giovedì 18 dicembre 2008

Il Domani: l'intervista ad Angela Napoli

Angela Napoli: "Ripartiamo dalla questione morale"

La 'ndrangheta ormai è entrata nel sistema politico ed economico, servendosi anche della massoneria deviata

di Alessandro Caruso

Roma - "Questione morale? Serve una rivoluzione culturale". L'on. Angela Napoli, a distanza di poco tempo dagli ultimi avvenimenti che hanno riportato in auge il bisogno di buon governo, torna sul tema dell'integrità etica nella politica. A ciò si aggiunge il continuo allarme rappresentato dal fenomeno della 'ndrangheta, aggravato dalla collusione di alcune logge della massoneria deviata, per cui le istituzioni non possono permettersi di abbassare la guardia.

Che considerazioni si possono fare sulla scoperta delle trame che legano la 'ndrangheta alla gestione di importanti locali nel centro di Roma? Lei è rimasta sorpresa?
Sorpresa non direi. Le autorità inquirenti avevano già in passato evidenziato quest'attività di riciclaggio delle cosche della 'ndrangheta nel Lazio e nella capitale. Ricordo anche che circa due anni fa è stato sciolto il consiglio comunale di Nettuno (Rm) proprio per la presenza di alcune cosche calabresi. Più che sorpresa mi direi abbastanza perplessa per la lentezza con la quale sono avvenute le indagini, perché ciò ha dato loro il tempo di penetrare nel tessuto sociale ed economico.

In un recente intervento lei ha collegato le lungaggini delle inchieste anche a un'azione ostacolante di una certa massoneria deviata. In Calabria qual è il ruolo e l'importanza di queste logge?
La massoneria deviata ha un ruolo decisamente importante. Anche se ancora non ci sono interventi giudiziari che comprovano questa mia valutazione. Ci sono però delle indagini che evidenziano la nuova capacità degli uomini della'ndrangheta di inserirsi nella massoneria. Capacità che deriva dal fatto che essi sono più istruiti e preparati di quanto si possa pensare. Questa loro elevata caratura sociale li riveste di perbenismo. Quindi hanno avuto accesso alla massoneria all'interno della quale riescono a deviarne le attività, perchè è chiaro che esiste anche una massoneria legale e pulita e non va fatta confusione tra le due cose. Tuttavia questo resta un aspetto su cui esiste una grande difficoltà di penetrazione. Nell'ultima relazione della Commissione antimafia nella scorsa legislatura, il capitolo sulla massoneria deviata era molto succinto proprio per questo.

I cittadini calabresi come stanno reagendo al fenomeno 'ndrangheta e come la sua Commissione si aspetta che reagiscano?
In Calabria per molto tempo c'è stata una sottovalutazione della potenzialità della 'ndrangheta, perchè era considerata un'organizzazione criminale "stracciona" e non si è dato peso alla sua capacità rigenerativa. Le reazioni a ciò sono state troppo tardive. Bisogna riconoscere che c'è un'attività di contrasto di cui però va dato merito solo alle forze dell'ordine e a una parte della magistratura calabrese. Non ho visto l'adeguata reazione del mondo politico, del mondo imprenditoriale e di una buona parte della società civile.

Le inchieste Poseidone, Perseus, Why Not hanno fatto pensare che il malgoverno fosse una prerogativa solo del Meridione. Lunedi scorso, poi, è stato arrestato il sindaco di Pescara accusato anche di associazione a delinquere. Nella stessa regione, mesi prima, il governatore Del Turco si era dovuto dimettere perchè arrestato a sua volta. La questione morale è diventata un'esigenza nazionale?
Non solo. Oggi ci accorgiamo che anche a sinistra, dove per anni si è relegata questa malformazione solo alla controparte, vi è questa necessità. Ma non servono solo le leggi di contrasto. Sono necessarie ma non sufficienti. Serve una rivoluzione culturale e un'acquisizione di coscienza morale ed etica da parte di chi amministra la cosa pubblica. Si pensi alle modalità di utilizzo dei tanti fondi che in passato sono stati elargiti per favorire lo sviluppo della nostra regione. Molti di questi soldi non si sa che fine abbiano fatto. Il commissariamento dell'emergenza ambientale ne è un esempio. Sono arrivati ottocento milioni di euro ma in Calabria non c'è ancora un depuratore degno di questo nome.

Tra le cause della sua uscita da An c'è anche lo scetticismo verso il processo di formazione del Partito della Libertà. Come sta vivendo questi ultimi mesi prima del congresso di marzo?
I metodi di questo passaggio non mi convincono. Disapprovo la nascita del PdL per quote. Credo nella necessità della creazione di un nuovo partito, ma sulla base di un programma e di valori che dovrebbero servire come punto di riferimento e An avrebbe dovuto far pesare di più la sua scorta di valori e progetti politici che ne caratterizzano l'identità. Tutto ciò non è avvenuto.

Ma se si seguiranno le quote lei dove rientrerà?
Per il momento sono indipendente ma all'interno del gruppo parlamentare del partito nelle liste del quale sono stata eletta dai cittadini.

Le elezioni regionali la potrebbero riportare in Calabria?
No, ma sicuramente mi riporterà in Calabria il momento elettorale per condividere la necessità che ha la regione di cambiare davvero. Questo cambiamento può venire soltanto dal centrodestra, dal momento che la giunta Loiero ha dimostrato il fallimento sotto tutti i punti di vista. Personalmente non nascondo che ho già individuato la persona sulla quale puntare che è Giuseppe Scopelliti, il sindaco di Reggio, il quale sta dimostrando di saper amministrare bene la città; credo sia la persona ideale per imprimere la svolta di cui la nostra terra ha bisogno.

2 commenti:

Domenico Barbieri ha detto...

Onorevole, crede che sia possibile instaurare un principio meritocratico all'interno del nascituro PDL, attraverso il ripristino delle preferenze e/o lo svolgimento di serie primarie svolte ad ogni livello del nuovo partito? So che il senatore Guzzanti sta cercando di contattare e raggruppare tutte le forze per spingere in questa direzione.

Angela Napoli ha detto...

Gentile Barbieri,
non credo proprio che il nuovo PDL potrà arrivare a scelte meritocratiche, se è vero come è vero che il Sottosegretario all'Interno, sen. Nitto Palma, ha addirittura proposto l'abolizione delle preferenze nella legge elettorale regionale in Calabria, dove oggi, risulta inquisita oltre la metà dei componenti dell'intero Consiglio di quella Regione.
on. Angela Napoli