giovedì 18 dicembre 2008

La questione morale e il Manifesto dei valori per il Risveglio Ideale

Da tempo vado ribadendo che la Calabria potrà uscire dalla gabbia del malcostume e della corruzione solo se si punterà, non a parole, sulla questione morale ed etica.
Nel settembre del 2007, allorquando insieme alle donne ed agli uomini della mia componente calabrese “Risveglio ideale”, presentai a Lamezia Terme il “Manifesto dei valori”, alcuni ambienti, anche interni ad Alleanza Nazionale, criticarono l’iniziativa accusandomi di inutile protagonismo e di eccessivo richiamo moralistico. Mi rendo conto che forse allora sono apparsa unapecora nera”, oggi, però, ritengo che nessuno possa non concordare con la necessità di porre la questione morale e la cultura etica al centro di ogni azione contro le degenerazioni cronicizzate della corruzione politica e dei silenzi conniventi, e contro ogni forma di clientelismo e malaffare frutto di un utilizzo distorto e particolare del potere.
Quanto emerge in Calabria, in Campania, in Abruzzo ed in altre Regioni è la palese dimostrazione di come in Italia non sia mai finita la stagione di “mani pulite” e di come nelle Regioni del Sud permanga il sistema clientelare ed assistenzialistico, certamente non indicativo di responsabilità di reato, ma che fino ad oggi è valso solo per abbattere l’affermazione di quella necessaria meritocrazia, quale unico metro ed unico metodo di selezione.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 18 dicembre 2008

Il Domani: l'intervista ad Angela Napoli

Angela Napoli: "Ripartiamo dalla questione morale"

La 'ndrangheta ormai è entrata nel sistema politico ed economico, servendosi anche della massoneria deviata

di Alessandro Caruso

Roma - "Questione morale? Serve una rivoluzione culturale". L'on. Angela Napoli, a distanza di poco tempo dagli ultimi avvenimenti che hanno riportato in auge il bisogno di buon governo, torna sul tema dell'integrità etica nella politica. A ciò si aggiunge il continuo allarme rappresentato dal fenomeno della 'ndrangheta, aggravato dalla collusione di alcune logge della massoneria deviata, per cui le istituzioni non possono permettersi di abbassare la guardia.

Che considerazioni si possono fare sulla scoperta delle trame che legano la 'ndrangheta alla gestione di importanti locali nel centro di Roma? Lei è rimasta sorpresa?
Sorpresa non direi. Le autorità inquirenti avevano già in passato evidenziato quest'attività di riciclaggio delle cosche della 'ndrangheta nel Lazio e nella capitale. Ricordo anche che circa due anni fa è stato sciolto il consiglio comunale di Nettuno (Rm) proprio per la presenza di alcune cosche calabresi. Più che sorpresa mi direi abbastanza perplessa per la lentezza con la quale sono avvenute le indagini, perché ciò ha dato loro il tempo di penetrare nel tessuto sociale ed economico.

In un recente intervento lei ha collegato le lungaggini delle inchieste anche a un'azione ostacolante di una certa massoneria deviata. In Calabria qual è il ruolo e l'importanza di queste logge?
La massoneria deviata ha un ruolo decisamente importante. Anche se ancora non ci sono interventi giudiziari che comprovano questa mia valutazione. Ci sono però delle indagini che evidenziano la nuova capacità degli uomini della'ndrangheta di inserirsi nella massoneria. Capacità che deriva dal fatto che essi sono più istruiti e preparati di quanto si possa pensare. Questa loro elevata caratura sociale li riveste di perbenismo. Quindi hanno avuto accesso alla massoneria all'interno della quale riescono a deviarne le attività, perchè è chiaro che esiste anche una massoneria legale e pulita e non va fatta confusione tra le due cose. Tuttavia questo resta un aspetto su cui esiste una grande difficoltà di penetrazione. Nell'ultima relazione della Commissione antimafia nella scorsa legislatura, il capitolo sulla massoneria deviata era molto succinto proprio per questo.

I cittadini calabresi come stanno reagendo al fenomeno 'ndrangheta e come la sua Commissione si aspetta che reagiscano?
In Calabria per molto tempo c'è stata una sottovalutazione della potenzialità della 'ndrangheta, perchè era considerata un'organizzazione criminale "stracciona" e non si è dato peso alla sua capacità rigenerativa. Le reazioni a ciò sono state troppo tardive. Bisogna riconoscere che c'è un'attività di contrasto di cui però va dato merito solo alle forze dell'ordine e a una parte della magistratura calabrese. Non ho visto l'adeguata reazione del mondo politico, del mondo imprenditoriale e di una buona parte della società civile.

Le inchieste Poseidone, Perseus, Why Not hanno fatto pensare che il malgoverno fosse una prerogativa solo del Meridione. Lunedi scorso, poi, è stato arrestato il sindaco di Pescara accusato anche di associazione a delinquere. Nella stessa regione, mesi prima, il governatore Del Turco si era dovuto dimettere perchè arrestato a sua volta. La questione morale è diventata un'esigenza nazionale?
Non solo. Oggi ci accorgiamo che anche a sinistra, dove per anni si è relegata questa malformazione solo alla controparte, vi è questa necessità. Ma non servono solo le leggi di contrasto. Sono necessarie ma non sufficienti. Serve una rivoluzione culturale e un'acquisizione di coscienza morale ed etica da parte di chi amministra la cosa pubblica. Si pensi alle modalità di utilizzo dei tanti fondi che in passato sono stati elargiti per favorire lo sviluppo della nostra regione. Molti di questi soldi non si sa che fine abbiano fatto. Il commissariamento dell'emergenza ambientale ne è un esempio. Sono arrivati ottocento milioni di euro ma in Calabria non c'è ancora un depuratore degno di questo nome.

Tra le cause della sua uscita da An c'è anche lo scetticismo verso il processo di formazione del Partito della Libertà. Come sta vivendo questi ultimi mesi prima del congresso di marzo?
I metodi di questo passaggio non mi convincono. Disapprovo la nascita del PdL per quote. Credo nella necessità della creazione di un nuovo partito, ma sulla base di un programma e di valori che dovrebbero servire come punto di riferimento e An avrebbe dovuto far pesare di più la sua scorta di valori e progetti politici che ne caratterizzano l'identità. Tutto ciò non è avvenuto.

Ma se si seguiranno le quote lei dove rientrerà?
Per il momento sono indipendente ma all'interno del gruppo parlamentare del partito nelle liste del quale sono stata eletta dai cittadini.

Le elezioni regionali la potrebbero riportare in Calabria?
No, ma sicuramente mi riporterà in Calabria il momento elettorale per condividere la necessità che ha la regione di cambiare davvero. Questo cambiamento può venire soltanto dal centrodestra, dal momento che la giunta Loiero ha dimostrato il fallimento sotto tutti i punti di vista. Personalmente non nascondo che ho già individuato la persona sulla quale puntare che è Giuseppe Scopelliti, il sindaco di Reggio, il quale sta dimostrando di saper amministrare bene la città; credo sia la persona ideale per imprimere la svolta di cui la nostra terra ha bisogno.

martedì 16 dicembre 2008

I danni alluvionali in Calabria e gli interventi di salvaguardia del territorio

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Interno, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare

– Per sapere – Premesso che:

- l’alluvione degli ultimi giorni, peraltro ancora in corso, si è abbattuta sulla Calabria provocando danni ingenti su molte parti del territorio regionale;

- l’ondata di maltempo delle ultime ore ha provocato anche la morte di tre persone: a Polistena (R.C.) un uomo ha perso la vita nel crollo di un ponte; a Reggio Calabria un anziano è deceduto per un malore dopo che il ramo di un albero aveva colpito la sua auto; un giovane è morto nel catanzarese per un incidente stradale causato dalla forte pioggia;

- i danni a strade, case, attività commerciali, imprese e servizi risultano davvero enormi;

- molti Comuni della Calabria sono rimasti isolati a causa di smottamenti e crolli;

- numerosi fiumi e torrenti della Regione sono tracimati ed hanno provocato enormi danni;

- molti Paesi della Piana di Gioia Tauro ed aspromontani sono stati costretti ad aggiungere anche danni alle colture agrumicole ed olivicole;

- l’intero lungomare di Caulonia, sulla fascia jonica reggina, ha ceduto anche per le forti mareggiate;

- nel Vibonese, già colpito dall’alluvione del 3 luglio 2006, e nella zona delle Pre - Serre e delle Serre si registrano danni ingenti all’agricoltura, alle attività commerciali ed imprenditoriali, nonché alla viabilità del territorio;

- nel cosentino si sono verificati numerosi smottamenti di terreno, allagamenti di case, cadute di alberi e di frane; lo straripamento del fiume Crati ha costretto all’evacuazione di 200 nuclei familiari;

- i danni hanno colpito i Comuni costieri ma anche molti Comuni delle zone interne della Calabria;

- in Calabria, purtroppo, non è mai stata attuata una seria politica di salvaguardia e difesa del territorio: fiumi e torrenti non sono mai stati messi in sicurezza e nessun piano contro il dissesto idro-geologico dell’intera Regione risulta essere mai stato attuato:

- quali urgenti iniziative il Governo intenda attuare per sopperire agli ingenti danni causati in Calabria dall’ultima alluvione;

- se non ritengano, altresì, necessario ed urgente avviare adeguati interventi per finanziare un necessario piano per il riassetto idro-geologico della Regione.

On. Angela NAPOLI

Roma 16 dicembre 2008

mercoledì 10 dicembre 2008

Cattura latitante De Stefano: contrastare i favoreggiatori

Non v’è dubbio che la cattura di latitanti, peraltro quale quella della “caratura” del boss Giuseppe De Stefano, vada a merito della capacità investigativa delle Forze dell’Ordine, in questo caso degli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria, e rappresenta sempre un importante abbattimento del potere delle cosche mafiose.
Tuttavia il lungo tempo di latitanza, gli agi degli appartamenti nei quali vivono, la permanenza sul territorio di residenza, la possibilità di movimento e di rapporto con le rispettive famiglie, il mantenimento del “dominio” su ogni attività, impongono un’analoga attività di contrasto per colpire tutti coloro che con le varie coperture favoriscono i criminali.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 10 dicembre 2008

Sanità in Calabria: è giunto il momento di verificare tutte le professionalità e il merito degli Operatori

L’operazione che, nella giornata odierna, ha portato alle 72 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa dell’acquisto del falso titolo di infermiere, rivela il grave stato di salute in cui versa il settore della sanità in Calabria.
Verificare che in alcuni Presidi Ospedalieri di quella Regione gli ammalati siano stati costretti ad essere sottoposti a cure infermieristiche da personale non qualificato, fa emergere l’incuria e l’insensibilità esistenti nei confronti del diritto alla salute e del diritto alla vita.
Questa ulteriore triste vicenda che si abbatte sulla Calabria richiama la necessità di un controllo e di una valutazione del personale sanitario e parasanitario, troppo spesso assunto perché in possesso di tessera politica, piuttosto che di reale professionalità.
A fronte della conclamata costruzione di quattro nuovi Presidi Ospedalieri in Calabria, ritenuta dall’Amministrazione regionale la “sanatoria” di tutti i mali, penso che sia giunto il momento di verificare la professionalità ed il merito di chi attualmente lavora in tale settore, alla luce del fatto che il trasferimento “tout court” in strutture ospedaliere, seppur nuove, non garantirà certamente i cittadini tutti.

On. Angela Napoli

Roma, 10 dicembre 2009

giovedì 4 dicembre 2008

Presidente Napolitano, la Calabria ha bisogno di verità e giustizia

Dal TGR Calabria del 4 dicembre2008


Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto un condivisibile richiamoal pesante impoverimento culturale e morale della politica” nel Mezzogiorno d’Italia. Oggi, però, alla luce dell’inquietante vicenda che ha coinvolto la Procura della Repubblica di Catanzaro, penso che il Presidente Napolitano, perché Capo del CSM, debba far riferimento anche al pesante impoverimento morale ed etico di quella parte della Magistratura che, anziché farsi garante dell’applicazione della Giustizia, ne offusca l’immagine.

Credo sia ormai inderogabile un momento di chiarezza, perché il cittadino calabrese ha tutto il diritto di conoscere le verità ed ha, altresì, diritto di sapere in chi ed in quale Istituzione debba riporre la propria fiducia. Il cittadino calabrese ha diritto di sapere se corrisponde al vero, come io personalmente ritengo, che questa Regione oltre ad essere pressata dalla più potente organizzazione criminale, sia anche integrata in un sistema di malaffare e corruzione.
La Calabria ha ormai necessità di essere depurata da quella coltre che fino ad oggi l’ha offuscata e soprattutto ha bisogno di vedere dissetati i suoi cittadini con verità e giustizia.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 4 dicembre 2008

Ferimento Antonino Laganà: primo segnale di Giustizia

L’individuazione e l’arresto di Leonardo e Antonino Foti, accusati di essere i presunti mandanti del tentato omicidio di Francesco Borrello, sono certamente un primo segnale di giustizia che viene dato al piccolo Antonino Laganà di Melito Porto Salvo, coinvolto drammaticamente nella sparatoria del 6 giugno 2008, ed ai suoi familiari.
Formulo vive congratulazioni al Cap. Onofrio Panebianco ed agli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Melito Porto Salvo, per la grande capacità investigativa evidenziata di fronte all’omertà che ha coinvolto tutti dopo il grave episodio.
Adesso, però, reputo necessaria la testimonianza dei cittadini melitesi, almeno di coloro che si trovavano sul luogo dove è avvenuta la sparatoria. Nessuno può più essere reticente rispetto alla necessità di individuare il killer spietato che nella sparatoria ha messo a repentaglio la vita dell’innocente piccolo Antonino.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 4 dicembre 2008

mercoledì 3 dicembre 2008

L'Opinione delle Libertà: l'intervista ad Angela Napoli

Intervista ad ANGELA NAPOLI
“Meritavo un incarico di Governo, invece nulla”
Le inchieste che in questi anni hanno riguardato le connessioni esistenti tra imprenditoria, criminalità e politica in Calabria, stanno delineando un quadro allarmante circa la capacità dello Stato di assicurare la legalità sul territorio. Angela Napoli, deputata calabrese del Pdl e componente della commissione antimafia, da sempre impegnata in prima linea nella lotta al malaffare nella sua regione, non perde occasione in ogni suo intervento od iniziativa, per evidenziare “il trasversalismo di certe logiche affaristiche basate sull’illegalità che stanno espandendosi a macchia d’olio in Calabria”.
Onorevole Napoli quale idea si è fatta della gestione politica nella sua regione?
Lo scenario attuale e la materia delle inchieste in corso confermano la validità degli allarmi che ho lanciato a più riprese in merito al connubio esistente in Calabria tra mondo criminale, in particolare ’ndangheta, mondo politico ed imprenditoriale. Non dobbiamo sottovalutare nel contempo anche l’importanza della massoneria deviata, che ha contribuito a confondere e ad insabbiare le attività illegali esistenti nella regione, rendendo difficile l’attività investigativa e il normale corso delle inchieste della magistratura.
Perché fa riferimento alla massoneria deviata?
La massoneria deviata è al vertice assoluto in Calabria. E’ ormai comprovato che uomini delle principali cosche della ’ndrangheta, ripuliti ed in possesso di un titolo di studio, i cosiddetti colletti bianchi, si sono infiltrati nella massoneria e le inchieste, come “Why not”, seppur frammentate in diversi filoni ed in diverse procure, stanno facendo emergere un sistema di collusioni e di malaffare, che è alla base del mancato sviluppo della regione.

Rimaniamo sull’inchiesta “Why not” per parlare dell’operato del magistrato Luigi De Magistris e del suo allontanamento dal pool. Si fa sempre il suo nome, ma sono ormai quattro i magistrati che a vario titolo hanno abbandonato determinate indagini. Non è preoccupante?
Partiamo dal magistrato Pierpaolo Bruni per il quale provo grande stima e che a Crotone sta portando avanti inchieste di grande rilevanza in merito allo smaltimento di rifiuti tossici. In contemporanea con “Why not” l’operazione Perseus ha portato alla luce il legame tra imprenditoria e malaffare e nonostante i risultati evidenti, l’aver visto spezzettare l’inchiesta l’ha spinto all’abbandono. La cosa mi ha lasciato francamente perplessa e tornando a De Magistris prendo atto delle motivazioni addotte dal Csm, ma la coincidenza legittima l’insorgere dei dubbi.

Dubbi sull’operato del Csm?
Le motivazioni che hanno spinto il Csm ad allontanare Luigi De Magistris dal pool sono state votate all’unanimità e quindi non posso dubitare della validità di quanto deciso, certo è che c’è stata una coincidenza della quale prendo atto. Una coincidenza che viene coniugata con l’abbandono degli altri magistrati e che fa aumentare le perplessità. Per quanto difficili siano queste inchieste ho l’impressione che per un verso e per l’altro in Calabria le inchieste soffrano di intollerabili lungaggini, che di fatto inficiano ed annullano la bontà del lavoro svolto.

Scusi se insisto, ma il trasferimento di De Magistris, di fatto, ha contribuito ad allungare i tempi, già troppo lunghi delle inchieste.
Purtroppo sì. Non si viene a capo di questa inchiesta e temo che in più di un’occasione le rivalità esistenti all’interno della stessa magistratura abbiano inciso pesantemente sull’applicazione della giustizia a Catanzaro.

Passiamo alla politica. Il consigliere regionale de La Destra Limido l’accusa di essere rimasta in silenzio quando ultimamente si è presentata l’occasione di prendere le distanze da certi coinvolgimenti del centrodestra e del centrosinistra in attività illegali, così come gli ultimi sviluppi di “Why not” tendono a dimostrare.
Il neo consigliere Limido ha militato fino a poco tempo fa in Alleanza Nazionale, uno dei partiti che ora accusa. Inoltre penso che farebbe bene a prestare la sua attenzione all’evolversi dell’operazione Perseus di Crotone, dalla quale sta emergendo il coinvolgimento di personaggi ora legati a La Destra. An aveva quattro consiglieri regionali, due dei quali sono passati al partito di Storace. Uno è Limido e l’altro è Pasquale Senatore, ex sindaco di Crotone, indagato, così come Morelli, consigliere di An e collega di partito di Sarra, che anche lui mi risulta avere qualche vicenda giudiziaria a Reggio Calabria.

Un quadro desolante della destra e di An in Calabria. E’ per questo che ha lasciato An?
Ho lasciato An per due motivi: il primo perchè è vero che solo grazie a Fini mi è stata data la possibilità di sedere in Parlamento per la quinta legislatura, ma l’occasione penso comunque di essermi guadagnata; così come ritenevo di poter ottenere incarichi di governo, che invece non mi sono stati offerti. Il secondo motivo è che non mi convincono le modalità con le quali An sta approdando nel Pdl e sono sinceramente preoccupata circa la possibilità di mantenere il contatto con la nostra base.

Nel primo caso non rischia di indulgere nel personalismo?
Vivo da cinque anni sotto scorta a fronte delle mia lotta alla criminalità e pensavo che fosse venuto il bisogno di riconoscere il mio lavoro, affidandomi la vicepresidenza della commissione antimafia, incarico che pure è andato ad An. La scelta è caduta sull’onorevole Granata, giovane validissimo, ma alla prima legislatura.

Perché non si è scelto di dare merito all’anzianità di servizio?
Nella mia attività non ho mai guardato all’appartenenza e può darsi che avendo calpestato i piedi a qualcuno, ciò abbia inciso.La nomina di Pisanu a presidente della commissione antimafia la trova concorde?Sì, l’ho votato con sincero apprezzamento. La sua esperienza e la sua serietà, dimostrate anche in qualità di ministro dell’Interno, sarà di grande supporto all’operato della commissione.

martedì 2 dicembre 2008

S.S. 106: la Calabria non può essere tenuta "sotto scacco" dalla criminalità organizzata

La sottoscritta chiede di interpellare Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Interno, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, e il Ministro dell’Economia e Finanze
– Per sapere – Premesso che:

- la presenza della criminalità organizzata, legata ad un sistema di corruzione e malaffare, hanno, da sempre, negato lo sviluppo legale della Calabria e, ad avviso dell’interpellante, occorrono adeguate misure per aiutare a definire le opere infrastrutturali indispensabili all’intera Regione;

- dopo più di una ventennale attesa erano stati aperti i cantieri, nel tratto della locride (R.C.), sulla strada statale 106, battezzata, purtroppo, “la strada della morte”, considerati i numerosissimi incidenti mortali che si verificano lungo la stessa;

- a causa delle numerose intimidazioni e del sequestro di molti cantieri da parte della Magistratura, stanno per essere persi 500 milioni di euro, stanziati per il completamento di una parte della ss.106 e rischiano di saltare circa 1.500 posti di lavoro;

- il tutto, peraltro, nel mentre, all’indomani dell’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, avvenuto il 16 ottobre 2005, era stata richiesta la massima attenzione proprio per il territorio della Locride e la strada statale 106 sarebbe una delle principali priorità per far uscire dall’isolamento quella parte della provincia reggina;

- purtroppo le difficoltà “ambientali” appaiono davvero insormontabili;

- la Società “Astaldi”, vincitrice della gara riguardante il lotto della 106, Siderno – Bovalino, dopo aver già aperto gli uffici a Siderno, avrebbe deciso di rinunciare all’appalto, apportando quali giustificazioni : aumento del costo dei materiali e dei carburanti, problemi archeologici, sicurezza dei cantieri, impossibilità di trovare imprese locali per i sub-appalti, tagli ai finanziamenti;

- fino ad oggi gli appelli fatti dai 42 Sindaci dei Comuni della Locride e dalla massime Istituzioni provinciali e regionali della Calabria, sono caduti nel vuoto;

- non v’è dubbio che l’abbandono dell’appalto da parte della “Astaldi”, oltre a lasciare su territorio sul territorio della Locride il dramma dell’eterna “incompiuta”, rappresenterebbe una netta vittoria della ‘ndrangheta sullo Stato;

- il tratto aggiudicato dalla ditta “Astaldi” è Palizzi (Km 50+000) – Caulonia (km 123+800) – Lotti 6-7-8- Compreso lo svincolo di Marina di Gioiosa Jonica della ss.106 Contraente Generale; la consegna all’impresa è avvenuta il 20/09/2007, l’avanzamento dei lavori è pari allo 0,45%, l’ultimazione prevista è per il 14/10/2010;

- gli altri tre lotti sono:
a) Risoluzione di nodi di intersezione tra le strade di interesse nazionale in prossimità attraversamenti di centri abitati (Grotteria Marina – Marina di Gioiosa Jonica) – Impresa aggiudicataria “Euroimpianti srl”, la consegna all’impresa è avvenuta il 05/12/2006, l’avanzamento dei lavori è pari al 62,65%, l’ultimazione era prevista per il 07/12/2007;
b) Lavori di costruzione della variante all’abitato di Palizzi della Strada Statale 106 Jonica - 2° lotto dal Km 49+485 al Km 51+750 – Impresa aggiudicataria “Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A.”; consegna all’impresa : 30/08/2006, avanzamento lavori: 19,98%, ultimazione prevista: 26/05/2009;
c) Costruzione della variante esterna all’abitato di Marina di Gioiosa Jonica fra i Km 107+000 e Km 110+500 compreso lo svincolo “Gioiosa Est” – Impresa aggiudicataria “Immobilgi”; consegna all’impresa: 08/11/2007, avanzamento lavori : 8,55%, ultimazione prevista: 13/03/2009;

- da quanto sopra appare con tutta evidenza che lo stato di avanzamento dei lavori è pressoché inesistente e che il paventato rischio di perdita dei finanziamenti, nonché di blocco totale dell’opera, è quasi in atto;

- l’interpellante è sicura che una tale situazione non è riscontrabile in alcuna altra parte del territorio nazionale e la mancanza di un urgente e adeguato intervento priverebbe ancora una volta la Calabria di un opera più che mai indispensabile;

- ed ancora l’interpellante conviene che l’assenza di un adeguato intervento governativo in merito dimostrerebbe che la Calabria è tenuta “sotto scacco” dalla criminalità organizzata:

- quali urgenti iniziative intendano assumere, per le parti di competenza, al fine di garantire la massima sicurezza sui cantieri di lavori per l’ammodernamento della ss. 106 e quali garanzie per assicurare gli adeguati finanziamenti per un’ opera che appare vitale per l’intera Calabria;

- se non ritengano necessario ed urgente rivisitare la normativa vigente per garantire la pubblica amministrazione in tema di prevenzione dei fenomeni di infiltrazione mafiosa negli appalti;

On. Angela NAPOLI

Roma, 2 dicembre 2008

lunedì 1 dicembre 2008

Necessaria la presenza dell'Esercito per la prosecuzione dei lavori sull'autostrada A3

Ai Ministri dell’Interno, della Difesa, del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e delle Infrastrutture e Trasporti

- Per sapere – Premesso che:

- l’inchiesta “Arca”, condotta dalla DDA di Reggio Calabria, ha evidenziato gli interessi delle cosche della ‘ndrangheta, vibonesi e reggine, sui lavori di ammodernamento dell’autostrada A/3 SA-RC;

- tutti i clan avrebbero imposto una tangente del 3% sui lavori, oltre al controllo delle forniture e la gestione diretta dei subappalti;

- ditte appaltatrici ed operai che lavorano sui cantieri della A/3 e delle altre opere viarie della Calabria sono ormai messi in gravi condizioni di pericolo, alla luce dei numerosi atti intimidatori sempre più gravi;

- uno degli ultimi gravi episodi si è verificato il 6 novembre 2008, allorquando all’alba due banditi mascherati hanno aggredito e minacciato con lupare quattro operai, dell’impresa Cossi di Sondrio, impegnati nei lavori del quinto maxi lotto per il rifacimento dell’autostrada A/3 nella zona di Bagnara Calabra;

- già in passato l’impresa Cossi aveva subito altre intimidazioni, ma quest’ultimo episodio ha destato non poco allarme per le modalità d’azione;

- sempre nei primi giorni del mese di novembre 2008 la ‘ndrangheta ha attuato una gravissima intimidazione ai danni di un’ associazione di imprese che sta lavorando per ammodernare il tratto di strada che collega lo svincolo autostradale di Rosarno (R.C.) alla strada di scorrimento veloce Jonio – Tirreno;

- ignoti hanno dato alle fiamme due grossi escavatori ed una trivellatrice che erano parcheggiati nel cantiere che costeggia la vecchia strada statale che collega Rosarno a Gioiosa Jonica;

- altro atto intimidatorio, sempre nel mese di novembre 2008, è stato consumato contro cinque operai impegnati in lavori nel sito archeologico di contrada Melia di Oppido Mamertina , cittadina dell’Aspromonte reggino;

- tutte queste preoccupanti pressioni della ‘ndrangheta stando incoraggiando molte imprese ad abbandonare la Calabria;

- gli atti intimidatori, l’aumento dei prezzi sui materiali e la sospensione di alcuni lavori per “apparenti difformità documentali”, hanno già portato ad un esubero di circa 230 unità di lavoratori, con il rischio di vedere bloccati definitivamente i lavori per ammodernamento della A/3 nel tratto Gioia Tauro – Villa San Giovanni:

- se non ritengano necessario ed urgente far presidiare da un congruo numero di militari dell’esercito i cantieri autostradali al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori;

- quali urgenti iniziative intendano assumere per garantire la prosecuzione dei lavori di ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria nel tratto reggino;

- quali urgenti iniziative intendano assumere per avviare un’adeguata normativa utile a garantire la pubblica amministrazione in tema di prevenzione dei fenomeni di infiltrazione mafiosa negli appalti.

On. Angela NAPOLI

Roma, 1 dicembre 2008

Il Giorno: il Convegno "Vecchie e nuove mafie, le mani della 'Ndrangheta sulla Brianza"

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giovedì 27 novembre 2008

Operazione Perseus: necessario l'accesso al Comune di Crotone

Al Ministro dell’Interno

– Per sapere – Premesso che:

- l’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato all’operazione “Perseus” ha fatto emergere le collusioni che parte del mondo politico crotonese ha con le locali cosche della ‘ndrangheta;

- collusioni suggellate da voti di scambio, consiglio comunale controllato, interessi illeciti intorno alla costruzione del mega villaggio turistico “Europaradiso” di Crotone;

- l’operazione “Perseus” ha portato a 24 ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli uomini appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta crotonese ed a perquisizioni delle abitazioni di politici e funzionari del Comune della Città e funzionari di Ministeri;

- nel contesto investigativo che ha fatto capo alla citata operazione “Perseus” sono affiorate pesanti interferenze delle cosche nella vita politica e amministrativa della Città di Crotone;

- l’interrogante ricorda che già in passato sono state sottoposte all’accesso sia il Consiglio Provinciale quanto quello Comunale della Città di Crotone:

- se non ritenga, alla luce di quest’ultima inchiesta, di dover autorizzare nuovamente le procedure per l’accesso al Comune di Crotone.

On. Angela NAPOLI

Roma, 27 novembre 2008

martedì 25 novembre 2008

L'inchiesta Perseus: i rapporti e le collusioni della 'ndrangheta con politici e imprenditori

Ancora una volta formulo vive congratulazioni agli uomini della Polizia di Stato di Crotone e dello SCO per la brillante attività di contrasto al crimine organizzato, condotta questa mattina, con il coordinamento della DDA di Catanzaro.
Gli odierni fermi dei 24 presunti affiliati della ‘ndrangheta crotonese sono frutto dell’importante inchiesta “Perseus” che svela anche i truffaldini rapporti e le collusioni che la ‘ndrangheta riesce ad instaurare con i mondi politici ed imprenditoriali calabresi.
Non vi è ormai alcun dubbio sulla potenzialità della ‘ndrangheta, i cui uomini oltre a gestire le varie attività illecite, riescono ad inserirsi nell’economia legale del territorio e, quindi, ad affiancarsi a politici, imprenditori e funzionari pubblici, i quali anziché curare lo sviluppo legale del territorio, pensano solamente ad impinguare le loro tasche ed i loro consensi elettorali. Naturalmente per la ‘ndrangheta deve “scomparire” chiunque si oppone o tenta di infrangere tali connubi affaristici.
Credo sia ormai da ritenersi inderogabile la rivisitazione delle norme vigenti al fine di rendere più pesanti le pene per chi commette il reato di associazione mafiosa esterna e su coloro che si servono del voto si scambio per raggiungere varie posizioni elettive.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 25 novembre 2008

La grande inquietudine per la recrudescenza sanguinaria a Paola (CS)

Personalmente non ho mai sottovalutato la potenzialità della ‘ndrangheta sul territorio del tirreno cosentino, anche se questa emerge ufficialmente e, quindi, preoccupa solo allorquando sullo stesso territorio ricominciano a scorrere le scie di sangue. E’ quanto sta avvenendo ultimamente nella Città di Paola (CS), dove è chiara in atto la ripresa della faida tra cosche per il dominio del territorio.
L’omicidio di Antonello La Rosa, uomo vicino alla cosca Scofano – Martello, freddato alla fine dello scorso mese di ottobre, e quello di Stefano Mannarino, uomo vicino al La Rosa, avvenuto sempre a Paola nella giornata di ieri, ne sono la chiara dimostrazione e non possono che creare grande inquietudine.
I cantieri aperti sul territorio, e non a caso ero intervenuta anche per il Porto di Paola, non possono che far gola agli esponenti delle varie cosche, le quali hanno solo interesse a “mettere le mani” sui relativi finanziamenti.
Non va, altresì, sottovalutato l’importante contributo offerto dagli ultimi collaboratori di giustizia che certamente appaiono come fonte di grande preoccupazione per i criminali.
La recrudescenza sanguinaria a Paola impone un adeguato intervento di controllo per garantire la sicurezza dei cittadini e contemporaneamente uno sforzo maggiore da parte delle forze investigative al fine di interrompere la presunta e inquietante ripresa della sanguinaria faida tra le cosche del territorio.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 25 novembre 2008

lunedì 24 novembre 2008

La cattura del latitante Giuseppe Nirta e il preoccupante ruolo delle donne

L’arresto del latitante Giuseppe Nirta, capo dell’omonima cosca di San Luca, ad opera della Polizia di Stato, alla quale va il mio sincero ringraziamento, segna un altro importante duro colpo contro la ‘ndrangheta di quel territorio. Il fatto che il Nirta sia stato catturato in Olanda dimostra come ormai gli uomini della criminalità organizzata calabrese abbiano messo le radici in vari contesti europei dove ritengono di poter gestire affari e latitanze, cercando, altresì, di allontanare l’attenzione dalle loro “regioni madri”. Il contestuale arresto di tre donne, appartenenti alle famiglie Strangio, sempre di San Luca, evidenzia il preoccupante ruolo che le donne stanno assumendo nel contesto delle varie cosche criminali, spesso in sostituzione degli uomini latitanti o in galera.
Voglio, altresì, evidenziare i risultati che si stanno conseguendo nel contrasto al crimine, grazie alla fattiva collaborazione tra le Forze investigative dei vari Paesi Europei.

On. Angela Napoli

Roma, 24 novembre 2008

sabato 22 novembre 2008

L'articolo di Roberto Galullo sul Magistrato Marisa Manzini



Di seguito riporto l'articolo sul Magistrato Marisa Manzini del Giornalista Roberto Galullo, prestigiosa firma de Il Sole 24 ore, che sul suo Blog "Guardie o Ladri" si occupa prevalentemente di legalità.



Manzini, magistrato antimafia o collusa con la ‘ndrangheta? Maroni e Alfano rispondano subito a Menardi, Napoli e a tutta Italia

In un’Italia in cui un ex ministro della Giustizia partecipa alle nozze di un mafioso fa paradossalmente notizia che un magistrato antimafia faccia da testimone di nozze a uno tra i più apprezzati capitani della Finanza in Calabria (sono cose che hanno un certo significato da quelle parti e, soprattutto, che non passano inosservate dalle cosche).
E in un’Italia in cui i corvi volano spesso tra i palazzi di Giustizia e tra le mura di una caserma militare, fa paradossalmente notizia che lo stesso magistrato antimafia sia unanimamente apprezzata dalla polizia giudiziaria con cui – da anni – lavora: prima a Lamezia Terme e ora a Vibo Valentia dove, fino a qualche anno fa, la famiglia ‘ndranghetista Mancuso di Limbadi faceva ciò che voleva. Ora quantomeno ha trovato un’argine in più anche se la sua potenza economica (derivante dal traffico di droga con i cartelli colombiani) e militare è devastante.
La testimone di nozze, l’apprezzato magistrato e l’argine sono la stessa persona: Marisa Manzini, piemontese di Novara, lombarda di origine, fino al 2003 a Lamezia Terme e poi alla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro con delega, appunto, su Vibo Valentia.Un magistrato che – per carità di Dio, grazie all’aiuto dei colleghi tutti bravi, buoni e belli, guai a trovarne uno brutto, sporco e cattivo – porta avanti processi e operazioni importanti, dai nomi che evocano telenovela e polpettoni televisivi: Dinasty, Rima, Odissea, Domino, New Sunrise, Uova del Drago. Dietro questi nomi di fantasia c’è una realtà durissima: un lavoro costante, senza mai una sbavatura e in armonia con i colleghi (tutti?). ..........

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venerdì 21 novembre 2008

L'interpellanza sull'emergenza rifiuti in Calabria

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio del mare
– Per Sapere – Premesso che:

- da ultimo, con l’atto ispettivo n. 4-00543 del 3 luglio 2008, l’interpellante, nel denunziare la gravità della situazione in merito ai rifiuti in Calabria, ha chiesto di conoscere le definizioni del Governo nazionale su tale stato;

- già in quella data l’interpellante ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri di non decretare una proroga del Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria, considerato che tale incarico, iniziato il 12 settembre 1997, dopo oltre 10 anni non aveva portato alla soluzione dello stato emergenziale del settore, nonostante gli ingenti finanziamenti elargiti per la soluzione;

- a tutt’oggi non è dato conoscere come e per il raggiungimento di quali obiettivi siano stati spesi i milioni di euro inviati in Calabria per sopperire alla gravità della situazione ambientale;

- il preoccupante resoconto fatto, nel febbraio 2007, dal Prefetto Antonio Ruggiero, che in data 3 gennaio 2007 aveva già chiuso la sua breve esperienza di delegato per l’emergenza in Calabria ha delineato il quadro della drammaticità;

- nonostante ciò e nonostante la Regione Calabria non avesse ancora, mostrando notevole incuria, elaborato un piano di rifiuti utile per l’intero territorio, il Governo Nazionale ha decretato un ulteriore, quanto inutile ad avviso dell’interrogante, proroga dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale della Regione Calabria;

- purtroppo, come d’altra parte era prevedibile, nulla è stato fatto nel settore ed oggi il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, osa solo “battere cassa” al Governo centrale e chiedere interventi “straordinari” per sopperire l’emergenza rifiuti in quella Regione;

- la Calabria, in tema di rifiuti, sta per cadere in condizioni peggiori di quelle vissute nei mesi scorsi dalla Campania;

- le discariche in funzione, non più di una decina per l’intera Regione, sono decisamente insufficienti a far fronte alla domanda di smaltimento; nell’intero territorio regionale c’è un solo termovalorizzatore che riceve tutto il “cdr” prodotto; molte società titolate alla raccolta dei rifiuti risultano o fallite o al collasso; la raccolta differenziata è attuata solo in pochi Comuni, laddove le relative Amministrazioni sono riuscite tenacemente ad imporla; le 5 ATO non risultano adeguatamente organizzate;

- l’Assessore regionale all’Ambiente ha persino dichiarato che la Regione Calabria non ha neppure “una visione d’insieme perché fin ora c’è stata una grave superficialità”; il ché ad avviso dell’interpellante evidenzia che l’Amministrazione regionale non ha alcuna chiara programmazione per gli interventi urgenti e necessari nel settore;

- l’emergenza rifiuti è esplosa a Cosenza, ma è prossima a divenire emergenziale nell’intero territorio regionale;

- nei giorni scorsi, considerato l’esaurimento di alcuni siti di stoccaggio, i Sindaci dei Comuni della provincia di Reggio Calabria hanno chiesto urgenti ed adeguate soluzioni funzionali per garantire la salute dei cittadini;

- quali soluzioni concrete il Governo intenda assumere per sopperire alla situazione emergenziale dei rifiuti in Calabria, prima che tale Regione assuma la situazione identica a quella che, nei mesi scorsi, è stata costretta a vivere la Regione Campania.

On. Angela NAPOLI

Roma 20 novembre 2008

giovedì 20 novembre 2008

L'interrogazione sul Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria

Al Ministro della Giustizia:
- Per sapere – Premesso che:
- con ordinanza n. 1234/2006 del 27 ottobre 2006, il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria ha richiesto ai Comuni di Gioia Tauro e Rosarno se intendevano accettare, e in quale forma, la proposta di risarcimento del danno in forma alternativa richiesta da Piromalli Gioacchino;
- Piromalli Gioacchino (classe’69) di Gioia Tauro appartenente alla nota cosca Piromalli, tra le più potenti della ‘ndrangheta calabrese, aveva chiesto di essere riabilitato dalla condanna di cui alla sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria del 13.04.2001 per i reati di cui agli artt. 56, 81, 629 c.p., 7 L.n. 203/1991, 10 L.n. 497/74 e 416 bis c.p.;
- i Comuni di Rosarno e Gioia Tauro avevano instaurato un giudizio civile, chiedendo la condanna dei responsabili delle condotte delittuose al pagamento della somma, a titolo risarcimento danni, di 10 milioni di euro in favore di ciascuna delle parti offese;
- nell’ordinanza in questione il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Calabria fa riferimento sia alla “prova effettiva e costante di buona condotta” del Gioacchino Piromalli, quanto, e ciò appare gravissimo all’interrogante, al riferimento delle condizioni reddituali dello stesso, definite con “l’impossibilità di adempiere alla obbligazione nei confronti delle parti offese”;
- Gioacchino Piromalli è stato tratto in arresto a metà ottobre del 2008 in seguito all’operazione “Cento Anni di Storia”, per il delitto di cui agli artt. 110, 112 n. 2, 56-323 I° e II° comma c.p., 7 D.L. 152/91; nella stessa operazione sono stati tratti in arresto i due sindaci dei Comuni di Gioia Tauro e Rosarno;
- sempre lo stesso Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria, nello scorso mese di ottobre 2008 ha rimesso in libertà il boss Antonino Iamonte di Melito Porto Salvo, detenuto dal febbraio 2007, già condannato nel processo “Rose Rose” ed implicato nell’operazione “Ramo Spezzato” , il cui processo è in fase di celebrazione davanti alla II^ Sezione Panale del Tribunale di Reggio Calabria;
- il boss Antonino Iamonte deve rispondere di 416 bis, estorsione, trasferimento fraudolento di valori in capo a prestanome di beni mobili, immobili e società operanti nel settore della macellazione delle carni oltre che di commercializzazione di carni nocive, false attestazioni e soppressione di certificati:
- se non ritenga necessario ed urgente avviare un’adeguata indagine presso il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria per accertare eventuali responsabilità;
- quali misure di carattere generale e quali iniziative di carattere normativo intenda assumere per garantire la certezza della pena e porre i Tribunali di Sorveglianza nelle condizioni di non poter accogliere con estrema facilità le istanze presentate dai difensori dei vari boss mafiosi.
On. Angela NAPOLI

Truffe fondi UE: i risvolti dell'operazione "Symposium"

La Calabria è sicuramente ormai abituata ad apprendere che la sua mancanza di sviluppo nasce dalle numerose truffe allo Stato e all’Unione Europea. Forse i cittadini si sono talmente assuefatti a tale sistema, che hanno finito col sorvolare su tale tipo di notizie.
Non si può, però, non rimanere allibiti apprendendo dall’operazioneSymposium”, che in una presunta truffa di oltre 30 milioni di euro, c’è il coinvolgimento di qualche Docente dell’Università degli Studi della Calabria.
Non voglio assolutamente approfittare di questo ulteriore macigno che si abbatte sulla Calabria per pensare di affossare l’immagine di un Ateneo che ho sempre considerato all’avanguardia nell’istruzione universitaria italiana. Tuttavia non mi sentirei onesta se non evidenziassi che anche parte di questo Ateneo calabrese non è rimasta immune dall’appartenenza ad un sistema che ha fatto della Calabria una Regione dove tutto è consentito, con la parvenza della liceità.

On. Angela Napoli

Roma, 19 novembre 2008

mercoledì 19 novembre 2008

Omicidio di Palmi (RC): grave la situazione nella Piana di Gioia Tauro

L’omicidio di Salvatore Melara, avvenuto questa mattina a Palmi (R.C.) ed il ferimento del figlio quattordicenne Francesco, che versa in gravi condizioni, dimostrano la gravità della situazione vissuta dai cittadini della Piana di Gioia Tauro.
La recrudescenza della criminalità calabrese ormai non risparmia neppure bambini e adolescenti, una volta ritenuti intoccabili.
Nonostante l’abnegazione delle Forze dell’Ordine ed i risultati, certamente notevoli, conseguiti anche dalla Magistratura reggina, il territorio tirreno reggino risulta davvero minato e ciò non può che far crescere l’insicurezza nei cittadini tutti.
In Calabria aumentano gli omicidi, gli atti intimidatori e le estorsioni e con sincerità non so come sia stato applicato il PON Sicurezza, quanti e come siano stati spesi i relativi finanziamenti e quali siano i risultati conseguiti; né riesco a verificare la bontà e l’utilità dei numerosi Protocolli per la Legalità approvati dalle varie Istituzioni.
Il Governo Nazionale non può più ignorare la situazione emergenziale calabrese e non può esimersi dal prevedere un adeguato controllo del territorio per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, senza la quale non può che aumentare in loro preoccupazione e paura, che sono alla base della preoccupante omertà, humus vitale per la crescita potenziale della ‘ndrangheta.

On. Angela Napoli

Roma, 19 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

Considerazioni personali

E’ proprio vero: in politica non pagano certamente serietà, impegno, militanza e passione. O ci si comporta da “cavalier serventi”, abbassando la testa sempre e comunque, anche quando si è consapevoli di non fare l’interesse dei cittadini, o si viene isolati.
Forse avrei dovuto aspettarmelo, ma ho sperato che nei vertici di Alleanza Nazionale prevalesse quella “meritocrazia” tanto sbandierata nelle piazze e in televisione, durante l’ultima campagna elettorale. Ritenevo che essere risultata prima parlamentare per attività svolta nella scorsa legislatura, aver mantenuto tale primato nei primi mesi della corrente legislatura, aver fatto il mio dovere cercando di portare alto il vessillo della Calabria, aver fatto prevalere l’appartenenza politica e, soprattutto, aver rischiato e continuare a rischiare la vita, avrebbe giustificato qualche premio.
Ed invece nulla: Alleanza Nazionale non mi ha considerata degna né di un posto di Governo, tantomeno di incarico in qualche Commissione, permanente o bicamerale.
So bene che qualcuno (e potrei fare i nomi consegnando la busta ad un notaio!) potrebbe ritenere la mia lamentela del tutto ingiustificata, vista la mia “nomina” a Deputato nazionale per la quinta volta, ma so altrettanto bene che tanti non avrebbero potuto parlare se la mia fosse stata “elezione” e se, quindi, gli elettori mi avessero scelta. Ma domando: perché sono stati dati incarichi a chi è stato “nominato” per la prima volta e a chi non ha acquisito alcun merito sul “campo”? Perché, pur avendo il riconoscimento dei cittadini onesti della mia Calabria, i vertici di Alleanza Nazionale mi dicono che nessuno dei colleghi calabresi (e anche di questi potrei fare i nomi!) voleva che io diventassi componente della nuova Commissione parlamentare Antimafia?
Cari lettori del mio blog lasciate che io faccia pubblica ammenda per aver fatto politica in favore dei giusti e degli indifesi, per aver sempre agito ritenendo che la lotta alla criminalità organizzata e al malaffare non ha colore politico, per essere stata dalla parte di quella Magistratura calabrese che ha tentato di abbattere e punire il vigente sistema di corruzione, per non aver mai tentato di danneggiare il mio Partito, per aver osato fare “opposizione” degna di tale nome, per non aver fatto mai gli interessi personali. Dopo tale ammenda, cari visitatori, è bene che sappiate che non mi considero “pentita”, perché se tornassi indietro, mi comporterei nello stesso modo fino ad oggi.
Oggi si è infranto definitivamente il mio credo politico, non mi sento più parte integrante di Alleanza Nazionale, di quel Partito che è sempre stato nel mio cuore, di quel Partito che ha saputo darmi i Padri politici, di quel Partito con il quale ho condiviso gioie e dolori. Oggi non riesco e non posso più considerarmi parte integrante della grande famiglia di un Partito che non tiene in alcun conto la mia dedizione e la mia serietà, ma anzi osa definirmi “ingrata”.
Poiché non mi considero “stupida”, tantomeno “ingrata”, ma ritengo di possederedignità personale”, da oggi ho deciso di fare laseparata in casa”. Restituirò a Roma la tessera di Partito e rimarrò nel gruppo parlamentare PDL della Camera dei Deputati da indipendente. Darò il supporto ai lavori parlamentari valutando personalmente il voto caso per caso e continuerò, con maggiore tenacia, le battaglie contro la criminalità organizzata.
Dopo che il futuro congresso, sembra tra pochi mesi, sancirà la fine di Alleanza Nazionale, senza il mio voto, deciderò…………..

On. Angela Napoli

Roma, 18 novembre 2008

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venerdì 14 novembre 2008

L'interrogazione sulla discarica di Roccabernarda (KR)

Ai Ministri dell’ambiente, tutela del territorio e del mare
- Per sapere – premesso che:

- dopo oltre dieci anni dalla permanenza dell’emergenza ambientale, la Calabria continua a non essere dotata di adeguati depuratori, di una efficiente raccolta differenziata dei rifiuti, esiste un solo termovalorizzatore per la raccolta dei rifiuti dell’intera Regione, poche sono le discariche autorizzate: a fronte di ciò non è dato conoscere quale sia stata l’utilizzazione degli ingenti fondi, nazionali ed europei, inviati in tale settore;
- dal rapporto Ecomafia 2008 si rileva che i maggiori introiti delle ecomafie sono quelli provenienti dalla “Rifiuti Spa”, la holding del crimine che avvelena il territorio smaltendo illegalmente i rifiuti;
- il drammatico resoconto del prefetto Antonio Ruggiero, ex commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria, fatto il 26 febbraio 2007 alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, descrive la pesantezza della situazione ambientale in quella Regione;
- il Governo regionale della Calabria ha fatto poco o nulla nel settore, ma si è affrettato a chiedere, e ad ottenere dall’attuale Governo nazionale, la proroga dell’emergenza ambientale in quella Regione;
- la Regione Calabria, nonostante la necessità emergenziale, aggravata dalla chiusura di numerose discariche pubbliche e dell’impianto privato per rifiuti pericolosi di Crotone, quest’ultimo a causa della legittima applicazione della normativa antimafia, non si è premurata di provvedere all’ampliamento possibile di alcune discariche pubbliche, tantomeno ad individuare siti idonei alla costruzione di discariche nuove;
- nell’ambito del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, pubblicato nel novembre 2007, la Regione Calabria ha previsto la realizzazione di una discarica in Località Terrate Terratelle, nel Comune di Roccabernarda (KR);
- nel febbraio 2007 la ditta Danieco s.r.l., con sede in Roccabernarda, ha richiesto la pronuncia di compatibilità ambientale (non ottenuta) per la realizzazione in Località Terrate Terratelle di una discarica per rifiuti pericolosi;
- nel febbraio 2008 la ditta Enerambiente S.p.a., con sede in Malcontenta (Ve), ha richiesto la pronuncia di compatibilità ambientale per la realizzazione, sempre in Località Terrate Terratelle, di una discarica per rifiuti urbani assimilati non pericolosi;
- da un articolo, pubblicato sul “Quotidiano della Calabria” il 17 ottobre 2008, si apprende che fogli di mappa e particelle dei due progetti (Danieco s.r.l. ed Enerambiente S.p.a.) coincidono, ma soprattutto che due soci della Danieco s.r.l. sono fratelli di un funzionario, Nicola Daniele, che lavora presso il Commissariato per l’emergenza ambientale della Calabria;
- nonostante le ripetute osservazioni dei limitrofi Comuni di Roccabernarda e di Cutro, nonché della Provincia di Crotone, in merito all’incompatibilità dettata da norme ed all’incompatibilità con i vincoli ambientali – tra le altre il divieto di realizzare nuove discariche in ZPS, come quella del “Marchesato e fiume Neto” nella quale ricadrebbe la discarica – il Nucleo di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in data 6 agosto 2008, ha espresso parere favorevole;
- in data 25 settembre 2008, il Dipartimento delle Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria ha preso atto del giudizio favorevole espresso dal VIA;
- a seguito di tale decisione i Comuni di Roccabernarda e di Cutro, i cittadini tutti ed i Comitati, appositamente costituiti, hanno assunto una giusta e decisa posizione contraria alla realizzazione di una discarica che, da progetto, dovrebbe avere un’estensione pari a 87.320 mq. Ed una capacità di abbanco pari a 910.000 mc., nonostante sia definita “discarica di servizio”;
- lo stesso Assessore regionale all’Ambiente, in una pubblica intervista ha chiesto l’intervento della Magistratura per far luce sull’intera vicenda;
- durante la Conferenza di Servizi, convocata il 23 ottobre 2008, nelle more della procedura per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), l’ingegnere rappresentante dell’Amministrazione Provinciale di Crotone, ha rilevato inquietanti discordanze con il progetto presentato in VIA, rispetto al quale sarebbero state inserite diverse tipologie di rifiuti pericolosi che non possono certamente fare parte delle tipologie di rifiuti non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani;
- ad avviso dell’interrogante, il tutto crea inquietanti perplessità circa la trasparenza del progetto in questione e l’intera gestione della questione da parte dei soggetti incaricati;
- anche l’ASP di Crotone ha prodotto parere negativo osservando che il sito individuato per la discarica è ubicato in un’area agricola all’interno della ZPS denominata “Marchesato e fiume Neto”, in un impluvio a monte dei pozzi di approviggionamento idrico ad uso potabile a servizio di diversi comuni e che confina con insediamenti produttivi agricoli di particolare pregio;
- ricordando che la recente operazione “ Black Mountains “ ha evidenziato il pericolo che le scorie della ex Pertusola di Crotone hanno portato all’intero territorio, l’interrogante sente il dovere di evidenziare che l’intera provincia, da anni, riceve i rifiuti da tutto il Nord della Calabria, in aperta violazione delle norme comunitarie e dello stesso Piano Regionale dei Rifiuti che prevedono l’apertura di discariche in ogni Ambito Territoriale Ottimale (ATO), ma che a tutt’oggi, non risultano aperte;
- la costruzione della discarica di Terrate Terratelle di Roccabernarda, aggraverebbe la già pesante situazione ambientale di quel territorio:
- se non ritenga necessario ed urgente monitorare gli ultimi interventi del Commissario per l’emergenza ambientale in Calabria;
- quali urgenti interventi intenda assumere per impedire la costruzione della discarica di Roccabernarda e per incitare la Regione Calabria ad attuare un Piano Regionale dei Rifiuti che possa evitare di portare quella Regione a situazioni ambientali assimilabili a quelli vissuti dalla Regione Campania.
On. Angela Napoli


Roma, 13 novembre 2008

mercoledì 12 novembre 2008

Dimissioni Spaziante: continua il "film"sulla Sanità in Calabria

Come da copione! Continua la registrazione del film che la Giunta regionale calabrese sta girando da qualche mese sul tema della sanità! Le dimissioni dell’assessore alla salute, Vincenzo Spaziante, erano nell’aria, così come era nell’aria l’assunzione dell’incarico, da parte dello stesso, di Commissario per l’emergenza socio – sanitaria della Regione Calabria. Il tutto nel mentre la Regione sta per essere commissariata a causa dell’enorme disavanzo proprio nel settore sanità.
E pensare che il Governatore Loiero ha appena richiamato tutti sulla necessità di eliminare gli sprechi, al punto tale che gli ammalati della Piana di Gioia Tauro stanno per essere costretti a mettere i loro letti di degenza in mezzo alla strada!
Ma certamente il Presidente Loiero dirà a tutti degenti ed a tutti i cittadini calabresi che sono costretti a prendere “il treno della speranza”, quale sarà lo stipendio mensile del dottore Spaziante nel nuovo incarico e quanto tale stipendio si discosti da quello di assessore regionale.

On. Angela Napoli

Roma, 12 novembre 2008

Scorie tossiche: è necessario indagare anche su Cassano allo Jonio

Trovo più che giustificata la protesta lanciata dal Sindaco di Cassano allo Jonio per l’esclusione del territorio di quel Comune dall’indagine parlamentare sulle scorie tossiche crotonesi.
Con molta probabilità tra alcuni dei senatori che hanno proposto gli ambiti di indagine sulle scorie della ex Pertusola di Crotone, si disconosce il “ Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale” che con legge n. 468/2001 ha inserito, tra i siti da bonificare, proprio “ Crotone – Cassano e Cerchiara” .
Il territorio di Cassano è stato inserito, nell’ambito della perimetrazione del citato sito, proprio perché area sottoposta a sequestro, riconducibile alla stessa tipologia d’intervento per la presenza di rifiuti industriali prodotti dalla Pertusola di Crotone, in particolare ferriti di zinco e cromo.
D’altra parte vorrei ricordare che già nel 1998 si è vociferato di tonnellate di rifiuti tossici che, provenienti dalla Pertusola di Crotone e destinati in Sardegna, sarebbero stati sotterrati proprio nelle campagne del Cassanese.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 12 novembre 2008

martedì 11 novembre 2008

La Gazzetta del Sud: l'insediamento della Commissione Antimafia

Si insedia la nuova commissione parlamentare che in questa legislatura avrà un campo d'inchiesta più ampio

Antimafia, Angela Napoli propone un testo unico


Teresa Munari

ROMA
È convocata per oggi pomeriggio alle 15 a Palazzo San Macuto la prima seduta della Commissione Parlamentare Antimafia della sedicesima legislatura con all'ordine del giorno l'elezione del presidente, dei due vice e dei due segretari.
Sul presidente sembrano escluse le sorprese: il candidato della maggioranza è Beppe Pisanu. Per i due vice presidenti invece si parla di due siciliani : Fabio Granata (An) e Giuseppe Lumia (Pd). Per i segretari invece in quota Lega spicca Carolina Lussana, vice presidente della Commissione Giustizia e moglie del deputato calabrese Pino Galati, mentre per l'opposizione fra Pd, Udc e Idv potrebbe spuntarla il partito di Di Pietro con il senatore calabrese Luigi Li Gotti.
Come è ormai consuetudine all'inizio di ogni legislatura, viene istituita con legge ad hoc una Commissione d'inchiesta sulla mafia e la criminalità organizzata, ma questa volta la denominazione stessa è cambiata allo scopo di allargare l'attività d'inchiesta, propria della commissione, alle associazioni criminali, anche straniere, presenti e operanti sul territorio nazionale. Il comma 3 dell'art. 1 amplia infatti i poteri dell'organismo bicamerale, anche alle associazioni criminali comunque denominate, alle mafie straniere e alle organizzazioni di natura transazionale, mentre l'attività viene allargata a tutti i raggruppamenti criminali con le caratteristiche di cui all'art. 416 bis del codice penale che siano comunque pericolose per i cittadini.
Per quanto riguarda i compiti della Commissione sono ribaditi gli ambiti di attività assegnati all'organismo bicamerale nella scorsa legislatura, dando tuttavia maggior rilievo all'attività di indagine in ambito internazionale e rafforzando l'attività conoscitiva nei confronti dei processi di internazionalizzazione delle organizzazioni criminali. Firmatari Angela Napoli (An) e Giuseppe Lumia ( Pd) la loro proposta ha ottenuto l'unanimità anche sulla possibilità di incrementare «l'attività d'indagine del rapporto mafia e politica, e in particolare nel processo di selezione e formazione delle candidature nelle assemblee elettive».
«In sostanza – precisa il sen. Lumia raggiunto al telefono da "Gazzetta del Sud" – così come prescrive il testo la Commissione potrà utilizzare fino in fondo il suo potere di inchiesta e dovrà dunque essere più forte nell'indirizzo legislativo. La nostra legge ha infatti rafforzato questa possibilità. Adesso si tratta di lavorare su due binari approfondendo per un verso il rapporto mafie-economia e per un altro mafie e politica. Particolare attenzione sarà infatti destinata ai risvolti economico-finanziari e ai profili economico-sociali dei fenomeni mafiosi».
Secondo l'on. Angela Napoli, «alla luce dell'evidente radicamento della 'ndrangheta a livello nazionale ed internazionale, il lavoro della nuova Commissione non potrà non assumere come documento di base proprio la relazione sulla 'ndrangheta approvata nella scorsa legislatura. Così come bisognerà approfondire la presenza della camorra, fenomeno in piena escalation, ma soprattutto sarà bene che la Commissione si impegni per arrivare a definire un testo unico sulla normativa antimafia, in modo da imprimere maggiore incisività alla legislazione vigente, ancora troppo frastagliata e con norme spesso scollegate fra loro che ritardano i criteri investigativi».
«Mi riferisco – spiega ancora la Napoli – alla necessità di mettere in sinergia, appunto con un testo unico, le norme sulla confisca dei beni, quelle sul riciclaggio, le altre relative al 41 bis, al patteggiamento allargato, le leggi sugli appalti e sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Ma la Commissione potrà arrivare solo fino ad un certo punto: sarà nostro compito portare a termine uno studio recuperando appieno il ruolo propositivo, ma l'ultima parola toccherà comunque al Parlamento».

L'interrogazione sulla fuga del boss Farao

Al Ministro della Giustizia
– Per sapere – Premesso che:

- la cattura dei latitanti è una priorità per il contrasto alla criminalità organizzata;

- dietro ogni cattura di un latitante ci sono impegni, professionalità, capacità investigative e sacrifici delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, che, a volte, durano anche per anni;

- il 4 novembre 2008, i Carabinieri di Crotone hanno catturato, dopo 14 mesi di latitanza, Silvio Farao, boss appartenente al clan Farao- Marincola di Cirò (KR);

- dopo la cattura, per il Farao sono stati disposti gli arresti domiciliari per scontare il provvedimento restrittivo;

- dopo solo una settimana dalla cattura, i Carabinieri durante un controllo, sono stati costretti a prendere atto della fuga del Farao dal suo domicilio;

- è bene ricordare che sul boss Silvio Farao pende una condanna all’ergastolo, con sentenza di primo grado, per omicidio;

- il Farao era già evaso, sempre dai domiciliari, nel mese di settembre dello scorso anno;

- la rinnovata latitanza di Silvio Farao è davvero preoccupante essendo il clan omonimo uno dei più potenti della Calabria:

- se non ritenga necessario ed urgente modificare la normativa vigente al fine di prevedere il provvedimento restrittivo in carcere per i boss della criminalità organizzata, subito dopo la condanna in primo grado.

On. Angela NAPOLI

Roma 11 novembre 2008

giovedì 6 novembre 2008

La risposta del Ministro Alfano all'interrogazione sugli organici giudiziari in Calabria

Per quanto attiene all'invocato incremento dell' organico del personale di magistratura si evidenzia che le esigenze operative degli uffici requirenti compresi nella regione Calabria sono già state oggetto di positiva valutazione in occasione degli interventi di ripartizione delle 546 unità di magistrato recate in aumento dalla legge 48/2001, realizzati con DD.MM 23.1.2003,7.4.2005 e 8.4.2008.
Con i provvedimenti citati sono stati complessivamente disposti seguenti aumenti: un magistrato distrettuale requirente presso la Procura Generale di Catanzaro; due sostituti procuratori presso la Procura della Repubblica di Catanzaro; un sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Paola; un magistrato distrettuale requirente presso la Procura Generale di Reggio Calabria; due sostituti procuratori presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
Si segnala inoltre che, con D.M. 4 settembre 2007, a seguito di specifica richiesta del responsabile dell 'ufficio, si è altresì provveduto ad istituire nell' ambito della pianta organica della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria un ulteriore posto di procuratore aggiunto mediante contestuale soppressione di un posto di sostituto procuratore.
Si evidenzia altresì che per effetto della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per l'anno 2008), il ruolo organico della magistratura è stato ulteriormente ampliato in ragione di 42 unità che verranno anch'esse distribuite tra gli uffici giudiziari secondo i medesimi criteri già seguiti nelle precedenti occasioni, improntati a realizzare un riequilibrio dei carichi di lavoro sulla scorta dei valori medi rilevati con riferimento ai procedimenti sopravvenuti per unità di magistrato.
In tale contesto, eventuali ulteriori esigenze di incremento delle risorse organiche del personale di magistratura della Regione in esame saranno tenute in debita considerazione nell' ambito delle necessarie valutazioni comparative.
Per entrare ora nel dettaglio degli organici togati della regione si riferiscono i dati comunicati dal competente Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria.
L'organico magistratuale togato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria (composto, oltre al Capo dell 'Ufficio, da tre Procuratori Aggiunti presso il Tribunale e da 24 Sostituti Procuratori della Repubblica) presenta, allo stato, la vacanza dei tre predetti posti di Procuratore Aggiunto (vacanze pubblicate dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 11046 del 2 maggio 2008).
L'organico magistratuale togato del Tribunale di Reggio Calabria (composto, oltre al Capo dell 'Ufficio, da 6 Presidenti di sezione e 41 giudici, 4 dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta invece la vacanza di tre dei predetti sei posti di Presidente di Sezione (vacanze pubblicate dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 11046 del 2 maggio 2008).
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi (il cui organico magistratuale togato risulta composto, oltre al Capo dell’ Ufficio, da un Procuratore Aggiunto presso il Tribunale e da 10 Sostituti Procuratori della Repubblica) presenta altresì la vacanza del posto di Procuratore della Repubblica (pubblicato con telex n. 21248 dello agosto 2008), del posto di Procuratore Aggiunto presso il Tribunale (pubblicato con telex n. 11046 del 2 maggio 2008), nonché di 4 dei predetti posti di Sostituto Procuratore (tutti pubblicati dal C.S.M. con telex n. 14972 del 9 giugno 2008).
L'organico magistratuale togato del Tribunale di Palmi (composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da 3 Presidenti di sezione e 27 giudici) presenta la vacanza di sette dei predetti posti di giudice (tre dei quali risultano pubblicati dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 12945 del 25 maggio 2007).
L'organico togato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (composto dal Procuratore della Repubblica e da 8 Sostituti Procuratori della Repubblica) risulta attualmente vacante di 2 unità di Sostituto Procuratore (entrambe pubblicate con telex n. 14972 del 9 giugno 2008).
L'organico magistratuale togato del Tribunale di Locri (composto, oltre al suo Presidente, da 3 Presidenti di sezione e 23 giudici, 3 dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta la attuale vacanza di uno dei predetti posti di Presidente di sezione, nonché di tre posti di giudice (uno dei quali pubblicato dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 12945 del 25 maggio 2007).
Quanto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro (il cui organico togato è composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da due Procuratori Aggiunti presso il Tribunale e da 18 Sostituti Procuratori della Repubblica), essa presenta, allo stato, la vacanza di una delle figure di Procuratore Aggiunto (vacanza pubblicata con telex n. 11046 del 2 maggio 2008), nonchè di 6 unità di Sostituto Procuratore (anch'esse pubblicate con telex consiliari del 25 maggio 2007 e 9 giugno 2008).
La situazione organica del personale di magistratura togata del Tribunale di Catanzaro (comprensiva, oltre alla figura del Capo dell'Ufficio, di 5 Presidenti di sezione e di 34 giudici, due dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta, invece, la vacanza di 5 dei 34 predetti posti di giudice di cui attualmente l'Ufficio è dotato (ma non ancora pubblicati dal Consiglio Superiore della Magistratura).
L'organico magistratuale togato delle Procure della Repubblica presso Tribunali di Crotone e di Vibo Valentia (ciascuno composto dal Procuratore della Repubblica e da 6 Sostituti Procuratori della Repubblica) presenta, in ciascuno dei due uffici, la vacanza di uno dei predetti posti di Sostituto Procuratore (pubblicati, dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 14972 del 9 giugno 2008).
L'organico magistratuale togato del Tribunale di Crotone (composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da un Presidente di sezione e 20 giudici, due dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta, allo stato, la vacanza del posto di Presidente di sezione, nonchè di 6 degli anzidetti 20 posti di giudice (uno dei quali risulta pubblicato dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 12945 in data 25 maggio 2007).
L'organico magistratuale togato del Tribunale di Vibo Valentia (composto dal Capo dell'Ufficio, da un Presidente di sezione e 17 giudici, due dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta la vacanza del posto di Presidente del Tribunale (pubblicato con telex n. 10140 del 18 aprile 2008), nonchè di 8 degli anzidetti 20 posti di giudice (uno dei quali risulta pubblicato dal Consiglio Superiore della Magistratura con telex n. 12945 in data 25 maggio 2007).
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rossano (il cui organico magistratuale togato risulta composto dal Capo dell'Ufficio e da 4 Sostituti Procuratori della Repubblica) presenta invece la vacanza di uno dei predetti posti di Sostituto Procuratore (pubblicato dal C.S.M. con il citato telex n. 14972 del 9 giugno 2008).
L'organico magistratuale togato del Tribunale di Rossano (composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da un Presidente di sezione e da 11 giudici, uno dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta invece la vacanza del posto di Presidente del Tribunale e del posto di Presidente di sezione (non ancora pubblicati dal Consiglio Superiore della Magistratura).
Riguardo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola (il cui organico togato è composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da 6 Sostituti Procuratori della Repubblica), si precisa che essa presenta la attuale vacanza di 2 unità di Sostituto Procuratore (una delle quali vacanze risulta pubblicata con telex n. 14972 del 9 giugno 2008).
L'organico togato del Tribunale di Paola (composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da un Presidente di sezione e da 15 giudici, uno dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta altresì la vacanza del posto di Presidente del Tribunale e di uno dei posti di giudice (non ancora pubblicati dal Consiglio Superiore della Magistratura).
L'organico magistratuale togato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza (composto, oltre al Capo dell'Ufficio, da un Procuratore Aggiunto presso il Tribunale e da 12 Sostituti Procuratori della Repubblica) presenta, infine, la vacanza del posto di Procuratore Aggiunto (pubblicato con telex n. 11046 del 2 maggio 2008), nonchè di una delle predette unità di Sostituto Procuratore (anch'essa pubblicata dal Consiglio Superiore con telex n. 14972 del 9 giugno 2008).
L’organico magistratuale togato del Tribunale di Cosenza (composto, oltre al Capo Ufficio, da 5 Presidenti di sezione e da 30 giudici, 5 dei quali con funzioni di giudice del lavoro) presenta, da ultimo, la vacanza di 3 posti di Presidente di sezione (non ancora pubblicati dal consiglio Superiore della Magistratura).
Si fa presente che proprio per sopperire al problema della scopertura dell' organico nelle sedi disagiate, su proposta del Ministro della giustizia è stato emanato il decreto legge n. 143 del 16.9.2008, recante "Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario ". Il DL, già approvato dal Senato ed attualmente all'esame della Camera, introduce un regime di benefici (economici e di carriera) finalizzato a incentivare il trasferimento dei magistrati con anzianità ed esperienza nelle sedi disagiate alle quali, sulla base delle nuove disposizioni sull' ordinamento giudiziario, non possono essere destinati i magistrati di prima nomina.

IL MINISTRO
Angelino Alfano

mercoledì 5 novembre 2008

L'interrogazione sulla Criminalità a Lamezia Terme e sugli attentati ai Politici

Ai Ministri dell’Interno e della Giustizia
– Per sapere – premesso che:

- Lamezia Terme, terza città della Calabria, negli anni, è stata costretta a registrare una inquietante presenza di cosche della ‘ndrangheta che ha procurato, per ben due volte nello spazio di dieci anni, lo scioglimento del civico consesso per infiltrazione mafiosa (1991 e 2002), numerosi delitti, anche “eccellenti”, inarrestabili atti intimidatori contro uomini politici, imprenditori, esercizi commerciali e professionisti vari;
- la città vive anche sotto la cappa del racket e dell’usura;
- la sera del 30 ottobre 2008 ignoti hanno sparato alcuni colpi di pistola contro l’abitazione del consigliere e segretario regionale dell’UDC, Francesco Talarico, a Lamezia Terme;
- la sera del 3 novembre 2008, quindi a distanza di soli quattro giorni, è stato fatto esplodere un ordigno, collocato sotto un portico al piano terra della residenza estiva, sempre del segretario regionale, Francesco Talarico, in una località vicina a Lamezia Terme;
- sicuramente sulla gravità degli atti intimidatori citati è stata aperta un’indagine, al fine di individuare i responsabili e le motivazioni che si celano dietro tali attentati;
- tuttavia gran parte dei delitti avvenuti a Lamezia Terme sono rimasti impuniti, così come gli atti intimidatori fatti ai politici, interrogante compresa;
- gli esiti di indagini avviate nella città di Lamezia Terme sono svaniti nel nulla;
- gli scioglimenti dei Consigli comunali di Lamezia per infiltrazione mafiosa non sono stati seguiti da una coerente azione giudiziaria e della magistratura e conseguentemente ogni scioglimento dell’ente è stato accompagnato da atti di intimidazione anche sul versante del mondo della politica, sempre rimasti impuniti;
- ieri sera, 4 novembre 2008, sempre a Lamezia Terme, una bomba ha distrutto l’auto di un operaio, Stefano Piredda;
- è del tutto evidente che in questi giorni l’intera Città di Lamezia Terme è sotto choc ed è posta in gioco la sicurezza di tutti i cittadini:

- se non ritengano, alla luce dei gravi fatti che si stanno verificando a Lamezia Terme, di adottare adeguati provvedimenti per far accelerare la risoluzione delle indagini;
- quanti e quali sono stati negli ultimi dieci anni gli omicidi di stampo mafioso verificatisi nella città di Lamezia e per quanti e quali di questi sono stati individuati e condannati i colpevoli;
- quanti e quali sono stati negli ultimi dieci anni gli atti intimidatori verificatisi nella città di Lamezia a danno di uomini politici e per quanti e quali di questi sono stati individuati e condannati i colpevoli;
- quanti e quali sono stati negli ultimi dieci anni gli atti intimidatori verificatisi nella città di Lamezia a danno di imprenditori, professionisti, commercianti, agricoltori e per quanti e quali di questi sono stati individuati e condannati i colpevoli.

On. Angela Napoli

Roma, 05 novembre 2008