martedì 30 giugno 2009

La soddisfazione per i lavori dell'APM di Lisbona

L’on. Angela NAPOLI (PDL) è stata relatrice dell’incontro sul tema “La criminalità organizzata nel Mediterraneo”, svoltosi a Lisbona dal 24 al 26 giugno u.s. nell’ambito dei lavori della I^ Commissione permanente dell’Assemblea Parlamentare dei Paesi del Mediterraneo (APM). Dopo la relazione l’on. Angela Napoli ha presentato la risoluzione, approvata all’unanimità, con la quale si è deciso di invitare tutti i Parlamenti dell’APM ad organizzare seminari/conferenze/workshop nazionali e regionali sulla criminalità organizzata al fine di studiare le tendenze attuali e le misure ed i meccanismi vigenti per la lotta alle attività criminali a livello nazionale ed internazionale. Sono state, altresì, invitate le delegazioni dell’APM ad individuare, con l’assistenza delle autorità competenti a livello nazionale, settori nei quali la criminalità sia stata riportata con successo sotto controllo, al fine di ottenere scambi informativi sulle migliori pratiche di contrasto. E’ stato deciso di incentrare il lavoro futuro dell’APM su un numero limitato di specifici reati transfrontalieri per aumentare la sensibilità ed elaborare soluzioni a tali questioni specifiche, a livello regionale. Sono stati, ancora, invitati gli Stati membri dell’APM a firmare un patto regionale per il rafforzamento della cooperazione nella lotta contro il crimine organizzato, comprendente lo scambio di intelligence, le raccolte di dati e le valutazioni delle politiche implementate. Ed, infine, si è stabilito di coinvolgere il mondo accademico per futuri studi e di instaurare rapporti di collaborazione con le organizzazioni regionali attive nella lotta alla criminalità organizzata nel Mediterraneo, incluse l’ONU, l’INTERPOL , l’OSCE e il Consiglio d’Europa.
L’on. Angela Napoli ha ricevuto il plauso di tutti i partecipanti dei Paesi del Mediterraneo per il contenuto puntuale della relazione ed anche per la proposta di risoluzione presentata.

On. Angela NAPOLI

Roma, 30 giugno 2009

giovedì 25 giugno 2009

La "strana" nomina di Loiero: l'ex assessore alla Sanità della Giunta Chiaravalloti !

La nomina di Luzzo ad esperto per il piano di rientro nel settore della sanità calabrese è indicativa di come il Governatore Loiero non abbia più il senso del limite dovuto a chi amministra la cosa pubblica. Loiero ribalta, ad ogni piè sospinto, accuse sulla Giunta Chiaravalloti, sottraendosi alle responsabilità della sua quadriennale gestione, e ritenendo che i calabresi abbiano dimenticato che da mesi detiene inutilmente la delega alla sanità regionale, e oggi nomina “esperto” un ex assessore regionale alla sanità che, a memoria, non mi sembra abbia contribuito a regolamentare il settore. Naturalmente, però, ritengo che la sfida di Loiero trovi la forza nella demotivata e strana lentezza con la quale il Governo Nazionale sta elaborando il dovuto commissariamento della sanità calabrese!

On. Angela Napoli

Roma, 25 giugno 2009

sabato 20 giugno 2009

L'intervista a Strill.it quotidiano on line

di Giusva Branca e Claudio Cordova - In un mondo perfetto dovrebbero essere i personaggi oscuri a non essere visti di buon occhio. Ma, siccome l'Italia non assomiglia nemmeno ad una fotocopia di un mondo perfetto capita che politici come Angela Napoli, parlamentare alla quinta legislatura, non vadano particolarmente giù ai vertici del partito di appartenenza, il Pdl: “Non posso dire che il Pdl mi voglia bene – ci spiega in una calda mattina di metà giugno -, credo di essere stata sempre scomoda, forse perché ho trattato a 360 gradi temi poco piacevoli, chi lo sa…”.

Insegnante di matematica, nativa di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, Angela Napoli proprio di recente è stata riconosciuta dal rapporto “Camere Aperte”, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’operato dei politici italiani, la parlamentare con l’attività più significativa in Aula. Ad Angela Napoli piace lavorare, piace rispettare il mandato conferitole dagli elettori, ad Angela Napoli piace lottare per l’affermazione di principi assai delicati: la legalità, la lotta alla criminalità organizzata, il contrasto alla corruzione e al malaffare. Un impegno, riconosciuto anche ufficialmente, come abbiamo visto, che, però, non basta alla parlamentare calabrese per ottenere maggior considerazione da parte dei vertici del partito: “Se sono stata ricandidata – spiega con un’espressione tra il disincanto e l’amarezza – lo devo solo e soltanto all’impegno del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Certamente sono amareggiata – aggiunge – perché pensavo e penso di meritare maggiori riconoscimenti e questa mia insoddisfazione l’ho espressa anche ad alti livelli”.

Nessun incarico istituzionale, nessun ruolo nella Commissione Parlamentare Antimafia, di cui fa parte, sebbene nella scorsa legislatura, sotto la presidenza di Francesco Forgione, abbia stilato un’eccellente relazione sul tema dei testimoni di giustizia: “Non mi aspetto più nulla dal Pdl – dice – ed è curioso che i maggiori riconoscimenti li stia avendo in ambito internazionale: la settimana prossima, infatti, sarò a Lisbona per relazionare, al cospetto dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo proprio sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei Paesi del Mediterraneo”.

E’ assai critica Angela Napoli, per carattere, per forma mentis, per dignità intellettuale non è abituata ad abbassare la testa: “Io vado avanti – dice con fermezza – nonostante i riconoscimenti pressoché nulli, non abbandono la mia appartenenza al Pdl: nel mio cuore e nella mia testa ci sono i valori di Alleanza Nazionale, valori che purtroppo non ritrovo nel Popolo della Libertà, che è un agglomerato di quote, senza un progetto. E’ semplicemente il partito del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi”.

Già, Berlusconi. Angela Napoli esprime, senza mezzi termini, delle opinioni che la maggioranza dei colleghi di centrodestra, chissà per quale recondito motivo, non avrebbe nemmeno il coraggio di pensare: “Sono preoccupata per l’immagine dell’Italia – dice, analizzando gli ultimi eventi – vorrei che fosse solo un temporale estivo, ma le ultime situazioni sono gravi, soprattutto in un periodo di crisi economica. Parlo soprattutto da donna – e la delusione non si lascia sopraffare dalla fermezza delle sue parole – in politica sarebbe opportuno guardare diversamente al ruolo femminile. La tenuta della credibilità, con etica e morale continuamente calpestate, è assai preoccupante”.

Angela Napoli, una donna, una donna del Sud, una donna calabrese: “Il Governo ha fatto e sta facendo molto per il Sud, penso agli interventi a Napoli, in Puglia, a Palermo, ma, per motivi che non conosco, ha escluso dal Meridione, la Calabria che, invece, sarebbe la regione con più bisogno d’aiuto: in Calabria è emergenza in tutti i campi”.

La Calabria, una regione che non ha nulla a che vedere con quel mondo perfetto in cui una donna come Angela Napoli, sicuramente, rappresenterebbe qualcosa in più di un’eccezione virtuosa nella politica, qualcosa in più di una “mina vagante” all’interno del partito del Presidente.

lunedì 15 giugno 2009

Sincera solidarietà al Ministro Alfano e al Dott. Piscitello

Le minacce indirizzate al Ministro della Giustizia, on. Angelino Alfano, e al dott. Piscitello, sono dimostrative del contrasto alla criminalità organizzata che, anche legislativamente, il Guardasigilli sta attuando, ed evidenziano un palese indebolimento della potenzialità delle singole cosche.
Nell’esprimere al Ministro Alfano e al dott. Piscitello sincera solidarietà contro le vili intimidazioni, confermo il mio personale impegno nel sostenere ogni tipo di attività legislativa e non, che possano aiutare a debellare il cancro malavitoso.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 15 giugno 2009

domenica 14 giugno 2009

Le valutazioni sull'attualità politica del coordinamento regionale di Risveglio Ideale





Mileto 14 Giugno 2009

Ieri, nei locali dell’Ugl di Cosenza, si è riunito il coordinamento regionale di Risveglio Ideale, associazione politico-culturale che fa capo all’on. Angela NAPOLI, per la valutazione dei risultati elettorali relativi alle elezioni europee ed amministrative.
Non c'e' dubbio che il voto calabrese nel suo insieme meriti un'analisi approfondita. Il primo dato che colpisce e che nello stesso tempo allarma è quello dell’astensionismo. In Calabria ha votato soltanto il 55%: percentuale del tutto consona ad una Regione dove il rapporto tra i cittadini e la politica è assolutamente fragile. Precarietà che riflette ovviamente una scarsa agibilità democratica, prodotto di anni di cattivo governo e di pessima gestione della cosa pubblica.
Altro dato su cui riflettere è il risultato dei due grandi Partiti: il PD, espressione di un governo regionale che naviga a vista fin dalla sua elezione, si ferma al 25,4 %, ben 9 punti di distacco rispetto al 34,8% registrato dal PdL.
Questi risultati inducono ad ulteriori riflessioni: il Partito Democratico, pur riuscendo a far eleggere un proprio candidato calabrese tra gli scranni di Bruxelles, paga inesorabilmente il disinteresse per le problematiche della collettività ed una pesante situazione emergenziale riscontrabile in ogni settore; il PdL non raggiunge il risultato delle previsioni a causa della mancanza di adeguata organizzazione. La verità è che l’elettore ed il militante dell’ex Alleanza Nazionale avverte ancora il disagio di una fusione mal governata, al quale si unisce quello di una macchina organizzativa che stenta a decollare e che è frutto delle scelte “ad personam” e delle volontà imposte dai “massimi sistemi”.
Per ciò che attiene invece al dato relativo alle Amministrative, si rimane fiduciosamente in attesa dei ballottaggi della provincia di Cosenza e di quella di Crotone, dove, tra l’altro, le candidate di Risveglio Ideale (Barbara Brunetti e Mariella Maio) hanno ottenuto un risultato lusinghiero e ben al di là delle prospettive più rosee.
Risveglio Ideale non vuole assistere passivamente all’evoluzione di un quadro politico in itinere da sin troppo tempo e, pertanto, intende attivarsi fattivamente da subito, con Angela Napoli, nella convinzione di riuscire a catalizzare quei consensi d’opinione rimasti inespressi e quelli di una gran fetta di elettorato deluso da un bipolarismo coatto e da una gestione affaristica degli interessi collettivi, con la massima apertura nei confronti di quella società civile relegata all’angolo e di quelle forze sane, a prescindere dalle colorazioni politiche, che per fortuna rappresentano ancora la fetta consistente dei cittadini calabresi.
Pertanto, nel corso della riunione si è deciso di dar vita ad una campagna di adesioni che consenta di veicolare su tutto il territorio regionale calabrese quelle idee che sono a fondamento del “Manifesto dei Valori”dell’associazione Risveglio Ideale.
E’ l’ora di restituire alla Calabria una politica sana, di servizio e di impegno disinteressato ponendo al centro di ogni azione la questione morale e la cultura etica. Contro ogni forma di trasformismo, connivenza e trasversalismo si vuole opporre severità comportamentale e rigorosa rettitudine.
Il prossimo 3 Luglio sarà inaugurato il primo circolo provinciale nella Città di Cosenza e che sarà coordinato dal professore Michele Sapia. Parteciperà ovviamente l’On. Angela Napoli, presidente dell’Associazione Risveglio Ideale.
E’ possibile scaricare i modelli di adesione all’Associazione, comprensivi di Statuto ed Atto Costitutivo, dal sito:www.angelanapoli.blogspot.com.
L’azione intrapresa dall’Associazione Risveglio Ideale intende rimettere in cammino la speranza dei calabresi con una proposta alternativa, rassicurante ed affidabile.

Il Segretario di “Risveglio Ideale”
Dott. Giancarlo Catanea

Risveglio Ideale – Ufficio del Portavoce
Corso Umberto I, 172 – 89852 Mileto (VV) Tel. 3470537703 – giancarlocatanea@alice.it

venerdì 12 giugno 2009

Il Governo e la dubbia costituzionalità della Legge regionale per il disavanzo della Sanità calabrese

La legge della regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale” è stata oggi impugnata dal Consiglio dei Ministri, a dimostrazione di quanto sia divenuto inderogabile il commissariamento della sanità regionale.
La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri evidenzia le responsabilità assunte da Giunta e Consiglio regionale nella definizione del ripiano del disavanzo nel settore sanitario, incuranti, persino, di quanto manifestato dai Ministeri competenti e del dettato della nostra Carta Costituzionale.

On. Angela Napoli


Taurianova, 12 giugno 2009

Sinceri complimenti ai Carabinieri del ROS per la cattura dei latitanti Molé e Pelle

Sinceri complimenti ai Carabinieri del ROS di Reggio Calabria per la cattura dei due boss latitanti, Girolamo Molè, reggente dell’omonima cosca di Gioia Tauro, avvenuto ieri, e Antonio Pelle, capo dell’omonima cosca di San Luca, avvenuta oggi nell’Ospedale di Polistena.
La cattura di Girolamo Molè nella sua abitazione di Gioia Tauro e quella di Antonio Pelle, a qualche kilometro di distanza dal luogo di sua residenza, dimostrano come le latitanze dei boss appartenenti alle famiglie egemoni della ‘ndrangheta vengano, per lo più, sempre consumate nei territori di residenza o in prossimità degli stessi, al fine di poter continuare a “dettare” ordini e seguire le attività illecite delle singole cosche.
Il fatto che le due catture siano avvenute nella Piana di Gioia Tauro, credo, sia indicativo del concentramento malavitoso esistente in questa parte del territorio provinciale reggino.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 12 giugno 2009

Le iniziative del Governo contro la criminalità organizzata ed il pragmatismo del Procuratore Pignatone e del Gen. Girone

Va dato atto all’attuale Governo Nazionale e alla maggioranza del Parlamento Italiano delle iniziative legislative approvate nel rendere più efficace il contrasto alla criminalità organizzata. Così come sento di dover dare atto al pragmatismo dimostrato dal Procuratore della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e al gen. Antonio Girone, Direttore della DIA, nell’applicare il sequestro dei beni alla cosca Rugolo di Castellace, tra i cui componenti figurava presumibilmente anche l’imprenditore Nino Princi, ucciso lo scorso anno da una bomba posta sotto la sua auto. Tra i beni sequestrati figurano anche quelli degli eredi del Princi, proprio in applicazione, per la prima volta in Italia, della nuova legge, approvata nell’agosto del 2008.
L’aggressione ai patrimoni dei mafiosi è fondamentale per il contrasto alla criminalità organizzata e rientra tra le primarie attività di prevenzione, attraverso le quali lo Stato potrà vincere la sfida lanciata dai criminali.
L’abbattimento del potere economico della ‘ndrangheta e, conseguentemente, la sua cd. “onorabilità”, incentiva il cittadino comune a non nascondersi sotto la cappa dell’omertà ed a trovare, così, il coraggio della ribellione.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 12 giugno 2009

giovedì 11 giugno 2009

Le iniziative del Governo a tutela delle Imprese appaltatrici dei lavori sulla Bovalino - Bagnara e su tutti i lavori pubblici in Calabria

Ai Ministri dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Giustizia

- Per sapere – Premesso che:

- nei giorni scorsi il GIP del Tribunale di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio il boss della ‘ndrangheta, Giuseppe Morabito, detto il “tiradritto” ed il genero Giuseppe Pansera, coinvolti, insieme ad altri, nell’ambito del processo “bellu lavuru” , su presunte infiltrazioni in alcuni lavori pubblici nel reggino, in particolare, nei lavori di ammodernamento della Statale jonica reggina;

- l’operazione “bellu lavuru”, coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, ha comprovato la capacità della ‘ndrangheta di penetrare in tutti gli appalti pubblici che si attuano nella provincia reggina e di esercitare pressioni estorsive sulle ditte appaltatrici;

- all’alba di domenica 7 giugno 2009 sono stati compiuti diversi attentati ai danni dei mezzi delle due imprese “ Demoter” di Messina e “Ricciardello costruzioni srl” di Brolo (ME) , appaltatrici dei lavori di alcuni lotti per la realizzazione della strada a scorrimento veloce Bovalino - Bagnara (R.C.);

- la costruenda Bovalino - Bagnara è un’ opera di notevole importanza sia per il collegamento tra il Tirreno e lo Jonio reggino sia per togliere dall’isolamento numerosi Comuni pre-aspromontani;

- i citati ultimi attentati contro le due imprese messinesi si aggiungono a quelli che nell’ultimo anno sono stati attuati contro le imprese appaltatrici dei lavori di riammodernamento dell’ autostrada Salerno - Reggio Calabria, della trasversale Rosarno - Gioiosa Jonica, della trasversale delle Serre e delle Pedemontana Cinquefrondi - Cittanova:

- Se non ritengano necessario ed urgente far presidiare da un congruo numero di militari tutti i cantieri al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori e quella delle stesse imprese appaltatrici laddove sono in corso lavori pubblici nella provincia di Reggio Calabria;

- Quali, urgenti iniziative intendano assumere per garantire la celere prosecuzione dei lavori pubblici in atto nella provincia di Reggio Calabria;

- Quali urgenti iniziative intendano assumere per avviare un’adeguata normativa utile a garantire la pubblica amministrazione in tema di prevenzione dei fenomeni di infiltrazione mafiosa negli appalti.

On. Angela NAPOLI

Roma, 10 giugno 2009

L'incauto affidamento del servizio di cattura cani randagi di Lipari

Al Ministro dell’Interno

– Per sapere – Premesso che:

- con D.P.R. del 23 aprile 2009 è stato decretato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Taurianova (R.C.) per infiltrazione mafiosa;

- tra i gravi elementi , contenuti nella relazione d’accesso, che hanno portato allo scioglimento del Civico Consesso di Taurianova, viene segnalato l’affidamento del servizio di cattura e custodia dei cani randagi a ditta gravata da interdittiva antimafia, nonostante l’Amministrazione Comunale fosse a conoscenza di tale provvedimento prefettizio;

- l’interrogante , da notizie di stampa, ha appreso che il Comune di Lipari (ME) avrebbe affidato il locale servizio di cattura e custodia dei cani randagi proprio alla stessa ditta di Taurianova (R.C.) gravata da interdittiva antimafia:

- se non ritenga necessario ed urgente chiedere al Comune di Lipari l’immediata revoca del servizio affidato alla Ditta di Taurianova (R.C.);

- quali urgenti iniziative intenda assumere nei confronti dell’Amministrazione Comunale della stessa Città di Lipari responsabile dell’affidamento di un servizio a ditta gravata da interdittiva antimafia.

On. Angela NAPOLI

Roma, 11 giugno 2009

mercoledì 10 giugno 2009

E' necessario garantire la sicurezza dei Cittadini di Amantea (CS)

Ai Ministri dell’Interno e della Difesa

– Per sapere – Premesso che:

- la Città di Amantea, situata sul litorale tirrenico cosentino, ha una popolazione di circa 14.000 abitanti che nella stagione estiva raggiunge circa le 35.000 unità;

- in quel territorio ci sono 12 alberghi, 7 banche; sono state rilasciate ben 580 licenze commerciali e l’area artigianale occupa 160.000 mq;

- con D.P.R. del 4 agosto 2008 il Consiglio comunale di Amantea è stato sciolto per infiltrazione mafiosa dopo che, nel dicembre del 2007, l’operazione giudiziaria “Nepetia Enigma”, condotta dalla DDA di Catanzaro, aveva portato all’arresto di oltre 40 persone presunte appartenenti alle locali cosche della ‘ndrangheta Gentile – Africano; tra gli arrestati e risultato anche un assessore della locale amministrazione comunale;

- l’inchiesta che ha portato all’operazione “Nepetia” ha evidenziato la potenzialità degli uomini delle cosche nella gestione del Porto di Amantea, ma anche le pressioni che la criminalità organizzata esercita sulle attività legali di quel territorio;

- anche dopo i citati arresti e lo scioglimento del civico consesso, purtroppo, la pressione criminale non è diminuita per cui l’intero territorio necessita di maggiore ed adeguato controllo;

- le 13 unità di Carabinieri, presenti nella locale Caserma, se pur esemplari per attività, non appaiono sufficienti a garantire la sicurezza sull’intero territorio, in particolare nel periodo estivo, anche perché l’orario di copertura quotidiana è previsto dalle 8 alle 22;

- non solo, ma la locale Caserma dei Carabinieri è situata in un appartamento di soli 100 mq, peraltro all’interno di un condominio:

- se non ritengano necessario ed urgente verificare l’esistenza nella Città di Amantea di qualche edificio confiscato alla mafia per adibirlo a Caserma dei Carabinieri o , comunque reperire altro sito idoneo a struttura per le locali Forze dell’Ordine;

- se non ritengano di dover far aumentare la locale dotazione organica dei Carabinieri;

- quali urgenti iniziative intendano attuare, per le parti di competenza , al fine di garantire la sicurezza dei cittadini di Amantea ed una più efficiente attività di controllo anche in quella parte del litorale tirrenico cosentino.

On. Angela NAPOLI

Roma, 10 giugno 2009

lunedì 25 maggio 2009

Sanità calabrese: è arrivato il momento della chiarezza e della verità

Finalmente per la sanità calabrese è forse arrivata l’ora della verità e ciò pone in agitazione Loiero & Company. Pensate un po’ che il capogruppo regionale del PD sollecita addirittura il “ribellismo civico contro Berlusconi”.
Loiero & Company, di fronte all’annunciato, e a mio avviso motivato, commissariamento della sanità in Calabria, continuano a riversare sul Governo Berlusconi colpe inesistenti, accusando persino lo stesso Governo Nazionale della “imposizione fiscale” inferta da questa Giunta regionale ai poveri cittadini.
Altro che “maschera gettata da Berlusconi”, è invece finalmente arrivato il momento della chiarezza e della verità, necessario a svelare le responsabilità di tutti coloro che con alibi svariati hanno contribuito a dare della sanità calabrese quell’immagine nefasta che persino stampa ed emittenti televisive nazionali hanno reso al Paese intero.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 25 maggio 2009

martedì 19 maggio 2009

Il Governo garantisca la trasparenza e l'imparzialità del CORECOM Calabria

Al Presidente del Consiglio dei Ministri ai Ministri per i Rapporti con le Regioni della Giustizia e della Pubblica Amministrazione e Innovazione

– Per sapere – Premesso che:

- con atti ispettivi n. 4-05331 del 19 ottobre 2007 e n. 4-06065 del 14 gennaio 2008, l’interrogante ha denunziato l’anomala decisione assunta dal Consiglio Regionale della Calabria, in data 27 settembre 2007, con il Commissariamento del CORECOM ed ha chiesto l’impugnazione, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della legge regionale n. 22 del 5 ottobre 2007, contenente appunto il provvedimento di decadenza ed il conseguente commissariamento del CORECOM Calabria;

- tra i cinque componenti del CORECOM Calabria commissariato erano nati palesi contrasti in occasione della formulazione della graduatoria per la concessione dei benefici relativi all’anno 2006, poiché la stessa graduatoria era divenuta oggetto di una delibera, datata 16 luglio 2007, a firma del solo Presidente del tempo, ed in disaccordo con quanto deliberato dal Comitato in data 2 luglio 2007;

- la scelta del Presidente CORECOM del tempo era subito apparsa ai quattro componenti del comitato come rispettosa di esigenze formulate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, durante una convocazione del 17 marzo 2007, piuttosto che della necessaria trasparenza rispetto alle documentazioni presentate;

- sulle ripetute violazioni commesse dal Presidente del Comitato del tempo, i quattro componenti dello stesso comitato hanno presentato vari esposti alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sottolineando come lo stesso Presidente ed il Dirigente della struttura abbiano omesso di denunziare alcuni rappresentanti legali di imprese private per la violazione del D.P.R. 445/2000, commessa fornendo dichiarazioni false o mendaci;

- a seguito della decadenza ed al conseguente commissariamento del CORECOM Calabria, sono state assegnate le funzioni di delegato alla struttura, proprio allo stesso ex Presidente dell’Organo;

- la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha avviato le relative indagini e nello scorso mese di aprile 2009, in chiusura delle stesse, ha ipotizzato nei confronti dell’ex Presidente del CORECOM il grave reato di abuso d’ufficio;

- il Presidente del CORECOM Calabria di fatto aveva inserito da solo, nel luglio 2007, nella graduatoria due emittenti, Video Calabria e Tele A 57,che il Comitato aveva escluso per mancanza di separazione contabile ed aveva, tra l’altro, escluso dai finanziamenti emittenti, come Teleuropa e Telespazio, che erano nelle stesse condizioni;

- nonostante il citato intervento giudiziario l’ex Presidente del CORECOM Calabria, dott. Umberto Giordano, rimane ancora con l’incarico di Dirigente esterno presso il Consiglio Regionale, pur con un provvedimento di “autosospensione” di quindici giorni, chiesto nei primi del corrente mese di maggio 2009:

- se dagli atti depositati presso il Governo risultino le ragioni per le quali non si sia proceduto all’impugnazione ai sensi dell’art.127 della Costituzione, della Legge Regionale n.22 del 5 ottobre 2007, varata secondo l’interrogante per definire il commissariamento del CORECOM Calabria, non garantendo trasparenza ed imparzialità nell’erogazione dei finanziamenti alle Emittenti televisive calabresi;

- se siano disponibili i dati concernenti il numero dei consulenti della Regione Calabria ed i relativi corrispettivi e se questi siano in linea con la media nazionale e con le normativa vigenti.

On. Angela NAPOLI

Roma,19 maggio 2009

sabato 16 maggio 2009

E' necessario garantire la serenità nella campagna elettorale di Filandari (VV)

Nei giorni scorsi, con un atto ispettivo, ho cercato di richiamare l’attenzione del Ministro dell’Interno per garantire libertà e sicurezza a tutti i candidati per il rinnovo dell’Amministrazione nel Comune di Filandari. Alla luce, però, dell’accanimento criminale sull’intero territorio vibonese, credo sia necessario un immediato intervento delle Istituzioni preposte. Sette risultano già i Comuni della provincia di Vibo Valentia i cui Consigli sono stati sciolti per inquinamento mafioso e per altri due, Fabrizia e Nardodipace, le relazioni delle rispettive Commissioni d’accesso sono state trasmesse al Ministero dell’Interno, a dimostrazione della capacità della ‘ndrangheta di permeare la pubblica amministrazione. Atti intimidatori e pressioni vengono attuati, oltre che nel Comune di Filandari, in altri Comuni del vibonese, laddove è in corso la campagna elettorale per il rinnovo delle locali amministrazioni. Tra l’altro potrebbe essere il risultato di “pressioni varie” le situazioni dei Comuni di Zaccanopoli e Zambrone, laddove è in competizione un’unica lista elettorale. Non v’è dubbio che quanto sta accadendo sia attribuibile alla criminalità organizzata, ma anche a quella parte di amministratori e candidati che colludono con la stessa.
Per tale motivo, oltre agli interventi necessari ed urgenti da parte di coloro che sono preposti al controllo, alla sicurezza e alle indagini, occorre un’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini delle comunità vibonesi. Nessuno può più far finta di non sapere e di non conoscere, in particolare nei piccoli centri, ognuno non può più continuare ad eleggere all’amministrazione pubblica, personaggi imparentati o collusi con la criminalità. Ogni candidato, poi, dovrebbe trovare la forza di rigettare qualsiasi proposta di consenso che provenga da ambienti malavitosi, senza che ciò avvenga magari solo a parole.
Tra l’altro, proprio perché sicura del dominio in quel territorio della massoneria deviata, non posso che chiedere l’attenzione di contrasto anche su tale ambiente.
Solo così anche il territorio vibonese potrà aspirare ad un vero riscatto.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Taurianova, 15 maggio 2009

giovedì 14 maggio 2009

La denunzia del Procuratore Pignatone sulla criminalità della Piana di Gioia Tauro

Non va sottovalutata la denunzia del Procuratore della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, conseguente al ritrovamento di un arsenale di armi da guerra a Gioia Tauro.
Da più di un anno le cosche della Piana di Gioia Tauro, alla ricerca di nuovi equilibri, sono in una fase riorganizzativa che non può non creare grande preoccupazione nell’intero territorio. Va dato atto dell’importante contrasto profuso dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura, tuttavia non sufficiente se privo di analogo supporto da parte dei mondi politico ed imprenditoriale e della società civile. Non è un caso che in una situazione di tale pesantezza criminale mafiosa risultino sciolti per infiltrazione mafiosa ben cinque comuni nel raggio territoriale di 30 KM ed altri siano sottoposti a Commissione d’accesso.
A dimostrazione certa della rilevata capacità della ‘ndrangheta nell’inserirsi nelle Istituzioni, nella Pubblica Amministrazione e negli appalti.
Penso proprio che per la Piana di Gioia Tauro vada individuata una strategia idonea sicuramente a reprimere ma anche a prevenire il radicamento delle cosche riorganizzate e sempre più spregiudicate e pericolose.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 14 maggio 2009

martedì 12 maggio 2009

L'appello al Ministro Maroni ed al Sottosegretario Mantovano per i Testimoni di Giustizia

Le proteste dei tanti Testimoni di Giustizia evidenziano i numerosi disagi vissuti, unitamente ai propri familiari, per i quali occorre un immediato intervento. I Testimoni di Giustizia, purtroppo pochi in Italia, sono cittadini che, con senso di responsabilità e coraggio, hanno reso testimonianza, riferendo o denunciando, alla magistratura e alle forze dell’ordine, fatti specifici e circostanziali, riguardanti la criminalità organizzata. Per tale motivo la figura del Testimone dovrebbe essere considerata e valutata quale modello positivo che incarna una scelta di legalità in aree ad alta densità mafiosa.
Ma appare, quindi, impossibile ignorare che lo status di Testimone di Giustizia provoca disagio che, se non controllato, rischia di sfociare in situazioni di vera e propria alienazione. Il sentimento personale della giustizia e della legalità contrasta con la storia che viene vissuta dal Testimone e che vede scorrere dinanzi a sé. Anche la rappresentazione dello Stato, la sua natura etica ed il suo ruolo di tutela rischiano di essere inglobati in questa perdita, fino alla perdita della fiducia nello Stato e nelle sue forze.
In una simile situazione, angosciata perfino dall’impossibilità di svolgere un’attività lavorativa o continuare quella interrotta e, per di più, soggetto a cambiamento di abitudini, luogo di vita, relazioni sociali, generalità d’identificazione, il Testimone di Giustizia diventa uno nessuno e centomila.
Occorre allora una cambiamento radicale della gestione dei Testimoni, una diversa filosofia nell’approccio alla figura di Testimone. In tal senso ritengo che non vada sottovalutata, ma, al contrario, possa servire da base propositiva, la relazione approvata dalla Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 19 febbraio 2008 e trasmessa al Parlamento. Non servono interventi parziali, occorre davvero quel cambiamento radicale, per il quale faccio appello al Ministro dell’Interno e al Sottosegretario di Stato, on. Alfredo Mantovano, delegato in materia. Cerchiamo di lavorare insieme, affinché, ogni Testimone di Giustizia, non debba mai pentirsi di aver scelto una strada indicativa e coraggiosa per il contrasto alla criminalità organizzata tutta.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 12 maggio 2009

sabato 9 maggio 2009

La penalizzazione della Calabria da parte di Trenitalia

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

– Per sapere – Premesso che:

- considerata la disastrosa situazione delle principali arterie stradali calabresi, la gestione dei trasporti dovrebbe essere oculata ed efficiente , ma, al contrario, in particolare, Trenitalia, continua a penalizzare l’intera Regione;

- Trenitalia ha attivato la mobilità del personale in esubero dalla Divisione Cargo alle altre due divisioni del trasporto Regionale e Passeggeri sul territorio nazionale, obbligando di fatto lo stesso personale a transitare verso regioni lontane, risultando le due Divisioni dalla Calabria “non recettive”;

- Naturalmente quest’ultima decisione di Trenitalia, oltre a costringere di fatto i ferrovieri delle due Divisioni ad andare a lavorare in Regioni lontane dalle loro residenze e dove alcuni hanno già lavorato per lunghi anni,continua a disintegrare lentamente ed inesorabilmente la gestione del trasporto Regionale e Passeggeri dal personale calabrese;

- La penalizzazione di Trenitalia nei confronti della Calabria avviene anche sui viaggiatori, sempre costretti ad utilizzare carrozze ferroviarie dismesse sulle linee del Centro - Nord, con servizi di toilette impraticabili, tendine dei finestrini consunte, porte “fuori servizio” ed igiene davvero carente;

- Dai treni per la Calabria è stato anche eliminato il servizio di benvenuto a bordo, peraltro compreso nel costo del biglietto;

- Ed ancora, considerata la carenza dei collegamenti ferroviari dalla Calabria per il Centro – Nord nella fascia ionica regionale, molti viaggiatori si ritrovano costretti ad utilizzare la ferrovia sul tratto tirrenico calabrese, dove non mancano grandi disagi;

- Ad esempio, il 19 aprile 2009, i viaggiatori in possesso di regolare prenotazione, posto e carrozza, sull’eurostar 9374, Reggio Calabria – Roma, in partenza da Lamezia Terme, si sono ritrovati su un treno superaffollato, con posto su prenotazione inesistente;

- Tutto quanto sopra esposto dall’interrogante dimostra come anche per Trenitalia la Calabria ed i suoi cittadini continuino a subire pesanti penalizzazioni e discriminazioni rispetto ai cittadini delle altre Regioni d’Italia:

- Se non ritenga davvero necessario ed urgente intervenire su Trenitalia, per far si che tale Società consideri la Calabria parte integrante dell’intera Italia e non vengano più penalizzati i viaggiatori di questa Regione.

On. Angela NAPOLI

Roma, 7 maggio 2009

venerdì 8 maggio 2009

L'interrogazione sulla decisione della Corte d'Appello di Catanzaro in merito a Michele Bonavota

Al Ministro della Giustizia

– Per sapere – Premesso che:

- l’interrogante, attraverso numerosi atti ispettivi, ha più volte segnalato che alcune decisioni assunte dalla Corte d’Appello di Catanzaro, in particolare nell’ultimo anno, hanno prodotto scarcerazioni o comunque notevoli benefici, per noti boss della ‘ndrangheta vibonese;

- da ultimo, nei giorni scorsi, la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, ha decretato, con largo anticipo, non più “socialmente pericoloso” Michele Bonavota, dell’omonima cosca vibonese, attualmente sub iudice nel processo “Bluff” con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa;

- Michele Bonavota era stato posto sotto la misura della “sorveglianza speciale” per episodi delittuosi risalenti al 2002-2003 e si trovava già sotto tale misura quando fu trovata la sua “lunga e appassionata corrispondenza” con il boss Bernardo Provenzano;

- L’interrogante trova davvero non condivisibile il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro, non solo perché nello stesso si trascurano appunto i collegamenti con Bernardo Provenzano ma anche perché i legali difensori del Bonavota hanno persino annunciato la proposta di ricorso per “l’ingiusta sottoposizione si qui patita”:

- Quali urgenti iniziative normative intenda assumere per far si che, almeno, a noti boss mafiosi non venga tolta la misura di “sorvegliato speciale” pur essendo sub iudice in processi di mafia.

On. Angela NAPOLI

Roma, 7 maggio 2009

giovedì 7 maggio 2009

L'interpellanza sul Magistrato Pierpaolo Bruni

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della Giustizia

- Per sapere – Premesso che:

- la ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale più potente, pervasiva e pericolosa, che è riuscita, soprattutto in Calabria, a creare rapporti con i mondi politici ed imprenditoriali di quella Regione;

- il Sostituto Procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni, non ha avuta rinnovata la sua applicazione alla DDA di Catanzaro, nonostante i pareri favorevoli dei Procuratori della DDA di Catanzaro e di Crotone;

- il Magistrato Pierpaolo Bruni è titolare di importanti inchieste e processi che coinvolgono ndrangheta, politica ed imprenditoria ed è anche titolare di analoghe importanti inchieste sulle cosche della ‘ndrangheta del crotonese;

- lo stesso Magistrato Bruni è stato anche oggetto, proprio grazie alla bontà delle sue inchieste, di un piano predisposto per la sua uccisione, con l’utilizzo di armi in dotazione alle cosche, tra cui lanciarazzi, bazooka ed esplosivo;

- il mancato rinnovo dell’incarico al Sostituto Procuratore Bruni, negato dal Procuratore Generale facente funzioni di Catanzaro, rischia di bloccare importanti inchieste che attenzionano il territorio di Crotone, dove la pervasività della criminalità organizzata ha davvero raggiunto livelli preoccupanti;

- la mancata presenza del Magistrato Bruni nell’organico, peraltro già striminzito, della DDA di Catanzaro, è sicuramente un atto che svilisce la bontà del contrasto alla criminalità organizzata, ed appare, ad avviso dell’interrogante, un segnale di incoraggiamento al sistema di malaffare, corruzione e collusione che imperversa in Calabria:

- quali urgenti iniziative intenda assumere per conoscere le motivazioni che stanno alla base del mancato rinnovo dell’incarico al Sostituto Procuratore Bruni presso la DDA di Catanzaro;

- quali urgenti iniziative intenda, altresì, assumere per far ripristinare l’incarico al Magistrato Bruni presso la DDA di Catanzaro.

On. Angela NAPOLI

Roma, 6 maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009

L'interrogazione sulla scarcerazione di Luciano D'Agostino

Al Ministro della giustizia

– Per sapere – Premesso che:

- appare davvero inaccettabile come la lentezza della giustizia in Calabria provochi, ormai quotidianamente, le scarcerazioni di noti e pericolosi criminali;

- nei giorni scorsi è stato scarcerato Luciano D’Agostino , condannato in appello a 15 anni di carcere nell’ambito del processo “Prima Luce”;

- la scarcerazione del D’Agostino sarebbe dovuta al mancato deposito della sentenza da parte del giudice della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria;

- il processo “Prima Luce” è nato dall’inchiesta sulla faida tra i D’Agostino e i Belcastro - Romeo si è concluso in primo grado con 200 anni di carcere e 8 ergastoli, a dimostrazione che i reati commessi, compreso quello di associazione mafiosa, non sono assolutamente di poco conto;

- la sentenza di secondo grado porta la data del 3 marzo 2006 e le relative motivazioni andavano depositate entro 90 giorni, ma a tutt’oggi ciò non è avvenuto;

- peraltro, corre pericolo, che a breve, potrebbero essere scarcerati , per le stesse ragioni, altri detenuti condannati con analoga sentenza:

- se non ritenga necessario ed urgente avviare un’adeguata indagine presso la Corte d’Assiste d’Appello di Reggio Calabria , per accertare le motivazioni del mancato deposito della sentenza relativa al processo “Prima Luce”;

- quali urgenti iniziative intenda attuare nei confronti degli eventuali responsabili.

On. Angela NAPOLI

Roma, 6 maggio 2009