Non
ritengo di essere in ritardo nel sottoscrivere la proposta, lanciata
dal direttore de “Il Quotidiano”, tendente a dedicare la giornata
dell’8 marzo a Maria Concetta Cacciola, Lea Garofalo e Giuseppina
Pesce, considerato che fin dall’agosto del 2011 ho aderito al
Comitato “Chi collabora non deve morire ingoiando acido”, proprio
nel tentativo di rendere merito al sacrificio di tutte quelle donne
che hanno inteso ribellarsi al potere della ‘ndrangheta.
E
lo faccio oggi perché, negli ultimi giorni, sono stata costretta a
leggere notizie che mi portano, purtroppo, a pensare che le morti di
Maria Concetta Cacciola, Lea Garofalo e Tita Buccafusca non siano
nemmeno servite ad aprire la coscienza di ciascuno di noi.