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venerdì 11 settembre 2015

Calabria “allo sbando”


Susanna Camoli - 11 settembre 2015

Calabria “allo sbando”, 

ne parliamo con Angela Napoli



E’ l’ ennesima bufera presso la Regione Calabria. A quanto pare la nostra regione non riesce o non si vuol riuscire a farla “rialzare” dal periodo di profonda crisi nella quale versa, probabilmente uno dei più gravi di sempre. Ne parliamo con Angela Napoli, presidente Associazione Risveglio Ideale, con uno sguardo anche a ciò che riguarda la politica nazionale e il disinteresse verso la condizione del Sud Italia.


In meno di un anno la Regione Calabria è stata travolta da diversi scandali e polemiche, prima il caso De Gaetano, poi Rimborsopoli, ora i tre mesi di inibizione richiesti al governatore da Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, per la nomina di Santo Gioffré a commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria. Per l’ennesima volta la Calabria si trova in una bufera, sia sul versante politico che tra la cittadinanza, ancora una volta vengono richieste le dimissioni del presidente Oliverio, che puntualmente afferma “Non mi dimetto”. Qual’ è il suo parere su quest’ ennesimo errore, sulla ferma posizione di Oliverio, che sembra non voler neanche cercare di risollevare le sorti della Calabria e a questo punto sul futuro della nostra regione?
Purtroppo un’altra tegola pesante si è abbattuta sul Presidente della Regione Calabria, anche questa derivante dalla pervicacia con cui, fin dall’inizio della nuova legislatura regionale, OLIVERIO svolge la sua attività.
Ormai mi sento di dire che il Presidente Oliverio e’ stato si eletto con il consenso della maggioranza dei calabresi, ma che alcuni di questi lo hanno di fatto vincolato. Avevo già colto questo vincolo nell’ostinazione che lo ha portato alla nomina dell’ex assessore De Gaetano.
Certo l’iniezione per tre mesi di OLIVERIO e dell’intera giunta regionale (prima versione), quindi di fatto oggi del solo Presidente, rappresenta un ulteriore guaio anche perché andrà ad incidere maggiormente in un settore, quello della sanità, che in Calabria fa già acqua da tutte le parti e che certamente non sta garantendo il diritto alla salute dei cittadini.
Tra l’altro, a proposito del settore sanità in Calabria siamo costretti anche ad evidenziare che attualmente questo è dominato da due figure, quella del Commissario Scura e quella del Presidente OLIVERIO, le quali anziché collaborare e unire le sinergie per far funzionare il tutto, preferiscono farsi la guerra quotidiana, a discapito della garanzia della buona assistenza sanitaria dovuta ai cittadini. Tutto derivante da questioni politiche correntizie.
Sta di fatto che l’arroganza con cui il Presidente OLIVERIO, sicuramente anche supportata da alcuni suoi seguaci, ha gestito fino ad oggi il suo incarico si è rivelata mero fallimento ed ha portato ad ulteriori situazioni emergenziali per l’intera Calabria. A me sembra che i 10 mesi trascorsi dall’inizio di questa legislatura regionale abbiano visto un impegno profuso solo per la gestione di posti e di poltrone e non abbiano prodotto nulla di utile per avviare il futuro della Calabria verso situazioni che possano renderla assimilabile a quelle delle altre Ragioni italiane.
In molti fanno appello a nuove elezioni ma, a mio avviso, queste servirebbero solo a garantire nuovi posti di potere e sinceramente, tra l’altro, penso che i calabresi siano stanchi di assistere a continue campagne elettorali, ed abbiano invece bisogno di amministrazioni stabili ed efficienti, gestite da persone scevre da interessi personali e capaci di predisporre un’adeguata programmazione utile a dare risposte alle principali situazioni emergenziali della Calabria.
 “Desertificazione industriale. Assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie. Rischio povertà. E crollo demografico: «Nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l’Unità d’Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da uno stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili». Sottosviluppo permanente. Prima della pausa estiva il rapporto 2015 dello Svimez aveva fotografato la catastrofe del Mezzogiorno dopo quasi settant’anni di Repubblica. Un paese povero in un paese ricco, un paese immobile in un paese in trasformazione”. Questo è un pezzo tratto dall’ Espresso, la Calabria si presenta come la regione più povera e problematica, secondo lei per quale motivo il governo nazionale non solo non pone lo sguardo alla nostra regione, ma appoggia un governo regionale che sta palesemente fallendo su ogni punto?
Il rapporto SVIMEZ 2015 ha fotografato in modo impietoso la grave situazione del Mezzogiorno d’Italia e quindi l’aumento del divario tra Nord e Sud, in negativo per quest’ultimo. Nell’ambito del Mezzogiorno emerge poi, purtroppo negativamente, la Calabria che risulta la regione più povera d’Italia.
Purtroppo la nostra regione non è stata mai supportata in modo adeguato dai Governi nazionali degli ultimi decenni, vuoi perché conta poco elettoralmente nell’intero contesto italiano, vuoi perché gli amministratori regionali che si sono susseguiti hanno quasi sempre attuato una politica fallimentare, vuoi ancora perché la classe politica calabrese non è stata capace di trovare unitarietà sulle politiche utili a portare a compimento la soluzione di qualche problema emergenziale, come occupazione, sanità, ambiente, viabilità, trasporti, ecc.
L’elettorato di destra è ancora rinserrato nei suoi ranghi: per ora si è messo alla finestra in attesa di una proposta politica più allettante di quella fornita fin qui. Il problema è proprio questo: “Chi e cosa può rimobilitarli?”. Ora che è rimasto in campo solo il Carroccio, manca una destra di governo”. Questo è quanto afferma Piero Ignazi, accademico e politologo, delineando la situazione politica italiana e ancora:” Le agitazioni nel centrodestra incontrano un limite, al momento, insuperabile: l’assenza di una credibile cultura di governo. Non c’è all’orizzonte una vera alternativa al renzismo”. La situazione che si delinea in Italia ormai sembra paradossale, cosa pensa di queste affermazioni e secondo lei quali sono state le cause che hanno portato alla carenza di una buona opposizione a Renzi, a una sorta di immobilismo politico, sa dirci se qualcosa di positivo ne è scaturito finora, dal governo Renzi?
Credo sia ormai nota a tutti l’amarezza e lo sconforto che ho provato quando, constato il fallimento del centrodestra e della destra in particolare, ho deciso di abbandonare la politica partitica. Adesso, forse più che mai, ritrovo elettori smarriti ed io stessa non riesco ad individuare un partito od una coalizione in grado di rappresentare una destra di governo.
Salvini, anche se qualche volta afferma cose condivisibili, non mi garantisce l’unità della nostra Nazione e se è vero che sta cercando di conquistare consensi al Sud, ma appare che ciò sia imperniato per esclusivo tornaconto elettorale.
Non mi sento nemmeno di dare fiducia a quella destra che sta cercando di ricrearsi attorno a figure che hanno portato all’abbattimento dei valori della destra politica; figure comunque che mi appaiono più tentare di mettersi in gioco per conquistare poltrone anziché riappropriarsi di una vera cultura di governo.
Non parliamo poi del renzismo imperante, assimilabile al berlusconismo degli anni ’90, aggravato da scelte che di fatto hanno abbattuto le prerogative del Parlamento italiano e la libertà dei cittadini italiani eliminando loro, ad esempio la possibilità di scelta degli amministratori provinciali e dei componenti del nuovo Senato della Repubblica.
Inoltre, se è vero che ad ogni piè sospinto Renzi annuncia una ripresa economica dell’Italia, penso proprio che il Presidente del Consiglio dei ministri non abbia ben chiara la reale situazione in cui versa l’Italia meridionale e la Calabria in particolare, dove, purtroppo permane il più alto tasso di disoccupazione giovanile.

venerdì 26 giugno 2015

“Rimborsopoli”, Oliverio deve dimettersi

                                                                             











Mia intervista
rilasciata in esclusiva a Graziano Tomarchio


link video

                                                                          https://www.youtube.com/watch?t=38&v=ftWi4WwTdnE 

sabato 23 maggio 2015

Intervista- La Calabria e i suoi problemi, il neo governo e i giovani





La Calabria e i suoi problemi, il neo governo e i giovani, ne parliamo con Angela Napoli
Susanna Camoli maggio 23, 2015 





L’ On. Angela Napoli, già parlamentare della Camera dei deputati della Repubblica Italiana e Vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, presidente di Risveglio Ideale, da sempre attiva nella lotta alle mafie, ha parlato con noi in questa intervista dei vari problemi che affliggono la nostra terra, come sempre con chiarezza e forte senso di legalità, spingendosi laddove non tutti oggi riescono. Proponiamo questa preziosa intervista a ridosso dell’ evento di oggi, presso Altomonte (CS) dove sarà presentato il volume:”L’antimafia dei fatti”, libro intervista a cura di Orfeo Notaristefano.

Com'è essere donna nella lotta alle mafie?
Il ruolo della donna non è facile, non è semplice già di per sé, poi quando una donna si mette a contrastare le mafie con atti concreti, è molto più determinata degli uomini. Non è sicuramente facile anche perché in questo contesto e in questa battaglia la donna spesso è costretta ad individuare collusioni del potere mafioso e a volte anche degli uomini della sua stessa coalizione politica e naturalmente questo non è gradito agli uomini. Gli uomini, quelli delle organizzazione mafiose hanno sempre visto la donna come l’ elemento debole della società, come una persona da asservire al potere, quindi quando c’è un’iniziativa di contrasto da parte di una donna la si deve o isolare o addirittura “eliminare”.
Come ha reagito al caso dell’ ex ministro Lanzetta, alla rinuncia al suo incarico in Regione per la poca chiarezza sul caso De Gaetano?
Ho da subito sostenuto e espresso sincera solidarietà all’ ex ministro Lanzetta, perché ho condiviso la sua fermezza nella scelta di non andare a condividere un’ amministrazione regionale nella quale era stato designato un assessore ad un ramo di non poco conto, come quello dei lavori pubblici e dei trasporti, il dott. De Gaetano, il quale era stato coinvolto in un ‘inchiesta riguardante famiglie della ‘ndrangheta reggina e proprio per questo motivo non era stato candidato alle elezioni regionali precedenti. Io stessa feci un’ interrogazione parlamentare nel 2010 e da me era già stato attenzionato, anche se al momento non risulterebbe indagato, penso che sia una questione di etica e moralità. Penso che se una volta per tutte la politica non apre gli occhi e non mette da parte personaggi tanto discussi, da questa situazione sarà difficile uscirne e non dobbiamo meravigliarci se poi in determinate inchieste escono fuori nomi insospettabili, poi è troppo tardi. A mio avviso la prima pulizia da fare è quella delle liste. L’ ex ministro Lanzetta proprio per la sua storia, che l’ aveva vista protagonista di numerosi attentati, quando era sindaco del comune di Monasterace, non poteva mettere da parte questa storia per unirsi ad una giunta all’interno della quale risiedono determinati personaggi.
Restando sul tema Regione Calabria, lo scenario che ad oggi si presenta non è dei migliori, quali sono le sue considerazioni?
Devo dire che lo scenario è molto negativo e deludente. Dopo la precedente consigliatura regionale che aveva visto coinvolti diversi personaggi, tra i quali lo stesso ex presidente Scopelliti, ci si aspettava che i nuovi arrivati fossero all'altezza, indipendentemente dalla coalizione politica di appartenenza, di dare segnali di positività, segnali che fino ad oggi sono tutt’altro che positivi, a cominciare dalla nomina dell’ assessore De Gaetano ma anche di altri due assessori che allo stato attuale risultano indagati. Sono esempi che potremmo vedere giudiziariamente coinvolti. Non solo queste presenze sono negative, ma anche le nomine che stanno facendo non sono per niente nomine positive. Ad esempio è di questa mattina la nomina che è stata fatta all’autista del capogruppo PD, un autista al 50%, altra nomina di un personaggio molto discusso e questo solo per citare l’ ultima. Non si fa pulizia ma si punta ad un’ attività di riciclaggio tanto per mandare via quelli che erano designati dalla vecchia amministrazione e si fa un discorso di parte. Senza guardare il fattore etico e morale non si va da nessuna parte, questo per quanto riguarda l’ eticità e la moralità, ma segnali negativi sono anche rispetto ai grandi problemi che investono la nostra Calabria, non c’è allo stato attuale una sola problematica che sia stata presa in esame e risolta a livello regionale. Viviamo in una regione che purtroppo è in stato emergenziale in ogni settore, dall'ambiente alla sanità, i trasporti, la viabilità,l’ occupazione. Fino ad oggi questa “mini” giunta, mini perché tra l’altro non è stata nemmeno completata, si sono occupati solo di nomine e di salvaguardia di determinati posti di potere. Prendiamo ad esempio il grave problema della sanità, intanto bisognerebbe anche capire quale sia il rapporto tra l’ attuale governo nazionale e quello regionale, perché la nomina del Commissario alla sanità non è stata concretamente accettata dal governatore della Calabria. Se già si parte in questo modo non so come si possa risolvere il problema del diritto alla salute dei cittadini calabresi, quindi ci sono delle partenze, a pochi mesi dalle elezioni, pochi per modo di dire, perché una regione come la Calabria ha bisogno di urgenze, che non son state positive.
Pensa che sia possibile la caduta di questa neo giunta?
C’è anche la situazione di questa nuova sentenza della consulta che mette in forse la legge elettorale con la quale si è andati a votare, quindi sorge anche questa problematica che aggiunta a quelle esistenti porta molti rischi, certo io non sono tra coloro che vorrebbero vedere rivalse politiche di altro genere, ma appartengo ai comuni cittadini calabresi che vorrebbero vedere questa regione governata come tante altre regioni, in modo tale da farle assumere il passo che le è dovuto rispetto alle altre regioni. Sta di fatto che ad oggi la Calabria è la regione peggiore in termini di sviluppo, sembrerebbe quasi che questa nostra regione, a volte, non faccia parte del contesto nazionale. Sembrerebbe quasi che la Calabria meriti di essere ignorata, ma questo dipende da chi amministra. La cosa pubblica regionale che dovrebbe attirare l’ attenzione dovuta, capisco che la regione abbia bisogno di supporti, ma quando la gestione, ad esempio, dei fondi comunitari è stata lasciata confermata dall’ attuale governatore Oliverio, allo stesso dirigente della precedente giunta, il quale era riuscito a spendere neanche il 50% dei fondi, e che per questo era stato fortemente criticato dall’attuale governatore, qui mi rendo conto che non si vuole realmente cambiare, di dare sviluppo e aiuto alla nostra Calabria, anche se quest’ aiuto viene dall’esterno, come appunto i fondi comunitari, allora si resta perplessi.
Qual’ è il consiglio che si sente di dare ai giovani calabresi, sempre più scoraggiati, disinteressati o facilmente “corruttibili”?
I giovani calabresi purtroppo, in questo momento attraversano una fase di grande smarrimento perché non hanno certezze sul loro futuro e non intravedono dalle programmazioni utili prospettive. Purtroppo in questa regione, oltre al discorso occupazionale, la Calabria è la regione che evidenzia il più alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, è stato abbattuto il criterio della meritocrazia e quindi molti nostri giovani, che a mio avviso costituiscono una risorsa fondamentale per la nostra terra, sono costretti ad andar via per trovare spazi che vengono loro riconosciuti. Quando gli incarichi vengono dati, nei vari enti nelle varie istituzioni, non per meriti concorsuali, ma solo per appartenenza politica, quando si abbatte in genere, la meritocrazia è chiaro che i giovani perdano le speranze e la fiducia. A mio avviso vengono anche demotivati, perché non hanno punti di riferimento e quando questi giovani valgono, e avrebbero la volontà di dare qualcosa alla nostra comunità e vengono magari messi da parte, discriminati, è chiaro che ciò scoraggia. Io però sono del parere che in questo momento occorrerebbe recepire l’ appello che pochi giorni fa ha fatto Papa Francesco, che rivolgendosi ai giovani ha detto:” Fate in modo che non vengano uccise le vostre speranze”, quindi mi sentirei di dire di non demordere, di non perdere fiducia, di continuare a combattere per aiutare la nostra terra affinché risorga e non uccidere le speranze del loro stesso futuro.