giovedì 6 marzo 2014

Senza la riforma della legge elettorale .......

In Italia ormai ci siamo un po’ assuefatti nel ritrovarci innanzi a riforme costituzionali e non, varate solo per garantire il mantenimento delle poltrone piuttosto che tutelare i reali interessi dei cittadini.
Ma credo che non si possa tacere su quanto sta avvenendo, in questi giorni, durante i quali il Parlamento italiano è stato obbligato ad approvare la riforma della legge elettorale.
Penso che siamo tutti convinti che non si possa andare a nuove elezioni senza una nuova legge elettorale, anche perché l’attuale scenario politico e il perdurare della larghe intese sarebbe invitante solo all’astensione, ma non ritengo accettabile che, solo al fine di mantenere in piedi una legislatura parlamentare, ci si affretti a varare una legge elettorale che, così come proposta, servirebbe solo a far naufragare i piccoli partiti (e su questo potrei anche concordare!), senza però dare ai cittadini la vera possibilità di scelta e soprattutto senza la possibilità di ritrovarsi con una maggioranza politica, che tale possa definirsi!
Infatti, la mancata contemporanea abolizione o riforma della Camera Alta, significherebbe davvero ostinarsi a non capire che, anche a fine legislatura, ci ritroveremmo con Governi di larghe intese, con Governi che si reggono a maggioranze variabili, con Governi che sottoposti a ricatti vari, non vengono messi nelle condizioni di risolvere i reali problemi del Paese.
E parlo di ricatti e compromessi, perché questo è il frutto di quanto, ad esempio, accaduto, negli ultimi giorni, nei Governi nazionale e regionale calabrese, con le dimissioni da sottosegretario del sen. Antonio Gentile (Ncd)!
Sentir dire, anche dal nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri: “tanto il Senato è cancellato!”, significa davvero non aver compreso quanto sia difficile per un parlamentare dover abbandonare quel posto.
Ci vogliono davvero convincere che la riforma costituzionale del Senato potrà essere varata in tempi utili? C’è solo da augurarselo!
Mi piacerebbe, però, da cittadina, non essere più presa in giro! Mi piacerebbe, piuttosto che dover assistere a lavori parlamentari dettati da interessi, compromessi ed inciuci, vedere in atto provvedimenti utili a restituire fiducia ai cittadini e soprattutto a ricondurli fuori dall’esasperazione e dall’umiliazione nelle quali sono costretti a vivere!
On. Angela Napoli (Collaboratrice Commissione Parlamentare Antimafia

http://www.restoalsud.it/2014/03/06/senza-la-riforma-delle-legge-elettorale-gli-italiani-diserteranno-le-urne/ 

martedì 4 febbraio 2014

Stato di coma etico




IL nostro Paese è sprofondato in uno “stato di coma etico”, dove si annidano interessi personalisti, malcostume e corruzione, e dove, pertanto, è diventato estremamente difficile individuare una netta linea di demarcazione tra ciò che è legale e ciò che non lo è.
Purtroppo della parola “legalità” se ne abusa anche a sproposito, per cui si disperde il suo valore sociale che dovrebbe essere diffuso come esigenza morale. Ci ritroviamo così spesso a sentir parlare di “legalità” da coloro che “sguazzano” in sistemi incentrati sull’abuso e sul sopruso.
L’affermazione meramente “formale” della legalità senza effettiva incisività negli interventi concreti finisce per favorire una illegalità di sostanza, fatta di compromesso e di corruzione, con la conseguenza dell’affermarsi di un diffuso malessere che incrina alla base quel consenso sociale che, com’è noto, è il fondamento stesso della civile convivenza.
E laddove vige l’illegalità diffusa, laddove la legalità è debole, nei circuiti politici – burocratici – affaristici illegali, vengono favorite le organizzazioni mafiose. Assecondare o diventare parte di sistemi di malaffare e corruzione, mettersi a disposizione di contesti ambientali particolari, vuol dire accettare lucidamente la possibilità di farsi asservire agli interessi criminali mafiosi, che stanno alla base di tutte le stragi di mafia.
E’ quindi indispensabile impegnarci per far riappropriare la collettività della legalità nel suo significato più profondo, unendo responsabilità e giustizia.
Recuperare la legalità, garantire sicurezza e giustizia dovrebbero essere i primi compiti di uno Stato democratico. Le politiche di sicurezza non possono però essere garantite dal solo intervento repressivo, ma devono essere integrate da iniziative orientate a favorire il diffuso consolidamento della cultura della legalità. Occorre, quindi, il concorso di molteplici risorse, iniziando da una maggiore collaborazione civica.
A dire il vero, oggi si registra un dinamismo per la diffusione della cultura della legalità e nel versante dell’antimafia, che fino a pochi anni orsono era inimmaginabile. Ma, in contrapposizione, ho l’impressione che alla regola come disciplina generale delle nostre comunità, si sia sostituito un marcato soggettivismo, etico e comportamentale, che ha corroso il concetto stesso di norma coesistenziale. Intravediamo, infatti, prevalere interessi particolari, privilegi, zone più o meno ampie di franchigia, immunità, poteri che vengono esercitati in luoghi chiusi o segreti.
Proprio per tale motivo sempre più urgente diviene il richiamo ad una maggiore giustizia e sempre più forte è la denuncia per il dilagare di una diffusa illegalità.
Il principio di legalità colto nel profondo della sua sostanza vuole che ciascuno, sia esso pubblico amministratore, politico, imprenditore, pezzo di una Istituzione o comune cittadino, agisca con coerenza e con fedeltà ai doveri. Ha un’anima composita la legalità ed essa è assolta quando ciascuno agisce secondo un principio di responsabilità.
Bisogna ricreare la cultura dei doveri, paritetica alla cultura dei diritti. Non esiste giustificazione della pretesa di riconoscimento dei propri diritti se non vi è una corrispondente forte coscienza dei propri doveri. Occorre ripristinare una cultura nuova dei doveri, portanti ad una cultura della legalità, intesa questa come coscienza di appartenenza ad una comunità le cui regole legittimamente poste vanno osservate.
O crediamo in ciò e riusciamo a far capire che questo deve essere per la vita di ciascuno e di tutti o, altrimenti, si continua a rimanere nel caos sociale dove vince il primordiale rapporto di forza che tende a calpestare non soltanto ogni ragione ma anche ogni diritto ed ogni fondamentale regola della convivenza civile.


Angela NAPOLI
(Collaboratrice Commissione Parlamentare Antimafia)

http://www.modernizzarelitalia.it/blog/enter/stato-di-coma-etico/ 

sabato 25 gennaio 2014

Preoccupata per le fasi successive al trasbordo delle Armi chimiche al porto di Gioia Tauro



COMUNICATO STAMPA 

Il ministro degli Affari Esteri, on. Emma Bonino, ha “liquidato” il problema del trasbordo nel porto di Gioia Tauro delle scorie delle armi chimiche siriane, richiamando l’orgoglio del nostro Paese per aver così partecipato a questo nuovo processo di pace. Allo stesso Ministro e ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Difesa, nonché al Governatore della Calabria, non è però sfiorata la necessità di valutare cosa potrebbe accadere alle popolazioni della piana di Gioia Tauro, che già vivono in un territorio devastato anche dal punto di vista ambientale, se, nonostante l’elevato livello professionale dei tecnici chiamati a gestire l’operazione, malauguratamente dovesse sorgere qualche intoppo nel trasbordo di queste sostanze chimiche micidiali, anche perché, sostengono, che all’insaputa di tutti ci sarebbero già stati in questo porto altri trasbordi di sostanze tossiche e radioattive.
Ho ormai la certezza che la scelta fatta, anche alla luce di accordi internazionali ormai preventivamente decisi sulla nostra testa, non potrà essere modificata, ma non posso sottacere la preoccupazione per quello che sarà il processo successivo al trasbordo; non abbiamo, infatti, certezza dove avverrà la bonifica di questo materiale né del luogo dove verranno smaltite queste micidiali sostanze. Sembrerebbe che una parte verrà inabissata nelle acque internazionali del nostro mar Mediterraneo, tra Malta – Libia – Creta, e altra parte andrà in Germania.
Una cosa è certa, ci sarà un nuovo ed ulteriore inquinamento del nostro Mar Mediterraneo, nonostante gli allarmi più volte lanciati sulla presenza nello stesso mare delle “navi dei veleni”, frutto degli interessi nel traffico dei rifiuti tossici da parte della criminalità organizzata, ma anche dei Governi di alcuni Paesi, di industrie e pseudo uomini di affari, che sono in realtà intermediari e faccendieri senza scrupoli.
L’Italia, già crocevia di traffici internazionali di rifiuti tossici, provenienti dai Paesi europei e destinati in Nigeria, Mozambico, Somalia, Romania, si renderà, quindi, responsabile, insieme ad altri Paesi che affacciano sul Mediterraneo, della ulteriore contaminazione di questo meraviglioso mare, nel mentre rimane inerte innanzi alla mancate risposte internazionali sulla devastazione ambientale.
Quale relatrice nell’Assemblea dei Parlamenti dei Paesi del Mediterraneo nel gruppo di lavoro speciale sulla criminalità organizzata, nell’aprile del 2012 ad Ankara ero riuscita a far approvare all’unanimità una risoluzione su “Ecomafie e il loro impatto sul Mediterraneo”. Con questa risoluzione si invitavano tutti i governi della regione Mediterranea a lavorare di concerto per adottare un codice penale internazionale in materia e per uniformare la definizione di reato ambientale, al fine di tutelare il Mediterraneo dall’inquinamento.
Mi si dirà che in questo caso la presenza della criminalità organizzata sarà annullata, anche se il tutto dovrà essere accertato, rimane comunque il fatto che ai governi nazionale italiano e regionale calabrese non interessa nulla dell’inquinamento del nostro Mar Mediterraneo e tanto meno della salute dei cittadini di questa martoriata regione Calabria!
                                                                 On. Angela Napoli
                                           Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 25 gennaio 2014

lunedì 20 gennaio 2014

"Per questi criminali la vita non ha alcuna sacralità"



                                                 COMUNICATO   STAMPA

Credo nessuno possa tacere innanzi all’ultimo crimine attuato dalla ‘ndrangheta nei giorni scorsi a Cassano, dove, insieme a due adulti, è stato ucciso e poi dato alle fiamme un bimbo di soli tre anni.
Un triplice omicidio orribile, ancora più orribile perché ha coinvolto un bimbo innocente che ha avuto la sola colpa di nascere e vivere per tre anni in una famiglia di criminali. Un omicidio che macchia la comunità di Cassano e quella dell’intera Calabria e per il quale non è più sufficiente la sola indignazione. Serve ben altro, serve acquisire la consapevolezza che gli uomini della ‘ndrangheta ormai sono privi di qualsiasi scrupolo e pur di conseguire i propri interessi sono capaci esercitare vendette così orribili.
Per questi criminali la vita umana non ha alcuna sacralità. Ormai sono troppe le giovani vittime innocenti della ‘ndrangheta per cui è necessaria un’oculata attività di prevenzione anche riguardo i bambini delle famiglie malavitose. Devono essere sottratti alla patria potestà ed il loro affidamento non può avvenire nelle mani di parenti pregiudicati, così come avvenuto per il piccolo Nicola.
Questo ulteriore orribile omicidio dovrebbe responsabilizzare maggiormente ciascuno di noi, prodigandoci per sconfiggere tutte quelle attività illecite, quale il traffico di stupefacenti, che costituiscono fonte di arricchimento per i criminali e che conducono anche a spegnere la vita di tante vittime innocenti.
                                                   Angela Napoli
                          Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 20 gennaio 2014

lunedì 13 gennaio 2014

Comunicato stampa per Ringraziamento NOMINA

                                        

Sento il dovere di ringraziare la Presidente, on. Rosy Bindi, e l’Ufficio di presidenza della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, per avermi conferito l’incarico di collaboratore a tempo parziale della Commissione stessa, ai sensi dell’articolo 7, comma 3 della legge 19 luglio 2013, n. 87.
Cercherò di essere di supporto, per quanto sarà nelle mie possibilità, sia alla Presidente, on. Rosy Bindi, sia a tutti i componenti della Commissione Parlamentare al fine di far conseguire le finalità e gli obiettivi previsti dalla legge istitutiva della Commissione stessa.

                                                                                                                             Prof.ssa Angela Napoli




Taurianova, 13 gennaio 2014

martedì 31 dicembre 2013

BUON ANNO a tutti

E così anche quest'anno sta per lasciarci... stanno per essere archiviati tutti i momenti splendidi e non. Ora di quel che rimane nel nostro cuore e nella nostra mente lo decidiamo solo noi! Dopo di che possiamo proiettarci nel nuovo anno e sperare che l'anno nuovo porti la vera gioia nei cuori, la speranza di non soffrire, l'audacia nell'affrontare le piccole sfide di ogni giorno e che in tutto questo il Signore cammini al nostro fianco. BUON ANNO a tutti.



On. ANGELA  NAPOLI

(Presidente Ass. Risveglio Ideale)

sabato 21 dicembre 2013

HO ADERITO alla Lettera-appello alla RAI per “La bellezza contro le mafie”


Lettera-appello alla RAI per “La bellezza contro le mafie”

20 dicembre 2013



La Rai ha deciso di chiudere la trasmissione radiofonica “La bellezza contro le mafie”. Per questo, l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia ha promosso un’iniziativa comune con altre associazioni, fondazioni e centri studio contro le mafie (le cui adesioni continuano ad arrivare). Di seguito il testo dell’appello che rivolgiamo alla RAI:
“La bellezza contro le mafie”, nota trasmissione radiofonica di Radio 1 Rai, da gennaio non andrà più in onda. I tagli, dicono. Si “abbatte”, quindi, un programma serio, che costa pochissimo e che, in soli 4 anni, grazie allo straordinario lavoro di una giornalista sensibile e preparata come Francesca Barra, ha saputo raccontare 2000 storie. Storie di mafia, di vittime innocenti, di giustizia, di speranza, di riscatto.
Francesca, con la sua trasmissione, è stata per noi un punto di riferimento impareggiabile. Ha saputo fare informazione e, nel contempo, è stata in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema difficile e complesso. Senza “La bellezza contro le mafie” molte delle storie di uomini e donne uccisi per la propria onestà e il proprio coraggio sarebbero rimaste nell’ombra, tra le quattro mura delle nostre case.
Operare questo taglio significa perciò lacerare ancora una volta la memoria delle vittime innocenti e infrangere le speranze dei loro familiari, impegnati quotidianamente a difenderne la dignità e il vissuto.
Abbiamo appreso con grande rammarico di questa decisione ma siamo certi che la Rai farà un passo indietro, consentendo a Francesca Barra di andare avanti nel suo esercizio di verità e di diffusione della migliore cultura antimafia.
Siamo venuti a conoscenza anche del fatto che il programma non avesse una redazione. Francesca lavorava da sola. Ci auguriamo che l’azienda voglia cogliere al volo pure l’opportunità di far crescere “La bellezza contro le mafie”, incoraggiando l’inserimento di nuovi aspiranti giornalisti, che tanto hanno da dare ad una trasmissione utile e gradevole, al servizio pubblico e all’intero Paese.
Hanno firmato:
Sonia Alfano
Don Luigi Ciotti
Angela Napoli

Salvatore Borsellino
Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Movimento Agende RosseCentro Studi Pio La TorreGiulio Francese
Umberto Di Maggio
Umberto Lucentini (Giornalista)
Angelo Meli (Giornalista)
Luca Ussia (Dir. editoriale Rizzoli)
La redazione di Antimafia Duemila
La redazione di Asud’Europa
Comitato Ventitré Maggio Centro Studi Paolo GiacconeCittadinanza per la MagistraturaFondazione Progetto LegalitàRadio 100 passiLuigi Furitano
Associazione Terranostra contro le mafie di Agrigento
Associazione S.O.L.E. Società Onesta Libera Etica

* Le associazioni, le fondazioni e i centri studio che volessero aderire all’iniziativa, possono inviare una mail all’indirizzo info@familiarivittimedimafia.com o info@soniaalfano.it

giovedì 12 dicembre 2013

Al bando tutti coloro che inquinano il nostro territorio navigando nell’illegalità!

                                  

Da tempo vado denunziando che la ‘ndrangheta ha assunto la veste del perbenismo e dell’antimafia parolaia al fine di poter continuare a pervadere tutti i gangli vitali delle nostre comunità.
Fortunatamente il Procuratore Cafiero De Raho, insieme agli altri Magistrati della DDA di Reggio Calabria, con i vari provvedimenti giudiziari stanno svelando cosa si celi effettivamente sotto la veste del perbenismo e dell’antimafia parolaia.
L’operazione “INSULA” condotta dalla DDA di Catanzaro che nei giorni scorsi ha coinvolto, insieme agli uomini della cosca Arena, Carolina Girasole, ex sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto, e l’odierna operazione “INGANNO”, condotta dalla DDA di Reggio Calabria, che ha coinvolto Sebastiano Giorgi, ex sindaco del Comune di San Luca e Rosy Canale, presidente del Movimento Donne di San Luca, rivelano come l’antimafia parolaia di fatto serva a creare quella coltre di “finta legalità” sotto la quale si agisce favorendo un sistema di malaffare che vede intrecciarsi la cattiva politica, l’economia illegale e la ‘ndrangheta.
Crea sofferenza dover assistere al crollo di figure che avevano infuso speranza sul contrasto alla criminalità organizzata; crea sofferenza e dolore vedere così annullato il tributo di sangue offerto dalle numerose vittime di mafia; crea sbigottimento pensare che diventa sempre più difficile dare fiducia a coloro che vanno ad amministrare le nostre comunità chiedendo il tributo dei malavitosi.
Basta con le targhe e le pillole antindrangheta! Basta con i finanziamenti elargiti per creare sviluppo, ma dirottati per il proprio benessere! Al bando tutti coloro che inquinano il nostro territorio navigando nell’illegalità! Diciamo basta a rappresentanti di pubbliche amministrazioni che partecipano a convegni o rilasciano pubbliche interviste cercando di sminuire la bontà di alcune norme antimafia, quale lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa. Teniamo lontani dalla politica tutti coloro che anche solo con atti amministrativi sono stati coinvolti nella cattiva gestione della cosa pubblica, favorendo il potere mafioso. Dubitiamo di quelle associazioni che nascono solo per attingere ai finanziamenti pubblici.
Serve legalità, trasparenza e responsabilità!
                                                         Angela Napoli
                                       Presidente Associazione “Risveglio Ideale”

Taurianova, 12 dicembre 2013

giovedì 5 dicembre 2013

Non servono a niente le targhe anti-ndrangheta


http://www.restoalsud.it/2013/12/05/non-servono-a-niente-le-targhe-anti-ndrangheta/

 | il 5 dicembre 2013 |
 
Già nei giorni scorsi la notizia della mancata costituzione di parte civile del Comune di Rosarno nel processo a carico del boss Rocco Pesce aveva destato in me alcune perplessità sull’uso dell’antimafia che, a volte, serve solo da “veste firmata” per la sfilata su podi sotto i quali si celano collusioni e corruzioni.
La notizia di pochi giorni fa scaturita dall’operazione “INSULA” che ha coinvolto, insieme agli uomini della cosca Arena, l’ex sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto e il di lei marito, mi ha davvero creato tanta amarezza giacché, ferma restando ogni forma di dovuto garantismo, vedo crollare ed offendere, giorno dopo giorno, la memoria delle numerose vittime di mafia.
Da tempo molti Magistrati denunziano il voto di scambio presente nelle varie tornate elettorali, numerose sono le inchieste e le operazioni giudiziarie che coinvolgono in Calabria politici con i boss della ‘ndrangheta, diversi sono i collaboratori di giustizia che svelano queste collusioni, pur tuttavia buona parte del mondo politico calabrese continua a fare antimafia di mera facciata, senza mostrare di prendere la medicina ottimale per abbattere il vero cancro che pervade questa Regione.
A cosa servono le targhe antindrangheta poste sugli ingressi delle varie sedi comunali se all’interno si lasciano operare indisturbati funzionari e amministratori parenti o collusi con noti boss? A cosa serve l’attività di prevenzione del sequestro e dei patrimoni illeciti se, per anni, gli stessi, grazie alle protezioni politiche, continuano a rimanere nelle mani degli illeciti proprietari? Che tipo di antimafia è quella che viene ostentata nelle pubbliche manifestazioni da quegli stessi politici e funzionari che poi all’interno delle pubbliche amministrazioni consentono, con provvedimenti apparentemente legittimi, che venga agevolato il tornaconto dei criminali? A cosa servono i messaggi di congratulazioni inviati dopo operazioni giudiziarie che coinvolgono pezzi della ‘ndrangheta? A cosa serve, soprattutto nelle piccole Comunità, fingere di ignorare chi sono i reali ‘ndranghetisti ed i relativi parenti?
Purtroppo senza una vera presa di coscienza da parte del mondo politico e senza una reale dimostrazione di assunzione di responsabilità, la gente onesta non verrà incoraggiata ad andare ad amministrare le collettività ed i posti saranno sempre occupati da coloro che in Calabria, ma non solo, foraggiano l’incremento del crimine organizzato e della corruzione!

martedì 19 novembre 2013

“Cultura e legalità. Narrazioni di esperienze”

COMUNICATO STAMPA

“Cultura e legalità. Narrazioni di esperienze”

L’On.le Angela Napoli, presidente dell’associazione “Risveglio ideale”, già vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, si confronterà con gli studenti dell’Università della Calabria il prossimo mercoledì 27 novembre, alle ore 15 presso l’University club.
L’incontro, inserito tra le attività didattico-formative collaterali al corso di Semiotica del testo, che il prof. Giorgio Lo Feudo sta tenendo in queste settimane, vuole essere un’occasione per discutere, riflettere e, appunto, confrontarsi su un tema di fondamentale importanza quale è quello del rapporto tra Cultura e Legalità.
I lavori, che cominceranno alle ore 15, saranno aperti con i saluti del rettore, prof. Gino Mirocle Crisci e del direttore del dipartimento di studi umanistici, Prof. Raffaele Perrelli. Subito dopo seguiranno, nell’ordine: una  breve introduzione del prof. Lo Feudo dal titolo “Le ragioni del confronto”; una prima relazione della prof.ssa Giovanna Vingelli denominata: “Fra legalità e indisciplina: contraddizioni e ambivalenze

giovedì 14 novembre 2013

Davvero pesanti e preoccupanti i dati sull’economia regionale calabrese che emergono dall’ultimo rapporto semestrale di Bankitalia




 COMUNICATO STAMPA

Davvero pesanti e preoccupanti i dati sull’economia regionale calabrese che emergono dall’ultimo rapporto semestrale di Bankitalia. Il tasso di disoccupazione è altissimo e superiore a quello  delle altre Regioni del Sud, il turismo è in calo, il settore dell’industria, soprattutto quello delle costruzioni, è al tracollo. Il tutto facilita l’aumento della pervasività della ‘ndrangheta nella già scarsa economia legale presente in Calabria.
Nello scorso mese di luglio eravamo già stati messi a conoscenza dall’Istituto di statistica dell’indice di povertà(27,4%) che viene registrato per le famiglie calabresi.
Appare, quindi, comprensibile il motivo per cui la Calabria non è competitiva e finisce al 233° posto su 262 regioni nella classifica delle regioni più competitive d’Europa.
A ciò vanno aggiunte le situazioni emergenziali dei settori sanità, ambiente, trasporti, infrastrutture........aggravate dall’incuria dell’amministrazione e del consiglio regionale che, per come si evince anche dall’ultima relazione annuale della Corte dei Conti, mantengono fragili gli equilibri finanziari.
I tagli alla spesa per la regione Calabria sono un “optional”:permangono incarichi di consulenze conferiti a soggetti esterni all’amministrazione non pubblicati sul sito internet per come richiesto dalle norme vigenti; le spese di rappresentanza, secondo la Cdc, non appaiono sempre“funzionali al compimento dei fini istituzionali dell’ente pubblico”;nonostante l’aumento massimo delle aliquote Irpef e Irap, che gravano su cittadini e imprese, si registra una contrazione del 2% delle entrate relative ai tributi della regione; nel 2012 è cresciuto l’indebitamento rispetto al 2011; sono stati stabilizzati senza concorso pubblico sei giornalisti dell’ufficio comunicazione regionale; sono state varate leggi regionali senza alcuna preoccupazione dell’impatto economico sulle casse pubbliche.
La rendicontazione dei gruppi regionali consiliari della Calabria non è stata pubblicata così come, invece, richiesto dalla legge anticorruzione che dà attuazione al principio di trasparenza ed il Consiglio regionale si arroga il diritto di creare un conflitto con la Magistratura contabile che aveva contestato la “non regolarità” delle note dei gruppi regionali.
E nel mentre la Calabria sprofonda, i rappresentanti regionali dei principali partiti politici pensano solo a garantirsi le posizioni più comode all’interno dei rispettivi schieramenti, al fine di mantenere il supporto al loro potere.

                                         già on. Angela Napoli
                       Presidente Associazione“Risveglio Ideale”

lunedì 4 novembre 2013

La legalità fondamento dell’Italia Unita





On. ANGELA NAPOLI al convegno “La legalità fondamento dell’Italia Unita”


Marino, 4 novembre 2013:
«Oggi siamo qui in onore e ricordo dei tanti che sono caduti con il sogno di un’Italia unita, così come delle tante vittime della criminalità organizzata e della mafia, nel tempo evoluta nel suo aspetto e nelle sue attività e oggi sempre più presenti nell’economia legale. Spesso vittime inconsapevoli dell’illegalità diffusa, è importante che voi studenti comprendiate fin da subito cosa significhi legalità. Un termine ampio  che si lega anche a concetti quali bullismo, prevaricazioni, limitazioni della libertà altrui, rispetto degli altri, comportamento adeguato a scuola e in famiglia.

Elementi che, spesso  sono i primi sintomi di una fragilità che, nel tempo, può aprire la strada all’illegalità. Ciò che è importante  è la consapevolezza e la volontà di crescere nell’orgoglio del senso di appartenenza al vostro Paese, alle comunità. Con passione, semplicità, armonia, nel rispetto dei doveri e dei diritti. Per sentirci, di nuovo, parte integrante di un’Italia che deve rimanere unita».

sabato 2 novembre 2013

INTERVENTO SU DICHIARAZIONI DI CARMINE SCHIAVONE E LA CALABRIA




La desecretazione dell’audizione resa dal collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone, nella seduta della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, ha offerto la possibilità a tutti noi di avere conferma di quali siano gli interessi della camorra nel traffico dei rifiuti tossici. Ma dall’audizione in questione emerge anche che il business del traffico dei rifiuti tossici-radioattivi coinvolgeva anche mafia, ‘ndrangheta e sacra corona.
Dice Carmine Schiavone: “Anche in Calabria era lo stesso: non è che li rifiutassero i soldi. Che poteva importargli, a loro, se la gente moriva o non moriva? L’essenziale era il business”. Ed ancora: “Tutti i clan, tutte le associazioni criminali erano interessate, perché si trattava di decine di miliardi all’anno nel libro mastro”. Ed ancora: “Stavamo bene con la Calabria…….., in particolare con qualche gruppo calabrese, quelli contrari ai De Stefano”. Ed ancora: “So che c’erano navi e che qualcuna è stata affondata nel Mediterraneo…….Ricordo che una volta si parlò di una nave che portava rifiuti speciali e tossici, scorte nucleari, che venne affondata sulle coste tra la Calabria e la Campania.
Le dichiarazioni di Carmine Schiavone risalgono al 1997 innanzi al Parlamento e mentre questo taceva, nella “Terra dei fuochi” si moriva e si continua a morire!
E in Calabria, dove dal racconto di Carmine Schiavone emerge che anche per la ‘ndrangheta il traffico dei rifiuti tossici rappresentava il business, continuano a tacere Parlamento e buona parte della Forze inquirenti!
Eppure anche in Calabria c’è stato un collaboratore di giustizia, Francesco Fonti (oggi defunto!), che fin dal 2005 aveva presentato un suo memoriale al riguardo, rimasto inspiegabilmente chiuso per ben quattro anni nei cassetti della Direzione Nazionale Antimafia!
Anche in Calabria l’ultima Commissione Parlamentare sui rifiuti tossici ha concluso i suoi lavori relazionando su nuovi ed utili elementi per riaprire le indagini sulla morte del capitano Natale De Grazia, l’ufficiale che indagava sui traffici illegali di scorie, pur tuttavia si rimane fermi!
In Calabria, Ministri, Governi nazionali e regionali, Amministratori locali, Arpacal, buona parte della Magistratura continuano a rassicurarci che non c’è nulla sotterrato nelle montagne dell’Aspromonte, nel tirreno cosentino, che non esistono discariche di rifiuti tossici capaci di inquinare le falde acquifere, che l’annosa mancata bonifica dell’ex Pertusola di Crotone è solo frutto di intoppi amministrativi ed economici e che non incide sullo stato di salute dei cittadini di quel territorio!
Silenzio, silenzio, silenzio! Nel mentre cresce ovunque in Calabria l’allarme per numerosi casi di patologie oncologiche e nel mentre la ‘ndrangheta continua a mantenere uno dei suoi business privilegiati nel traffico dei rifiuti ed in tutte le attività illecite ad esso connesse!

                                       On.Angela Napoli
                         Presidente Associazione “Risveglio Ideale”



P.S. Sull’argomento ritengo utile allegare i link di due mie interviste rilasciate fin dal 2009, rispettivamente a Riccardo Bocca per l’Espresso e a Pino Nano per la RAI.


Nave dei veleni L'Espresso - L'intervista



Navi dei veleni - L'intervista di Angela Napoli con Pino Nano


                               

lunedì 30 settembre 2013

Naxoslegge…la legalità - Donne contro la mafia.




Donne_contro_le_mafie.jpg











Donne contro le mafie e per la legalità: Marinella Fiume, Carolina Girasole, Angela Napoli,  Maria Teresa Colica, Rosanna Fichera, Lina Savona, ha coordinato l'incontro Mirella Mascellino.

Una foto che è impegno, notizia, cronaca, che parla di legalità e di futuro. Tanti di questi scatti rappresentano quest'edizione di Naxoslegge, il festival della lettura e della cultura, appena conclusosi.
Scatti che parlano di carcere, mediterraneo, democrazia, popoli e populismo, storia e culture, di scrittori e scritture di arte e "parole".
L'incontro rappresentato nella foto si è tenuto a lido naxos giovedì 26 settembre per la sezione "Naxoslegge .. la legalià", in quel contesto anche la presentazione di "Posto Occupato", la messa in scena, con i ragazzi di ActorGym di "Ferite a morte" di Serena Dandini, la presentazione del libro “La rivolta dei dittatoriati” – Mesogea - scritto da Ouejedane Mejri e Afef Hagi che racconta la rivolta in Tunisia e la proiezione del film documentario "Donne. Sud e mafia" di Maria Grazia Lombardo e Pina Mandolfo.
Nella foto: Donne contro le mafie e per la legalità Merinella Fiume, Carolina Girasole, Angela Napoli,  Maria Teresa Colica, Rosanna Fichera, Lina Savona, Mirella Mascellino.

mercoledì 25 settembre 2013

Vergognosi interessi dietro il progetto della Centrale di Saline Joniche

La popolazione del Cantone di Grigione in Svizzera, chiamata alle urne per esprimere la  preferenza sul referendum ambientale, ha espresso la propria contrarietà alla partecipazione pubblica di investimento in centrali a carbone. Ne consegue che la società Repower, controllata per il 58%dal Cantone non potrebbe più partecipare al progetto del gruppo SEI per la costruzione della centrale a carbone che dovrebbe sorgere a Saline Joniche.
Il risultato del referendum svizzero viene in aiuto alle mie numerose denunzie parlamentari, fatte a partire dal 2008, tendenti ad evidenziare non solo il grave e dannoso impatto ambientale che la realizzazione della centrale comporterebbe su uno dei pezzi più belli della costa reggina calabrese, ma anche le anomalie e la mancanza di chiarezza che celano gli interessi che hanno portato la SEI a predisporre tale progetto, tra l'altro apparso molto superficiale fin dalla sua fase iniziale.
Il territorio di Saline Joniche,grazie alla presenza dell'ex Liquichimica, è stato per molti anni simbolo negativo di scelte miopi e di investimenti falliti e, pertanto, dovrebbe poter diventare simbolo positivo di uno sviluppo rispettoso della storia e del senso dei luoghi, capace di creare "buona" economia e lavoro pulito e di qualità: cosa impossibile con la costruzione di una centrale a carbone di oltre 1.200 Mw.
Che ci siano vergognosi interessi dietro il progetto in questione lo rivelano anche le ultime dichiarazioni della Repower,  la quale, nonostante l'esito referendario, confermerebbe i propri programmi. Interessi che vengono evidenziati anche da parte delle cosche della 'ndrangheta, così come emerso in qualche inchiesta della DDA reggina.
D'altra parte non va infatti sottaciuto che per la realizzazione della centrale di Saline sarebbe stata impegnata un' iniziale ingente cifra di un miliardo di euro, cui si aggiungerebbero 500 milioni di investimento per le infrastrutture, più 1,7 milioni all'anno per i costi di esercizio.
Se nonostante l'esito del referendum svizzero non si dovesse bloccare la Repower, rimarrebbe solo l'intervento della Magistratura chiamata, tra l'altro, a verificare come la SEI sia riuscita ad impossessarsi di parte dell'area dell'ex Liquichimica, area che per anni èstata fonte di speculazioni varie.
Non possiamo consentire che venga ulteriormente depredato, contro la nostra volontà, uno dei pezzi più belli della costa reggina calabrese.


    
                                         on.  Angela Napoli
                            Presidente Associazione "Risveglio Ideale"

Taurianova, 25 settembre 2013

mercoledì 18 settembre 2013

Vi racconto lo sfascio della sanità calabrese




Di  | il 18 settembre 2013 |

Lo sfascio della sanità calabrese è ormai sotto gli occhi di tutti e da ultimo è stato anche conclamato dalla ministra della Salute (PDL) la quale ha siglato la classifica relativa ai “Livelli essenziali di assistenza (Lea)” che pone la nostra regione nell’ultimo posto.
Purtroppo la sigla della ministra della Salute alla classifica relativa ai Lea suggella la situazione di sfascio più volte evidenziata al tavolo Massicci (Tavolo di verifica ministeriale), ma sempre sottovalutata dal Presidente della Regione Calabria, il quale da commissario ad acta, gestore e coordinatore degli interventi necessari per superare l’emergenza sanità regionale, ha continuato ad ostentare l’immagine di recupero del settore, flagellato invece da un’infinità di errori, di sprechi e di leggi illegittime. Errori e sprechi che continuano a riversarsi sui cittadini già gravati da una fiscalità la più elevata d’Italia.
Per non parlare dell’aumento della mortalità ospedaliera che evidenzia l’incapacità della gestione commissariale a garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi.
Tutti erano a conoscenza, persino il Ministero, delle criticità e delle gravi carenze presenti nel centro trasfusionale di Cosenza, rese pubbliche con la morte di Cesare Ruffolo, ma nessuno ha fatto nulla ed ancora oggi tutti i responsabili rimangono al loro posto, compreso il direttore dell’Azienda Sanitaria di quella provincia, marito di una consigliera regionale del PDL.
Il commissario ad acta Scopelliti continua a considerare il settore in fase di superamento dell’emergenza e lo fa elencando numeri la cui veridicità è di difficile verifica, ma che poco incidono sul piano di rientro sanitario, considerato che già nel primo semestre del 2013 si registra un disavanzo di 68 milioni, e che, ad ogni buon fine, nulla avrebbero a vedere con il diritto alla salute dei cittadini.
A fonte di ciò siamo costretti a leggere gli slogan apparsi su manifesti relativi ad una nuova campagna promozionale della sanità indetta dalla regione, assolutamente falsi e quindi fuorvianti.
È di qualche giorno fa ancora la denunzia di un cittadino per i ritardi di ben tre ore e mezza dell’ambulanza per trasportare il proprio padre da Gioia Tauro a Polistena: altro che buona sanità!!
Il diritto alla salute dei cittadini non può continuare ad essere barattato con scelte di suffragio elettoralistico, per questo motivo sono più che mai convinta che al più presto l’intero sistema sanitario nazionale debba essere sottratto alle scelte e alla volontà del mondo politico e che da subito il governo nazionale revochi l’incarico di commissario ad acta al Presidente Scopelliti, il quale già aveva destato non poche perplessità riservando per sé, fin dall’inizio del suo mandato, la delega dell’assessorato regionale alla sanità.
Non si può continuare a fare carriera politica mettendo in gioco la vita umana!