martedì 27 gennaio 2009

L'alluvione in Calabria, i danni e l'urgenza di un piano per il riassetto idrogeologico del territorio

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, e ai Ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, delle Infrastrutture e Trasporti dell’Economia e delle Finanze del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
– Per sapere – Premesso che:
- l’alluvione dei giorni scorsi si è abbattuta sulla Calabria provocando morti, danni enormi a strade, case, attività commerciali, imprese e servizi; numerosi fiumi e torrenti della Regione sono tracimati; ponti crollati, porti distrutti lungomari cancellati; le colture agrumicole ed olivicole, già in crisi, sono state flagellate;
- una frana si è abbattuta sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria, nei pressi di Rogliano (CS), provocando due morti e cinque feriti, uno dei quali versa in gravi condizioni;

- risultano a rischio numerosi monumenti storici, quale tra tutti l’antica Cattedrale di Gerace;
- la Giunta regionale della Calabria ha già chiesto al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di emergenza in seguito agli eventi alluvionali dei giorni scorsi;
- ancora una volta, come sempre in occasione di eventi calamitosi, la Calabria si rivela una Regione ad elevato rischio idrogeologico, a fronte del quale si registrano ingiustificabili ritardi da parte dei vari Governi regionali;
- nel 1996 l’alluvione ha causato 6 morti a Crotone, nel 2000, 13 vittime a Soverato, nel 2005 una frana ha distrutto buona parte del Comune di Cerzeto (CS), nel 2006 l’alluvione di fango a Bivona (VV), ha portato a 4 vittime: ferite ancora oggi aperte, aggravate dalle ultime 2 vittime sulla Salerno – Reggio Calabria;
- è decisamente individuabile l’uso dissennato ed incontrollato del territorio; non vi è stata un’oculata difesa del suolo; spesso è venuta meno la valutazione sull’impatto ambientale sia per la realizzazione delle infrastrutture sia per lo smaltimento dei materiali da riporto ; molte opere di difesa sono risultate inadeguate; fiumi e torrenti non sono mai stati messi in sicurezza;
- nessun piano contro il dissesto idrogeologico dell’intera Regione Calabria risulta essere mai stato attuato, nonostante gli allarmi più volte lanciati dall’Ordine dei geologi, da Legambiente e dalla Coldiretti della Calabria;
- nella mappa italiana del rischio alluvione redatta dal servizio geologico nazionale, la Calabria si colloca al terzo posto dopo Piemonte e Lombardia;
- puntualmente, dopo ogni alluvione vengono avviate le dovute richieste per lo stato di emergenza e per l’elargizione di adeguati finanziamenti, alle quali, però, non si dà mai seguito ad una corretta pianificazione né ad alcun riassetto idrogeologico del territorio:

- se non ritengano necessario ed urgente avviare, oltre alla decretazione dello stato di emergenza , le iniziative per chiedere alla Regione Calabria un accelerato monitoraggio utile a verificare i danni reali causati dall’ultima alluvione ed elargire gli adeguati finanziamenti su di una definita lista dei danni e su una programmazione di interventi;
- se non ritengano di relazionare al Parlamento in merito agli interventi fatti, in occasione di quest’ultimo evento calamitoso, da parte della Protezione Civile regionale calabrese e sulla efficacia della presenza di tale Dipartimento nelle varie occasioni anche in precedenza accadute;
- quali urgenti iniziative intendano assumere sia per portare la Regione Calabria alla definizione di un’oculata pianificazione del territorio e di un adeguato piano di riassetto idrogeologico del territorio.

On. Angela NAPOLI

Roma 27 gennaio 2009

lunedì 26 gennaio 2009

Nessuna Lega del Sud

Smentisco la notizia riportata oggi su “Il Quotidiano della Calabria”, in base alla quale “starei lavorando per mettere in piedi una sorta di lega del Sud”.
Subito dopo la mia uscita da Alleanza Nazionale ho dichiarato che sarei rimasta, da indipendente, nel gruppo parlamentare del PDL e da quella posizione avrei continuato a svolgere la mia attività nell’esclusivo interesse dei cittadini calabresi. E così sto continuando a svolgere il mio lavoro senza pensare alla creazione di nuovi Partiti, peraltro, a mio avviso ingiustificata nel momento in cui il sistema politico nazionale cerca di avviarsi verso il bipolarismo.
Proseguo con la mia attività parlamentare cercando di porre il massimo impegno per la soluzione dei tanti mali che affliggono la nostra Calabria.
Proprio ieri sera, con un’ assembla degli attuali soci, ho istituito l’ AssociazioneRisveglio Ideale”, con l’obiettivo di promuovere attività di carattere sociale, politico e culturale, sollecitando la partecipazione popolare, l’impegno sociale e civile dei cittadini, la diffusione della cultura della legalità e della giustizia. L’Associazione è aperta al democratico confronto e pronta all’impegno sociale, civile e politico con chiunque manifesti la reale volontà di intraprendere attività e promuovere progetti ed iniziative nell’interesse della collettività.
Nel mentre mi sembra di cogliere in particolare nei politici calabresi, iniziative volte solo a garantire personali posizioni politiche ed istituzionali ho l’impressione che non si attenzionino adeguatamente le situazioni emergenziali che quotidianamente accadono in Calabria.
Nessuna lega del Sud, quindi, progetto che non condivido, ritenendo che ogni rappresentante politico, indipendentemente dallo schieramento di appartenenza, dovrebbe farsi carico della risoluzione delle problematiche che investono questa parte del territorio italiano e trovare la forza di opporsi, al proprio interno, su scelte non condivisibili per il bene della Calabria.

On. Angela NAPOLI

Roma 26 gennaio 2009

sabato 24 gennaio 2009

Necessario salvaguardare la Riserva Marina di Isola Capo Rizzuto

Ai Ministri dell’ambiente dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali
– Per sapere – premesso che:

- l’Amministrazione Comunale di Isola Capo Rizzuto (KR) ha autorizzato la concessione di un’area interna al porto peschereccio di “Le Castella” per la realizzazione di un impianto di lavorazione e commercializzazione del pescato SFOP, asse IV, misura 4.20 “protezione e sviluppo delle risorse acquatiche, acquicoltura, attrezzature dei porti da pesca, trasformazione e realizzazione”;
- il decreto interministeriale 27 dicembre 1991, tra le finalità istitutive della Riserva Naturale Marina di Capo Rizzuto, prevede “La conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale marino e costiero presente nell’area, con particolare riferimento alla qualità delle acque, alle caratteristiche geomorfologiche, alla flora e fauna marina”;
- il citato impianto di lavorazione ricade nella Zona “B” dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto dove insistono vincolo archeologici;
- l’impianto non è previsto nel piano delle attività antropiche approvate dall’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta, cui, a norma del Decreto 15 gennaio 1998, compete la disciplina e l’ autorizzazione delle stesse attività della fascia territoriale costiera del demanio marittimo compresa nella riserva e nella zona dei trenta metri dal confine demaniale;
- il D. M. del 19 febbraio 2002, di modifica del D. Int.le del 27 dicembre 1991, all’articolo 4, per l’A.M.P. “Capo Rizzuto” in particolare persegue: a) la protezione ambientale dell’area marina interessata e b) la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona ed il ripopolamento ittico;
- lo stesso citato D.M. del 19 febbraio 2002, all’articolo 5, vieta in particolare: alla lettera b) l’asportazione anche parziale e il danneggiamento di reperti archeologici, di formazioni geologiche e minerali e alla lettera c) l’alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell’acqua, nonché la discarica di rifiuti solidi o liquidi e, in genere, l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente marino;
- non v’è dubbio che l’escavazione e la raccolta di materiali inerti per la realizzazione dell’impianto autorizzato, comporta la modifica, pur transitoria, delle caratteristiche dell’ambiente marino;
- l’unico depuratore esistente nella frazione “Le Castella”, si trova in prossimità dell’Area Portuale e, allo stato, risulta non funzionante;
- l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto di lavorazione e commercializzazione del pescato SFOP, è stata data anche se per la Conferenza dei Servizi, convocata per l’esame del progetto il 18. 07. 2007 e il 12. 05. 2008 per il riesame dello stesso progetto, alcuni degli Enti interessati non avevano adottato alcun provvedimento in merito ed il Settore Geologico Regionale aveva presentato il parere con prescrizioni;
- l’opera manca della valutazione dell’impatto ambientale e della relativa pubblicità, così come previsto dal comma 3 dell’articolo 6 della legge n. 349/86 e manca, altresì, dell’autorizzazione dell’Autorità marittima, come prescritto dall’articolo 55 del codice navale, visto che l’impianto ricade nella fascia dei trenta metri dalla battigia:
- quali urgenti iniziative intendano attuare, per le parti di competenza, sia per verificare l’impatto ambientale dovuto alla costruzione dell’impianto di lavorazione e commercializzazione del pescato SFOP, quanto le responsabilità di coloro che hanno ovviato al rispetto delle norme ambientali e dei vincoli archeologici della Riserva Marina “Capo Rizzuto”, in provincia di Crotone.

On. Angela NAPOLI

Roma, 23 gennaio 2009

martedì 20 gennaio 2009

Il Presidente della Repubblica in Calabria: la DISILLUSIONE

La Calabria ha atteso con entusiasmo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma la sua visita credo abbia disilluso tutti coloro, me compresa, che attendevano quel segnale necessario a dare lo scossone dovuto ad una Regione che vive una pesante situazione emergenziale in ogni settore.
Appartengo sicuramente a coloro che credono nell’investimento della cultura e della ricerca ed ho, pertanto, condiviso la presenza del Capo dello Stato nei due principali Atenei calabresi, anche se non ritengo inferiore l’Università Magna Graecia di Catanzaro.
Ma non posso sottacere sull’assenza del Capo dello Stato nella massima Assise regionale; qualcuno ha voluto considerare
un segnale indicativo di un Consiglio regionale che vede tra i suoi componenti un gran numero di persone in qualche modo coinvolte con la
giustizia; ma allora perché non scioglierlo? E perché mai privilegiare la sola Istituzione lametina, rispetto ad altre, magari quale quella dello stesso capoluogo calabrese?
Nessun cenno
, poi, al malaffare, alla corruzione, alla malasanità, alla malagiustizia (il Presidente della Repubblica è il Capo del CSM!), alla piaga degli attentati e atti intimidatori che quotidianamente viene inflitta ad amministratori pubblici, commercianti, imprenditori, agricoltori e professionisti. Così come nessun passaggio,
neppure un cenno di solidarietà
per quelle parti del territorio calabrese colpite dai recenti
danni alluvionali.

Nessun richiamo all’alto tasso di
disoccupazione
, agli oltre 200 milioni di euro di fondi comunitari frodati, alla giocata polifunzionalità del
Porto di Gioia Tauro, alla lentezza con la quale proseguono i lavori delle infrastrutture calabresi, alla obbligata fuga dei cervelli: tutto nella nostra Calabria.
Il Presidente della Repubblica a conclusione della sua visita in Calabria si è appellato ai giovani rispetto alla necessità di “rigenerare” la politica al fine di mettere da parte i politici cattivi. Mi auguro che nel fare tale appello, in parte anche motivato, il Presidente Napolitano, fosse a conoscenza che nel territorio vibonese rimbalzato alle cronache per i noti casi di malasanità e per l’incubo che sta minando la sicurezza dei cittadini, il PD sta rimettendo in auge le figure politiche dell’ex Presidente dell’Amministrazione Provinciale,
Ottavio Bruni e l’avv. Giovanni Vecchio, dei quali non dovrebbero essere dimenticate le rispettive storie!

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 20 gennaio 2009

giovedì 15 gennaio 2009

Il territorio vibonese sotto l'incubo

Ai Ministri dell’Interno e della Giustizia
– Per sapere - Premesso che:

- una serie di intimidazioni ed attentati a catena, omicidi e scomparse stanno facendo ripiombare il territorio vibonese sotto l’incubo;

- il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura ed il coraggio di alcuni Testimoni di Giustizia hanno portato negli Istituti penitenziari molti dei noti uomini dei clan malavitosi di quella provincia: Mancuso, Lo Bianco, Fiarè, Bonavota, La Rosa ed altri;

- tuttavia sembra che le “giovani leve” tendano ad impadronirsi del territorio con spregiudicatezza ed espandendo terrore e preoccupazione tra commercianti, imprenditori, professionisti ed amministratori pubblici;

- negli ultimi giorni un attentato esplosivo è stato fatto ai danni della macchina del Sindaco del Comune di Arena, Giosuele Schinella; è stata bruciata l’automobile dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Limbadi, Francesco Laureana; a Mileto un attentato incendiario ha distrutto il container della ditta “Geco”, che sta eseguendo i lavori per la realizzazione del nuovo Episcopio; sono state rinvenute tre cartucce nel cantiere dell’impresa “Cooper Poro Edile” di Rombiolo, appaltatrice dei lavori per la costruzione della Casa del Clero;

- durante i giorni delle festività natalizie, nel pieno centro della Città di Vibo Valentia, è stato fatto saltare il negozio di ottica Lory; a Pizzo è stata fatta esplodere una bomba contro il negozio del fratello di un testimone di Giustizia; a Ricadi è stato fatto un attentato contro il Palazzo Municipale e, nel mese di novembre 2008, contro l’abitazione di Franco Saragò, Presidente del locale Circolo di Legambiente;

- circa un mese fa, in Arena, Comune dove è avvenuto il già richiamato attentato ai danni dell’automobile del primo cittadino, è stato perpetrato un altro atto intimidatorio ai danni dell’ imprenditore, Ciccio Gerace, che sta realizzando i lavori di ammodernamento del locale Palazzo Municipale;

- il territorio vibonese, è, altresì, rimbalzato sulle cronache nazionali per la barbara vicenda che nella notte di capodanno ultimo scorso ha visto il 24 enne Cristian Galati di Filadelfia, picchiato, legato ad un albero e bruciato vivo; il giovane Cristian, peraltro, è fratello del ventenne Valentino, scomparso nel dicembre 2006, e che sembra essere stato vittima di “lupara bianca” come numerose altre persone della stessa provincia vibonese;

- non ultima anche la sparizione di Michele Penna di Stefanaconi, avvenuta nel mese di ottobre 2008;

- il 29 dicembre 2008 è stato trovato, nelle campagne di San Calogero, sempre nel vibonese, il cadavere del pensionato, Davide Caprino, ucciso con un colpo di arma da fuoco;

- in aggiunta a tutti i citati eventi delittuosi ed intimidatori, la provincia di Vibo Valentia ha registrato casi di malasanità che hanno portato alla morte di giovani vittime, tra le quali Federica Monteleone ed Eva Ruscio;

- sempre il territorio vibonese è stato soggiogato da eventi calamitosi, con conseguenti danni che a tutt’oggi mancano sia degli adeguati interventi di ripristino e risarcitori, nonché dell’individuazione dei responsabili del dissesto idrogeologico che ha provocato i danni stessi:

- se non ritengano necessario ed urgente attenzionare, per le parti di competenza, la tematica della sicurezza nella provincia di Vibo Valentia, anche con misure di presidi militari ed adeguamenti degli organici delle Forze dell’Ordine e della Magistratura al fine di potenziare le necessarie attività di controllo e di indagine.

On. Angela NAPOLI

Roma 14 gennaio 2009

martedì 13 gennaio 2009

Il primato del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti

Finalmente la Calabria conquista un primato “tutto positivo”: il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, raggiunge la vetta della classifica dei Sindaci italiani. Un primato che evidenzia il consenso per la capacità amministrativa del Sindaco Scopelliti, grazie alla quale è riuscito a dare lustro all’intera Città di Reggio Calabria, rimodernandola, non solo dal punto di vista estetico, ma anche sotto l’importante aspetto culturale. Va dato atto al Sindaco Scopelliti della dinamicità e del pragmatismo posti in essere nell’amministrazione della Città, non disgiunti dall’entusiasmo giovanile, a mio avviso, necessario per chi gestisce la vita pubblica nell’interesse della collettività.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 13 gennaio 2009

domenica 11 gennaio 2009

La lodevole iniziativa dei Manifesti antiracket sui muri di Reggio Calabria

Considero lodevole l’iniziativa, assunta per il momento da ignoti, che ha portato all’affissione sui muri della città di Reggio Calabria di manifesti contenenti l’appello ai commercianti a denunziare gli estortori.
Ho sempre ritenuto assurdo il comportamento di coloro che, pur in presenza della dilagante piaga del racket, anticamera dell’usura, preferiscono avvalersi del silenzio. Cedere al racket e, quindi, alla paura, porta automaticamente a foraggiare il bilancio economico dei mafiosi. Le cifre appaiono indicative: in Calabria oltre 900 milioni di euro annui vengono “elargiti” dai commercianti alla ‘ndrangheta. Le indagini evidenziano che il 70% delle attività commerciali e/o imprenditoriali che operano nel territorio di Reggio Calabria è soggetto al racket delle estorsioni ed il restante 30% è riconducibile direttamente a gestioni di appartenenza mafiosa.
Nonostante queste preoccupanti cifre pochissime sono le reazioni e le denunzie presentate. Eppure alla legge n. 44/99 potrebbe appellarsi qualsiasi vittima di estorsione.
Credo che il coraggio dimostrato, nell’ultimo periodo, dall’imprenditore di Lazzaro (R.C.) e dai coniugi di Filandari (V.V.) contro la volontà dei malviventi determinati ad impadronirsi delle loro attività, sia riuscito a far emergere la capacità dello Stato nel porre in essere la relativa azione di contrasto.
I giovani palermitani di “Addio Pizzo” sono stati di grande incoraggiamento alle denunzie contro il racket e mi convince l’iniziativa, se pur ancora anonima, assunta a Reggio Calabria.
Coloro che si piegano alle pressioni del racket finiscono con l’avvalorare le perverse logiche mafiose tendenti ad impadronirsi delle libertà dei singoli e della collettività.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 11 gennaio 2009

Vive congratulazioni per la cattura del latitante Parrello

Formulo vive congratulazioni ai Ros dei Carabinieri di Reggio Calabria e Roma e al Procuratore della DDA reggina, Giuseppe Pignatone, per la cattura del noto latitante Candeloro Parrello.
L’arresto di Candeloro Parrello, boss dell’omonima cosca criminale palmese, avvenuto nella giornata odierna nella città di Roma, colpisce uno dei malavitosi ‘ndranghetisti della Piana di Gioia Tauro che è riuscito, da anni, ad avviare un’imponente attività di riciclaggio nella Capitale. Appare ormai allarmante l’insediamento di noti uomini delle cosche calabresi nella città di Roma ed in molte zone del territorio laziale, dove sono riusciti ad impadronirsi di attività commerciali ed imprenditoriali “di alto prestigio”, con il potere economico acquisito anche attraverso il narcotraffico internazionale.
L’indagine che ha portato all’individuazione e alla cattura di un boss di tale “calibro”, evidenzia quanto sia divenuto indispensabile aggredire gli investimenti illeciti che gli uomini della ‘ndrangheta, ormai da anni, stanno effettuando nelle Regioni del Centro e Nord Italia.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 11 gennaio 2009

giovedì 8 gennaio 2009

Le "agghiaccianti" responsabilità sulla morte di Federica Monteleone

Il direttore di Calabria Ora, nell’articolo di fondo del suo giornale del 6 gennaio 2009, ha definito “agghiacciante” quanto sta emergendo sulla morte della giovane Federica Monteleone, deceduta il 26 gennaio 2007. Ritengo non si possa trovare aggettivo più qualificante nello scoprire le tante verità che per troppo tempo sono state artatamente celate sulla tragica scomparsa della sedicenne Federica.
Troppe e per troppo tempo sono state negate le verità, incredibili le responsabilità di coloro che hanno ritenuto di poterle disperdere dietro la morte di una giovane innocente.
Gli atti ispettivi che normalmente indirizzo al Governo nazionale possono apparire, a volte, con contenuti eccessivi forse anche rigorosi, ma sono abituata a chiedere interventi che possano far emergere verità e giustizia. E’ proprio quanto ho ritenuto di fare con l’interrogazione parlamentare presentata il 2 agosto 2007, con la quale ho denunziato l’assurdo mancato sequestro da parte dell’autorità giudiziaria della sala operatoria nell’immediatezza dell’accaduto; ho segnalato sia che in quella sala sarebbero stati eseguiti lavori dopo il tragico intervento operatorio quanto l’anomala presentazione della denunzia, da parte dell’A.S. n. 8 di Vibo Valentia, soltanto a distanza di ben 24 ore.
Così come, a partire dal novembre del 2007, avendo avuto l’opportunità di leggere la relazione sull’A.S. di Vibo Valentia, stilata dall’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione, vado chiedendo il commissariamento dell’intera A.S. per infiltrazione mafiosa. Il ché non mi desta meraviglia più di tanto nell’apprendere che da un nuovo troncone delle indagini emergerebbe che per cambiare il quadro elettrico della sala operatoria, fu chiesto l’aiuto della ‘ndrangheta.

Trovo, però, decisamente inaccettabile la disinvolta complicità
con la quale sarebbero state coperte le responsabilità di questa tragedia , così come trovo davvero assurdo che coloro che si sono macchiati di tale crimine continuino a rimanere al proprio posto.
Oggi, forse, è possibile evidenziare che le mie annose denunzie, tendenti ad infrangere quella coltre di potere trasversale perverso esistente nell’intero territorio vibonese, non erano per nulla peregrine.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 08 gennaio 2009

mercoledì 7 gennaio 2009

La lettera aperta agli Elettori di Taurianova (RC)

AI MIEI 17 ELETTORI DI TAURIANOVA

Lettera aperta

Più volte, nei diciotto mesi trascorsi dall’ultima tornata elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di Taurianova, sono stata derisa per la mia lampante incapacità di far seder anche un solo rappresentante di Alleanza Nazionale nel locale civico consesso.
Un risultato che rimbalzato negli uffici dei leader di Via della Scrofa mi bollò come una parlamentare senza voti e che, peggio ancora, indusse persino il vertice più illuminato a ”redarguirmi” per aver provocato, pur unico deputato di questa città, ma con comportamenti poco diplomatici, l’esclusione di An dal Consiglio comunale. Ad avviso di certi, una sconfitta ancora più bruciante visto che, candidata io stessa , avevo raccolto soltanto 17 preferenze.
Ai miei 17 elettori io oggi dico grazie per il loro voto e per la fiducia accordata a chi come me è scesa in campo da sola, unica strada possibile per assolvere il mio compito politico senza infangare il buon nome di Alleanza Nazionale nelle pieghe di un consenso instabile come quello che oggi sta riportando Taurianova, primo Comune sciolto in Italia per infiltrazione mafiosa, nell’incertezza che prende piede, quando si dileguano le regole della democrazia.
So bene che per le elettrici e gli elettori di An , non avendo io conseguito il risultato sperato, il non avere rappresentanti in Consiglio comunale li ha lasciati con l’amaro in bocca.
Alleanza Nazionale non è fra le componenti arrivate al traguardo con il vincitore ma è altresì chiarissimo a tutti, soprattutto dopo le ultime vicende abbattutesi su questa città, il perché per i candidati di Alleanza Nazionale, me compresa, non ci fosse alcuna possibilità di elezione. Non era possibile perché avendo curato io stessa il codice etico per la legalità e la trasparenza amministrativa che i candidati di An a Taurianova, unico comune d’Italia, erano invece obbligati a firmare, difficilmente avremmo potuto promettere, in cambio del voto, continuità con le pratiche perpetuate dalla precedente amministrazione.
Lo ricordo a voi cari taurianovesi che mi avete votato, ma anche a quei vertici di An che hanno trovato più semplice irridere un risultato di qualità, leggendo nella mia sconfitta una patologica incapacità e non la punizione inflittami dal territorio, per ripagarmi del mio costante impegno contro la criminalità organizzata e per l’attività politica sempre posta all’insegna dell’etica e della morale.
Una chiave di lettura che era però funzionale a quel castigo politico che si infligge ai “pesi morti senza voti” e che oggi mi vede, persino in Commissione Antimafia, una parlamentare senza incarichi di responsabilità, nonostante sieda legittimamente in Parlamento per la quinta legislatura, impegnata più di sempre nella militanza che mira a snidare la politica del malaffare.
Ad alcuni vertici romani di Alleanza Nazionale vorrei soltanto ricordare che è molto più difficile vivere in alcune parti del territorio calabrese e fare politica senza “compromesso alcuno”, sfidando e denunciando uomini della ‘ndrangheta che, magari, abitano a pochi metri dalla casa in cui si risiede; così come è difficile in un contesto socio-economico degradato qual è quello di Taurianova, fare politica ponendo prioritariamente gli interessi della collettività.
E a proposito dei “risultati” incassati dai più bravi di An in Calabria
, anche se è storia vecchia visto che secondo la legge vigente per il Partito delle Libertà tutto si risolve ormai con un tratto di penna su una lista da spuntare e che al momento delle candidature frulla in testa ad un qualsiasi leader organizzatore, è certamente fin troppo facile venire qui da altre regioni e, supportati dai quadri locali, fare “incetta” di voti, pur risiedendo altrove. Così come è molto facile gestire i vari “comparati” rimanendo al riparo delle scrivanie romane, mentre è sicuramente più difficile far comprendere al comune cittadino l’importanza di fare politica anteponendo la questione morale, in presenza di una mafia che non riuscendo ad eliminarti fisicamente convince persino il tuo Partito politico di appartenenza ad isolarti, tentando di sottrarti all’impegno verso la collettività nel quale ti sei cimentata a rischio della tua stessa vita.

Tanto Vi dovevo. Sinceramente

On. Angela Napoli

Taurianova, 07 gennaio 2009

sabato 3 gennaio 2009

Nuovo anno: il Governo Nazionale presti forte attenzione sulla Calabria

Ormai da tempo chiedo al Governo Nazionale una forte attenzione sulla Calabria, dove la mancanza di sicurezza per tutti i cittadini ha raggiunto livelli insostenibili. Non v’è giorno in cui non si sia costretti a registrare spargimento di sangue per qualche via del territorio regionale o atti intimidatori nei confronti di politici, imprenditori, commercianti, professionisti, agricoltori e, persino, giornalisti. Non c’è giorno in cui la Calabria non sia costretta a rimbalzare sulle cronache nazionali per episodi di violenza o di malaffare o di corruzione; persino nella notte dell’ultimo Capodanno ad un giovane, dopo aver fracassato il cranio, è stato appiccato il fuoco da vivo. Nella giornata di ieri al Sindaco del Comune di Taurianova (R.C.), dott. Domenico Romeo, già attenzionato nei mesi scorsi da ignoti malavitosi, è stato ucciso il cavallo di sua proprietà.
L’intero territorio calabrese, dove già imperversa la potenzialità della ‘ndrangheta, è diventato sede di immigrazione clandestina, che in parte diventa oggetto di lavoro nero ed in altra parte, quella maggioritaria, porta ad un aumento della criminalità.
Non c’è settore in Calabria che non sia costretto a vivere in stato di emergenza.
Nel plaudire al pragmatismo posto in atto dal Governo Berlusconi in termini di sicurezza, non posso, però, sottrarmi dall’evidenziare che la Calabria appare lasciata fuori dal contesto nazionale per la mancata adeguata attenzione, anche in termini di controlli. Va dato atto alle Forze dell’Ordine dell’impegno massimo profuso, ma non posso sottolineare che tale impegno appare disgiunto dagli interventi nazionali, che pur vengono messi in atto in altre Regioni, laddove, forse, la mancanza di sicurezza sembra inferiore.
Continuerò, con maggiore insistenza, a richiamare l’attenzione del Governo Nazionale sulla Calabria, ricordando, che questa Terra non può continuare ad essere considerata solo quale sede di raccolta di consensi elettorali, ma ai suoi cittadini onesti devono essere restituiti i crediti e le attenzioni dovute.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 03 gennaio 2009

giovedì 18 dicembre 2008

La questione morale e il Manifesto dei valori per il Risveglio Ideale

Da tempo vado ribadendo che la Calabria potrà uscire dalla gabbia del malcostume e della corruzione solo se si punterà, non a parole, sulla questione morale ed etica.
Nel settembre del 2007, allorquando insieme alle donne ed agli uomini della mia componente calabrese “Risveglio ideale”, presentai a Lamezia Terme il “Manifesto dei valori”, alcuni ambienti, anche interni ad Alleanza Nazionale, criticarono l’iniziativa accusandomi di inutile protagonismo e di eccessivo richiamo moralistico. Mi rendo conto che forse allora sono apparsa unapecora nera”, oggi, però, ritengo che nessuno possa non concordare con la necessità di porre la questione morale e la cultura etica al centro di ogni azione contro le degenerazioni cronicizzate della corruzione politica e dei silenzi conniventi, e contro ogni forma di clientelismo e malaffare frutto di un utilizzo distorto e particolare del potere.
Quanto emerge in Calabria, in Campania, in Abruzzo ed in altre Regioni è la palese dimostrazione di come in Italia non sia mai finita la stagione di “mani pulite” e di come nelle Regioni del Sud permanga il sistema clientelare ed assistenzialistico, certamente non indicativo di responsabilità di reato, ma che fino ad oggi è valso solo per abbattere l’affermazione di quella necessaria meritocrazia, quale unico metro ed unico metodo di selezione.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 18 dicembre 2008

Il Domani: l'intervista ad Angela Napoli

Angela Napoli: "Ripartiamo dalla questione morale"

La 'ndrangheta ormai è entrata nel sistema politico ed economico, servendosi anche della massoneria deviata

di Alessandro Caruso

Roma - "Questione morale? Serve una rivoluzione culturale". L'on. Angela Napoli, a distanza di poco tempo dagli ultimi avvenimenti che hanno riportato in auge il bisogno di buon governo, torna sul tema dell'integrità etica nella politica. A ciò si aggiunge il continuo allarme rappresentato dal fenomeno della 'ndrangheta, aggravato dalla collusione di alcune logge della massoneria deviata, per cui le istituzioni non possono permettersi di abbassare la guardia.

Che considerazioni si possono fare sulla scoperta delle trame che legano la 'ndrangheta alla gestione di importanti locali nel centro di Roma? Lei è rimasta sorpresa?
Sorpresa non direi. Le autorità inquirenti avevano già in passato evidenziato quest'attività di riciclaggio delle cosche della 'ndrangheta nel Lazio e nella capitale. Ricordo anche che circa due anni fa è stato sciolto il consiglio comunale di Nettuno (Rm) proprio per la presenza di alcune cosche calabresi. Più che sorpresa mi direi abbastanza perplessa per la lentezza con la quale sono avvenute le indagini, perché ciò ha dato loro il tempo di penetrare nel tessuto sociale ed economico.

In un recente intervento lei ha collegato le lungaggini delle inchieste anche a un'azione ostacolante di una certa massoneria deviata. In Calabria qual è il ruolo e l'importanza di queste logge?
La massoneria deviata ha un ruolo decisamente importante. Anche se ancora non ci sono interventi giudiziari che comprovano questa mia valutazione. Ci sono però delle indagini che evidenziano la nuova capacità degli uomini della'ndrangheta di inserirsi nella massoneria. Capacità che deriva dal fatto che essi sono più istruiti e preparati di quanto si possa pensare. Questa loro elevata caratura sociale li riveste di perbenismo. Quindi hanno avuto accesso alla massoneria all'interno della quale riescono a deviarne le attività, perchè è chiaro che esiste anche una massoneria legale e pulita e non va fatta confusione tra le due cose. Tuttavia questo resta un aspetto su cui esiste una grande difficoltà di penetrazione. Nell'ultima relazione della Commissione antimafia nella scorsa legislatura, il capitolo sulla massoneria deviata era molto succinto proprio per questo.

I cittadini calabresi come stanno reagendo al fenomeno 'ndrangheta e come la sua Commissione si aspetta che reagiscano?
In Calabria per molto tempo c'è stata una sottovalutazione della potenzialità della 'ndrangheta, perchè era considerata un'organizzazione criminale "stracciona" e non si è dato peso alla sua capacità rigenerativa. Le reazioni a ciò sono state troppo tardive. Bisogna riconoscere che c'è un'attività di contrasto di cui però va dato merito solo alle forze dell'ordine e a una parte della magistratura calabrese. Non ho visto l'adeguata reazione del mondo politico, del mondo imprenditoriale e di una buona parte della società civile.

Le inchieste Poseidone, Perseus, Why Not hanno fatto pensare che il malgoverno fosse una prerogativa solo del Meridione. Lunedi scorso, poi, è stato arrestato il sindaco di Pescara accusato anche di associazione a delinquere. Nella stessa regione, mesi prima, il governatore Del Turco si era dovuto dimettere perchè arrestato a sua volta. La questione morale è diventata un'esigenza nazionale?
Non solo. Oggi ci accorgiamo che anche a sinistra, dove per anni si è relegata questa malformazione solo alla controparte, vi è questa necessità. Ma non servono solo le leggi di contrasto. Sono necessarie ma non sufficienti. Serve una rivoluzione culturale e un'acquisizione di coscienza morale ed etica da parte di chi amministra la cosa pubblica. Si pensi alle modalità di utilizzo dei tanti fondi che in passato sono stati elargiti per favorire lo sviluppo della nostra regione. Molti di questi soldi non si sa che fine abbiano fatto. Il commissariamento dell'emergenza ambientale ne è un esempio. Sono arrivati ottocento milioni di euro ma in Calabria non c'è ancora un depuratore degno di questo nome.

Tra le cause della sua uscita da An c'è anche lo scetticismo verso il processo di formazione del Partito della Libertà. Come sta vivendo questi ultimi mesi prima del congresso di marzo?
I metodi di questo passaggio non mi convincono. Disapprovo la nascita del PdL per quote. Credo nella necessità della creazione di un nuovo partito, ma sulla base di un programma e di valori che dovrebbero servire come punto di riferimento e An avrebbe dovuto far pesare di più la sua scorta di valori e progetti politici che ne caratterizzano l'identità. Tutto ciò non è avvenuto.

Ma se si seguiranno le quote lei dove rientrerà?
Per il momento sono indipendente ma all'interno del gruppo parlamentare del partito nelle liste del quale sono stata eletta dai cittadini.

Le elezioni regionali la potrebbero riportare in Calabria?
No, ma sicuramente mi riporterà in Calabria il momento elettorale per condividere la necessità che ha la regione di cambiare davvero. Questo cambiamento può venire soltanto dal centrodestra, dal momento che la giunta Loiero ha dimostrato il fallimento sotto tutti i punti di vista. Personalmente non nascondo che ho già individuato la persona sulla quale puntare che è Giuseppe Scopelliti, il sindaco di Reggio, il quale sta dimostrando di saper amministrare bene la città; credo sia la persona ideale per imprimere la svolta di cui la nostra terra ha bisogno.

martedì 16 dicembre 2008

I danni alluvionali in Calabria e gli interventi di salvaguardia del territorio

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Interno, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare

– Per sapere – Premesso che:

- l’alluvione degli ultimi giorni, peraltro ancora in corso, si è abbattuta sulla Calabria provocando danni ingenti su molte parti del territorio regionale;

- l’ondata di maltempo delle ultime ore ha provocato anche la morte di tre persone: a Polistena (R.C.) un uomo ha perso la vita nel crollo di un ponte; a Reggio Calabria un anziano è deceduto per un malore dopo che il ramo di un albero aveva colpito la sua auto; un giovane è morto nel catanzarese per un incidente stradale causato dalla forte pioggia;

- i danni a strade, case, attività commerciali, imprese e servizi risultano davvero enormi;

- molti Comuni della Calabria sono rimasti isolati a causa di smottamenti e crolli;

- numerosi fiumi e torrenti della Regione sono tracimati ed hanno provocato enormi danni;

- molti Paesi della Piana di Gioia Tauro ed aspromontani sono stati costretti ad aggiungere anche danni alle colture agrumicole ed olivicole;

- l’intero lungomare di Caulonia, sulla fascia jonica reggina, ha ceduto anche per le forti mareggiate;

- nel Vibonese, già colpito dall’alluvione del 3 luglio 2006, e nella zona delle Pre - Serre e delle Serre si registrano danni ingenti all’agricoltura, alle attività commerciali ed imprenditoriali, nonché alla viabilità del territorio;

- nel cosentino si sono verificati numerosi smottamenti di terreno, allagamenti di case, cadute di alberi e di frane; lo straripamento del fiume Crati ha costretto all’evacuazione di 200 nuclei familiari;

- i danni hanno colpito i Comuni costieri ma anche molti Comuni delle zone interne della Calabria;

- in Calabria, purtroppo, non è mai stata attuata una seria politica di salvaguardia e difesa del territorio: fiumi e torrenti non sono mai stati messi in sicurezza e nessun piano contro il dissesto idro-geologico dell’intera Regione risulta essere mai stato attuato:

- quali urgenti iniziative il Governo intenda attuare per sopperire agli ingenti danni causati in Calabria dall’ultima alluvione;

- se non ritengano, altresì, necessario ed urgente avviare adeguati interventi per finanziare un necessario piano per il riassetto idro-geologico della Regione.

On. Angela NAPOLI

Roma 16 dicembre 2008

mercoledì 10 dicembre 2008

Cattura latitante De Stefano: contrastare i favoreggiatori

Non v’è dubbio che la cattura di latitanti, peraltro quale quella della “caratura” del boss Giuseppe De Stefano, vada a merito della capacità investigativa delle Forze dell’Ordine, in questo caso degli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria, e rappresenta sempre un importante abbattimento del potere delle cosche mafiose.
Tuttavia il lungo tempo di latitanza, gli agi degli appartamenti nei quali vivono, la permanenza sul territorio di residenza, la possibilità di movimento e di rapporto con le rispettive famiglie, il mantenimento del “dominio” su ogni attività, impongono un’analoga attività di contrasto per colpire tutti coloro che con le varie coperture favoriscono i criminali.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 10 dicembre 2008

Sanità in Calabria: è giunto il momento di verificare tutte le professionalità e il merito degli Operatori

L’operazione che, nella giornata odierna, ha portato alle 72 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa dell’acquisto del falso titolo di infermiere, rivela il grave stato di salute in cui versa il settore della sanità in Calabria.
Verificare che in alcuni Presidi Ospedalieri di quella Regione gli ammalati siano stati costretti ad essere sottoposti a cure infermieristiche da personale non qualificato, fa emergere l’incuria e l’insensibilità esistenti nei confronti del diritto alla salute e del diritto alla vita.
Questa ulteriore triste vicenda che si abbatte sulla Calabria richiama la necessità di un controllo e di una valutazione del personale sanitario e parasanitario, troppo spesso assunto perché in possesso di tessera politica, piuttosto che di reale professionalità.
A fronte della conclamata costruzione di quattro nuovi Presidi Ospedalieri in Calabria, ritenuta dall’Amministrazione regionale la “sanatoria” di tutti i mali, penso che sia giunto il momento di verificare la professionalità ed il merito di chi attualmente lavora in tale settore, alla luce del fatto che il trasferimento “tout court” in strutture ospedaliere, seppur nuove, non garantirà certamente i cittadini tutti.

On. Angela Napoli

Roma, 10 dicembre 2009

giovedì 4 dicembre 2008

Presidente Napolitano, la Calabria ha bisogno di verità e giustizia

Dal TGR Calabria del 4 dicembre2008


Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto un condivisibile richiamoal pesante impoverimento culturale e morale della politica” nel Mezzogiorno d’Italia. Oggi, però, alla luce dell’inquietante vicenda che ha coinvolto la Procura della Repubblica di Catanzaro, penso che il Presidente Napolitano, perché Capo del CSM, debba far riferimento anche al pesante impoverimento morale ed etico di quella parte della Magistratura che, anziché farsi garante dell’applicazione della Giustizia, ne offusca l’immagine.

Credo sia ormai inderogabile un momento di chiarezza, perché il cittadino calabrese ha tutto il diritto di conoscere le verità ed ha, altresì, diritto di sapere in chi ed in quale Istituzione debba riporre la propria fiducia. Il cittadino calabrese ha diritto di sapere se corrisponde al vero, come io personalmente ritengo, che questa Regione oltre ad essere pressata dalla più potente organizzazione criminale, sia anche integrata in un sistema di malaffare e corruzione.
La Calabria ha ormai necessità di essere depurata da quella coltre che fino ad oggi l’ha offuscata e soprattutto ha bisogno di vedere dissetati i suoi cittadini con verità e giustizia.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 4 dicembre 2008

Ferimento Antonino Laganà: primo segnale di Giustizia

L’individuazione e l’arresto di Leonardo e Antonino Foti, accusati di essere i presunti mandanti del tentato omicidio di Francesco Borrello, sono certamente un primo segnale di giustizia che viene dato al piccolo Antonino Laganà di Melito Porto Salvo, coinvolto drammaticamente nella sparatoria del 6 giugno 2008, ed ai suoi familiari.
Formulo vive congratulazioni al Cap. Onofrio Panebianco ed agli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Melito Porto Salvo, per la grande capacità investigativa evidenziata di fronte all’omertà che ha coinvolto tutti dopo il grave episodio.
Adesso, però, reputo necessaria la testimonianza dei cittadini melitesi, almeno di coloro che si trovavano sul luogo dove è avvenuta la sparatoria. Nessuno può più essere reticente rispetto alla necessità di individuare il killer spietato che nella sparatoria ha messo a repentaglio la vita dell’innocente piccolo Antonino.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 4 dicembre 2008

mercoledì 3 dicembre 2008

L'Opinione delle Libertà: l'intervista ad Angela Napoli

Intervista ad ANGELA NAPOLI
“Meritavo un incarico di Governo, invece nulla”
Le inchieste che in questi anni hanno riguardato le connessioni esistenti tra imprenditoria, criminalità e politica in Calabria, stanno delineando un quadro allarmante circa la capacità dello Stato di assicurare la legalità sul territorio. Angela Napoli, deputata calabrese del Pdl e componente della commissione antimafia, da sempre impegnata in prima linea nella lotta al malaffare nella sua regione, non perde occasione in ogni suo intervento od iniziativa, per evidenziare “il trasversalismo di certe logiche affaristiche basate sull’illegalità che stanno espandendosi a macchia d’olio in Calabria”.
Onorevole Napoli quale idea si è fatta della gestione politica nella sua regione?
Lo scenario attuale e la materia delle inchieste in corso confermano la validità degli allarmi che ho lanciato a più riprese in merito al connubio esistente in Calabria tra mondo criminale, in particolare ’ndangheta, mondo politico ed imprenditoriale. Non dobbiamo sottovalutare nel contempo anche l’importanza della massoneria deviata, che ha contribuito a confondere e ad insabbiare le attività illegali esistenti nella regione, rendendo difficile l’attività investigativa e il normale corso delle inchieste della magistratura.
Perché fa riferimento alla massoneria deviata?
La massoneria deviata è al vertice assoluto in Calabria. E’ ormai comprovato che uomini delle principali cosche della ’ndrangheta, ripuliti ed in possesso di un titolo di studio, i cosiddetti colletti bianchi, si sono infiltrati nella massoneria e le inchieste, come “Why not”, seppur frammentate in diversi filoni ed in diverse procure, stanno facendo emergere un sistema di collusioni e di malaffare, che è alla base del mancato sviluppo della regione.

Rimaniamo sull’inchiesta “Why not” per parlare dell’operato del magistrato Luigi De Magistris e del suo allontanamento dal pool. Si fa sempre il suo nome, ma sono ormai quattro i magistrati che a vario titolo hanno abbandonato determinate indagini. Non è preoccupante?
Partiamo dal magistrato Pierpaolo Bruni per il quale provo grande stima e che a Crotone sta portando avanti inchieste di grande rilevanza in merito allo smaltimento di rifiuti tossici. In contemporanea con “Why not” l’operazione Perseus ha portato alla luce il legame tra imprenditoria e malaffare e nonostante i risultati evidenti, l’aver visto spezzettare l’inchiesta l’ha spinto all’abbandono. La cosa mi ha lasciato francamente perplessa e tornando a De Magistris prendo atto delle motivazioni addotte dal Csm, ma la coincidenza legittima l’insorgere dei dubbi.

Dubbi sull’operato del Csm?
Le motivazioni che hanno spinto il Csm ad allontanare Luigi De Magistris dal pool sono state votate all’unanimità e quindi non posso dubitare della validità di quanto deciso, certo è che c’è stata una coincidenza della quale prendo atto. Una coincidenza che viene coniugata con l’abbandono degli altri magistrati e che fa aumentare le perplessità. Per quanto difficili siano queste inchieste ho l’impressione che per un verso e per l’altro in Calabria le inchieste soffrano di intollerabili lungaggini, che di fatto inficiano ed annullano la bontà del lavoro svolto.

Scusi se insisto, ma il trasferimento di De Magistris, di fatto, ha contribuito ad allungare i tempi, già troppo lunghi delle inchieste.
Purtroppo sì. Non si viene a capo di questa inchiesta e temo che in più di un’occasione le rivalità esistenti all’interno della stessa magistratura abbiano inciso pesantemente sull’applicazione della giustizia a Catanzaro.

Passiamo alla politica. Il consigliere regionale de La Destra Limido l’accusa di essere rimasta in silenzio quando ultimamente si è presentata l’occasione di prendere le distanze da certi coinvolgimenti del centrodestra e del centrosinistra in attività illegali, così come gli ultimi sviluppi di “Why not” tendono a dimostrare.
Il neo consigliere Limido ha militato fino a poco tempo fa in Alleanza Nazionale, uno dei partiti che ora accusa. Inoltre penso che farebbe bene a prestare la sua attenzione all’evolversi dell’operazione Perseus di Crotone, dalla quale sta emergendo il coinvolgimento di personaggi ora legati a La Destra. An aveva quattro consiglieri regionali, due dei quali sono passati al partito di Storace. Uno è Limido e l’altro è Pasquale Senatore, ex sindaco di Crotone, indagato, così come Morelli, consigliere di An e collega di partito di Sarra, che anche lui mi risulta avere qualche vicenda giudiziaria a Reggio Calabria.

Un quadro desolante della destra e di An in Calabria. E’ per questo che ha lasciato An?
Ho lasciato An per due motivi: il primo perchè è vero che solo grazie a Fini mi è stata data la possibilità di sedere in Parlamento per la quinta legislatura, ma l’occasione penso comunque di essermi guadagnata; così come ritenevo di poter ottenere incarichi di governo, che invece non mi sono stati offerti. Il secondo motivo è che non mi convincono le modalità con le quali An sta approdando nel Pdl e sono sinceramente preoccupata circa la possibilità di mantenere il contatto con la nostra base.

Nel primo caso non rischia di indulgere nel personalismo?
Vivo da cinque anni sotto scorta a fronte delle mia lotta alla criminalità e pensavo che fosse venuto il bisogno di riconoscere il mio lavoro, affidandomi la vicepresidenza della commissione antimafia, incarico che pure è andato ad An. La scelta è caduta sull’onorevole Granata, giovane validissimo, ma alla prima legislatura.

Perché non si è scelto di dare merito all’anzianità di servizio?
Nella mia attività non ho mai guardato all’appartenenza e può darsi che avendo calpestato i piedi a qualcuno, ciò abbia inciso.La nomina di Pisanu a presidente della commissione antimafia la trova concorde?Sì, l’ho votato con sincero apprezzamento. La sua esperienza e la sua serietà, dimostrate anche in qualità di ministro dell’Interno, sarà di grande supporto all’operato della commissione.