lunedì 13 maggio 2013

Deputata Nesci (M5S) difende l'antimafia Angela Napoli con interrogazione al premier Letta

Comunicato stampa

La giovane deputata tropeana Dalila Nesci, del Movimento Cinque Stelle, ha depositato stamani un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno sulla riduzione della protezione nei confronti dell’onorevole Angela Napoli, già membro della commissione parlamentare Antimafia per tre mandati.
Nell’atto ispettivo, la deputata chiede «di sapere quali siano le ragioni per cui all’onorevole Angela Napoli è stato recentemente assegnato un livello di vigilanza corrispondente a 4, che non prevede l’auto blindata, l’agente di tutela e l’autista di servizio»,nonostante che, appena nel gennaio scorso, il presunto boss Pantaleone Mancuso,detenuto nel carcere di Tolmezzo (Udine), rivelò – come da captazione –l’esistenza di orditure per uccidere l’esponente politico, noto per le denunce e gli interventi istituzionali contro le organizzazioni del crimine, soprattutto calabresi».
Preoccupata per la sicurezza personale dell’onorevole Napoli, Nesci dice che, «al di là delle mere questioni di contenimento della spesa che possono aver spinto il Ministero dell’Interno a diminuire le misure di tutela fino a un punto francamente incomprensibile,bisogna riflettere sul messaggio, pericoloso, che adesso sta passando».
La parlamentare Cinque Stella incalza:«Lo Stato deve proteggere i nemici del crimine organizzato; a prescindere, intanto in Calabria, da valutazioni su economie e risparmi. Se per qualche ragione, al contrario, lo Stato si tira indietro, lascia capire che non è bene denunciare,lottare contro la ‘ndrangheta e per la giustizia, ma è meglio tacere, accettare la prepotenza e la sopraffazione dell’antistato».
Nesci sottolinea: «Di fatto, e di là da ogni norma richiamabile, due sono gli aspetti inquietanti della vicenda. In primo luogo, nella sostanza lo Stato si piega al potere dell’organizzazione criminale, in considerazione delle gravi e recenti minacce indirizzate all’onorevole Napoli. Secondo, e non meno importante, lo Stato non permette la prosecuzione dell’attività politica all’ex deputata, costretta a provvedere per sé alla propria sicurezza. Ciò non è affatto giusto e ha il sapore dell’ingratitudine».
Nesci conclude: «Mi auguro che il nuovo presidente del Consiglio e il nuovo ministro dell’Interno sappiano realmente essere nuovi, mantenendo alto il livello di attenzione e di vigilanza sulla Calabria e sulle figure, della società civile o della politica, che agiscono per la libertà, la dignità e la legalità di un popolo tutto».

AVV. SALVATORE IMPUSINO: Nota stampa sulla revoca della scorta all'On. Angela Napoli

Nota stampa sulla revoca della scorta all'On. ANGELA NAPOLI

"Non può essere in alcun modo accettata la decisione di ridurre il livello di vigilanza nei confronti dell'On. Napoli, che ha dedicatola sua intera attività politica a difesa della legalità e alla lotta alla criminalità organizzata.
Quella che la riguarda è una decisione senza alcun senso, che mortifica l'impegno della parlamentare calabrese e crea ulteriore sfiducia dei cittadini onesti, non solo calabresi, nelle Istituzioni.
L'eliminazione della scorta equivale ad "abbandono" e lo Stato non può lasciare da sole, mettendone a repentaglio la vita, persone come l'On. Napoli, parlamentare e donna di grande coraggio.
E' necessario che le forze politiche facciano quadrato e si stringano intorno all'Onorevole Napoli per ottenere la revisione di un provvedimento "scandaloso", che va in direzione opposta rispetto alla lotta al fenomeno mafioso".

Salvatore Impusino, Consigliere Comunale di Melicucco.

Melicucco (RC) 13 maggio 2013 

ORFEO NOTARISTEFANO. Questa decisione va rivista. Togliere la scorta ad Angela Napoli e' una cosa pazzesca

All’attenzione di tutti
gli Organi di Informazione

È assolutamente impensabile che la “paladina della Legalità” sia lasciata senza protezione.

L’incolumità dell’on. ANGELA NAPOLI, madre di tutte le battaglie atte ripristinare la Legalità in questa Terra martoriata dalla corruttela e dal malaffare, non può e non deve essere messa a repentaglio.
Anzi, dirò di più,è di soltanto 4 mesi fa la più recente minaccia, l’inquietante notizia che un boss della ‘ndrangheta “progettava” di eliminarla, in virtù di ciò la protezione doveva essere RAFFORZATA. Ma invece è stato fatto l’esatto opposto!

Intervenga il Prefetto di Reggio Calabria, intervenga il Ministro dell'Interno. Questa decisione va rivista. Togliere la scorta ad Angela Napoli e' una cosa pazzesca.



Orfeo Notaristefano
(giornalista scrittore)

La senatrice Lo Moro vicino alla Napoli: “Va tutelata”


La senatrice Lo Moro vicino alla Napoli: “Va tutelata”


http://www.vortexnewscalabria.com/joomla/politica/1406-la-senatrice-lo-moro-vicino-alla-napoli-va-tutelata

Scrivono al Prefetto di Reggio Calabria contro la revoca della scorta all'ONOREVOLE ANGELA NAPOLI Federazione Regionale Antiracket- Movimento Agende Rosse Calabria- Associazione R-Evolution- Antimafia Duemila


All’ attenzione del Prefetto di Reggio Calabria, Dottor Vittorio Piscitelli

Oggetto: scorta ad Angela Napoli

Egreg. Dott. Piscitelli,


Apprendiamo dagli organi di stampa della revoca della scorta all’ex onorevole Angela Napoli, già membro della Commissione Parlamentare Antimafia, pur non essendo assolutamente diminuito il livello di rischio delle minacce da lei ricevute e a suo tempo intercettate.

È di gennaio 2013 la notizia che nel carcere di Tolmezzo  (Udine) fu intercettato Pantaleone Mancuso mentre diceva, riferendosi ad  Angela Napoli:  “Stiamo lavorando per toglierla di mezzo”.

Le parole di Mancuso vengono pronunciate subito dopo che l’allora On. Napoli presentò un’interrogazione parlamentare in merito al trasferimento in ospedale del presunto boss Mancuso.

Come cittadini e componenti della società civile ci sentiamo in dovere di esprimere la nostra ferma opposizione a questa scelta che mette a serio rischio la vita della Napoli.
Pertanto ci rivolgiamo a Lei affinché possa rivedere la decisione prima che sia troppo tardi. Crediamo infatti che si debba intervenire prima che succeda qualcosa di irreparabile.

Apprendiamo inoltre dalla stampa che oggi verranno presentate due interrogazioni parlamentari  da Dalila Nasci (Ms5) e dall’On. Doris Lo Moro indirizzate  all’attenzione del Governo e del Ministro dell’Interno, a sostegno di Angela Napoli. Conosciamo però le lungaggini che tale procedure comportano e quindi, nell’esprimere la nostra preoccupazione, Le chiediamo di intervenire con urgenza al fine di ripristinare la scorta ad Angela Napoli.

La Calabria, come tutte le regioni che si trovano invase e contaminate dalla piaga dell’illegalità, ha bisogno di testimoni coraggiosi capaci di denunciare e svelare i meccanismi che impediscono il giusto sviluppo.
È giusto che persone come Angela Napoli, che hanno fatto della loro vita un principio di legalità e di amore verso la propria terra, ricevano dallo Stato l’adeguata protezione a tutela della propria vita.


Distinti saluti

Federazione Regionale Antiracket
Armando Caputo

Movimento Agende Rosse Calabria
Francesca Munno

Associazione R-Evolution
Emma Leone

Antimafia Duemila
Giorgio Bongiovanni

Ingroia su scorta Angela Napoli: “toglierla è decisione sbagliata e pericolosa”

http://www.antimafiaduemila.com/2013051342860/cronache-italia/ingroia-su-scorta-angela-napoli-toglierla-e-decisione-sbagliata-e-pericolosa.html


Ingroia su scorta Angela Napoli: “toglierla è decisione sbagliata e pericolosa”



ingroia-antonio-web3313 maggio 2013
La decisione di togliere la scorta ad Angela Napoli, da tempo impegnata nella lotta alla ‘ndrangheta e’ sbagliata e pericolosa per la sua incolumita’. La criminalita’ organizzata non dimentica i suoi nemici storici. Ad Angela va la mia piu’ totale solidarieta’ perche’ venga annullata una decisione senza senso“. Lo afferma in una nota il leader di Azione Civile Antonio Ingroia.

RISVEGLIO IDEALE: Riduzione livello di vigilanza. Richiesta incontro urgente al PREFETTO di REGGIO CALABRIA

Vibo Valentia 13/05/2013
AL PREFETTO DI REGGIO CALABRIA

            DOTT. VITTORIO PISCITELLI

Inoltrato via pec :  protocollo.prefrc@pec.interno.it

Oggetto: Riduzione livello di vigilanza. Richiesta incontro urgente.

La sottoscritta  Avv. Giovanna FRONTE nella qualità di cofondatore dell’Associazione RISVEGLIO IDEALE anche in rappresentanza degli altri cofondatori , con riferimento al provvedimento,adottato da Codesta Prefettura, di riduzione del livello del servizio di tutela e protezione cui è destinataria l’ On.le Angela Napoli  chiede che S.E  si adoperi, con estrema urgenza,  per la revoca del provvedimento predetto previa conferma di quello precedentemente assegnato.
Inoltre,chiede di essere ricevuta personalmente , unitamente ad una rappresentanza dei componenti l’Associazione, allo scopo di rappresentare di persona e di documentare le motivazioni che inducono a formulare la presente richiesta,poiché,   non solo non sono venute meno le condizioni che finora hanno reso indispensabile la misura di protezione blindata dell’on. NAPOLI, ma   in queste ultime settimane del corrente anno 2013 si è venuti a conoscenza di situazioni che mettono ulteriormente in serio pericolo la sicurezza e l’incolumità personale della stessa.
Infatti,   le numerose minacce di morte emerse dalle operazioni condotte dalla DDA di Catanzaro - una delle quali volgarmente denominata PURGATORIO-  le minacce  di morte ad opera degli appartenenti alla potente cosca dei MANCUSO di Limbadi (VV), e le minacce emerse a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal collaboratore di giustizia D’URSO, secondo il quale i boss della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro stavano organizzando un piano per “toglierla dimezzo”, non possono essere trascurate nella valutazione della permanenza dei rischi connessi all’applicazione del dispositivo tutorio.
Sicuri e certi che la presente troverà accoglimento
Avv.Giovanna FRONTE
Nella qualità indicata

domenica 12 maggio 2013

LUCA ERBIFORI (Tutor Consulta Provinciale Studentesca di Verona ) - TOGLIERE LA SCORTA ALL'ONOREVOLE ANGELA NAPOLI È UN ERRORE GRAVE

Togliere la scorta all'onorevole Angela Napoli è un errore grave perchè fa trasparire un messaggio poco limpido all'interno della società. Nella scuola si cerca di trasmettere il senso della legalità, del rispetto, del sacrificio; ma dopo questa decisione tutto si annulla, tutto viene tragicamente vanificato. Agli occhi degli studenti, togliere protezione e sicurezza alla dottoressa Napoli,che combatte ogni giorno la mafia, significa screditare il duro lavoro che si trova a svolgere chi con orgoglio e coraggiosi oppone concretamente alle associazioni mafiose. Lo Stato non può apparire complice dell'antistato.

LUCA ERBIFORI
Tutor Consulta Provinciale Studentesca di Verona e Referente Area Politiche Giovanili del Coordinamento Nazionale Antimafia


Verona, 12 maggio 2013

Azione universitaria dice no alla delegittimazione della On. Napoli

Trento, 12 maggio ’13
Azione universitaria dice no alla delegittimazione della On. Napoli

Per noi, studenti di Azione Universitaria Trento  è impensabile che lo Stato non solo non garantisca sicurezza, legalità libertà di manifestazione del proprio pensiero ai comuni cittadini, ma ci risulta del tutto inconcepibile che non assicuri tutela agli eroi che decidono di servirlo combattendo lo strapotere delle organizzazioni criminali. Azione Universitaria è formata da giovani studenti universitari che credono, vogliono e pretendono un futuro diverso e che per tanto non possono che uscire dal contesto universitario per esprimere solidarietà e vicinanza all’on. Angela Napoli. Nota per il suo continuo impegno civile nella lotta alla mafia – particolarmente alla ‘ndrangheta – l’Onorevole ha vissuto parte della sua vita sotto protezione: la storia d’Italia ha fin troppi esempi del destino che ha atteso le persone che hanno dedicato la loro vita all'antimafia, i magistrati di Palermo, Falcone e Borsellino o il magistrato Scopelliti, per la cui memoria alcuni personaggi politici di spicco dovrebbero insorgere alla notizia pervenuta e numerosi altri. È di qualche giorno fa la notizia che comunica che lo Stato non ha più interesse ad occuparsi della sicurezza dell’onorevole. In tal senso ci rammarica constatare che i principi enunciati nella nostra Costituzione sono stati interamente svuotati da una classe politica che, per troppo tempo, ha messo i propri interessi avanti a quelli legittimi della comunità.
Tutta la comunità di Azione Universitaria Trento,dunque, si stringe intorno ad una donna che sta facendo la storia dell’antimafia; una donna che è un modello, per le generazioni presenti e future, di cittadina esemplare e di politico onesto. Il cambiamento, auspicato da tutte le forze politiche e preteso da noi studenti, deve basarsi su valori che devono essere fondanti nella nostra società; valori che si trasmettono alle nuove generazioni non con fiumi di parole vuote, ma con pochi, e tutt’altro che semplici, fatti. Esprimiamo per questi motivi la nostra solidarietà e vicinanza all’onorevole Angela Napoli, la deputata calabrese che, abbandonata dalle forze politiche di appartenenza perché custode battagliero della questione morale, si è vista ridurre a lumicino la propria scorta, ottenuta non per la sua posizione di Deputato della Repubblica, ma perché considerata un soggetto ad altissimo rischio proprio per le sue battaglie per la legalità e contro la mafia. Ancora una volta, il nostro Stato utilizza i grandi uomini e le grandi donne per condurre lotte eroiche di civiltà salvo, poi, dimenticarli e abbandonarli vigliaccamente. Anche in questa occasione non possiamo che denunciare la decisione dello Stato come inaccettabile.

Azione Universitaria Trento

RISVEGLIO IDEALE chiede intervento urgente per ripristino scorta a On. ANGELA NAPOLI

Ø Al Presidente della Repubblica Italiana
           ON.GIORGIO NAPOLITANO
Ø Al Ministro della Giustizia
           ON.ANNAMARIA CANCELLIERI
Ø Al Ministro dell’Interno
           ON.ANGELINO ALFANO
Ø Al Presidente della Camera
           ON.LAURA BOLDRINI
Ø Al Presidente del Senato
           ON.PIERO GRASSO
Ø Al Prefetto di Reggio Calabria
            DOTT. VITTORIO PISCITELLI
Ø Al Prefetto di Catanzaro
            DOTT.ANTONIO REPPUCCI
Ø Al Prefetto di Vibo VALENTIA
            DOTT.MICHELE DI BARI
Ø Al Prefetto di Crotone
            DOTT.SAMARIA TIRONE
Ø Al Prefetto di Cosenza
           DOTT. RAFFAELE CANNIZZARO
Ø Al Procuratore Generale
             DOTT.SALVATORE DI LANDRO
Ø Al Sostituto Procuratore della DDA
            DOTT.GIUSEPPE LOMBARDO
Ø Al Procuratore Capo della Repubblica
           DOTT. FEDERICO CAFIERO DE RAHO


Oggetto: RICHIESTA INTERVENTO

La scandalosa notizia della riduzione della scorta all’On.le Angela Napoli suona come oltraggio e viene appresa con sgomento e profonda delusione da tutti i cittadini che sino ad oggi hanno combattuto in Calabria, e non solo, il malaffare e la criminalità organizzata: se questo è lo stato Italiano allora chiediamo pubblicamente scusa alla ‘ndrangheta. Siete voi i più forti, non mettete in atto ritorsioni e tutti prenderemo atto che lo Stato non esiste.
La decisione, infatti, viene interpretata come aperta manifestazione della volontà statale di non combattere la mafia: lo Stato che non si oppone all’Antistato ma che si fa esso stesso Antistato. Non c’è poi tanto da stupirsi considerato che la mafia non è più in primo piano nel dibattito politico: TUTTI hanno evitato di utilizzare i termini mafia, ‘ndrangheta, camorra, criminalità organizzata, corruzione, collusione,massoneria deviata e E NESSUNO ha osato inserire nei rispettivi programmi il termine LOTTA.
La decisione, inoltre, assume nella sostanza gli effetti propri dell’antica censura, figlia di ben noti storici regimi che la nostra Costituzione ha inteso lasciare fuori dal nostro ordinamento, rappresentando un univoco ed esplicito invito all’omertà ed al silenzio: chiunque dovesse denunciare fatti e/o circostanze riguardanti soggetti appartenenti a cosche mafiose o consorterie criminali ovvero riferirà circa collusioni e malaffare risponderà con l’isolamento e la perdita delle garanzie previste per la tutela e la sicurezza dei cittadini.
La gravità del messaggio,inoltre, esprime tutta la sua forza dirompente e distruttiva allorquando le stesse Istituzioni che hanno testé assunto il provvedimento – ammantandolo sotto una parvenza effimera di legalità -, tra qualche giorno si premureranno a celebrare e commemorare chi, parimenti isolato, infangato, delegittimato invita, ha immolato la propria vita in nome di una dichiarata e provata responsabilità della propria azione.
Quindi, con il presente comunicato condanniamo fermamente l’inaccettabile decisione assunta dall’Organo Esecutivo di Sicurezza di Reggio Calabria e chiediamo la revoca di tale scellerato provvedimento che mette in serio pericolo la vita di chi ha subito e subisce continuamente minacce dalla criminalità sostenuta dalla mala politica che vige in Calabria.
Se si dovessero malauguratamente avverare irreparabili gesti da parte di taluni irresponsabili riteniamo correi coloro che hanno adottato il provvedimento in questione.
L’Onorevole Angela Napoli DEVE essere tutelata perché ha, fino ad oggi, denunciato grossi pezzi della‘ndrangheta  nonché gli atti illegali della società ma soprattutto delle amministrazioni. 

sabato 11 maggio 2013

La Presidente di IN.CA.STRI Donatella Cristiano su revoca scorta all'on. Angela Napoli


CATANZARO - Donatella Cristiano, la Presidente dell'organizzazione IN.CA.STRI esprime il suo disappunto nell'apprendere della cancellazione della scorta di sicurezza ad Angela Napoli.
“La scelta del Prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, di revocarle l'auto blindata, l'autista e l'uomo di tutela” - dice la Cristiano – “è abominevole. Angela Napoli, tre volte in Commissione Parlamentare Antimafia, è nel mirino della criminalità organizzata da tempo. Anche vero che poco ci sarebbe da stupirsi considerata la posizione assunta dal nostro attuale Ministro degli Interni Angelino Alfano, il quale oggi, sabato 11 maggio 2013, ha avuto il coraggio di partecipare alla manifestazione contro i Pm. La credibilità istituzionale del suo Ministero, è oggettivamente compromessa da un tale gesto. Mi auguro si interroghi seduta stante il Presidente del Consiglio Letta affinché sia risolta questa pericolosa situazione a danno di Angela Napoli".

Donatella Cristiano,
Presidente organizzazione IN.CA.STRI

11 maggio 2013 

GALULLO: PER RIPRISTINO SCORTA ANGELA NAPOLI: interrogazioni parlamentari alla Camera dal Pd (Lo Moro) e dal M5S (Nesci)







http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2013/05/hasta-la-victoria-siempre-compagna-angela-napoli-interrogazioni-parlamentari-alla-camera-dal-pd-lo-moro-e-dal-m5s-n.html 

11 MAGGIO 2013 


Hasta la victoria siempre “compagna” Angela Napoli: interrogazioni parlamentari alla Camera dal Pd (Lo Moro) e dal M5S (Nesci)

Cari lettori di questo umile e umido blog chi l’avrebbe mai detto!
La scorta politica ad Angela Napoli - che ancora nel 1994, una vita fa, eppure sono passati appena 19 anni, presentava ordini del giorno, interrogazioni e interpellanze firmando in calce al suo nome “Alleanza nazionale-Movimento sociale italiano” – sarà approntata dal Pd e del Movimento 5 Stelle.
Che contrappasso storico e sociale per chi ha vissuto una vita fianco a fianco con il delfino di Giorgio Almirante, vale a dire quel Gianfranco Fini che ad un certo punto ha deciso di lasciare Napoli al proprio destino!
Dopo la decisione del Viminale attraverso il Comitato ristretto reggino per l’ordine pubblico e la sicurezza –assunta il 10 aprile ma comunicatale appena un mese dopo, coincidenza del tutto casuale con il cambio della guardia al ministero dell’Interno – di revocarle la scorta (si veda il post di ieri in archivio) toccherà infatti a due parlamentari del Pd e del M5S correre in Parlamento in soccorso dell’ex vicepresidente della Commissione antimafia che dopo una vita spesa contro la criminalità organizzata è stata prima mollata dal partito (ha militato nel Fli per poi abbandonarlo a causa di forza maggiore) e poi, così sembra, dallo Stato.
Dopo che la notizia ieri è circolata nelle redazioni e nelle segreterie dei partiti (forse i sistemi criminali calabresi erano già a conoscenza da mesi dell’epilogo e poi su questo tornerò), il cellulare di Napoli ha trillato in continuazione. Telefonate di solidarietà da giornalisti, imprenditori, gente comuni e politici. Politici della destra direte voi! Maddeche!
Dagli ex alleati e amici manco un sms. Anzi no, mi correggo: solo uno, giunto dall’ex collega in Commissione parlamentare antimafia Fabio Granata. Ma mica di solidarietà! No, solo per informarsi sulla veridicità della notizia e condividere un male comune (ma non un mezzo gaudio): anche a lui è stata tolta la scorta ma non in Sicilia (dove vive e lavora) ma fuori dall’isola.
A farsi viva per il Pd è stata la senatrice Doris Lo Moro, che in barba alle divisioni partitiche e in onore delle idee, dei valori e dei principi, le ha preannunciato (e ha annunciato poi a questo umile e umido blog) un’interrogazione parlamentare che presenterà lunedì indirizzandola all’attenzione di Governo e ministro dell’Interno.
Oltre a Lo Moro si è fatta avanti anche Dalila Nesci, che dopo aver abbandonato il Movimento Ammazzateci Tutti (anni fa) ha abbracciato recentemente il Movimento 5 Stelle con il quale è stata eletta in Parlamento. Errare è umano ma perseverare…
Al netto di questo ha il coraggio di schierarsi a fianco di Napoli, annunciando la volontà di presentare anche lei e subito un’interrogazione parlamentare, per conoscere i motivi, accompagnandola con una riflessione che affida anch’essa a questo umile e umido blog: «È doveroso affermare un principio: lo Stato deve proteggere i nemici del crimine organizzato; a prescindere, soprattutto in Calabria, da valutazioni su economie e risparmi».
Servirà a poco ciò che faranno (per prime due donne) Lo MoroNesci? Servirà a nulla per far tornare il Viminale sui propri passi? Servirà a tanto? Non ho risposte ma – ovviamente – queste prese di posizione (e altre che sono in preparazione) serviranno a fare chiarezza su una decisione che – a mio modesto avviso – ha punti oscuri.
Ora – sia ben chiaro – che chi ha assunto la scelta di rivedere il livello della sua protezione ha assunto in perfetta buona fede questa decisione e che nessuno si permetta di negare che abbiano applicato alla lettera (mi permetto di celiare per sdrammatizzare) il comma X della lettera Y del decreto legge Z così come modificato dal decreto legislativo T su suggerimento della circolare del consiglio d’Europa V, rivista e corretta dalla Centrale del Latte con la raccomandazione lattiero-casearia U.
La legge è legge.
Ciò che – allo stato – resta un mistero che, sono sicuro, verrà decriptato, sono i motivi alla base di questa scelta. Senza, infatti, andare indietro nel tempo, dobbiamo tutti ricordare che l’ultima, inquietante “attenzione”, è di gennaio 2013, allorché nel carcere di Tolmezzo fu intercettato Pantaleone Mancuso. Le sue parole furono pronunciate – guarda tu il caso - dopo un’interrogazione parlamentare di Angela Napoli presentata sul provvedimento del Tribunale di Vibo Valentia che dispose il trasferimento in ospedale del presunto boss.
E cosa diceva il simpatico esponente dei Mancuso – amici nel tempo di tanti politici e servitori dello Stato indegni di sedere a rappresentare o agire per conto del popolo italiano - riferendosi ad Angela Napoli? «Stiamo lavorando per toglierla di mezzo».
Se nulla cambierà nelle scelte del Viminale, il destino di Napoli, che ha fatto dell’antimafia una bandiera di vita, è segnato, visto che d’ora in avanti, senza scorta, non potrà mettere il nasino fuori dall’uscio della sua casa di Taurianova che – incidentalmente – è un comune dove la mafia si respira per strada al pari del profumo di “pipi e patate” che cucinano le brave donne calabresi?
Io lo chiamo destino di morte.
Sarà tolta di mezzo e la profezia dei Mancuso si avvererà. Senza bisogno di torcerle un capello.
r.galullo@ilsole24ore.com

Muzzì: «Il Pd si occupi di Angela Napoli»



http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/14549_muzz_il_pd_si_occupi_di_angela_napoli/#.UY4xSXwTtaA.facebook  




MUZZI': "Il Pd si occupi di Angela Napoli"

L'esponente di "Risveglio Ideale" si dice preoccupato per la scelta di revocare la scorta blindata all'ex parlamentare

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Muzzì: «Il Pd si occupi di Angela Napoli»
Angela Napoli
LAMEZIA TERME Mario Muzzì, dirigente del Pd calabrese e membro dell'associazione “Risveglio Ideale”, non ha dubbi: «Deve essere le delegazione parlamentare dei democrat a far sentire la sua voce in ordine all’incresciosa vicenda della cancellazione della scorta di sicurezza ad Angela Napoli». Sta diventando un vero e proprio caso la scelta, comunicata all'ex parlamentare di Fli dal prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli, di revocarle l'auto blindata, l'autista e l'uomo di tutela. Angela Napoli, tre volte in commissione parlamentare Antimafia (una volta come vicepresidente), è stata spesso nel mirino della criminalità organizzata. Ultima, solo in termini cronologici, la minaccia di Pantaleone Mancuso attraverso parole intercettate nel carcere di Tolmezzo: «Stiamo lavorando per toglierla di mezzo», pronunciate dopo un’interrogazione parlamentare presentata sul provvedimento del Tribunale di Vibo Valentia che dispose il trasferimento in ospedale del presunto boss). «Si interroghi subito – prosegue Muzzì – il presidente del Consiglio Enrico Letta prima che le distrazioni (mi auguro che di questo si tratti) del nuovo ministro dell’Interno Angelino Alfano abbiano a provocare conseguenze gravi non tanto e non solo per la salute di Angela Napoli, che com’è noto le intercettazioni riferiscono essere ancora nel mirino delle più spietate cosche calabresi, quanto per la credibilità delle stesse istituzioni, messa  a dura prova dalle ultime rivelazioni sulla trattativa tra Stato e mafia». (0030)
11/05/2013 13:24

venerdì 10 maggio 2013

ROBERTO GALULLO. Esclusivo/ Tolta la scorta blindata all’ex parlamentare antimafia Angela Napoli minacciata di morte - Farà da se (ma non trova nessuno)




http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2013/05/esclusivo-tolta-la-scorta-blindata-allex-parlamentare-antimafia-angela-napoli-minacciata-di-morte-fa.html

Esclusivo/ Tolta la scorta blindata all’ex parlamentare antimafia Angela Napoli minacciata di morte - Farà da se (ma non trova nessuno)

Per tre volte in Commissione parlamentare antimafia (una volta come vicepresidente), una vita blindata da 10 anni per le sue battaglie antindrangheta, minacciata l’ultima volta a gennaio di quest’anno attraverso le parole intercettate nel carcere di Tolmezzo a Pantaleone Mancuso («Stiamo lavorando per toglierla di mezzo», pronunciate dopo un’interrogazione parlamentare presentata sul provvedimento del Tribunale di Vibo Valentia che dispose il trasferimento in ospedale del presunto boss), ad Angela Napoli è stata tolta la scorta che finora l’ha protetta.
Quando la Questura – a ore - le comunicherà ufficialmente la notizia che le è stata anticipata telefonicamente ieri sera dalla Prefettura, via la macchina blindata, via l’autista e l’uomo di tutela e largo al fai-da te.
Il livello di vigilanza che lo Stato potrà assicurargli è infatti il 4: vale a dire che la Napoli ci deve mettere la propria macchina, un suo autista personale e il Viminale ci metterà un uomo a tutela.
A raccontare quanto è accaduto è proprio lei, di ritorno da una nuova tappa della sua politica in giro per la Calabria (ieri era a Gioia Tauro), che continua a svolgere con la sua associazioneRisveglio Ideale, nonostante non sia più stata neppure candidata al Parlamento. «Ieri sera mi ha telefonato il prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli - racconta Napoli con la solita calma -e ha fatto riferimento ad una circolare dell’ex ministro dell’InternoAnna Maria Cancellieri che obbliga a rivedere lo status delle persone protette e mi ha comunicato, di conseguenza, le novità».
Napoli non si è comunque persa d’animo e ha cominciato a cercare qualcuno che voglia fargli da autista. Risposte: zero. «Nessuno mi vuole fare da autista – dice - perchè hanno giustamente paura. A questo punto rinuncerò a quel poco di scorta che mi verrebbe attribuita perché un autista non lo trovo e il poliziotto che mi verrebbe assegnato a tutela ovviamente non può guidare anche la macchina, oltretutto privata. Mi dispiace ma dirò allo Stato che si deve assumere fino in fondo la propria responsabilità. Non potrò più muovermi in alcun modo».