mercoledì 30 gennaio 2008

Necessaria una Legge per punire il VOTO DI SCAMBIO mafia - politica

L’allarmante relazione della Direzionale Nazionale Antimafia che evidenzia le collusioni esistenti nel Mezzogiorno d’Italia tra criminalità organizzata e politici, impone una presa di coscienza da parte del legislatore.
La relazione dimostra che oggi siamo di fronte, in particolar modo nella realtà calabrese, ad una situazione che ha già causato e può continuare a causare effetti devastanti, si pensi al delitto Fortugno, per la vita dei cittadini e delle stesse Istituzioni.
Non v’è dubbio che le notizie giudiziarie dell’ultimo mese che hanno investito la Campania, la Sicilia e la Calabria, conclamate dalla relazione della DNA, abbattono la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e nel mondo politico in generale.
Occorre, pertanto, un percorso di legalità che abbia come punto di partenza la moralizzazione della politica ed iniziative legislative utili ad abbattere quel “patto scellerato e perverso” tra mafia e politica che nasce, quasi sempre, durante le campagne elettorali. In tal senso ritengo indispensabile l’approvazione della proposta di legge “Lazzati”, concernente il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione, da me ripresentata alla Camera dei Deputati nel maggio 2006, e che impedisce in concreto l’intreccio perverso che, proprio nel momento elettorale, si realizza tra potere mafioso e uomini politici, con effetti devastanti sulle Istituzioni e sulla loro credibilità. La citata proposta legislativa, prevedendo l’intervento tempestivo e funzionale a Magistratura e Forze dell’Ordine, nel momento dell’acquisizione del consenso elettorale, diverrebbe più efficiente dell’attuale normativa sul voto di scambio. Per colpire efficacemente l’accordo tra malavitoso e politico ed impedire ogni possibile condizionamento delle Istituzioni, la proposta di legge “Lazzati” prevede la stessa sanzione per il sorvegliato speciale e per il candidato che fa ricorso a tale aiuto elettorale. Solo così sarebbe possibile recidere alle origini ed in maniera concreta l’intreccio delinquenza-politica e malaffare, bonificando ed immunizzando dalle infiltrazioni della mafia le Amministrazioni e le Istituzioni pubbliche

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma, 30 Gennaio 2008

lunedì 28 gennaio 2008

"ONORATA SANITA' ": Loiero si dimetta!!!

L’operazione “Onorata Sanità” ha oggi infranto una parte della holding politico-mafiosa che coinvolge la sanità calabrese. Gli interessi che la ‘ndrangheta ha sempre avuto nel settore della sanità regionale sono stati per troppo tempo sottovalutati, il chè ha consentito numerose ascese politiche utili a garantire il dilagare del malaffare che regna in Calabria. I numerosi trasformismi politici che caratterizzano continuamente la nostra Regione, persino con la costituzione di nuovi Partiti, sono proprio dimostrativi di come determinate posizioni elettive debbano essere ad ogni costo mantenute per gestire gli affari privati e della ‘ndrangheta.
Finalmente la capacità investigativa dei Carabinieri e la tenacia dei Magistrati della DDA di Reggio Calabria hanno fatto emergere quanto, ancora nei giorni scorsi, ha contribuito a far rimbalzare negativamente questa Regione sulle cronache nazionali.
E’ bene ricordare che il dottor Pietro Morabito, coinvolto nell’operazione “Onorata Sanità”, è stato nominato, dall’attuale Giunta Regionale, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il 9 gennaio 2008, peraltro unico dei cinque Commissari delle ASP ad essere confermato al suo posto, nonostante lo stato di emergenza socio-sanitaria decretato per la Calabria dal Consiglio dei Ministri.
Mi auguro che questa operazione rappresenti solo l’inizio dell’abbattimento di un sistema clientelare, affaristico e di comprovata connivenza politico-mafiosa nel delicato settore sanitario e che possa emergere, al più presto, l’intera verità sull’omicidio Fortugno.
Alla Giunta Regionale calabrese non può che chiedersi a questo punto un atto di responsabilità rimettendo il mandato elettorale nelle mani dei cittadini.
On. Angela Napoli

Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 28 gennaio 2008

mercoledì 23 gennaio 2008

Interrogazione sul raddoppio del TERMOVALORIZZATORE di Gioia Tauro

Ai ministri dell’interno, dell’ambiente e della tutela del territorio, della salute, dell’economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie locali – Per sapere – Premesso che: sabato 22 dicembre 2007, indetta dal Movimento per la Difesa del Territorio, si è svolta, nella Piana di Gioia Tauro, una grande manifestazione contro il raddoppio del termovalorizzatore in quel territorio; fin dalla scorsa legislatura l’interrogante aveva denunziato la preoccupante situazione ambientale che si sarebbe venuta a creare nella Piana di Gioia Tauro con la paventata costruzione di ben tre impianti di centrali termoelettriche a metano e la costruzione del termovalorizzatore per i rifiuti; nel marzo del 2002, nonostante i poteri conferiti al Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Calabria, è stato varato un Piano regionale dei rifiuti, da subito definito dalla stampa locale “fallimentare, pericoloso e nefasto per lo sviluppo agricolo”; il citato Piano regionale aveva previsto la costruzione di due termovalorizzatori, localizzati nella Piana di Gioia Tauro e nella provincia di Cosenza, che avrebbero dovuto distruggere i rifiuti, preventivamente differenziati nei nove impianti di preselezione previsti, prodotti da due milioni di calabresi; quanto sopra veniva confermato in un incontro svoltosi a Crotone il 9 luglio 2003, tra la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ed il commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria, del tempo; dal resoconto stenografico del citato incontro è emersa la difficoltà incontrata per la costruzione del termovalorizzatore della zona al nord della Calabria, per la contrarietà del Comune di Castrovillari ; difficoltà superata con la previsione del raddoppio di quello di Gioia Tauro; da subito quella decisione era apparsa come chiara volontà di far diventare Gioia Tauro la “pattumiera regionale” della Calabria; peraltro, quando venne assunta la decisione del raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro non erano ancora state effettuate le valutazioni dell’impatto ambientale che si sarebbe venuto a creare nella Piana di Gioia Tauro, a prevalente vocazione agricola, e la cui popolazione era già stata costretta, negli anni 80, ad insorgere per contrastare la costruzione di una centrale a carbone, proprio laddove oggi c’è l’importante porto; la proroga dello stato d’emergenza ambientale ha portato, nel luglio 2006, ad una sentenza della Corte Costituzionale che, in accoglimento del ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha dichiarato la illegittimità della legge della Regione Calabria, con la quale si prevedeva la sospensione della realizzazione del raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro; da allora non sono mai apparse chiare le posizioni assunte nel merito dalla Regione Calabria e dai Commissari succedutisi per l’emergenza ambientale, ed in alcuni momenti il tutto è apparso come un “palleggiamento” delle rispettive responsabilità; nel frattempo la Provincia di Reggio Calabria, i Sindaci dei Comuni del territorio della Piana, gli ambientalisti e tutte le organizzazioni Sindacali hanno deliberato contro il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro; la contrarietà e la preoccupazione sono cresciute sul territorio dopo la pubblicazione dello studio condotto dalla Regione Veneto congiuntamente con l’Istituto Oncologico Veneto, nel quale è stato “accertato scientificamente che la provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli inceneritori e che nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all’intensità dell’esposizione”; ciò nonostante la costruzione in Contrada Cicerna di Gioia Tauro del sito unico regionale per l’incenerimento dei rifiuti è andata avanti, nell’ambito dell’appalto di 73.889.263 euro aggiudicato alla Società T.E.C. (Termo Energia Calabria), subentrata, in circostanze mai chiarite pubblicamente, ad un raggruppamento temporaneo d’imprese di cui facevano parte anche le “cooperative rosse”e la “PianaImpianti”, impresa di Lamezia Terme coinvolta nell’inchiesta “Poseidone”; nel mese di luglio del 2007, la Giunta Regionale della Calabria aveva cercato di supportare il finanziamento alla Società TEC per la costruzione del raddoppio, ma la delibera è stata poi sospesa per le numerose proteste insorte; nonostante le persistenti criticità del settore, il 31 ottobre 2007 si è chiusa l’annosa fase ambientale in Calabria e dal 28 novembre 2007 è entrato in vigore il nuovo Piano regionale dei rifiuti, che diverrà a regime nel 2012; il nuovo Piano regionale dei rifiuti, per quanto riguarda la termovalorizzazione, conferma il solo raddoppio dell’impianto esistente a Gioia Tauro, da completare entro il 2009; nel frattempo la Regione Calabria, ad avviso dell’interrogante solo per prendere tempo, ha chiesto ed ottenuto dal Governo nazionale una commissione di scienziati che si pronunci, in una situazione di moratoria, sulla termovalorizzazione calabrese; contemporaneamente, secondo quanto previsto dal Piano regionale rifiuti, pubblicato sul B.U.R. Calabria del 14 novembre 2007, proseguirà la costruzione del raddoppio del termovalorizzatore, concessionario T.E.C. Spa, in area Industriale dell’A.S.I. di Gioia Tauro – Rosarno – San Ferdinando, in Contrada Cicerna; il tutto nel mentre, in assenza di un’adeguata raccolta differenziata, l’attuale e unico termovalorizzatore rischia già di non rispettare il protocollo di Kyoto; naturalmente a questo punto dovranno essere stanziati ulteriori finanziamenti a favore della Società T.E.C., per la quale rimane a tutt’oggi da chiarire i motivi che le hanno consentito di subentrare al raggruppamento iniziale e temporaneo d’imprese; nell’attuale periodo definito dagli esperti di possibile rinnovato stato di pre-emergenza ambientale in Calabria, la Giunta regionale ha deliberato di “accogliere la richiesta , formulata dalla Campania, di poter smaltire circa mille tonnellate di rifiuti urbani non pericolosi, che saranno distribuite equamente nelle discariche delle quattro province calabresi”; e corrono insistenti voci, riportate anche dalla stampa locale, secondo le quali si potrebbe verificare un “bliz” di autotreni campani pieni di spazzatura stagionata verso l’inceneritore di Gioia Tauro; l’interrogante segnala che nella Piana di Gioia Tauro è già in funzione dal 2005 il termovalorizzatore in questione, che brucia circa 120.000 tonnellate l’anno di rifiuti, e del quale si vorrebbero ultimare i lavori per il raddoppio; è stata da poco completata una centrale a turbogas da 800 MW nel territorio di Rizziconi; esiste un mega –elettrodotto da 380.000 KV; sono già stati approvati i progetti per altri due impianti per la produzione di energia elettrica e per il più grande rigassificatore tra quelli in via di realizzazione in Italia; il quadro sopra delineato dall’interrogante evidenzia, purtroppo, il tentativo di far divenire la Piana di Gioia Tauro la “pattumiera” della Calabria, contrastando decisamente quelle che sono le potenzialità di sviluppo di quel territorio:
- quali le risultanze della commissione scientifica governativa sulla termovalorizzazione in Calabria;
-se sono in atto indagini sulla Società T.E.C. (Termo Energia Calabria) per accertare l’iter attraverso il quale la stessa è divenuta appaltatrice dell’unico termovalorizzatore calabrese;
- se è stato valutato adeguatamente l’impatto ambientale che comporterebbe l’ultimazione del raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro;
- se non ritengano necessario ed urgente far rivisitare dalla Regione Calabria il nuovo Piano rifiuti, in modo da prevedere la costruzione di un secondo termovalorizzatore in altra area della Calabria;
- se corrispondono al vero le notizie in base alle quali starebbero per essere scaricati nel termovalorizzatore di Gioia Tauro autotreni e forse anche navi campane pieni di spazzatura stagionata e della cui natura , quindi non è dato conoscere.

On. Angela NAPOLI

Roma 23 gennaio 2008

martedì 22 gennaio 2008

L'ostinazione di PRODI e LOIERO: FINO A QUANDO?

Poche ore fa ho rivissuto, alla Camera dei Deputati, i momenti del 1998 quando Prodi, dopo soli 2 anni di Governo, è stato sfiduciato dall’incarico di Presidente del Consiglio. Allora fu Bertinotti, oggi Presidente della Camera, a far perdere a Prodi quello scranno, oggi è Mastella che tenta di farlo.
Ciò che ha creato in me maggiore imbarazzo è la minaccia con la quale Prodi ha evidenziato l’ostinazione nel voler mantenere un incarico che ha portato la nostra Italia alla deriva.
Dall’intervento mi è parso che Prodi viva decisamente fuori dal contesto sociale e non abbia la consapevolezza delle difficoltà attraversate dai cittadini italiani, molti dei quali stentano ad arrivare alla fine del mese e sono automaticamente costretti a ricorrere ai proibitivi prestiti bancari o all’usura praticata dalle organizzazioni criminali.
Da tale padre politico, Prodi, non può che discendere un figlio politico, Loiero, Presidente della Regione Calabria, il quale ostenta analoga spavalderia nel mantenere la sua poltrona.
La Calabria è in permanente stato emergenziale in tutti i settori; non esiste Ente immune da commissariamento; consociativismo, trasversalismo e trasformismo caratterizzano la vita dell’intera Regione.
Ma Loiero persiste nel non voler prendere atto della realtà e, soprattutto, nel non comprendere che i calabresi sono veramente stanchi.
Le ostinazioni di Prodi e Loiero alimentano quotidianamente la sfiducia dei cittadini ed il ricorso degli stessi all’antipolitica. Fino a quando?

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Roma 22 gennaio 2008

lunedì 21 gennaio 2008

Le congratulazioni alla Polizia per la risoluzione di un caso di "lupara bianca"

Desidero formulare vive congratulazioni per la nuova operazione di rilievo messa a segno, nella giornata di ieri 19 gennaio 2008, da parte della Squadra di Polizia Giudiziaria, guidata dal dr. Andrea Ludovico, del Commissariato P.S. di Taurianova (R.C.).
L’importante attività di indagine degli uomini della Polizia di Stato di Taurianova ha consentito di far luce su un caso di “lupara bianca” che ha coinvolto questa città nell’estate dello scorso anno. L’individuazione del presunto responsabile della scomparsa di Emanuele Borgese, dopo soli sei mesi dal grave avvenimento, evidenzia la valida capacità operativa messa in atto in un contesto regionale dove la quasi totalità dei numerosi casi di “lupara bianca” registrati, rimane impunita.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Nazionale Antimafia

Taurianova, 20 gennaio 2008

giovedì 17 gennaio 2008

Vicenda Mastella: la LEGGE è uguale per tutti!

Quanto avvenuto nella giornata di ieri ha davvero rappresentato una delle pagine peggiori scritte dalla politica italiana negli ultimi anni. E’ apparsa da subito di estrema gravità la notizia del coinvolgimento giudiziario della Presidente del Consiglio Regionale della Campania, ma quanto accaduto successivamente al lancio delle prime agenzie di stampa ha evidenziato più che mai l’inderogabile urgente necessità del richiamo all’eticità della politica.
Il ministro della Giustizia, sen. Clemente Mastella, coniuge della Presidente del Consiglio Regionale della Campania, ha amplificato ufficialmente le notizie in Parlamento diverse ore prima delle notifiche dei provvedimenti giudiziari in questione, ed il mondo politico (con qualche doveroso distinguo!) senza conoscere le motivazioni e le imputazioni che hanno portato alla emanazione degli stessi provvedimenti, si è affrettato ad esprimere al capo del Dicastero della Giustizia la solidarietà umana e politica. Tra i primi attestati di solidarietà, naturalmente! appaiono quelli del Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e quelli dell’intero gruppo regionale calabrese dell’UDEUR, partito politico dello stesso ministro Mastella, peraltro eletto senatore proprio in Calabria.
Soltanto nelle prime ore del pomeriggio di ieri sono stati notificati i provvedimenti giudiziari che hanno colpito, accanto alla Presidente del Consiglio Regionale della Campania, i massimi vertici dell’UDEUR di quella Regione e si è avuta, altresì, la notizia della contestazione di ben 7 reati, non di poco conto, allo stesso ministro della Giustizia.
Pur ritenendo condivisibili le solidarietà umane rivolte al ministro della Giustizia, sento di non ritenere altrettanto condivisibili quelle politiche, men che meno gli attestati espressi dal Presidente del Consiglio Prodi e dal Governatore della Calabria, Loiero.
Il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha parlato di “ un tessuto fatto di trame fitte, di connivenze e di complicità così forti tanto che molti Enti pubblici regionali e molti Enti locali campani hanno conformato le loro scelte non già improntando ogni valutazione al perseguimento di interessi pubblici, bensì asservendo il bene della cosa pubblica agli interessi di un gruppo ristretto di persone”. Le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere mi hanno richiamato situazioni identiche a quelle riscontrabili in diverse realtà della Calabria ed hanno confermato il convincimento che il mondo politico non ha assolutamente colto le motivazioni del radicamento dell’antipolitica che sta investendo la nostra Nazione.
Cos’altro dovrà accadere in Italia per far capire ai cittadini la verità della frase scritta in tutte le aule dei Tribunali: “La legge è uguale per tutti”.

On. Angela NAPOLI
Roma 17 gennaio 2008

mercoledì 16 gennaio 2008

Interrogazione sul CORECOM CALABRIA

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri delle Comunicazioni dell’Interno e della Giustizia -

Per sapere – Premesso che:

- con atto ispettivo n.4-05331 del 19 ottobre 2007, l’interrogante ha denunziato l’anomala e grave decisione assunta dal Consiglio regionale, in data 27 settembre 2007, con il commissariamento del CORECOM Calabria;
- con lo stesso atto ispettivo l’interrogante oltre a chiedere la verifica delle motivazioni che hanno portato al commissariamento di un organo regionale di controllo così importante, aggiungeva la valutazione circa l’opportunità di impugnazione, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della legge regionale n. 22 del 5 ottobre 2007, contenente appunto il provvedimento di decadenza ed il conseguente commissariamento del CORECOM Calabria;
- il CORECOM Calabria, istituito con legge regionale n. 2 del 22 gennaio 2001, è un organo funzionale dell’Agicom per la concessione dei benefici alle televisioni locali ai sensi della legge n. 448/98; concessione che dovrebbe essere definita nel rispetto della piena autonomia ed indipendenza dell’organo regionale in questione;
- tra i cinque componenti del CORECOM Calabria erano nati palesi contrasti in occasione della formulazione della graduatoria per la concessione dei benefici relativi all’anno 2005, poiché la stessa graduatoria era divenuta oggetto di una delibera, datata 16 luglio 2007, a firma del solo Presidente del tempo, ed in disaccordo con quanto deliberato dal Comitato in data 2 luglio 2007;
- la scelta del Presidente del tempo era subito apparsa ai quattro componenti del comitato come rispettosa di esigenze formulate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, durante una convocazione del 17 marzo 2007, piuttosto che della trasparenza rispetto alle documentazioni presentate;
- sulle ripetute violazioni commesse dal Presidente del Comitato del tempo, i quattro componenti dello stesso comitato hanno presentato più esposti alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sottolineando come lo stesso Presidente ed il dirigente della struttura abbiano omesso di denunziare alcuni rappresentati legali di imprese private per la violazione del DPR 445/2000, fornendo dichiarazioni false e mendaci;
- la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un inchiesta proprio relativamente a comportamenti omissivi nella gestione dei contributi alle televisioni locali;
- la decadenza ed il conseguente commissariamento del CORECOM Calabria, con l’assegnazione, peraltro, delle funzioni di delegato alla struttura del CORECOM Calabria, proprio allo stesso ex Presidente dell’organo ( non in possesso tra l’altro dei requisiti previsti dal DL.vo 165/2001) , appare chiaramente come provvedimento punitivo nei confronti dei componenti del CORECOM nonché poco garante per quanto riguarda l’erogazione dei fondi;
- la Presidente della Conferenza dei CORECOM Italiani ha censurato pesantemente l’iniziativa calabrese chiedendo formali spiegazioni, mai fornite, al Presidente del Consiglio regionale calabrese;
- non è la prima volta che il Consiglio regionale della Calabria, che presenta tra l’altro un elevato numero di suoi componenti inquisiti, interviene su organismi di controllo, quasi a dimostrazione di voler governare senza alcuna possibilità di contrasto o di legittima valutazione del proprio operato:
- se non ritengano necessario ed urgente verificare le motivazioni che hanno portato al commissariamento di un organo regionale di controllo così importante;
- se il citato commissariamento sia compatibile con la normativa nazionale vigente in materia;
- se l’erogazione dei benefici previsti dalla legge avvenuta sulla base di una graduatoria redatta dal solo Presidente dello stesso CORECOM sia avvenuta nel rispetto della normativa vigente e se siano stati salvaguardati solamente i diritti di tutte le emittenti che hanno provveduto a fornire relativa documentazione senza omissione alcuna.

On. Angela NAPOLI

Roma 10 gennaio 2008

martedì 15 gennaio 2008

Interrogazione sulle Elezioni amministrative 2007 di Sant'Onofrio (Vibo Valentia)

Al ministro dell’interno - Per sapere – Premesso che:

- l’interrogante in data 2 ottobre 2007 ha presentato l’atto ispettivo n. 4-05052 con il quale denunziava la necessità di avviare un adeguato controllo sui risultati registrati nelle elezioni amministrative svolte nel Comune di Sant’Onofrio (Vibo Valentia) il 27 e 28 maggio 2007;
- durante la verifica delle schede e dei verbali elettorali, disposta dal TAR di Catanzaro con sentenza parziale n. 1519707 del 5 ottobre 2007, avvenuta presso la Prefettura di Vibo Valentia, nelle sedute del 08, 20 e 29 novembre 2007, i verificatori sono stati costretti a registrare l’alterazione, nettamente emersa in sede istruttoria, dei plichi sigillati a custodia delle risultanze documentali;
- Il funzionario verificatore ha accertato la grave lesione dell’integrità sia della busta contenente le schede elettorali sia di quella contenente i verbali descrittivi delle operazioni di scrutinio, che incidono profondamente sulla loro regolarità;
- tutti gli accertamenti istruttori costituiscono il riscontro inconfutabile della violazione degli adempimenti finalizzati a garantire l’integrità e la veridicità del materiale elettorale nonché l’attendibilità di un’ eventuale verifica post-elettorale;
- quanto emerso dalla verifica richiesta dal TAR di Catanzaro supporta senza dubbio il ricorso dei candidati della lista n. 1 di Sant’Onofrio, i quali avevano denunziato la pluralità di vizi che hanno caratterizzato la tornata elettorale amministrativa in quel Comune del 27 e 28 maggio 2007 e che sono stati di fatto lesivi proprio dei candidati di quella lista:
- se non ritenga necessario ed urgente, di fronte ad un quadro contrassegnato dalla diffusa violazione delle regole che governano un qualsiasi procedimento elettorale ed a tutela delle superiori scelte politiche dei cittadini, di dover avviare le procedure per l’annullamento delle elezioni amministrative svolte il 27 e 28 maggio 2007 nel Comune di Sant’Onofrio.

On. Angela NAPOLI

Roma 08 gennaio 2008

domenica 13 gennaio 2008

MALASANITA' IN CALABRIA: l'intervento dell'On. Angela Napoli e l'audizione del Ministro Turco

19 dicembre 2007 - Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati:

Audizione del Ministro della Salute, Livia Turco, sullo stato della sanità in Calabria, anche con riferimento al recente tragico evento occorso nell'ospedale di Vibo Valentia.

video

Interventi in video:

On. Angela Napoli - Alleanza Nazionale

On. Daniela Dioguardi - RCSE
On. Katia Zanotti - SDSE
Sen. Livia Turco - Ministro della Salute

Fonte audio: Radio Radicale http://www.radioradicale.it/ , rilasciato con licenza Creative Common attribuzione 2.5 .

mercoledì 9 gennaio 2008

Adesso BASTA: rimuovere gli INTOCCABILI !!!

Soltanto il 7 gennaio 2008 il Presidente Loiero al mio comunicato relativo all’emergenza sanità in Calabria, che denunziava il mantenimento di incarichi dirigenziali a persone da me definite “intoccabili”, replicava, tra l’altro in modo anche calunnioso, accusandomi di essere “ distratta com’è dal suo furore interessato e inconsistente contro i miei (suoi!) amici vibonesi”.
Nello stesso mio comunicato facevo riferimento alla mancanza di risultanze interne e giudiziarie, per quanto riguardava la morte della giovane Federica Monteleone, a distanza di ben un anno da quella tragedia.
Dopo solo 24 ore dalle mie accuse e dalla scomposta reazione alle stesse da parte del Presidente Loiero, è stata finalmente data notizia del contenuto della consulenza ordinata dalla Procura di Vibo Valentia per accertare le cause della morte della giovane Federica. E nel mentre non è dato ancora conoscere le risultanze dell’indagine interna dell’ASP di Vibo, dove rimangono in carica gli “intoccabili”, si apprende che la morte sarebbe avvenuta per una “scossa elettrica che ebbe un effetto diretto sulla funzionalità cardiaca” della giovane, ma anche per una possibile “concausa” rintracciabile nel comportamento dell’anestesista rianimatore.
Intanto trovo inaudito che il deposito della consulenza giudiziaria avvenga ad un anno di distanza dalla morte della giovane, ma quello che mi crea maggiore rabbia è constatare la conferma di quanto vado denunziando fin dopo quella tragedia, ossia il fatto che l’inchiesta potrebbe essere pregiudicata dalla “perdita” di diverse prove causata dal mancato immediato sequestro delle apparecchiature e della sala operatoria.
Nonostante tutto Loiero rimane al suo posto ed i suoi amici “intoccabili” continuano a rimanere tali!

On. Angela Napoli
Taurianova, 09 gennaio 2008

lunedì 7 gennaio 2008

La politica FALLIMENTARE di Loiero

Nel messaggio augurale inserito sul mio blog, pur non essendo particolarmente fiduciosa, avevo evidenziato la speranza che il Nuovo Anno portasse gli Amministratori della Regione Calabria a prendere coscienza del fallimento della loro politica e dello stato emergenziale in cui hanno fatto precipitare l’intera Regione e rimettessero, di conseguenza, il mandato nelle mani dei cittadini.
Speravo nella riconquista della eticità e della moralita; speravo soprattutto nel senso di responsabilità che dovrebbe accompagnare qualsiasi cittadino, ma, in particolare, coloro che, chiamati ad amministrare la cosa pubblica, avrebbero il dovere di salvaguardare i diritti della persona, ad iniziare dal diritto alla vita.
Ed invece è iniziato il Nuovo Anno all’insegna delle notizie che hanno, ancora una volta, fatto rimbalzare sulle cronache nazionali l’immagine di una Calabria dove le cure sanitarie vengono prestate spesso all’insegna della superficialità, dove si muore per mancanza di posti-letto, per mancanza di mezzi di trasporto, per un semplice intervento di appendicectomia, per l’incapacità di effettuare una tracheotomia, per mancanza di controlli specifici dopo una caduta dalla barella in pieno Pronto Soccorso.
Di fronte ad un sistema sanitario regionale che registra drammi su drammi continuiamo ad assistere ad inutili proclami fatti da un Presidente della Regione che, guarda caso, mantiene per se la delega alla sanità pur essendo pendente su di lui una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed alla turbativa d’asta, proprio nel settore della sanità calabrese. Il che fa anche comprendere il motivo per cui, al di là di qualche intervento di mera facciata, quale la sospensione di alcuni medici, dei quali peraltro non è neppure accertata la responsabilità, rimangono intoccabili gli incarichi affidati ad alcuni dirigenti. Vedi, ad esempio, il mantenimento dell’incarico di Commissario dell’ASP di Vibo Valentia, affidato ad un ex funzionario della locale Amministrazione Provinciale, alla cui guida c’è l’attuale “amico” del Presidente Loiero. Così come appare inspiegabile la continuità della carica di dirigente sanitario della stessa ASP di Vibo nella persona che non si sa bene come abbia ripartito la sua funzione, se con maggiore dedizione all’incarico di dirigente sanitario o all’incarico di Presidente della nota Cooperativa “Valle del Bonamico” , sede di cospicui finanziamenti, molti devoluti a rappresentanti delle cosche della ‘ndrangheta di Platì e di San Luca. Eppure a questi intoccabili continuano ad essere affidate le indagini interne, le cui risultanze, come ad esempio quella relativa alla morte della sedicenne Federica Monteleone, non è dato conoscere a distanza di ben un anno da quella tragedia.
Senza tralasciare le inadempienze della locale Magistratura che, in quell’occasione, non ha neppure sentito il dovere di sequestrare immediatamente la sala operatoria dove era avvenuto l’intervento della giovane Federica.
Eppure il Presidente Loiero è soddisfatto, pronto a ritenere che la soluzione dell’emergenza sanità sarà conseguente alla costruzione dei quattro nuovi Presidi Ospedalieri, senza creare un organismo di valutazione del personale sanitario e parasanitario calabrese, senza un monitoraggio sulla professionalità di coloro che sono risultati vincitori di concorsi farsa, senza verificare quante attrezzature sanitarie risultino inefficienti o quante siano giacenti negli scantinati dei vari Presidi ospedalieri calabresi, senza verificare dove sono finiti i miliardi giunti in Calabria per la costruzione dei nuovi ospedali, tra i quali proprio quello di Vibo Valentia, o quanti miliardi siano stati sperperati per creare, sempre in Calabria, strutture sanitarie, anche arredate, mai utilizzate. Nessun provvedimento utile a far uscire la criminalità organizzata dagli interessi del settore.
Loiero continua a mantenere salda la sua poltrona di Presidente, la ‘ndrangheta mantiene il business nella sanità calabrese e la gente continua a morire senza “un perché”!

On. Angela Napoli
Taurianova, 07 gennaio 2008

martedì 1 gennaio 2008

AUGURI, AUGURI, AUGURI

Ci siamo lasciati alle spalle un anno decisamente negativo per l’Italia e per la Calabria in particolare. Il rapporto di fine anno dell’Eurispes presenta una Calabria “a depressione crescente, sfiduciata e disorientata”. Come potrebbe essere diversa: la ‘ndrangheta è divenuta potenzialmente più pericolosa e pervasiva; sanità e ambiente hanno raggiunto dimensioni emergenziali; molta dell’economia legale è divenuta illegale; i livelli di disoccupazione e precariato rimangono preoccupanti; le famiglie sono costrette a cedere alla pressione dei mutui o dell’usura non riuscendo a gestire le spese mensili. E ad aggravare il tutto, i calabresi sono costretti ad essere amministrati da una classe politica che in molteplici occasioni si è dimostrata corrotta, litigiosa e preoccupata solo di ricercare le strategie utili a mantenere le poltrone.
L' illegalità è registrabile ovunque; l’antimafia parolaia ugualmente; i patrimoni dei politici corrotti e di coloro che sono divenuti soggetti di cospicui finanziamenti non si sa dove risiedano o dove siano stati reinvestiti.
E’ per queste ragioni che disilludono ancora una volta la tanta gente onesta di Calabria, che chiedo a chi ha responsabilità di potere, di fare un profondo esame di coscienza. La maggioranza politica deve saper mettere da parte "i corrotti" (e non sono pochi!) e trovare il coraggio di promuovere uno sviluppo in grado di garantire tutti i cittadini, sottraendo la loro dipendenza da questo o quel potente. L’opposizione politica deve anch’essa trovare la forza,di mettere al bando "i corrotti" e di divenire pungolo pressante per chi non sa governare.
Nonostante non riesca ad essere particolarmente fiduciosa, spero che la responsabilità etica e morale porti gli attuali Amministratori regionali a rimettere il mandato nelle mani dei cittadini.
Allo stesso modo ho il dovere di infondere speranza alla gente di Calabria; Abbiamo certamente attraversato momenti bui, ma sono certa che è arrivato il momento di pretendere giustizia e verità.
Personalmente, con Alleanza Nazionale, continuerò con le battaglie intraprese in nome dei tanti cittadini calabresi che lo meritano e soprattutto lo chiedono. Sento il dovere istituzionale e morale di essere ogni giorno più vicina a quanti soffrono, a quanti hanno ricevuto ingiustizie, a quanti vogliono vedersi riconosciuti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione.
A tutti i calabresi esprimo i miei più sinceri ed affettuosi Auguri perché il 2008 possa dare loro quanto di più bello desiderano, ma soprattutto meritano per la loro profonda umanità.
On. Angela Napoli
Taurianova, 1 gennaio 2008