mercoledì 17 febbraio 2016

Mia intervista su IL QUOTIDIANO DEL SUD


IL CASO COSENZA – Dito puntato contro gli intrecci tra crimine e massoneria deviata.
«Città malata, i magistrati si sveglino».
Angela Napoli li invita ad essere più rapidi nelle indagini sui politici.

di Marco Cribari



«Lo vado ripetendo da anni: a Cosenza c’è un fuoco che cova sotto la cenere. Sono molto preoCcupata».
Parola di Angela Napoli, pasionaria della destra calabrese, più  volte deputata e membro della commissione Antimafia. Interpellata per commentare le vicissitudini politiche cosentine, affronta l’argomento di petto, come di consueto, concependo un vero e proprio atto d’accusa contro la città e le forze che governano a ogni livello.

Onorevole, qual è esattamente il problema?
«è che qui è stato sempre occultato tutto. ed è stato fatto volutamente».

Anche per colpa delle istituzioni?
«NON C’è DUBBIO. COSENZA è OSTAGGIO DI UN SISTEMA MALATO, CORROTTO, INQUINATO, IN CUI GLI INTERESSI DELLA POLITICA, DELLA CRIMINALITà, DELLA MASSONERIA DEVIATA SI INTRECCIANO PER GESTIRE A PROPRIO USO E CONSUMO IL POTERE».

L’opposizione ha addotto motivazioni analoghe per disarcionare Occhiuto.
«ma anche loro fanno parte di questo sistema. io faccio fatica, a cosenza, a individuare maggioranza e opposizione che si formano e si sfasciano in base alle esigenze del momento».

A uscirne sfasciato, oggi, è il centrodestra cosentino che, per anni, ha avuto Mancini, Gentile e Morrone come principali interpreti.
«queste persone non sono mai state di destra, ma il problema in questo caso non è solo cosentino, bensì calabrese e addirittura nazionale. non esiste al momento una destra, ma solo imitazioni nate per gestire potere e occupare poltrone. ecco perché, tornando a occhiuto, non posso condividerlo dal punto di vista politico. gli riconosco, però, il merito di aver lavorato bene come sindaco e di aver fatto moltissimo per la sua città».

Le vere ragioni della sua caduta?
«la caduta è frutto di una volontà politica. che traspare, poi, alla luce della nuova coalizione che si sta andando a formare. credo che un ruolo decisivo lo abbiano giocato anche le indiscrezioni sulle presunte inchieste giudiziarIe in corso. credo che in molti siano andati un po’ in fibrillazione».

La magistratura cosentina è stata tirata in ballo molto spesso negli ultimi mesi. Non si corre il rischio di strumentalizzarne l’operato?
«la magistratura in questa città dovrebbe svegliarsi un po’: non è possibile attendere anni per conoscere i risultati di determinate inchieste. i cittadini hanno il diritto di sapere chi sono davvero alcuni politici che governano le sorti della comunità ».

Che accadrà alla prossime elezioni?
«due scenari possibili e mi preoccupano entrambi. il primo: una crescita dell’astensionismo. ma ancor più grave sarebbe una concentrazioNe di voti sul movimento cinque stelle. quello mi preoccupa ancor di più: non li ritengo capaci di gOvernare».

Come se ne esce?
«tocca ai partiti ora. devono prendersi la responsabilità di escludere tutte quelle persone che hanno inquinato la politica cosentina. tutto qua».


mercoledì 10 febbraio 2016

Mia intervista su "LA PROVINCIA di COSENZA"

la provincia. L’INTERVISTA
IL “MONUMENTO” DELL’ANTIMAFIA SI DICE CONVINTA
«A COSENZA SI SCOPRIRA’ LA PENTOLA»


«Le condizioni ideali ora per scoprire questa benedetta “pentola” a Cosenza ci sono tutte, proprio tutte. E devo dire finalmente, perché quello che si è visto in questa città, poi sistematicamente “coperto” da forze trasversali, ha dell’incredibile».

Angela Napoli non è più deputata e non siede più in commissione Antimafia, ovviamente. Ma ne è consulente, autorevolissima consulente.
In commissione Antimafia, da deputata, c’è stata per quattro legislature di fila, quindici anni. Una specie di “monumento” in materia. Oggi, però, guai a pensare che abbia
appeso al chiodo le “piastrine antimafia”, tutt’altro. Sabato la ritroveremo a Rogliano per la presentazione del suo libro “L’antimafia dei fatti”, un titolo uno stile di vita per
lei. E Cosenza, anche e soprattutto “questa” Cosenza che sta emergendo in queste ore, è stato da sempre un chiodo fisso...

«Una città che ho sempre “studiato”, soprattutto per le sue perversioni naturalmente...».

Città che ribalta il sindaco in una notte di sabato...
«E sì ma sbagliate a guardare il dito e non la luna. Dove la “luna” è l’ingresso di Gentile nel governo di Renzi. Tutto parte da lì, il progetto di rimozione di Occhiuto ha inizio in questo
trionfale ingresso del senatore Gentile nel governo».

Ma nessuno si aspettava la deflagrazione del fango in così poche ore...
«E questo è niente. Vedrà. Dalla politica alla giudiziaria, che se volete sono interscambiabili a Cosenza, il passo sarà breve, persino brevissimo..».

Dice?
«E certo. Le condizioni a Cosenza perché si scopra questa pentola ci sono tutte. Il clima da “copertura” non regge più. C’è un brillante investigatore Antimafia, Bruni, che sta lavorando
molto bene e ha superato la fase in cui rischiava di essere bloccato, congelato. Sul piano della magistratura ordinaria c’è Manzini, eccellente pubblico ministero.Cosenza, da questo punto di
vista e nonostante le congiure politiche di Palazzo da destra a sinistra, è cambiata».

Chi può bloccare il “coperchio”?
«Se arriva un nome che non sia Gratteri a Catanzaro. Con Gratteri la rivoluzione sarà totale. In
caso contrario invece...».

Mettiamo che scoppia il finimondo a Cosenza e ci sono i commissari dentro. Non arriva più la
commissione d’accesso?
«Certo che arriva invece. È un atto dovuto chiederla da parte del prefetto in presenza di presunti reati assai gravi».

Domenico Martelli


martedì 2 febbraio 2016

venerdì 29 gennaio 2016

Ospite di “LINEAPERTA”

Ospite della trasmissione “LINEAPERTA”
dell’emittente televisiva TELEMIA,
condotta dalla giornalista Maria Teresa CRINITI.



iI link per guardarla





CONGRATULAZIONI ALLE FORZE DELL'ORDINE PER LA CATTURA DEI DUE SUPER LATITANTI

 

COMUNICATO STAMPA
Sento il dovere di esprimere  vive congratulazioni e sincero compiacimento al Questore di Reggio Calabria, Andrea Grassi, e a tutti gli  uomini della Squadra Mobile e della Polizia di Stato, per la brillante operazione che ha portato alla cattura dei due super latitanti, Giuseppe Crea e Giuseppe Ferraro, noti boss delle cosche tirreniche della ‘ndrangheta.
La zona nella quale sono stati catturati Giuseppe Crea e Giuseppe Ferraro evidenzia, ancora una volta, come i latitanti della ‘ndrangheta riescano per anni, certamente supportati da fiancheggiatori e da ingenti quantitativi di armi, a vivere nei loro territori di residenza, da dove continuano a gestire tutte le loro attività illecite
 Angela Napoli
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia


Taurianova, 29 gennaio 2016

sabato 16 gennaio 2016

Stare vicino a coloro che amministrano la cosa pubblica o espletano il loro incarico elettivo all'insegna della trasparenza, della responsabilità e del coraggio



Comunicato stampa

Penso non si possa più rimanere insensibili innanzi al "bollettino di guerra" che ogni giorno viene propinato ai cittadini calabresi. Solo oggi apprendiamo: nuova intimidazione ad Arturo Bova, Presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta; oscura incursione nel palazzo del figlio del Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri; in fiamme l'auto dell'ex sindaco di Crotone, Giancarlo Sitra; a Lamezia Terme una bomba è esplosa nei pressi del garage dell'abitazione di un Agente della Polizia Penitenziaria.
           Nei giorni scorsi: a Lamezia Terme incendiata l'auto del giornalista Pasqualino Rettura; intimidazioni contro il sindaco di Gioiosa Ionica, Salvatore Fuda; ennesimo atto intimidatorio ad una cooperativa di Goel Bio.
           Senza poi dimenticare tutti gli atti intimidatori, in particolare in provincia di Reggio Calabria, che hanno costretto a tutelare la sicurezza personale di imprenditori, giornalisti, testimoni di giustizia, ex sindaci ed altri. 
           Innanzi al reiterarsi di atti intimidatori così pesanti e preoccupanti, credo non siano più sufficienti, anche se necessari, gli attestati di solidarietà, bensì servano grandi atti attività d'intelligence per individuare i responsabili, nonché la certezza dell'espiazione della pena per coloro che si rendono responsabili di simili vili atti.
           Contemporaneamente occorrerebbe anche molta solidarietà da parte dei cittadini, i quali spesso tendono ad isolare, piuttosto che stare vicino a coloro che amministrano la cosa pubblica o espletano il loro incarico elettivo all'insegna della trasparenza, della responsabilità e del coraggio.

On.le Angela Napoli
Consulente Commissione Parlamentare Antimafia
Presidente RISVEGLIO IDEALE


Taurianova, lì 16 gennaio 2016


martedì 5 gennaio 2016

Premio Cultura “MICK BAGALÀ” 2016

A Gioia Tauro il 3 gennaio 2016 nell’antica Sala Fallara, 
nell’ambito della XXXV Edizione della Befana del Ferroviere 
organizzata dal Cav. Teodoro Rotolo, 

Per il settore Cultura e Didattica mi è stato conferito 
Il Premio Cultura “MICK BAGALÀ” 2016

domenica 8 novembre 2015

Emergenza Sanità in Calabria




Emergenza Sanità in Calabria, 
intervista ad Angela Napoli
Susanna Camoli novembre 8, 2015 


Intervista all’ On. Angela Napoli, Consulente Commissione Parlamentare Antimafia e Presidente Risveglio Ideale sull’ emergenza Sanità in Calabria, sugli sprechi e i buchi di bilancio sui quali ancora non abbiamo chiarezza.

Torniamo a parlare di sanità in Calabria, ci può spiegare cos’ è la società Kpmg? Società che gestisce i soldi della sanità calabrese e, come la stessa deputata 5stelle Nesci, di recente ha fatto notare, in un’interrogazione rivolta ai ministri dell’Economia e della Salute: “ad oggi non abbiamo dati precisi dal revisore dei conti Kpmg, nonostante finora abbia ricevuto circa 3 milioni all’anno”. Cosa sta succedendo? Pensa sia vero che tutto sia “oscurato e taciuto” dalle istituzioni?        
Prima di entrare nel merito delle risposte alle sue cortesi domande penso sia opportuno fare un pò di storia sul commissariamento del settore sanità in Calabria.
Il Governo Prodi, in data 11 dicembre 2007, ha dichiarato lo “stato di emergenza socio-economico-sanitaria” in Calabria “ per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture”. Da allora la Regione Calabria ha continuato pressoché a disattenzionare i vari punti di criticità che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza; mi riferisco ai mancati e adeguati controlli sulla spesa sanitaria, alla mancanza dell’approvazione di un piano sanitario regionale utile a garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini, all’impunità di coloro che hanno commesso errori e responsabilità accertate, al controllo dell’esorbitante spesa ai privati, alle nomine di dirigenti privi di responsabilità e, a volte, dei titoli necessari, ai numerosi casi di malasanità che hanno portato anche al decesso di giovanissime vittime. Per non parlare dei bilanci prodotti prima dalle Aziende Sanitarie Locali e successivamente dalle Aziende Sanitarie Provinciali, che hanno evidenziato talvolta carenze anche rispetto alle norme basilari del codice civile, incompletezze ed incoerenze tra le loro diverse parti e profonde incertezze sull’effettiva situazione finanziaria delle singole Aziende e del sistema sanitario regionale nel suo complesso.
Da quanto esposto si evince chiaramente quale fosse la situazione sanitaria calabrese e quanto la stessa risultasse incancrenita fin dal 2007. Voci di corridoio, riportate anche dalla stampa regionale, riferivano che l’iniziale Piano di rientro per il risanamento del deficit sanitario del giugno 2009 sarebbe stato elaborato a Roma da Agenas e Kpmg e non dall’apposita speciale Commissione insediata in Calabria. E nel mentre veniva approvato quel Piano di rientro, che comportava già pesanti oneri a carico dei cittadini calabresi, la Giunta regionale del tempo continuava a definire acquisizioni di prestazioni ospedaliere da strutture private nonché transazioni dei crediti pregressi delle case di cura. E tutto avveniva nel mentre la Kpmg non aveva definito la esatta quantificazione del debito sanitario, dato necessario per individuare gli interventi utili a bloccare gli sprechi che avevano causato l’indebitamento. La Kpmg mi risulta non avesse definito la esatta quantificazione del debito sanitario neppure quando il nuovo Presidente della Giunta regionale, nel 2010, ha definito un ulteriore Piano di rientro. Ricordo che la Kpmg è la società leader a livello globale anche nei servizi di consulenza a beneficio delle regioni che presentano deficit sanitari e che appunto presta servizio di revisione e organizzazione contabile in tale settore. Ho fatto una lunga premessa nella risposta alla sua domanda, ma reputo importante evidenziare che appare chiaro come la permanenza dell’emergenza sanitaria in Calabria non può che favorire il fatturato della società Kpmg. Che ci siano importanti interessi della società Kpmg sulla permanenza in Calabria dell’emergenza sanitaria appare anche dal fatto che, ad oggi, non è dato conoscere cifre reali sul dissesto sanitario in Calabria, tantomeno avere contezza delle attività svolte in merito all’affidamento dell’incarico nel settore e alle retribuzioni elargite dalla Regione.
Ancora una volta i conti non tornano e ne pagano le spese la sanità e i cittadini, da recenti indagini risulta che la Kpmg non abbia “notato” il buco di mezzo miliardo all’Asp di Reggio Calabria e da Roma invece si parla di “ripresa” e si fa finta di niente. Lei si è occupata sempre e ormai da troppi anni di questo tema, infatti riporto un pezzo di un suo atto risalente al 2009: “il Presidente della Regione Calabria, il quale, peraltro, detiene da mesi la delega al settore della salute, anche nell’inutile tentativo di predisporre un impossibile piano di rientro dal pesante buco finanziario, la cui cifra reale rimane estremamente esosa ma non definita, alla domanda del cronista ha dichiarato, tra l’altro, di non sapere neppure quanti sono i presidi ospedalieri calabresi che risultano a «norma», ha continuato a ribadire che lui fa politica e di fronte ad immagini di strutture sanitarie vuote o eccessivamente colme di personale, si è vantato di avere avviato la programmazione per la costruzione di quattro nuove strutture”. Com’ è la situazione ad oggi?
Trattiamo ora il “buco” all’ASP di Reggio Calabria, dove sarebbero “scomparsi” circa 400 milioni di euro, ma nulla è stato relazionato in merito dalla Kpmg e, secondo l’ex Commissario dell’Azienda, dott. Santi Gioffrè, l’advisor Kpmg si limiterebbe “a una succinta elencazione delle inefficienze aziendali e a un generale riepilogo delle azioni da intraprendere, senza indicare, allo stesso tempo, le modalità operative e la tempistica di attuazione previste nonché, soprattutto, le risorse umane e materiali da destinare”. Naturalmente, però, le mancanze, sulle quali sarebbe opportuna un’adeguata inchiesta della Magistratura, almeno di quella contabile, non sono solo attribuibili alla Kpmg, ma anche alla Regione Calabria, se è vero che il Ministero dell’Economia e Finanza (Mef) aveva intimato alla nostra Regione di risolvere le gravi anomalie dell’ASP di Reggio Calabria e delle altre ASP della Calabria. Alla luce di quanto sopra oggi purtroppo permane un grave disagio per i cittadini calabresi, i quali, oltre agli ingenti oneri finanziari a cui sono chiamati per contribuire al pagamento dei debiti nel settore della sanità, non vedono garantita la minima assistenza e quindi il loro diritto alla salute. Sono stati chiusi importanti Presidi Ospedalieri senza alcuna programmazione adeguata. Si è voluto puntare alla costruzione di quattro nuove strutture ospedaliere, con un ulteriore aggravio di spesa, senza pensare a come e se verranno riutilizzati tutti gli ospedali chiusi o quelli costruiti a tal fine e mai aperti (Gerace, Rosarno, ecc.). Personalmente sono molto preoccupata per la presenza dei Commissari Scura e Urbani, i quali, gestendo il settore in pieno disaccordo con il Presidente Oliverio, non potranno mai garantire una reale efficienza sanitaria. D’altra parte ritengo che senza un’effettiva conoscenza del disavanzo nel settore, non si possa predisporre un vero Piano di rientro che punti sul taglio degli sprechi e sulla garanzia dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini calabresi.
In una precedente intervista abbiamo parlato dei lodi arbitrali, di soldi pubblici “sprecati” e opere mai compiute. Si sa che, il problema sanità in Calabria è ormai gravissimo. Qual’ è il rapporto tra la sanità pubblica e quella privata? Perché leggiamo sempre delle due sfere come se fossero connesse e gestite dai ”soliti noti”?
Il rapporto tra sanità pubblica e privata non è mai stato esemplare in Calabria, a mio avviso, a causa dei favoritismi politici che hanno portato ai vari interventi nei due settori. E’ mancata innanzitutto l’efficienza della sanità pubblica, per cui quella privata ha avuto “gioco facile”. Non c’è mai stata effettiva chiarezza relativamente ai criteri con i quali è avvenuta l’assegnazione dei budget. E’ chiaro poi che l’incancrenita situazione sanitaria calabrese si ribalta sia sulla sanità pubblica che su quella privata. Su entrambe più volte la Magistratura contabile ha evidenziato molte criticità. A mio avviso sono mancate nel tempo, ed ancora oggi, gli interventi della Magistratura ordinaria per colpire gli sprechi, la scelta delle strutture private da convenzionare, i lodi arbitrali, ed altro. Occorre prendere atto che la sanità tutta è il settore più produttivo, dal punto di vista elettorale, per molti politici calabresi e come tale non può che essere gestito solo a tal fine. Ma è anche uno dei settori business per la ‘ndrangheta. Forse qualcosa potrebbe cambiare solo se il settore sanità verrà sottratto alle sfere della politica per essere gestito interamente dal personale esperto della materia.
Questa giunta regionale e lo stesso presidente, sin dall’ inizio non ha smesso di far affondare sempre di più la nostra regione, e sembra sia tornato l’ immobilismo. Qual’ è ad oggi la sua considerazione del lavoro svolto o “non” svolto? Le ripropongo, ahimè, la solita domanda, vede soluzioni e una via d’ uscita da questo tunnel?
Ad un anno dall’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria non mi sembra di poter intravedere nulla di positivo in merito alla soluzione delle nostre emergenze, purtroppo riscontrabili in ogni settore. Siamo stati costretti ad assistere ad alternanti assegnazioni di poltrone ed incarichi e, purtroppo, ad un unico risultato: la Calabria è la regione più povera d’Italia, dove si registra il tracollo dell’occupazione e nessun segnale di ripresa rispetto al resto d’Italia. Ma ciò non interessa più di tanto a coloro che ci governano, anche a livello nazionale, se è vero com’è vero, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, proprio ieri, anziché premurarsi a far ratificare la richiesta di calamità naturale per la Calabria, che ha provocato persino due vittime, ha dato la sua disponibilità alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, coadiuvando così anche la permanenza e l’ulteriore sperpero di denaro per la Società “Ponte di Messina”.

sabato 17 ottobre 2015

“BUON COMPLEANNO DODO’ “

A Crotone, mi sono state conferite targa e tessera di Socio Onorario  
dalla neonata Associazione “DODO’ GABRIELE” .






Quest’anno, alla sua VII edizione, la giornata della legalità “BUON COMPLEANNO DODO’ “ 
dedicata al piccolo DODO’ GABRIELE -  ucciso a meno di 11 anni di età dalla ‘ndrangheta e che oggi compie 17 anni - la GIORNATA DELLA LEGALITA’ è stata organizzata dalla  neonata Associazione “DODO’ GABRIELE” insieme a LIBERA Crotone e LIBERA Calabria.

Crotone, lì 17 ottobre 2015 

venerdì 9 ottobre 2015

Ospite di "SOTTO PROCESSO"



Ospite il 9 ottobre insieme 
all’On. Sebastiano  Barbanti
della trasmissione “SOTTO PROCESSO” 

   

condotta da PIERA DASTOLI,
dagli studi di City One TV.

il link per vedere il video





  


giovedì 1 ottobre 2015

Intervista: "Sui lodi arbitrali e il poltronificio calabrese"


Intervista: L'On. Angela Napoli 
dei lodi arbitrali si era già occupata 
in Parlamento


http://www.senzafili.org/2015/10/01/intervista-l-on-angela-napoli-dei-lodo-arbitrali-si-era-gia-occupata-in-parlamento/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork 


Susanna Camoli 


Regione Calabria definita dalla Corte dei conti di Catanzaro un “poltronificio”, rilevato un buco di bilancio di 120milioni di euro. Si parla ancora di lodi arbitrali, nel 2012 l’ on. Angela Napoli presentò a riguardo un’ interrogazione parlamentare della quale riportiamo un breve pezzo: “tra le ragioni addotte a motivo della bocciatura del bilancio ci sarebbe la significativa e ingiustificata previsione in aumento dei debiti dell’azienda nei confronti dei suoi creditori; in Calabria, nell’ultimo periodo e secondo quanto risulta all’interrogante, sembrano essere stati perfezionati degli strani accordi tra alcune aziende sanitarie provinciali e i loro creditori; molti dei sopracitati accordi sono stati stipulati con l’ASP di Cosenza e riguardano proprio i crediti verso case di cura; la maggior parte di questi crediti sembrerebbero essere individuabili nelle somme riferite all’extrabudget delle case di cura private accreditate;”
Ad oggi la situazione non cambia, la Sanità continua a sprofondare in Calabria e i calabresi ne pagano i conti. Ne abbiamo discusso in un’ intervista con Angela Napoli, presidente associazione Risveglio Ideale.

  • Ancora una volta a discapito dei soldi pubblici, l’ Asp di Cosenza si affida ai lodi arbitrali, l’ultimo caso è una struttura sanitaria che sarebbe dovuta sorgere a San Giovanni in Fiore e per la quale sono stati stanziati circa due milioni di euro, per un’opera mai realizzata di cui si parla già dagli anni ’90. Nel 2012 lei stessa presentò un’interrogazione parlamentare riguardante l’ Asp di Cosenza, ma a quanto pare a distanza di anni cambiano gli attori (forse) ma non i metodi. Come si è evoluta la situazione in questi anni?
Già nel maggio 2012 con la mia interrogazione parlamentare, trasmessa anche, per eventuali interventi di competenza, alla Procura della Repubblica di Cosenza e alla Corte dei Conti regionale di Catanzaro, avevo denunziato il fatto che il commissario ad acta del tempo aveva provveduto a bocciare il bilancio preventivo dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza e che tra le cause addotte per la mancata approvazione vi era una significativa ed ingiustificata previsione in aumento dei debiti dell’azienda nei confronti dei suoi creditori. Sempre nell’atto parlamentare da me presentato denunziavo, altresì, che mi risultava sembrassero essere stati perfezionati strani accordi in Calabria tra alcune aziende provinciali ed i loro creditori e che molti di tali accordi erano stati stipulati proprio con l’ASP di Cosenza e riguardavano crediti verso case di cura. Parlavo ancora di svariati Lodi arbitrali, per diversi milioni di euro, proprio adottati dall’ASP cosentina. Allora il mio atto ispettivo parlamentare ebbe un forte rilievo sulla stampa regionale, ciononostante sono passati ben tre anni e, a mio avviso, anche grazie al mancato intervento da parte della Magistratura cosentina, pur essendo cambiati i vertici direttivi di quell’ASP, siamo costretti ad apprendere che permane il ricorso ai lodi arbitrali e, guarda caso, sempre per strutture sanitarie private. Registriamo quindi che nulla è cambiato in termini di sperperi, nonostante i costanti tagli nella sanità e le conseguenti penalizzazioni per il diritto alla lite dei cittadini calabresi.
  •  Da quando fece la sua interrogazione ad oggi, sono stati presi provvedimenti? Secondo lei qual’ è il motivo per il quale ancora si assiste a tali “disastri” in un settore di vitale importanza e sul quale non si riesce a smettere di speculare ai danni dei cittadini calabresi?
Purtroppo sono convinta che la mia interrogazione parlamentare sia finita solo agli atti in Parlamento e al Ministero della Salute e giaccia altresì comodamente in qualche cassetto della Procura cosentina, il che’ ha consentito all’ASP cosentina di proseguire indomita nelle sue illiceità a discapito della corretta e necessaria assistenza sanitaria dovuta ai cittadini. Va, altresì, ricordato che l’ASP di Cosenza  e’ stata sottoposta ai lavori di una Commissione d’accesso, la cui relazione, ad avviso del Ministero dell’Interno, non ha portato allo scioglimento. Personalmente, però, è mio convincimento che sull’ASP cosentina permangono forti “protezioni”, in particolare di natura politica, e che, pertanto, si continuano a perpetrare illiceità a vantaggio di alcuni ma a discapito di un perdurante dissesto finanziario che comporta poi tagli nel settore e, quindi, scarsa garanzia per il rispetto del diritto alla salute.
  • Nonostante gli scandali, le indagini e le “irregolarità” che si susseguono negli anni, la Regione Calabria non smette di scrivere pagine negative per la nostra terra. Negli ultimi giorni, infatti, la Corte dei conti di Catanzaro ha definito la Regione Calabria un “poltronificio”. Come si legge da “Il fatto quotidiano” si è rilevato: “Un bilancio con un buco non inferiore a 120 milioni di euro: 32 provenienti dai debiti fuori bilancio (che non sono stati conteggiati e privi di qualsiasi copertura finanziaria), gli altri 88 determinati dalla modifica della normativa sulle anticipazioni di liquidità in tema di spese sanitarie”. Cosa ci dice a riguardo?
Forse il comune cittadino potrà anche essersi sorpreso nel leggere i vari articoli riportati su Il Fatto Quotidiano, relativi ai rilievi evidenziati dalla Corte dei Conti sulla Regione Calabria, ma personalmente ne ero consapevole. Da anni, con responsabilità delle Amministrazioni succedutesi, indipendentemente dal colore politico di appartenenza, la Regione Calabria e’ diventata un comodo “poltronificio”; basterebbe ricordare il famoso “concorsone”, gli incarichi di consulenze o quelli affidati senza alcun concorso selettivo, l’elevato numero di incarichi dirigenziali assegnati in spregio di qualsiasi normativa vigente in materia, gli uffici regionali creati “ad hoc” (vedi “caso Sarlo”), ecc. Questa situazione, perdurante nel tempo, a mio avviso è dovuta ad una specie di grazia di impunità per i responsabili e per quella parte del mondo politico, di colore trasversale, che ha fatto della Regione il proprio impero elettorale.
  • Sempre da “il fatto quotidiano”: “Allo stato dell’analisi, difatti, si evidenzia un netto negativo, che possiamo tranquillamente chiamare buco di bilancio, pari a più di trentadue milioni di euro. Situazione peggiorata rispetto al 2013. Tutto questo poteva essere evitato con l’adozione di adeguati quanto dovuti correttivi durante l’esercizio finanziario, in modo da evitare che gli impegni di spesa superassero le risorse accertabili”. La situazione è peggiorata anche quando si pensava che peggio non potesse andare. Spesso le abbiamo chiesto come mai accade questo, e la risposta pare essere sempre una, si pensa ai propri interessi e non a quelli dei calabresi, ma la domanda sorge inevitabile. E’ possibile che non si riesce a lavorare sugli ormai gravissimi problemi della Calabria in modo serio e competente? Cosa direbbe all’ attuale governatore?
Il buco individuato dalla Corte dei Conti nel bilancio regionale è conseguenza di una politica fallimentare e della gestione disastrosa, a volte “di comodo”, delle finanze pubbliche. Gli eccessivi impegni di spesa, infatti, superiori alle risorse accertabili, sono proprio dovuti ad una insana gestione della cosa pubblica, sicuramente per nulla assimilabile a qualsiasi corretta gestione di un bilancio familiare. Se è vero che spese ingenti possono essere legate ad interventi emergenziali, è altrettanto vero che non si è mai fatta una programmazione utile alle necessarie fasi di prevenzione. Non dimentichiamo, poi, che la Regione Calabria è stata gestita da Amministratori che si sono resi responsabili del buco di bilancio creatosi nel Comune di Reggio Calabria e di conseguenza…E per concludere, pur con la consapevolezza di tirarmi addosso un mare di critiche, mi sono persuasa che forse il Governo Renzi avrebbe dovuto abolire le Regioni piuttosto che le Province.






sabato 12 settembre 2015

Premio LA TELA DI PENELOPE

A Giardini Naxos 
nell’ambito della V edizione di “NAXOSLEGGE - Festival delle narrazioni, della lettura e del libro”  

sono stata insignita del
Premio La Tela di Penelope
dedicato ai saperi delle donne


.
L’opera a me donata è stata realizzata

dall’artista siciliana ALICE VALENTI 


venerdì 11 settembre 2015

«LA MIA BATTAGLIA CONTRO LE MAFIE»



Maria Enza Giannetto, 11 settembre 2015 

ANGELA NAPOLI: 

«LA MIA BATTAGLIA 

CONTRO LE MAFIE»

«L’antimafia dei fatti si fa a proprie spese e con coraggio. Si fa con denunce, rivelando nomi e cognomi e senza mai coprire malefatte, collusioni o corruzioni. Da qualunque parte esse provengano». Così Angela Napoli, calabrese, già deputata nazionale per 20 anni, oggi consulente della Commissione nazionale antimafia e presidente dell’Associazione Risveglio Ideale, parla di quello che da decenni è il suo impegno politico, civile e morale. Un impegno raccontato nel libro-inchiesta Angela Napoli, l’antimafia dei fattii, realizzato in parte sotto forma di intervista dal giornalista Orfeo Notaristefano.


Il libro sarà presentato sabato 12 settembrenell’ambito della tre giorni “Le donne non perdono il filo” organizzata da Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxoslegge. Angela Napoli riceverà il premio “La tela di penelope” assieme a Marinella Fiume, già sindaco di Fiumefreddo di Sicilia e presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Carlo Alberto Dalla Chiesa e a Leoluchina Savona. Due siciliane e una calabrese impegnate a vario titolo nel rispetto della legalità e nella lotta alle mafie legate dal filo sapiente del saper fare contrapposto a quella che Angela Napoli chiama “l’antimafia parolaia”: «Molte associazioni – dice – comuni cittadini e politici si riempiono la bocca di antimafia e poi aggirano la legalità e finiscono con il favorire la criminalità, fino a esserne, addirittura, collusi». 

Napoli come è nato il impegno trentennale contro le mafie?«Vivo in Calabria da quando avevo sei anni. Dopo il matrimonio andai a vivere a Taurianovadove mi fu proposto di candidarmi a consigliere comunale. Parliamo del primo comune italiano sciolto per associazione mafiosa e oggi sciolto per la terza volta. Lì ho cominciato la mia vita politica e, parallelamente, rendendomi subito conto della collusione tra politica e ‘ndrangheta, ho iniziato le mie battaglie contro questa connivenza. Nel ’94, diventando parlamentare sono entrata nella commissione parlamentare antimafia e mi sono resa conto di tante situazioni che mi hanno portata a intraprendere, ancora più caparbiamente, la mia battaglia per liberare il territorio».
Una battaglia che la obbliga da 14 anni a vivere sotto scorta. Non si sente mai dire chi te l’ha fatto fare?«Me lo chiedono in molti e me lo sono chiesta anch’io nei momenti di maggiore paura. Quello che mi ha portato a chiedermi se valesse davvero la pena continuare è stato l’isolamento da parte della coalizione politica cui appartenevo (Popolo delle libertà/Futuro e Libertà, ndr). Poi, però, non ho voluto annullare il lavoro fatto negli anni, né disperdere i piccoli grandi risultati che avevo conseguito».
Lei ha un passato da insegnante e dirigente scolastico. Come si insegna ai giovani la cultura dell’antimafia.«I giovani non hanno bisogno di passerelle ma devono sapere che ci sono in atto programmi per garantire il loro futuro. Devono avere esempi di legalità e hanno bisogno, come dico nel libro, che chi guida le comunità lavori per aiutarli a sperare»