giovedì 27 marzo 2008

Basta proclami, serve FERMEZZA

La relazione sulla ‘ndrangheta, approvata all’unanimità nello scorso mese di febbraio dalla Commissione Parlamentare Antimafia, ha suscitato in alcuni qualche negativa reazione, come se la presentazione della potenzialità e della pericolosità della ‘ndrangheta volesse creare una sorta di criminalizzazione dell’intera società calabrese. In questi giorni, purtroppo, la Calabria è costretta a vivere nel terrore: cinque omicidi in cinque giorni, una bimba di soli cinque anni in coma, due donne ferite sono la dimostrazione di una “mattanza” in atto che certamente è destinata a creare ulteriori fiumi di sangue.
A che cosa sono serviti i patti per la sicurezza ed i numerosi incontri istituzionali? A che cosa sono serviti il potenziamento dei controlli in alcune parti del territorio, se questi hanno finito con lo sguarnire altre postazioni? L’attuale Governo Nazionale, con il suo Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha messo in ginocchio il settore sicurezza: cospicua detrazione dei finanziamenti, vuoti proclami, impegni disattesi e mancato riconoscimento del lavoro svolto, con grandi difficoltà, pericoli e sacrificio dalle Forze dell’Ordine e dai Magistrati.
E’ sempre stato mio convincimento che l’arresto dei capi storici della ‘ndrangheta avrebbe dovuto comportare una maggiore attenzione sulla capacità rigenerativa di questa organizzazione criminale e quindi su coloro che, in modo spregiudicato, intendono impadronirsi del territorio, del primato nei traffici illeciti e dell’accaparramento degli ingenti finanziamenti pubblici. Questa attenzione è mancata: il caso Calabria è stato trascurato, salvo a riaffiorare a causa dello spargimento di sangue di fronte al quale non si può rimanere impassibili. Non servono proclami, tanto meno false ed inadeguate strategie di contrasto; occorre agire con decisione, fermezza, capacità investigativa, risorse umane e finanziarie adeguate alla gravità della situazione nonché con norme legislative utili a garantire la certezza dell’espiazione della pena: solo così lo Stato può riacquistare il suo primato e ridare ai cittadini sicurezza e fiducia!

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 27 marzo 2008

mercoledì 26 marzo 2008

Il lavoro parlamentare dell'On. Angela Napoli in evidenza su Libero di oggi

Mercoledì 26 marzo 2008

ONOREVOLI FANNULLONI Smascherati dal test di produttività di TOMMASO MONTESANO

ROMA  Il portavoce del governo Prodi, il decano dei parlamentari e l'ex colonnello siciliano di Udeur e Partito democratico. Ecco da chi è formato il podio dei tre deputati meno produttivi di Montecitorio. Silvio Sircana, Ciriaco De Mita e Salvatore Cardinale. È a loro, secondo il sito internet www.openpolis.it, che spetta la palma dei parlamentari più pigri. In due anni di legislatura, infatti, non c'è traccia, o quasi, della loro presenza a Montecitorio. Tutto il contrario della deputata di Alleanza nazionale Angela Napoli, che in base ai coefficienti di calcolo utilizzati da Openpolis è la stakanovista della Camera. Dietro di lei Marco Boato (Verdi) e Luca Volontè (Udc). Per stilare la classifica della produttività degli onorevoli, il sito ha preso in esame la tipologia e il numero di atti firmati e cofirmati da ogni singolo parlamentare. Non solo i progetti di legge, quindi, ma anche gli interventi in aula e in commissione attraverso mozioni, interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e risoluzioni. Il risultato è una graduatoria in cui dieci è il punteggio massimo e zero il minimo. .........

......... La più produttiva, invece, è una donna di An: Angela Napoli. Ecco i suoi numeri: 72 progetti di legge presentati come prima firmataria, 80 come cofirmataria, 101 interrogazioni a risposta scritta, 12 interpellanze, due ordini del giorno. Una macchina parlamentare. “Io non rubo lo stipendio “, ringhia mentre corre su e giù per la Calabria dove è impegnata per la campagna elettorale (è stata ricandidata per il Popolo della Libertà). “E ci tengo a precisare che le poche assenze che ho fatto registrare a Montecitorio sono dovute alla mia attività di componente della commissione Antimafia e dell'Unione interparlamentare. Poi c'è il rapporto con il territorio”. A spingerla a tanto attivismo, spiega, è il rispetto verso i cittadini. Agli Elettori non possiamo dire “votateci” per poi dimenticarci di loro. Ai colleghi più pigri riserva solo una battuta sferzante: “Cofirmare appena due progetti di legge in una legislatura significa servirsi della qualifica di deputato per entrare a far parte della casta. Sono comportamenti come questi che contribuiscono a dipingere il Parlamento in modo inadeguato”.

giovedì 20 marzo 2008

LA LOTTA ALLE MAFIE NON HA COLORAZIONE POLITICA

In questi giorni in Calabria alcuni candidati alle elezioni politiche stanno facendo la campagna elettorale all’insegna dell’antimafia, quasi a voler dimostrare che l’emergenza ‘ndrangheta è emersa solo dopo l’approvazione unanime, da parte della Commissione Parlamentare, della relazione su questa organizzazione criminale. Qualcuno forse ritiene di poter porre il vessillo dell’antimafia sul proprio simbolo elettorale, immaginando così di raccogliere consensi, senza rendersi conto che nel frattempo la ‘ndrangheta continua a spadroneggiare, a gestire le sue attività illecite e a colludere “tranquillamente” con il potere politico ed economico.
Qualche quotidiano calabrese, in barba alla “par condicio”, sembra essere diventato di “proprietà” di singoli candidati.
Non sarà certamente una relazione sulla ‘ndrangheta, peraltro non coraggiosa fino in fondo, ad abbattere il fenomeno e le sue collusioni. Non si può essere “garantisti” quando si siede in Parlamento e poi pensare che siano sufficienti gli “sbandieramenti acclamati” per mettere da parte i mafiosi.
La moralizzazione della politica non può avvenire solo attraverso codici etici, certamente positivi come proposte, ma del tutto inefficienti perché privi di qualsiasi tipo di sanzione. La moralizzazione della politica deve essere supportata da iniziative legislative utili ad abbattere quel “patto scellerato e perverso” tra mafia e politica che nasce quasi sempre, e gli interventi giudiziari di questi giorni, me ne danno ragione, durante le campagne elettorali.
Ed allora, perché, ad esempio, i rappresentanti del PD, dell’Arcobaleno e dell’IDV, maggioranza nell’attuale Parlamento, non hanno convertito in legge la proposta “Lazzati”, da me ripresentata alla Camera dei Deputati nel maggio 2006, e che avrebbe impedito in concreto l’intreccio perverso che, proprio nel momento elettorale, si realizza tra potere mafioso e uomini politici, con effetti devastanti sulle Istituzioni e sulla loro credibilità.
Perché votare per l’indulto che ha finito col favorire anche qualche mafioso.
Perché non approvare l’abolizione del patteggiamento in appello per i mafiosi.
Perché non abolire gli sconti di pena per i mafiosi.
Perché non rendere efficiente la normativa sul voto di scambio.
Perché non approvare una legge sull’inversione dell’onere della prova, necessaria per aggredire i patrimoni illeciti, quasi tutti affidati a prestanomi.
Perché non abolire il gratuito patrocinio per i mafiosi.
Perché, perché, perché………
Non ci si può ricordare della lotta alla mafia solo in campagna elettorale e continuare a garantire un Consiglio regionale la cui maggioranza sembra essere divenuta tale con il supporto elettorale della ‘ndrangheta, per come continua ad emergere dalle varie inchieste giudiziarie.
Non ci si può ricordare della lotta alla mafia solo in campagna elettorale e contemporaneamente lasciar apparire la sanità condizionata dalla ‘ndrangheta solo in provincia di Reggio Calabria, con l’unico fine di non aiutare ad emergere le responsabilità dei soliti “intoccabili”.
Non ci si può ricordare della lotta alla mafia solo in campagna elettorale senza essersi spesi per indagare sulle vere motivazioni che hanno portato al delitto Fortugno.
Non ci si può servire dell’antimafia senza impegnarsi per garantire la sicurezza dei cittadini e la dignità di tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine che quotidianamente, e con grande difficoltà, prestano il loro servizio a tutela di tutti.
La battaglia contro il potere mafioso la si fa sul campo quotidianamente, senza chiudere gli occhi dove conviene, con la consapevolezza di apparire, a volte, impopolari, ma con la certezza di essere garanti dei cittadini onesti.
On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 20 marzo 2008

mercoledì 19 marzo 2008

Nuovo macigno sulla Calabria lanciato da Prodi e Amato

Lo scioglimento dell’Azienda Sanitaria Provinciale n. 5 di Reggio Calabria per accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, decretato dal Consiglio dei Ministri, rappresenta l’ulteriore macigno che cade sulla Calabria tutta. Con tale provvedimento, che per la verità si aspettava da tempo, ma che, guarda caso, viene decretato in piena campagna elettorale, risulta commissariato l’intero settore della sanità ricadente nella provincia di Reggio Calabria, nonostante varie inchieste, amministrative e giudiziarie, abbiano evidenziato interessi ed infiltrazioni della ‘ndrangheta in tutta la sanità calabrese. Ne è un esempio la mia pressante denunzia, fatta da tempo sia in Commissione Nazionale Antimafia che attraverso atti parlamentari ispettivi, con la quale ho richiamato l’attenzione del Governo Nazionale circa la necessità di scioglimento dell’A.S.P. di Vibo Valentia, alla luce di relazioni e inchieste.
Il Consiglio dei Ministri ha, invece, oggi ritenuto che la criminalità organizzata condizionerebbe la sanità nella sola provincia di Reggio Calabria.
Forse, anche alla luce dei provvedimenti giudiziari che, nella giornata odierna, hanno portato all’arresto del quarto consigliere regionale calabrese, sarebbe opportuno che il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, riuscisse ad attenzionare la situazione del nostro Consiglio regionale.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 19 marzo 2008

Consiglio Regionale sempre più INQUISITO: fino a quando?

Plaudo, con vivo compiacimento, al lavoro del Procuratore Aggiunto della DDA di Catanzaro, Mario Spagnuolo, e dei Sostituti Domenico Fiordalisi e Raffaele Sforza, che questa mattina ha portato agli arresti del consigliere regionale Franco La Rupa e di altre tre persone.
Gli arresti in questione, che coronano l’operazione “Nepetia”, evidenziano l’alleanza esistente, anche nel Tirreno cosentino, tra la locale cosca Gentile e parte del mondo politico. Appare davvero grave, inammissibile e decisamente da contrastare, la copertura che alcuni personaggi politici osano prestare per gli illeciti affari dei malavitosi e per consentire agli stessi il dominio del territorio.
Proprio nella giornata di ieri, in un comunicato stampa, avevo richiamato i rapporti che in Calabria si instaurano, in particolare durante le campagne elettorali, tra mondi politico e mafioso.
Inoltre, pur riconoscendo il valido lavoro investigativo di tutte le Forze dell’Ordine calabresi, non si può sottacere la gravità dell’arresto di un sottufficiale dei Carabinieri e di un appuntato della Guardia di Finanza, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a dimostrazione della capacità della ’ndrangheta di infiltrarsi ed avere “supporto” anche nel settore investigativo, intralciando decisamente la bontà del lavoro degli inquirenti.
L’arresto della dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Amantea, pone, poi, la necessità di una urgente rivisitazione della legge sullo scioglimento dei Consigli Comunali, in particolare, laddove non si fa alcun riferimento alle collusioni tra dirigenti amministrativi e criminalità organizzata.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 19 marzo 2008

martedì 18 marzo 2008

DOVE FINISCONO I VOTI DELLA 'NDRANGHETA?

Appare certamente preoccupante la notizia dell’avvenuta devastazione all’interno dell’appartamento del collaboratore di giustizia, Ulisse Serpa, a Paola. Non v’è dubbio che l’allarmante messaggio si appalesa come il tentativo di frenare il fenomeno del pentitismo che, in questo momento, in Calabria sta rivelandosi estremamente importante e produttivo per il contrasto alla ‘ndrangheta.
La struttura familistica dell’ organizzazione criminale calabrese non può che essere conosciuta e combattuta anche attraverso i collaboratori di giustizia, decisamente pochi rispetto a quelli che hanno contribuito ad assestare i duri colpi contro la mafia siciliana.
Il messaggio intimidatorio contro Ulisse Serpa fa trasparire la preoccupazione della ‘ndrangheta, che in questo momento non sta sicuramente vivendo “sonni tranquilli”, non solo perché allarmata dalla forte attività di contrasto nei suoi confronti, ma anche perché alcuni collaboratori stanno iniziando a rendere noti i rapporti che in Calabria si instaurano tra mondi politico e criminale, in occasione delle varie campagne elettorali. Non vanno, ad esempio, sottovalutate le deposizioni rese, nella giornata di ieri, da un collaboratore di giustizia durante il processo per l’omicidio Fortugno, giacché le stesse non solo evidenziano da quale parte sono finiti i voti della ‘ndrangheta nelle elezioni regionali calabresi del 2005, ma, a mio parere, potrebbero anche dare qualche maggiore indicazione sulla pista da seguire per giungere all’individuazione delle vere responsabilità che hanno portato al delitto del Vice Presidente del Consiglio calabrese.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 18 marzo 2008

sabato 15 marzo 2008

PRODI, BIANCHI E IL PORTO DI GIOIA TAURO

Leggo sulla stampa che finalmente il decollo del Porto di Gioia Tauro è cosa fatta. Un “decollo” annunciato con clamore in piena campagna elettorale e millantato, grazie anche alla quiescenza dei sindacati, come importante ricaduta dell’azione commissariale decisa dal Governo Prodi. Un’azione straordinaria avviata dalle sinistre, ma così indietro rispetto ai paletti che il Decreto Presidenziale aveva stabilito, da trasformare a Camere già sciolte, con un anticipo di circa quattro mesi sulla scadenza del 17 maggio 2008, il compito governativo in “azione commissariale delegata” di un Governo però dimissionario. Un modo per Prodi e Bianchi di mettere il cappello, in dispregio delle competenze attive per legge, sulle opere che il piano pluriennale del Porto già prevede, ma in relazione ai fondi disponibili. Ieri dunque un ennesimo piano teorico è stato firmato in pompa magna a favore del Porto di Gioia e stupisce che a questo nuovo gioco elettorale si siano prestati i sindacati territoriali, turlupinati come protagonisti di un’azione di sviluppo economico, che però non sarà mai tale se a mettere i soldi non interverranno o il Governo o la Regione.
Ma la farsa non si è conclusa certo venerdì scorso in Prefettura: niente di più facile che a giorni un nuovo annuncio arrivi a trombe spiegate da Palazzo Chigi per ricordare ai calabresi che il Governo Prodi ha molto a cuore il Porto di Gioia Tauro, al punto da varare l’atteso Accordo Stato-Regioni i cui garanti saranno però, e i calabresi non sono certo sciocchi, il dimissionario Presidente del Consiglio, Romano Prodi, il dimissionario Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il Delegato di Governo dimissionario e, ahimé, il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che certamente non potrà sottrarsi.

On. Angela Napoli

Taurianova, 15 marzo 2008

venerdì 14 marzo 2008

Rutelli, Minniti e lo "scippo" del Museo di Reggio Calabria

Che la Calabria fosse diventata terra di “scippi” e di “conquiste” era ormai cosa nota, ma che l’opera dell’attuale Governo Prodi si concludesse con un ulteriore e grave “prelievo” di beni culturali, penso nessuno potesse mai immaginarlo.
E’ davvero inaccettabile che il Ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, ormai con deroga del suo incarico, deliberi di inviare a Mantova alcuni tra i più importanti reperti dello storico Museo di Reggio Calabria, incurante di privare la città calabrese di importanti risorse culturali, quali il Kouros, la testa del filosofo e la testa di Basilea. L’irresponsabilità del Ministro, il quale, peraltro, ha assunto unilateralmente questa decisione, senza interloquire con il Sindaco Scopelliti, è aggravata non solo dalla mancanza di qualsiasi interscambio di reperti, ma anche dalla decisione di far rientrare i reperti a Reggio, solo diversi mesi dopo la chiusura della mostra prevista a Mantova. Reggio e la Calabria tutta non possono rimanere impassibili innanzi a questo ulteriore “sopruso”: Rutelli non può ritenere di essere “padrone” di quanto in questa Regione rappresenta cultura, tradizione, storia e bene indiscusso.
Forse sarebbe opportuno che anche il Vice Ministro Minniti, parte integrante dell’attuale Governo Nazionale, evidenziasse la posizione sui “particolari trattamenti” che vengono riservati alla sua città.

On. Angela Napoli

Taurianova, 13 marzo 2008

martedì 11 marzo 2008

VERSO UNA NUOVA ITALIA

Desidero ringraziare tutti coloro i quali, all’insegna della stima, della militanza e dell’affetto, hanno contribuito a sostenere la mia candidatura, in posizione utile, nella lista del POPOLO DELLA LIBERTA’. Non serbo rancore nei confronti di coloro i quali, certamente infastiditi dalle battaglie contro la criminalità organizzata e le sue collusioni, hanno tentato di mettermi “da parte”. La fiducia che il Presidente FINI ha inteso rinnovarmi, compensa ogni amarezza subita.
Numerosi sono stati gli attestati di stima ricevuti nei giorni scorsi ed ancora più numerosi quelli che sto ricevendo, da ogni parte, non solo della Calabria, dopo l’ufficialità della candidatura. Quasi tutti, per nulla di convenienza, riconoscono la bontà della mia attività politica, sempre svolta con trasparenza, onestà, coerenza, ed anche coraggio. Aver conquistato il primo posto, su 600 Deputati, per attività, così come appare sul sito Openpolis, credo possa essere la dimostrazione del mio impegno che ha sempre cercato di affrontare le varie problematiche che gravano, in particolare, sulla nostra Calabria.
Nessuno è senza peccato e, per tale motivo, non pretendo di essere considerata se non al pari degli altri candidati del PDL. Sono molto serena e mi sento con la coscienza tranquilla per poter chiedere nuovamente la fiducia alle elettrici ed agli elettori. E’ in atto una rivoluzione copernicana della politica italiana, che dovrà portare alla riconquista del governo della Nazione da parte di chi ne ha veramente a cuore le sorti.
Nei venti mesi del governo Prodi l’Italia è stata posta in ginocchio: nessuna categoria si può ritenere soddisfatta, è aumentato il numero delle famiglie che vive pesanti disagi sociali, la mancanza di sicurezza preoccupa qualsiasi cittadino, i giovani sono privati della certezza per il loro futuro, gli anziani non sono garantiti da alcuna forma di riconoscenza. L’eredità che verrà lasciata al POPOLO DELLA LIBERTA’ è disastrosa e, pertanto, non potremo fare una campagna elettorale all’insegna della demagogia o di promesse che non verrebbero mantenute.
Occorrerà serietà, responsabilità, unità per garantire da subito una sterzata al timone che ha condotto l’Italia alla deriva. Occorrerà far capire alle elettrici e agli elettori che da una parte, quella del PD, c’è la “maschera” del finto “nuovo”, dietro la quale si cela tutto quel “vecchiume” che ha portato al fallimento, dall’altra, quella del PDL, c’è l’essere come appare, c’è la voglia di ripensare la Politica, quale esclusivo servizio alla collettività per il raggiungimento del bene comune.
Io ci credo fermamente ed invito tutti Voi a prendermi per mano e percorrere uniti la nuova strada verso quel “bene comune” che sarà fondamentale per una “NUOVA ITALIA”.

On. Angela Napoli
Taurianova, 11 marzo 2008

venerdì 29 febbraio 2008

VERITA' e GIUSTIZIA per la CALABRIA

Mi appare davvero preoccupante il tempismo con il quale parte della Magistratura calabrese sta definendo alcuni procedimenti giudiziari, in atto da tempo, nei confronti di uomini politici.
Per carità, dal punto di vista umano, non posso che definirmi contenta delle sentenze giudiziarie di questi giorni, ma, contemporaneamente, non ritengo debba passare inosservato il particolare che le sentenze in questione vengono promulgate in piena campagna elettorale: fatto mai accaduto! Le archiviazioni dei procedimenti a carico di due consiglieri regionali ed il proscioglimento del Presidente della Giunta, provvedimenti tutti pendenti da tempo, ma deliberati solo nell’ultima settimana, non possono non destare sospetto!
Il “nuovo” (si fa per dire!) PD calabrese vorrebbe tentare di presentarsi alle elezioni all’insegna delle apparenti “carte in regola”.
Eppure il capogruppo regionale del PD, Nicola Adamo, ha dichiarato, nei giorni scorsi, che “non si può dire che non esiste alcun problema e che si possa andare avanti come se nulla fosse”. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Bova, ha affermato che non “ si possono affidare le proprie sorti a poteri speciali e monocratici esterni alla Regione”, in riferimento alle vicende giudiziarie che hanno colpito il civico consesso regionale: dichiarazioni pesanti nei confronti di quella Magistratura, considerata “brava” se colpisce uomini politici del centro-destra, ma “potere speciale” se tenta di far luce in quella parte politica di centro-sinistra che è sempre riuscita a far credere di essere unica detentrice del vessillo della legalità e dell’antimafia.
Il Presidente Loiero, uscito nella giornata di ieri, più che indenne da una parte delle sue vicende giudiziarie e dalla crisi regionale, oggi, quasi mette in dubbio che in questa Regione possa esserci del “marcio”.
Ma come mai, a questo punto, il PD non candida Loiero?
Come mai, visto che in Calabria tutto sembrerebbe gestito all’insegna della legalità, il PD scomoda addirittura il prefetto De Sena?
Come mai a distanza di 28 mesi dall’omicidio Fortugno, per il quale è stato ormai volutamente decretato l’inabissamento della verità, la Giunta e la maggioranza consiliare regionale, continuano a servirsene da alibi per giustificare il fallimento della loro politica? Come mai se in Calabria non c’è nulla di “marcio”, le imprese aggiudicatarie di importanti appalti e note attività commerciali sono sottoposte quotidianamente ai vili attacchi della criminalità organizzata? Come mai continuano a ritenersi necessarie le “entusiastiche”marce antimafia? Come mai non si ha chiarezza sulla destinazione e sull’utilizzo degli ingenti finanziamenti pubblici pervenuti e il tasso di disoccupazione rimane tra i più alti d’Italia? Come mai la Calabria è divenuta la Regione dell’emergenza in ogni settore? Come mai si osa “andare avanti” come se nulla fosse?
E’ di oggi la relazione dei Servizi segreti presentata al Parlamento, dove si legge che “La ‘ndrangheta, nonostante i duri colpi subiti, resta nel panorama della criminalità organizzata nostrana, la componente più pericolosa in grado di esprimere valenza eversiva”, ed ancora “La ’ndrangheta continua ad insinuarsi in settori economici come la costruzione di strade, la sanità, il turismo e l’agroalimentare e le attività imprenditoriali nell’area di Gioia Tauro, uno dei maggiori porti di smistamento container nel Mediterraneo”.
D’altra parte, quanto riferito nella relazione dei servizi era stato già scritto nel documento sulla ‘ndrangheta, approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Parlamentare Nazionale Antimafia.
Ma se è vero, come è vero, che la ‘ndrangheta continua ad insinuarsi nei settori economici, è altrettanto vero che tale possibilità le viene garantita da parti della politica, dell’imprenditoria e delle istituzioni.
Ed allora, come mai in Calabria nessuno paga? Chi copre tutto e tutti? Quali i “potenti” che riescono a tenere in mano le sorti di una Calabria dove il cittadino è portato a fare di “tutta l’erba un fascio”, non riuscendo più a distinguere il corrotto dalla persona onesta?
Come mai….? Come mai…? Come mai…?
Le risposte si potranno avere solo se coloro che sono chiamati a gestire la “cosa pubblica” ed a garantire la “giustizia”, individueranno nell’etica comportamentale e nella moralità i punti cardine per il riscatto della Calabria.
On. Angela Napoli
Taurianova, 29 febbraio 2008

mercoledì 27 febbraio 2008

Le statistiche sull'attività dei Parlamentari dal sito OPENPOLIS

Ecco le statistiche del sito indipendente http://www.openpolis.it/

Angela NAPOLI
Nata a Varallo (VC) il 26/11/1945

Incarichi attuali
Deputato AN





Attività parlamentare
_________________________________________________________________

Presenze in Parlamento (su 4875 votazioni elettroniche)

Presente 4274 su 4875 (87.7%)
Assente 417 su 4875 (8.6%)
In missione 184 su 4875 (3.8%)

Indice di attivita'

Indice [dettaglio] 10 (min 0 - max 10, media deputati: 1.79)
1° su 600 deputati

Progetti di legge primo firmatario 72
Progetti di legge cofirmatario 80
Interpellanze 12
Interrogazioni a risposta scritta 101
Odg in assemblea su p.d.l. 1
Odg in assemblea su p.d.l. di bilancio 1

venerdì 22 febbraio 2008

Ecco l'ultima bravata di Prodi per la Calabria

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, si ritira dalla politica, ma mantiene il suo dominio sul Porto di Gioia Tauro. E’, infatti, dell’altro ieri l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati, del famoso decreto “Mille Proroghe”. Tale decreto, all’articolo 22sexies, prevede la “Istituzione, durata e compiti del Commissario delegato alla gestione del piano di sviluppo per il Porto di Gioia Tauro”. Il Presidente Prodi, quindi, trasforma il suo Commissario straordinario, ing. Rodolfo De Dominicis, di cui ad D.P.R. 23 maggio 2007, in Commissario delegato alla gestione del piano di sviluppo per il Porto di Gioia. La carica del Commissario delegato durerà, addirittura, sino al 31 dicembre 2009, con una previsione di spesa di ben 600.000 euro per l’anno 2008 e di 750.000 euro per l’anno 2009, da prelevare sul capitolo 1096 dello stato di previsione del Ministero dei Trasporti.
Il Presidente Prodi non ha mai risposto alla mia interpellanza parlamentare con la quale chiedevo chiarezza sulla sovrapposizione delle competenze da lui stesso incaricate, appunto con mandato “commissariale”, per “governare” a vario titolo il Porto di Gioia Tauro. E oggi, il Presidente del Consiglio, prima di lasciare Palazzo Chigi, anziché verificare se l’attività dell’ing. De Dominicis, rappresentata, dopo un anno dalla sua nomina, solo da uno “Studio di fattibilità” di 78 pagine di copia/incolla di atti e piani prodotti a vario titolo in questi anni per il Porto calabrese, possa considerarsi produttiva per lo sviluppo del territorio, preferisce continuare a proteggere la confusione delle competenze, attraverso inutile sperpero di denaro pubblico. E nel frattempo continua a porre a rischio la polifunzionalità della stessa area portuale.
Già nel 1998 Prodi, sempre nella sua qualità di Presidente del Consiglio del tempo, con il varo del famigerato “Masterplan”, aveva di fatto messo a rischio la polifunzionalità del porto di Gioia. Oggi, in chiusura della sua attività politica, decide di porre un macigno su quella che potrebbe essere una delle aree maggiormente produttiva della Calabria.
Ma non basta! Il Presidente del Consiglio dei Ministri, peraltro sfiduciato dal Parlamento, non contento del citato ulteriore suo atto, certamente penalizzante per la Calabria, decide, contemporaneamente, di far impugnare dal Governo la legge regionale n. 27 del 28 dicembre 2007, con la quale la Regione aveva inteso bloccare il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Il destino di questa area sarà quello di divenire la “pattumiera” dell’intera Calabria.
Altro che Regione “Prediletta!”

On. Angela Napoli

Taurianova, 22 febbraio 2008

martedì 19 febbraio 2008

Le congratulazioni per la cattura del boss Pasquale Condello

La cattura di Pasquale Condello, superboss della ‘ndrangheta reggina e latitante da 18 anni, avvenuta ieri sera, segna certamente un altro duro colpo alla criminalità organizzata calabrese. Nell’esprimere viva soddisfazione per questa importantissima operazione, formulo sincere congratulazioni ai Ros ed al Goc dei Carabinieri ed ai Magistrati della DDA di Reggio Calabria, la cui attività d’intelligence ha prodotto tale risultato.
La cattura dello storico boss, Pasquale Condello, scovato nella periferia di Reggio Calabria, evidenzia, ancora una volta, i grossi favoreggiamenti dei quali godono questi criminali e le loro potenzialità nel continuare a gestire, pur da quello “status”, le attività illecite ed il dominio del loro stesso territorio di residenza. Occorre adesso continuare ad essere ben vigili sulle “nuove leve” che sicuramente aspirano ad occupare i posti di “potere” all’interno delle varie cosche della ‘ndrangheta, alla luce anche degli importanti flussi di denaro, derivanti sia dai finanziamenti pubblici che dalle varie attività illecite.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 19 febbraio 2008

lunedì 18 febbraio 2008

LA LETTERA APERTA DEL FEBBRAIO 2006 A LOIERO, ADAMO E BOVA

Ecco cosa scrivevo il 25 febbraio 2006:

On. Agazio LOIERO
Presidente Giunta Regionale

On. Nicola ADAMO
Vice Presidente Giunta Regionale

On. Giuseppe BOVA
Presidente Consiglio Regionale


Gentilissimi,

pur non condividendo la forzata preclusione al supporto propositivo delle forze politiche di opposizione all'approvazione della legge finanziaria regionale per l'anno 2006, ho, a suo tempo, espresso un plauso per la tempistica con la quale questa è stata approvata. Non ero, però, a conoscenza del contenuto della stessa, perché pubblicata solo sul Supplemento straordinario n. 8 del B. U. R. del 13 gennaio 2006.
Oggi, dopo aver letto alcune notizie apparse sulla stampa degli ultimi giorni, peraltro, credo, sottovalutate dall'opinione pubblica, non posso sottrarmi dal denunziare un fatto che ritengo estremamente grave per l'Amministrazione Regionale, soprattutto perché questa è voluta sempre apparire all'insegna della legalità e della trasparenza amministrativa.
Infatti, sollecitata dai richiamati articoli di stampa, ho riletto il comma 2, dell'articolo 29 della L. R. n. 1 del 2006 e, considerata anche l'assenza di un rinnovato piano commerciale regionale, scaduto da circa un anno, ho potuto comprendere che il suo contenuto celava gravi interessi specifici di carattere economico.
L'attività parlamentare ha, da tempo, portato ad occuparmi anche del settore della Grande Distribuzione, non solo per la chiusura di numerose piccole aziende commerciali calabresi impossibilitate a competere con i grandi Distributori economici, ma anche perché è comprovato che la criminalità organizzata ha saputo inserirsi, per le proprie attività illecite, in tutti i settori economici della nostra Regione.
Con enorme rammarico ho, così, scoperto la gravità di quanto avvenuto come conseguenza del contenuto del comma 2, dell'articolo 29, della L. R. n. 1/2006, e che non può essere esente da indagini di pertinenza della Magistratura inquirente. Infatti, se è vero, come è vero, che la citata legge regionale è stata pubblicata sul B. U. R. del 13/01/06, è divenuta esecutiva il giorno successivo, sabato 14/01/06, e lunedì 16/01/06, primo giorno utile, alcune Società, tutte riconducibili ad un "unico gruppo societario", hanno presentato, nei Comuni calabresi con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, le istanze, guarda caso corredate dai relativi progetti definitivi, saturando di fatto le disponibilità, appaiono del tutto comprensibili i "particolari" interessi contenuti nel provvedimento legislativo regionale.
Ho letto che la Commissione Bilancio regionale della Calabria, la quale, peraltro, non ha potuto esprimere il parere sull'ultima legge finanziaria regionale, avrebbe chiesto un chiarimento "sugli aspetti legati alla vicenda'', ma, certamente, questo non basta.
Per quanto sopra, e nell'esclusivo interesse del sano, legale e trasparente sviluppo economico della nostra Calabria, credo che si renda necessaria ed urgente I'assunzione di iniziative utili a bloccare e rimuovere quanto segnalato.

On. Angela Napoli
Vice Presidente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 25/02/06




mercoledì 13 febbraio 2008

LOIERO NON PUO' PIU' TERGIVERSARE

L’operazione “Naos”, condotta questa mattina dai Carabinieri dei Ros, coordinati dalla DDA di Perugia, che ha coinvolto esponenti politici calabresi, tra i quali l’assessore regionale Pasquale Tripodi, revocato nel suo incarico, guarda caso, solo nella giornata di ieri, conferma il sodalizio esistente tra criminalità organizzata e politica, laddove emergono interessi economici legati ai flussi di finanziamenti pubblici e alle attività illecite.
Anche l’odierna operazione giudiziaria, certamente positiva per il dovuto contrasto ai connubi tra mafia e politica, contribuisce a far rimbalzare la Calabria su tutte le cronache nazionali, dando un’immagine nefasta di questa Regione.
Non è più possibile che il mondo politico, in particolare quello che sta amministrando la Regione Calabria, non prenda consapevolezza di questo perverso sistema politico – affaristico - criminale e non assuma le decisioni consequenziali.
Mi appaiono assurde le dichiarazioni del Presidente Loiero, il quale, ad ogni piè sospinto, fa ricorso all’alibi del trasformismo politico, per tirarsi fuori dalle responsabilità. Anche il coinvolgimento dell’assessore regionale Pasquale Tripodi nell’operazione “Naos”, non può essere assolto con la revoca della delega, avvenuta soltanto ieri, dopo che lo stesso è stato parte integrante della Giunta Loiero, rimanendo al suo posto nonostante i quattro rimpasti dell’esecutivo.
Ritengo che il Presidente Loiero non possa più allontanare la valutazione su quanto sta accadendo in Calabria dal giorno successivo all’omicidio Fortugno e soprattutto non possa rinnegare che i suffragi elettorali di Enzo Sculco, Domenico Crea e Pasquale Tripodi (e auguriamoci che la lista finisca qui!) gli hanno consentito di diventare Governatore della Calabria.
On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 13 febbraio 2008

giovedì 7 febbraio 2008

LA CALABRIA NON NE PUO' PIU'

La Calabria non può più continuare ad essere sbattuta quotidianamente sulle cronache nazionali quale simbolo di un sistema perverso politico-affaristico-mafioso, intessuto di preoccupanti trasversalismi che da una parte incrementano gli interessi della ‘ndrangheta e dall’altra fanno crescere le lobby dei politici che usano la carica elettiva solo per accrescere il personale potere.
E’ del mese di dicembre dello scorso anno la preoccupante rivelazione del sostituto procuratore Le Donne in Commissione Nazionale Antimafia, in base alla quale “la ricchezza in Calabria si concentra soprattutto su tre o quattro società domiciliate presso un unico indirizzo della città (Cosenza!)”. Centinaia di milioni di euro finiti nelle mani di pochissimi uomini; milioni di euro dei quali a tutt’oggi non è dato conoscere la provenienza, sia essa legale o criminale. Subito dopo tale rivelazione sui giornali calabresi è apparso l’ipotetico nome dell’imprenditore Antonino Gatto, quale titolare di una delle “fortunate” società.
E’, invece, di ieri il nuovo intervento giudiziario nei confronti del Governatore calabrese Agazio Loiero, coinvolto nell’inchiesta “Why Not”, con l’accusa di corruzione semplice e corruzione elettorale. Il filone d’inchiesta è quello relativo ad un presunto finanziamento di 100.000 euro, che sarebbero stati versati da società riconducibili ad Antonio Saladino (principale indiziato nell’inchiesta in questione) e dall’imprenditore Antonino Gatto, in occasione della campagna elettorale delle regionali del 2005. “Tutti contributi elettorali rendicontati”, si è affrettato a comunicare il portavoce del Presidente Loiero e, come tali, non porterebbero ad alcuna responsabilità penale. Il portavoce di Loiero non ha però fatto alcun riferimento alla seconda parte dell’accusa che ha colpito il Presidente calabrese, in base alla quale l’erogazione economica elettorale da parte di Saladino e Gatto sarebbe stata supportata da “un ulteriore impegno da parte del Saladino….nell’ assumere in attività lavorative, in società da lui controllate, soggetti segnalati dall’on. Loiero una volta questi eletto, in quanto suoi elettori o comunque dallo stesso voluti”. In cambio dell’erogazione elettorale e delle assunzioni, sempre secondo l’accusa, “l’on. Loiero si obbligava a favorire il dott. Saladino ed il Gatto, nonché le società ad essi riconducibili attraverso erogazioni pubbliche”.
La verifica dell’effettivo “scambio elettorale e di favoreggiamento” è ora al vaglio degli inquirenti. Non posso però esimermi dal ricordare una mia lettera aperta, indirizzata a Presidente e Vice Presidente di Giunta ed al Presidente del Consiglio della Calabria, il 25 febbraio 2006 (quindi in tempi non sospetti), il cui contenuto era relativo alla denunzia di quanto avvenuto come conseguenza del comma 2, dell’articolo 29, della L.R. n.1/2006 e che, a mio avviso, non poteva essere esente da indagini di pertinenza della Magistratura inquirente. Quel citato comma 2, e del quale chiedevo l’immediata abrogazione, aveva portato a favorire alcune Società del settore della Grande Distribuzione, tutte riconducibili ad un “unico gruppo societario”, che, guarda caso, faceva capo ad Antonino Gatto. Mi appare inutile segnalare che, naturalmente, la mia lettera aperta non è stata degnata di alcuna risposta da parte dei destinatari, così come il “favoreggiamento” in questione è passato del tutto inosservato dall’attuale opposizione politica regionale.
Qualcuno mi ha considerata “untore” e, come tale, da “dare addosso”, quando il 5 settembre 2007 ho osato avviare un petizione popolare per chiedere lo scioglimento del Consiglio regionale calabrese e, conseguentemente, la caduta di Loiero. Eppure da allora la situazione di questa Regione è notevolmente peggiorata. Il Governatore ha rinnovato e successivamente rimpastato la Giunta Regionale, nominando persino suo Vice un non eletto e riuscendo a diventare il “padrone politico assoluto” della Calabria.
Non è apparso sufficiente al Governatore Loiero assistere alla proclamazione ufficiale dello stato di emergenza sanitaria per una Regione nella quale lo stato emergenziale era già riscontrabile in ogni altro settore. Non è apparso sufficiente l’arresto di un consigliere regionale, il quale, insieme ad un altro consigliere regionale condannato e sospeso con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha contribuito a supportare elettoralmente l’attuale maggioranza politica regionale. Non è apparso neppure sufficiente al Governatore Loiero ritrovarsi penultimo per consenso tra i suoi colleghi italiani. Né sembra aver intaccato la sicurezza di Loiero il siluramento della Stazione Regionale Unica Appaltante, decretato tra gli ultimi atti del Governo, presieduto dal suo amico Prodi.
Men che meno, infine, quanto accaduto nella giornata di ieri: Loiero prosegue! Non ha importanza alcuna la dichiarata “paralisi amministrativa”, tanto quella è vigente fin dal giorno del delitto Fortugno! Né ha senso alcuno il richiamo all’eticità e alla moralità.
Fino a quando? Fino a quando la Calabria dovrà assistere alla guerra fredda in atto tra logge massoniche deviate?
On. Angela Napoli

Taurianova, 07 febbraio 2008

venerdì 1 febbraio 2008

Omicidio Molè: la rottura degli equilibri tra le cosche

L’omicidio di Rocco Molè, boss dell’omonima cosca, che con quella dei Piromalli , figurano tra le più potenti della ‘ndrangheta calabrese, è certamente preoccupante, perché lascia prevedere una rottura degli equilibri consolidati, esistenti tra le cosche della Piana di Gioia Tauro. L’allarme che questo omicidio sta creando, in termini di sicurezza, nell’intero territorio reggino, dovrà certamente trovare rassicurazione con la creazione di un’adeguata attività di prevenzione e controllo.
Ma non può rimanere priva di risposta la domanda che in questo momento si stanno ponendo tutti i cittadini: come può un boss della ‘ndrangheta, condannato ad un ergastolo e 12 anni di reclusione, star fuori dalle “patrie galere” e circolare tranquillo nella sua città, continuando, peraltro, ad esercitare il proprio ruolo di mafioso, con tutto quello che ne consegue?
Penso proprio che la responsabilità morale del legislatore dovrà portare urgentemente alla modifica di tutte le norme che regolano le pene e la loro espiazione per i reati mafiosi!

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia
Roma, 1 febbraio 2008

mercoledì 30 gennaio 2008

Necessaria una Legge per punire il VOTO DI SCAMBIO mafia - politica

L’allarmante relazione della Direzionale Nazionale Antimafia che evidenzia le collusioni esistenti nel Mezzogiorno d’Italia tra criminalità organizzata e politici, impone una presa di coscienza da parte del legislatore.
La relazione dimostra che oggi siamo di fronte, in particolar modo nella realtà calabrese, ad una situazione che ha già causato e può continuare a causare effetti devastanti, si pensi al delitto Fortugno, per la vita dei cittadini e delle stesse Istituzioni.
Non v’è dubbio che le notizie giudiziarie dell’ultimo mese che hanno investito la Campania, la Sicilia e la Calabria, conclamate dalla relazione della DNA, abbattono la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e nel mondo politico in generale.
Occorre, pertanto, un percorso di legalità che abbia come punto di partenza la moralizzazione della politica ed iniziative legislative utili ad abbattere quel “patto scellerato e perverso” tra mafia e politica che nasce, quasi sempre, durante le campagne elettorali. In tal senso ritengo indispensabile l’approvazione della proposta di legge “Lazzati”, concernente il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione, da me ripresentata alla Camera dei Deputati nel maggio 2006, e che impedisce in concreto l’intreccio perverso che, proprio nel momento elettorale, si realizza tra potere mafioso e uomini politici, con effetti devastanti sulle Istituzioni e sulla loro credibilità. La citata proposta legislativa, prevedendo l’intervento tempestivo e funzionale a Magistratura e Forze dell’Ordine, nel momento dell’acquisizione del consenso elettorale, diverrebbe più efficiente dell’attuale normativa sul voto di scambio. Per colpire efficacemente l’accordo tra malavitoso e politico ed impedire ogni possibile condizionamento delle Istituzioni, la proposta di legge “Lazzati” prevede la stessa sanzione per il sorvegliato speciale e per il candidato che fa ricorso a tale aiuto elettorale. Solo così sarebbe possibile recidere alle origini ed in maniera concreta l’intreccio delinquenza-politica e malaffare, bonificando ed immunizzando dalle infiltrazioni della mafia le Amministrazioni e le Istituzioni pubbliche

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 30 Gennaio 2008

lunedì 28 gennaio 2008

"ONORATA SANITA' ": Loiero si dimetta!!!

L’operazione “Onorata Sanità” ha oggi infranto una parte della holding politico-mafiosa che coinvolge la sanità calabrese. Gli interessi che la ‘ndrangheta ha sempre avuto nel settore della sanità regionale sono stati per troppo tempo sottovalutati, il chè ha consentito numerose ascese politiche utili a garantire il dilagare del malaffare che regna in Calabria. I numerosi trasformismi politici che caratterizzano continuamente la nostra Regione, persino con la costituzione di nuovi Partiti, sono proprio dimostrativi di come determinate posizioni elettive debbano essere ad ogni costo mantenute per gestire gli affari privati e della ‘ndrangheta.
Finalmente la capacità investigativa dei Carabinieri e la tenacia dei Magistrati della DDA di Reggio Calabria hanno fatto emergere quanto, ancora nei giorni scorsi, ha contribuito a far rimbalzare negativamente questa Regione sulle cronache nazionali.
E’ bene ricordare che il dottor Pietro Morabito, coinvolto nell’operazione “Onorata Sanità”, è stato nominato, dall’attuale Giunta Regionale, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il 9 gennaio 2008, peraltro unico dei cinque Commissari delle ASP ad essere confermato al suo posto, nonostante lo stato di emergenza socio-sanitaria decretato per la Calabria dal Consiglio dei Ministri.
Mi auguro che questa operazione rappresenti solo l’inizio dell’abbattimento di un sistema clientelare, affaristico e di comprovata connivenza politico-mafiosa nel delicato settore sanitario e che possa emergere, al più presto, l’intera verità sull’omicidio Fortugno.
Alla Giunta Regionale calabrese non può che chiedersi a questo punto un atto di responsabilità rimettendo il mandato elettorale nelle mani dei cittadini.
On. Angela Napoli

Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 28 gennaio 2008