mercoledì 21 novembre 2007

La malasanità in Calabria

L’on. Angela NAPOLI ha chiesto, con lettera scritta, alla neo Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, di esaminare con urgenza i due casi di malasanità che, nel corso del 2007, hanno causato la morte dei due giovani Federica Monteleone e Flavio Scutellà.
Per Federica Monteleone, deceduta il 26 gennaio 2007 a Vibo Valentia, all’età di soli 16 anni, l’on. Napoli, in data 2 agosto 2007, aveva anche presentato un’interrogazione parlamentare, a tutt’oggi priva di risposta, per chiedere un’adeguata ispezione ministeriale necessaria per conoscere sia le risultanze delll’indagine interna al P.O. di Vibo Valentia sia le motivazioni in base alle quali la locale Procura della Repubblica non ha provveduto all’immediato sequestro della sala operatoria dove la giovane Federica era stata sottoposta ad una banale operazione di appendicite.
Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 2007 è invece deceduto, nel P.O. “Bianchi – Melacrino – Morelli” di Reggio Calabria, a soli 13 anni, Flavio Scutellà, il quale dopo essere caduto da una giostra ha dovuto aspettare oltre quattro ore un mezzo di soccorso per essere trasferito da un ospedale ad un altro.
I due casi di malasanità e per i quali è stata richiesta l’attenzione alla citata Commissione parlamentare da parte dell’on. Napoli, evidenziano la drammaticità in cui versa la sanità in Calabria. L’on. Napoli ritiene improcrastinabile l’accertamento delle verità, poiché è inaccettabile che non vengano individuate le responsabilità di chi mette in gioco la vita umana senza scrupolo alcuno.
Roma, 21 novembre 2007

On. Angela NAPOLI

6 commenti:

Gennaro Giugliano ha detto...

Buonasera dott.ssa Napoli sarei curioso di sapere se una tale vicenda fosse capitata alle persone cui a chiesto l'interrogazione parlamentare che risposte le avrebbero date,ho ricevuto la Sua Email riguardo quel piccolo problema che in passato lei era andato incontro con la non visibilità del Suo Blog,felicemente risolto e nell'augurarLe buon lavoro la saluto cordialmente

Anonimo ha detto...

On. Napoli,la risposta a questa interrogazione l'ha data questo governo Calabrese che per la Sanità e nella Sanità non ha fatto nulla. La sola preoccupazione di Loiero e company era quella di individuare la persona giusta per occupare questa o quella poltrona ospedaliera, mentre la gente richiedeva un solo diritto, quello di potersi curare.
I nostri politici si riempiono la bocca parlando di innovazioni,di nuove proposte,di guardare al futuro, ma restano solo parole ed intanto i nostri ospedali si sono trasformati in pericolosi istituti dove entri da vivo e non sai come esci.
La cosa più drammatica è sentire parlare di sanità chi nella sanità si è fatto i propri interessi leciti o illeciti e rimanere in silenzio forse sarebbe stata la cosa più giusta da fare.
Nel 2008 parlare di mancanza di attrezzature o di personale è a dir poco vergognoso e umiliante per chi nel settore ci lavora da anni,ma tutto questo ai nostri politici non importa,perchè loro si servono di altre strutture,quelle private, avendo delle corsie preferenziali. Le notizie drammatiche infatti, ci pervengono solitamente da famiglie umile e spesso disagiate che si affidano alla sanità pubblica per curarsi ma che spesso essendo "anonimi" pagano il caro prezzo della vita.
In Calabria la Sanità cambierà solo se gli interessi dei politici non prevarranno più su quelli dei cittadini.

Saluti,Elena

Anonimo ha detto...

Chi parla oggi di sanità calabrese lo fa perchè nella sanità e con la sanità si è arricchito.
Dalle farmacie,alle società di distribuzione,alle rappresentanze di prodotti ospedalieri,al controllo degli appalti interni e non continuo perchè l'elenco è talmente lungo e variegato che non sono mai riuscito a capire come tutto ciò non è mai stato denunciato e quindi posto all'attenzione di quelle competenze istituzionali di controllo.
Conosciamo tutti chi è più o meno coinvolto nel malaffare sanitario ma nel nostro territorio la legge non è uguale per tutti e in questo mondo malato, c'è chi si arricchisce ma c'è chi anche muore.
L'errore del medico ci può stare,perchè siamo tutti umani, ma se si muore con troppa facilità è perchè non esiste politica sanitaria. Ogni cittadino che muore per la malasanità è una vittima di questa o quella politica. I veri assassini (forse ho usato un termine troppo forte) sono tutti quei politici che il diritto del malato lo hanno calpestato, proccupandosi più della chiusura di questo o quell'ospedale,di essere presente ai convegni,di riunirsi per decidere sugli interessi politici per non scontentare l'amico di turno.
La vita dei cittadini non può dipendere dai giochi politici. Parliamo di vita umana.
On.Napoli il vero dramma è che la politica non è più umana e allora come pretendiamo di cambiare?

Enzo

Anonimo ha detto...

Mondo sanitario,denunciate quattro persone per frode
Giovedì 22 Novembre


Quattro amministratori e dirigenti della societa' "Almaviva sud spa" (ex "Intersiel spa") incaricata, per conto della Regione Calabria, della gestione dell'anagrafe della popolazione assistita, sono state denunciate per il reato di frode in pubbliche forniture dal Nucleo di Polizia Tributaria, gruppo tutela spesa pubblica, al termine di indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. L'indagine, svolta su delega del procuratore aggiunto della Repubblica, di Catanzaro, Salvatore Murone, fu avviata a seguito della notizia, scaturita da una verifica promossa dall'assessorato regionale alla Salute, dell'ipotesi di corresponsione ai medici di base appartenenti al servizio sanitario nazionale, di retribuzioni indebite relative a pazienti inesistenti.

Secondo una fonte ufficiale del Gruppo Almaviva ( il sito http://www.almavivaitalia.it/) ci troviamo in presenza di una Realtà Industriale fatta di "20 Società con circa 15.000 tra dipendenti e collaboratori che operano in 39 Sedi in Italia e 4 all'estero. Il fatturato 2006 è di 707 milioni di euro. Tra le principali società controllate e partecipate: AlmavivA Finance, AlmavivA Consulting, AlmavivA Contact, AlmavivA Sud, TSF - Tele Sistemi Ferroviari, Actalis, Alicos, Atesia, AlmavivA do Brasil, AlmavivA-CCID Shanghai Technology. Il Gruppo AlmavivA opera su tutto il territorio nazionale e sui mercati esteri. È già presente in Tunisia, Brasile, Romania, Cina e ha in programma di esportare a breve il suo know-how in altri Paesi. AlmavivA è presente nei settori vitali dell’economia italiana: la pubblica amministrazione, le telecomunicazioni, i trasporti, l’industria, le banche e le assicurazioni, la Piccola e Media Impresa. Per questi mercati AlmavivA progetta e sviluppa sistemi informativi e servizi integrati con tecnologie innovative: iniziative complesse per le quali si propone come partner per la soluzione di problemi che riguardano la progettazione, il change management, la sicurezza e interi processi di business. In questa attività l’Azienda può disporre di importanti infrastrutture (data center) a supporto dei servizi di co-sourcing e full outsourcing. "
Secondo quanto riportato dal Bilancio Almaviva 2006 ("Assemblea degli Azionisti, 20 Aprile 2007: PDF scaricabile dal sito), che è una sorta di Relazione della Banca d’Italia, "il mercato italiano rimane ancora tra quelli a minor crescita, rispetto ai Paesi Europei. Si riscontra ancora un’assenza di contratti importanti che prevedano grandi investimenti…" .

Ma con il solito tempismo Almaviva/Istituzioni, ecco la lieta novella [3] datata 3 Luglio 2007: " Si è conclusa la gara europea, bandita nell'aprile 2006 per la selezione del socio privato di minoranza della SIN s.r.l. , Società a partecipazione pubblica maggioritaria, alla quale la legge n. 231/2005, ha affidato la gestione e lo sviluppo del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN). Il soggetto prescelto, tra le 26 imprese di grande rilevanza anche a livello internazionale riunite in cinque Raggruppamenti temporanei (RTI), è stato quello composto da Almaviva s.p.a. (ex Finsiel), IBM Italia, Auselda, Sofiter, Agriconsulting, Cooprogetti, Agrifuturo e ISAF."

Secondo Repubblica [4] " alla società così costituita spetteranno la gestione e lo sviluppo del SIAN, il Sistema Informativo Agricolo Nazionale, fondamentale per l’erogazione dei 6 miliardi di euro di contributi comunitari ai produttori agricoli. Nei giorni scorsi AlmavivA ha provveduto a versare 36 milioni di euro, equivalenti alla propria quota nella nuova società pubblicoprivata che vede Agea come socio di maggioranza. La gara, la più importante tra quelle bandite fino ad oggi dalla Pubblica Amministrazione, è figlia di un lungo percorso avviato nel lontano 1986 con la realizzazione del Sistema Informativo Agricolo Nazionale. Il neonato SIAN, riconosciuto già allora come il sistema più avanzato a livello europeo nel settore agricoloforestale, fu realizzato da Finsiel, oggi confluita in AlmavivA. Il suo compito era quello di integrare e rendere disponibile a tutti gli attori del comparto agricolo i servizi realizzati per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e per l’Agea. Da allora il sistema agricolo italiano si è andato sempre più modernizzando fino all’eccellenza raggiunta con l’assegnazione dell’ultima gara".

Tale dinamicità nei volumi di profitto non poteva non essere supportata da un’innovazione anche sotto l’aspetto logistico ed infrastrutturale, con il completamento e l’entrata in funzione (pieno regime previsto per Marzo 2008) della nuova Sede Centrale Almaviva di Roma (5 Edifici tra loro collegati che calpestano 8 ettari di terreno per 37000 mq di aree utilizzabili), nella quale saranno concentrate tutte le attività del Gruppo "ad eccezione dei call center e dei data center, che rimarranno nelle loro attuali ubicazioni", secondo quanto afferma Tripi jr.

E’ chiaro il quadro: azienda in sviluppo, beghe giuridiche affossate, venti governativi che spirano a favore.

In questo ambito assai amicale si svolge la trattativa (su più riprese e successiva al 13 Dicembre 2006) tra i tre porcellini ed Almaviva al fine di:

- verificare il sistema complessivo degli orari di lavoro e dei turni [in seguito SCOT, ndr];
- definire il sistema di relazioni industriali tra azienda, OO.SS. ed RSU [in seguito RSR];
- definire Premio di Risultato [in seguito PdR];
- inquadrare (passaggi di livello) il Personale con contratto di lavoro subordinato [IPS].

Secondo il Verbale di Incontro [5] tra le parti, 27 Febbraio 2007 a Roma, l’Azienda ha finalmente comunicato l’articolazione per società e per sedi dei 6238 lavoratori a progetto:

- Cos Communication Services s.p.a. n.2665 (Milano 131, Napoli 152, Catania 850, Palermo 1532);
- Alicos s.p.a. n.713 (a Palermo);
*
Atesia s.p.a. n.2860 (a Roma);

viene confermata la procedura di "stabilizzazione per scaglioni", 25% ogni trimestre, a livello di singola azienda e di singola Unità Produttiva: si lascia una via di fuga per mezzo di eventuali modifiche previo accordo aziendale fra le parti;

viene istituita una Commissione Paritetica per ogni sito operativo finalizzata ad esaminare il SCOT (termine dei lavori, Luglio 2007);

viene data la disponibilità (non richiesta! né concessa!) dei LAP stabilizzati, fino a che la Commissione non avrà fornito i risultati del lavoro, a lavorare su part-time di 4 ore su fasce orarie prestabilite di 9 ore:

Mattina, Pomeridiana-Serale, Notturna (quest’ultima assegnata a part-time verticali 50% su base volontaria);

- viene proposto un turno fisso (dalle 22 alle 02), con riserva di attivazione in funzione delle adesioni volontarie pervenute;

- viene confermata, ma solo "transitoriamente" e a chi documenti eventuali secondi lavori di natura subordinata oltre che con una maggiore anzianità complessiva, l’attuale collocazione oraria del LAP. Via di fuga: "compatibilmente con le esigenze operative, le curve di traffico attuali e le esigenze di distribuzione percentuale del personale sulla singola fascia oraria";

- viene data la possibilità per i LAP stabilizzati di effettuare cambi turni, (ma solo) fra due lavoratori a parità di orario, di professionalità e nell’ambito della stessa comessa;

- viene istituita una Commissione Paritetica Nazionale per individuare parametri, obiettivi e periodi di competenze per l’elargizione di un PdR (termine lavori, Giugno 2007).

A seguito dell’incontro del 5 Giugno 2007, un mesto comunicato porcellino [6] "prende atto del lavoro finora svolto dalla commissione nazionale sul PdR, istituita in base agli accordi di febbraio 2007, e delle distanze di merito che ancora separano le posizioni sindacali da quelle aziendali.

Si è inoltre preso atto della difficoltà con cui il confronto a livello nazionale procede, anche in relazione alle verifiche finora non svolte con necessaria attenzione e tempestività in relazione ai passaggi di livello di cui all’art. 23 del CCNL delle TLC.

Si è inoltre registrata la lentezza e in diversi casi (per esempio Roma) il totale disinteresse da parte aziendale ad avviare le commissioni territoriali per la riforma dei sistemi di orario di lavoro di cui all’intesa nazionale del Febbraio 2007.

Porcellinamente si suggerisce ad Almaviva un "salto di qualità" nella trattativa. Salto che puntualmente arriva con l’incontro del 25 Luglio 2007, a seguito del quale i confederali fanno girare il Comunicato intitolato "Rabbia" [7], e con quello di due giorni più tardi [8], in merito al quale la Triplice dichiara "Accordo Qualificante" [9].

Cosa ci sarà di così tanto "qualificante" nell’Ipotesi(!) di Accordo del 27 Luglio?
Vediamo:
- i lavori della Commissione sul SCOT, mai partiti, vengono prorogati fino a Dicembre 2007;
- i lavori della Commissione sul PdR viene prorogata a Settembre 2007;
- i dipendenti 3° livello assunti al 31 Dicembre 2006 (in altri termini, neoassunti "CIAO!") avranno riconosciuto il 4° livello entro 36 mesi (nei quali Tripi può anche diventare Carlo Magno e Damiano Vicario di Cristo) secondo le seguenti tempistiche:

- 20% entro 5 mesi (31 Dicembre 2007);
- 30% entro 18 mesi (31 Dicembre 2008);
- 20% entro 30 mesi (31 Dicembre 2009);
-30% (se tutto va bene!) entro 36 mesi (31 Dicembre 2010), seguendo i criteri dell’anzianità contrattuale (almeno 48 mesi) e delle professionalità acquisite).

Oltre l’ "Accordo Qualificante" è da registrare (30 Luglio 2007) la chiusura della trattativa tra AssoTelecomunicazioni-AssTel e CGIL-CISL-UIL per il rinnovo della parte economica (secondo biennio, 1Gennaio 2007 – 31 Dicembre 2008) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazione [10] secondo cui al 3° livello, dal 1 Ottobre 2007 spetta in busta paga 41,30 euro, più un’ UNA TANTUM di 410 euro lorde.

Sotto l’aspetto porcellino puro, è da registrare nei primi sei mesi del 2007 una strana moltiplicazione dei comunicati affissi in bacheca che tentavano di chiarire la convenienza del TFR trasferito nei Fondi Comuni.
Come la Madonnina di Fatima, che apparse per sei volte ad intervalli mensili a partire dal 13 Maggio 1917, così la reclàme della UGL, piombata in Atesia a fare incetta di qualche rimasuglio di zucca sfuggita al controllo dei suini neocorporativi.

Concludiamo in bellezza e nell’inquietudine, fornendo i dati Atesia relativi al sedicente Referendum sul Protocollo del 23 Luglio:
456 votanti, 103 Si’, 353 No. Oltre il 75% ha respinto il testo dell’inciuciata.

L’inquietudine dov’è? Tra i promotori del No, ci sono anche molte RSU CGIL che in questi anni o non hanno capito un c .... di quello che stava succedendo in Atesia, oppure consapevolmente lavoravano per il fronte padronale.
Una sorta di "compagno Veltroni" del Sindacalismo.

Fatto sta che sono gli stessi dell’Accordo Qualificante".

Tutto questo ci suona sospetto, indagheremo e prontamente informeremo

fonte: www.mercantedivenezia.org Scritto da Francesco Fumarola
domenica 14 ottobre 2007
!

Anonimo ha detto...

E' facile comprendere perchè la sanità in Calabria non funziona il difficile è condannare chi sbaglia.

Vittorio

Anonimo ha detto...

Enza Bruno BossioIn passato, ha ricoperto l'incarico di Amministratore Delegato di Intersiel Spa (2001-2002).
La cosa mi è sembrata alquanto strana poichè l'Intersiel spa è il vecchio nome dell'ALMAVIVA Sud spa coinvolta nella frode sanitaria oggi riportata dai media calabresi.
Non voglio dubitare dell'onestà operativa della moglie di Nicola Adamo ma ne stiamo sentendo troppe in questi ultimi tempi che nulla ci sorprende più.