L'on Franco Laratta, il deputato Nicodemo Oliverio, Mimmo Bevacqua, Pasqualino Mancuso e Giovannino Russo.
Non era scontata la conclusione serena e positiva dell’Assemblea Nazionale del PD; anche per questo salutiamo positivamente l’elezione di Guglielmo Epifani, personalità che proviene dal mondo del lavoro, in una fase dentro la quale è il dramma occupazionale la prima emergenza del Paese.
Siamo consapevoli del ruolo che sono chiamati a svolgere il Pd ed Enrico Letta, con generosità e autorevolezza, per far fronte ad una fase storica che non ha precedenti, ricca di speranze ma anche di incognite.
Il PD ha netta la consapevolezza del momento eccezionale e delle difficoltà straordinarie che la nostra democrazia affronta, che è insieme crisi di rappresentanza ed esplosione della questione sociale che rischia derive pericolose con approdi emergenziali non controllabili, ed il suo destino è consegnato ad un duplice e pesantissimo compito: ricostruire se stesso e reincontrare il Paese ed i suoi bisogni, soprattutto nel Mezzogiorno ed in Calabria.
L’impresa, determinata da una sequenza di errori e contraddizioni che ne hanno minato credibilità e profilo politico, a cominciare dall’insoddisfacente esito elettorale e fino alla terribile immagine dei franchi tiratori per l’elezione del Capo dello Stato, è assai ardua, ma obbligata, e non consente percorsi di comodo ed aggiramenti nel nome di una conservazione senza senso e della ripetizione di rituali che appartengono ad un passato che non può ritornare.
La realtà ha spazzato via vecchi retaggi, sepolto luoghi comuni e reso sterile una pratica politica che, invece di aderire ai bisogni della gente, ha finito con il calpestarne vocazioni ed aspettative legittime; il nostro elettorato, anche quello di antica tradizione ed appartenenza, anche in Calabria, non ha esitato a rincorrere altri lidi ed è drammatico che siano soprattutto i giovani, i più giovani, ad avere abbandonato il nostro Partito.
Nessun tatticismo può più essere alimentato ed incoraggiato ed anche in Calabria occorre, con più lena che altrove, a causa di una condizione sociale, economica ed istituzionale che si aggrava di giorno in giorno, ricostituire prioritariamente, prima ancora degli organigrammi, una condizione di ascolto della società calabrese che possa rappresentare il terreno fertile e positivo, dove tutto il PD della Calabria si riproponga con determinazione e credibilità rinnovata.
Appare pertanto necessario, per fare presto e bene, unire la fase congressuale regionale a quella nazionale, già fissata per ottobre. Per consentire in questi mesi una vera e profonda analisi della sconfitta, insieme alla elaborazione di una risposta forte e concreta, che coinvolga iscritti, simpatizzanti ed elettori del pd.
La nuova segreteria nazionale saprà indicare la migliore soluzione che ci conduca al congresso di ottobre, mentre tutti noi dobbiamo sentirci impegnati al rilancio del nostro partito, che presto sarà chiamato ad importanti ruoli di responsabilità anche nella nostra regione.