giovedì 12 novembre 2009

Nave dei veleni L'Espresso - L'intervista

Quei veleni top secret
di Riccardo Bocca
Il governo cerca di nascondere la verità sull'inchiesta. L'accusa della parlamentare Pdl dell'Antimafia.
Colloquio con Angela Napoli

Angela Napoli, membro Pdl della commissione parlamentare Antimafia, lo dice apertamente:"Il governo sta cercando di nascondere la verità sulle navi dei veleni, e su quella di Cetraro in particolare. Si vogliono coprire segreti di Stato, e la strada scelta è quella del silenzio. O peggio ancora, di dichiarazioni che non stanno in piedi". Parole che arrivano dopo giornate intense. La settimana scorsa Pippo Arena, il pilota del congegno sottomarino che il 12 settembre aveva filmato la nave sui fondali calabresi, ha dichiarato a "L'espresso" che "due stive erano completamente piene". Poi è stato il turno del ministero dell'Ambiente, che ha pubblicato on line le immagini girate a fine ottobre su quello che ha presentato come il piroscafo Catania. Infine è spuntata, tra politici e ambientalisti, l'ipotesi che nel mare di Cetraro ci siano non uno, ma più relitti. "Il che potrebbe giustificare la fretta di voltare pagina del ministro dell'Ambiente", dice l'onorevole Napoli.

Un'accusa pesante, la sua: su cosa si basa?
"Penso, per esempio, a cosa è successo il 27 ottobre quando è stato ascoltato dalla commissione Antimafia il procuratore nazionale Piero Grasso. Appena gli ho posto domande vere, scomode, il presidente della commissione Beppe Pisanu ha secretato la seduta...".

Si può sapere, nei limiti del lecito, quali argomenti toccavano le sue domande?
"Chiedevo chiarezza sul ruolo dei servizi segreti in questa vicenda. Domandavo come potesse il pentito Francesco Fonti, che non è della zona, indicare il punto dove si autoaccusa di avere affondato una nave, e farlo effettivamente coincidere con il ritrovamento di un relitto. Volevo che superassimo le ipocrisie, insomma. Anche riguardo al memoriale del pentito, che è stato custodito per quattro anni, dal 2005, nei cassetti della Direzione nazionale antimafia senza che nessuno facesse verifiche".

Il ministero dell'Ambiente ha pubblicato sul suo sito le riprese della nave affondata a Cetraro. Non basta?
«Può bastare un filmino in bassa risoluzione che, quando clicchi, si apre su YouTube? Non scherziamo. E aggiungo: poniamo anche che le stive risultino vuote. Dov?è finito il carico visto dal pilota il 12 settembre?». Un dato è certo: alle 12,56 del 27 ottobre, il ministro Prestigiacomo ha detto che il robot aveva già svolto «le misurazioni e i rilievi fotografici del relitto».

Ed è stata smentita due volte: alle 13,12 dello stesso giorno dalla società Geolab che svolgeva il lavoro («Abbiamo fatto solo rilievi acustici»); poi in diretta a Sky da Federico Crescenti, responsabile del Reparto ambientale marino delle capitanerie di porto, il quale ha spiegato che le operazioni in acqua del robot sono iniziate la sera del 27.
«Dico di più. Sempre il 27 ottobre, la direzione marittima di Reggio Calabria ha trasmesso alla commissione Antimafia una mappa con i punti di affondamento di 44 navi lungo le coste italiane. Guarda caso, in Calabria ci sono nove croci senza nome...».

Rilancerà questo elemento in commissione Antimafia?
«Certo. Ma è difficile che un governo smascheri ciò che un altro governo ha occultato. C?è l?interesse bipartisan ad andare oltre, a dimenticare che il pentito Fonti parla di legami con ex democristiani e socialisti ancora attivi. Ricordiamo che il sottosegretario agli Esteri, in questo governo, fa di nome Stefania e di cognome Craxi».

Quindi?
«Basta con i segreti. Il governo vuole chiudere il caso Cetraro? Renda pubbliche le immagini satellitari dei traffici avvenuti nei mari italiani tra gli anni Ottanta e Novanta. La verità c'è già: basta avere voglia di vederla».

(11 novembre 2009)

3 commenti:

david.fanton ha detto...

On Napoli, lei è una persona molto coraggiosa e ha tutta la mia stima.
Non sono calabrese ,ma veneto :sto conducendo una battaglia sulle navi dei veleni sul forum del sito "Poteri Occulti".Sono abbastanza seguito dagli utenti della Rete , segno che ,nonostante di queste notizie i media nazionali non facciano cenno ,la gente vuole sapere :non bisogna mollare!
il problema delle navi di Cetraro e delle altre navi dei veleni non è un problema calabrese, ma italiano .Il fatto più grave è che abbiamo di fronte uno Stato che ritiene più importante mantenere il segreto sui misfatti della politica piuttosto che salvaguardare la salute dei cittadini .Perchè dalla radioattività non si scappa, si muore e basta .
Come ho scritto perifrasando un'altra celebre frase ,a Cetraro muore la speranza degli italiani onesti.
Continuerò a seguire la sua battaglia e per quanto riusciremo cercheremo di dare il massimo eco possibile ai suoi interventi.
Coraggio!

Aldo Spanò ha detto...

Cara Onorevole,
ancora una volta, siete stata l'unica che ha avuto il coraggio di andare fino in fondo, senza infingimenti e senza reticenze. Che desolazione la politica calabrese!! Che delusione i politici calabresi i quali, piuttosto che farsi sentire sulle tematiche serie, si rinchiudono nelle fuomose stanze per organizzare gli inciuci in vista delle prossime scadenze elettorali infischiandosene dei veleni, della sanità e della criminalità!!!
Con l'affetto e la stima di sempre.
Aldo Spanò

Anonimo ha detto...

Onorevole Napoli, da un elettore di sinistra sinceri complimenti per la sua intervista all'espresso.
Un politico che si occupa come prima cosa degli interessi dei cittadini di questi tempi è merce rara; è grazie a persone come lei che si riesce a riporre ancora un po' di fiducia nelle istituzioni.
Buon Lavoro!