martedì 3 agosto 2010

Individuare le collusioni dei Consigli di Lombardia e Calabria

Il Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on. Fabio Granata, oggi ha ricordato che il rispetto del codice etico da parte dei candidati e degli eletti alle ultime elezioni regionali è all’esame della Commissione e che, nonostante la lentezza di informativa da parte dei Prefetti, verrà relazionato al Parlamento. Le notizie che trapelano sono preoccupanti e coinvolgono le regioni meridionali, ma anche la Lombardia e la Liguria, dove, persino le ultime inchieste giudiziarie, fanno emergere le collusioni tra ‘ndrangheta e livelli verticistici della politica.
Per quanto riguarda la Calabria personalmente non sono assolutamente meravigliata, giacché, ancor prima della predisposizione delle liste elettorali avevo fatto pubbliche denunzie, sulle quali la Magistratura non avrà mancato di effettuare i doverosi ed ineludibili accertamenti investigativi.
Le mie denunzie, d’altra parte, hanno trovato ampia corrispondenza con i contenuti e le chiare acquisizioni nell’ambito delle inchieste denominate “Meta” e “Crimine”, che consegnano uno spaccato di collusioni gravissime che dimostrerebbero il diretto coinvolgimento di esponenti mafiosi nei consessi elettivi di Lombardia e Calabria.
La Procura di Milano non mancherà di scandagliare tutti gli aspetti di una vicenda torbida contribuendo in tal modo alle decisioni della Procura reggina.

On. Angela Napoli (FLI)

Roma, 03 agosto 2010

Assicurare alla giustizia i responsabili degli atti intimidatori

Ormai in Calabria è inimmaginabile aprire i quotidiani regionali senza dover apprendere di vili atti intimidatori rivolti ad amministratori pubblici, giornalisti, magistrati, imprenditori e commercianti.
Oggi è toccato al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, on. Francesco Talarico; nei giorni scorsi al Presidente dell’Ordine dei giornalisti calabresi, Giuseppe Soluri, al giornalista di Calabria Ora, Lucio Musolino. Sono ben 12 dall’inizio dell’anno, i giornalisti calabresi che hanno subito minacce di vario genere.
La mia solidarietà al Presidente Talarico ed a tutte le persone colpite è indiscussa, ma sono convinta che gli attestati di vicinanza rimangano del tutto inutili ed appaiono semplici passerelle cartacee, con grande soddisfazione di coloro che sono gli esecutori o i mandanti degli atti intimidatori.
Occorre, invece, una grande sinergia tra le Forze investigative al fine di assicurare alla giustizia i responsabili di tali vili gesti, giacchè la garanzia dell’impunità imperante serve solo ad incentivare questa mancanza di sicurezza che ormai si registra costantemente in Calabria.

On. Angela Napoli (FLI)

Roma, 03 agosto 2010

lunedì 2 agosto 2010

Il perché di una scelta

Nell’ultima competizione elettorale per le politiche sono stata candidata e “nominata” nella lista del PDL calabrese, ho, quindi, aderito al relativo gruppo parlamentare, senza mai tesserarmi al nuovo Partito, non rilevando nello stesso un progetto politico che mi entusiasmasse.
In questi due anni di legislatura ho condiviso molta attività del Governo nazionale, dando atto dei numerosi provvedimenti legislativi che hanno portato ad aumentare il contrasto alla criminalità organizzata e ad attuare scelte economiche che hanno aiutato l’Italia, almeno fino ad oggi, a non cadere nella situazione di crisi che investe altri Paesi.
Non ho, però, condiviso scelte che mi sono apparse penalizzanti per il Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare per la nostra Calabria, avendo visto prevalere spesso una politica decisamente assecondante le istanze e le volontà della Lega Nord.
Ho cercato di denunziare le problematiche della nostra Regione, dall’occupazione allo sviluppo, dalla sanità al turismo, dalla viabilità ai trasporti, dall’agricoltura all’ambiente, dagli organici della Magistratura a quelli delle Forze dell’Ordine, presentando atti ispettivi parlamentari, quasi tutti, ad oggi, privi di regolare risposta.
Ho inviato dossier su problemi che investono la Calabria direttamente al Presidente Berlusconi, senza mai ricevere un rigo di risposta che evidenziasse l’attenzione alla situazione segnalata.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in campagna elettorale, aveva assicurato che in caso di vittoria del PDL avrebbe avviato l’iter per lo scioglimento del Consiglio regionale calabrese del tempo, perché costituito da numerosi componenti inquisiti: il PDL ha vinto, ma di quel Consiglio regionale non ne ha più parlato.
Durante l’ultima campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo, il Presidente Berlusconi in video conferenza a Lamezia Terme ebbe a dire che occorreva celermente commissariare la sanità in Calabria e lo ha fatto soltanto oggi, con una nuova Giunta regionale, costretto, peraltro, a fare affiancare il Commissario dalla Guardia di Finanza.
E potrei continuare a lungo, senza, da ultimo, ricordare che mi farebbe piacere sapere il reale motivo del perché, pur essendo arrivato all’aeroporto di Roma, non ha poi preso il volo per venire ad inaugurare una delle gallerie sul tratto autostradale Gioia Tauro - Sant’Elia!
Tutto ciò premesso, credo di aver rispettato l’attuale Governo, e le volontà dei cittadini che hanno scelto questa maggioranza politica, pur se alcune volte ho assunto posizioni di voto contrarie, ritenendo che le scelte non favorissero la mia gente, il mio territorio o fossero comunque contrarie all’interesse della collettività.
Tutti sanno che, non solo in quest’ultima legislatura, ho posto a base della mia attività il rispetto della legalità, l’etica e la morale e che ho vincolato la personale libertà battendomi indiscriminatamente contro tutte le mafie, contro la corruzione ed il malaffare; non ho mai accettato alcun compromesso anche se tale comportamento ha impedito di guadagnarmi posti di Governo o altro.
Coerenza, quindi, nell’aver scelto di seguire il progetto di Gianfranco Fini, per continuare a lavorare per la lotta al crimine, per la coesione nazionale, per la giustizia sociale, per la legalità, intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole.
Non rinnego nulla, né tradisco alcuno con l’adesione al gruppo parlamentare “Futuro e Libertà per l’Italia”, solo desiderio di poter continuare nella mia attività politica, rispettosa del mandato degli elettori, ma ancora più rispettosa di tutti quei cittadini, e sono numerosi, che hanno sempre avuto e dimostrato fiducia nella mia persona e che anche da questo nuovo gruppo parlamentare cercherò di non deludere.

On. Angela NAPOLI

Taurianova, 02 agosto 2010

martedì 27 luglio 2010

“Orecchie per ascoltare” ed “occhi per leggere”.

Giovanna Cusumano, Monica Falcomatà, Antonella Freno e Tilde Minasi hanno sicuramente ragione nell’accusarmi per non avere “accorciato le distanze tra Taurianova e Reggio Calabria”, giacché di fatto quelle distanze ho preferito allungarle fino a Catanzaro per apprendere i nominativi di alcuni incarichi regionali che, se pur leciti, mi fanno comprendere le motivazioni dell’obbligato comunicato da loro rivoltomi nella giornata di ieri.
Non intendo replicare al contenuto dello stesso, mi riservo di farlo al momento opportuno, voglio, però, rassicurare le quattro Signore che, nel mentre attendo , così come tanti cittadini reggini, di conoscere le reali motivazioni che hanno portato il Sindaco Raffa ad annunciare le proprie dimissioni dall’incarico, continuerò ad impegnarmi in “filosofiche battaglie”, considerato che le stesse hanno già dato, e sono certa continueranno a dare, risultati noti a chi ha “orecchie per ascoltare” ed “occhi per leggere”.

On. Angela NAPOLI

Roma, 27 luglio 2010

martedì 20 luglio 2010

Intercettazioni: la saggezza della Presidente Bongiorno

La sapiente e ferma volontà dell’on. Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione giustizia della Camera dei Deputati, sta aiutando a varare una legge sulle intercettazioni che contempererà l’efficienza e l’utilità delle stesse per la lotta alla criminalità organizzata e al crimine generalizzato nonché il rispetto della libertà di stampa e quindi del diritto dei cittadini ad essere informati sui fatti giudiziari penalmente rilevanti.
La Presidente Bongiorno è stata a volte criticata ed anche osteggiata, ma forse è giunto il momento di riconoscere che la sua corretta gestione della Commissione Giustizia ed il suo saggio comportamento di relatrice anche di questo provvedimento hanno portato lo stesso Governo nazionale a prendere in considerazione le istanze del Presidente della Repubblica, alcune proposte della minoranza politica e, quello che più conta, la seria valutazione dei punti di criticità emersi durante le varie audizioni di coloro che operano nel settore della giustizia e del contrasto al crimine.
A mio avviso non è stata solamente tutelata la maggioranza politica, ma l’intero mondo politico rispetto al contenuto di un provvedimento che avrebbe potuto rivelarsi negativo per il contrasto alle mafie tutte e per il mantenimento della dovuta libertà di stampa.

On. Angela Napoli

A quando l'abbattimento della "cappa grigia" in Calabria?

In Calabria non è necessario attendere l’approvazione della c.d. “legge bavaglio”, giacché ‘ndrangheta, massoneria deviata e poteri forti dettano legge, che puntualmente viene applicata!
Magistrati, giornalisti, politici minacciati! E chi di questi tocca “i fili”, è destinato, per un verso o per un altro, a cambiare “rotta” o ad abbandonare il “campo”.
Magistrati, politici e Commissione parlamentare antimafia, fin da prima delle ultime elezioni regionali, hanno detto che la ‘ndrangheta è solita votare e far votare; di fatto l’organizzazione criminale ha votato e fatto votare ed ha eletto i suoi rappresentanti in Calabria, in Lombardia, in Liguria ed ha chiesto consensi persino all’estero. Le varie inchieste e le ordinanze di custodia cautelare rivolte ad uomini della ‘ndrangheta, suggellano tutto ciò. E, personalmente , non ho mai ritenuto scandaloso che i cittadini venissero messi a conoscenza dei nomi dei responsabili, pur con il rispetto delle dovute garanzie.
In Calabria, per quanto encomiabili i risultati fin qui conseguiti, non appare più sufficiente continuare ad abbattere la sola area nera della ‘ndrangheta, occorre iniziare ad incidere sull’area grigia e punire coloro che concretamente si avvalgono del consenso elettorale mafioso. D’altra parte più volte la Magistratura calabrese ha evidenziato l’esistenza di filoni d’indagine in atto che investono l’area mafia – politica. A quando l’abbattimento di questa cappa sotto la quale tutto è consentito?

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Palermo, 20 luglio 2010

La risposta del Sottosegretario all'Ambiente On. Menia sulla Centrale a carbone di Rossano





martedì 13 luglio 2010

Operazione "Il crimine": adesso incidere sull'area grigia

Lo straordinario blitz che la notte scorsa ha portato 3.000 uomini dei Carabinieri e della Polizia di Stato ad eseguire circa 300 arresti in varie parti del territorio nazionale, colpisce sicuramente le cosche più importanti della ‘ndrangheta reggina ed evidenzia, altresì, il preoccupante dominio che le stesse hanno ormai acquisito nel Nord Italia.
L’Operazione ”Il crimine” fa emergere come gli uomini delle principali cosche della ‘ndrangheta dell’intera provincia di Reggio Calabria, mantenendo i rapporti con le rispettive case madri, siano riusciti ad infiltrarsi in buona parte dell’economia lombarda, acquisendo rapporti con il mondo politico ed imprenditoriale.
L’inchiesta evidenzia le inquietanti collusioni delle cosche calabresi, diversamente strutturate rispetto al loro percorso storico, con alcuni uomini del mondo politico e con funzionari della Sanità lombarda.
Ed in Lombardia è stato evidenziato come la ‘ndrangheta sappia e voglia dirigere il proprio consenso elettorale. E che tale capacità sia presente anche in Calabria è da tempo che è nel mio convincimento.
I numerosi consigli comunali calabresi, le aziende sanitarie di Locri e Melito Porto Salvo e l’Azienda Sanitaria Provinciale reggina, tutti commissariati per infiltrazione mafiosa, ed alcune inchieste non possono che far comprendere come anche in Calabria la ‘ndrangheta riesca a dirigere il proprio consenso elettorale per poi gestire insieme gli affari illeciti.
Mi auguro che in Calabria, così come avvenuto in Lombardia, possa al più presto essere incisa anche l’area grigia al fine di suggellare l’attività di contrasto al crimine organizzato che egregiamente è stata fin qui condotta da tutte le Forze dell’Ordine e da buona parte della Magistratura di quella Regione.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 13 luglio 2010

lunedì 12 luglio 2010

Un grande plauso alla Guardia di Finanza calabrese

L’imponente sequestro di beni che, ad opera del Gico e del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, è stato eseguito questa mattina nei confronti di Gioacchino Campolo, sottrae a quest’ultimo, un patrimonio illecito, certamente accumulato a nome delle cosche della ‘ndrangheta reggina.
Sento di dover esprimere un grande plauso a tutto il Comando regionale calabrese della Guardia di Finanza per l’importante attività investigativa che ha portato a questo odierno nuovo brillante risultato.
L’elenco dei patrimoni sequestrati al “re del videopoker” fa rabbrividire al pensiero di quanto ingente sia il patrimonio illecito della ‘ndrangheta che, ormai da mesi, le Forze dell’Ordine, coordinate dalla DDA di Reggio Calabria, stanno cercando di assottigliare giorno dopo giorno.

On. Angela Napoli

Taurianova, 12 luglio 2010

mercoledì 7 luglio 2010

Limitare i benefici per l'uscita dalle carceri degli accusati per associazione mafiosa

Al Ministro della Giustizia

– Per sapere – premesso che:

- l’inchiesta “The Goodfellas” che ha portato lo scorso 31 maggio 2004 all’esecuzione di 12 delle 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, aveva ripristinato tranquillità e fiducia nella giustizia, tra i cittadini di Vibo Valentia e del suo territorio, grazie all’arresto, tra gli altri di Carmelo Lo Bianco, ritenuto il boss della cosca vibonese e Andrea Mantella, ritenuto l’organizzatore delle giovani leve della ‘ndrangheta vibonese ed indicato dagli inquirenti come elemento di spicco del clan Lo Bianco;

- per tutti gli arrestati l’accusa è di associazione di tipo mafioso dedita alle estorsioni e, a vario titolo, di detenzione illegale di armi comuni e da guerra, minacce, lesioni e fittizia intestazione di beni;

- vive preoccupazioni stanno suscitando le decisioni assunte dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto da Adalgisa Rinaldo, relative alla revoca di ordinanza cautelare in carcere per cinque degli indagati tra i quali proprio Andrea Mantella, ritenuto dagli inquirenti l’organizzatore delle giovani leve della ‘ndrangheta ed elemento emergente e preoccupante nel panorama criminale del vibonese ed al quale, nel marzo del 2010 i Finanzieri del Comando provinciale di Vibo Valentia avrebbero sequestrato beni per 4,5 milioni di euro;

- sempre nel marzo del 2010 Andrea Mantella era già stato arrestato per violazione degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale;

- il Tribunale del Riesame dovrà ancora pronunciarsi sulle restanti otto posizioni degli arrestati nell’operazione “The Goodfellas”:

- l’interrogante consapevole dell’impossibilità del Ministro della Giustizia di avviare un’adeguata indagine sul Tribunale del Riesame di Catanzaro, chiede, però allo stesso Ministro, se non ritenga necessario ed urgente, individuare norme legislative che impediscano, per gli accusati di associazione mafiosa, di continuare a beneficiare di interventi che consentano la loro uscita dalle carceri.

On. Angela NAPOLI

Roma, 7 luglio 2010

L'eterno commissariamento per l'emergenza ambientale in Calabria

Al Ministro dell’Ambiente e dell’economia e delle finanze

– Per sapere – Premesso che:

- La Calabria è una Regione da oltre 12 anni commissariata per l’emergenza ambientale ed è stata in tal senso destinataria di numerosi finanziamenti;

- alla Direzione dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza regionale si sono alternati diversi Prefetti, alcuni dei quali hanno stilato relazioni puntuali e preoccupanti e sono stati anche auditi dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti del tempo;

- la nuova Amministrazione regionale in Calabria ha, purtroppo, ereditato una situazione di sfascio ambientale, nonostante tutto il citato tempo di commissariamento;

- è dei giorni scorsi lo stanziamento, da parte della Giunta Regionale calabrese di 5 milioni per un piano “tampone” per fronteggiare la prevedibile emergenza depurazione nei comuni costieri in vista dell’estate ; servirebbero ben 300 milioni di euro per sopperire parte del degrado ambientale esistente in Calabria:

- quali gli interventi in materia di Commissariamento per l’emergenza ambientale in Calabria;

- se non ritenga di revocare la nomina in atto del Commissario per l’emergenza ambientale;

- di quali e quanti finanziamenti ha goduto la Calabria dal periodo di istituzione del Commissario per l’emergenza ambientale ad oggi.

On. Angela NAPOLI

Roma, 7 luglio 2010

I necessari controlli e l'efficienza nelle carceri

Al Ministro della Giustizia

–Per sapere – Premesso che:

- nei giorni scorsi un’ operazione della Polizia Penitenziaria di Vibo Valentia ha ritrovato due telefoni cellulari all’interno dell’Istituto penitenziario di quella Città;

- i due telefoni cellulari, completi di tre carica batterie, sono stati ritrovati nel reparto di media sicurezza, uno in un bagno e l’altro nella zona “aria”;

- i cellulari rinvenuti apparterrebbero a due detenuti napoletani;

- il ritrovamento dei due cellulari è avvenuto grazie al lavoro svolto dal personale di Polizia Penitenziaria, nonostante le difficoltà dovute alla notevole carenza di organico a fronte dell’elevato numero di detenuti;

- nell’Istituto penitenziario di Vibo Valentia rispetto a 210 posti disponibili, i detenuti sono 426, mentre gli Agenti penitenziari sono 175 (rispetto alle 201 unità previste in pianta organica) dei quali 40 distaccati a prestare servizio in altre sedi;

- nell’evidenziare la positività del lavoro della Polizia Penitenziaria, l’interrogante non può sottacere la preoccupazione sul rinvenimento dei due cellulari attraverso i quali i detenuti potevano tranquillamente scambiare notizie con l’esterno e probabilmente far utilizzare, con analogo scopo, gli stessi cellulari ad altri detenuti;

- tra l’altro sono di questi giorni le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Marino che hanno svelato la possibilità, anche nel carcere di Palmi (R.C.), di far arrivare messaggi all’esterno:

- quali urgenti iniziative intende attuare perché vengano garantiti adeguati controlli in tutti gli Istituti penitenziari italiani;

- se non ritenga indispensabile ed urgente impinguare gli organici della Polizia Penitenziaria, al fine di garantire la totale efficienza del personale; - quale la situazione del Piano Carceri.

On. Angela NAPOLI

Roma, 7 luglio 2010

martedì 6 luglio 2010

Garantire la sicurezza del Sindaco e degli Amministratori di Isola Capo Rizzuto (KR)

Al Ministro dell’Interno

– Per sapere – Premesso che:

- l’intero territorio del Comune di Isola Capo Rizzuto è stato da sempre posto “sotto scacco” dal clan Arena della ‘ndrangheta crotonese;

- nel 2003 il Comune di Isola Capo Rizzuto, guidato da un Amministrazione di centrosinistra, è stato sciolto per infiltrazione mafiosa;

- purtroppo, negli ultimi giorni, un preoccupante numero di intimidazioni sta colpendo gli attuali amministratori di quel Comune;

- nella notte tra sabato 3 e domenica 4 luglio 2010 ignoti hanno incendiato l’auto della dott.ssa Carolina Girasole, Sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto;

- alcune ore prima erano state incendiate le auto del vicesindaco del Comune, Anselmo Rizzo, e del responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Ente, Agostino Biondi;

- su quel territorio si snodano grossi interessi che non possono non far gola alle cosche della ‘ndrangheta ;

- sui terreni del boss Arena è stata insediata la centrale eolica più grande d’Europa e la società che la gestisce la “Venti Capo Rizzuto srl” è partecipata dalla “Purena”di Nicola Arena, nipote incensurato del capo clan;

- nello scorso mese di giugno, su denunzia di Don Luigi Ciotti, è dovuta intervenire la Prefettura per far partire la mietitura in un terreno di quel Comune confiscato alla ‘ndrangheta;

- nello stesso Comune molti sono i beni confiscati il cui riutilizzo è stato adibito per scopi sociali;

- sempre nello scorso mese di giugno è andata deserta la gara bandita dal Comune di Isola Capo Rizzuto per la demolizione di costruzioni abusive;

- nel decreto di scioglimento del 2003 si leggeva che “il 30 per cento dei dipendenti comunali annovera precedenti penali o pregiudizi di polizia” e proseguiva”…emerge come alcuni dipendenti risultino affiliati alla principale cosca locale, mentre altri, tra cui figura anche il responsabile di un settore strategico del Comune, hanno rapporti di affinità con esponenti mafiosi o appartenenti a famiglie malavitose”;

- le pressioni delle cosche locali sono state evidenziate anche durante la gestione della Commissione straordinaria nominata successivamente allo scioglimento dell’Ente per infiltrazione mafiosa:

- quali urgenti iniziative intenda assumere per garantire la sicurezza al Sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto e alle altre persone colpite dai gravi atti intimidatori degli ultimi giorni;

- se non ritenga necessario verificare se all’interno del Comune di Isola Capo Rizzuto risultano ancora presenti quei dipendenti che nel 2003 annoveravano precedenti penali o risultavano affiliati alla principale cosca locale;

- se non ritenga di dover avviare adeguate indagini per verificare se sono in corso, presso l’Ente locale di Isola capo Rizzuto, attività che possono attirare l’interesse delle cosche mafiose di quel territorio.

On. Angela NAPOLI

Roma, 6 luglio 2010

La solidarietà al Giornalista Pietro Comito

E’ davvero grave il contenuto del messaggio telefonico intimidatorio inviato al giornalista di Calabria Ora, Pietro Comito, in servizio nella redazione di Vibo Valentia.
A Pietro Comito, giornalista serio, professionalmente valido e coraggioso, esprimo sincera solidarietà convinta che anche questa intimidazione non lo scoraggerà nel proseguire nel suo impegno di corretta informazione per i cittadini calabresi.
Il contenuto del messaggio intimidatorio è sicuramente legato agli interventi giudiziari che in questi giorni vedono coinvolti gli eredi del clan Soriano di Filandari.
D’altra parte è del luglio dello scorso anno la missiva, recapitata alla Camera dei Deputati ed inviatami da Leone Soriano di Filandari con chiare minacce nei confronti della mia persona, e naturalmente prontamente denunciata.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 6 luglio 2010

mercoledì 30 giugno 2010

Stragi del '92: i rapporti tra politica e mafia

Personalmente sono stata sempre convinta del fatto che addebitare le stragi del ’92 solo a Cosa Nostra rappresentava un alibi utile a nascondere i connubi di questa con la politica.
Così come mi sono sempre chiesta se mai i Servizi avessero avuto un qualche ruolo nelle stragi, non foss’altro per la scomparsa dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino.
Oggi voglio dare atto al sen. Giuseppe Pisanu, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, di aver messo in luce tutto ciò nella relazione presentata in Plenaria.
Sicuramente sul tema si aprirà un grande dibattito che, peraltro, non potrà non tener in considerazione anche il lavoro che la Magistratura inquirente siciliana sta effettuando in merito.
Ma sarebbe da veri illusi nascondere e quindi non aiutare a comprovare i rapporti, sempre esistenti, tra politica e mafia, così come sarebbe peccare di ingenuità immaginare che tali rapporti non permangano tutt’oggi.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 30 giugno 2010

mercoledì 23 giugno 2010

Operazione "Meta": congratulazioni ai ROS dei Carabinieri e alla DDA di Reggio Calabria

L’operazione “Meta”, condotta dai ROS dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinati dalla locale DDA, rappresenta senza dubbio un ulteriore tassello nella lotta contro le principali cosche della ‘ndrangheta reggina e del territorio limitrofo.
Gli arresti odierni sono frutto di una proficua inchiesta da cui sono emerse ancora una volta non solo gli interessi che la ‘ndrangheta ripone nelle attività e nell’economia della Regione, ma anche le volontà e le capacità rivolte alla gestione dei consensi elettorali.
Le inchieste coordinate dalla DDA di Reggio Calabria stanno continuando ad evidenziare le penetrazioni della ‘ndrangheta e l’area della cosiddetta borghesia mafiosa, che deve essere combattuta ed incisa.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 23 giugno 2010

Restituire la sicurezza ai Cittadini di Catanzaro e Crotone

Ai Ministri dell’Interno e della Giustizia

– Per sapere – Premesso che:

- l’ennesimo omicidio avvenuto a Catanzaro il 17 giugno 2010, del giovane ventiseienne ed incensurato Nicola Duro, impone una vigile attività di controllo e di interventi per garantire la sicurezza dei cittadini di quel territorio caduto nella morsa della criminalità;

- non v’è dubbio circa le responsabilità riconducibili alla popolazione rom, che ha il proprio quartiere generale a pochi metri da dove è avvenuto l’omicidio di Nicola Duro;

- a febbraio dello scorso anno, in un centro commerciale, sempre sul viale dove è avvenuto l’omicidio del 17 giugno u.s. è stato ucciso, per un banale scherzo di carnevale, il giovane ventiquattrenne Massimiliano Citriniti, studente universitario; di questo delitto sono state accusate tre persone di etnia rom;

- durante l’estate dello scorso anno sono scomparsi Giuseppe Fraietta e Luigi Grande, entrambi cresciuti nella periferia della Città di Catanzaro, ed i cui corpi sono stati ritrovati dopo alcuni mesi;

- nell’ultima relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia viene evidenziata la presenza nel quartiere di Santa Maria di Catanzaro di questo gruppo di etnia rom che ormai ha assunto i connotati di una vera associazione mafiosa e che opera nel traffico di sostanze stupefacenti e nel campo delle estorsioni;

- senza dubbio negli anni è stata sottovalutata la potenzialità criminale del gruppo rom presente sul territorio catanzarese, così come era avvenuto in precedenza nei confronti di gruppi rom del cosentino e del crotonese;

- anche a Crotone, infatti, con l’operazione “ Scarface”, che ha portato a diciotto arresti e trenta indagati, è emerso il nuovo controllo criminale dei rom, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolar modo della cocaina;

- a Crotone, infatti, il controllo criminale dei rom ha sottratto un pezzo della Città legale alla collettività riuscendo persino a costituire un reticolo di fitte abitazioni in cui le Forze dell’Ordine non riescono ad accedere neppure con le autovetture di servizio:

- quali urgenti iniziative intendano attuare per garantire la sicurezza di tutti i cittadini di Catanzaro e Crotone;

- se non ritengano necessario ed urgente, anche alla luce della relazione della DNA, e nonché dalle ultime inchieste e degli omicidi registrati, incitare la Magistratura inquirente a considerare eventuali rapporti tra alcuni gruppi di etnia rom e le cosche della ‘ndrangheta calabrese.


On. Angela NAPOLI

Roma, 23 giugno 2010

martedì 22 giugno 2010

Impedire lo scempio ambientale della Centrale Enel a carbone di Rossano

CALABRIA

L’on. Angela NAPOLI (PDL) ha presentato in data odierna l’allegata interrogazione a risposta scritta, quale impegno assunto dall’Assemblea Regionale di GenerazioneItalia Calabria, svoltasi domenica 20 giugno 2010, dopo l’approvazione di un ordine del giorno recante la manifesta contrarietà al progetto di riconversione a carbone della Centrale ENEL di Rossano (CS).

On. Angela NAPOLI

Roma, 22 giugno 2010

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare , della salute, del lavoro e delle politiche sociali, delle attività produttive e della giustizia

– per sapere – premesso che:

- Il territorio della Sibaritide rappresenta uno dei più ricchi della Calabria ed è fonte di turismo, agricoltura, pesca e commercio;
- l’Enel, in modo unilaterale, ha presentato un Progetto Integrato, impropriamente denominato “Policombustibile”, di riconversione della propria centrale di Rossano (CS), prevalentemente a carbone (94%);
- la nuova tecnologia a carbone cd. “pulito”, riduce solo in parte le particelle fini ma non incide sulle emissioni delle polveri ulltrafini, che rappresentano la causa più importante di incremento della mortalità e della morbilità;
- il carbone è una delle forme più importanti d’inquinamento da mercurio;
- il processo di combustione del carbone produce, soprattutto nelle fasi di avviamento e di spegnimento dei gruppi termici, ben 67 elementi tossici inquinanti, tra cui i ben noti metalli pesanti che causano nell’uomo gravi e mortali patologie mediche;
- inoltre il carbone rappresenta oggi il maggiore pericolo per la lotta ai cambiamenti climatici;
- le centrali a carbone rischiano quindi di non collimare con i contenuti del protocollo di Kyoto ed anche degli impegni che l’Unione Europea ha assunto per il 2020 con l’approvazione del pacchetto “Energia e clima” e che sono stati ribaditi alla Conferenza di Copenaghen dello scorso dicembre;
- se, infatti, dovessero entrare in funzione tutti i progetti avviati e ormai conclusi (Civitavecchia), quelli autorizzati a tutt’oggi (Fiumesanto, Vado Ligure e Porto Tolle) o quelli ipotizzati (Saline Joniche e Rossano Calabro), a regime si produrrebbero in più circa 39 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, nel mentre l’Italia dovrebbe ridurre le sue emissioni di gas serra di 60 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2020, proprio secondo gli impegni assunti in sede europea;
- tra l’altro la improvvida scelta dell’ENEL, non prende in considerazione le energie alternative, che hanno già oggi costi complessivi molto minori del carbone e vantaggi ambientali per tutti;
- nel SIA ENEL manca una seria analisi dell’impatto sanitario sulle popolazioni e sugli ecosistemi;
- l’analisi fornita dall’ENEL non computa i costi socio – economici fortemente connotato da attività agricole di pregio (Distretto Agricolo di Qualità, istituito dalla Regione Calabria) e da attività turistico – alberghiere e di pesca;
- il carbone, che peraltro non rappresenta la futura tecnologia necessaria, metterebbe quindi un’ipoteca definitiva sullo sviluppo agro – turistico e culturale della Sibaritide, importante area strategica della Calabria;
- l’occupazione dei citati settori, già oggi stimabile in circa 35.000 unità, e che è suscettibile di crescita, verrebbe messa in discussione da un impianto industriale di circa 100 unità stabili, più un indotto di un centinaio di addetti;
- senza sottovalutare che gli investimenti del tipo proposti dall’ENEL per la centrale di Rossano, oltre a non portare alcuno sviluppo locale e regionale, rappresenterebbero un ghiotto boccone per la ‘ndrangheta le cui cosche locali, tutt’altro che inermi, sono da sempre state censite da DNA, DIA, DDA e Commissioni Parlamentari Antimafia;
- ed ancora non si può dimenticare che la Calabria produce molta più energia di quella che si consuma, nonostante ciò nel triennio 2009 – 2012 è previsto un incremento di potenza pari ad altri 1.600 MWe (800 da interventi già avviati) da centrali termiche, ed entro il 2013 si prevede la messa in funzione di centrali eoliche che produrranno circa altri 1.600 MWe;
- la costruzione della centrale a carbone proposta dall’ENEL a Rossano è senza dubbio una scelta imposta dall’alto, considerata la non condivisione di tutti gli Enti locali e provinciale del territorio, nonché la contrarietà espressa, con forza e valide motivazioni, dall’ANCI, dalle Associazioni ambientaliste e produttive e dalle Organizzazioni Sindacali;
- addirittura l’ENEL, che ha avviato il procedimento di approvazione del Progetto in questione ai sensi della Legge n. 102/2009, non ha preso in considerazione il vigente Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) della Calabria, approvato con la legge n. 315 del 14 febbraio 2005, che, tra l’altro, dispone: “…è vietato, su tutto il territorio regionale calabrese, l’utilizzo del carbone per alimentare centrali per la produzione di energia elettrica”;
- e la stessa Regione Calabria, anche oggi non può che avvalersi dell’esistente e richiamato Piano Energetico Ambientale Regionale, visto la nuova Amministrazione Regionale, e specificatamente il Dipartimento 5 – Attività Produttive, in data 22 maggio 2010, ossia in corso di procedura già avviata dall’ENEL, ha avviato la “Procedura aperta per l’affidamento del servizio di aggiornamento del PEAR” mediante apposito bando;
- appare, pertanto, evidente che anche tale situazione si ribalta sulla procedura in atto e dovrebbe comportare il ritiro del Progetto e la sua eventuale riproposizione ai sensi del PEAR Calabrese rinnovato;
- si aggiunge, infine, la sentenza n. 215 pronunciata dalla Corte Costituzionale in data 11 maggio 2010 e depositata il 17 giugno 2010, con la quale viene dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4, commi 1, 2, 3, e 4, del decreto – legge 1° luglio 2009, n. 78 , convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nel testo risultante dalla modifiche introdotte dall’articolo 1, comma 1,lettera a) , del decreto – legge anticrisi, n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 2009, n. 141;
- con tale sentenza l’ENEL non potrà tenere in considerazione la volontà degli Enti locali regionali calabresi in merito al progetto di riconversione della propria centrale di Rossano:

- se il ministro dell’ambiente non ritenga necessario ed urgente negare l’autorizzazione al progetto di riconversione della propria centrale ENEL di Rossano; - quali le posizioni del Governo nazionale rispetto alla nascita o alla riconversione di centrali a carbone; - quali urgenti iniziative intendano assumere al fine di impedire lo scempio ambientale e tutelare la salute dei cittadini, rispetto al progetto di riconversione della centrale ENEL di Rossano Calabro.

On. Angela NAPOLI

Roma, 22 giugno 2010

giovedì 17 giugno 2010

Lavori A3: l'ANAS non ribalti i contenziosi sui lavoratori

Gli annosi lavori di ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria stanno continuando a produrre notevoli disagi non solo tra gli automobilisti ma anche tra alcuni lavoratori che, in un territorio ad alta disoccupazione quale quello calabrese, sono riusciti a trovare, proprio nei lavori di quest’opera, un’attività di sostentamento per le loro famiglie.
A parte i permanenti lavori della cui ultimazione appare impossibile conoscere la data, considerato, peraltro, che ci sono tratti sui quali i lavori iniziati risultano interrotti da anni, è della notte scorsa il nuovo disagio provocato agli automobilisti, costretti a rimanere bloccati per lunghe ore, a causa della programmata chiusura del tratto compreso tra Sicignano e Contursi ed il cui percorso alternativo è stato interrotto da un incidente.
Naturalmente non posso sottacere la rilevante presenza della ‘ndrangheta, le cui cosche, così come emerge dalle varie inchieste, si sarebbero addirittura suddivisi i tratti di “competenza”.
Su tutto, però, non va sottaciuto il disagio di quei lavoratori che, dopo aver prestato la loro opera, non percepiscono lo stipendio da ben quattro mesi, con tutte le palesi conseguenze ribaltabili sulle rispettive famiglie.
Proprio in nome di questi lavoratori mi sento di dover rivolgere l’appello all’ANAS affinché non ribalti i propri contenziosi in atto con le ditte subappaltatrici su coloro che hanno diritto di vedere risarcita tutta l’attività fino ad oggi prestata e bloccata da ben quattro mesi.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 17 giugno 2010

mercoledì 16 giugno 2010

Gli opportuni interventi per contrastare la ripresa della "faida dei boschi"

Ai Ministri dell’Interno e della Giustizia:

Per sapere – Premesso che:


- appare davvero preoccupante la ripresa della “faida dei boschi” che da giorni in Calabria sta procurando diversi omicidi nelle zone delle Serre e dello Jonio catanzarese;

- la serie di omicidi che vede coinvolte cosche della ‘ndrangheta del vibonese, e delle zone joniche catanzarese e reggina, è frutto di una vera e propria guerra tra le stesse famiglie mafiose:

- quali urgenti interventi intendono attuare per potenziare sia l’attività di controllo sui territori coinvolti dalla faida in atto, sia l’attività investigativa per assicurare alla giustizia i responsabili di tale recrudescenza mafiosa.


On. Angela NAPOLI


Roma, 16 giugno 2010